Alla Capo Dipartimento dell’Organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi
del Ministero della giustizia
Dott.ssa Lina Di Domenico
Alla DG Personale Dott.ssa Mariaisabella Gandini
Oggetto: riscontro nota rimodulazioni dotazioni organiche
Gentili Dott.sse,
Prendiamo atto e apprezziamo l’iniziativa di questo Dipartimento di aver comunicato a tutte le organizzazioni sindacali i contenuti per sommi capi della bozza di decreto ministeriale per la rimodulazione delle piante organiche, nonché la conferma dell’impegno assunto per la stabilizzazione del personale precario PNRR.
Come Fp Cgil abbiamo sostenuto, già dal lontano 2022 e per tutta la trattativa relativa alle famiglie professionali e al contratto collettivo nazionale integrativo di ministero, l’esigenza e la necessità, tra i diversi punti all’ordine del giorno, di rivedere le dotazioni organiche che a nostro avviso risultano ormai superate rispetto alla necessità di valorizzare adeguatamente professionalità e competenze del personale oltre che rispetto alla sfida organizzativa posta in atto con il PNRR.
In merito alla revisione e trasformazione del profilo dell’ufficiale giudiziario, figura dichiarata in esaurimento con l’accordo sulla revisione dei profili del 2017, riteniamo condivisibile l’obiettivo di ampliare la figura dell’operatore giudiziario. Tale scelta risulta, infatti, propedeutica sia al fine della stabilizzazione dei precari che per garantire la prosecuzione del progetto di digitalizzazione oltre il 30 giugno 2026.
Come più volte evidenziato nelle nostre precedenti note ed occasioni di confronto, segnaliamo ancora una volta che l’area assistenti e quella degli operatori si confermano essere le più ampie per numero di
addetti. Questa configurazione, a nostro avviso, rischia di penalizzare una nuova, moderna ed efficiente organizzazione del lavoro che dovrebbe vedere una riqualificazione del personale che svolge le attività caratterizzanti di questa amministrazione nell’area dei funzionari di almeno il 70% del personale, in linea con quanto avviene già nelle altre amministrazioni del comparto delle funzioni centrali e con le sempre maggiori elevate competenze professionali richieste, titoli di studio ed esperienza maturata in anni di servizio.
Una determinazione in tal senso consentirebbe:
Il riconoscimento pieno del diritto alla carriera per il personale dell’area assistenti, a cui affiancare l’attivazione delle indennità di specifica responsabilità oltre agli incarichi professionali e di posizione organizzativa per l’area dei funzionari;
Lo svuotamento progressivo dell’area operatori, salvo le assunzioni obbligatorie demandate dalla normativa legale e contrattuale;
La disponibilità degli ulteriori posti necessari alla stabilizzazione dei 1.800 funzionari tra addetti all’ufficio per il processo e tecnici oggi esclusi dalle procedure di stabilizzazione, nonché la garanzia, come per gli operatori data entry, di potersi vedere confermati nei propri ruoli nelle sedi in cui presta servizio attualmente il personale.
Di pari passo, assolutamente necessaria è la strutturazione a regime del modello organizzativo dell’Ufficio per il Processo presentato alla Commissione europea per ottenere i finanziamenti connessi all’attuazione del PNRR. Un progetto innovativo, che coinvolge tutti gli uffici territoriali giudicanti e a cascata i requirenti, fondamentale per realizzare quel cambiamento non più rinviabile per rendere questo Ministero pienamente al passo con i tempi.
Al fine di poter approfondire le tematiche oggetto della nota, richiediamo un apposito incontro di confronto sulle diverse proposte espresse dalla scrivente organizzazione sindacale.
In attesa di un Vostro gentile riscontro, Inviamo cordiali saluti.
Coordinatrice nazionale FP CGIL per il Ministero della giustizia
Felicia Russo