Si è tenuta, nel pomeriggio di ieri, la riunione dell’OPI (Organismo paritetico per l’innovazione) sul “modello di gestione e approvvigionamento delle risorse umane basato su fabbisogni prioritari o emergenti e profili professionali articolati per competenze”. 

Dietro questa formula criptica è possibile leggere la proposta dell’Amministrazione di sperimentare un nuovo approccio alla selezione e alla crescita di lavoratrici e lavoratori, in cui la parola chiave – più volte declinata nel corso dell’incontro – sembra essere “competenza”.

L’idea di fondo è passare da una selezione e valutazione delle risorse umane che poggia su titolo di studio e conoscenze a una valutazione che consideri anche le capacità analitiche e comportamentali.

Cosa dovrebbe cambiare 

Al di là dei bizantinismi, ciò dovrebbe implicare un possibile intervento di restyling delle famiglie professionali appena costituite, nonché la definizione dei profili di ruolo (secondo l’analisi dei processi, per cui l’attività produttiva si adegua alle esigenze del presidio) e la costruzione di ulteriori sotto-profili.

Un programma vasto e ambizioso, che dovrà necessariamente passare da un confronto serrato. Come FP CGIL consideriamo, pertanto, la seduta dell’OPI di ieri quale il primo incontro di una lunga serie. 

La speranza è che l’Amministrazione persegua lo stesso fine, ma l’esperienza del confronto troncato sul tema della Vigilanza Ispettiva ci costringe a mantenere una certa dose di prudenza. 

Ciò detto, la nostra organizzazione sindacale non si è mai tirata indietro sul merito e più volte, al tavolo, abbiamo evidenziato la necessità di modernizzare approcci e percorsi di crescita professionale. 

In un ente che ancora distingue INPDAP da INPS, occorre portare avanti le lancette della Storia e capire come creare un ambiente più stimolante per chi opera in Istituto.

Perché ciò sia possibile è necessaria una documentazione di maggior dettaglio. In particolare:

  • l’Amministrazione stima il costo del nostro fabbisogno attorno al miliardo, ma non offre alcuna stima rispetto al modello futuro, a valle dei cambiamenti previsti. A nostro avviso è indispensabile chiarire l’impatto di questo processo, anche per fugare ogni possibile dubbio sulla volontà di ridimensionare la consistenza dell’Istituto;

  • nel percorso da intraprendere non partiamo dalla casella zero ma da una GRAVE SITUAZIONE DI CARENZE D’ORGANICO registrata soprattutto nelle regioni del Nord. Lo ripetiamo in ogni circostanza: se vogliamo affrontare seriamente il problema, abbiamo la necessità di mappare la carenza SEDE PER SEDE, AGENZIA PER AGENZIA. La reticenza dell’Amministrazione su questo punto è incomprensibile e rende difficile analizzare le ricadute degli squilibri vigenti sul sistema;

  • va chiarito che intervento si vuol fare sulle famiglie professionali, sui profili e sui sotto-profili per analizzare l’impatto sulla vita di ogni collega. Da mesi chiediamo questo processo, spiegando che soltanto dopo questa prima fase potremo rimodellare il quadro indennitario, nella speranza che INPS non tradisca le promesse e porti a casa la deroga al tetto sul Fondo imposto dal d.l. 75/2017.

Con riferimento all’ultimo punto, ci preme sottolineare un dato: questo ragionamento deve a nostro avviso ruotare attorno al popolamento della quarta area, concepita quale tappa di valorizzazione professionale e rispondente a un preciso adempimento contrattuale.  Ricordiamo che l’OPI ha una caratura tecnica: se da un lato aspettiamo dall’Amministrazione una documentazione che ci consenta di comprendere meglio la natura del progetto, dall’altro crediamo sia necessario investire lo stesso Organismo per analizzare quanto sta facendo il gruppo di lavoro su questa casella prevista dal CCNL.

Coordinamento OPI FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Michele Cascino

Angelantonio Viscione

La FP CGIL ha costruito la propria proposta sullo schema delle famiglie professionali attraverso un confronto costante con i lavoratori a più livelli, sia in assemblee sindacali sui territori che in occasione dell’assemblea nazionale di tutto il personale, consapevole della rilevanza dei temi trattati, la cui definizione condizionerà la vita lavorativa e personale dei lavoratori della giustizia per i prossimi anni.

