Le dichiarazioni della, pardon, del Presidente del Consiglio in occasione della Conferenza nazionale della Dirigenza INPS confermano, ancora una volta, una visione parziale e distante dalla realtà quotidiana dell’Istituto.
Nel richiamare la “missione strategica dell’INPS”, il premier omette completamente ogni riferimento al personale dell’Ente, alle lavoratrici e ai lavoratori che ogni giorno garantiscono il funzionamento concreto del sistema di protezione sociale.
Nessuna parola per chi rappresenta davvero il volto dello Stato sul territorio: chi lavora agli sportelli, chi risponde al telefono, chi gestisce pratiche complesse, chi affronta il disagio sociale.
Sono questi lavoratori e lavoratrici che, quotidianamente, mettono la faccia davanti ai cittadini, spesso in condizioni di forte fragilità, e che troppo frequentemente si trovano a subire insulti, minacce e offese, pagando in prima persona il prezzo di scelte normative e politiche decise altrove. Norme che sempre più spesso trasmettono l’idea che la povertà sia una colpa individuale e non una condizione sociale che richiederebbe ascolto e strumenti di tutela.
Parlare di “Stato amico e affidabile” senza riconoscere il ruolo, il carico di responsabilità e il logoramento umano di chi opera in prima linea è un esercizio retorico vuoto.
Lo Stato non è un concetto astratto, lo Stato lo rappresenta chi ogni giorno regge l’urto del disagio sociale.
E del resto l’unica resistenza che può essere considerata valida dal Governo è quella a mettere risorse nella PA: basti pensare al tetto al Fondo Risorse Decentrate, mai scalfito in INPS; al valore bloccato dei buoni pasto; ai ritardi nel pagamento del trattamento di fine rapporto per chi lavora nel pubblico; alla tassa sulla malattia; agli stanziamenti sul precedente CCNL.
Il registro usato risulta inaccettabile. Non esiste alcun “braccio operativo dello Stato” senza il lavoro quotidiano delle persone che lo rendono possibile. Continuare a ignorarle, perfino nei momenti ufficiali, significa svalutarne il ruolo.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo