Nella giornata del 15 settembre 2026, si è conclusa, con la nostra sottoscrizione, la firma definitiva dei contratti collettivi nazionali integrativi per il 2025 dedicati all’Area Dirigenti, Professionisti e Medici.
Il via libera giunge a seguito del superamento dei rilievi sollevati dal MEF sulla bozza che avevamo firmato oramai a marzo scorso e che hanno riguardato nello specifico l’articolo 5 co.9 del CCNI Dirigenti, l’articolo 7 del CCNI Professionisti, l’articolo 9 del CCNI Medici, portando a compimento il percorso avviato con le intese preliminari.
Proprio in merito all’articolo 9 del CCNI Medici, viene finalmente eliminato il richiamo alle ore di aggiornamento professionale (pari a 4 ore settimanali e 208 annue). Accogliamo con favore questa correzione, coerentemente con quanto da noi già contestato lo scorso anno, evidenziando come tale previsione fosse del tutto impropria e priva di correlazione con la gestione delle prestazioni straordinarie.
Quanto all’art. 7 del CCNI Professionisti, i rilievi e le conseguenti modifiche avrebbero riguardato l’indicazione, per i legali, dei criteri di massima per il riconoscimento delle maggiorazioni sulla retribuzione di risultato legate a particolari criticità, criteri che secondo il MEF non costituirebbero oggetto di contrattazione. Al riguardo, nonostante le perplessità in ordine alla fondatezza del rilievo, si è ritenuto che la modifica apportata non fosse di per sé ostativa della firma di questo contratto.
Si è al contempo ribadito che la disciplina di tali maggiorazioni, che, si ricorda, vanno a differenziare la retribuzione di risultato di una parte dei professionisti, debba essere ispirata a criteri di equità, oggettività e trasparenza, per tutte le famiglie di professionisti (legali, tecnici ed attuari).
Esigenza avvertita da tutte le OO.SS. e dalla stessa amministrazione che, non a caso, si sono impegnate con apposita dichiarazione congiunta ad affrontare in un tavolo tecnico, tra l’altro, la disciplina relativa all’attribuzione di tali maggiorazioni.
Come FP CGIL abbiamo sollevato con decisione il problema del pagamento delle retribuzioni accessorie rimaste inevase, sollecitando l’Amministrazione a procedere rapidamente alla liquidazione dei saldi relativi al 2025, parallelamente alla chiusura del ciclo della performance per ciascuna famiglia professionale.
Chiudere gli accordi quando l’anno di riferimento è ormai concluso indebolisce il confronto sindacale, riduce l’efficacia della contrattazione su retribuzioni e condizioni di lavoro e lascia il personale nell’incertezza: la contrattazione non può ridursi a una tardiva distribuzione delle risorse.
Serve un cambio di metodo immediato con accordi tempestivi, criteri trasparenti e impegni verificabili, affinché il dialogo accompagni il lavoro con un calendario per il confronto che sia certo, che parta dall’informativa completa sulle risorse alla firma definitiva del contratto, permettendo la piena conoscibilità delle regole prima della loro effettiva applicazione.
Chiediamo, pertanto quanto prima, l’apertura dei tavoli per il 2026, nel rispetto delle distinte discipline: affrontare insieme il riconoscimento del lavoro, valorizzazione delle professionalità, Equa valorizzazione delle prestazioni e qualità dei servizi, salvaguardando i criteri già negoziati e in godimento al personale ed evitando modifiche a posteriori.
Proponiamo, inoltre, di definire entro l’anno un quadro di accordi triennali per il 2027-2029, distinguendo le regole strutturali dalle decisioni annuali sulle risorse.
Per il Comparto, il confronto deve dare risposte concrete sul salario accessorio, sui percorsi di crescita professionale, sulle indennità e sul welfare; per tutte le aree deve garantire trasparenza delle valutazioni e riconoscimento delle responsabilità.
Per la dirigenza, in particolare, gli incarichi ad interim devono tornare a essere eccezionali e temporanei, non una risposta ordinaria alle carenze organizzative. Chiediamo che siano quindi limitati a esigenze emergenziali, circoscritte e che il relativo trattamento economico sia riconosciuto integralmente per tutta la durata effettiva dell’incarico, a fronte delle responsabilità e dei carichi aggiuntivi, particolarmente gravosi quando si dirigono contemporaneamente più sedi o si ricoprono comunque più incarichi.
Invitiamo l’Amministrazione a programmare la copertura delle posizioni e adottare soluzioni che non scarichino stabilmente sulle dirigenti e sui dirigenti ulteriori responsabilità senza adeguate garanzie. Restano ferme le nostre critiche sulle risorse per la mobilità territoriale, che riteniamo insufficienti anche alla luce delle difficoltà nel riconoscimento dell’indennità di prima sistemazione.
Chiediamo risorse adeguate e risposte certe: la disponibilità alla mobilità non può tradursi in una penalizzazione economica.
La FP CGIL è pronta a un confronto di merito, ma alla disponibilità sindacale devono corrispondere scadenze certe e impegni rispettati.
FP CGIL INPS
Luca Giovinazzo
Alessandro Casile
Giuseppe Cipriani
Francesco Reali