VOGLIAMO PARTECIPAZIONE VERA, NON DI FACCIATA
Il CCNL delle Funzioni Centrali ha istituito, all’art. 6, l’organismo paritetico per l’innovazione, al fine del coinvolgimento partecipativo delle oo.ss. in tutto ciò che abbia una dimensione progettuale, complessa e sperimentale, di carattere organizzativo dell’Amministrazione.
Proprio per questo, non possiamo assolutamente accettare il semplice invio di una informativa su argomenti e tematiche di competenza dell’OPI.
Ci riferiamo, in particolare, all’informativa sul decentramento territoriale, ricevuta pochi giorni fa via mail. Se da un lato registriamo con favore il passo indietro rispetto all’intenzione della precedente Presidenza di chiudere diverse Agenzie sul territorio – che avrebbe determinato un incomprensibile arretramento dell’Istituto, proprio nel momento in cui si parla di un Istituto che vuole mettere il cittadino al centro dei propri servizi –, dall’altro notiamo come vi sia un elemento aggiuntivo, non discusso ai tavoli: le maggiori competenze assegnate alle Agenzie.
Ci chiediamo se il Presidente sia a conoscenza di quest’ulteriore aspetto o se stia firmando una determina il cui contenuto gli è stato solo parzialmente esplicitato.
Ci chiediamo, inoltre, se il comportamento dell’Amministrazione non appaia schizofrenico: mentre si attivano dei gruppi di lavoro con il coinvolgimento della dirigenza dell’Istituto, che devono occuparsi anche della futura organizzazione interna, si trasmettono alle OO.SS. bozze relative ad assetto organizzativo di qualche territorio e regolamento su agenzie territoriali.
Si sta giocando su più tavoli contemporaneamente?
La stessa emanazione della circolare n. 103 sul front-end, che contestiamo e continuiamo a contrastare duramente nel merito, risulta anche un atto anomalo in una fase di studio e discussione sulla riorganizzazione dell’Istituto.
L’INPS, i suoi dipendenti e i cittadini hanno estrema necessità di un’organizzazione che funzioni, per garantire qualità ed efficienza dei servizi alla cittadinanza e benessere organizzativo ai lavoratori.
Per questo, scelte dell’Amministrazione che continuano sulla strada dell’unilateralità – violando il CCNL – e dell’autoreferenzialità di un nucleo ristretto di soggetti, vanificando anche lo studio, l’analisi e il lavoro di elaborazione della collegialità della dirigenza – voluto dal Presidente –, risultano un segnale pericoloso per l’Istituto nel suo complesso.
Per questo, La Cgil chiede la convocazione nei primi giorni di settembre dell’OPI per un vero confronto su riorganizzazione, modello organizzativo, modello di servizio e decentramento territoriale.
Roma, 2 agosto 2019
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FP CGIL |
FP CGIL |
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Antonella Trevisani |
Matteo Ariano |
DALLA NOTA FANTASMA
ALLA PROCEDURA FANTASMA
Già qualche mese fa, con altro comunicato avevamo evidenziato come la vicenda dei laboratori per l’innovazione fosse nata male, per la mancata pubblicazione della nota di istituzione, scrivendo espressamente di “nota fantasma”.
Speravamo che la successiva gestione avrebbe preso finalmente una piega diversa ma, come spesso purtroppo avviene in questa Amministrazione, ci sbagliavamo.
Alla nota fantasma è seguita – logicamente? – una procedura altrettanto fantasmatica: tra le centinaia di domande provenienti da tutta Italia sono state selezionate solo alcune, senza dare atto dei criteri di scelta impiegati e senza comunicare a tutti i partecipanti l’esito finale della selezione.
Quale innovazione si ritiene di poter attuare in mancanza di trasparenza?
Da quanto ci è parso, inoltre, questi laboratori non sembrano un modo per coinvolgere i territori nella costruzione di una progettualità già presente nei vertici ma, al contrario, appaiono più un modo per “scaricare” sui lavoratori coinvolti un’assenza di visione specifica del futuro dell’INL.
Senza voler nulla togliere alle colleghe e ai colleghi scelti, che saranno indubbiamente persone preparate e di valore, siamo francamente stufi di questo modo di procedere dell’Amministrazione che, anche in quest’occasione, riteniamo sia stato superficiale e irrispettoso della voglia dei lavoratori di dare il proprio concreto contributo.
Chiediamo, quindi, che si esplicitino modalità e criteri utilizzati per la ripartizione del personale selezionato all’interno degli Ispettorati Interregionali, nonché per la formazione delle graduatorie e, quindi, come questi abbiano portato all’individuazione dei colleghi destinati ad essere componenti dei laboratori dell’innovazione e le correlative motivazioni in ordine agli esclusi. In assenza di riscontro – un incontro sul tema è chiedere troppo? –, provvederemo ad effettuare le opportune segnalazioni agli organi competenti, ritenendolo rilevante ai fini della svolta verso la costruzione di una Agenzia improntata ai principi di trasparenza, responsabilizzazione, merito e premialità.
In quella stessa sede, ci aspettiamo di conoscere dall’Amministrazione anche quali obiettivi si intende realizzare e con quali tempistiche, considerando che questi non potranno non avere un impatto anche su altre materie, oggetto di confronto o contrattazione sindacale.
Roma, 2 agosto 2019
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Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL Matteo Ariano |
COMUNICATO
Riunione al Dap sulla ridefinizione delle piante organiche del Corpo negli istituti peniten-ziari. Si è conclusa da poco la quinta riunione al Dap sulle modalità di ridefinizione delle piante organiche della Polizia penitenziaria. Durante questo incontro, la parte pubblica si è resa conto che l’organico risultante dal “medium test” non è sufficiente per permettere al perso-nale in servizio di lavorare in sicurezza negli istituti e senza occupare più posti di servizio contemporaneamente, per questo a deciso di prendere in considerazione gli organici deri-vanti dall’ “Ideal test”, organici che superano quelli attuali e che dovrebbero far fronte alle attuali problematiche. Questo è quello a cui sta puntando allo stato attuale, il passo succes-sivo dovrà essere quello di provvedere all’assunzione di più personale per coprire il gap. La parte pubblica inoltre ha lamentato che non tutti gli istituti hanno risposto alla loro ri-chiesta di dati circa il carico di lavoro che il personale svolge durante il turno, a ciò la Fp Cgil ha di nuovo fatto notare che indipendentemente dal fatto che non hanno ottenuto ri-sposto dagli istituti è noto a tutti che il carico di lavoro è ormai a dir poco insostenibile e che per avere notizie certe in tutti gli istituti italiani sarebbe opportuno investire su l’uso di tecnologie, esemp. dei codici a barre per monitorare gli spostamenti della popolazione detenuta e comprendere quindi la mole di lavoro degli operatori penitenziari. Infine, possiamo ritenere soddisfacente il lavoro dell’Amministrazione che tiene in consi-derazione ciò che abbiamo sempre denunciato. Vi terremo aggiornati sui futuri sviluppi, la riunione è aggiornata al 26 settembre.
Il coordinatore nazionale Fp Cgil Pol.Pen.
Stefano Branchi
SUL CCNI SIAMO PRONTI
ALLA MOBILITAZIONE!
Nel corso dell’incontro del 31 luglio non si è parlato solo di progressioni verticali ma anche dello stato dell’arte del CCNI 2018, ancora arrestato dagli organi di controllo esterno (Ministero dell’Economia e delle Finanze e Dipartimento della Funzione Pubblica). Si è tenuto, infatti, nella mattinata del 31 luglio, il previsto incontro con i rappresentanti di quelle Amministrazioni, per verificare se le osservazioni presentate dall’Inps fossero state accolte o no. Da quanto ci è stato rappresentato da parte datoriale, gli organi di controllo insistono sulle loro posizioni e quindi il CCNI resta bloccato almeno per un altro mese:
– riguardo al TEP, “si nutrono alcune perplessità”, in quanto le sue finalità “non appaiono del tutto in linea con il principio della valorizzazione del merito. […] Sul punto si chiede la riformulazione dell’articolo in argomento”. Detto in parole povere: dovete legare il TEP alla valutazione della performance organizzativa e individuale, come previsto dalla Brunetta in poi, trasformandone gli importi da fissi a variabili, altrimenti non va bene.
– le indennità per particolari compiti sono possibili solo se vi siano effettive “attività disagiate, pericolose, dannose per la salute ovvero comportanti specifiche responsabilità”. Detto in parole povere: dovete tagliare alcune di queste indennità.
– le indennità per posizioni organizzative sono possibili solo “ove i predetti compensi o indennità di natura accessoria siano correlati a causali e condizioni formalmente e oggettivamente diverse. […] Si chiede pertanto lo stralcio delle colonne della tabella di cui al comma 1 rubricate “indennità di responsabilità specifica” e “indennità di responsabilità esterna”, riconducendole alle previsioni di cui all’art. 14 recante “Compensi per lo svolgimento di particolari compiti e funzioni”. Detto in parole povere: dovete tagliare una parte dell’indennità prevista per le PO e, solo se si tratta di attività disagiate, pericolose, dannose per la salute ovvero comportanti specifiche responsabilità, potete farla
diventare indennità per particolari compiti. Altrimenti tagliate e basta.
Al tavolo nazionale – seguiti da altri – abbiamo espressamente parlato di un attacco politico alla contrattazione di secondo livello, che ha un preciso mandante, a nostro parere: il Ministero della Pubblica Amministrazione. Non ci importa se gli esecutori siedano al MEF, al DFP o provengano dalle stesse file dell’Inps.
Non accetteremo che la contrattazione integrativa possa essere limitata nella sua naturale funzione che è, appunto, quella di integrare in meglio le previsioni della contrattazione di comparto. Se dopo la pausa agostana non ci saranno ulteriori sviluppi, avvieremo una serie di assemblee sui territori, per informare i lavoratori su quanto sta accadendo, in previsione di una mobilitazione nazionale a difesa dell’attività di contrattazione e dell’autonomia negoziale.
Roma, 2 agosto 2019
FP CGIL FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani
MANCATA ATTUAZIONE DELL’ACCORDO DEL 26 APRILE 2017 FIRMATO DA CGIL CISL UIL UNSA INTESA
E PUBBLICAZIONE DEL BANDO DI CONCORSO PER FUNZIONARI
CGIL CISL E UIL:
AL VIA IL CONTENZIOSO CON GLI ATTI DI DIFFIDA
Con l’accordo sottoscritto il 26 aprile 2017 da CGIL CISL UIL UNSA e INTESA l’amministrazione si era impegnata a porre in essere una serie di iniziative volte a realizzare la progressione giuridica ed economica (cd. Riqualificazione) per il personale dell’amministrazione giudiziaria il quale, nella sostanza dall’assunzione, aveva ottenuto solo una progressione economica nel 2010. In particolare con l’accordo in parola, integralmente recepito in un decreto ministeriale ossia in un atto avente il contenuto della legge, l’amministrazione avrebbe dovuto realizzare, secondo una tempistica indicata nel dettaglio, in aggiunta alle progressioni economiche 2017 (già realizzata) e 2018 (in corso di realizzazione):
progressioni giuridiche nelle aree (cambi di profilo attraverso lo strumento della flessibilità);
progressioni tra le aree (transito degli ausiliari in area seconda e passaggio dei contabili e degli assistenti informatici e linguistici in area terza);
scorrimento integrale entro il 30.6.2019 delle graduatorie per funzionari giudiziari e funzionari NEP ex art.21 quater della L.132/15.
Come è a tutti noto, nulla di quanto previsto è stato fatto. Anzi le decisioni adottate o annunciate dall’amministrazione sono inequivocabilmente dirette ad impedire l’attuazione complessiva del predetto accordo.
Solo dopo la dura presa di posizione unitaria e le iniziative di mobilitazione messe in atto in questi mesi siamo riusciti ad imporre una corretta interpretazione della norma che consente di anticipare rispetto alle assunzioni gli scorrimenti delle graduatorie ex art. 21 quater. In prima istanza l’amministrazione aveva rappresentato la necessità di una norma ad hoc per operare tali scorrimenti. Ma, a fronte di concreti esempi di corretta applicazione normativa avvenuti in altre Pubbliche Amministrazioni forniti da CGIL CISL e UIL, l’amministrazione medesima ha fatto marcia indietro ed ha annunciato la volontà di procedere parzialmente ed in maniera ancora insufficiente agli scorrimenti stessi a partire dal mese di gennaio 2020. Ma al momento nessun atto concreto è stato posto in essere. In particolare il mancato utilizzo dello strumento del fabbisogno, che consente di rimodulare gli organici delle e tra le aree, nel solo limite del rispetto del monte salari (ossia a parità di spesa), pregiudica lo scorrimento integrale delle graduatorie formate in attuazione dell’art. 21 quater e gli stessi cambi di profilo all’interno delle aree ex art.20 CCNI. La mancata previsione nella programmazione triennale delle assunzioni del passaggio dei contabili, degli assistenti informatici e degli assistenti linguistici in area terza si pone in contrasto con la espressa previsione dell’art. 21 quater L.132/2015 che prevede e finanzia integralmente tale procedura. La prevista assunzione di oltre duemila tra funzionari giudiziari, cancellieri esperti e 400 direttori di fatto rinvia ad un tempo non definito il transito in tali figure professionali rispettivamente dei cancellieri esperti, degli assistenti giudiziari e dei funzionari giudiziari.
