Lo scorso 20 maggio si è svolto a Bruxelles il Comitato del dialogo sociale dei governi locali e regionali, (SSDC LRG) il cui programma dei lavori prevedeva degli argomenti di carattere generale, utili a supportare e definire il contributo di LRG Epsu alla consultazione che si svolge nei anche tavoli confederali nei seguenti argomenti:
Dichiarazione congiunta fra CEMR ed EPSU sul Quality Jobs Act
Preparazione alle emergenze e governi locali: presentazione del documento congiunto del Parlamento europeo, del Consiglio europeo, del Comitato sociale ed economico e del Comitato delle regioni
Aggiornamenti da Eurofound
Riforme della digitalizzazione nei governi locali
Il Segretario Pablo Sánchez Centellas, introduce la sessione illustrando l’ultima versione della bozza di dichiarazione congiunta CEMR ed EPSU sul Quality Jobs Act con l’obiettivo di esplicitare posizioni comuni, anche minimali, per procedere speditamente e segnare un metodo di lavoro, che tocca i seguenti punti:
Digitalizzazione and AI e lavoro: per la quale si chiede l’interpretazione chiara delle norme già esistenti e la definizione di linee guida con le parti sociali in merito all’uso responsabile e alla supervisione umana. In tale contesto l’aggiornamento, la riqualificazione e la formazione sono fondamentali per il futuro degli enti locali e il FSE+ dovrebbe stanziare fondi specifici a sostegno di questo obiettivo.
Coinvolgimento dei partner sociali: chiedendo maggiori investimenti in capacità di dialogo, maggiori risorse e un maggiore impatto del mondo del lavoro delle parti sociali a livello UE.
Il Pilastro Europeo dei Diritti sociali a livello locale: dato che molti dei principi EPSR, tra cui l’occupazione di qualità, la protezione sociale, lo sviluppo delle competenze e il dialogo sociale, sono attuati principalmente a livello locale, il loro successo dipende dal rafforzamento degli enti locali, della loro capacità finanziaria e della loro capacità di adattarsi alle sfide future.
In merito al documento sono emerse alcune osservazioni: in primis si afferma la necessità di una adeguata conoscenza dei sistemi, acquisire anche mediante una adeguata formazione, alla quale è necessario destinare risorse importanti per il futuro del settore delle autonomie locali e regionali, anche in considerazione della età media dei dipendenti, significativamente più alta rispetto al settore privati. La formazione non è solo un diritto dei lavoratori, ma lo strumento tecnico essenziale per il riallineamento delle competenze di fronte alle transizioni in atto. A questo fine è necessario mantenere l’autonomia del Fondo Sociale Europeo (FSE/FSE+), evitando che venga accorpato o diluito in macro-fondi omnibus digitali. Inoltre si chiede che venga esplicitata la “supervisione umana” sui luoghi di lavoro.
L’implementazione dell’Intelligenza Artificiale e delle nuove tecnologie digitali non può essere unilaterale, ma deve avvenire tassativamente attraverso il filtro del dialogo sociale e della contrattazione.
Continua quindi il lavoro di rifinitura del testo della dichiarazione congiunta in materia di Quality Jobs Act, in una continua opera di mediazione tra le istanze sindacali e le esigenze datoriali: un efficace dialogo sociale può produrre benefici reali e misurabili sia per la stabilità delle amministrazioni locali, sia per il benessere dei lavoratori. Entrambe le parti concordano sul fatto che i principi relativi alla qualità del lavoro, la protezione sociale e lo sviluppo delle competenze e dialogo sociale, dovranno essere prioritariamente implementati a livello locale, ma il testo della dichiarazione rimane su un livello generale, in attesa di una definizione del quadro normativo dell’UE in tale ambito.
Il successivo punto all’ordine del giorno prevede la presentazione, da parte di Vilar Welter Phillip della DG ECHO, della strategia di preparazione alle emergenze di protezione civile: un documento congiunto del Parlamento europeo, del Consiglio europeo, del Comitato sociale ed economico e del Comitato delle regioni, resa urgente dalle crisi attuali, che stanno dimostrando l’insufficienza delle strutture e delle risorse finore esistenti e la necessità di una strategia di approccio preventivo e integrato a livello europeo, che superi i singoli livelli di governo e coinvolga attivamente i cittadini e società civile, il mondo accademico e della ricerca, le parti sociali e il settore privato.
Le azioni chiave della strategia è riguardano:
– rafforzare la gestione e la prevenzione delle crisi con ‘obiettivo è conoscere in anticipo le minacce per guadagnare tempo, migliorare la risposta o prevenire l’emergenza,
– l’introduzione di una commissione e di un Alto Rappresentante che, in cooperazione con gli Stati membri e delle agenzie europee, possano sviluppare un ‘tavolo di crisi’,
– definire una piattaforma unica che centralizza i sistemi di allerta rapida settoriali, offrendo ai leader politici un quadro d’insieme immediato per prendere decisioni tempestive,
l’istituzione di un Servizio Governativo di Osservazione della Terra (EOGS) che possa definire le infrastrutture e i servizi strategici che devono continuare a funzionare in qualsiasi circostanza (alimentazione, acqua, energia, telecomunicazioni, trasporti, continuità governativa, stabilità economica),
– preparazione fin dalla progettazione (Preparedness by design): integrare i criteri di sicurezza e preparazione in ogni nuova legge, politica o programma di finanziamento (es. progettare nuove strutture pubbliche affinché fungano anche da rifugi d’emergenza).
– Piano di adattamento ai cambiamenti climatici, per supportare gli Stati nell’affrontare le ondate di calore, degli eventi estremi e nella gestione delle risorse idriche nei possibili scenari futuri.
– Finanziamenti a lungo termine: Inserimento di fondi per la preparazione civile e progetti a “duplice uso” nella politica di coesione del Quadro Finanziario Pluriennale, con un potenziamento degli stanziamenti dal 2028 in poi.
– Strategia di stoccaggio dell’UE (adottata a luglio 2025): creazione di scorte per garantire la disponibilità di beni essenziali (come prodotti medici ed energetici), la cui catena di approvvigionamento è stata storicamente minacciata da eventi come il Covid, la guerra in Ucraina e le tensioni in Medio Oriente.
– Cooperazione Civile-Militare: miglioramento dell’interazione e del supporto reciproco tra le forze armate e le strutture civili anche con esercitazioni congiunte, il rafforzamento della sinergia con la NATO e la progettazione di infrastrutture a duplice uso (Dual-use) sia civile che militare (es. costruire ponti strutturati per sopportare il passaggio di veicoli militari pesanti). Questo sarà una azione da attenzionare per evitare che ci siano sovrapposizioni non corrette o tendenze alla “militarizzazione” della una funzione di emergenza e soccorso che – come per i vigili del fuoco – deve restare civile.
Il ruolo delle amministrazioni locali nella Strategia è importante non solo in un approccio integrato a tutti i livelli, ma soprattutto nelle azioni di comunicazione e preparazione della popolazione in maniera responsabile e coerente.
Successivamente interviene Jorge Cabrita in rappresentanza di Eurofound, spiegando che il ruolo della Fondazione europea per il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro esiste dal 1975, è quello di produrre e fornire conoscenze a supporto dello sviluppo di politiche sociali e occupazionali e relative al lavoro. In particolare illustra il ruolo sociale svolto dalle biblioteche, archivi e musei, settore nel quale l’occupazione sta aumentando ma occorre monitorare la qualità del lavoro e la governance delle strutture, sempre più spesso gestita da soggetti privati.
In seguito Younion (Austria) ha presentato un progetto relativo al dialogo sociale nell’era delle trasformazioni digitali e AI applicato a Vienna: il governo della città è aperto ad una struttura di dialogo caratterizzato dalla trasparenza, accountabilty, uso etico dell’AI, visione umana e orientamento al valore pubblico.
Le priorità del sindacato nel progetto sono: una forte partecipazione in tutte le fasi, un monitoraggio costante dello sviluppo e la richiesta di un forte investimento nelle persone. In tal modo si vuol dimostrare che l’introduzione dell’AI può migliorare i servizi pubblici a patto che si rispettino i diritti dei lavoratori e che gli stessi siano coinvolti nell’innovazione.
p.la FP CGIL Nazionale FF.LL.
Franca Sponticcia