La previdenza non è un privilegio, ma un diritto che deve tenere conto della specificità del lavoro svolto, dei rischi affrontati e delle responsabilità assunte quotidianamente dalle lavoratrici e dai lavoratori del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco.
Per questo rivendichiamo con forza, nei confronti del Governo, risorse aggiuntive nella prossima Legge di Bilancio per avviare un sistema di previdenza dedicata e di previdenza integrativa e complementare anche per il personale dei Vigili del Fuoco.
Il 13 ottobre, le organizzazioni sindacali e le associazioni di categoria del comparto Sicurezza e Difesa hanno incontrato il Ministro per la Pubblica Amministrazione per avviare un tavolo interministeriale finalizzato a individuare misure previdenziali adeguate alla specificità di quei comparti.
Ma i Vigili del Fuoco sono rimasti esclusi!
Un’esclusione che non possiamo accettare. Non è ammissibile riconoscere la necessità di interventi previdenziali per chi svolge attività caratterizzate da rischi, responsabilità e peculiarità professionali, lasciando fuori proprio le lavoratrici e i lavoratori che ogni giorno garantiscono il soccorso pubblico, mettendo a rischio la propria incolumità per salvaguardare quella degli altri.
La specificità del nostro lavoro deve tradursi in risorse, diritti e tutele concrete, non restare una semplice dichiarazione di principio.
Porteremo questa rivendicazione al tavolo contrattuale e continueremo a chiedere al Governo risposte precise in vista della prossima Legge di Bilancio.
Non accetteremo che il Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco venga considerato di serie B!
La previdenza dedicata e quella integrativa e complementare devono diventare una priorità anche per il nostro Corpo.
Basta esclusioni. Servono risorse aggiuntive, equità previdenziale e riconoscimento concreto della specificità del lavoro dei Vigili del Fuoco!