Al Capo Dipartimento ing. Fabrizio Curcio
capodipartimento.dag@pec.mef.gov.it
Al Direttore Generale della Direzione del Personale
dott. Giuseppe PARISE
dcp.dag@pec.mef.gov.it
e p.c. Al dirigente dell’Ufficio relazioni sindacali dott. Ahmad Reza AGHAI WICHKI
relazionisindacali.dag@mef.gov.it
del Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi
del Ministero dell’economia e delle finanze
Oggetto: misure urgenti per favorire il lavoro agile e ridurre impatto costi carburante
Gentile Ing. Curcio, dott. Parise,
l’attuale contesto internazionale sta provocando gravi effetti sui mercati energetici lasciando prefigurare una nuova crisi degli approvvigionamenti dei carburanti, preannunciata da un incremento dei prezzi su cui lo stesso Governo è dovuto intervenire con urgenza con il temporaneo taglio delle accise.
In questo contesto allarmante, appare necessario e prioritario adoperarsi per il massimo contenimento degli impatti economici di questa nuova crisi che rischia di colpire innanzitutto lavoratrici e lavoratori con un aumento generalizzato dei costi dell’energia. È notizia di questi giorni l’invito della stessa
Commissione Europea, con le dichiarazioni del Commissario Dan Jørgensen, ai Paesi membri, ad adottare alcune misure per ridurre i consumi a partire da quelli per i carburanti.
In risposta a questo invito, chiediamo che l’amministrazione metta in atto quanto necessario per promuovere in tutti gli uffici il maggior ricorso al lavoro a distanza in tutte le sue forme incrementando il numero di giornate in cui ricorrere a tale modalità di svolgimento dell’attività, al fine di favorire il minore impatto possibile dell’incremento dei prezzi dei carburanti.
Riteniamo, inoltre, necessario adottare tutti gli ulteriori provvedimenti atti ad evitare che l’impatto di questa crisi energetica comporti un impoverimento delle lavoratrici e lavoratori pubblici con la perdita del potere di acquisto delle loro retribuzioni.
In attesa di un vostro gentile riscontro, si porgono cordiali saluti.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL
per il Ministero dell’economia e delle finanze
Andrea Russo
Al Direttore dell’ANSFISA
ing. Domenico Capomolla
domenico.capomolla@ansfisa.gov.it
Oggetto: misure urgenti per favorire il lavoro agile e ridurre impatto costi carburante
Egregio Direttore,
l’attuale contesto internazionale sta provocando gravi effetti sui mercati energetici lasciando prefigurare una nuova crisi degli approvvigionamenti dei carburanti, preannunciata da un incremento dei prezzi su cui lo stesso Governo è dovuto intervenire con urgenza con il temporaneo taglio delle accise.
In questo contesto allarmante, appare necessario e prioritario adoperarsi per il massimo contenimento degli impatti economici di questa nuova crisi che rischia di colpire innanzitutto lavoratrici e lavoratori con un aumento generalizzato dei costi dell’energia. È notizia di questi giorni l’invito della stessa Commissione Europea, con le dichiarazioni del Commissario Dan Jørgensen, ai Paesi membri, ad adottare alcune misure per ridurre i consumi a partire da quelli per i carburanti.
In risposta a questo invito, vi chiediamo come primo impegno di mettere in atto quanto necessario per promuovere in tutte le amministrazioni pubbliche il maggior ricorso al lavoro da remoto incrementando il numero di giornate in cui ricorrere a tale modalità di svolgimento dell’attività, al fine di favorire il minore impatto possibile dell’incremento dei prezzi dei carburanti.
Riteniamo, inoltre, necessario adottare tutti gli ulteriori provvedimenti atti ad evitare che l’impatto di questa crisi energetica comporti un impoverimento delle lavoratrici e lavoratori pubblici con la perdita del potere di acquisto delle loro retribuzioni.
