Abbiamo ribadito che il salario accessorio deve rientrare nella contrattazione e non essere distribuito in modo unilaterale dalle Agenzie e che siamo pronti ad ogni azione sindacale qualora non dovesse essere raggiunto un accordo in tal senso.
Nella mattinata di ieri, a seguito della nostra richiesta del 10 settembre, abbiamo incontrato il Direttore Generale del Dipartimento delle Finanze Giovanni Spalletta, il Direttore Agenzie ed Enti della Fiscalità del Ministero dell’Economia e delle Finanze Veneto D’Acri e il Capo della Segreteria tecnica del Viceministro Leo, Edoardo D’Arrigo.
L’esordio della riunione non è stato dei più incoraggianti: infatti il Direttore Spalletta ci ha comunicato che l’incontro era da considerarsi precipuamente tecnico e che vi era la disponibilità esclusivamente a “proceduralizzare” una partecipazione sindacale consultiva preventiva all’emissione unilaterale da parte delle Agenzie del decreto che dovrebbe distribuire gli ulteriori fondi di salario accessorio del personale di cui all’articolo 1 comma 7-bis, del Decreto Legislativo 24 settembre 2015, n. 157.
Dopo una breve pausa, richiesta dalle scriventi Organizzazioni Sindacali abbiamo chiarito alla delegazione di parte datoriale che:
Avevamo chiesto un incontro politico al Viceministro Leo e non tecnico proprio perché a nostro parere il nodo da sciogliere è di natura politica;
Non siamo disposti alla sottrazione alla contrattazione di fondi di salario accessorio che sovvertirebbero le regole esistenti contenute in tutti i contratti e nel Testo Unico del Pubblico Impiego e che, a nostro parere, viste anche le recentissime pronunce della Corte Costituzionale, la parte della norma che attribuisce alla parte datoriale la potestà di emanare decreti di distribuzione di salario di produttività senza passare per la contrattazione è da considerarsi illegittima;
Le scriventi lamentano una “autoreferenzialità” all’Agenzia delle Entrate, nella gestione del personale e nelle relazioni sindacali. Svariate volte le sessioni contrattuali si sono chiuse senza il raggiungimento di intese condivise come, ad esempio, per la disciplina del lavoro agile o dell’adozione del sistema di valutazione. Quest’ultimo è stato emanato con una regolamentazione unilaterale che è causa di applicazione disomogenea e non in linea con i principi contenuti sia nelle direttive o circolari ministeriali o nel sistema stesso;
Ultimo, ma non per importanza, la sottrazione del 75 per cento dei fondi aggiuntivi dalla contrattazione dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli vorrebbe dire pregiudicare i livelli salariali odierni del personale con una perdita secca di svariati milioni di euro di salario di produttività.
Nonostante l’esito sostanzialmente negativo della riunione, e visto l’impegno sin qui, comunque, dimostrato sia dall’autorità politica che dagli organi tecnici del Ministero dell’Economia e delle Finanze, non abbiamo voluto chiudere ogni porta al dialogo e pertanto abbiamo chiesto, prima di far partire ogni iniziativa sindacale possibile, di riferire le nostre posizioni al Viceministro e di convocare a strettissimo giro quell’incontro politico da noi chiesto ab inizio.
La delegazione di parte datoriale ha ritenuto “comprensibili e interessanti” (citiamo le precise parole utilizzate) le nostre posizioni, ci ha assicurato che le avrebbe immediatamente portate a conoscenza del Viceministro Leo e che si riteneva il confronto ancora aperto.
Vi terremo aggiornati prontamente sugli sviluppi della vertenza.
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FP CGIL |
CISL FP |
UIL FP |
CONFSAL/UNSA |
FLP |
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Iervolino |
De Caro |
De Rosa |
Sempreboni |
Sperandini |
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Falcone |
Procopio |
Cocozzello |
Comunicato_unitario_su_incontro_con_MEF_su_salario_accessorio.PDF