Alla Dott.ssa Maria Carmela Giarratano

Direttore Generale per l’Innovazione Partecipazione e politiche per il Personale

giarratano.mariacarmela@minambiente.it IPP-udg@minambiente.it

Oggetto: Richiesta di incontro – Applicazione art. 87 decreto 18/2020 e circolare n. 2 Dipartimento Funzione Pubblica

Gent,ma,

facciamo riferimento all’incontro tenutosi in videoconferenza lo scorso 1 aprile, durante il quale ci sono state illustrate le iniziative già intraprese e quelle che l’amministrazione intenderebbe porre in essere per la gestione della fase di graduale rientro al lavoro in ufficio (l’acquisto dei dovuti presidi sanitari e l’eventuale acquisto di termometri scanner da utilizzare per l’accesso al ministero ecc. ) In quell’occasione le scriventi hanno sollevato alcune questioni relative alla necessità di un confronto complessivo sulle modalità di applicazione degli istituti previsti dall’art. 87 del dl 87/2020, come peraltro già anticipato con nota in data 20 marzo u.s., che ci è stato assicurato sarebbero state oggetto di una specifica convocazione successiva alla eventuale emanazione di un nuovo DPCM contenente la proroga della misure di contenimento della diffusione del contagio da COVID 19 nonché di un auspicabile chiarimento sul tema da parte del Dipartimento della Funzione Pubblica. In considerazione della recente adozione del DPCM 1 aprile 2020 che proroga le misure di contenimento della diffusione del contagio al 13 aprile, nonché della circolare esplicativa n.2 del Dipartimento di Funzione Pubblica sulle misure misure recate dal decreto-legge 17 marzo 2020 n. 18 si ritiene vi siano le condizioni da Lei auspicate per l’incontro citato. Si sottolinea che la circolare n.2 specifica che “Le amministrazioni sono chiamate, nel rispetto della disciplina normativa e contrattuale vigente, a definire gli aspetti di tipo organizzativo e i profili attinenti al rapporto di lavoro, tra cui gli eventuali riflessi sull’attribuzione del buono pasto, previo confronto sotto tale aspetto con le organizzazioni sindacali”; che l’art. 87 esplicita, con chiara evidenza, che lo smart woking ivi previsto costituisce la modalità ordinaria con cui i lavoratori delle Pubbliche Amministrazioni svolgono la propria attività lavorativa, durante la fase emergenziale e che infine l’art.20 della legge n.81/2017 indica che: “Il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda”. In ragione della proroga delle misure di contenimento dell’emergenza è necessario inoltre chiarire l’utilizzo di ogni ulteriore istituto laddove vi fosse l’impossibilità di accedere allo smart workng, fino ad arrivare all’adozione della misura di esenzione dal lavoro nei limiti previsti dalla norma, Si chiede quindi la convocazione con la massima urgenza di un incontro con la modalità
della videoconferenza sui temi oggetto della presente. Si coglie l’occasione per esprimere apprezzamento sulla intenzione manifestata dall’amministrazione di riprendere celermente le relazioni sindacali su temi temporaneamente interrotti quali le PEO 2020 e il FRD 2019. Si resta in attesa di celere riscontro.

FP CGIL                                        CISL FP                                     UILPA

Anna Andreoli – Roberto Giangreco             Davide Barilà                      Antonio Graziano

Dott. Fulvio Baldi

Capo di Gabinetto

Dott.ssa Barbara Fabbrini

Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria

Dott. Alessandro Leopizzi

Direttore Generale del personale e della formazione

Dott. Francesco Basentini

Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria

Dott. Massimo Parisi

Direttore Generale del personale e delle risorse

Dott.ssa Gemma Tuccillo

Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità

Dott. Vincenzo Starita

Direttore Generale del personale, delle risorse

e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile

Dott. Renato Romano

Direttore Generale degli Archivi Notarili

Con nota unitaria del 30 marzo scorso (all 1), le scriventi organizzazioni sindacali, in coerenza con la disciplina dello smart working secondo la quale il lavoratore che svolge la propria attività in modalità agile non deve essere discriminato rispetto al lavoratore che svolge la propria attività in ufficio (art. 20 comma 1 L 22 maggio 2017 n.81), hanno chiesto che ai lavoratori impegnati ad assicurare i servizi attraverso la modalità del lavoro agile sia riconosciuto lo stesso trattamento giuridico ed economico attribuito ai lavoratori impegnati nei presidi all’interno degli uffici, a partire dall’attribuzione del buono pasto ove ne ricorrano i presupposti. Con la stessa nota CGIL e CISL hanno chiesto anche l’apertura di un confronto in merito alle problematiche concernenti l’applicazione della normativa emergenziale nelle articolazioni centrali e periferiche della Giustizia.
Alla luce dei contenuti della circolare 2/2020 della Funzione Pubblica la quale, fornendo utili chiarimenti in merito ai contenuti delle norme del DL 18/2020, afferma, tra l’altro, che le amministrazioni pubbliche devono definire, previo confronto con le organizzazioni sindacali, “gli aspetti di tipo organizzativo e i profili attinenti al rapporto di lavoro, tra cui gli eventuali riflessi sull’attribuzione del buono pasto”, reiterano la richiesta di incontro da svolgersi secondo la modalità della call conference.

Confidano in un positivo riscontro si porgono distinti saluti.

FP CGIL                 CISL FP

Russo                             Marra

Al Segretario Generale

della Presidenza del Consiglio dei Ministri

– Pres. Roberto Chieppa

– Palazzo Chigi usg@mailbox.governo.it

Alle lavoratrici e ai lavoratori della Presidenza del Consiglio

Siamo ormai a un mese dall’inizio dell’emergenza Covid-19. Essa ha messo in evidenza naturalmente l’impreparazione generale ad affrontare un evento straordinario e inaspettato di queste dimensioni e caratteristiche. Nel paese, nelle sue istituzioni, nell’organizzazione delle amministrazioni pubbliche. Questa organizzazione sindacale ha tenuto fin dall’inizio un atteggiamento di responsabilità comprendendo la necessità di tenere assieme l’esigenza di continuare ad assicurare, ancor più nell’emergenza, ruolo, funzione e servizi dello stato verso i cittadini e le comunità, sociali, economiche, produttive, unitamente al fondamentale obiettivo di preservare la salute e l’incolumità delle lavoratrici e dei lavoratori pubblici, in prima linea nell’emergenza. In particolare, presso le strutture della Presidenza del Consiglio per garantire le attività dei massimi vertici istituzionali del paese, per le funzioni di coordinamento e a supporto dei diversi livelli istituzionali, per i servizi e le attività di coordinamento delle iniziative di contenimento e contrasto all’epidemia e di protezione civile. Per questo, fin dall’incontro del 27 febbraio scorso, abbiamo apprezzato e condiviso le decisioni assunte dal Segretario Generale per accelerare l’adozione di quegli strumenti organizzativi, fino ad allora pressoché disattesi dai diversi Dipartimenti, per favorire il distanziamento sociale, quale unico antidoto certo al rischio di contagio come indicato dalla comunità scientifica, attraverso la generale attivazione del lavoro agile in ogni articolazione della Presidenza. Se però abbiamo potuto apprezzare tempi e modalità dell’intervento di indirizzo del Segretario Generale non possiamo dire altrettanto del tempismo e dell’attenzione rivolta ai propri collaboratori per buona parte delle articolazioni della Presidenza. L’autonomia organizzativa che caratterizza gli assetti dipartimentali in questo caso non ha rappresentato una specificità da mettere in valore ma un profondo e grave limite che ha generato (e in taluni casi ancora genera) senso di pesante incertezza, quando non instabilità, preoccupazione e incomprensibile ritardo da parte della totalità delle lavoratrici e dei lavoratori.
Prova ne sono i diversi interventi da parte del Segretario Generale e del Capo Dipartimento del personale tesi a sollecitare l’adeguamento organizzativo di tutti i Dipartimenti all’indicazione di favorire la collocazione di quanto più personale possibile in smart working e di usare, nei confronti del personale assegnato a quelle attività indifferibili ed essenziali per le quali si richiede la presenza fisica in una sede della Presidenza, tutte quelle misure rese disponibili dalle norme di legge emanate in emergenza e da quelle contrattuali. Con l’obiettivo di ridurre al massimo l’esposizione al rischio. Per questo, il 23 marzo scorso abbiamo dovuto segnalare i ritardi con cui venivano e sono forniti adeguati Dispositivi di Protezione Individuale e richiedere di adottare misure ancora più incisive, come la rilevazione della temperatura corporea in ingresso negli uffici, dopo aver appreso (solo) dalla stampa i primi casi di contagio tra le donne e gli uomini della Presidenza e, in particolare, presso il Dipartimento di Protezione Civile. Manco a dirlo tra i Dipartimenti più riottosi all’utilizzo di misure precauzionali per il personale, a partire dal ricorso al lavoro agile. Ora siamo in presenza della Circolare n. 2/2020 del Ministro per la Pubblica Amministrazione che dovrebbe dare elementi di maggiore chiarezza relativamente all’utilizzo del lavoro agile come ordinaria modalità lavorativa, all’utilizzo dei diversi istituti contrattuali per le lavoratrici e i lavoratori in smart working e per quanti devono continuare a lavorare in presenza, relativamente a permessi e congedi aggiuntivi utilizzabili. Così come appare ormai evidente che lo stato di crisi da epidemia Covid-19 entra in una fase nuova, non più meramente emergenziale, con cui bisogna sapere e poter fare i conti. Per affrontare la quale non è più sostenibile mettere in sospensione le normali relazioni tra amministrazione e rappresentanze delle lavoratrici e dei lavoratori. Al contrario vanno urgentemente strutturate nuove e più tempestive e incisive modalità relazionali, utilizzando gli strumenti tecnologici adeguati, nel comune intento di far funzionare in maniera più “normale” e meno precaria la complessa macchina amministrativa e restituire, per quanto possibile, alle lavoratrici e ai lavoratori un clima di maggiore serenità e tranquillità nell’affrontare i propri compiti. Per questo sollecitiamo una convocazione urgente delle organizzazioni sindacali, delle Rsu, degli Rls, del Cug, con le modalità che si riterranno più opportune, al fine di fare il punto, sullo stato di attuazione delle diverse disposizioni impartite nella fase dell’emergenza, in maniera analitica per i singoli Dipartimenti, comprenderne problematicità e prospettive, i livelli di criticità riscontrate tra il personale. Infine, ci rendiamo conto che sulla Presidenza del Consiglio ricadono oggi responsabilità nella gestione dell’emergenza Covid-19, tuttavia diciamo fin da ora che per noi è prioritario chiudere il Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, per il personale del Comparto e per l’Area della Dirigenza, e che nei modi e nei tempi compatibili in questa fase vanno riprese al più presto le trattative per la loro definizione. In tal senso, avanziamo sin d’ora la necessità di riconsiderare modalità e tempi della sperimentazione di un sistema di valutazione e misurazione della performance che, per evidenti motivi, non può essere effettuata con la dovuta attenzione ed efficacia. Nel confermare la disponibilità di questa organizzazione a un confronto serio e proficuo, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori e nel rispetto delle reciproche prerogative, si coglie
l’occasione per porgere distinti saluti e ringraziare il personale tutto della Presidenza del Consiglio che ancora una volta assicura al paese il proprio importante apporto professionale.

Il Segretario nazionale

Florindo Oliverio

Riunione del 2 aprile: il punto sulle misure di emergenza – buono pasto nel lavoro agile – si avvia il confronto sull’organizzazione del lavoro agile – chiuse le POC 2019

In questi giorni difficili per il nostro Paese, con il pensiero rivolto a quanti operano in prima linea per combattere la diffusione del virus e a chi ne sta pagando un prezzo altissimo in termini di perdita delle vite umane, abbiamo il dovere di affrontare questa fase proseguendo da un lato il monitoraggio delle misure adottate per la messa in sicurezza dei lavoratori e, dall’altro, definire la dotazione degli opportuni strumenti di governo normo-contrattuali della fase convulsa di riorganizzazione del lavoro a distanza.
Per quanto riguarda il primo punto ancora non ci siamo: ai ritardi irresponsabili con i quali, anche a fronte di precise disposizioni, si sono affrontate le prime fasi dell’emergenza, si assommano tuttora situazioni di resistenza alla messa in lavoro agile dei lavoratori, all’organizzazione di presidi relativi ad attività che possono tranquillamente svolgere a distanza, a ritardi nelle operazioni di sanificazione degli ambienti di lavoro ed alla permanente carenza di DPI. In tale contesto una parte delle nostre riunioni diventa una lunga elencazione di omissioni e segnalazioni specifiche. Per evitare esercizi inutili noi abbiamo ribadito la necessità di avere un confronto con il Segretariato Generale che faccia il punto sul monitoraggio di quanto sta avvenendo negli Uffici dell’Amministrazione, alla luce delle segnalazioni che stiamo producendo. Conosciamo bene le modalità di attribuzione delle responsabilità datoriali nella gestione dell’emergenza, ma riteniamo che sia del tutto intollerabile che questo continui a determinare comportamenti contraddittori in periferia con dirigenti che interpretano a modo loro disposizioni che devono solo applicare, anche per la stessa immagine dell’Amministrazione. Confronto più volte chiesto ma allo stato non calendarizzato. L’altro aspetto fondamentale che riguarda il governo di questa fase è la modalità con la quale si deve organizzare il lavoro agile in modo da evitare che l’emergenza contrassegni una paralisi totale delle attività dell’amministrazione, già ridotte fortemente per effetto del blocco della tutela sul territorio e dell’apertura al pubblico dei luoghi della cultura.
L’attribuzione del buono pasto in lavoro agile è certamente il primo passo che contestualizza l’ordinarietà di questa modalità lavorativa ed è un risultato molto significativo per il riconoscimento dei diritti contrattuali dei lavoratori in condizioni emergenziali, ma anche per definire una modalità più ordinata e coerente nella riorganizzazione del lavoro a distanza. Il buono pasto si attribuisce nelle modalità previste dal relativo accordo quadro, ovvero con un orario di lavoro giornaliero superiore alle sei ore con pausa, ed in relazione alle fasce di contattabilità che devono essere definite nella relazione lavorativa con il dirigente. Le fasce di contattabilità si definiscono in base alle esigenze lavorative, ma anche in rapporto alle esigenze del lavoratore e possono determinare impegni orari distribuiti nell’arco della giornata lavorativa, e quindi non necessariamente devono essere quelli canonici. E devono essere sempre rapportate al montante lavorativo assegnato ad ogni singolo lavoratore. Esattamente il contrario di quello a cui stiamo assistendo, e l’esempio del Dirigente del Polo Emilia Romagna riportato ieri sul tavolo è il più esemplificativo, per la pretesa di avere comunicazione mail, a mò di badge, all’inizio ed alla fine di ogni turno di lavoro senza alcuna riorganizzazione funzionale degli orari stessi. Ovvero un tentativo di gestione meramente burocratica del lavoro a distanza. Quindi un primo significativo passo, ma ancora insufficiente a definire in modo complessivo il tema della riorganizzazione dei servizi in questo periodo transitorio ed anche del governo della fase della ripresa graduale delle attività che si accompagnerà al più che mai auspicabile superamento del periodo più virulento del contagio, dove servirà ancora maggiore attenzione per coniugare la ripresa stessa alle esigenze di tutela della salute dei lavoratori e dei cittadini. Per questo motivo il tavolo nazionale ieri ha concordato l’avvio di un confronto specifico sulla riorganizzazione dei servizi in lavoro agile, che avrà come fase propedeutica una Circolare ricognitiva dell’Amministrazione. Tale confronto sarà esteso anche in riferimento alle condizioni salariali dei lavoratori, con particolare riferimento alla incidenza sul mantenimento dei livelli retributivi a seguito della mancata effettuazione di alcune prestazioni. Con la finalità di individuare specifiche soluzioni che definiscano parametrazioni di produttività in questo contesto organizzativo. Accanto a questo ieri sul tavolo è emersa la singolare e offensiva interpretazione di qualche ineffabile dirigente periferico che ritiene di non retribuire le turnazioni effettuate nei presidi di sicurezza in quanto svolte a sito chiuso. Si parla della fascia di personale maggiormente interessata dalla presenza fisica sul luogo di lavoro e, per quanto ci riguarda, le condizioni in cui si svolge ora il servizio sono certamente meritevoli di un apprezzamento, non solo economico, per il maggior disagio dovuto al lavoro svolto con i numeri minimi previsti. La prossima settimana entreremo in una valutazione più specifica su questi argomenti, alla luce di una valutazione contabile sulle risorse del Fondo. Infine l’ordinario: abbiamo chiuso l’accordo sulle POC 2019, operando un redistribuzione di 60 delle 160 posizioni non assegnate. Non tutte in quanto questo comporterebbe un aumento di budget assegnato dal Fondo 2020 che in questo momento non è possibile quantificare. Proseguiremo perfezionando l’accordo sulle POC 2020, sulla base della ricognizione contabile, ed affronteremo finalmente la questione dell’indennità per i funzionari Direttori di Uffici non dirigenziali individuati come datori di lavoro (Archivi e Biblioteche).
A questo si aggiungono le numerose questioni che sono in sospeso, sulle quali è necessario riprendere il confronto: costituzione del Fondo 2020, piani assunzionali, riqualificazione dei lavoratori, ecc. Tutte urgenti da affrontare. Ma noi ci siamo e ci saremo.

Claudio Meloni

FP CGIL Nazionale

PROGRESSIONI VERTICALI E LEALTA’

Siamo alle solite.
Non si era neanche concluso l’incontro sulla ridefinizione dei regolamenti su mutui e prestiti ai dipendenti che alcune sigle, non firmatarie del CCNL e non legittimate – per loro lecita scelta – a sedere al tavolo della contrattazione hanno fatto un resoconto analitico della riunione tenutasi, quasi fossero effettivamente presenti al tavolo …
Come se ciò non bastasse, le stesse si spingevano a ipotizzare scenari sulle progressioni verticali, riportando notizie non verificate ma dando comunque l’impressione di avere canali privilegiati di comunicazione con i vertici dell’Istituto.
Visto che i vertici dell’Istituto mostrano di non avere alcuna considerazione verso il sistema delle regole sindacali, ricordiamo che: 1- al tavolo della contrattazione possono sedere solo le sigle firmatarie del CCNL, sulla base di una norma avallata anche dalla giurisprudenza, che se non rispettata determina condotta antisindacale; 2- sulla base del protocollo delle relazioni sindacali siglato, l’Amministrazione deve trasmettere, prima di ogni incontro, esclusivamente alle sigle legittimate, la documentazione utile alla discussione.
Sul rispetto di queste regole vigiliamo attentamente, ricordando all ’Amministrazione che i doppi giochi non solo sono inutili, ma possono essere anche controproducenti.
Per questo, comunicheremo a breve le condizioni delle scriventi OO.SS. per gli incontri in videoconferenza. A salvaguardia della trasparenza lealtà e correttezza delle relazioni sindacali.
Chiediamo, inoltre, di ricevere copia della documentazione relativa al prossimo incontro con anticipo.
Venendo al merito dell’incontro di lunedì, sulle progressioni verticali non riteniamo che, vista la situazione attuale, si possa pensare di sottoporre i lavoratori a prove concorsuali scritte anche con anticipo della banca dati oppure a colloquio orale.
Considerando che l’art. 22 comma 15 del D. Lgs. 75/2017 fa riferimento a “procedure selettive per la progressione tra le aree riservate al personale di ruolo, fermo restando il possesso dei titoli di studio richiesti per l’accesso dall’esterno” noi proponiamo che la progressione avvenga con una procedura selettiva che consideri i titoli, l’anzianità di servizio e l’idoneità in precedenti progressioni verticali.
Inoltre, visto il particolare aggravio di lavoro che dovrà affrontare l’Istituto nei prossimi mesi, chiediamo al Presidente di riproporre al Dipartimento della Funzione Pubblica una deroga al titolo di studio per la partecipazione ai bandi per le prossime selezioni interne, al fine di dare il giusto riconoscimento a chi da anni svolge mansioni superiori.
Questa la nostra proposta, dalla quale non indietreggeremo e sulla quale chiederemo all’ Amministrazione di esprimersi con chiarezza, disconoscendo così un accordo che tutti abbiamo appreso da un comunicato sindacale che sembra già in essere tra amministrazione e qualche sindacato non legittimato alla contrattazione e a condizioni che noi rigettiamo in toto.

Roma, 2 aprile 2020

FP CGIL
ARIANO – TREVISANI

CISL FP
Paolo SCILINGUO

UIL PA
Sergio CERVO

CONFINTESA FP
Francesco VIOLA

CONFSALUNSA
CIARALDI- PEPPETTI

Al Direttore Centrale del Personale

Agenzia delle Dogane e dei Monopoli

Dott. Rocco Flore

Oggetto: Richiesta di approfondimenti e confronto sulle informazioni fornite in materia di Covid 19.

In risposta al comunicato unitario del 22 marzo 2020, ci sono state fornite, con Circolare Prot. 98532/RU del 25 marzo 2020, indicazioni attinenti la sicurezza del personale e la salubrità degli uffici oltre che l’organizzazione dei servizi a seguito dell’emergenza collegata al COVID 19. In merito alla dichiarata previsione di “costituzione di una task force composta da medici” con il coordinamento a livello di Direzione, chiediamo di conoscerne la ratio e come questa scelta si armonizzi con le norme sulla sicurezza nei posti di lavoro. Contestualmente chiediamo di conoscere se l’Agenzia, in adesione ad una nostra richiesta, abbia provveduto, come assicurato nella Circolare, a programmare la sanificazione di TUTTI gli Uffici e ad acquisire termometri e termo scanner per garantire la sicurezza dei lavoratori tutti. Con l’occasione siamo a richiedere se, in questa fase emergenziale, l’Agenzia abbia stabilito, con l’intento di migliorare l’aspetto mediatico e la visibilità, di recuperare precedenti distinzioni di funzioni da apporre sulle divise da poco adottate, che riguarderebbe tuttavia un ordinamento professionale in fase di superamento in sede ARAN.. Si chiedono, infine, maggiori chiarimenti in merito all’informativa odierna, Prot 104886/RU, sia sullo stato delle attività degli sdoganamenti sia sulle modalità di coinvolgimento dei lavoratori in smart working. Ci si chiede, infatti, se tali funzionari verranno individuati a livello regionale o a livello nazionale, ovvero se verranno individuati i funzionari doganali che svolgono già normalmente attività di sdoganamento. Per un confronto sulle tematiche in questione restiamo disponibili ad una convocazione da predisporre compatibilmente con le disposizioni governative relative al superamento dello stato emergenziale attuale. Cordiali saluti

Roma 02 aprile 2020

FPCGIL                       CISLFP                      UILPA                           CONFSAL UNSA

Iervolino                     Fanfani                        Procopio                                      Veltri

Al Ministro della Difesa

On.le Lorenzo Guerini

 

Al Sottosegretario delegato

On.le Angelo Tofalo

E,p.c.

 

Al Capo di Stato Maggiore della Difesa

Al Segretario Generale della Difesa

Ai Capi di Stato Maggiore delle FF AA

Al Direttore della Direzione Generale del Personale Civile

Oggetto: Richiesta urgente test diagnostici personale in servizio.

In considerazione dell’elevato numero di dipendenti civili del Ministero della Difesa che, in questa situazione di gravissima emergenza sanitaria, sono tuttora costretti a recarsi sul posto di lavoro per contribuire agli enormi sforzi di tutto il Paese alla lotta contro il Covid-19 e a tutela di tutti i lavoratori pubblici che in questa fase sono impossibilitati a rendere la prestazione lavorativa in modalità agile, si chiede di procedere con urgenza e senza ulteriore esitazione ad effettuare i previsti test di diagnosi di eventuale positività al coronavirus. Al riguardo, si sottolinea, che anche laddove il datore di lavoro fornisca i previsti DPI, in ogni caso, la compresenza dei lavoratori in alcuni ambienti, come ad esempio le portinerie, gli ingressi, alcuni reparti o uffici, o l’uso di servizi igienici condivisi, costituisce sicuramente una possibile fonte di contagio. Pertanto, soltanto l’esatta individuazione di eventuali dipendenti positivi al covid-19, con il relativo allontanamento degli stessi dalla sede di lavoro, può scongiurare il diffondersi del contagio ed evitare ai datori di lavori di incorrere in gravissime responsabilità per violazione del dovere di tutela della salute dei lavoratori. In difetto di attuazione di quanto richiesto, si assumeranno tutte le iniziative consentite a sostegno dei lavoratori che per la specificità delle mansioni o per i fini istituzionali delle strutture in cui operano sono costretti a lavorare in sede.

FP CGIL                        CISL FP                     UIL PA

Francesco Quinti        Massimo Ferri     Sandro Colombi

Roberto De Cesaris     Franco Volpi

Al Direttore Generale

della Direzione Generale del Personale Civile

dr.ssa Gabriella Montemagno

Oggetto: pubblicazione circolari ed altra documentazione di PERSOCIV.

Qualche anno fa codesta Direzione generale comunicò che da un certo periodo in poi la modalità di “notifica” ai destinatari delle circolari emesse, come pure di tutta la restante documentazione afferente, sarebbe stata esclusivamente costituita dalle pubblicazioni immesse sul portale raggiungibile all’indirizzo www.persociv.difesa.it. Tale modalità si e poi rivelata uno strumento di informazione utile ed efficace. Le circolari riguardanti l’emergenza Covid-19, però, seppure debitamente firmate e protocollate, stranamente ancora non compaiono sul sito internet, e quindi non sono affatto scaricabili dai destinatari e/o dai dipendenti civili coinvolti o interessati.

Tenuto conto dei seguenti fatti, ovvero:

– che della nostra denuncia unitaria del 27-03-2020 (p.c. anche a Codesta spett.le D.G.) su quante inadempienze sono state registrate rispetto alle direttive diramate dalle S.A. per contenere la pandemia in atto si stiano ancora verificando in enti e comandi militari anche dell’Arma dei carabinieri nulla sia poi concretamente scaturito, comunicazione che avvertimmo l’esigenza di inoltrare per cercare di evitare possibili gravi conseguenze sulla salute e la sicurezza dei lavoratori della Difesa;

– del fatto che sul sito istituzionale di PERSOCIV compare documentazione datata 31 marzo 2020 in materia di “Transito di personale militare non idoneo al servizio militare incondizionato, nei ruoli del personale civile…”, Soggiorni esteri e nazionali montani e marini, ma come detto non le circolari sul Covid-19 (ad es.: circ. nr. 0016777 del 06-03-2020 e circ. nr. 0018677 20-03-2020);

– della prestazione lavorativa svolta in modalità di lavoro agile e delle informazioni necessarie allo svolgimento del lavoro affidato, nonché quelle inerenti diritti e doveri del lavoratore, si sa solo che vengono diramate esclusivamente per via informatica;

– che per scelta di codesta D.G. la notifica degli atti dovrebbe avvenire, ormai da qualche anno, esclusivamente attraverso la pubblicazione sul portale, ci si chiede per quale motivo tutto ciò stia accadendo nella Direzione generale del personale civile. Si resta in attesa di cortese urgente riscontro. Cordiali saluti

FP CGIL

Francesco Quinti

Roberto De Cesaris

 

CISL FP

Massimo Ferri

Franco Volpi

 

UILPA

Sandro Colombi

 

Il Confine:

La strada da percorrere per conciliare le rivendicazioni dei lavoratori civili della Difesa con il dramma del Paese

Nel dramma quotidiano che stanno affrontando le nostre vite ci stiamo chiedendo se, anche in questo particolare momento storico, l’iniziativa sindacale debba comunque proseguire nella sua attività di tutela del lavoro, pur nella consapevolezza che in ragione delle conseguenze provocate dalla pandemia, molte persone stanno attraversando momenti di grande disagio.
Siamo convinti che l’impegno sindacale ha il dovere morale di essere sempre in sintonia con i lavoratori, con i loro bisogni, istanze, aspettative, diritti, la tutela della salute e sicurezza, ma anche l’obbligo di considerare e rispettare la condizione del paese e della cittadinanza nel suo complesso, con il suo sentire e vivere quotidiano, tra gioie e dolori, drammi e speranze, specie ora, nel pieno di un emergenza sanitaria che sta condizionando fortemente le nostre vite. Ed è proprio per fare questo che abbiamo messo in campo un impegno straordinario volto a superare le resistenze incontrate – alcune tuttora presenti – nelle diverse e complesse articolazioni del Ministero Difesa, incomprensibilmente restie a favorire quella capillare diffusione del lavoro agile in tutti i posti di lavoro che è stata imposta dalle norme di legge, misura intesa sin da subito come lo strumento più efficace atto a contenere e contrastare la possibile diffusione incontrollata del contagio.

Lo abbiamo fatto con tutto l’impegno possibile, cercando – riuscendoci in gran parte dei casi affrontati – di tutelare al meglio anzitutto la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori, ma anche quella delle loro comunità, consapevoli di svolgere un ruolo fondamentale nell’interesse generale del paese, sentendoci parte attiva di una società che mette avanti a tutto il rispetto della salute della collettività.

Pur nella drammaticità del momento, ma nella convinzione di non dover mai venir meno al nostro mandato di rappresentanza, non abbiamo mai inteso far mancare il nostro impegno a sostegno delle rivendicazioni che hanno fin qui caratterizzato le iniziative delle Confederazioni generali nei confronti del Governo, delle Categorie di FP CGIL CISL FP UIL PA per il lavoro pubblico e, ancora, dei coordinamenti nazionali nella Difesa, con la richiesta di un piano straordinario di assunzioni, l’introduzione dell’indennità di funzione – che sembrava essere ormai quasi raggiunta -, le progressioni tra le aree, l’implementazione – poi ottenuta – dei 21 milioni annui anche per il 2021, tutte iniziative che al più presto riprenderemo con rinnovato vigore, nel pieno rispetto dei diritti contrattuali di tutti i lavoratori, sia quelli che stanno lavorando in modalità smart working, sia quelli costretti a recarsi a lavoro.

Anche la “rivoluzione gentile” introdotta con l’affermazione estesa del “Lavoro agile” che noi, peraltro, avevamo fin da subito chiesto di estendere a tutto il territorio nazionale, ha evidenziato taluni aspetti di criticità contrattuale che dovranno essere ancora chiariti in costanza del riconoscimento “ex legge” della “modalità ordinaria” della prestazione lavorativa, come, ad esempio, il riconoscimento dei buoni pasto – che abbiamo inteso trattare nella nota di ieri -, le reperibilità, e tutte le altre forme di indennità accessorie spettanti alle lavoratrici e ai lavoratori, le ferie.

Anche su quest’ultimo argomento, nella consapevolezza che il diritto inalienabile a disporre del proprio periodo di ferie – seppure entro una tempistica predeterminata – appartenga di regola al lavoratore, come sancito dalla Costituzione e come riconosciuto dal vigente Contratto collettivo nazionale di lavoro, riteniamo che proprio in ragione della gravità della situazione determinata dall’emergenza sanitaria COVID19, che sappiamo essere ben lungi dall’essere sconfitta in tempi brevi, si possa e, anzi, si debba ragionare sul prolungamento al mese di giugno della possibilità di beneficiare di quelle riferite all’anno 2019, e non ancora fruite per ragioni connesse all’emergenza COVID-19, all’utilizzo di tutti gli altri strumenti contrattuali, ovvero anche per motivi di organizzazione del lavoro – come chiarito dalle norme di legge e dalle direttive fin qui emanate -, sia per le lavoratrici e i lavoratori che stanno operando in regime di lavoro agile, sia per quelli obbligati a lavorare negli enti ed uffici dell’A.D.
In tale ambito, se è vero che ragioni di etica e di rispetto per la sofferenza di una moltitudine di cittadini ci inducono alla cautela nella trattazione di aspetti relativi al rapporto di lavoro, è altrettanto verosimile oltre che logico considerare che mentre l’attività lavorativa comunque prosegue, seppure con diverse modalità, anche l’azione di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori continui ad essere proposta senza soluzione di continuità, ed è per questo che abbiamo invitato l’amministrazione a non assumere decisioni unilaterali, o inutili interpretazioni restrittive e penalizzanti del CCNL, delle norme di legge e delle direttive vigenti in danno dei dipendenti, senza che venga predisposto ed avviato un preventivo confronto con le OO.SS.

FP CGIL                                     CISL FP                                       UIL PA

Francesco Quinti                     Massimo Ferri                           Sandro Colombi

Roberto De Cesaris                     Franco Volpi

Al Capo Dipartimento Risorse

Umane Finanziarie e Strumenteali

Dott.ssa Giovanna Boda

giovanna.boda@istruzione.it

 

Al Direttore Generale Risorse

Umane Finanziarie e Contratti

Dott. Jacopo Greco

jacopo.greco@istruzione.it

e, p.c.,

Al Ministro dell’Istruzione

On. Dott.ssa Lucia AZZOLINA

segreteria.ministro@istruzione.it

 

Al Ministro dell’Università e Ricerca

M.R. Prof. Gaetano Manfredi

segreteria.ministro@miur.it

Oggetto: Richiesta di incontro urgente in videoconferenza su applicazione art. 87 DL 18/2020.

Gent.mi in considerazione della perdurante situazione di emergenza conseguente alla diffusione della epidemia COVID-19 e dei numerosi provvedimenti che hanno interessato le modalità di lavoro dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, da ultimo con il DL 18 del 17 marzo 2020, siamo con la presente a richiedere di attivare con urgenza un confronto, tramite lo strumento della videoconferenza, allo scopo di chiarire in maniera incontrovertibile le applicazioni su tutto il territorio nazionale di quanto previsto dall’art. 87 del citato decreto. Riteniamo di tutta evidenza, infatti, che la circostanza richiamata al comma 1 di detto articolo sulla ordinarietà della modalità di lavoro in smart working per i dipendenti della PA e il fatto che si prescinda, per il periodo dell’emergenza, dagli accordi individuali e dagli obblighi informativi previsti dagli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 necessitino di una univoca interpretazione a tutela di tutti i lavoratori coinvolti e della stessa Amministrazione nonché di una modifica, quantomeno temporanea, di quanto previsto in particolare agli articoli da 6 ad 11 del decreto Dipartimentale 15 del 12 marzo 2018.
Riteniamo inoltre necessario definire, anche in questo caso in maniera omogenea, le modalità di utilizzo degli ulteriori istituti previsti al comma 3 del medesimo articolo 87 DL 18/2020. Auspichiamo con l’occasione di ricevere una informativa aggiornata e definitiva rispetto alle procedure per l’individuazione dei dirigenti regionali nelle sedi ancora scoperte, circostanza che in questo periodo ha reso oltremodo complicata la gestione dell’emergenza, nonché sull’avvio delle procedure per la trasformazione dei contratti part-time in contratti a tempo pieno per i lavoratori interessati. Si resta in attesa di urgentissimo riscontro.

FP CGIL                    CISL FP                          UILPA

Anna Andreoli        Michele Cavo         Alessandra Prece

Al Ministro della Difesa

On.le Lorenzo Guerini

 

Al Sottosegretario delegato

On.le Angelo Tofalo

 

Al Capo di Gabinetto

Gen.di Corpo d’Armata

Pietro Serino

Al Segretario generale della Difesa

Direzione Nazionale degli Armamenti

Gen. di Corpo d’Armata Nicolò Falsaperna

 

Al Direttore Generale della Direzione

Generale del Personale Civile

Dr.ssa Gabriella Montemagno

Oggetto: C.C.N.L Funzioni Centrali, attuazione principio di indiscriminazione dei lavoratori in Smart Working e attribuzione buono pasto .

Egregi, al fine di limitare la presenza in ufficio e i conseguenti spostamenti sul territorio dei lavoratori a rischio contagio da COVID-19, le norme di legge recentemente emanate e le successive direttive divulgate dal Ministro della Funzione Pubblica hanno individuato nel lavoro agile o smart working la modalità ordinaria di erogazione della prestazione lavorativa, indicando le attività indifferibili come le uniche da assicurare attraverso la presenza fisica dei lavoratori negli Enti e/o negli uffici da cui dipendono. In tema di lavoro agile, la normativa di riferimento – legge 22 maggio 2017 n. 81 – al comma 1 dell’art. 20 afferma il principio secondo il quale il lavoratore che svolge la propria attività in modalità agile non deve essere discriminato rispetto al lavoratore che svolge la propria attività in ufficio, chiarendo inoltre che “il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015 n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda”. Il suddetto principio di carattere generale, in quanto riconosciuto dalla legge, deve poter trovare, a giudizio delle scriventi OO.SS., concreta attuazione in tutte gli Enti e articolazioni del Ministero della Difesa.
In ragione di quanto appena espresso FP CGIL – CISL FP e UIL PA chiedono che alle lavoratrici e ai lavoratori civili impegnati ad assicurare i servizi affidati attraverso la modalità del lavoro agile o smart working venga riconosciuto lo stesso trattamento giuridico ed economico accordato al personale impegnato nelle attività e nei presidi all’interno degli Enti e uffici della Difesa, a partire dall’attribuzione del buono pasto, ove ne ricorrano i presupposti. Si resta in attesa di cortese urgente riscontro. Cordialmente

FP CGIL                                     CISL FP                                             UIL PA

Francesco Quinti                       Massimo Ferri                             Sandro Colombi

Roberto De Cesaris                   Franco Volpi

Al Direttore dell’Agenzia delle Entrate

Avv. Ernesto Maria Ruffini

Oggetto: convocazione

Si riscontra la convocazione per la mattinata di venerdì 3 aprile p.v. sottolineando che l’Ordine del giorno, considerato il più generale contesto, necessiti di essere esplicitato con maggior precisione.
Con l’occasione si rappresenta che la nota unitaria delle scriventi, datata 24 marzo u.s., non ha trovato completa e puntuale risposta nella Sua datata 25 marzo. Si ravvisa, pertanto, la necessità che i temi portati all’attenzione dell’Agenzia trovino immediato riscontro in considerazione del fatto che viene messa a repentaglio la salute dei lavoratori e della collettività.
Si evidenzia, in ultimo, che la riunione proposta per il 3 aprile si svolga in modalità da remoto al fine di aderire e adottare le indicazioni governative in materia di riunioni e, più in generale, di assembramenti.

FP CGIL              CISL FP             UIL PA          CONFSAL/UNSA                 FLP

Boldorini                Silveri         Cavallaro              Sempreboni                  Patricelli

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