Si è tenuto ieri l’incontro con l’Amministrazione avente ad oggetto il regolamento per gli incentivi per le funzioni tecniche di cui all’articolo 45 del decreto legislativo 36 del 2023. Da tempo chiedevamo che questo regolamento fosse portato al tavolo sindacale per la relativa discussione e, finalmente, abbiamo potuto aprire il confronto sul tema.
Il contratto collettivo integrativo ed il relativo regolamento sono applicabili a tutte le procedure di affidamento in appalto di lavori con qualsiasi importo ed alle procedure di affidamento di servizi e forniture nei casi in cui sia nominato un direttore dell’esecuzione del contratto (DEC), differente dal responsabile unico del procedimento (RUP) in una percentuale massima del 2% dell’importo della gara.
Della bozza proposta abbiamo accolto con favore l’impostazione che prevede il ricorso ad un interpello qualora la stazione appaltante non abbia personale disponibile, perché il ricorso a professionisti esterni porrebbe un enorme problema in termini di mancata valorizzazione del personale, considerata anche la quantità di risorse che gli sarebbero negate.
Medesimo iter dovrebbe secondo noi riguardare, ove possibile, ogni procedura di gara data la concentrazione in alcune Direzioni Generali di numerose procedure completamente assenti, invece, in altre.
In merito ci è stato riferito che, per consentire il più ampio accesso a questi ruoli, si stanno strutturando percorsi formativi ad hoc che il personale interessato potrà seguire per acquisire la professionalità necessaria.
Arriviamo poi ai criteri che l’Amministrazione intende considerare per l’attribuzione delle funzioni tecniche e dei relativi incentivi:
L’efficacia ed efficienza dell’azione amministrativa per selezionare il soggetto che gestisce il miglior presidio tecnico amministrativo per la procedura;
L’imparzialità e la trasparenza per evitare situazioni di incompatibilità, inconferibilità o conflitti di interesse;
Parità di genere per un’equa distribuzione degli incarichi;
La rotazione per garantire l’avvicendamento del personale interessato e la diffusione delle competenze tecniche;
L’equa ripartizione degli incarichi per bilanciare il numero di ore e di incarichi tra coloro che abbiamo i requisiti.
Nella selezione costituiscono elementi di valutazione anche lo svolgimento di precedenti funzioni tecniche, il possesso di percorsi di studio specifici nelle materie oggetto dell’incarico, la complementarità con altri incarichi relativi ad altre funzioni tecniche già conferite e la competenza professionale acquisita con lo svolgimento di incarichi analoghi.
Gli oneri relativi alle attività tecniche sono a carico degli stanziamenti previsti per le singole procedure di affidamento di lavori, servizi e forniture negli stati di previsione della spesa o nei bilanci delle stazioni appaltanti e degli enti concedenti. Secondo il parere fornito dal Ministero dell’Economia e delle Finanze – RGS – IGOP (prot. 225928/2023), gli incentivi per le funzioni tecniche vengono accantonati nel fondo risorse decentrate dell’Amministrazione.
Abbiamo chiesto e ricevuto rassicurazioni sul fatto che eventuali errori nell’accantonamento di queste risorse non andranno in alcun modo a incidere sulla restante parte del fondo, destinata al salario accessorio. Ci è stato anche chiarito che qualora la funzione tecnica sia svolta da un dirigente, l’accantonamento avverrà sul rispettivo fondo risorse decentrate. Abbiamo anche chiesto che il regolamento integri una previsione di tempistiche di erogazione di queste risorse ai colleghi interessati che nell’attuale bozza è indicata come una volta all’anno senza ulteriore definizione.
Abbiamo inoltre chiesto di integrare la bozza per:
-Circoscrivere in modo più vincolante la percentuale di retribuzione aggiuntiva da associare alle figure tecniche coinvolte nella stessa gara (RUP, DEC etc.);
-Definire meglio la gerarchia dei criteri di attribuzione delle funzioni tecniche dando maggiore rilevanza al parametro della rotazione e prevedendo un massimo di incarichi attribuibili alla stessa persona;
-Definire in modo più puntuale le casistiche in cui si prevedono le penali per il mancato raggiungimento degli obiettivi.
-Il regolamento prevede, altresì, che sia data una informativa semestrale alle OO.SS sugli incarichi conferiti; tali incarichi dovranno essere indicati anche su “Amministrazione Trasparente” e sul portale PerlaPA, ma abbiamo chiesto che contestualmente siano indicate anche le risorse spettanti ai singoli lavoratori trattandosi di risorse pubbliche.
