Al Ministro dell’Istruzione
On. Dott.ssa Lucia AZZOLINA
segreteria.ministro@istruzione.it
Al Ministro dell’Università e Ricerca M.R.
Prof. Gaetano Manfredi
segreteria.ministro@miur.it
ministropa@governo.it
e p.c.
al Capo di Gabinetto MI
Cons. Luigi Fiorentino
luigi.fiorentino@istruzione.it
Al Capo Dipartimento Risorse Umane Finanziarie e Strumenteali
Dott.ssa Giovanna Boda
giovanna.boda@istruzione.it
e, p.c.
Al Direttore Generale Risorse Umane Finanziarie e Contratti
Dott. Jacopo Greco
jacopo.greco@istruzione.it
On.li Ministri, in riferimento alla recentissima dichiarazione da parte dell’OSM dello stato di “pandemia” e al DPCM 11 marzo 2020, che prevede espressamente che “Fermo restando quanto disposto dall’articolo 1, comma 1, lettera e), del decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri dell’8 marzo 2020 e fatte salve le attività strettamente funzionali alla gestione dell’emergenza, le pubbliche amministrazioni, assicurano lo svolgimento in via ordinaria delle prestazioni lavorative in forma agile del proprio personale dipendente, anche in deroga agli accordi individuali e agli obblighi informativi di cui agli articoli da 18 a 23 della legge 22 maggio 2017, n. 81 e individuano le attività indifferibili da rendere in presenza” si chiede che vengano individuate con la massima urgenza le attività indifferibili da rendere in presenza nei diversi uffici e date conseguentemente le necessarie disposizioni affinché con la massima tempestività tutto il personale non impegnato nelle attività indifferibili possa rendere la propria prestazione lavorativa con la modalità dello smart working.
E’ di tutta evidenza che lo spirito della norma appena emanata, così come quelle precedenti, ha il primario obiettivo di rendere effettivo il distanziamento sociale al fine di contenere la diffusione epidemiologica da COVID 19. La mancata applicazione o il ritardo rispetto a quanto disposto rappresenterebbe un intollerabile aumento del rischio per la salute dei lavoratori e dei cittadini .
Certi che siamo tutti impegnati nello sforzo di superare questa difficile fase nel più breve tempo possibile attendiamo un riscontro in tempi brevissimi.
Le scriventi sono disponibili eventualmente ad un incontro informativo in videoconferenza.
FP CGIL CISL FP UILPA
Anna Andreoli Michele Cavo Alessandra Prece
SMART-WORKING: URGENTE INDIRIZZO OMOGENEO
Continuano a pervenirci segnalazioni di comportamenti eterogenei sulla concessione dello smartworking. Così, c’è chi impone un minimo di punti omogeneizzati da fare, chi prima riconosce lo SW e poi lo revoca parzialmente chiedendo ai colleghi di rientrare in sede, chi ancora non lo riconosce agli ispettori, chi ritiene di riconoscerlo solo per uno o due giorni a settimana … Ribadiamo quanto avevamo chiesto sin dall’inizio di questa situazione: crediamo sia importante avere un quadro a livello nazionale e riteniamo sia importante farlo con la massima urgenza, sia a livello di sedi territoriali che di Direzione Generale. Visto che in questo momento la priorità è quella di restare a casa, a tutela della salute personale e pubblica, certe ritrosie non solo appaiono incomprensibili, ma perfino pericolose. Poiché molti colleghi non dispongono di un proprio pc portatile, chiediamo che i pc disponibili siano dati prioritariamente a loro. Infine, nuovamente ritorniamo a scrivere che, in questo momento, la priorità non può essere la produttività. Per questo, chiediamo che l’Amministrazione chiarisca espressamente con un messaggio che eventuali riduzioni di attività in questo momento saranno opportunamente neutralizzate.
Roma, 11 marzo 2020
FP CGIL FP CGIL
Antonella Trevisani Matteo Ariano
Al Capodipartimento DAG MEF
dott.ssa Valeria Vaccaro
CapoDipartimento.dag@Pec.Mef.Gov.it
Al responsabile relazioni sindacali
dott. Michele Nardone
relazionisindacali.dag@mef.gov.it
Oggetto: mancata applicazione direttive in merito allo smart working
La scrivente O.S. FP CGIL sta ricevendo numerose segnalazioni dagli uffici centrali e periferici del MEF riguardo una applicazione estremamente diversificata e non allineata con le disposizioni della Funzione Pubblica, del Governo e dello stesso DAG – circolare del Capo dipartimento 6 marzo 2020- sulla applicazione dello smart working per l’emergenza Covid-19, a cui è seguita la “disciplina semplificata e d’urgenza in materia di lavoro agile presso il MEF”. Duole tornare a sottolineare che a disposizioni chiare e adeguate all’emergenza da parte del DAG e del Ministro non corrisponde applicazione effettiva da parte dei dirigenti. Sull’intero territorio nazionale si segnala che a molti lavoratori delle Commissioni Tributarie, anche delle zone “ex rosse” più colpite dall’epidemia, non è stato autorizzato da Roma lo smart working, se non in minima parte. Mentre le Ragionerie territoriali dello Stato sono state chiuse al pubblico sull’intero territorio, le CCTT sono aperte al pubblico e i dipendenti devono continuare a recarsi in ufficio. Alcune RTS, pur con la chiusura al pubblico, sono interessate da autorizzazioni di soli 7 giorni in sw, che non coprono il periodo necessario al contenimento. Si sono verificati casi in Uffici centrali del bilancio in cui è stato autorizzato lo smart working per un solo giorno, visto che i dipendenti dell’amministrazione controllata sono in smart working e calano i carichi di lavoro : “un forte rallentamento tale da non giustificare un alto ricorso a tale strumento deve far si che il contemperamento delle esigenze governative si possa ottenere attraverso altre tipologie di assenza”, scrive un Dirigente, sostanzialmente negando ai dipendenti MEF quanto autorizzato ai dipendenti di altri Ministeri, e chiedendo di interrompere la prestazione lavorativa e di assentarsi. Si segnalano casi di dirigenti “illuminati”, che hanno aiutato i lavoratori con le domande e autorizzato prestazioni di lavoro agile 4 o 5 giorni su 5, organizzando le presenze minime e collaborando alla tutela della salute pubblica. Appare quindi ancora più intollerabile e incomprensibile la condotta dei Direttori e Dirigenti che stanno limitando l’accesso al lavoro agile ai dipendenti MEF, e quindi sostanzialmente bloccando l’attività lavorativa in favore di soluzioni deresponsabilizzanti in termini di progetto e monitoraggio, quali ferie e recuperi, che ricadono sulle spalle dei lavoratori.
Si segnala infine la necessità di una programmazione per i lavoratori addetti alle portinerie e agli accessi che tuteli la loro salute e sicurezza. Questa OS chiede pertanto un intervento immediato di controllo e coordinamento da parte di codesto Capodipartimento nei confronti dei Dirigenti che disponga procedure autorizzative univoche e allargate al più ampio numero di lavoratori. Alla luce delle decisioni comunicate dal Capo del governo nella serata dell’11 marzo, le nostre richieste assumono carattere di urgenza indifferibile. Confermando lo spirito di collaborazione per superare l’emergenza comune, questa OS resta in attesa di formale riscontro.
Fp Cgil nazionale
Americo Fimiani
FP Cgil Roma Lazio
Francesca Valentini
Alla c.a.
Segretario Generale MiBACT Dott. Salvatore Nastasi
Direttore Generale Organizzazione Dott.ssa Marina Giuseppone
Dirigente Servizio Relazioni Sindacali Prof. Alessandro Benzia
Al Direttore Generale ABAP Arch. Federica Galloni
Al Direttore Generale Musei Dott. Antonio Lampis
Al Direttore Generale Archivi Dr.ssa Annamaria Buzzi
Al Direttore Generale Biblioteche Dr.ssa Paola Passarelli
Oggetto: Emergenza Corona Virus. Fruizione ferie e utilizzo smart working.
Le scriventi OO.SS., in riferimento all’emergenza in atto dovuta alla diffusione del Corona Virus ed alla previsione di cui all’art. 2 comma 1 lettera s) del DPCM 8 marzo 2020 segnalano che diverse Direzioni Regionali Museali, Soprintendenze, Biblioteche, Archivi o Musei autonomi stanno procedendo in modo unilaterale alla messa in ferie di ufficio del personale, in particolare a quello impegnato nelle funzioni di vigilanza. È appena il caso di sottolineare che le sopracitate disposizioni nulla mutano rispetto alla regolamentazione delle fasi di richiesta e concessione delle ferie contenuta nell’art. 28 del CCNL. Si ritiene altresì opportuno incentivare l’uso dello smart working per tutto il personale, compreso il personale di accoglienza e vigilanza e tecnico, operatori e assistenti, così come da Circolare 16/2020 del Segretariato Generale, oltre che per questi ultimi favorire lo svolgimento di tutte le attività proprie dei diversi profili in collaborazione con il personale della III area così come indicate a titolo esemplificativo nella nota unitaria del 9 marzo u. s.
A tal fine si chiede un incontro urgente anche in videoconferenza per valutare tutte le modalità con le quali si possono rendere compatibili le esigenze organizzative e la tutela dei lavoratori nel rispetto delle ultime disposizioni. Si resta in attesa di sollecito riscontro
Distinti saluti
FP CGIL CISL FP UIL PA
Claudio Meloni Giuseppe Nole’/ Valentina Di Stefano Federico Trastulli
Al Direttore INL Dott. Leonardo Alestra
Al Direttore Centrale delle risorse umane, Finanziarie e Logistica Dott. Giuseppe Diana
Al Direttore Centrale Vigilanza, Affari Legali e Contenzioso Dott. Danilo Papa
Oggetto: RICHIESTA MISURE COVID-19
Le scriventi sigle fanno riferimento alla situazione in corso, che coinvolge tutti i lavoratori dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro.
Nel prendere atto delle note tempestivamente diramate a tutti gli Uffici in questi giorni, a fronte del rischio concreto e sempre maggiore che gli uffici dell’Ispettorato divengano un veicolo di contagio diffuso ed incontrollato per i lavoratori e per la stessa utenza, chiede urgentemente all’Amministrazione di adottare ulteriori ed impellenti misure volte a garantire il personale ed evitare la propagazione del virus.
In particolare, si chiede:
– di avviare una robusta e capillare campagna informativa presso la cittadinanza, precisando che gli uffici territoriali sono contattabili per via telefonica e utilizzando la mail ordinaria e PEC istituzionali, e laddove strettamente necessario richiedere un appuntamento;
– di coinvolgere i Medici competenti, i RSPP ed RLS per la integrazione e/o modifica immediata dei Documenti di Valutazione dei Rischi delle sedi, in relazione alla condizione emergenziale attuale, destinare a tal fine, ai Direttori, risorse aggiuntive e di pronta e immediata disponibilità per l’acquisto di DPI e consentire in tempi rapidi gli adeguamenti necessari e opportuni per gli uffici (ad es., postazioni front-office munite di schermi di protezione, percorsi obbligatori di accesso dell’utenza, sistemi di chiamata delle code, citofoni ed interfoni, guardiania, portierato, ecc.);
– di accelerare tutte le procedure per consentire l’utilizzazione da remoto per tutto il personale del sistema di protocollazione informatica, al fine di poter interagire con l’ufficio, smistare e rispondere ai messaggi di posta elettronica, le richieste dell’utenza e la possibilità di accesso al sistema informatico SGIL anche per il personale del processo legale al fine di poter utilizzare i file ispettivi per poter redigere da remoto le ordinanze-ingiunzione;
– di adottare nel più breve tempo possibile tutte le procedure per dotare il personale di apparecchiature informatiche tali da rendere immediatamente fruibile l’attività di smart-working, Nel caso non vi siano pc portatili immediatamente disponibili, si chiede di voler configurare a breve quelli dei colleghi, così da garantirne la più ampia adesione;
– di intervenire presso i competenti Ministeri laddove, per qualunque causa, non fosse possibile il ricorso a modalità flessibili e lo svolgimento a distanza
della prestazione lavorativa, al fine di considerare, l’assenza dei genitori di figli minori quale “servizio prestato a tutti gli effetti di legge” come recita l’articolo 19, comma 3, del D.L. n.9/2020, essendo questa un’assenza forzata “imposta dai provvedimenti di contenimento del fenomeno epidemiologico da COVID-19”.
Crediamo che questa fase emergenziale possa finalmente far comprendere la necessità di dotarsi di servizi online o di piattaforme informatiche che agevolino l’utilizzo delle nuove forme di svolgimento della prestazione lavorativa – ivi compreso l’accesso al processo civile telematico, la cui mancanza obbliga ancora oggi il personale al deposito cartaceo presso le cancellerie – e l’importanza del personale informatico specializzato che, pur privo da anni di riconoscimenti, sta dando prova anche in questi giorni di disponibilità e competenza.
Chiediamo, altresì, che la situazione attuale sia presa in considerazione ai fini di un immediato ricalcolo della produttività degli uffici, al fine di evitare che la riduzione delle attività possa poi ripercuotersi negativamente sul salario accessorio di tutto il personale.
FP CGIL Matteo Ariano
CISL FP Michele Cavo
UIL PA Bruno Di Cuia
Lettera aperta
L’EMERGENZA RICHIEDE AZIONI RESPONSABILI E TEMPESTIVE
NON E’ PIU’ TOLLERABILE LA MANCATA ATTUAZIONE DELLE DISPOSIZIONI GOVERNATIVE SULLO SMART WORKING DA PARTE DI A.I.D.
– Al Ministro della Difesa
On.le Lorenzo Guerini
– Al Sottosegretario delegato
On.le Angelo Tofalo
– All’Agenzia Industrie Difesa
E,p.c.
– Stato Maggiore della Difesa
– Segretariato Generale della Difesa
– Direzione Generale del Personale civile
Oggetto: AID – Emergenza sanitaria e misure contenimento contagio COVID – 19. I lavoratori di AID figli di nessuno?
Siamo nuovamente costretti a denunciare, anche in questo caso, il grave ed inaccettabile ritardo nell’assunzione delle indispensabili disposizioni attuative rivolte al contenimento dell’emergenza corona virus e all’utilizzo delle necessarie misure di contrasto al possibile contagio che avrebbero dovuto essere diramate in favore del personale civile impiegato nelle sedi e strutture di Agenzia Industrie Difesa, e che invece ci risulta siano state adottate solo in questi ultimi due giorni da quella direzione, malgrado le note e reiterate direttive fornite dal Governo attraverso i diversi DPCM fin qui assunti e le conseguenti disposizioni emanate dal vertice politico ed amministrativo del Ministero. Ciò, a giudizio della scriventi, considerata la gravità del momento, denota un’intollerabile mancanza di responsabilità dell’agenzia nei confronti della collettività e della salute e della sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori dipendenti. Che rischia addirittura di assumere i contorni dell’inaudita gravità in ragione dei comportamenti a dir poco irresponsabili di cui si è venuti a conoscenza in queste ore, e che riguardano taluni dirigenti di stabilimenti che hanno deciso – non è dato sapere se motu proprio o se autorizzati da AID – di prendersi le ferie senza aver prima dettato le necessarie disposizioni o lasciato indicazioni sulle misure da adottare nel caso specifico, come nel caso del Direttore dello stabilimento di Gaeta, o di modulare incredibilmente l’esigenza di produttività dell’Ente pur a condizioni date offrendo incentivi al personale – e in questo caso pare che la direzione di AID sapesse – disposto ad essere distaccato presso aziende private, con conseguente viaggio e soggiorno in altre regioni, come nel caso del Direttore dello stabilimento di Capua. Un’Agenzia lasciata irresponsabilmente in balia degli eventi per giorni e giorni, lavoratori che oggi rischiano di essere travolti dall’emergenza sanitaria senza che nei loro confronti sia stata tempestivamente espressa una sola parola di tutela e indicazione sugli strumenti contrattuali e di legge agibili nella drammatica occasione, ovvero in linea con le predette disposizioni governative che, auspichiamo, almeno in sede locale possano essere state adottate dalle restanti direzioni di stabilimento, pur in assenza di tempestivi indirizzi nazionali. Il ricorso al lavoro agile, ad esempio, è stato previsto e incentivato dalle recenti norme di legge e direttive governative, nonché dallo stesso Gabinetto del Ministro, con il preciso scopo di diminuire la presenza del personale all’interno degli enti e contenere la diffusione del contagio da corona virus.
Come già rappresentato da FP CGIL CISL FP e UIL PA nelle precedenti lettere del 5 e 8 marzo u.s., e prima ancora in quella del 27 febbraio, tutte rimaste ancora senza risposta, delle quali chiediamo immediata considerazione, il drammatico momento traversato dal Paese non può e non deve consentire in nessun caso alla dirigenza di AID ingiustificabili ritardi e/o titubanze nell’emissione delle necessarie direttive di contrasto alla diffusione del COVID – 19, come si è visto potenzialmente dannosissime per la salute dei lavoratori civili, delle loro famiglie e dell’intera collettività. Verrà poi il tempo dell’analisi e della discussione.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Sandro Colombi
Roberto De Cesaris Franco Volpi
COMUNICATO
In questi ultimi giorni in tutto il paese si sono registrate proteste crescenti negli istituti penitenziari di tutta Italia utilizzando come pretesto la sospensione dei colloqui con i familiari per prevenire la diffusione del Covid-19.
E se da un lato le proteste hanno evidenziato un sistema penitenziario molto fragile, dall’altro hanno mostrato la straordinaria professionalità delle donne e degli uomini di Polizia penitenziaria di ogni ruolo nello svolgere il proprio lavoro in circostanze emergenziali originate da situazioni già gravi. Il loro intervento di mediazione e contenimento è stato decisivo e tempestivo nel sedare le proteste rinunciando a congedi e riposi. Questa è stata una grande dimostrazione dell’alto senso del dovere e unità del Corpo di tutti gli operatori di Polizia penitenziaria impegnati nel ripristino degli equilibri del Paese.
A loro, il nostro più sentito apprezzamento.
Il coordinatore nazionale Fp Cgil
Polizia penitenziaria
Stefano BRANCHI
Pubblichiamo il – Prot. m_dg.DGMC.11/03/2020.0015027.U – Prevenzione della diffusione del contagio da Coronavirus (Covid 19) – Ulteriori indicazioni per il personale di Polizia Penitenziaria
Al DIRETTORE Agenzia Dogane e Monopoli
Prof. Marcello Minenna
Roma
Oggetto: Covid-19. DPCM 9 marzo 20220. Richiesta ulteriori disposizioni atte a contrastare la diffusione del virus e a salvaguardare la salute dei dipendenti dell’Agenzia.
Gentilissimo Direttore, in relazione alle ultime misure varate dal Governo per il contenimento della propagazione del Covid-19 e basate principalmente sulla rarefazione massima degli assembramenti e di contatti tra le persone, le scriventi OO.SS. chiedono l’immediata diramazione di univoche direttive che indichino in maniera dettagliata quali attività siano da considerare “inderogabili” e riconducibili alle “comprovate esigenze lavorative” per le quali il lavoratore è autorizzato agli spostamenti sul territorio. Ciò consentirebbe che ai lavoratori che non rientrano in tali tipologie di essere assegnati a prestazioni in smart working, ovvero in caso di momentanea impossibilità di utilizzo di tale modalità, il ricorso a forme analoghe di prestazione lavorativa presso la propria abitazione. Le scriventi fanno inoltre presente che in molte realtà territoriali non risultano essere state convocate le Organizzazioni sindacali per affrontare nello specifico le esigenze dei singoli Uffici e per delineare nuove forme di “flessibilità di orario” come invece richiesto nella Sua circolare dell’08.03.2020 e dalle disposizioni emanate dalla Presidenza del Consiglio. Si segnala infine, perché non ben specificato e purtroppo di fatto oggetto di singolari dubbi interpretativi da parte di taluni dirigenti territoriali, che sarebbe utile integrare il punto 1 – Attività di controllo – della Direttiva da Lei emanata in data 8 marzo, con le attività riguardanti anche il settore delle “accise”. I provvedimenti del Governo, dettati da una reale e diffusa situazione di pericolo, hanno generato nei Lavoratori grande allarme e preoccupazione per la garanzia del loro diritto, costituzionalmente garantito, alla salute che va preservato con ogni adeguata misura. In tal senso le scriventi, chiedono un Suo puntuale e tempestivo intervento e restano in attesa di riscontro Distinti saluti.
Roma 10 marzo 2020
FPCGIL CISLFP UILPA CONFSAL/Unsa
Iervolino Fanfani Procopio Veltri
Pubblichiamo la disposizione testé emanata dal Segretariato Generale del Mibact che amplia la misura del ricorso al lavoro agile in applicazione delle ultime disposizioni governative che hanno rafforzato su tutto il territorio nazionale le misure di prevenzione.
Vi invitiamo a curarne la puntuale applicazione negli Uffici specificando che la stessa estende agli Afav, nei giorni non direttamente impegnati nelle funzioni di tutela e custodia dei siti, e che tali disposizioni hanno carattere imperativo verso tutti gli Uffici dell’Amministrazione, per cui non occorre attendere alcuna ulteriore direttiva da parte delle Direzioni Generali. Restiamo a disposizione per qualunque richiesta di chiarimento
Cari saluti
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale Mibact
Pubblichiamo la nota ricevuta in data odierna in cui l’amministrazione, dopo le precedenti circolari ministeriali e la nostra netta opposizione, ripristina il diritto allo straordinario ed al riposo compensativo per tutti i lavoratori impegnati per l’attività nell’ambito delle commissioni e sottocommissioni elettorali circondariali, come da parere Aran.
Pubblichiamo la circolare che dispone la chiusura temporanea degli Sportelli Unici per l’Immigrazione quale misura in materia di contenimento del diffondersi del
virus COVID-19.
Adelaide Benvenuto
Fp Cgil Ministero Interno