La contrattazione sulle famiglie professionali, propedeutica alla stipula del contratto integrativo nazionale, si sta svolgendo sia attraverso momenti di confronto con la Direzione Generale del DGMC che con sessioni plenarie con i vertici del Ministero della Giustizia.

In data 16.09.2024, presso il DGMC si è tenuto un ulteriore incontro con le OO.SS alla presenza del Direttore Generale del Personale, Dott. Buccino Grimaldi e della dirigente dell’Ufficio III, Dott.ssa Liliana Delle Chiaie.

La FP CGIL, nel corso del confronto, ha preso atto che l’Amministrazione ha accolto parte delle osservazioni presentate da questa O.S. nei mesi scorsi. Le criticità rilevate riguardavano, in particolare, la famiglia dei servizi del trattamento socio rieducativo, in quanto non erano state chiaramente specificate le competenze tecniche dei funzionari di Servizio Sociale e Funzionari pedagogici nella descrizione dei profili di ruolo.

A tale proposito la FP CGIL ha inviato il proprio contributo chiedendo di inserire nella descrizione della famiglia dei servizi del trattamento socio rieducativo, anche l’attività di “Servizio Sociale” e che il lavoro delle figure professionali comprese nella famiglia, si debba svolgere in un’ottica di equipe multidisciplinare e multiprofessionale. Inoltre, ha cercato di contribuire a rendere la descrizione dei profili di ruolo, il più possibile attinenti alla specifica formazione professionale e alle competenze tecniche, al fine di tutelare ogni operatore.

A tale proposito la scrivente O.S., ha evidenziato che far parte della stessa famiglia professionale, ossia intervenire nello stesso ambito lavorativo, non significa né “che tutti fanno tutto” né che le diverse professionalità siano interscambiabili tra di loro.

Inoltre la FP CGIL ha ribadito la propria contrarietà rispetto all’inserimento, tra i profili di ruolo, del Funzionario del trattamento rieducativo, figura professionale rispetto alla quale l’amministrazione non ha reso noti i titoli d’accesso e che rischia di creare ulteriore confusione, in relazione alle competenze del Funzionario della professionalità di servizio sociale e del Funzionario della professionalità pedagogica, in considerazione anche dell’istituzione dell’albo delle professioni pedagogiche ed educative introdotto con la legge n. 55 del 2024.

La FP Cgil, rinnovando l’impegno a voler chiudere l’accordo sulle famiglie professionali, persegue l’obiettivo di approvare uno schema unico di accordo per tutto il Ministero della Giustizia.

La nostra proposta infatti prevede famiglie professionali che comprendono lavoratori che svolgono funzioni di supporto alla mission istituzionale comuni a tutti i dipartimenti e famiglie specifiche per ogni dipartimento. Una proposta elaborata per incrementare le possibilità di progressioni tra le aree e favorire la mobilità interdipartimentale del personale. Nelle more della definizione di un accordo, la FP Cgil, rimane comunque disponibile a considerare l’eventuale riduzione o l’aumento delle famiglie se funzionale però a effettive necessità organizzative

La Fp Cgil, ha ribadito in sede di confronto, la volontà di arrivare alla sottoscrizione del contratto integrativo che manca per il ministero della giustizia dal 2010, che consentirà di valorizzare la professionalità dei lavoratori e di attribuire il giusto riconoscimento economico. Il contratto dovrà prevedere oltre all’accordo sulle famiglie professionali, indispensabile per realizzare i passaggi tra le aree in deroga alla normativa vigente (ex art. 18) e l’applicazione dei differenziali stipendiali (progressione economica all’interno della propria area ex art. 14), anche l’accordo sul nuovo sistema degli incarichi e le relative indennità per il personale afferente alle aree Assistenti e Funzionari e per le Elevate professionalità.

Vi terremo aggiornati sugli ulteriori sviluppi.

Per la FP CGIL

la Coordinatrice Nazionale

Paola Fuselli

Il 16 settembre 2024 si è tenuto un nuovo incontro del tavolo di contrattazione per il CCNI e per le PEO 2024

Sulla disciplina dell’orario di lavoro, l’amministrazione è venuta incontro alle richieste delle OO.SS. sulla flessibilità del sistema dei rientri (che dal gennaio 2025 tornerà in vigore dopo l’interruzione determinata dal Covid), consentendo un accesso potenzialmente generalizzato (su richiesta e previa approvazione del Dirigente) a tutti i lavoratori all’orario con cinque rientri settimanali.