In ultimo abbiamo fatto presente che l’esclusione degli incentivi dai contratti di servizi e forniture laddove non sia nominato un DEC distinto dal RUP (circostanza di norma prevista per importi superiori a 500.000 € o per contratti complessi) fa presumere che resteranno escluse dall’incentivazione molte procedure ordinarie e di importo inferiore che nella norma comportano un carico di lavoro tecnico e gestionale significativo e su questo pare necessaria una ulteriore riflessione.
A valle di questo primo confronto forniremo per iscritto all’Amministrazione queste riflessioni per provare a giungere a una versione definitiva del regolamento nel breve periodo.
La riunione è proseguita per la firma dell’Accordo sul welfare che è stato definitivamente sottoscritto a seguito del ritorno dalla verifica degli organi di controllo. Ci è stato riferito che la settimana prossima sarà pubblicata nell’intranet la circolare operativa che annuncerà per novembre l’apertura della piattaforma per la presentazione delle istanze. Ancora nessuna novità emerge in merito alla stipula della Convenzione con ASDEP e su questo ritardo auspichiamo che l’Amministrazione e la parte politica ragionino su ulteriori ipotesi e soluzioni per rendere esigibile quanto indicato nell’accordo sul welfare.
Riteniamo invece sia inconcepibile che gli accordi per la ripartizione delle risorse PON ed FRD 2025 siano ancora bloccati al MEF, così come quello relativo al premio dei dirigenti dell’annualità 2025, nonostante i solleciti dell’Amministrazione. Riteniamo questo ritardo inaccettabile e chiediamo alla parte politica di interessarsi direttamente della sua risoluzione, al fine di garantire il pagamento entro l’anno di queste risorse.
Non potevamo, altresì, non tornare sul tema del lavoro agile e da remoto, materie oggetto di una specifica richiesta inviata in data odierna all’Amministrazione per richiedere misure immediate per far fronte alla situazione d’emergenza del Paese. Data la complessità dei tempi che stiamo affrontando, dovrebbe essere anzitutto automatico il passaggio ad un regime straordinario di lavoro agile rispetto a quanto stabilito dal regolamento in vigore. Chiediamo, quindi, un provvedimento immediato per garantire la continuità delle attività senza che le lavoratrici/lavoratori che debbano recarsi in ufficio in presenza debbano sostenere anche un sacrificio economico ulteriore per l’aumento inarrestabile dei prezzi di carburante, oramai neanche disponibile ovunque. Chiediamo inoltre che l’Amministrazione si interessi della situazione dei pendolari che arrivano via treno e che ad oggi, nel caso di Trenitalia, vedono sospesa la decisione di eliminare l’acquisto dei carnet fino alla convocazione di un tavolo presso il MIT. L’amministrazione ci ha comunicato che prenderà in carico queste due problematiche, da un lato ripensando la convenzione con Trenitalia per provare a renderla più vantaggiosa e stipularla nuovamente anche con Italo, dall’altro ragionando sulle possibili risposte che il Ministero può già offrire ai lavoratori anche sulla base del regolamento del lavoro agile e da remoto vigente.
Siamo stati inoltre informati che nelle prossime settimane con una circolare si chiarirà la disciplina della banca ore secondo le previsioni del CCNL e si disporrà la liquidazione delle ore residue, secondo quanto risulta sul sistema di rilevazione delle presenze, entro il mese di dicembre. Sul punto ci riserviamo di fare un approfondimento con la DG del Personale nei prossimi giorni per avere chiarezza sugli esiti di quanto comunicato al tavolo sindacale.
Infine, abbiamo avanzato un ulteriore richiesta che sempre più forte arriva dai colleghi: la possibilità di destinare uno spazio interno all’Amministrazione che sia fruibile dalle lavoratrici e dai lavoratori al di fuori dell’orario di lavoro per esigenze di studio o opportunità culturali, sociali o di altra tipologia. Anche questa a nostro avviso rientra tra le politiche utili ad accrescere il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori e confidiamo che questa previsione
trovi già spazio nell’ambito del rinnovo dei locali di Via Flavia. L’amministrazione ci ha riferito che il progetto per la ristrutturazione del piano terra, infatti, prevede anche degli spazi comuni da vivere fuori dall’orario di lavoro. Nelle more della realizzazione del progetto, l’Amministrazione si impegna a trovare degli spazi di natura transitoria con questa funzione.
Coordinatrice nazionale MLPS FP CGIL FP CGIL Nazionale
Alessandra Pone Matteo Ariano
Incentivi per le funzioni tecniche e l’eterna attesa per la retribuzione della produttività.PDF