Qualcosa non torna nelle disposizioni impartite dall’Amministrazione.
Le norme vigenti devono valere per tutti e trovare applicazione uniforme, senza eccezioni o interpretazioni di comodo. Eppure, quanto sta accadendo nei confronti dei corsisti impegnati nei percorsi formativi attualmente in svolgimento sembrerebbe andare in tutt’altra direzione.
La formazione rappresenta un momento preciso e regolamentato dell’attività lavorativa e, ad oggi, non risulta esistere alcuna disposizione normativa che consenta l’impiego dei corsisti in attività istituzionali ulteriori rispetto a quelle previste dal percorso formativo stesso. Nonostante ciò, a causa delle croniche carenze di organico che continuano a gravare sul servizio, l’Amministrazione sceglie ancora una volta di scaricare il peso delle proprie mancanze sul personale.
Anziché assumere decisioni strutturali, collettive e non penalizzanti, si continua infatti a ricorrere a missioni e impieghi straordinari di varia natura per tamponare emergenze organizzative ormai divenute ordinarie. Una gestione che finisce inevitabilmente per mortificare il lavoro del personale, trasformando diritti sanciti e regolati dal CCNL in una disponibilità senza limiti e senza tutele.
Non è accettabile che le carenze dell’Amministrazione ricadano costantemente sui lavoratori, né che la formazione venga piegata a esigenze operative che nulla hanno a che vedere con gli obiettivi didattici previsti.
Per queste ragioni abbiamo formalmente scritto all’Amministrazione chiedendo chiarimenti immediati, nel rispetto delle norme, della dignità professionale del personale e dei diritti contrattualmente garantiti ai lavoratori.