Un ulteriore schiaffo ai lavoratori della Giustizia è stato dato dal bando di concorso per 2329 funzionari tra cui 2242 funzionari giudiziari. Orbene con il predetto bando l’amministrazione ha messo a concorso posti per funzionario giudiziario corrispondenti nella sostanza alle attuali scoperture in tale figura professionale per cui di fatto ha “riservato” agli esterni il 100% dei posti disponibili. Nessuna riserva di posti è stata prevista per gli idonei della graduatoria ex art.21 quater L.132/15 per funzionario giudiziario né per le altre figure professionali delle aree seconda e prima così come nessuna previsione di assunzione è stata fatta per i funzionari UNEP. Inoltre a dimostrazione ulteriore della scarsa attenzione verso coloro che in questi anni difficili si sono caricati sulle spalle l’erogazione dei servizi della Giustizia con abnegazione e svolgendo spesso mansioni superiori, ai lavoratori interni, in possesso dei titoli culturali per partecipare alla procedura, non viene riconosciuto, a differenza di altri, alcun punteggio aggiuntivo rivendicabile in base ai servizi prestati nei ruoli del Ministero. E’ questa un’altra grave ingiustizia che non può passare sotto silenzio.
Ferme restando le iniziative già adottate (sciopero del 28 giugno scorso) e quelle che si adotteranno a partire dal prossimo mese di settembre e delle quali sarà data adeguata e tempestiva informazione, riteniamo necessario avviare da subito iniziative di tutela individuale dei lavoratori anche al fine di evitare speculazioni da parte di non meglio precisati comitati spontanei che chiedono soldi anche per il mero inoltro di atti di messa in mora. Tali iniziative saranno adeguatamente supportate dagli uffici legali delle federazioni territoriali di CGIL CISL e UIL.
Pubblichiamo gli atti di diffida per: i cancellieri e gli ufficiali giudiziari che, collocanti nelle graduatorie di merito formate in applicazione dell’art. 21 quater L.132/2015, attendono da due anni di transitare rispettivamente nelle figure del funzionario giudiziario e del funzionario UNEP; gli ausiliari che attendono da dieci anni di transitare in area seconda in attuazione dell’art.64 comma 1 lett. b) del CCNI 29.7.2010; i contabili, gli assistenti informatici e gli assistenti linguistici che attendono da tre anni la pubblicazione del bando per il transito in area terza ex art.21 quater L.132/2015; tutti gli altri lavoratori interessati al cambio di profilo all’interno dell’area di appartenenza (funzionari, assistenti giudiziari, operatori giudiziari, conducenti automezzi).
I colleghi interessati vorranno compilare i predetti moduli e trasmetterli a mezzo posta elettronica certificata all’indirizzo gabinetto.ministro@giustiziacert.it.
In merito ai contenuti del bando, CGIL CISL e UIL si riservano l’adozione di iniziative all’esito di una sua attenta lettura e di concerto con i propri uffici legali.
Roma, 31 luglio 2019
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FP CGIL |
CISL FP |
UIL PA |
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Russo |
Marra |
Amoroso |
Care colleghe e cari colleghi, care compagne e cari compagni,
nella mattinata di oggi 10 maggio abbiamo siglato l’ipotesi di accordo per il rinnovo del CCNL OPERE VALDESI per il triennio giuridico 2017/2019.
L’accordo prevede incrementi, a regime, di 75,00 € sul C2, riparametrati per tutte le altre categorie e posizioni economiche, il che corrisponde a un incremento percentuale del 5,26%.
Le decorrenze degli aumenti sono: 30,00 € al 1/07/2019, 30,00 € al 1/11/2019 e 15,00 € al 1/03/2020.
A questo si aggiunge una una-tantum per la frase pregressa 2013/18, pari a 400,00 € complessivi per tutte le categorie e posizioni economiche, riproporzionati per anzianità e orario di lavoro, che saranno erogati in due rate, il 1 luglio 2019 e il 1 marzo 2020.
Tra gli elementi che maggiormente valorizzano il nuovo testo contrattuale, citiamo la l’inserimento di nuove tutele per le fasce deboli (congedi, aspettative e permessi), il contingentamento dei rapporti di lavoro precari e atipici, il rafforzamento della contrattazione decentrata, il riconoscimento dei tempi di vestizione in orario di lavoro, l’introduzione della banca delle ore, l’aumento delle maggiorazioni per lavoro supplementare/straordinario e l’aumento delle indennità per lavoro ordinario notturno e festivo.
Ora l’ipotesi di accordo dovrà essere sottoposta alla consultazione delle lavoratrici e dei lavoratori, da completarsi entro il 14 giugno 2019: a tal proposito, vi invieremo nei prossimi giorni i volantini, i testi dell’accordo ed il verbale per le assemblee.
FP CGIL
Michele Vannini
CISL FP
Franco Berardi
UIL FPL
Bartolomeo Perna
Coordinamenti Nazionali Agenzia Entrate
POER…ULTIMO ATTO
In data 30 aprile u.s., le scriventi avevano formalmente richiesto al Direttore dell’Agenzia non solo la pubblicazione delle graduatorie di merito per l’attribuzione delle Poer ma anche di conoscere le modalità ed i criteri di attribuzione degli incarichi.
A questa nostra sollecitazione è seguita, ieri sera, una formale convocazione delle scriventi.
Nel corso dell’incontro il direttore Maggiore ha comunicato che:
Le graduatorie di merito saranno pubblicate, distinte per regione, sull’intranet dell’Agenzia.
Solo dopo questo adempimento, il Direttore dell’Agenzia (e solo lui) attribuirà formalmente gli incarichi
Il criterio che sarà adottato per il conferimento dell’incarico stesso è il rispetto del posizionamento in graduatoria, fatta salva la possibilità per ogni vincitore della procedura di rinunciare al tipo di incarico proposto.
Abbiamo espresso, ovviamente, soddisfazione per questa scelta di trasparenza nell’attribuzione degli incarichi che, a nostro avviso, valorizzando la posizione in graduatoria, mette al riparo l’Agenzia da “sospetti” di sperequazione ed arbitrarietà.
Va, comunque, chiarito che in caso di una o più rinunce agli incarichi, l’Agenzia provvederà a pubblicare anche la graduatoria degli idonei cui attingerà per la copertura dei posti eventualmente rimasti vacanti.
Analoga soddisfazione non avevamo, invece, potuto esprimere per l’avvio della riorganizzazione una settimana prima della conclusione procedurale per l’attribuzione delle Poer, inizialmente prevista intorno al 20 maggio, circostanza questa che avrebbe obbligato l’Agenzia all’attribuzione di nuove deleghe temporanee in coerenza con i nuovi Uffici attivati ….è di stamattina la notizia che, in accoglimento delle richieste di parte sindacale, il Direttore dell’Agenzia ha deciso di posticipare l’avvio della riorganizzazione al 1° giugno p.v.
Si sta per chiudere, quindi, un capitolo, quello delle POER e della conseguente riorganizzazione, gestito con modalità in gran parte dei casi criticabili e, a nostro avviso, incapaci di assolvere allo scopo di individuare le migliori professionalità.
Si chiude un capitolo che ha “paralizzato” per mesi i vertici dell’Amministrazione completamente assorbiti solo dalla selezione Poer, lasciando sconcertato tutto il restante personale, e acreando un caos organizzativo e procedurale di cui non avevamo proprio bisogno .
Ma le responsabilità di queste scelte sono, però, completamente in capo all’Agenzia…speriamo ora di poter riprendere il cammino contrattuale per gli interessi di tutto il personale
Roma, 10 Maggio 2019
FP CGIL CISL FP UILPA CONFSAL/UNSA FLP
BOLDORINI SILVERI CAVALLARO SEMPREBONI CEFALO PATRICELLI
Oggetto: assemblee dei lavoratori dell’ENAC – preannuncio di stato di agitazione
Le scriventi OO.SS. – facendo riferimento a quanto emerso dalle assemblee dei lavoratori tenutesi presso le Direzioni Operazioni dell’ENAC in data 25 marzo e 16 aprile 2019 (già condiviso con Lei attraverso l’invio dei verbali che si allegano alla presente per pronta visione) e alle precedenti note unitarie sul tema – rilevano che ad oggi nessuna delle misure da Lei prospettate in occasione dell’incontro del primo aprile scorso hanno prodotto effetti nei confronti delle criticità avanzate.
In particolare:
• In merito alla cronica carenza di personale in organico presso le D.O. (tema ormai comune a tutta la struttura dell’Ente), la preannunciata proposta da presentare al Consiglio di Amministrazione del nuovo Piano per la dotazione organica non ci risulta essere stata portata in discussione; nel frattempo, paradossalmente, dobbiamo riscontrare la assoluta inerzia dell Ente nel promuovere azioni propedeutiche al mantenimento in organico di due ispettori ad ala rotante con il contratto a tempo determinato in scadenza al 30 apriile 2019.
• Nonostante i buoni propositi e l’istituzione di infruttuosi gruppi di lavoro, permane l’assenza di qualunque iniziativa in tema di semplificazione e snellimento del lavoro dei professionisti, a dispetto di quanto condiviso in occasione della convention “Ripensiamo l’ordinario” del 04/04/2017; tale contingenza sta ormai rendendo insostenibile il carico di lavoro gravante su ciascun professionista e sta deteriorando pesantemente l’ambiente lavorativo e la qualità della vita di tutti i dipendenti;
• Per quanto riguarda le attività di sorveglianza e vigilanza nei vari domini, e la discussa intenzione dell’Amministrazione di ridurre (in difformità a quanto determinato dal tool PBO dell’Ente) il tempo da dedicare alle ispezioni, gli obiettivi di struttura assegnati al personale dai Direttori Operazioni, continuano ancora a riportare la dicitura “riduzione”;
• Sul tema dei team COA nazionali, nonostante le disponibilità manifestate in occasione dell’incontro del primo aprile da Lei e dal Direttore Centrale Vergari, ad oggi sono state disattese le raccomandazioni formalizzate dalle scriventi sul tema e, al contempo, sono stati nominati il giorno seguente i team nazionali COA (ala fissa e ala rotante) senza fornire i criteri oggettivi impiegati per la selezione degli specialisti.
• Anche il 2018 è stato un anno mancato per le iniziative di sviluppo del personale; i professionisti del secondo e terzo livello continuano a maturare ritardi nella progressione di carriera. Perdurano situazioni di grave sbilancio tra la responsabilita degli incarichi professionali assunti e il corrispondente livello retributivo. ENAC-PROT-08/05/2019-0052179-A
• Sul riordino delle strutture periferiche dell’Ente e del paventato accorpamento DO e DA, l’auspicato incontro tra tutti i Direttori Operazioni e i Direttori Aeroportuali promosso dal Lei, non ha ancora avuto luogo ne ci risulta sia stato pianficato; al contempo, gli atti contenenti nei pochi indirizzi su temi comuni (es. PEA) e da Lei annullati, hanno lasciato il personale di dette direzioni senza precise direttive;
Considerato che: • le giuste rivendicazioni dei dipendenti dell’Ente non possono restare inascoltate ulteriormente; • le ragioni dell’insoddisfazione dei lavoratori sono state da tempo palesate e sottoposte all’attenzione dell’Amministrazione senza sensibili miglioramenti; • un tentativo di confronto con Lei è stato tentato in occasione dell’incontro del 01/04/2019 ma – come sopra rappresentato – non si sono concretizzate al fine di attenuare le criticità rilevate; in assenza di chiari ed inequivocabili riscontri e/o di azioni concrete e misurabili entro la corrente settimana, il prossimo lunedì 13 maggio 2019 le scriventi OO.SS. proclameranno lo stato di agitazione del personale professionista delle Direzioni Operazioni , riservandosi di valutare, in occasione di apposite assemblee, l’estensione a tutto il personale dell’ENAC .

In allegato il comunicato a tutti i lavoratori sulla situazione dell’INAIL.
In data 7 maggio 2019 l’Amministrazione ci ha fornito informativa sullo stato di approvazione dell’ipotesi di CCIE 2018.
I Ministeri vigilanti (MEF e Funzione Pubblica) hanno restituito il documento con alcune osservazioni, sia formali sia di merito : alcune facilmente superabili, altre di maggior peso (ad es. sull’importo complessivo del Fondo).
La prossima settimana il Segretario Generale e il Capo del Personale dovrebbero ottenere un’ interlocuzione diretta prima con il MEF e poi con Funzione Pubblica per produrre controdeduzioni, con l’obiettivo di superare i rilievi di maggior impatto per il personale.
Poiché negli anni passati i ministeri vigilanti non hanno sollevato alcuna obiezione sulla costituzione del Fondo e sull’utilizzo di risorse aggiuntive (“progetto speciale”), la lettura che l’Amministrazione ha fornito di questo nuovo atteggiamento è legata al ricambio quasi totale della Dirigenza ministeriale e ad una possibile carenza di informazioni rispetto alle peculiarità del nostro Ente (Decreto 101/2013 e conseguente Regolamento interno di contabilità).
Ovviamente questo stop ci preoccupa in generale, ragion per cui abbiamo chiesto all’amministrazione di fornirci nel dettaglio i rilievi mossi, per valutarne la portata e decidere le nostre azioni conseguenti; e in particolare pone sub iudice le eventuali contrattazioni decentrate di posto di lavoro, relative alla percentuale di personale destinatario della maggiorazione del coefficiente di merito partecipativo individuale.
Spiace constatare che il nostro impegno a concludere un Contratto Integrativo in tempi ottimali, cioè nell’annualità di riferimento, con l’ambizione anche di farne il battistrada per la contrattazione integrativa del Comparto Funzioni Centrali (è la prima ipotesi di contratto integrativo sottoscritta dopo l’entrata in vigore del nuovo CCNL) venga frustrato da 5 mesi di attesa della “bollinatura”, che rischiano di allungarsi ulteriormente.
Ha fatto seguito l’illustrazione, da parte del Dott. Brandi, dello stato di realizzazione del piano di diffusione della digitalizzazione. Sono partite ad oggi 29 sedi, con l’eccezione di Cosenza (rinviata per cause di forza maggiore) e non sono state registrate particolari criticità. Al 3 maggio erano state lavorate in GUT circa 9600 formalità, di 62 tipologie diverse : risultano prevalenti le formalità già maggiormente “gettonate” (passaggi di proprietà, radiazioni, duplicati, ecc.).
Siamo tuttavia ancora dinanzi ad una procedura che non sarà quella definitiva del Documento Unico, in quanto manca ad oggi ancora la parte MCTC, che dovrebbe realizzarsi nel periodo luglio-settembre 2019. Nello stesso periodo sarà data la possibilità, anche agli studi di consulenza, di utilizzare la medesima procedura di digitalizzazione : si tratta di un bacino potenziale di 6.000 agenzie.
A questo proposito, il Dott. Brandi ha riferito di un cambio di clima nei rapporti con UNASCA, rapporti più sereni rispetto al passato : prova ne è l’accoglienza positiva della decisione di anticipare ad ottobre 2019 lo scenario che, per norma, dovrà realizzarsi dal 01.01.2020, così da testare in “ambiente protetto” l’operatività delle procedure relative al Documento Unico.
Da ieri inoltre è a regime il sistema di prenotazione: sul punto abbiamo richiesto chiarimenti sulla gestione dell’utenza “non prenotata”. Infatti la circolare prevede l’obbligatorietà della prenotazione, che può però scontrarsi con esigenze effettive e degne di tutela, che a loro volta possono generare comportamenti non uniformi sul territorio : è stata data indicazione di gestire queste variabili in base al “buon senso” e comunque rinviando la decisione al responsabile di struttura o al Dirigente. Sono emerse, da parte degli Uffici, segnalazioni di carenze ed anomalie, nonché proposte di miglioramento della procedura , che – nei limiti del possibile – saranno utilizzate per migliorare la procedura.
Dati i riflessi comunque immediatamente percepibili sulla distribuzione dei carichi di lavoro (front-office, convalida nazionale,…..) abbiamo sollecitato l’apertura della contrattazione, prima a livello nazionale e poi a livello di sede di lavoro, relativa ai riflessi delle nuove procedure sulla qualità del lavoro.
FP CGIL ACI – FP CISL ACI – UIL PA ACI ACP – CONFINTESA FP ACI – CONFSAL UNSA ACI
Figliuolo Semprini Piccirilli De Santi Cappelli
Oberosler
Proseguono le riunioni tecniche tra le amministrazioni interessate al riordino in oggetto e, parallelamente, prosegue il confronto del tavolo paritetico tra l’amministrazione penitenziaria e le organizzazioni sindacali rappresentative della Polizia Penitenziaria.
Durante l’ultimo dei suddetti confronti, che si è svolto ieri, i rappresentanti della parte pubblica hanno fatto un resoconto delle riunioni con le altre amministrazioni e hanno presentato, come chiesto dalla Fp CGIL, una stima dei costi dei correttivi che erano stati prospettati per la Polizia Penitenziaria.
Purtroppo, da tale stima, è emerso quello che la Fp CGIL aveva più volte anticipato, ossia che le risorse stanziate dal Governo per i correttivi al riordino delle carriere non consentono di fare quasi nulla di quello che le organizzazioni sindacali avevano chiesto con il documento unitario dell’undici dicembre 2018.
Preso atto della realtà dei fatti, la Fp CGIL ha ribadito ancora una volta le priorità da portare avanti con i pochi fondi a disposizione, che restano l’unificazione del ruolo agenti/assistenti e il superamento delle sperequazioni che si sono create con i precedenti riordini a danno di parte del personale del ruolo dei sovrintendenti e degli ispettori. Abbiamo chiesto alla delegazione di parte pubblica di insistere su questi temi al tavolo con le altre amministrazioni, che ricordiamo essere quello in cui vengono assunte le decisioni finali, e attendiamo i futuri sviluppi della vicenda.
Il Coordinatore Nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini
Al Direttore
Dott. Leonardo Alestra
Al Direttore Centrale Risorse Umane
Dott. Giuseppe Diana
OGGETTO: CHIARIMENTI URGENTI
La scrivente organizzazione sindacale ha necessità di avere chiarimenti urgenti in merito a quanto segue.
Lo scorso 12 marzo viene chiuso l’interpello di cui alla nota prot. INL 181 del 14 febbraio, con la nomina del dott. Giuseppe Nucci dirigente della “Direzione centrale pianificazione strategica, organizzazione, tecnologie e innovazione”. Non ci risulta, invece, sia mai stato aperto alcun interpello per la “Direzione centrale controlli, trasparenza e comunicazione”, sebbene sembrerebbe che lo stesso DC Nucci abbia assunto incarico ad interim anche di questa seconda Direzione Centrale, essendo anche emessi degli atti nei quali il DC si firma come tale. Se si trattasse di incarico ad interim, come mai sul sito dell’INL non è avvenuta la pubblicazione dell’iter di questo secondo incarico, senza cui la nomina ad interim non ha validità giuridica, ai sensi della normativa sulla trasparenza?
Sulla base di questo presunto interim sono stati aperti gli interpelli per i tre uffici della “Direzione centrale controlli, trasparenza e comunicazione”. Ora, noi non vorremmo affatto che eventuali irregolarità sul presunto incarico ad interim possano poi inficiare a cascata anche questi tre interpelli e, pertanto, chiediamo gentilmente ci sia chiarito questo dubbio.
Sempre l’11 aprile sono stati aperti altri interpelli: per tre uffici della “Direzione centrale pianificazione strategica, organizzazione, tecnologie e innovazione”, per tre uffici della “Direzione centrale controlli, trasparenza e comunicazione” e per l’ufficio V della “Direzione centrale risorse umane, finanziarie e logistica”. Non capiamo, però,
come mai non sia stato aperto interpello anche per l’ufficio IV della “Direzione centrale pianificazione strategica, organizzazione, tecnologie e innovazione” e gradiremmo saperne il motivo.
Sugli uffici messi a bando, peraltro, soltanto due sono stati aperti a tutti i funzionari, ai fini della nomina come dirigente di seconda fascia, ai sensi dell’art. 19, comma 6, D.Lgs. 165/2001 e non comprendiamo il perché di questa limitazione. Inoltre, ai sensi della normativa vigente, gli incarichi dirigenziali ex art. 19, comma 6, possono essere conferiti entro il limite dell’8 per cento della dotazione organica dei dirigenti di seconda fascia. Avendo l’INL 94 dirigenti di seconda fascia, il numero di questi incarichi conferibili è pari a 8. Poiché ad oggi ci risultano 7 incarichi dirigenziali conferiti ai sensi dell’art. 19, comma 6, a nostro parere, quindi, l’INL avrebbe a disposizione solo un altro incarico da conferire ai sensi dell’art. 19, comma 6. Come mai, invece, sono stati messi a bando 2 incarichi ex art. 19, comma 6?
Ci rammarichiamo, infine, del fatto che le competenze richieste per la titolarità dell’Ufficio I – “Audit, anticorruzione e trasparenza” siano soltanto relative all’audit e vorremmo capirne il motivo.
Lo abbiamo già scritto e lo ribadiamo con forza anche in quest’occasione: l’INL, in quanto soggetto che si sta strutturando e sviluppando ora, ha bisogno ora più che mai di chiarezza nelle procedure e nelle nomine. In assenza di questo, non vediamo quel cambiamento tangibile a 360° così fortemente auspicato dai lavoratori, finora rappresentato soltanto dalla nomina del nuovo Direttore di quella che vorrebbe diventare una Agenzia.
Restiamo, pertanto, in attesa di avere chiarimenti urgenti rispetto a quanto sopra rilevato.
Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano