Cantieri: Fp Cgil, bloccare il codice degli appalti è una vergogna

31 Maggio 2019

Pieno sostegno alle posizioni della Cgil

 

“Troviamo decisamente allarmanti le notizie sulla sospensione di due anni del codice degli appalti e la proposta di cancellare qualsiasi tetto di soglia per i subappalti fino al 2020. Quelle del ministro dell’Interno Matteo Salvini sono affermazioni gravi e pericolose che provengono proprio da chi, per il suo ruolo istituzionale, dovrebbe promuovere e garantire la tutela della legalità nelle pubbliche amministrazioni contro le infiltrazioni della criminalità organizzata”. Questa la posizione della Funzione Pubblica Cgil in seguito alle affermazioni del ministro Salvini in merito all’emendamento al decreto sblocca cantieri che prevede la sospensione del codice degli appalti per due anni e la cancellazione del tetto di soglia per i subappalti fino al 2020.

 

“Non procedere alle gare di appalto per lavori fino a un milione di euro può essere un vero e proprio incentivo per le mafie – prosegue la categoria della Cgil dei servizi pubblici -. In questo modo si lasciano soli i lavoratori e si espongono le amministrazioni a fenomeni di corruzione che ancora oggi resistono e andrebbero dunque contrastati con strumenti legislativi adeguati. Invece di procedere in questa direzione, assistiamo al processo inverso di deregolamentazione sulla base dell’errata convinzione che le regole ostacolino il dispiegarsi di ipotetiche crescite economiche”.

“L’Italia non è un paese che ha bisogno di ulteriore consumo di suolo – spiega il sindacato – ma di un grande investimento per il riordino idrogeologico del territorio e di riassetto urbano, negli appalti non ha bisogno di gare al massimo ribasso che permettono dumping contrattuale nei settori privati e in quelli dei servizi pubblici e che rischiano di produrre crisi occupazionali. Abbiamo bisogno di investimenti pubblici che producano lavoro di qualità e sostenibilità nell’impatto con l’ambiente, abbiamo bisogno di un grande piano straordinario di assunzioni nel lavoro pubblico per rafforzare gli uffici che svolgono attività di controllo nel territorio e per tenere alta l’attenzione sui fenomeni di illegalità mettendo in campo strategie di giustizia e protezione sociale”.

Dopo la querela del ministro dell’Interno, Matteo Salvini, al segretario nazionale della Cgil, Giuseppe Massafra, che ha esternato la sua preoccupazione, “vogliamo esprimere il nostro sostegno al segretario e ci domandiamo per quale ragione il ministro abbia la priorità di querelare un sindacalista, piuttosto che quella di rassicurare il paese che le sue proposte non prefigurano interventi che permettono infiltrazioni mafiose e illegalità diffuse”, conclude la Funzione Pubblica Cgil.

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