Sul fronte delle PEO, positivo è l’inserimento di una disposizione nel CCNI volta ad assicurare lo svolgimento di nuove procedure con cadenza annuale. Auspichiamo che la regolarizzazione di queste procedure consenta a tutti i lavoratori di beneficiare, grazie ad una turnazione finalmente prevedibile, dei dovuti riconoscimenti per la propria professionalità e impegno sul lavoro. Su questo aspetto, FPCGIL ha nuovamente ribadito la necessità di garantire equilibrio tra riconoscimento dell’anzianità e valorizzazione della professionalità, e quindi consentire di concorrere equamente per una progressione di carriera sia ai lavoratori fermi da troppi anni nelle progressioni che ai lavoratori entrati in amministrazione da relativamente “pochi” anni.

Restano comunque alcune criticità, come la determinazione del punteggio legato alla media delle valutazioni della performance degli ultimi 3 anni (che nella bozza attuale attribuirebbe 0 per ogni eventuale annualità mancante). Per FPCGIL è fondamentale dare corretta applicazione a quanto stabilito dal CCNL che, non a caso, prevede di NON considerare le annualità prive di valutazione ma di utilizzare la “media delle ultime tre valutazioni individuali conseguite”. L’impostazione attuale, al contrario penalizzerebbe, quelle tipologie di assenze non imputabili al/la lavoratore/lavoratrice, come il congedo di maternità, per evitare che colleghe e colleghi che si trovano in una fase difficile della propria vita vengano penalizzati nelle prospettive di carriera. Con riferimento alla valutazione dei titoli di studio riteniamo necessario nella tabella funzionari un bilanciamento diverso dei titoli non in linea con i requisiti di accesso all’area. FPCGIL ha, infine, chiesto con forza l’inserimento nel CCNI di una disposizione esplicita sul lavoro agile e sul coworking, anche in vista della prossima scadenza delle relative Policy.

Nei prossimi giorni l’Amministrazione presenterà delle nuove bozze di Accordi e le farà circolare tra le OO.SS. in vista dell’incontro potenzialmente conclusivo della contrattazione, che avrà luogo lunedì 30 settembre. La FPCGIL vi terrà aggiornati sugli ulteriori sviluppi e coinvolgerà in questo processo tutti i Coordinatori regionali e la propria Delegazione trattante in modo da giungere ad una posizione condivisa a tutti i livelli. 

Il Coordinatore Nazionale
Andrea Mosca

Si è tenuto ieri l’incontro per l’ipotesi di accordo per la retribuzione di risultato 2023, di cui si allega copia, che di fatto ricalca gli accordi precedenti, non essendo ancora intervenuta alcuna modifica del procedimento di valutazione.

Da tempo abbiamo chiesto la revisione del Sistema di valutazione della dirigenza che presenta criticità sia per la presenza della formula di deviazione standard, volta a valutare la differenziazione nelle valutazioni del personale, sia nell’attribuzione della maggiorazione. L’amministrazione si è impegnata sul punto; siamo fiduciosi nella repentina attuazione di questo intendimento.

L’ordine del giorno è stato poi integrato, a seguito di richiesta delle OO.SS., sul tema degli interpelli emessi a seguito del Decreto di Riorganizzazione n.151/2024.

Alla preoccupazione espressa dalle organizzazioni sindacali circa la riserva di alcuni interpelli, il Direttore del personale e il Capo dipartimento hanno dichiarato che, nelle attribuzioni delle posizioni, sarà data sempre priorità agli interni.

Alle richieste rappresentate dalle OO.SS. di chiarire le motivazioni per cui gli interpelli emessi sono stati spacchettati in più procedure, l’amministrazione ha evidenziato come sia stata una scelta dettata da esigenze organizzative.

Presso il MIT sono in servizio attualmente solo 110 dirigenti, compresi gli otto neoassunti dalla graduatoria del concorso per Dirigenti Tecnici degli Uffici Dighe, con una carenza, rispetto alla dotazione organica, di 101 posti.

Per questo l’amministrazione si è impegnata ad attivare le procedure per due concorsi per dirigenti tecnici, 12 unità ramo trasporti e 12 ramo infrastrutture, riservando la percentuale prevista dalla norma per i funzionari interni.

Come OO.SS. abbiamo condiviso il percorso prospettato perché consente l’ulteriore valorizzazione delle professionalità interne del Ministero ed apre ai nostri lavoratori nuove possibilità di carriera.

In proposito l’amministrazione ci ha confermato che è stata autorizzata a procedere all’assunzione di 110 elevate professionalità. Le organizzazioni sindacali hanno chiesto che, anche in questo caso, sia riservata la percentuale prevista dalla norma per i funzionari interni.

FP CGIL        CISL FP UIL PA          UNADIS

Sabbatella     Minici      Lichinchi     Pacciani

Gianfreda                     Iannaccone  Sottile

Nel giro di poche ore, nella serata di ieri, gli smartphone hanno vibrato all’unisono, le caselle e-mail sono impazzite, i cuori si sono fermati.

Una voce incontrollata, sfuggita dai meandri di Ciro il Grande, ha fatto irruzione nelle chat: il TEPI 2022 sarà in pagamento a ottobre!

Grida di giubilo hanno accolto la notizia di questo importante trionfo di ragioneria sindacale.

Delegati sul territorio si sono svegliati dal torpore e hanno iniziato una battaglia senza pietà sulla copertura originaria della notizia: una lotta per determinare chi ha diffuso per primo la voce.

E pazienza se l’informazione è di seconda mano, se non ha alcun rilievo sindacale, se cioè non aggiunge un euro in più alle tasche delle lavoratrici e dei lavoratori.

Pazienza se la polpetta è sapientemente passata da una manina vigile in Istituto, pronta a offrire un fronte innocuo: scannatevi su ciò che già vi spetta e girate a vuoto.

Poi le voci si sono placate, è partita la musica di sottofondo, ed è iniziato il valzer delle cifre.

Duecentoquaranta, no due e cinquanta, chi offre di più per essere notato?

In certe occasioni è importante esserci, presenziare, rivendicare compiaciuti canali e canaletti, spacciando le veline per notizie.

È il sindacalismo dell’Annunciazione, un grande classico in Istituto.

Ma il presidente Gabriele Fava, che si era presentato alle organizzazioni come un interlocutore serio e pronto all’ascolto, si rispecchia in questo malcostume trash che parte dagli uffici INPS?

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Nel pomeriggio di ieri si è tenuto l’incontro su richiesta delle organizzazioni sindacali per il regolamento degli incentivi delle dighe. L’incontro, a nostro avviso, è stato molto fruttuoso perché si è giunti alla sottoscrizione di un regolamento (qui allegato) che ne definisce le modalità e i criteri per l’attribuzione.

La proposta trasmessa dall’amministrazione, redatta a cura degli uffici dighe, è stata ampiamente discussa con le organizzazioni sindacali che hanno chiesto di apportare integrazioni e aggiustamenti soprattutto per garantire al personale in servizio nella Direzione Dighe e negli UTD sparsi nel territorio, trasparenza e rotazione nell’attribuzione degli incarichi.

Sono state definite le percentuali per le singole attività previste dall’articolo 2 comma 2 del D.L. 68/2022 convertito in Legge 5 agosto 2022 n° 108 e le procedure di pagamento.

Riteniamo di aver raggiunto un risultato importante, che auspicavamo da tempo, e per il quale avevamo inoltrato diversi solleciti, dopo il varo della normativa nel 2022, per incentivare i lavoratori di un settore particolare del Ministero che svolgono un’attività estremamente importante e impegnativa, considerata la vetustà di alcuni invasi e le ripercussioni sulle comunità in cui essi ricadono.

A margine dell’incontro abbiamo chiesto alla Dott.ssa Furlai alcuni aggiornamenti su vari argomenti di interesse generale:

Progressioni verticali in deroga

Il direttore ci ha assicurato che la graduatoria provvisoria è pronta, deve essere solo ulteriormente controllata e sarà pubblicata presumibilmente la prossima settimana.

Bando differenziali economici (PEO)

Tra ottobre e novembre sarà pubblicato il bando per l’attribuzione dei differenziali economici i cui criteri sono già stati definiti nelle precedenti riunioni.

Fondo risorse decentrate 2023

Alle richieste delle organizzazioni sindacali di conoscere i tempi per il pagamento del Fondo risorse decentrate 2023, l’amministrazione ha comunicato che sicuramente sarà pagato entro fine anno.

Bando elevate professionalità

Per quanto riguarda le Elevate Professionalità, invece, il Capo del personale ci ha informati che l’Amministrazione farà di tutto per pubblicare il bando entro fine anno. Sono state, infatti, autorizzate 110 elevate professionalità ( ovvero funzionari della cosiddetta quarta area). Prima di procedere al bando sarà necessario individuare il numero delle unità relative alle varie famiglie professionali presenti nel Ministero.

Incentivi funzioni tecniche

Abbiamo chiesto all’amministrazione notizie circa l’attivazione del tavolo di confronto sugli incentivi alle funzioni tecniche, di cui all’art.45 nuovo Codice dei contratti, sottolineando le criticità che il ritardo nell’adozione di tale regolamentazione comporta. Il Direttore del Personale ci ha informato che sull’argomento è in corso un confronto tra Ufficio Legislativo, Ufficio del Capo di Gabinetto e Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici e che, a breve, si spera di poter avviare il confronto con le OO.SS. , a valle delle determinazioni di questi Uffici.

FP CGIL

CISL FP

UILPA

CONFINTESA

CONFSAL UNSA

FLP

Sabbatella

Casamassima

Lichinchi

Crocchiolo

Cipolla

Caiazza

Gianfreda

Putzolu

De Mellis

Campopiano

Renzi

Nel pomeriggio di ieri, alla presenza della Direttrice generale, si è tenuto il confronto tra Amministrazione e organizzazioni sindacali, il primo dopo la pausa estiva. In merito alle iniziative concorsuali previste, l’Amministrazione ha comunicato l’intenzione di bandire le seguenti procedure entro l’anno per il reclutamento di:

  • 403 ispettivi – in regime congiunto con INAIL, su base regionale, seguendo il modello del concorso unico RIPAM;

  • 1.069 medici di primo livello;

  • 900 unità sanitarie, di cui 781 specialisti nelle aree psicologiche e sociali e 119 infermieri.

Sono previsti, sempre entro il 2024, concorsi per dirigenti amministrativi e professionisti legali di primo livello: a ora la disponibilità è di 15 posti per i primi e di 16 per i secondi, ma l’Amministrazione punta a ottenere, via DPCM, una disponibilità ulteriore, per l’immissione complessiva di 48 dirigenti e 40 legali.

In relazione alla dirigenza, in particolare, l’Amministrazione vorrebbe operare anche al di fuori di SNA, gestendo direttamente la procedura di selezione per le esigenze che la Scuola non riesce a coprire: in tal caso il concorso si articolerebbe in prove scritte, prove di gruppo e prova orale.

Per quanto riguarda funzionari e assistenti, posta la grave carenza d’organico, INPS prevede assunzioni (anche tra i diplomati) ma solo dal 2025.

Come FP CGIL abbiamo evidenziato la grave difficoltà in cui versa l’Istituto.

La Pubblica Amministrazione rischia di svuotarsi nei prossimi anni, ma già ora, in INPS, registriamo importanti sofferenze, specie in alcune aree del paese.

Qualunque ingresso deve pertanto essere preceduto da una strutturale mappatura delle carenze d’organico – sede per sede, agenzia per agenzia – altrimenti non riusciremo mai a sanare le criticità che nel centro-nord stanno mettendo a repentaglio l’erogazione dei servizi.

Questo la FP CGIL continua a chiederlo con forza: perché non è normale avere agenzie territoriali mezze vuote dopo le massicce immissioni del 2023! Perché la situazione è ancor più allarmante considerando i futuri effetti del decreto “taglia idonei”!

Se qualcuno pensa che la legge sulla disabilità sia destinata a mettere a rischio solo l’area medica, ha fatto male i conti: essa rappresenta uno stress-test anche per i funzionari che seguono le attività amministrative correlate. Se non arrivano risorse, insomma, a pagare dazio sarà in primis l’utenza.

In un’ottica di professionalizzazione, poi, non è possibile ignorare le aspettative rivolte alla Quarta Area dalla famiglia professionale dei funzionari. L’Amministrazione vuole rimandare il ragionamento al 2025, a valle di un percorso elaborato dal gruppo di lavoro tecnico che sta studiando la strutturazione di questa nuova categoria.

Come FP CGIL abbiamo chiesto di agire nel più breve tempo possibile, magari iniziando da subito ad analizzare i report di questo gruppo di lavoro in sede OPI (Organismo Paritetico per l’Innovazione). Il rischio è fin troppo evidente: se non ci muoviamo con decisione, molte lavoratrici e lavoratori del nostro Ente guarderanno altrove in cerca di nuovi stimoli e opportunità.

In questo senso vorremmo un’Amministrazione dinamica e non conservativa. Confermiamo il nostro approccio estremamente critico sulla costituzione di Elevate Professionalità del vecchio ordinamento: il ricorso a esse è ormai anacronistico, pregiudica il fondo (cioè le risorse di tutti, peraltro in un anno di magri incentivi) e rappresenta un inaccettabile schiaffo a chi opera nei territori. Ribadiamo, pertanto, che in sede di contrattazione integrativa proporremmo un tetto alla spesa in tal senso.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Nella giornata di ieri l’Amministrazione ha incontrato le organizzazioni sindacali per aprire una riflessione sulle nuove modalità di conferimento delle posizioni organizzative.

Gli accorgimenti previsti nella bozza trasmessa alle organizzazioni sindacali riguardano principalmente la dimensione temporale: l’idea è di accelerare la tempistica delle procedure di selezione, prevedendo l’acquisizione delle domande di tutti gli interessati in un’unica soluzione.

Le istanze così trasmesse saranno valutate, dando priorità a quanti fruiscono di interpello; in assenza di una candidatura ritenuta valida, il Nucleo di Valutazione potrà vagliare direttamente i curricula e le professionalità degli altri candidati.

Tra le altre novità presenti nel documento segnaliamo:

  • la possibilità di ottenere l’incarico di responsabile di agenzia complessa dopo 5 anni di servizio e almeno 2 di titolarità PO (prima non c’era il criterio dell’anzianità, ma bisognava avere 4 anni da PO alle spalle nell’ultimo decennio);

  • la possibilità di diventare ottimizzatore delle agenzie aree metropolitane o collaboratore di gestione operativa dopo un anno di servizio in luogo dei due attualmente previsti.

Come FP CGIL ci siamo interrogati sul perché, di anno in anno, questo Ente mette in discussione le regole quadro per ottenere le PO. Il problema non è (solo) il merito in questo caso, ma il metodo.

La revisione ciclica del regolamento risponde a un obiettivo “politico” dell’Istituto: spronare i neoassunti a ricoprire ruoli di responsabilità.

Peccato che i modesti riconoscimenti economici finiscano col minare qualsiasi buon proposito: ridurre gli anni di servizio per ottenere un incarico non serve a nulla se poi esso non viene adeguatamente remunerato. Le posizioni resteranno scoperte e le aspettative saranno disattese.

Per evitare ciò è necessario un processo di professionalizzazione, che passa dal riconoscimento dei profili strategici e dall’aggiornamento del quadro indennitario. In altri termini, servono le risorse, serve la deroga al tetto imposto al Fondo Risorse Decentrate dalla legge Madia, perché – lo ripetiamo – senza soldi non si canta messa.

A tal proposito la Direttrice generale ha specificato che l’Amministrazione sta operando per trovare degli accomodamenti con Funzione Pubblica, nelle sue diverse articolazioni.

I ragionamenti, però, sembrano subordinati alla prossima legge di bilancio. E qui si conferma la necessità di una mobilitazione che la FP CGIL ha già messo in campo e che passa anche dal rifiuto di un CCNL che non consente a lavoratrici e lavoratori delle Funzioni Centrali nemmeno di recuperare il potere d’acquisto perso con l’inflazione.

Quanto alla proposta trasmessa, posto che la FP CGIL ha già espresso, nel recente passato, una propria riflessione sul tema, resta ferma l’idea che sia necessario adottare alcuni correttivi. Occorre:

  1. diminuire il peso del colloquio (oggi 65 punti, a fronte di 25 punti per il percorso professionale e di 10 punti per il percorso formativo) e scalettare in maniera più articolata i titoli di studio, alla stregua di quanto già recepito dal CCNI e delle procedure concorsuali normalmente realizzate da INPS;

  2. arginare temporalmente gli interim;

  3. correggere un’evidente stortura: la revoca della PO può essere legata all’inosservanza delle direttive contenute nell’atto di conferimento, non alle direttive impartite dal dirigente!

Tutto questo sarà discusso ancora nei prossimi incontri. Nelle comunicazioni a margine, l’Amministrazione ha manifestato la volontà di aprire un bando di mobilità specifico per la Valle d’Aosta; ha anticipato l’apertura di un tavolo sul telelavoro a ottobre; ha confermato la volontà di procedere rapidamente col terzo bando per le progressioni verticali in deroga, non appena sarà formalizzato il DPCM di riferimento; e per la stabilizzazione dei comandi ha precisato che sono in corso colloqui col MEF, destinati a fugare perplessità interpretative insorte sul DPCM pubblicato il 30 novembre scorso. Come sempre, vi terremo aggiornati.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Care amiche e amici, compagne e compagni,

la giornata di ieri è stata intensa, una giornata di mobilitazione e di partecipazione che ha visto le piazze gremite in tutta Italia. È stata una giornata di sciopero ma, soprattutto, una giornata di unione, di forza collettiva, che ha permesso di far sentire le nostre voci davanti alle sedi di Uneba, le Prefetture e sotto alcune sedi regionali. Ogni presidio, ogni voce, ha contribuito a costruire un messaggio chiaro e determinato: un patrimonio che non vogliamo disperdere.

Vogliamo ringraziarvi dal profondo del cuore per tutto l’impegno che avete messo in campo. Un grazie speciale va anche ai numerosi colleghi e colleghe che, nonostante la mobilitazione, hanno continuato a garantire i servizi all’interno delle strutture, dimostrando ancora una volta la dedizione e la professionalità che ci contraddistinguono nel prenderci cura delle persone più fragili.

Sappiamo che la strada da percorrere è ancora lunga. Il comunicato di Uneba del 12 settembre u.s. offre un rinnovo con 100€ per il livello 4, ma le piazze hanno urlato con forza che questo non è abbastanza. Non ci fermeremo qui e la consapevolezza di oggi ci dà ancora più determinazione: l’aumento deve essere più equo e deve rispecchiare il valore reale del nostro lavoro.

La trattativa riprenderà e noi saremo pronti, uniti e consapevoli del nostro obiettivo comune. Continuiamo a camminare insieme con la certezza che, rimanendo solidali e determinati, riusciremo a ottenere ciò che ci spetta di diritto: il giusto riconoscimento economico, conquistato tenacemente dal sindacato confederale in altri contratti di settore.

Grazie ancora

       FP CGIL            CISL FP        FISASCAT CISL         UIL FPL              UILTuCS

Michele Vannini   Franco Berardi   Aurora Blanca      Pietro Bardoscia      Paolo Proietti

                                                                                       Ciro Chietti

Al Direttore Generale del Personale

Dott. Alessandro Buccino Grimaldi Roma

Oggetto: rinvio convocazione incontro per il giorno 17 settembre 2024.

Egregio Direttore,

Prendiamo atto del rinvio della riunione convocata per il giorno 17 settembre 2024 e desideriamo esprimere il nostro disappunto per il fatto che il rinvio è stato fissato a data da destinarsi. Mai come in questo periodo gli Istituti Penali Minorili hanno raggiunto un livello così elevato di criticità. Quotidianamente, gli operatori – in particolare la Polizia Penitenziaria – si trovano a fronteggiare eventi critici che vanno dall’autolesionismo a vere e proprie rivolte, aggressioni, fino alle evasione, con la conseguente percezione di abbandono da parte degli uffici superiori. Le condizioni di lavoro sono diventate insostenibili. È vero che è stata assegnata una discreta aliquota di nuovi agenti, ma è altrettanto vero che questi non vengono adeguatamente inseriti in percorsi formativi né supportati da personale esperto, in particolare dai Sovrintendenti e dagli Ispettori, figure fondamentali per guidare e coordinare gli Agenti, soprattutto i neoassunti. Un ulteriore motivo di frustrazione per il personale di Polizia Penitenziaria è la mancata retribuzione per il lavoro straordinario e per i servizi di missione svolti. Ci auguriamo vivamente che l’incontro venga riprogrammato al più presto e cogliamo l’occasione per sottolineare l’urgenza di un confronto che possa portare a un miglioramento delle condizioni di lavoro e di vivibilità negli istituti penali minorili. In attesa di un cortese riscontro, l’occasione è gradita per porgere cordiali saluti.

       Donato NOLE’
Coordinatore Nazionale Fp CGIL
Polizia Penitenziaria

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