Certi di un Vostro riscontro,
I coordinatori Nazionali FP CGIL ANSFISA
Stefano Manti
Efisio Erbì
Agenzia del demanio
Direzione Risorse Umane e Organizzazione
Dott. Valerio Iossa
risorse@pce.agenziademanio.it
Oggetto: misure urgenti per favorire il lavoro agile e ridurre impatto costi carburante
L’attuale contesto internazionale sta provocando gravi effetti sui mercati energetici lasciando prefigurare una nuova crisi degli approvvigionamenti dei carburanti, preannunciata da un incremento dei prezzi su cui lo stesso Governo è dovuto intervenire con urgenza con il temporaneo taglio delle accise.
In questo contesto allarmante, appare necessario e prioritario adoperarsi per il massimo contenimento degli impatti economici di questa nuova crisi che rischia di colpire innanzitutto lavoratrici e lavoratori con un aumento generalizzato dei costi dell’energia. È notizia di questi giorni l’invito della stessa Commissione Europea, con le dichiarazioni del Commissario Dan Jørgensen, ai Paesi membri, ad adottare alcune misure per ridurre i consumi a partire da quelli per i carburanti.
In risposta a questo invito, si chiede come primo impegno immediatamente concretizzabile di mettere in atto quanto necessario per promuovere il maggior ricorso possibile al lavoro agile anche mediante l’incremento delle giornate in cui ricorrere a tale modalità di svolgimento dell’attività, al fine di favorire il minore impatto possibile dell’incremento dei prezzi dei carburanti.
Certi di un Vostro riscontro, si porgono cordiali saluti
FP CGIL Nazionale
Daniele Gamberini
Pubblichiamo in allegato la lettera inviata in data odierna sulle misure d’emergenza da adottare riguardo lo Smart working e il caro energia.
p.la FP CGIL Nazionale
Marco Campochiaro
Al Dipartimento Giustizia Minorile e di Comunità
Direzione generale del personale e delle risorse
prot.dgmc@giustiziacert.it
OGGETTO: indicazioni in materia di assegnazioni temporanee (cd .distacchi) infradistrettuali e interdistrettuali. Comparto funzioni centrali.
Con la presente, la FP CGIL esprime serie perplessità sotto un profilo formale e sostanziale relativamente alla circolare di cui in oggetto. Si fa rilevare, dapprima, che la stessa – pur trattando la disciplina in materia di assegnazioni temporanee – è stata trasmessa, incomprensibilmente, solo alle organizzazioni sindacali firmatarie del CCNL 2022-2024, senza coinvolgere questa O.S., ad oggi la più rappresentativa nel DGMC.
Tanto premesso, nel merito, si segnalano le criticità di seguito elencate.
– La definizione “esubero assoluto” risulta poco comprensibile, non rilevandosi nel documento chiari parametri di misurazione e considerato che la dotazione organica complessiva del DGMC presenta percentuali di scopertura che riguardano tutte le figure professionali.
– Il riferimento ai “distacchi infradistrettuali che non rispondono a necessità riconnesse ad esigenze personali degli interessati, quali avvicinamento ad un congiunto assistito o a figlio di età inferiore ad anni tre” e successivamente l’invito alle direzioni “a procedere all’autorizzazione degli stessi esclusivamente in presenza dei presupposti normativi, nel rigoroso rispetto del vincolo delle dotazioni organiche” è in chiaro contrasto con l’art.14 dell’Accordo sulla mobilità del maggio 2019 sottoscritto dalle OO.SS.. Tale articolo, infatti, prevede che: “il personale dipendente potrà essere temporaneamente assegnato, per gravi motivi di carattere personale e familiare adeguatamente motivate e documentati presso una sede, diversa da quella di assegnazione, per un periodo fino a mesi sei, rinnovabile una sola volta, per un massimo di ulteriori sei mesi, secondo un principio di flessibilità e turnazione, salvo ipotesi eccezionali adeguatamente motivate.” L’indicazione di questa Direzione generale, dunque, si configura come una mancata applicazione dell’accordo sindacale che riconosce la sussistenza di gravi problematiche che – seppure non esplicitamente configurate nella normativa vigente – sono comunque meritevoli di attenzione e di valutazione da parte dell’Amministrazione ai fini delle assegnazioni temporanee.
