MUTUI E PRESTITI

Si è riunito in videoconferenza il tavolo negoziale per poter discutere della revisione dei regolamenti a mutui e prestiti al personale. Apprezziamo che, nonostante la situazione emergenziale, si siano usati gli strumenti che la tecnologia ci fornisce per non bloccare la contrattazione, considerati i tanti argomenti ancora da affrontare.
Anzitutto, è importante precisare che l’Amministrazione ha chiarito che, a causa dell’attuale situazione che impedisce ai lavoratori di recarsi nelle Sedi, eventuali debiti orari non saranno considerati e non determineranno, quindi, decurtazioni economiche, per ora, e il termine di recupero sarà spostato in avanti. Questo principio va per noi esteso anche ai termini di utilizzo del maggior orario.
Relativamente ai prestiti, queste le principali novità: per quanto riguarda i requisiti di accesso si richiede, ora, solo un anno di anzianità di servizio (non più due) per potervi accedere. I tassi scendono a 0,85% per le somme inferiori o pari a € 35.000; 1,275% per le somme superiori a € 35.000 fino a € 75.000; 1,70% per le somme superiori a € 75.000. E’ stata introdotta un’ipotesi di sospensione per eventi di eccezionale
gravità dichiarati tali dalle autorità competenti, che comportano la riduzione del reddito da lavoro del nucleo familiare del dipendente. Su unanime richiesta sindacale, sarà inserita una dichiarazione congiunta con cui l’Istituto si impegna, nei prossimi mesi, a portare all’allungamento delle attuali rate da 120 a 180, così da alleggerire il carico economico sui dipendenti.
Riguardo ai mutui, l’Amministrazione ha precisato, su nostra richiesta, che le unioni civili sono equiparate per legge al matrimonio e quindi quanto riferito nel regolamento dei mutui a matrimonio e coniuge è esteso per legge alle unioni civili senza ulteriori precisazioni. Il tasso previsto sarà pari allo 0,60% fino al 20° anno di ammortamento e allo 0,86% dal 21° al 35° anno di ammortamento. Anche in questo caso, come per i prestiti, si dispone la sospensione del mutuo per eventi di eccezionale gravità. La rinegoziazione potrà essere richiesta da tutti gli intestatari di mutuo, quindi non solo i colleghi in servizio, ma anche quelli in pensione. Abbiamo ottenuto che la rinegoziazione non sia solo “una tantum”, come inizialmente previsto nella proposta dell’Amministrazione, ma che possa sempre essere richiesta.
Inutile negare che abbiamo dato il nostro assenso ai due regolamenti solo per farli andare in gestione presidenziale e far ottenere condizioni più favorevoli delle attuali ai colleghi. Tuttavia, crediamo che l’INPS avrebbe potuto fare qualcosa di più sulla riduzione dei tassi, per una ragione essenziale: l’Istituto non è una banca, per cui la concessione di mutui e prestiti non ha e non deve avere finalità lucrative, ma assistenziali, come prevede il DPR 509 del 1979, in forza del quale i regolamenti in discussione sono stati emanati e rivisti. Proprio per questo, le condizioni garantite ai lavoratori devono essere migliori di quelle che potrebbe offrire una qualsiasi banca.
Proprio per questo, chiediamo che, terminata l’emergenza attuale, nei prossimi mesi, si torni a ridiscutere una ulteriore riduzione dei tassi.
Lunedì prossimo avremo un nuovo incontro su progressioni verticali e su come l’Istituto debba organizzarsi per garantire un servizio rapido ed efficiente  alla cittadinanza rimasta  priva  di reddito, a causa dell’attuale crisi.

Roma, 31 marzo 2020

FP CGIL

Antonella Trevisani   Matteo Ariano

All’on.le Lucia Azzolina

Ministro dell’Istruzione

segreteria.ministro@istruzione.it

Al Capo Dipartimento Risorse Umane

Finanziarie e Strumentali

Dott. Giovanna Boda

giovanna.boda@istruzione.it

Al Direttore Generale Risorse Umane

Finanziarie e Contratti

Dott. Jacopo Greco

jacopo.greco@istruzione.it

Al Capo Dipartimento Sistema

educativo di istruzione e formazione

Dott. Marco Bruschi

marco.bruschi@istruzione.it

Gentile Ministro, facciamo seguito alle precedenti prese di posizione delle scriventi OO.SS. sull’Ordinanza n° 182 del 23 marzo u.s. relativa alla mobilità del personale docente, educativo ed Ausiliario, Tecnico e Amministrativo (ATA) per l’anno scolastico 2020/2021. La difficile gestione dell’emergenza epidemiologica comporta, come le è noto, l’esigenza di limitare al massimo la presenza fisica del personale negli uffici ed appare del tutto incoerente con la gestione delle modalità operative associate alla gestione della mobilità, quantomeno per la consultazione di banche dati, sia informatiche che cartacee, nonché con la gestione dei flussi informativi e delle comunicazioni con l’utenza connessi alle medesime procedure. Le ribadiamo, pertanto, la richiesta di un incontro in videoconferenza da svolgere con i coordinamenti nazionali delle OO.SS. firmatarie del CCNL delle funzioni centrali per le conseguenze e l’impatto specifico che la citata ordinanza potrebbe avere su tutto personale degli uffici scolastici regionali e territoriali del ministero dell’istruzione, chiamato a farsi carico dello svolgimento ordinario delle funzioni amministrative connesse a queste procedure. Cordiali saluti

FP CGIL                               CISL FP                                     UIL PA

OLIVERIO                         MARINELLI                               COLOMBI

Al Ministro della Giustizia

On. Alfonso Bonafede

Roma

Al Ministro dell’Interno

Dott.ssa Luciana Lamorgese

Roma

Oggetto: Covid-19 – misure a tutela della collettività penitenziaria.

Egregi Ministri,
si registra un aumento dei contagi da COVID-19 tra il personale di Polizia penitenziaria, soprattutto in quelle regioni d’Italia maggiormente colpite dal fenomeno.
Evidentemente le misure messe in campo fino ad oggi, per tutelare la salute di coloro che lavorano nelle carceri del nostro Paese, non sono state sufficienti e c’è il timore che il numero delle persone contagiate sia destinato a crescere se non si adottano provvedimenti adeguati a contenere il contagio.
Per questo motivo la Fp CGIL chiede che vengano messe in atto una serie di attività di contenimento e prevenzione del rischio di contagio, nell’interesse della salute pubblica, degli operatori, della popolazione detenuta e anche come forma di tutela dell’ordine pubblico dopo gli accadimenti delle scorse settimane.
In particolare si chiedono:
– approvvigionamenti dei Dispositivi di Protezione Individuale idonei ad evitare la trasmissione del virus in luoghi ad alta esposizione, come stanno diventando gli istituti penitenziari, in considerazione anche del fatto che molti operatori sono costretti a turni di piantonamento negli ospedali. In questi contesti, purtroppo, le mascherine chirurgiche non sono sufficienti a contenere la diffusione del virus;
– tamponi disponibili per tutto il personale in servizio negli istituti al fine di individuare tutti i positivi, soprattutto gli asintomatici, isolarli ed evitare che possano continuare inavvertitamente a diffondere il virus;
– linee guida atte a stabilire un’organizzazione del lavoro in grado di fronteggiare la carenza di personale in servizio dovuta all’elevato numero di contagi.
Si chiede, infine, di valutare la possibilità di applicare le disposizioni previste nel Protocollo per la prevenzione e la sicurezza dei lavoratori della Sanità, dei Servizi Socio Sanitari e Socio Assistenziali in ordine all’emergenza sanitaria da «Covid-19» sottoscritto il 24 marzo scorso tra le organizzazioni sindacali e il Ministero della Salute anche alla Polizia Penitenziaria.
Certi della vostra attenzione e di un celere riscontro, si porgono cordiali saluti.

Il Segretario Fp Cgil                                                        Il Segretario Generale Fp Cgil

Florindo Oliverio                                                                          Serena Sorrentino

Al DGPRAM – D.G.M.C.

dott. Vincenzo STARITA

Roma

prot.dgmc@giustiziacert.it

Oggetto: accordo F.E.S.I. anno 2019 – personale di Polizia Penitenziaria. RICHIESTA INTERVENTO.

Egregio Direttore Generale,

in riferimento alla Sua nota del 26 marzo ultimo scorso, sulla sospensione degli accordi decentrati tra le Parti Sociali, nelle varie articolazioni periferiche di Codesto Dipartimento, vista l’emergenza epidemiologica, si ritiene opportuno chiederLe una rivisitazione di quanto sopra, affinché vengano avviati giusti confronti con sistemi di videoconferenza.
A tal proposito, così da corroborare la nostra richiesta, anche il DGPR – DAP si è espresso positivamente in tal senso, con nota diramata in data odierna ove veniva richiamato.

Nell’interesse collettivo delle lavoratrici e dei lavoratori, auspichiamo un Suo debito seguito e restiamo in attesa di determinazioni.

Distinti saluti.

Il Coordinatore Nazionale

FP CGIL Polizia Penitenziaria

Stefano BRANCHI

Al Direttore Generale del personale e delle risorse D.A.P.

Dott. Massimo PARISI

Roma

E, p.c.

All’Ufficio relazioni sindacali D.A.P.

dott.ssa Ida DEL GROSSO

Roma

Oggetto: prestazione di lavoro straordinario.

Egregi,

in virtù del numero elevato di ore di lavoro straordinario che il personale in servizio negli istituti penitenziari sta effettuando per fronteggiare l’emergenza in corso nel nostro paese, chiediamo la possibilità di aumentare il numero di ore previste per il pagamento dal sistema informatico, in quanto il limite attuale consente il pagamento mensile di una sola parte.

Certi della sua comprensione e di un suo interessamento, porgiamo cordiali saluti.

Il Coordinatore Nazionale

FP CGIL Polizia Penitenziaria

Stefano BRANCHI

Pubblichiamo le riflessioni dei veterinari Marco Leonardi e Raffaele Bove sull’emergenza in corso

 il link  della rivista: https://www.cervene.it/rivista-il-cervene/

Al Capo Dipartimento A.P.

Pres. Francesco Basentini

Roma

Al Direttore Generale del personale e delle risorse –

D.A.P. Dott. Massimo PARISI

Roma

E, p.c.

All’Ufficio relazioni sindacali – D.A.P.

dott.ssa Ida DEL GROSSO

Roma

 

Oggetto: caserme agenti.

Egregi,

di recente sono giunte a questo Coordinamento nazionale numerose doglianze dal personale in servizio che ci informano del fatto che l’Amministrazione penitenziaria sta continuando ad addebitare gli arretrati dei canoni mensili per l ‘utilizzo degli alloggi delle caserme, spesso le cifre raggiungono anche i 500 euro.

Dato il periodo di emergenza sanitaria al quale si aggiunge quello economico che l’intero paese sta attraversando, chiediamo che vengano sospesi gli addebiti su menzionati per i mesi di marzo e aprile o meglio per tutto il periodo nel quale si estenderanno le misure di restrizione per il contenimento del contagio del COVID-19.

In aggiunta, chiediamo che vengano sospesi anche i canoni mensili normalmente addebitati in virtù del fatto che di recente le stanze delle caserme agenti vengono utilizzate dal personale come luoghi di quarantena per evitare la possibilità di altri inutili contagi tra i familiari, in aggiunta al fatto che la maggior parte delle caserme, come più volte denunciato, sono fatiscenti e in attesa di ristrutturazione idonee.

Certi della sua comprensione e di un suo interessamento, porgiamo cordiali saluti.

Il Coordinatore Nazionale

FP CGIL Polizia Penitenziaria

Stefano BRANCHI

Dott. Fulvio Baldi Capo di Gabinetto

Oggetto: applicazione principio di non discriminazione dei lavoratori in Smart Working ed attribuzione agli stessi del buono pasto

La normativa emanata per fronteggiare il rischio di contagio da COVID-19, al fine di limitare presenza in ufficio e spostamenti sul territorio dei lavoratori, ha individuato il lavoro agile come modalità ordinaria di erogazione della prestazione lavorativa indicando le attività indifferibili e non delocalizzabili come le uniche da assicurare attraverso la presenza fisica dei lavoratori in ufficio. Così la direttiva n. 2/2020 del Ministro della Funzione Pubblica ed il DL 18/2020.

In tema di lavoro agile la normativa di riferimento (legge 22 maggio 2017 n.81) afferma al comma 1 dell’art 20 il principio secondo il quale il lavoratore che svolge la propria attività in modalità agile non deve essere discriminato rispetto al lavoratore che svolge la propria attività in ufficio: “il lavoratore che svolge la prestazione in modalità di lavoro agile ha diritto ad un trattamento economico e normativo non inferiore a quello complessivamente applicato, in attuazione dei contratti collettivi di cui all’articolo 51 del decreto legislativo 15 giugno 2015, n. 81, nei confronti dei lavoratori che svolgono le medesime mansioni esclusivamente all’interno dell’azienda”.

Tale principio generale, in quanto riconosciuto dalla legge, ad avviso di CGIL e CISL va applicato in tutte le articolazioni del Ministero della Giustizia. Per tale motivo le stesse chiedono che ai lavoratori impegnati ad assicurare i servizi attraverso la modalità del lavoro agile venga riconosciuto lo stesso trattamento giuridico ed economico attribuito ai lavoratori impegnati nei presidi all’interno degli uffici, a partire dall’attribuzione del buono pasto ove ne ricorrano i presupposti.
CGIL e CISL chiedono altresì che a partire dalla settimana prossima siano calendarizzati una serie di incontri in call conference al fine di aprire un confronto con particolare riferimento all’applicazione della normativa emergenziale a tutela della salute di lavoratori e cittadini nelle articolazioni centrali e periferiche delle amministrazioni della Giustizia.

Distinti saluti

FP CGIL CISL FP Russo Marra

L’EMERGENZA NON PUÒ BLOCCARE CCNI E PROGRESSIONI VERTICALI

In questi giorni la gestione dell’emergenza coronavirus e l’evolversi degli eventi nel nostro paese ha travolto tutti.
Presi dalla sequenza dei D.P.C.M. e degli Hermes che ne derivano non possiamo però dimenticare il CCNI che garantisce il salario accessorio ai lavoratori dell’Istituto e le progressioni verticali.
Proprio in considerazione dei tempi duri che stiamo vivendo e ci aspettano durante quest’anno non solo come cittadini ma anche come dipendente dell’INPS, riteniamo che l’Amministrazione debba accelerare i tempi per la firma dei CCNI 2019 e 2020.
In ragione del ruolo che l’INPS dovrà svolgere per la gestione di tutte le misure a tutela dei lavoratori, delle imprese e della famiglia che i decreti portano riteniamo che l’Amministrazione può, ma soprattutto deve, esercitare pressioni verso i Ministeri vigilanti affinché l’autonomia negoziale dell’Inps sia garantita, salvaguardando tutti gli istituti già consolidati e confermati anche con il CCNI 2018.
Considerando che l’impossibilità di sedersi fisicamente intorno a un tavolo non sia certo un fattore limitante o di blocco per la contrattazione, chiediamo la convocazione urgente per il CCNI 2019 e 2020.
L’Amministrazione, in un momento in cui si chiede ai dipendenti dell’Istituto di garantire la continuità dei servizi alla cittadinanza e anche la gestione di una parte di questa emergenza, deve dare la certezza ai propri dipendenti dell’erogazione completa del salario accessorio del 2019 e 2020 attraverso i relativi CCNI.
Inoltre, proprio in questo momento in cui ancora una volta l’INPS è chiamato ad uno sforzo enorme ed aggiuntivo rispetto alle attività ordinare, chiediamo all’Amministrazione un segno concreto di riconoscimento della professionalità ai lavoratori di area A e B attraverso le progressioni verticali. Chiediamo al Presidente di non dimenticare questi lavoratori e di impegnarsi affinché si concretizzi subito una procedura semplificata per consentire il passaggio di area il più rapidamente possibile. Questo momento, deve essere anche l’occasione per dare una risposta a chi non possiede i titoli delle Brunetta strappando una deroga alla luce dell’eccezionale impegno che il personale dell’Istituto sta dimostrando per garantire la continuità dei servizi, nonostante tutte le difficoltà in essere partendo dall’accesso alla rete. I lavoratori si aspettano concretezza e certezza sia per il salario sia per il riconoscimento della professionalità.

Roma, 28 marzo 2020

FP CGIL

Antonella Trevisani  Matteo Ariano

Al Presidente del Consiglio dei Ministri

Prof. Giuseppe Conte

tramite pec: presidente@pec.governo.it

 

Al Ministro dell’Interno

Dott.ssa Luciana Lamorgese

tramite pec: gabinetto.ministro@pec.interno.it

 

Al Ministro della Difesa

On. Lorenzo Guerini

tramite pec: udc@postacert.difesa.it

 

Al Ministro dell’Economia e delle Finanze

Prof. Roberto Gualtieri

tramite pec mef@pec.mef.gov.it

 

Al Ministro della Giustizia

On. Alfonso Bonafede

Tramite pec gabinetto.ministro@giustiziacert.it

 

Al Ministro per la Pubblica Amministrazione

On. Fabiana Dadone Tramite

pec protocollo_dfp@mailbox.governo.it

 

Signor Presidente del Consiglio,
Signori Ministri,

le Forze di Polizia e Le Forze Armate sono un bene prezioso in questa fase di emergenza. Proprio per il bene del Paese e dei cittadini italiani, gli operatori di questo comparto vanno preservati ed utilizzati con grande accuratezza. Abbiamo bisogno delle loro professionalità e del loro straordinario senso del dovere. Come ripetuto dal Capo dello Stato nel suo discorso alla Nazione, abbiamo bisogno che tutti si assumano grande e doverosa responsabilità.
Le Forze di Polizia e le Forze Armate hanno razionalizzato gli impieghi e concentrato gli sforzi sulle operazioni più direttamente collegate all’emergenza Covid-19. Permangono, tuttavia, la necessità di ridurre al minimo la mobilità e gli assembramenti sui luoghi di lavoro e le esigenze di continuare le attività non rinviabili e di preservare l’operatività di tutti i presidi, garantendo sempre una quota parte di personale sano e prontamente operativo.
A tal riguardo, nel d.l. n. 18/2020, il Governo ha opportunamente previsto istituti comuni a tutte le pubbliche amministrazioni come il lavoro agile ed istituti specifici per il comparto sicurezza e difesa come la dispensa precauzionale (art. 87 co. 6).
In queste ore leggiamo di osservazioni di Commissioni Parlamentari che Vi invitano a deresponsabilizzare, in sede civile e penale, i datori di lavoro e/o dei preposti alla sicurezza sul lavoro del comparto e di richieste da taluni Co.Ce.R. che si limitano a chiedere l’incremento del monte ore per lavoro straordinario.
Al contrario, le scriventi OO.SS., in vista della prossima conversione del d.l. n.18/2020 e della predisposizione dei prossimi provvedimenti normativi, Vi chiedono di:
1. sensibilizzare le amministrazioni del comparto sicurezza e difesa a fare maggiore ricorso al lavoro agile ed alla dispensa precauzionale per tutte le attività non essenziali e/o per cui non è necessaria la presenza in ufficio; atteso che tali istituti stanno incontrando molte resistenze ad essere concretamente e correttamente applicati sul territorio;
2. respingere ogni invito ad adottare misure di deresponsabilizzare dei datori di lavoro e/o dei preposti alla sicurezza sul lavoro del comparto;
3. privilegiare il finanziamento di capitoli di spesa destinati all’acquisizione di D.P.I., di servizi di sanificazione straordinaria degli ambienti e dei mezzi, di speciali abiti e/o materiale utile a tutelare la salute e la sicurezza degli operatori;
4. prevedere uno speciale fondo destinato al personale che, per effetto del contagio del virus Covid-19 assunto in servizio, subisce danni permanenti, perde la vita o causa la morte di un familiare;
5. sensibilizzare le amministrazioni militari ad aprire un tavolo di un confronto con i sindacati dei militari.
Roma 29 marzo 2020
Cordiali saluti

F.P. CGIL f.to – Massimiliano Prestini

SILP CGIL – UIL Polizia-  f.to Daniele Tissone

SILF  – f.to Francesco Zavattolo

SILCA -f.to Corrado Bortoli

SIAM– f.to Paolo Melis

SILME– f,to Giuseppe Pesciaioli

Al Direttore Generale del personale e delle risorse D.A.P.

Dott. Massimo PARISI

Roma

E, p.c.

All’Ufficio relazioni sindacali D.A.P.

dott.ssa Ida DEL GROSSO

Roma

Oggetto: piano di mobilità ordinaria e assegnazioni del 177° corso allievi agenti Polizia penitenziaria.

Egregio Direttore generale,

come comunicato con dal Ministro On. Alfonso Bonafede il 12 marzo u.s., il 177° corso allievi agenti Polizia penitenziaria sarebbe dovuto terminare il 20 marzo u.s. e contestualmente alle loro assegnazioni sarebbe seguito lo scorrimento della graduatoria della mobilità ordinaria 2018, in quanto la graduatoria del 2019 ancora non è stata completata. Ci risulta, però, che gli allievi ancora non hanno fatto rientro nelle scuole di formazione e a questo punto non è più noto il termine del corso. In attesa che il corso si concluda, chiediamo che venga sollecitata l’ultimazione della graduatoria della mobilità ordinaria 2019 al fine di utilizzarla quando i neo-agenti verranno assegnati. Crediamo infatti che se così non sarà, il personale partecipante alla mobilità 2019 verrà ingiustamente penalizzato in quanto dovrà attendere il 2021 per avere la possibilità di essere trasferito.

In attesa di un celere riscontro, si porgono cordiali saluti.

Il Coordinatore Nazionale

FP CGIL Polizia Penitenziaria

Stefano BRANCHI

Al Ministro della Difesa

On.le Lorenzo Guerini

 

Al Sottosegretario delegato
On.le Angelo Tofalo

 

Al Capo di Stato Maggiore dell’Esercito

Generale di Corpo d’Armata

Salvatore Farina

 

Al Comandante Generale dell’Arma dei Carabinieri Generale

Giovanni Nistri

Roma

E,p.c.

Al Capo di Stato Maggiore della Difesa

Al Direttore Generale della Direzione Generale del Personale Civile

Oggetto: Emergenza sanitaria e misure contenimento contagio – Inadempienze Enti SME e CC

Egregi,
malgrado le numerose sollecitazioni avanzate dalle scriventi OO.SS. sul tema in oggetto, continuano a pervenire segnalazioni dalle nostre strutture territoriali che denunciano gravi inosservanze delle disposizioni di legge e delle direttive emanate per affrontare l’emergenza sanitaria tuttora in corso, che rischiano di pregiudicare la salute e la sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori civili e, quindi, di alimentare la possibile diffusione del contagio per l’intera comunità in territori, tra l’altro, già pesantemente colpiti dall’epidemia. Risulta ancora oggi che, all’indomani dell’emanazione dei Decreti Legge n. 18/2020 e n. 19/2020, del DPCM del 22.03.2020, della Direttiva della Funzione Pubblica 2/2020, della lettera circolare dello Stato Maggiore Difesa del 23.03.2020 e della recentissima Circolare dello SME del 26.03.2020, solo per citare le disposizioni normative e le direttive più recenti, i direttori del Polo di Mantenimento Pesante Nord di Piacenza e del 3° Centro Rifornimenti e Mantenimento di Milano – che hanno già ricevuto le opportune rimostranze da parte delle rispettive segreterie territoriali di Fp Cgil – Cisl Fp e Uil Pa continuano ad impedire al personale civile il ricorso allo smart working come modalità ordinaria di svolgimento della prestazione lavorativa, senza distinzione di categoria di inquadramento e di tipologia di rapporto di lavoro e con modalità semplificate, peraltro già adottata dagli altri enti industriali della Difesa, evidenziando insuperabili preclusioni oggettive non meglio specificate.
Medesime gravi inadempienze si continuano a riscontrare presso il Comando Legione Carabinieri Campania e presso la dipendente Officina Legionale Carabinieri – Cavalleggeri d’Aosta – Caserma C.Battisti dove, in aggiunta alle criticità illustrate, si è provveduto a modificare unilateralmente l’orario di lavoro, addirittura ad alcuni prolungandolo, anche qui in violazione del CCNL FC 2016/18, invocando imprecisati ordini superiori, così come risultano inapplicate le norme sul lavoro agile presso la Legione Carabinieri Toscana e la Scuola Marescialli e Brigadieri. Va poi evidenziato come, ad oggi, in nessuno degli Enti richiamati si sia ancora provveduto ad individuare quali attività debbano essere considerate indifferibili, da assicurare con la presenza fisica, e le relative motivazioni. È opportuno ricordare che la prestazione in lavoro agile si prefigge quale obiettivo prioritario quello di ridurre al minimo la presenza dei dipendenti negli enti – soprattutto in quelle regioni che più di altre ancora oggi soffrono di un numero elevatissimo di contagi – e non presuppone necessariamente che la prestazione possa essere effettuata unicamente attraverso il ricorso ad attrezzature informatiche, ma sia comunque attivabile anche attraverso l’accesso ad altre attività istituzionali (di formazione, di ricerca, di elaborazione di testi, di documentazione, di compilazione, di auto aggiornamento). Risulta, inoltre, che i suddetti dirigenti decretano motu proprio, senza nemmeno avvertire l’esigenza di attivare preventivamente il confronto con le RSU e le OO.SS. locali, il ricorso obbligatorio alle ferie pregresse del personale violando, anche in questo caso, la richiamata direttiva n 2 della FP che sottolinea sull’argomento la necessaria applicazione delle norme del CCNL FC. FP CGIL, CISL FP e UIL PA invitano codesta autorità ad intervenire con cortese massima urgenza affinché anche presso i summenzionati Enti sia consentito alle lavoratrici e ai lavoratori civili di fruire della ordinaria modalità di lavoro agile, come definita dalle più recenti norme in materia di contenimento dell’emergenza epidemiologica da covid-19. Infine, fermo restando che il datore di lavoro è direttamente responsabile della salute e dell’incolumità dei propri dipendenti, si avverte che in caso di mancata tempestiva attuazione di quanto richiesto le scriventi organizzazioni sindacali si riterranno libere a tutela dei propri rappresentati di rimettere alla valutazione dei propri uffici legali la problematica registrata. Si resta in attesa di cortese urgente riscontro. Cordiali saluti

FP CGIL                                             CISL FP                                              UIL PA

Francesco Quinti                       Massimo Ferri                            Sandro Colombi

Roberto De Cesaris                  Franco Volpi

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