Martedì 16 luglio si è svolta l’assemblea dei medici iscritti e simpatizzanti della CGIL, caratterizzata da una grande partecipazione online con interventi da tutte le regioni del paese: segno della presenza capillare della nostra organizzazione su tutto il territorio.
Sul FONDO PER LA RETRIBUZIONE ACCESSORIA: ad oggi, dopo l’assunzione dei nuovi colleghi, nessun segnale concreto è giunto dall’Amministrazione, in risposta al crollo in termini di valore assoluto del salario. Avevamo chiesto una maggiore attenzione verso un segmento strategico dell’INPS, investito da maggiori responsabilità anche per volontà del Legislatore. Nessuno stanziamento è ancora stato accantonato per i medici dipendenti.
Sull’ ATTIVITÀ INTRAMOENIA E SULLA INDENNITÀ DI ESCLUSIVITÀ: dopo l’accordo siglato con l’Amministrazione nel 2010 è sceso il buio più fitto. L’impegno preso allora è rimasto lettera morta. Abbiamo quindi ricordato, per l’ennesima volta, che i medici INPS sono gli unici medici pubblici a non aver regolamentato l’attività intramoenia e la relativa indennità di esclusività. E c’è un evidente danno economico per il personale sul piano salariale e previdenziale.
Sui CARICHI DI LAVORO: emergono in maniera sempre più drammatica le condizioni critiche in cui operano i medici INPS, costretti perfino a lunghi spostamenti dalla sede di appartenenza per coprire gravi carenze di organico dovute anche a errori di natura organizzativa. Il numero di visite per commissione sta lievitando verso l’alto, ma con quale risultato? Stanchezza, disamore e maggiore possibilità di errori, pure a danno dell’utenza, quell’utenza che dovrebbe costituire il faro dell’azione professionale. Se non si interviene tempestivamente, l’assunzione di nuove attribuzioni legate alle disposizioni normative sulla disabilità può rappresentare l’innesco di una situazione esplosiva. Il rischio fallimento è dietro l’angolo.
Sull’ORGANIZZAZIONE: i nuovi primari devono poter organizzare l’attività lavorativa in piena autonomia. Gli amministrativi al servizio del CML, per parte loro, devono supportare l’azione dei primari, non dettare i tempi organizzativi. E anche qui si registrano, in molte sedi, croniche carenze di organico per un’evidente sottovalutazione dell’attività.
Sul CCNI 2024: lo abbiamo detto e lo ripetiamo ancora una volta. Non siamo più disposti a sottoscrivere accordi fotocopia in assenza di una reale volontà di affrontare i problemi. L’INPS deve fornire risposte sulle criticità che abbiamo evidenziato anche in questo comunicato. Diversamente la CGIL non avallerà un impianto fac-simile dei precedenti.
Sulle UOS (unità operative semplici): è necessario procedere con urgenza all’interpello, essendo queste in regime di proroga fino a gennaio 2025. Nei confronti dell’Amministrazione predichiamo ancora buonsenso: il fondo langue, almeno finché il tetto imposto dal d.l. 75/2017 non viene abbattuto. Costruire nuove unità vorrebbe dire danneggiare ulteriormente i lavoratori INPS. L’ipotesi ventilata dall’Amministrazione di creare 29 nuove UOS per il contenzioso non solo andrebbe a depauperare ulteriormente il fondo, ma sarebbe una mossa del tutto inefficace. Attendiamo, sul merito, un rapido confronto per cercare soluzioni più adeguate e sostenibili.
Gli spunti raccolti sono soltanto parte di un percorso di mobilitazione e di lotta dentro e fuori l’Istituto. Servono risorse, servono risposte.
FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Francesco Reali
Nella giornata odierna, a partire dalle ore 12,00 si è svolto al MUR l’incontro tra l’Amministrazione, le OO.SS e la RSU, presenti il Direttore generale del personale, dott. Emanuele Fidora e il Dirigente dott. Maurizio Trimaldi, con all’ordine del giorno l’Ipotesi di Accordo sull‘utilizzo del fondo risorse decentrate per l’anno 2022 relativo al personale non dirigente del MUR.
Il Direttore ha proceduto nella illustrazione dell’Ipotesi di accordo proposta per il FRD 2022, a cui è seguita una discussione aperta in merito ai possibili miglioramenti delle proposte contrattuali da parte delle OO.SS.
Come FPCGIL, oltre ad evidenziare una sostanziale accettabilità della proposta che ricalca quasi in toto la struttura della proposta dell’accordo FRD 2021, abbiamo richiesto che alcuni aspetti venissero riformulati o modificati al fine di garantire una maggiore equità nella ripartizione delle risorse a disposizione che per l’anno 2022 sono pari ad € 692.288,89, fondo su cui grava la somma relativa alle progressioni economiche già attribuite per l’anno di riferimento 2022. La quota media pro-capite, per effetto di dette progressioni economiche, risulterebbe essere leggermente più basso rispetto a quella riferibile al FRD 2021: orientativamente, e senza considerare le variazioni dell’ammontare sui soggetti neoassunti o pensionati, la quota lordo dipendente pro capite dovrebbe attestarsi in € 1.450,00 per la “performance organizzativa”, e di € 970,00 per la “performance individuale”, da destinare ai dipendenti valutati positivamente (213 unità) che hanno ottenuto una valutazione range da 90 sino a 100.
Per quanto riguarda la ripartizione del fondo, come FP CGIL abbiamo proposto di modificare quanto inizialmente proposto dall’amministrazione, abbiamo espressamente richiesto di destinare alla retribuzione della performance organizzativa una quota maggiore rispetto a quella individuale. La posposta finale, condivisa anche dall’amministrazione, è stata quindi di attribuire il 60% delle risorse per la performance e organizzativa e il 40% per quella individuale, posto il raggiungimento del 100% degli obiettivi dell’amministrazione basata sulla dalla valutazione dell’OPI.
Abbiamo condiviso la proposta dell’amministrazione nell’ampliare la quota di maggiorazione dei turnisti e dei per i centralinisti non vedenti – solo a partire dall’attribuzione dell’FRD 2023 – che prevede una maggiore disponibilità economica del fondo, grazie alla quale aumentare le indennità dei diversi istituti senza mortificare le istanze generali di tutti glia altri lavoratori, non interessati da turnazioni o particolari indennità. A tal proposito ricordiamo che con dispositivo normativo si è disposto un aumento del fondo come di seguito riportato: €. 2.000.000,00 per il 2023, € 2.500.000,00 per il 2024 e € 3.000.000,00 per il 2025, auspicando che tale incremento venga stabilizzato per gli anni a venire.
In merito alla differenziazione del premio individuale del 30%, come FPCGIL abbiamo ritenuto accettabile l’attribuzione della quota premiale proposta per il 7% degli aventi diritto, ossia per i lavoratori che hanno ottenuto la massima valutazione (punti 100) tuttavia, abbiamo proposto di introdurre un criterio di chiusura per la selezione degli aventi diritto a “parità di valutazione” oltre a quelli già proposti dall’amministrazione. Si è ipotizzato infatti di poter ampliare la quota percentuale in misura minimale ma congrua da applicare solo in caso di ex equo tra i lavoratori aventi diritto, con l’elaborazione di un’ulteriore percentuale massima affidata alla valutazione dell’amministrazione. Con tale clausola si eliminerebbero eventuali contestazioni degli organi di controllo e, soprattutto, eventuali ricorsi in merito alla spettanza della quota premiale d parte di soggetti aventi i medesimi requisiti.
Nell’ambito dello spazio riservato a questioni “varie ed eventuali”, si è potuta chiarire una situazione legata a una “presunta” violazione delle disposizioni del Regolamento sullo smart working che, sulla base delle nuove informazioni ricevute da parte dell’amministrazione, appare essere stata in realtà una legittima attività di gestione e organizzazione dell’istituto in base alle effettive esigenze dell’ufficio, e solo per un caso specifico. Al riguardo, rimaniamo fermi nello stigmatizzare interpretazioni immotivatamente restrittive del Regolamento sul lavoro agile. Siamo consapevoli come tale istituto contrattuale sia caratterizzato da accordi individuali di carattere consensuale e dell’importanza “dell’organizzazione più efficace del lavoro” quale uno dei principi regolatori del lavoro agile stesso, così come esso rappresenti un importante strumento di innovazione, e quindi di miglioramento sia delle performance in generale, sia del benessere del personale che, così come abbiamo più volte affermato ai tavoli con l’amministrazione, scaturisce anche dall’applicazione del principio di conciliazione vita-lavoro.
FP CGIL NAZIONALE Delegazione trattante FP CGIL MUR
Vincenzo Malatesta Carmen di Santo – Roberta Sorace – Nadia Pistoia
Venerdì 12 luglio u.s. si è tenuta la riunione avente per oggetto l’informativa sulla bozza dei primi provvedimenti di riorganizzazione dell’Agenzia nonché sui passaggi economici anno 2024.
Nel corso dell’incontro sono stati approfondite le novità imminenti relative al nuovo assetto organizzativo dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli recentemente licenziato dagli organismi di controllo.
Nello specifico le novità immediate saranno le seguenti:
– Attivazione della Direzione Territoriale della Liguria che si separerà dalla Direzione Territoriale del Piemonte e della Valle D’Aosta.
– Attivazione della Direzione Territoriale Trentino – Alto Adige
– Attivazione degli uffici dirigenziali dei Laboratori di Roma, Bologna, Livorno, Cagliari e Bari con conseguente attivazione dei relativi nuovi Uffici Antifrode, con sede presso le Direzioni Territoriali, che vengono separati dai nuovi Uffici dei Laboratori.
Tali attivazioni saranno effettuate entro il 01 ottobre 2024.
Come FP CGIL abbiamo in premessa criticato il metodo adottato rispetto alle relazioni sindacali, in quanto alle OO.SS. Nazionali non era stata data nessuna informativa preventiva rispetto alle disposizioni in itinere che, peraltro, contengono novità rispetto all’esito del confronto in sede OPI.
Abbiamo infatti espresso perplessità sulla scelta di attivare ora una Direzione Territoriale di prima fascia in Trentino Alto Adige anziché destinare tale posizione alla suddivisione del Friuli dal Veneto (realtà molto importanti per il loro tessuto economico), esigenza da noi già evidenziata in sede di OPI.
Altrettante criticità abbiamo rappresentato sulla proposta di pesatura delle graduazioni delle nuove strutture dirigenziali che prefigurano, ad avviso della scrivente, un declassamento di importanti realtà territoriali. Inoltre abbiamo ribadito la necessità, proprio alla luce anche delle attivazioni organizzative in corso, di intervenire immediatamente sulla mappatura delle POER scoperte e sugli altri incarichi di (allo stato attuale ci risultano circa 50 POER non assegnate e gli incarichi di PO e IDR in prorogatio dal 2019).
A fronte delle nostre richieste abbiamo preso atto positivamente di un’apertura dell’Amministrazione che ci ha comunicato che sarebbe sua intenzione, a fine agosto inizio settembre, presentare una proposta sugli incarichi per iniziare il confronto con le OO.SS. unitamente, a fronte di nostra specifica richiesta, all’apertura anche di un confronto che preveda una nuova definizione dei criteri per la graduazione degli Uffici come previsto dal CCNL dei Dirigenti in vista della nuova riorganizzazione.
L’Amministrazione ha inoltre confermato che tutto l’iter di riorganizzazione si attiverà partendo dalla sperimentazione della regione pilota, ancora da identificare, e a seguire, con vari step, troverà la sua realizzazione effettiva con l’auspicio di vederla realizzata nel corso del 2025.
Nel pomeriggio si è invece affrontata la discussione sul nuovo Accordo per le progressioni economiche 2024.
Si è raggiunta una intesa per il passaggio di circa 1000 unità con decorrenza 1/1/2024 che di fatto completa il percorso di passaggio per tutti i dipendenti, dunque destinato al personale che non ha avuto un passaggio economico da prima del 1/1/2022.
Questo Accordo sarà definito e sottoscritto entro settembre, appena compiuti gli atti propedeutici formali di costituzione provvisoria del Fondo e contestualmente alla pubblicazione delle graduatorie dei passaggi del 2023 che attendono ancora purtroppo la definizione delle valutazioni dei dirigenti anno 2022 su cui si basano i risultati organizzativi di ufficio.
A seguire è stata anche data informativa sulla determina per gli incentivi per le funzioni tecniche.
La nuova Determina innanzi tutto ha dato ragione a quanto abbiamo sempre asserito, ovvero che la materia è oggetto di contrattazione compresa la percentuale massima che può essere destinata all’incentivo che non può superare il 100% del monte salari dell’anno precedente.
Abbiamo comunque chiesto, per una maggior partecipazione e rotazione, che la platea di riferimento sia la più ampia possibile comprendendo anche i dipendenti degli uffici delle Dogane e dei Monopoli che saranno coinvolti nelle lavorazioni di riferimento.
Il Coordinatore Nazionale FP CGIL
Agenzia Dogane e Monopoli
Florindo Iervolino
Nella giornata del 15 luglio si è tenuto un incontro sindacale tra l’Amministrazione e le Organizzazioni Sindacali per discutere i vari punti all’ordine del giorno.
Progressioni economiche dall’area degli operatori all’area degli assistenti.
La discussione è stata ancora una volta interlocutoria tra le parti e volta al confronto tra l’Amministrazione e le OO.SS. A fronte della carenza di organico di circa 700 unità nell’area degli assistenti, malgrado le nuove assunzioni, ci saranno ancora circa 400 posizioni libere tanto da consentire alla totalità dei 202 operatori dell’ex I area in organico, di poter transitare nella successiva ex II area.
Il bando individuerà le carenze delle varie sedi e questo consentirà al personale di inoltrare le domande prioritariamente verso quegli istituti di maggior gradimento. In caso di mancata o insufficiente disponibilità di posti, si potrà individuare altra sede e questo per agevolare il più possibile le lavoratrici e lavoratori.
A margine dell’incontro su questo tema, le scriventi Fp Cgil e Uil Pa hanno chiesto all’Amministrazione di intervenire presso quelle strutture che, in assoluta autonomia e poco correttamente perché in assenza di condivisione al tavolo nazionale, stanno procedendo a produrre bandi per le attribuzioni delle PO. L’Amministrazione ha ribadito la fondatezza del tema esposto e si attiverà subito perché vengano ritirati i bandi.
Protocollo d’intesa per il conferimento e revoca delle indennità di specifica responsabilità.
Riprendendo la discussione dello scorso incontro del 1° luglio, l’Amministrazione ha ripresentato la bozza di testo su cui ci si era già confrontati chiedendo ulteriori contributi. Queste Organizzazioni hanno precisato la necessità di prevedere nel testo le modalità in caso di decadenza di incarico, al fine di evitare eventuali contenziosi e si sono dichiarate disponibili ad inviare i propri contributi al fine di arricchire la casistica dei compiti che possano prevedere la corresponsione delle specifiche responsabilità.
Accordo DL 104 per gli Istituti Autonomi.
Le parti hanno provveduto alla sottoscrizione dell’accordo al fine di costituire i decreti di riparto relativi alle somme 1 luglio 2023- 31 dicembre 2023.
Approfittando della presenza del Direttore Generale del Bilancio (nonché prossimo Capo Dipartimento per L’Amministrazione Generale) Fp Cgil e Uil Pa hanno chiesto l’aggiornamento sulle quote mancanti – circa 5 milioni – necessari al pagamento dei progetti locali. Il 4 luglio scorso si è provveduto al completamento dell’iter amministrativo immaginando la predisposizione dei decreti di riparto a settembre.
Seppur in assenza di esponenti della parte politica al tavolo odierno, queste Organizzazioni hanno ritenuto utile rappresentare alcune questioni di assoluta rilevanza:
– Siamo ancora in attesa di una risposta alla nota inviata sul tema del precariato. Nell’incontro dello scorso 1° luglio il Dott. Lanna ci aveva assicurato un pronto riscontro sulla questione delle partite Iva e dei tempi determinati. Su quest’ultimo argomento le OO.SS. hanno chiesto conferma in merito alla fondatezza di quanto fatto circolare tra il personale di un prossimo DPCM che darebbe continuità lavorativa agli ex tirocinanti. L’Amministrazione ha dichiarato di non essere a conoscenza di alcun provvedimento specifico ma che si sarebbe attivata per un puntuale riscontro
– Mancato confronto sulla riforma. Sempre nell’ultimo tavolo le parti sociali avevano avuto rassicurazione di un imminente incontro con il Capo di Gabinetto in coincidenza del varo dei decreti attuativi (la cui pubblicazione sarebbe dovuta essere più che prossima) , anche al fine di riprendere il discorso sulla mobilità deputata per gli uffici di prossima soppressione e le riorganizzazioni dei nuovi istituti. L’Amministrazione, pur condividendo le preoccupazioni di Cgil e Uil ha dichiarato di non aver ancora avuto indicazione e si è impegnata a rappresentare la preoccupazione espressa dal sindacato.
Alla fine dei lavori sul personale del Mic si è inoltre costituito il tavolo per l’apertura del contratto decentrato per la Dirigenza.
Alla data odierna si è provveduto soltanto a registrare l’ordine delle priorità di parte sindacale e datoriale e dei temi che costituiranno i prossimi appuntamenti. Sarebbe volontà di tutti di iniziare la discussione entro la prima settimana di agosto al fine di cominciare a lavorare ad un testo condiviso a partire da settembre.
Sarà nostra cura informarvi puntualmente sull’esito dei prossimi incontri.
FP CGIL MIC UIL PA MIC
V. Giunta F. Trastulli
Il tetto al Fondo Risorse Decentrate è ancora lì, solido. Nonostante i solleciti all’Amministrazione, al di là delle rassicurazioni non abbiamo ancora avuto indicazioni formali. Restiamo in attesa del confronto coi Ministeri vigilanti, sapendo che altre realtà – le Agenzie fiscali – hanno già avuto un migliore trattamento rispetto a quello riservato a INPS. A oggi, però, in assenza di novità dovremo ancora una volta riparametrare la consistenza del Fondo al 2016 e liquidare con le stesse risorse vecchi e nuovi differenziali stipendiali, incentivi, posizioni organizzative, TEP.
È il principio dei vasi comunicanti o se preferite il gioco delle tre carte: a un aumento di risorse da un lato corrisponde una riduzione dall’altro. La mano sinistra dà, la mano destra toglie. Un gioco che al Governo piace molto, come abbiamo visto ai tavoli per il rinnovo dei contratti.
Finché quella misura anacronistica resta in vigore, il nostro Istituto ha il collo avvolto in un cappio: ogni modifica rischia di tagliare il fiato al potere d’acquisto dei dipendenti.
In questo senso ci saremmo aspettati una risposta dell’Amministrazione alla nostra richiesta di riconoscere il buono pasto in regime di lavoro agile, per dare ossigeno ai dipendenti di questo Ente. Invece è arrivata un’informativa che sancisce la costituzione di nuovi team e di nuove elevate professionalità.
Da tempo, in tutte le occasioni di confronto, manifestiamo la nostra preoccupazione. Con la permanenza in vigore del d.l. 75/2017, ogni nuova posizione di responsabilità – quand’anche legata a esigenze organizzative di trasformazione dei processi – assottiglia ulteriormente la disponibilità a valere sugli incentivi, determinando una evidente ricaduta negativa su una parte importante del salario accessorio di tutte le lavoratrici e i lavoratori non coinvolti.
Detto in altri termini: il conto lo paghiamo noi.
Avevamo chiesto, pertanto, di non proseguire nella incondizionata politica di creazione delle “elevate professionalità”, di limitarsi all’essenziale, mantenendo l’invarianza di risorse e richiamando l’importanza per l’Amministrazione di strutturare semmai la Quarta Area. Di proiettarsi, cioè, nel futuro, abbandonando le vecchie nomenclature e iniziando un ragionamento di sistema in grado di legare attribuzioni e competenze economiche.
Avevamo chiesto, qualche tempo fa, una revisione del regolamento vigente per l’attribuzione delle posizioni organizzative, al fine di garantire maggiore trasparenza nelle procedure di selezione dei titolari di responsabilità.
Non ci sono stati segnali in questa direzione. Per tali ragioni esprimiamo la nostra preoccupazione, che non è soltanto la preoccupazione di tutte le lavoratrici e i lavoratori, ma di chi guarda complessivamente allo stato di salute dell’Istituto. Forse non è chiaro: se i salari continueranno a contrarsi, la nostra capacità attrattiva sarà sempre più fragile.
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Nel pomeriggio di ieri si è svolto il secondo incontro in sede OPI (Organismo Paritetico per l’Innovazione) tra l’Amministrazione e le Organizzazioni sindacali. All’ordine del giorno, ancora una volta, il Piano della formazione INPS 2024-2026 con riferimento al comparto.
Questo secondo tavolo di confronto, richiesto dalla nostra organizzazione, è stata l’occasione per entrare ulteriormente nel merito dei contenuti rispetto al documento programmatico condiviso dalla Direzione Centrale Formazione, già apprezzato – in prima istanza – per l’elevato livello di dettaglio e per la copertura complessiva dell’offerta formativa.
Come ribadito in occasione del primo incontro, infatti, il compito dell’OPI non è verificare la sola erogazione di una formazione equa e accessibile a tutti, ma garantire una partecipazione attiva sul piano paritetico, volta il più possibile allo sviluppo di un driver fondamentale quale è la formazione, verificando anche l’attività svolta. A tal proposito abbiamo apprezzato la scelta dell’Amministrazione di presentare una relazione a consuntivo rispetto alle attività formative tenute nel 2023.
Tra le varie sollecitazioni che, come FP CGIL, abbiamo presentato al tavolo segnaliamo:
la richiesta di affiancare alle previste procedure di on-boarding per chi entra in Istituto anche procedure di off-boarding per chi lascia Inps (con finestre pensionistiche o per altri enti), in modo da raccogliere feedback utili a migliorare il benessere lavorativo negli uffici e al contempo l’attrattività dell’istituto;
l’incentivazione alla partecipazione a corsi ad adesione volontaria come quello sulla parità di genere;
focus formativi sull’utilizzo produttivo dell’intelligenza artificiale e sull’uso etico di questo strumento, già operante nel contesto INPS;
un ritorno, almeno parziale, alla formazione in presenza, per favorire la crescita di relazioni umane e professionali, valorizzando le docenze interne che svolgono un ruolo strategico per le proprie competenze settoriali.
Su tutte queste istanze l’Amministrazione ha mostrato piena disponibilità, così come ha mostrato segnali di apertura in merito ai corsi per l’abilitazione allo svolgimento degli incarichi di RSPP e ASPP proposti dalla nostra sigla (con particolare riferimento all’art. 32 del d.lgs. 81/08 e all’Accordo Stato-Regioni 7 luglio 2016).
Resta aperto il dialogo sullo sviluppo della piattaforma per la formazione “Success Factors” e sull’istituzione dei Crediti Formativi Inps (CFI), dal momento che non sono chiare le possibili evoluzioni future di simili strumenti e l’impatto che potranno avere sui curricula e sui percorsi di crescita delle colleghe e dei colleghi.
FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
Michele Cascino
Angelantonio Viscione
Dipartimento della Giustizia minorile e di Comunità
Alla DGPRAM
dott. Alessandro Buccino Grimaldi
Alla DGEPE
dott. Domenico Arena
e p.c. alla Direzione
UIEPE Palermo
Anna Internicola
Oggetto: Grave situazione UIEPE Palermo
Con la presente, la FP CGIL intende porre l’attenzione delle S.V. sulla grave situazione lavorativa che si è venuta a creare all’interno dell’Ufficio Interdistrettuale dell’Esecuzione Penale Esterna di Palermo.
Da tempo nella sede dell’UIEPE si respira un clima di forte tensione e conflittualità che vede contrapposti gruppi di lavoratori in un contesto dove si alimentano il sospetto e la denigrazione dei colleghi. Una situazione che è stata rappresenta a gran voce dai lavoratori presenti durante l’assemblea sindacale del 2 luglio u.s., i quali rivendicano la necessità di ripristinare l’attenzione sui problemi operativi che condizionano l’attività lavorativa quotidiana, riconoscendo l’impegno profuso dai lavoratori per migliore l’organizzazione dell’ufficio.
La scrivente O.S. ritiene necessario ed urgente ridurre il livello di scontro e ristabilire un clima relazionale di rispetto delle persone e delle differenze e riattivare al contempo un’adeguata comunicazione, nonché corrette relazioni sindacali anche tra i componenti della RSU. Solo ricostruendo una situazione di convivenza civile si potranno affrontare e risolvere le problematiche operative che affliggono i lavoratori dell’Uiepe con l’equilibrio e il senso di responsabilità che la situazione richiede, insieme al contributo delle rappresentanze sindacali e del personale stesso.
Stante quanto rappresentato e nella manifesta impossibilità di individuare attualmente una soluzione a livello locale, la FP Cgil chiede un incontro urgente al fine di sottoporre a codesta Direzione Generale alcune proposte di intervento da mettere in atto.
Per la FP CGIL Palermo Per la FP CGIL
Il coordinatore provinciale la coordinatrice nazionale
Pietro Piraino Paola Fuselli
Anche quest’anno, con puntuale ritardo, le lavoratrici e i lavoratori dell’INPS si accingono a ricevere la valutazione individuale per il contributo offerto nel 2023. Una valutazione su cui già in passato abbiamo espresso le nostre riserve, ma su cui è il caso di tornare.
Prima anomalia: il fattore tempo.
Nel luglio del 2024 viene espresso il giudizio sull’operato del 2023. Badate: non quello intermedio rispetto all’anno corrente, ancora prematuro, ma la valutazione complessiva sull’anno passato. L’attenzione al cliente interno, spesso rivendicata dall’Amministrazione, lascia alquanto a desiderare e sterilizza, di fatto, anche la funzionalità possibile dello strumento.
Bisogna infatti ricordare che il giudizio non è solo soggettivo: è scisso dalla realtà. Nessuna lavoratrice e nessun lavoratore a inizio anno riceve indicazioni organizzative, non vengono sviluppati colloqui esplorativi sul contributo che potrà essere fornito, né sussistono meccanismi di feedback continuo. Le voci che compongono la valutazione sono peraltro espunte da qualsiasi motivazione: tutte le dimensioni valutate (contributo individuale e abilità) vanno accompagnate da motivazione, così come il giudizio finale.
Com’è possibile tararsi su un obiettivo ignoto senza essere Giucas Casella o il Divino Otelma? E anche quando viene espresso un parere poco lusinghiero, sono mai attuati momenti di formazione della risorsa su eventuali criticità rilevate dal valutatore?
Lo schema prende così la forma di un giudizio sommario a consuntivo: “è andata così”. Estremamente utile e appagante.
L’unica regola è che non ci sono regole
Abbiamo sempre evidenziato come un simile impianto, in assenza di indicazioni quadro, si presti a un elevato tasso di discrezionalità. A dispetto dei tentativi di migliorare il sistema, l’arbitrio rimane l’elemento caratterizzante: ogni Direzione si muove a modo suo. Di più: in seno a ogni Direzione, spesso e volentieri ogni area si muove a modo suo. Questo vale per la scala di giudizi, ma vale anche per la stima del contributo individuale.
Capita, così, che in una sede il personale di ultima assunzione venga valutato per l’effettivo contributo offerto, con giudizi abbastanza articolati e di merito; in altre realtà venga applicato un giudizio orientativo che prescinde totalmente dalla professionalità mostrata. È il secondo passo falso cui assistono i Consulenti del 2023: a novembre, nelle prove generali, INPS assegnò loro una valutazione intermedia surreale, poiché poggiava su un giudizio maturato in piena formazione…
Una valutazione molto parziale
Restano disattese, ancora una volta, le disposizioni della Funzione Pubblica in merito agli altri livelli previsti per la valutazione: quella orizzontale (da collega a collega) e quella dal basso verso l’alto (dai lavoratori ai dirigenti). Così facendo, la rappresentazione che emerge è nel più generoso dei giudizi estremamente parziale. Ed è preclusa al lavoratore la possibilità di compartecipare alla definizione di possibili obiettivi: in tal modo un’aspettativa irrealistica del singolo Dirigente determina, in scala, un giudizio negativo. Contro ogni logica.
E adesso che si fa?
Adesso si fa QUADRATO. Ricordiamo che ai sensi del messaggio 1605/2024 entro il 30 settembre è possibile richiedere una conciliazione in presenza di un giudizio non condiviso. Ricordiamo analogamente, a tutte le lavoratrici e i lavoratori, che per l’ottenimento futuro dei differenziali stipendiali il parametro da prendere a riferimento è quello per i percorsi di alta formazione e crescita professionale. Non esitate, dunque, a contattare le delegate e i delegati della FP CGIL per ripristinare una rappresentazione della realtà che renda il giusto riconoscimento al vostro contributo!
Coordinatore nazionale FP CGIL INPS
Giuseppe Lombardo
IL 12 luglio si è tenuto il previsto incontro tra le parti per la sottoscrizione dell’ipotesi di accordo per l‘utilizzo delle risorse economiche del Fondo Risorse Decentrate 2023.
L’ipotesi, rivista e modificata rispetto alla prima bozza, contiene un’importante novità relativa alle risorse finanziarie per la contrattazione del personale proveniente dalle soppresse Ex Ages ed Ex Sspal, che, dal 2023 confluiscono nel fondo Risorse Decentrate del personale del Ministero dell’Interno, nel rispetto di quanto previsto dagli istituti contrattuali.
Oltre alle regole per l’utilizzo del fondo, l’accordo contiene una nuova intesa programmatica per le progressioni economiche all’interno delle aree con decorrenza 1° gennaio 2024, mantenendo fede agli impegni presi con i lavoratori ed attivando la settima progressione economica e consecutiva nel nostro ministero.
Con le risorse disponibili sono disponibili 3.279 passaggi di differenziali stipendiali suddivisi per Aree.
Ora l’accordo andrà come sempre agli organi di controllo e poi verrà sottoscritto e ci auguriamo che i tempi ci permettano di aprire entro la fine dell’anno la nuova attesa procedura.
L’incontro è stata anche l’occasione per sollecitare la definizione degli impegni presi con l’amministrazione nei mesi scorsi, sulla definizione dei criteri per le progressioni verticali in deroga e l’attesa procedura di mobilità per legge 104/92 preordinata al successivo interpello di mobilità ordinaria atteso da tempo ed incorso di definizione.
La tempistica indicata prevede a breve la pubblicazione del nuovo regolamento sulla mobilità volontaria ed un interpello per la mobilità relativa alla legge 104/92.
Inoltre l’amministrazione ci ha assicurato che entro la fine del mese di luglio, verrà pubblicato anche il bando per le progressioni verticali in deroga, con invio della domanda di partecipazione a partire dal 1.9.2024.
La coordinatrice nazionale
Adelaide Benvenuto
Nella giornata di ieri si è tenuta una nuova riunione di discussione sull’ipotesi di accordo CCNI per il MEF. L’Amministrazione in questo incontro ha presentato i dati richiesti dalle OO.SS. circa l’aspetto economico delle indennità.
Da essi apprendiamo che, nel 2022, le indennità hanno contato per il 6,19% del FRD, con una spesa ammontante a circa 4 milioni e 430mila euro. L’Amministrazione ha poi fornito ulteriori dati comparativi sulla spesa per le varie indennità nel 2022 e nel 2023, che evidenziano una riduzione dell’uso delle risorse per le indennità di turno.
Quindi, a fronte di un uso sempre inferiore delle risorse stanziate per questo tipo di indennità, le somme inutilizzate hanno dovuto attendere la liquidazione in consuntivo – un anno più tardi – per poter essere redistribuite fra tutti i lavoratori; inoltre, la spesa per indennità rispetto al totale del FRD – il fondo di tutti i lavoratori e le lavoratrici – è comunque residuale: solo ipotizzando un taglio drastico di queste posizioni – con un risparmio di almeno 2 milioni di euro – si potrebbero ottenere aumenti annuali consistenti di retribuzione variabile (che altrimenti sarebbero limitati a poche decine di euro annuali).
Il fatto è che queste indennità esistono per retribuire lavoratori e lavoratrici che svolgono il proprio servizio in condizioni disagevoli, e che se anche ne chiedessimo l’eliminazione, cosa in teoria praticabile riconvertendole in altra voce, qualcuno dovrebbe comunque continuare a svolgere – a quel punto, senza il congruo corrispettivo. E questo non è possibile.
Tuttavia, al momento, l’Amministrazione ha chiarito che tali indennità le sono indispensabili al fine di “far funzionare la macchina amministrativa”, soprattutto in un momento in cui il MEF vede la nascita di due nuovi Dipartimenti.
Noi di FPCGIL pensiamo che il problema non risieda nell’esistenza di queste indennità, ma nell’assicurarsi che esse riducano un effettivo disagio lavorativo indennizzando, appunto, il lavoratore. Pensiamo anche che, talvolta, il problema risieda nel modo in cui esse vengono elargite. Il punto non è se un collega goda o meno di una indennità per un lavoro disagevole, ma come quel collega sia stato selezionato; il punto reale è se egli svolga effettivamente le mansioni per le quali percepisce una indennità
aggiuntiva; il punto è che l’onere lavorativo di quelle mansioni non sia riversato sulle spalle di un collega che non la percepisce; e soprattutto, il punto è che vi sia trasparenza su chi le percepisce.
Insomma, il problema, come ci avete segnalato nella scorsa assemblea, non è l’esistenza o meno di queste indennità, che pesano sul Fondo per un ammontare comunque residuale, ma il modo in cui vengono gestite; perché quando si pagano indennità su meccanismi selettivi anziché sul riconoscimento di una condizione queste creano diseguaglianze.
Ebbene: per l’Amministrazione sono così fondamentali? Sta bene; ma dovendole pagare con l’FRD deve non solo confrontarsi con le OO.SS. sulle procedure con cui le individua, elargisce e le gestisce: deve ascoltarci concretamente soprattutto sul tema PO; se all’Amministrazione le indennità sono indispensabili per il “funzionamento della macchina amministrativa”, ai lavoratori che non la percepiscono, e che quindi non sono direttamente interessati da questa tematica, è indispensabile avere flessibilità: flessibilità di orario di servizio, accesso a smart/coworking, prospettive di carriera, valorizzazione e formazione. E queste parti dell’accordo devono essere ancora affrontate.
L’Amministrazione su tutte queste tematiche ha già manifestato la volontà di confrontarsi; se queste sono le basi, noi come FPCGIL vogliamo dare fiducia e andare avanti. Avanti perché si arrivi presto alle prossime PEO; avanti perché a dicembre scadono le policies smart e coworking; avanti perché il nostro CCNI non viene rinnovato da 12 anni, tirando alla giornata con accordi in stralcio senza alcuna prevedibilità per i lavoratori e le lavoratrici, ed è giunta l’ora di avere un CCNI più moderno e adeguato che voglia riconoscere professionalità piuttosto che emolumenti riparatori/risarcitori. Il sistema indennitario può essere messo in discussione solo creando alternative e rimuovendo le condizioni che ostacolano la crescita e valorizzazione a vantaggio di vecchie pratiche “salvacoscienza”.
Nel prossimo incontro, organizzato per il 30 luglio, ci si confronterà nel merito di questi istituti, a cominciare da PEO e PO, e continuando a lavorare su questo rinnovo contrattuale.
Parallelamente alla discussione sul CCNI, oggetto del precedente comunicato, la riunione odierna è stata anche l’occasione per chiedere informazioni varie.
È stata ribadita da parte dell’Amministrazione la disponibilità alla definizione delle prossime procedure PEO. Chiaramente, esse presuppongono un accordo di massima, beninteso provvisorio, sulla totale ripartizione del FRD – quindi, anche della parte legata alle indennità di cui si è parlato profusamente. La disponibilità dell’Amministrazione di accelerare, anche in stralcio, sulla procedura non esonererà quindi le Parti del tavolo dal trovare un consenso sul Fondo nella sua interezza.
È stata anche data informativa circa il pagamento del prossimo CUT 2022, che dovrebbe avvenire nel mese di agosto 2024.
Il Coordinatore Nazionale
Andrea Mosca
È stato convocato per oggi 11.07.2024 il terzo incontro con l’ARAN per la trattativa del CCNL Funzioni Locali 2022-2024.
Abbiamo illustrato le nostre contro proposte unitarie sul testo relativo alle relazioni sindacali proposto nel precedente incontro da ARAN. Nelle controproposte i temi toccati sono stati vari.
Sulle relazioni sindacali in generale abbiamo fatto, tra le altre, le seguenti proposte:
l’estensione del campo di applicazione del CCNL a tutte le funzioni comunali svolte con articolazioni organizzative differenti previste dal TUEL quali aziende speciali, aziende consortili, istituzioni nonché alle fondazioni costituite dagli enti;
l’utilizzo della modalità relazionale da remoto che non possa essere decisa unilateralmente ma “in accordo tra le parti”;
il rafforzamento della garanzia di applicazione di determinati strumenti, anche di programmazione, finalizzati alla crescita professionale e a una migliore armonizzazione con la vita privata e familiare;
la previsione di convocazioni obbligatorie dell’Osservatorio nazionale paritetico;
Sull’informazione, il confronto e la contrattazione abbiamo fatto proposte, tra le altre, in merito a:
una disciplina più chiara tesa ad allargare i tempi per l’informativa preventiva su materie complesse, quali contrattazione e atti di organizzazione;
il confronto su cosa prevedere nei criteri di valutazione in caso di assenze prolungate dal servizio;
il confronto sulle progressioni tra le aree ordinarie;
il confronto sui piani del fabbisogno;
il confronto sulla costituzione del fondo del salario accessorio;
il confronto sulle diverse forme di copertura assicurativa;
la contrattazione sui profili professionali;
la contrattazione sulle condizioni contrattuali del passaggio del personale ad enti terzi;
la garanzia della contrattazione per gli incentivi sulle funzioni tecniche.
Sui tempi della trattativa per la ripartizione del fondo di produttività, è stata richiesta una garanzia rinforzata, affinché il termine del primo trimestre già previsto dal Ccnl, non possa essere superato senza il consenso delle parti.
Sul buono pasto abbiamo chiesto di fare chiarezza su due aspetti ossia: cosa si intende con riferimento ai periodi di lavoro della mattina, del pomeriggio, della sera e della notte; il fatto che quando la pausa è collocata a inizio o fine turno essa non debba essere rilevata. Si è poi rinviato alla contrattazione decentrata le modalità di attribuzione di 2 buoni pasto quando il periodo di lavoro intersechi due o più fasce temporali (es. la mattina con prosecuzione fino alla sera).
ARAN nel testo inviato per la trattativa odierna ha accolto pochissime delle proposte fatte, tra queste le più significative attengono la contrattazione sugli incentivi per le funzioni tecniche e sulla correlazione tra i premi legati alla performance e i compensi derivanti da disposizione di legge.
È stata inoltre accolta la proposta di limitare al massimo a un trimestre il periodo relativo al calcolo dell’orario multi periodale.
Sulla richiesta di controparte di una sessione unica per la contrattazione è stata proposta una mediazione che rinvia alle parti, in sede decentrata, la deroga del principio dell’unicità della sessione.
Abbiamo respinto come assolutamente irricevibile la proposta, fatta dall’Aran, di prevedere la possibilità in trattativa di destinare risorse del fondo per il salario accessorio al fondo per lo straordinario.
Reputiamo che le proposte fatte e non accolte siano fattibili e di assoluto buon senso. Abbiamo pertanto chiesto che vengano nuovamente prese in considerazione. L’Aran si è riservata di fare ulteriori valutazioni ma nella prospettiva di una valutazione complessiva degli esiti della trattativa.
Nel testo sono poi state inserite dall’Aran, tra le altre, anche proposte in merito alle ferie e al patrocinio legale sulle quali ci siamo riservati di fare osservazioni.
L’Aran ha poi illustrato la dimensione economica a del rinnovo. Il 5,78% previsto dal governo è pari, dal 1 gennaio 2024, 136 euro medi per 13 mensilità. La somma include sia quanto destinato al tabellare che quanto destinato a salario accessorio. Quest’ultima componente in genere è circa il 10% della somma disponibile per il rinnovo, senza tener conto però della necessità di rifinanziare le risorse indispensabili per i passaggi verticali in deroga. Di questo ammontare circa il 53% è già in pagamento ai lavoratori e alle lavoratrici, come aumento tabellare, per effetto dell’ampliamento dell’IVC previsto dalla legge di Bilancio 2024. Per il 2022 e il 2023 le risorse sono pari: nel 2022 all’IVC (0,27% del monte salari); per il 2023 a quanto già erogato sotto forma di IVC e anticipo (1,61% del monte salari).
Se si considera l’indennità di vacanza contrattuale incrementata già pagata l’eventuale immediata sottoscrizione del CCNL porterebbe ai lavoratori e alle lavoratrici un aumento tabellare di poco più di 49 euro lordi medi.
Si tratta di somme assolutamente insufficienti per un buon esito della trattativa visto i livelli inflattivi del triennio.
Le parti si sono aggiornate alla seconda settimana del mese di settembre.
La Segretaria Nazionale
Tatiana Cazzaniga
A seguito dell’incontro del 9 luglio u.s., vi comunichiamo che la FP CGIL ha sottoscritto l’ipotesi di accordo per il Fondo Risorse Decentrate 2023.
Ciò esclusivamente per accelerare la liquidazione delle risorse previste e passare alla contrattazione del Fondo Risorse Decentrate 2024, che prevederà anche la procedura per le PROGRESSIONI ECONOMICHE ORIZZONTALI.
Pertanto, in attesa della certificazione da parte del Collegio dei Revisori, siamo pronti e disponibili per avviare, nel più breve tempo possibile, il tavolo negoziale per il FRD 2024 e le PROGRESSIONI ECONOMICHE ORIZZONTALI.
CONTESTUALMENTE RIMANIAMO IN ATTESA DI UNA CONVOCAZIONE PER IL CONFRONTO SULLE PROGRESSIONI VERTICALI IN DEROGA
Come sempre, vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
La Coordinatrice FP CGIL Corte dei conti
Susanna Di Folco