La pubblicazione delle graduatorie definitive relative ai differenziali stipendiali 2025, sancita dal Messaggio Hermes 2104, mette definitivamente la parola fine a quel percorso virtuoso che in passato aveva garantito progressioni economiche e riconoscimenti per tutta la comunità lavorativa.
Il precedente sistema, valorizzando concretamente l’esperienza maturata a partire dall’ultimo differenziale conseguito, permetteva una crescita collettiva attraverso progressioni in deroga e differenziali accessibili a tutti.
Il nuovo impianto, al contrario, produce l’effetto opposto: pochi avanzano, la maggioranza resta ferma a guardare.
Ci troviamo di fronte a un circolo vizioso che rischia di cristallizzare le posizioni, privilegiando sempre lo stesso personale e creando una divisione permanente tra lavoratori di serie A e di serie B.
Questo esito non ci sorprende. Se ricordate e riprendete i nostri vecchi comunicati, lo avevamo già denunciato chiaramente, mettendo tutti in allerta: i fatti ci hanno, purtroppo, dato ragione.
Possiamo senza dubbio dire che la nostra assenza dai tavoli di trattativa si fa sentire e si vede nei risultati.
Questo è il prezzo che si paga per non allinearsi a chi ha firmato un CCNL al ribasso condannandoci a una pesante perdita del potere d’acquisto, contribuendo altresì all’attuale situazione di difficoltà economica.
Questo sistema di esclusione limita nei fatti la democrazia sindacale, estromettendo dai tavoli la nostra organizzazione – la più grande e rappresentativa del Paese – e lasciando le amministrazioni libere di siglare accordi spesso con un’unica controparte.
E per l’appunto le responsabilità ulteriori si qualificano con questo accordo che si dimostra apertamente quello che è.
Esprimiamo inoltre qualche perplessità sulle modalità di pubblicazione delle graduatorie definitive. Pur comprendendone la scelta dei criteri di diffusione che cela i nominativi in nome della privacy allo stesso modo non garantisce la necessaria trasparenza al fine di comprendere le logiche di assegnazione per i pochi fortunati sollevando inevitabili dubbi e mugugni sull’intera operazione, portando molti a chiedersi se tale modalità serva unicamente a non far emergere i limiti strutturali e le possibili asimmetrie di questo nuovo sistema
La mobilitazione e la denuncia contro questo impianto contrattuale e gestionale continuano. Non accetteremo la logica dei pochi eletti a danno della maggioranza dei lavoratori.
Il Coordinatore Nazionale INPS FP CGIL
Luca Giovinazzo