Mancano pochi giorni all’ effettivo trasferimento di decine di colleghe e colleghi a seguito della chiusura di diverse sedi in tutta Italia e stiamo alacremente lavorando per garantire una serie di tutele, aggiuntive a quanto previsto dalle normative di legge e di contratto, per attutire, almeno in parte, gli impatti di un progetto aziendale che, come Organizzazioni Sindacali, non abbiamo mai sposato né condiviso.
Come in altri ambiti, – quali ad esempio il lavoro agile, tema sul quale, peraltro intendiamo tornare a confrontarci a breve con la delegazione datoriale- registriamo un atteggiamento conservativo, non in linea con le dinamiche e le tempistiche imposte da una visione che tenga nella giusta considerazione l’equilibrio fra esigenze di vita e di lavoro.
Proprio in questi giorni abbiamo inviato alla Società le nostre controproposte al testo, consegnatoci nel corso dell’ultimo incontro, con una serie nutrita di richieste di miglioramento su temi importanti, quali ad esempio, i tempi di percorrenza, la durata dell’accordo sullo smart working, la riassegnazione nel luogo di provenienza in caso di individuazione di una nuova sede, l’opzione di scelta tra l’indennità di trasferimento e lo smart working (per il periodo di mancato preavviso), il rimborso delle spese per i mezzi pubblici, il 90% del rimborso in caso di acquisto di prima casa ed altro ancora. L’obiettivo è di arrivare al più presto ad un accordo, possibilmente prima del 1 marzo.
Va sottolineato come in molti casi, i diretti interessati si sono prodigati per l’individuazione di soluzioni che consentano il mantenimento di un presidio nelle città oggetto di chiusura e confidiamo che la ragionevolezza prevalga.
Vi aggiorneremo a breve sugli sviluppi di questo confronto.
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