– Nel caso di istanze di assegnazione temporanea interdistrettuali, rientranti nella competenza della sede centrale, è richiesta una implementazione dell’istruttoria da parte dei CGM e degli UIEPE, comprensiva di analisi dei carichi di lavoro individuali, sussistenza o meno di arretrato, piano di smaltimento e conseguenze dell’eventuale fuoriuscita della risorsa interessata, tempi medi di riscontro ai committenti istituzionali e agli utenti, impatti dell’eventuale fuoriuscita della risorsa interessata sul servizio reso agli utenti e alla comunità; ecc.
La richiesta di tali ulteriori elementi rischia di ricondurre le istanze presentate ai sensi dell’art.33 c.5 della legge 104/92 e dell’art.42 bis del D.Lgs 151/2001 a un problema meramente organizzativo dell’amministrazione. A tale proposito, si rammenta che, invece, la normativa richiamata e le direttive internazionali ed europee in materia tutelano la posizione giuridica soggettiva sia del familiare assistito in condizioni di particolare fragilità che del lavoratore caregiver, attraverso l’estensione anche a quest’ultimo del principio dell’accomodamento ragionevole. Attraverso l’art. 42 bis, invece, il legislatore ha voluto favorire la protezione di valori costituzionali quali l’unità del nucleo familiare e la cura dei figli minori, garantendo la conciliazione con vita lavorativa.
Le indicazioni proposte nella circolare non costituiscono semplicemente una rivisitazione tecnica delle modalità di concessione delle assegnazioni temporanee, ma una riduzione di fatto dei diritti di lavoratrici e lavoratori che assistono familiari fragili o che sono genitori di figli minori di tre anni.
Infine, si rappresenta che continuano a pervenire a questa O.S. segnalazioni di notevoli ritardi – ben oltre i trenta giorni previsti – nelle risposte alle istanze del personale, creando così disagio e incertezza nei lavoratori su questioni rilevanti per la propria condizione personale e professionale.
In considerazione di quanto rappresentato, la FP CGIL chiede l’immediata sospensione o una significativa revisione della circolare emanata e l’apertura di un tavolo di confronto sindacale.
Si resta in attesa di riscontro.
La Coordinatrice Nazionale DGMC FP CGIL
Paola Fuselli
Nel pomeriggio del 01 aprile 2026 si è svolto al MUR l’incontro tra l’amministrazione
(presenti il Direttore Generale Dott. Emanuele Fidora e il Dott. Maurizio Trimaldi), le OO.SS e la RSU del MUR.
La riunione aveva all’ordine del giorno:
Firma FRD annualità 2024
Progressioni economiche
Posizioni organizzative
L’amministrazione ha confermato la certificazione del fondo relativo all’ anno 2024 da parte degli organi di controllo che ha comportato delle modifiche minimali rispetto all’ammontare della somma disponibile prevista, di conseguenza le OO.SS e la RSU del MUR hanno potuto procedere alla firma in unanime accordo.
Si prevede quindi, salvo imprevisti, la liquidazione dei compensi ai lavoratori tra il giugno e luglio 2026.
Anche per quanto riguarda l’attribuzione dei differenziali economici (PEO) si è proposto un testo simile nei principi a quello relativo alle progressioni 2024, essendo necessario per attivare le progressioni per l’anno corrente, pubblicare il bando entro il 31 dicembre 2026 ed evitare segnalazioni da parte degli organi di controllo, posto che la procedura relativa alle progressioni 2025 non è andata a buon fine per motivi sicuramente non imputabili alle rappresentanza sindacali, che hanno invece trovato un accordo per avviare in tempo utile la procedura.
Si attende tuttavia, per una migliore valutazione che rispetti una pari opportunità di crescita di carriera per tutti i dipendenti, di avere i dati precisi relativi al numero dei lavoratori interessati dalle progressioni in base ai diversi criteri di accesso, in maniera da poter arrivare ad una valutazione più obiettiva.
Solo dopo l’acquisizione di questi dati si potrà elaborare una valutazione più completa ed efficace della proposta presentata, in maniera da valorizzare in maniera equilibrata l’esperienza maturata dai lavoratori e motivare il personale da poco assunto.
Come ultimo argomento all’ordine del giorno, l’amministrazione ha puntualizzato la piena disponibilità ad acquisire proposte rispetto alla bozza di accordo inerente all’istituzione delle posizioni organizzative.
Pur apprezzando l’iniziativa dell’amministrazione sul tema, che potrebbe valorizzare il particolare impegno di alcuni colleghi, la rappresentanza FP CGIL, insieme all’unanimità del tavolo sindacale, ha posto l’accento sull’urgenza di altri temi quali una revisione del regolamento sul lavoro agile o quantomeno, sull’ emanazione del CCNI previsto dal contratto nazionale relativo all’ individuazione delle particolari fattispecie di lavoratori che potrebbero beneficiare di un ampliamento del lavoro agile.
Tornando al tema delle posizioni organizzative ci si riserva, se possibile in condivisione con l’rsu, di fare proposte ed osservazioni sul testo proposto volto a valorizzare maggiormente esperienza e formazione del personale, anche migliorando aspetti di trasparenza della selezione stessa.
A proposito della tematica del lavoro agile, sono state ribadite per l’ennesima volta le problematiche legate alla rigidità del vigente regolamento, anche alla luce dei problemi logistici che potrebbero sorgere a seguito dell’immissione in ruolo di nuovi lavoratori grazie ai concorsi in atto e dal prossimo trasferimento presso la nuova sede, che presenterebbe gravi problemi di capienza e di efficace distribuzione delle postazioni di lavoro.
La rappresentanza FP CGIL è come di consueto disponibile a sostenere una proposta unitaria in merito, anche sulla scorta delle proposte CUG e OPI già elaborate a partire dall’imposizione del nuovo regolamento, non condivisa né da alcuna sigla sindacale né degli organismi consultivi citati.
Infine, bisogna concludere che la riunione apre l’iter alla fondamentale procedura delle progressioni economiche, ma trascura l’importante questione del lavoro agile e della logistica degli uffici per il futuro, temi che la cui trattazione deve essere affrontata urgentemente, nei prossimi incontri, insieme al tema delle progressioni di area e alla rapida predisposizione dell’accordo sull’ FRD 2025.
Si auspica inoltre un miglioramento dei rapporti sindacali da parte dell’amministrazione con incontri più ravvicinati e improntati ad una maggiore apertura alle urgenze effettivamente rappresentate dal personale del Ministero.
In particolare, si evidenzia l’esigenza di avere in tempi brevissimi i dati relativi alla procedura relativa alle progressioni economiche, per avviare finalmente la procedura per la quale era già stato raggiunto un accordo e predisposti i fondi per il 2025, causando quindi una perdita economica ai lavoratori che avrebbero potuto beneficiare dell’aumento retributivo con decorrenza già al gennaio 2025.
Coordinamento nazionale FP CGIL
Carmen Di Santo
Abbiamo letto il bando sulla stabilizzazione del personale PNRR della Giustizia Amministrativa e, non essendo stati coinvolti in alcun modo, condividiamo la comprensibile preoccupazione e confusione di lavoratrici e lavoratori interessati.
Anzitutto, ciò che non riusciamo davvero a comprendere è perché si sia scelto di fare un’ulteriore selezione di lavoratrici e lavoratori già reclutati con una procedura concorsuale, selettiva, che ha già ampiamente evidenziato l’idoneità alle mansioni, molti dei quali in servizio presso l’Amministrazione da oltre 4 anni.
A ciò si aggiungono anche i criteri scelti per l’assegnazione dei punteggi: prevedere un massimo di 30 punti fissando però uno sbarramento a 21 significa, nei fatti, ridurre la forbice di valutazione a soli 9 punti reali. Cosa succederà a coloro che prenderanno meno di ventuno punti? Riceveranno una cordiale stretta di mano e non saranno neanche inseriti nella graduatoria, in quanto inidonei?
Ci sembra una contraddizione in essere. Oggi sono idoneo, domani non lo sono più. Oggi mi hai sottoposto ad una selezione, domani annulli la tua stessa valutazione! Non discutiamo sull’opportunità di svolgere un colloquio ma sulla sua valenza della SELEZIONE, che avrebbe dovuto solo servire a stilare una graduatoria di dipendenti già con idoneità comprovata e certificata dalla stessa amministrazione. Il colloquio diventa, quindi, una vera e propria prova orale, capace di azzerare anche l’esperienza e la competenza acquisite.
Ancora: dare 30 punti su 60 al solo colloquio, con soglia di sbarramento, significa dare eccessivo peso a una modalità di selezione a nostro parere eccessivamente discrezionale, come avevamo già avuto modo di scrivere.
Sebbene abbiamo apprezzato che si sia data la possibilità di partecipare a tutti coloro che hanno maturato i dodici mesi di anzianità, riteniamo che l’esperienza professionale e quindi la competenza maturata da coloro i quali sono entrati da più tempo non siano state adeguatamente considerate.
Seppur consapevoli che l’intera materia non è oggetto di confronto con l’Amministrazione, crediamo che una informativa preventiva sulle scelte adottate sarebbe stata quanto mai opportuna, visto che va a impattare sulla vita di lavoratrici e lavoratori. Crediamo che si sia ancora in tempo, quantomeno per fare chiarezza sulle scelte adottate e chiediamo quindi un incontro urgente con l’Amministrazione.
Restiamo convinti che la strada maestra sia quella della stabilizzazione di tutte e tutti, evitando guerre inutili tra lavoratori e per questo chiediamo nuovamente all’Amministrazione di sostenere gli emendamenti che la nostra sigla ha presentato in Parlamento in fase di conversione al DL 19/2026.
Alle lavoratrici e ai lavoratori continuiamo a dare tutta la nostra disponibilità e sostegno per iniziative utili a garantire che tutte e tutti loro abbiano soddisfazione.
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Coordinatrice nazionale FP CGIL Giustizia Amministrativa |
FP CGIL Nazionale |
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Maria Paola Lo Monaco |
Matteo Ariano |
Al Ministro per la Pubblica Amministrazione
On. Paolo Zangrillo
Al Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome
Massimiliano Fedriga
Al Presidente di UPI
Pasquale Gandolfi
Al Presidente di Anci
Gaetano Manfredi
Oggetto: misure urgenti per favorire il lavoro agile e ridurre impatto costi carburante
Egregio Ministro, Gentili Presidenti,
l’attuale contesto internazionale sta provocando gravi effetti sui mercati energetici lasciando prefigurare una nuova crisi degli approvvigionamenti dei carburanti, preannunciata da un incremento dei prezzi su cui lo stesso Governo è dovuto intervenire con urgenza con il temporaneo taglio delle accise.
In questo contesto allarmante, appare necessario e prioritario adoperarsi per il massimo contenimento degli impatti economici di questa nuova crisi che rischia di colpire innanzitutto lavoratrici e lavoratori con un aumento generalizzato dei costi dell’energia. È notizia di questi giorni l’invito della stessa Commissione Europea, con le dichiarazioni del Commissario Dan Jørgensen, ai Paesi membri, ad adottare alcune misure per ridurre i consumi a partire da quelli per i carburanti.
In risposta a questo invito, vi chiediamo come primo impegno di mettere in atto quanto necessario per promuovere in tutte le amministrazioni pubbliche il maggior ricorso al lavoro da remoto incrementando il numero di giornate in cui ricorrere a tale modalità di svolgimento dell’attività, al fine di favorire il minore impatto possibile dell’incremento dei prezzi dei carburanti.
Riteniamo, inoltre, necessario adottare tutti gli ulteriori provvedimenti atti ad evitare che l’impatto di questa crisi energetica comporti un impoverimento delle lavoratrici e lavoratori pubblici con la perdita del potere di acquisto delle loro retribuzioni.
Certi di un Vostro riscontro,
Federico Bozzanca
Segretario Generale FP CGIL
Al Direttore della DGTC
Dr.Ing.Paolo Amoroso
Al Direttore Generale delle Motorizzazioni
Dr. Ing. Gaetano Servedio
Al Capo Dipartimento DTN
Dr. Stefano Riazzola
E p.c. Al Capo di Gabinetto
Cons. Alfredo Storto
In riscontro alla nota prot. 94137 del 24 marzo 2026, a firma del Dr. Ing. Paolo Amoroso, le scriventi Organizzazioni Sindacali intervengono per contestare fermamente l’impostazione tecnica e giuridica fornita, al fine di ricondurre la questione dell’installazione dei dispositivi jammer entro i binari della legalità e della tutela della salute.
La fisica dei campi elettromagnetici dimostra che la saturazione delle frequenze in ambienti chiusi è strettamente dipendente dalla volumetria dei locali, dai materiali costruttivi e dalle interferenze con carichi elettromagnetici preesistenti. Affermare che un monitoraggio eseguito in un’unica aula garantisca la “totale assenza di rischio” per uffici situati in altre città con diverse caratteristiche strutturali, significa ignorare il dettato del D.Lgs. 81/2008.
Si ricorda al Direttore Amoroso che il costante orientamento della Corte di Cassazione Penale (ex multis, Sent. n. 27295/2021) sanziona severamente le valutazioni dei rischi prive di specificità territoriale, considerandole alla stregua di un’omessa valutazione. La scelta di estendere i rilievi di una singola sede a tutto il territorio nazionale configura una condotta di colpa specifica per imperizia, che espone la funzione dirigenziale apicale a dirette responsabilità penali e civili, non scriminate dal mero rispetto formale dei limiti tabellari ICNIRP. Come ribadito anche dalla Cassazione con Sent. n. 22606/2022, la posizione di vertice non esenta il Dirigente Generale, ma lo configura come primario garante della sicurezza qualora emani direttive tecniche che impattano sull’integrità fisica del personale.
Inoltre, il richiamo alla Legge 207/2024 come “obbligo cogente” non può costituire una deroga alle norme di prevenzione. Sebbene l’obiettivo di contrastare gli illeciti sia legittimo, la gerarchia delle fonti pone il diritto alla salute (Art. 32 Cost.) su un piano superiore. L’Amministrazione non può limitarsi a richiedere certificazioni mediche ai soggetti portatori di dispositivi elettromedicali; al
contrario, deve dimostrare preventivamente, con misurazioni puntuali in loco, che l’ambiente sia sicuro per la totalità del personale esposto per turni continuativi.
A fronte di quanto esposto, non riteniamo concluso l’iter valutativo e consideriamo l’attivazione dei dispositivi del tutto prematura. Qualora codesta Direzione Generale intendesse procedere alla messa in esercizio degli impianti sulla base di una mera presunzione di sicurezza non verificata nelle singole sedi, ci vedremo costretti a investire immediatamente della questione l’Ispettorato Nazionale del Lavoro (INL).
Si ricorda infatti che, ai sensi dell’Art. 13 del D.Lgs. 81/2008 e del D.Lgs. 124/2004, l’Ispettorato ha il compito di vigilare sull’applicazione della legislazione in materia di salute e sicurezza, con poteri di ispezione e prescrizione laddove la valutazione dei rischi risulti incompleta o basata su dati non rappresentativi (c.d. DVR “fotocopia”).
Sperando di fare cosa gradita, si elencano alcuni dei riferimenti normativi citati:
D.Lgs. 81/2008, Art. 181 e 209: Obbligo di valutazione dei rischi da agenti fisici (CEM) specifica per ogni luogo di lavoro. La valutazione deve considerare le “reali circostanze operative”, non dati simulati o estrapolati da altri contesti.
Art. 2087 Codice Civile: Obbligo del datore di lavoro di adottare tutte le misure suggerite dall’esperienza e dalla tecnica per la tutela della salute, indipendentemente dal rispetto dei limiti tabellari minimi.
Cassazione Penale, Sez. IV, n. 27295/2021: Stabilisce la nullità delle valutazioni dei rischi non correlate alla concreta realtà lavorativa specifica. L’omissione dell’analisi del rischio locale configura colpa specifica.
Cassazione Penale, n. 22606/2022: Conferma la posizione di garanzia del Dirigente apicale che impartisce direttive generali in materia di sicurezza senza verificarne l’applicabilità tecnica locale.
D.Lgs. 124/2004, Art. 14: Potere di disposizione dell’Ispettorato del Lavoro, che può ordinare misure di prevenzione aggiuntive o la sospensione di attività in presenza di valutazioni dei rischi carenti o generiche.
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FP CGIL |
UIL PA |
FLP |
USB PI |
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Gianfreda |
Triolo |
Caiazza |
Conti |
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Campopiano |
In data di ieri, 1° aprile, le scriventi Organizzazioni Sindacali, hanno inviato una nota ai vertici, e per conoscenza al Comitato Unico di Garanzia, per segnalare osservazioni e proporre modifiche alla bozza elaborata dall’Amministrazione riguardante l’accordo sul telelavoro.
A tale riguardo, la FP CGIL e la USB PI, anche in considerazione di quanto disciplinato dall’Accordo nazionale sul telelavoro nelle pubbliche amministrazioni, in attuazione delle disposizioni contenute nell’art. 4, comma 3, della legge 16 giugno 1998, n. 191, hanno premesso che in primis la procedura risulta troppo farraginosa e hanno chiesto di valutarne una semplificazione.
ABBIAMO PROPOSTO E SEGNALATO
L’innalzamento del numero massimo di dipendenti (numero di posizioni di telelavoro) rispetto all’1,00%, in considerazione che l’Accordo quadro non prevede, all’art. 4 una percentuale fissa, bensì “l’Amministrazione procederà con le modalità previste dall’art. 4 dello stesso DPR n. 70 all’assegnazione a posizioni di telelavoro dei lavoratori che si siano dichiarati disponibili a ricoprire dette posizioni”, purché in possesso dei requisiti richiesti.
Di abbassare da 36 a 24 mesi di servizio per potere accedere.
Abbiamo fatto notare che gli elementi previsti ai fini dell’approvazione del progetto telelavoro creano una disparità di trattamento rispetto a chi lavora in presenza.
Proposto di Integrare i criteri di priorità per le richieste di telelavoro con “personale che pur non rientrando nelle categorie previste, siano in possesso di una certificazione rilasciata dal medico competente con prescrizione di lavorare a distanza”.
Inoltre, sarebbe necessario l’Inserimento della modalità del “lavoro da remoto temporaneo” in casi particolari derivanti da motivi personali e/o familiari, o su richiesta del dipendente e previa autorizzazione del dirigente competente e di poter autorizzare lo svolgimento dell’attività lavorativa in modalità da remoto per un periodo di tempo limitato inferiore all’anno.
In luogo della revoca automatica e immediata dell’accordo in caso di cambiamento di residenza, incongruente in tale fase di sperimentazione del lavoro da remoto, abbiamo proposto la seguente modifica: “Il luogo di svolgimento del lavoro da remoto con vincolo orario così come riportato nell’ accordo individuale, in caso di cambio di residenza deve essere comunicato tempestivamente al dirigente e all’ufficio amministrativo del personale, ovvero in un tempo congruo”.
Nei casi di temporaneo rientro del lavoratore per periodi di indisponibilità della connettività o di mancato funzionamento dei dispositivi assegnati, e di rientri periodici mensili di servizio in presenza, prevedere il diritto del lavoratore ad una stanza sicura ed idonea, in particolare per i lavoratori con problemi di deambulazione.
Premesso che l’accordo quadro all’art. 6 garantisce al lavoratore l’esercizio dei diritti sindacali “il lavoratore deve poter essere informato e deve poter partecipare all’attività sindacale che si svolge in azienda, a cominciare dalla istituzione, nelle amministrazioni e negli enti che impiegano telelavoro, di una bacheca sindacale elettronica, nonché dall’utilizzo dell’e-mail con le rappresentanze sindacali sul luogo di lavoro”, abbiamo chiesto di prevedere una bacheca elettronica, ossia uno spazio virtuale accessibile via web o app, per la condivisione di informazioni e documenti in tempo reale, al fine di migliorare la comunicazione interna e la collaborazione con gli altri dipendenti.
Infine, abbiamo richiesto di specificare cosa si intenda per “personale fragile”, ovvero se si faccia riferimento alla Legge 104/92 e/o all’invalidità civile ed eventualmente quest’ultima, con quale percentuale minima.
FP CGIL USB PI
Susanna Di Folco Stefania Vassura
Al netto dei dati ufficiali che, seppur per il 2025 non sono ancora noti, il ricorso al lavoro straordinario per il personale della polizia penitenziaria resta un segnale allarmante delle condizioni di lavoro negli istituti di pena, riproponendo quanto già registrato per il 2024: oltre 7,5 milioni di ore di straordinario!
Il dettato costituzionale che vieta per i detenuti “trattamenti contrari al senso di umanità” e l’obiettivo della “rieducazione del condannato” restano lettera morta a causa delle condizioni di lavoro e della carenza di organico. Le condizioni sono inumane sia per chi sconta la pena sia per chi in carcere ci lavora.
Il personale svolge turni da 8 ore per almeno 6 giorni a settimana. Tre agenti che lavorano 48 ore settimanali ciascuno, invece delle ordinarie 36, coprono 144 ore, pari al monte ore di 4 agenti a orario regolare. Tre agenti, dunque, coprono il fabbisogno di quattro con il ricorso sistematico allo straordinario sottopagato, che allo Stato costa molto meno di un’assunzione regolare. Un sistema destinato a implodere.
Anche il dato allarmante relativo alle aggressioni agli/lle agenti dovrebbe destare forti preoccupazioni al Governo: si continua a viaggiare ben oltre i 3.400 casi all’anno, cioè una impressionante media di quasi 10 al giorno, nel disinteresse e disimpegno più totale dei vertici del ministero.
Appare surreale a sganciato dalla realtà anche quanto indicato dalla recente circolare del 9 marzo scorso inerente Ulteriori linee guida per la prevenzione degli autolesionismi in ambito penitenziario: “Non meno importante è l’apporto alla causa che può assicurare il personale di Polizia Penitenziaria che opera quotidianamente H24 nelle sezioni detentive e che pertanto, come terminale sensibile più prossimo ai ristretti, è in condizione di fornire un flusso costante di preziose informazioni su di essi”.
Come si pensa possibile adempiere concretamente e correttamente a questo prezioso compito e garantire tale determinante contributo contro una piaga devastante quanto quella dei suicidi negli istituti penitenziari senza un concreto, improcrastinabile, definitivo intervento a supporto del rafforzamento degli organici al fine di contenere il ricorso al lavoro straordinario?
Il fenomeno dei suicidi, inoltre, va ricordato, riguarda anche le persone che negli istituti di pena ci lavorano, oltre che i detenuti e questo è un ulteriore inaccettabile dramma.
L’ormai ex sottosegretario Delmastro esultava soddisfatto annunciando il pagamento degli straordinari al personale della polizia penitenziaria, e ci mancherebbe altro. Noi riteniamo che le soluzioni strutturali di cui il sistema penitenziario ha bisogno debbano risolvere le criticità che rendono così elevato il ricorso allo straordinario.
Chiediamo al sottosegretario Ostellari, nuovo titolare della delega, e ai vertici del DAP di assumere come prioritario il tema degli organici, dei carichi di lavoro e dell’eccessivo ricorso al lavoro straordinario, delle aggressioni e ci rendiamo disponibili al confronto per individuare soluzioni idonee.
Donato Nolè
Coordinatore Nazionale Polizia Penitenziaria
FP CGIL