La bozza di accordo sulla mobilità nazionale a domanda, trasmessa dall’Amministrazione la scorsa settimana e discussa al tavolo sindacale, riproduce in larga misura l’impianto dell’accordo del 2022, introducendo modifiche di limitato impatto sotto il profilo organizzativo.
L’obiettivo della mobilità deve essere quello di rendere armonico il percorso professionale con le esigenze di vita delle lavoratrici e dei lavoratori, garantendo tempi certi.
In tale prospettiva, la previsione di indicare un massimo di tre sedi, in luogo delle cinque consentite dal precedente accordo, non appare di per sé particolarmente penalizzante, anche alla luce dei chiarimenti forniti dall’Amministrazione, che ha ricondotto tale scelta all’esigenza non di conculcare il diritto, ma di ridurre il numero di domande inevase e favorire – ove possibile – l’accoglimento della preferenza espressa.
Un obiettivo che riteniamo comune a tutte le parti, ma che appare a nostro avviso maggiormente tutelato da una scelta più ampia, come avvenuto nel recente passato.
Il nodo centrale resta tuttavia quello della programmazione dei fabbisogni.
Pur prendendo atto della previsione di un’informativa preventiva alle organizzazioni sindacali, la FP CGIL richiama quanto avvenuto nel corso dell’ultimo anno, caratterizzato dalla pubblicazione di bandi in assenza di un adeguato confronto preventivo.
In tale contesto, si ribadisce la necessità che la ricognizione delle carenze di organico sia effettuata in modo puntuale, trasparente e dettagliato per ciascuna sede e struttura, non solo in funzione delle procedure concorsuali, ma quale strumento ordinario di monitoraggio e programmazione.
Del resto, se l’Amministrazione ogni mese aggiorna il dato della consistenza del personale, non si capisce il perché non possa fornire – a integrazione – uno schema circostanziato sulle carenze regione per regione, provincia per provincia.
Tale attività deve costituire, a nostro avviso, il presupposto della mobilità interna, anche al fine di garantire, col ciclo assunzionale, adeguati livelli di funzionalità dei servizi.
Se da un lato risulta, infatti, difficilmente comprensibile la metodologia utilizzata per l’individuazione dei fabbisogni dal punto di vista della produzione, per altro verso risulta surreale come, in alcune realtà regionali, si registrino resistenze nel riconoscimento delle assegnazioni temporanee (sic!) a fronte della contestuale programmazione di nuove immissioni in servizio mediante concorsi.
Per questa ragione, in tempi non sospetti, denunciammo in via isolata o quasi (link) una rottura del patto di fiducia coi lavoratori. Ferita aperta che va ora ricucita.
Sul piano dei criteri applicativi, si ritiene necessario introdurre alcuni correttivi volti a garantire coerenza normativa. In particolare, occorre:
· esplicitare in modo univoco il riconoscimento delle diverse condizioni riconducibili al nucleo monoparentale;
· aggiornare la disciplina alla luce delle innovazioni introdotte dal decreto legislativo n. 62/2024.
Su quest’ultimo aspetto, la FP CGIL evidenzia come il quadro legislativo introduce la nozione di “persona con disabilità”, superando in tal modo l’impostazione fondata esclusivamente sul riconoscimento dello stato di handicap.
Per aver diritto all’accomodamento ragionevole della priorità nella scelta di sede basta essere in condizione di disabilità ai sensi della Convenzione ONU e dell’articolo 1, lettera a) individuato dal decreto. Tale evoluzione normativa comporta conseguenze dirette. In particolare, si rende necessario assicurare un trattamento omogeneo, evitando disparità tra diverse condizioni giuridiche che incidono sulla capacità lavorativa. Siamo convinti che l’Amministrazione lavorerà in questa direzione.
Ulteriore elemento di attenzione riguarda il trattamento dei dati sanitari. Che sia nell’accordo o nel futuro bando, la FP CGIL richiama la necessità di un rigoroso rispetto della normativa in materia di protezione dei dati personali, con specifico riferimento ai principi di pertinenza e minimizzazione, nonché alla competenza esclusiva del Medico Competente nella gestione delle informazioni di natura sanitaria.
All’Amministrazione il compito di trovare un corretto bilanciamento tra esigenze organizzative e diritti del personale.
Dopo la forzatura di dicembre scorso, avvenuta nel silenzio di chi oggi si proclama alfiere dell’accordo, non è più concesso procrastinare.
Su questo l’Amministrazione ha espresso il suo auspicio: entro maggio la mobilità regionale, entro settembre la procedura nazionale.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo