Purtroppo, ancora una volta dopo la vicenda dell’accordo sugli incentivi ai funzionari tecnici, non siamo stati in grado di sottoscrivere un accordo nazionale, quello sul piano di valorizzazione 2019.

Firmato da tutti gli altri, ad eccezione dell’UNSA, che ha espresso una posizione simile alla nostra.

Vi alleghiamo la nota a verbale con la quale motiviamo la nostra, speriamo momentanea, non adesione, dalla quale si evincono le ragioni di fondo del nostro disaccordo.

Vogliamo esprimere forte dispiacere nel constatare come le nostre ragioni non siano state assolutamente prese in considerazione dalle altre OO.SS. e questo, a nostro parere, getta un’ombra sui rapporti unitari con CISL e UIL. E che ci porta ad amare considerazioni sulla precarietà di rapporti che parevano consolidati ma che, nell’ultimo periodo, sembrano prendere strade diverse e più legate agli interessi specifici di sigla, che noi certamente rispettiamo, ma che con uguale certezza non condividiamo anzitutto nel metodo, e su questo faremo una riflessione approfondita rispetto al prosieguo del confronto su quel tavolo.

Le ragioni che ci hanno portato ad esprimere contrarietà sono riassumibili anzitutto in riferimento ad una tempistica della contrattazione che è stata volutamente portata a ridosso delle scadenze che danno avvio al piano, a partire dalla Notte dei Musei prevista per il 18 di questo mese. Ovvero il DG Musei aveva pronto il piano da un mese e a noi ci è stato chiesto di valutarlo in mezza giornata. Furbizia inaccettabile a fronte di una performance del piano 2018 che ancora una volta ha visto dopo il 2018 una cifra pari a più di un milione di euro non spesa e andata in economia. In poche parole ancora una volta non sono state risolte criticità che derivavano esattamente dall’impostazione del piano precedente che invece ci è stata riproposta pari pari per l’anno in corso, facendo perdere soldi ai lavoratori.

Non abbiamo avuto alcuna valutazione formale sulle criticità che non hanno consentito la piena performance economica del piano 2018, che ci desse modo di valutare eventuali correttivi e proposte di integrazione ai progetti presentati, non abbiamo contezza dei numeri dei potenziali partecipanti, laddove, per stessa ammissione dell’Amministrazione, non vi è stata alcuna verifica sulla loro effettiva consistenza ed abbiamo assistito ad una curiosa contrattazione sulle tariffe il cui aumento, certamente positivo, è stato motivato sulla base del fatto che lo stesso, parametrato percentualmente al milione di euro scomparso, potesse da solo risolvere il problema. Non è così, evidentemente: se il piano rimane quello presentato non è possibile aumentare le tariffe perché sforerebbe il budget dei 5 milioni di euro complessivi, a meno che non si riduca la platea dei potenziali partecipanti e inoltre il milione di euro non può essere considerata una cifra fissa ma evidentemente variabile in ragione del tasso di partecipazione dei lavoratori al progetto, ovvero può aumentare o diminuire. Noi peraltro avevamo chiesto di fare una valutazione sulla distribuzione dei progetti, tenendo conto dei luoghi della cultura che sono ai limiti massimi della loro fruizione e che non hanno bisogno di questi progetti, o almeno di una parte degli stessi, dirottando le risorse su Istituti dove effettivamente c’è un problema di promozione culturale della fruizione.

Ma tutto questo non sembra avere preoccupato sia l’Amministrazione che i nostri valorosi colleghi, che si sono precipitati a sottoscrivere l’accordo.

Noi invece ci siamo preoccupati ed abbiamo chiesto all’Amministrazione di chiarire le questioni che abbiamo rilevato, dimostrandoci peraltro disponibili a sottoscrivere un accordo stralcio che intanto consentisse l’effettuazione della Notte dei Musei, chiedendo di verificare entro la prossima settimana tutto il resto in modo da addivenire ad un accordo che garantisse realmente gli obiettivi di valorizzazione e che soprattutto desse reali garanzie dell’utilizzo di tutta la somma stanziata.

Invece ci è stato proposto di avviare un monitoraggio intermedio rispetto ad una programmazione che è rimasta la stessa e che si dipana per tutto l’anno, comportando per gli Uffici una attività di programmazione degli eventi che al momento non pone in grado nessuno di fare previsione sul numero di adesioni e su quali Istituti aderiranno o meno a tutte le iniziative previste. Quindi, sempre a nostro modesto avviso, i correttivi dovevano essere preventivi e non successivi, e questo abbiamo tentato di dire evidentemente inascoltati.

Da qui la decisione di non sottoscrivere in attesa di avere i dati e le informazioni richieste che trovate nella nota a verbale. Dati che ci devono essere consegnati, sia chiaro, indipendentemente se l’Amministrazione, come sembra si sia impegnata, ci convocherà o meno per una nuova riunione sull’argomento.

Ma ci pare che da qualche tempo ci si muova con l’intento di isolare la CGIL sul tavolo di trattative, e questo, se possibile, ci dà maggiore forza e convinzione nel portare avanti le nostre battaglie.

FP CGIL Nazionale
Claudio Meloni

La nostra nota a verbale:

La FP CGIL non sottoscrive l’accordo sul Piano di Valorizzazione 2019 sulla base delle seguenti motivazioni:

  • il Piano di Valorizzazione è stato presentato alle OO.SS. in data 7 maggio 2019, quando risulta essere stato formalizzato dal D.G. Musei in data 4 aprile 2019;

  • non risultano verificati i numeri dei potenziali partecipanti;

  • è stata riscontrata, rispetto al Piano 2018, una minore spesa pari a 1 milione di euro, somma andata in economia;

  • l’Amministrazione ha dichiarato di avere effettuato un monitoraggio, rispetto alle criticità rilevate nel 2018, di cui non si conoscono gli esiti analitici, anche in relazione ad una opportuna rivisitazione dei progetto che consenta il pieno utilizzo delle risorse;

  • la FP CGIL, nell’ottica di una piena disponibilità alla ricerca di soluzioni,aveva proposto, nelle more della definizione delle criticità sopra rilevate, di fare un accordo stralcio che potesse consentire l’apertura della Notte dei Musei;

  • in tale contesto la FP CGIL ritiene che l’integrazione delle tariffe poteva essere definita a partire dall’evento della Notte dei Musei.

Sulla base di quanto sopra esposto la FP CGIL, nel ribadire l’esigenza di acquisire i dati ed i chiarimenti richiesti come condizione pregiudiziale ad una eventuale adesione all’accordo, si riserva, all’esito delle stesse, la valutazione in merito.

Verbale di definitiva sottoscrizione del Contratto Integrativo recante la disciplina per l’utilizzo del Fondo Risorse Decentrate anno 2018.

dopo la nostra richiesta di incontro unitaria del 22 febbraio u.s., i diversi solleciti verbali, si è svolto nella mattinata di oggi l’incontro sul percorso di individuazione del profilo professionale di Autista Soccorritore.

I rappresentanti della Commissione Salute della Conferenza delle Regioni, hanno riassunto i punti salienti della loro bozza di provvedimento istitutivo che prevede un percorso formativo articolato e diversi livelli di qualificazione.

Hanno anche tenuto a specificare che questa discussione è stata molto travagliata e rallentata nel tempo per la necessità di contemperare le esigenze delle aziende e degli enti pubblici, privati e di volontariato, che operano nel settore dell’emergenza/urgenza.

Pur non avendo avuto sinora la possibilità di esaminare il testo ufficiale della bozza nel dettaglio, che però ci è stato confermato non essere troppo differente da quelli che sono informalmente circolati lo scorso anno, abbiamo ribadito la nostra contrarietà nell’andare a prevedere un percorso formativo e di qualificazione così articolato, poiché abbiamo sempre ritenuto che le stesse funzioni debbano essere assicurate da profili professionali qualificati in modo omogeneo ed in qualunque ambito, al fine di implementare la qualità dei servizi di emergenza/urgenza che vengono erogati ai cittadini.

Abbiamo conseguentemente chiesto l’apertura di un confronto che entri nel merito del documento elaborato dal gruppo di lavoro della Commissione Salute e abbiamo concordato di rivederci mercoledì 22 maggio 2019.

Vi terremo informati sul prosieguo della discussione.

FP CGIL
Gianluca Mezzadri
CISL FP
Marianna Ferruzzi
UIL FPL
Maria Vittoria Gobbo

Sia chiaro: per noi la presunzione di innocenza secondo cui si è colpevoli solo quando si è condannati con sentenza passata in giudicato, vale per tutti.

Anche per i 4 funzionari del Provveditorato per le Opere Pubbliche di Palermo arrestati nell’ambito dell’indagine “Cuci e scuci” avviata dalla Procura del capoluogo siciliano. Sarà compito della Magistratura verificare le ipotesi di reato e, nel caso, condannare. Ma questo non può esimerci dal rimanere basiti, attoniti, quasi sbalorditi rispetto alle notizie che trovano ampia eco su tutta la stampa nazionale.

Rimanere sbalorditi circa le modalità, gli atteggiamenti con cui pochi lavoratori “infedeli” pongono in essere comportamenti criminosi, che vogliono sembrare, anelano apparire, come assolutamente consueti, quasi fossero normali.

E’ questa apparente normalità a sconvolgere. E’ come se tutti gli anticorpi di cui deve essere dotata una società civile si siano lentamente diluiti, fino a definitivamente disciogliersi in una logica corruttiva in cui tutto diventa banalmente, terribilmente, ovvio e consueto. Anche pretendere mazzette; anche contrattare sul prezzo di esse, fino, ovviamente, ad intascarle.

Un pensare alla cosa pubblica come qualcosa da predare, piuttosto che da preservare. Un pensare a se stessi piuttosto che alla comunità in una sorta di logica da cosi fan tutti, vagamente ed ecumenicamente assolutoria, che suona, oltre che falsa, anche vilipendio e sfregio nei confronti della maggioranza dei lavoratori pubblici che mai si sono acconciati al degrado morale, di tutti coloro che, caparbiamente, continuano a pensare in termini di moralità, come stella polare a cui attenersi e di bene pubblico da perseguire, seguitando a riferirsi alla legalità come qualcosa a cui attenersi e di cui essere fieri. Ebbene sappiano tutti questi lavoratori che noi siamo dalla loro parte. Senza se e senza ma. Sempre e comunque.


Il Coordinatore Nazionale MIT

Funzione Pubblica CGIL

Paolo Camardella

MIT – Chi fa e poi disfa non perde mai tempo

Dopo anni di blocco, lo scorso 19 settembre si erano siglati l’accordo e il regolamento per la ripartizione dell’incentivo per le funzioni tecniche previsto dall’articolo 113 del D. lgs. n. 50 del 2016. A distanza di sette mesi, il citato accordo non solo non è ancora operativo, ma, con il varo del Decreto c.d. “Sblocca Cantieri”, esso è destinato a rimanere solo un mero esercizio di stile, privo di effetti giuridici, in quanto viene modificato l’articolo 113 del Codice degli appalti.

Ora, al di là delle considerazioni di carattere generale secondo cui tale decreto, nel concreto, allenta i controlli e permette l’utilizzo sistematico del massimo ribasso, aprendo ulteriori praterie a corruzione e infiltrazioni mafiose, per il personale Mit rileva un problema circa le attività svolte sino all’entrata in vigore del decreto, posto che lo stesso ha escluso dall’incentivazione tutte le attività di programmazione della spesa per investimenti, di valutazione preventiva dei progetti, di predisposizione e di controllo delle procedure di gara e di esecuzione dei contratti pubblici, includendo, per contro, le attività di progettazione, di coordinamento della sicurezza in fase di progettazione ed esecuzione e di verifica preventiva della progettazione.

E’ evidente che sarà necessario che si tenga conto dei diritti quesiti dei lavoratori che hanno posto in essere la loro attività sulla base della superata normativa. Si rende pertanto urgente cominciare ad avviare un percorso che definisca la fase, ormai divenuta transitoria e avviare la discussione circa i nuovi criteri.

Il coordinatore nazionale MIT FP CGIL
Paolo Camardella

Al Ministro della Difesa

Dr.ssa Elisabetta Trenta

Egregio Ministro,

sono ormai trascorsi quasi 5 mesi dal congedo dell’ultimo direttore dalla Direzione generale del personale civile dell’A.D., sede tuttora vacante.

Da allora, ci risulta siano state avviate le procedure ordinarie per il bando di interpello rivolto ai dirigenti in possesso dei necessari requisiti di cui però, allo stato attuale, ancora non se ne conosce l’esito, ovvero non si sa se e quando verrà nominato il nuovo direttore.

Tale incresciosa situazione sta determinando il blocco di una serie di importanti attività, anche di natura negoziale, finendo per condizionare pesantemente l’esigibilità dei diritti da parte dei lavoratori coinvolti sanciti dalle norme vigenti e dal contratto collettivo nazionale.

A causa di quella mancata nomina, pur in presenza di altre importanti questioni rimaste tuttora in sospeso:

  • non si è potuto avviare il confronto tra le parti per la definizione del Contratto collettivo nazionale integrativo del quale, a suo tempo, le OO.SS. hanno prodotto e consegnato all’amministrazione una bozza;

  • non è stato possibile iniziare la trattativa sull’utilizzo del Fondo Risorse Decentrate per il corrente anno;

  • tarda la concreta applicazione di talune decisioni condivise tra le parti come, ad esempio, la già concordata revisione del protocollo d’intesa sulla mobilità del personale.

Circa quest’ultimo tema, ovvero le procedure afferenti la mobilità volontaria interna dei dipendenti civili, segnaliamo che a tutt’oggi, a fronte di poco più di 350 istanze di trasferimento note, e a distanza di oltre due mesi dalla scadenza del bando (3 marzo scorso), non è stata ancora pubblicata da parte della direzione generale la graduatoria provvisoria.

In proposito, riteniamo che il tempo fin qui trascorso sia stato più che congruo e, quindi, riteniamo di poter a giusta ragione sollecitare l’immediata pubblicazione della graduatoria in questione.

Abbiamo ritenuto necessario raggiungerla nell’occasione signora Ministro affinché in ragione delle criticità poc’anzi evidenziate possa far tenere quanto prima possibile la nomina del nuovo direttore generale del personale civile e favorire così l’avvio del confronto tra le parti sugli argomenti rimessi a quel tavolo, sui quali, come noto, molto alte sono le aspettative del personale della Difesa.

In attesa di cortese riscontro, con l’occasione rinnoviamo i più cordiali saluti,

        Fp Cgil                Cisl Fp               Uil Pa                   Confsal Unsa

Francesco Quinti   Massimo Ferri   Sandro Colombi     Gianfranco Braconi
                     Franco Volpi

Al Capo Dipartimento A. P.
Dott. Francesco BASENTINI
Roma
Direttore Generale del Personale e
delle Risorse del D.A.P.
Dott. Pietro BUFFA
Roma
E, p.c. Al Direttore dell’Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ida DEL GROSSO
Roma

Oggetto: concorso straordinario per titoli per la nomina alla qualifica iniziale del ruolo dei sovrintendenti.

In merito al concorso in oggetto codesta amministrazione ha emanato una ministeriale che invita i candidati, che risultino utilmente classificati in più graduatorie, a scegliere in quale permanere, per poter poi far scorrere le suddette graduatorie. Tale scelta, però, è complicata dalla presenza nelle stesse del personale che è stato recentemente no-minato vice ispettore, di quello posto in quiescenza e altro.

Per quanto sopra esposto si chiede di adottare misure che consentano al persona-le di evitare di incorrere in errori e di essere collocato nella graduatoria più vantaggiosa per l’inserimento nel ruolo.

Il Coordinatore nazionale Fp Cgil
Polizia Penitenziaria
Massimiliano Prestini

Circolare ministeriale 0139472U del 3.5.2019.

Circolare ministeriale n. 0139319U del 3.5.2019.

Oggetto: Tirocinanti della giustizia amministrativi – considerazioni e proposte in relazione allaprevisione di assunzione tramite centri per l’impiego _ formazione ai sensi dall’art. 50 del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114: i tirocinanti selezionati dal Ministero della giustizia nell’ambito dell’Ufficio per il processo (art. 50, comma 1-quater) e i tirocinanti impiegati in progetti regionali (art. 50, comma 1-quinquies).

Quadro Normativo
L’art. 1, comma 307, della legge 30 dicembre 2018, n. 145 (Bilancio di previsione dello Stato per l’anno finanziario 2019 e bilancio pluriennale per il triennio 2019-2021) stabilisce che il Ministero della giustizia è autorizzato ad assumere un contingente massimo di 3.000 unità di personale amministrativo non dirigenziale (Area II e Area III) e indica la relativa ripartizione nel triennio 2019-2021. Inoltre, stabilisce che l’assunzione del personale dell’Area II, in particolare degli operatori giudiziari, è autorizzata mediante
avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento a norma dell’art. 35, comma 1, lettera b), del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165.
A tal fine, è espressamente prevista la “attribuzione di un punteggio aggiuntivo determinato dall’amministrazione”, a valere sulle graduatorie delle predette liste di collocamento in favore dei soggetti che hanno maturato i titoli di preferenza di cui all’art. 50, commi 1-quater e 1-quinquies, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 (rispettivamente i tirocinanti selezionati dal Ministero della giustizia nell’ambito dell’Ufficio per il processo e i tirocinanti impiegati in progetti regionali). Anche l’art. 14, comma 10-quater, del decreto-legge 28 gennaio 2019, n. 4, convertito, con modificazioni, dalla legge 28 marzo 2019, n. 26 (in materia di reddito di cittadinanza e di pensioni) ribadisce quanto stabilito nella legge di Bilancio 2019 circa le assunzioni mediante avviamento degli iscritti nelle liste dei centri per l’impiego, autorizzando il Ministero della giustizia ad effettuare assunzioni di personale non dirigenziale a tempo indeterminato, nel limite di 1.300 unità di II e III Area, avvalendosi delle facoltà assunzionali ordinarie per l’anno 2019.

Considerazioni
Il riferimento nelle predette norme all’assunzione di unità dell’Area II mediante avviamento degli iscritti nelle liste di collocamento trova il fondamento nella volontà del legislatore di valorizzare i percorsi formativi svolti da entrambe le categorie di tirocinanti amministrativi. Ciò emerge all’evidenza dal fatto che la legge di Bilancio 2019 riferisce a quelle categorie – e soltanto ad esse – l’espressa previsione di tali modalità assunzionali, per giunta con l’attribuzione di un punteggio aggiuntivo.
Ulteriore conferma si trae dalla considerazione dell’accordo del 26 aprile 2017, sottoscritto tra il Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria, del personale e dei servizi e le OO.SS. (Accordo su programmazione rimodulazione profili professionali e azioni di riqualificazione e promozione professionale del personale dell’Amministrazione giudiziaria). Esso già prevede che l’assunzione dall’esterno nel profilo di operatore giudiziario avvenga mediante le procedure previste dalla legge n. 56/1987 e successive modificazioni, ossia mediante avviamento degli iscritti nelle liste presso i centri per l’impiego. Pertanto, la previsione dell’ultima legge di Bilancio dell’assunzione di personale in Area II attraverso i centri
per l’impiego risulta non già motivata dalla semplice introduzione di quella forma di reclutamento (in effetti già possibile), bensì specificamente volta a valorizzare il percorso formativo e le competenze acquisite dalle categorie dei tirocinanti amministrativi, che hanno svolto mansioni di operatore giudiziario nelle cancellerie degli uffici giudiziari. L’obbiettivo della norma è di selezionare, tramite i centri per l’impiego, le migliori risorse, individuate dal legislatore nelle persone formate proprio per lo svolgimento delle mansioni tipiche della qualifica di operatore giudiziario.
È evidentemente incompatibile la sola applicazione dei meri criteri ordinari dei centri per l’impiego, che contrasterebbe tanto con l’espresso dettato normativo quanto con la ratio della legge di Bilancio 2019, che ha individuato la categoria di risorse della quale garantire l’assunzione a vantaggio della pubblica amministrazione a livello nazionale. Requisito di Professionalità (Attestato Professionalizzante)  Nonostante l’articolato percorso formativo durato 8 anni, qualcuno ha avanzato dubbi circa la sussistenza del requisito professionalizzante in capo alle categorie di tirocinanti amministrativi sopra menzionate, facendo leva sul fatto che il Ministero della giustizia non è un ente certificatore della professionalità. La certificazione della professionalità acquisita di operatore giudiziario costituirebbe un requisito di accesso all’avviamento degli iscritti nelle liste presso i centri per l’impiego. Questo argomentare, incentrato sulla asserita mancanza di un elemento formale (la certificazione di professionalità) è facilmente superabile, in ragione di due ordini di considerazioni convergenti.
Anzitutto esso trascura il dato normativo espresso a livello di legge; anzi, lo contraddice in modo clamoroso. Ma alla stessa conclusione si giunge ripercorrendo la successione delle norme che hanno via vi disciplinato l’intero percorso formativo.

La formazione è passata da una dimensione locale (provincia di Roma), ad una più ampia (regioni) e infine all’ambito nazionale statale. Si è trattato, quindi, di un percorso progressivo anche selettivo, come nel caso dei tirocinanti inseriti nell’Ufficio per il processo. Infatti, con d.m. del 20 ottobre 2015 il Ministero della giustizia ha indetto una procedura di selezione di 1502 tirocinanti, per lo svolgimento di un periodo di perfezionamento della durata di 12 mesi all’interno dell’Ufficio per il processo. A seguito della selezione, il bacino dei “Tirocinanti della giustizia -amministrativi” è stato diviso in coloro che sono stati inseriti nell’Ufficio per il processo e coloro che, esclusi da quest’ultimo, hanno potuto aderire nuovamente a percorsi regionali.
La terminologia delle norme ha espresso l’affinamento del percorso formativo, indirizzandolo ad una platea sempre più ristretta. Infatti, sinteticamente (limitando qui l’analisi al solo tirocinio supportato dal Ministero della giustizia):
– l’art. 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, come modificato dall’art. 1, comma 25, lettera c), della legge 24 dicembre 2012, n. 228 (legge di stabilità 2013), ha previsto “per il solo anno 2013, per consentire ai lavoratori cassintegrati, in mobilità, socialmente utili e ai disoccupati e agli inoccupati, che a partire dall’anno 2010 hanno partecipato a progetti formativi regionali o provinciali presso gli uffici giudiziari, il completamento del percorso formativo entro il 31 dicembre 2013 … La titolarità del relativo progetto formativo è assegnata al Ministero della giustizia”;
– l’art. 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, come modificato dall’art. 1, comma 344, della legge 27 dicembre 2013, n. 147 (legge di Bilancio 2014), ha previsto “per il solo anno 2014, nella prospettiva di migliorare l’efficienza degli uffici giudiziari e per consentire a coloro che hanno completato il tirocinio formativo presso gli uffici giudiziari a norma dell’articolo 1, comma 25, della legge 24 dicembre 2012, n. 228, lo svolgimento di un periodo di perfezionamento da completare entro il 31 dicembre 2014 … La titolarità del relativo progetto formativo è assegnata al Ministero della giustizia”;
– l’art. 37, comma 11, del decreto-legge 6 luglio 2011, n. 98, come modificato dall’art. 1, comma 12, del decreto-legge 31 dicembre 2014, n. 192 (c.d. “decreto Milleproroghe”), convertito, con modificazioni, dalla legge 27 febbraio 2015, n. 11, ha prorogato al 30 aprile 2015 lo svolgimento di un periodo di perfezionamento;
– l’art. 50, comma 1-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni dalla legge 11 agosto 2014, n. 114 e successive modificazioni, ha previsto che potessero far parte dell’Ufficio per il processo “per svolgere un ulteriore periodo di perfezionamento per una durata non superiore a dodici mesi, tenuto conto delle valutazioni di merito e delle esigenze organizzative degli uffici giudiziari, in via prioritaria a supporto dei servizi di cancelleria”;
– l’art. 1, comma 340, della legge 11 dicembre 2016, n. 232 (legge di Bilancio 2017), ha previsto che “al fine di consentire la definizione dei progetti avviati nell’ambito dell’ufficio per il processo con la partecipazione dei soggetti di cui all’articolo 50, comma 1-bis, del decreto-legge 24 giugno 2014, n. 90, convertito, con modificazioni, dalla legge 11 agosto 2014, n. 114, alla scadenza del periodo di perfezionamento di cui al predetto comma, è autorizzato, a domanda, lo svolgimento, da parte dei medesimi soggetti, di un ulteriore periodo di perfezionamento , per una durata non superiore a dodici mesi a decorrere dalla data di entrata in vigore della presente legge, presso gli stessi uffici giudiziari ove sono stati assegnati con decreto del Ministro della giustizia 20 ottobre 2015, pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 257 del 4 novembre 2015”;
– l’art. 1, comma 1121, della legge 27 dicembre 2017, n. 205 (legge di Bilancio 2018), ha previsto che “nelle materie di interesse del Ministero della giustizia, è disposta la seguente proroga di termini: all’articolo 1, comma 340, della legge 11 dicembre 2016, n. 232, il periodo di dodici mesi è prorogato sino al 31 dicembre 2018”.
A questo punto, appare privo di alcun fondamento – e, in tutta franchezza, inverosimile – ipotizzare che difetti il requisito professionalizzante, a fronte del compiuto svolgimento di un percorso formativo disciplinato dalla legge in forma così articolata (che probabilmente non ha eguali nell’ordinamento). È appena il caso di osservare come la volontà del legislatore così nitidamente espressa (come evidenziato nei precedenti paragrafi) sarebbe vanificata se il “punteggio aggiuntivo determinato dalla amministrazione” non fosse calibrato in modo adeguato. Occorre, in sostanza, che l’elemento qualificante, del tutto peculiare, costituito da un lungo processo di perfezionamento definito dalla legge si rifletta nel corretto impiego della discrezionalità attribuita all’amministrazione. Al di là della coerenza che solo in tal modo si avrebbe rispetto alle aspettative che il succedersi delle previsioni normative ha determinato, un punteggio aggiuntivo idoneo a riconoscere la specificità del percorso sopra descritto sarebbe l’unica forma di attuazione dell’art. 1, comma 307, della legge di Bilancio 2019 coerente con la lettera e con lo spirito della norma. Va da sé che siffatta prevalenza sotto la forma del punteggio aggiuntivo da attribuire ai partecipanti che hanno svolto il tirocinio di cui trattasi, compete in modo pieno a coloro i quali abbiano completato l’intero percorso normativo di cui si è detto, definiti dalla stessa previsione normativa, alla quale si fa riferimento, secondo il metodo di induzione a ritroso, partendo dalla legge di Bilancio 2019 sino alla previsione della legge 11 agosto 2014, n. 114, che identifica i due percorsi dell’Ufficio per il processo, conclusosi il 31 dicembre 2019 e di coloro che hanno completato al 30 aprile 2015 il periodo di perfezionamento del
completamento.

L’individuazione dei soggetti a cui il Ministero dovrebbe attribuire il punteggio ulteriore, tale da dare considerevole rilevanza alle diverse esperienze formative, potrebbe avvenire attraverso una dettagliata anagrafica che lo stesso Ministero della Giustizia potrà inviare a tutti i CPI individuati per la selezione degli operatori giudiziari.

Sarà altresì elemento di rilevanza l’aver svolto il percorso formativo nella regione in cui si farà la domanda, tenendo comunque in considerazione il pregresso formativo, nella formazione della graduatoria integrata, dalla quale sarà possibile attingere per coprire sia i 600 posti previsti dall’imminente bando, sia altri 600 operatori giudiziari, in una selezione per 600+600 operatori giudiziari presso il Ministero della Giustizia.

In conclusione si ritiene:
che l’esperienza formativa, così come descritta analiticamente nelle sue fasi, possa soddisfare la necessità di definire in via preferenziale requisiti specifici, maturati e riconosciuti dalla legge, nelle richieste da inviare ai Centri per l’Impiego per l’avvio della selezione; che la determinazione dei punteggi aggiuntivi sia definita in modo tale da consentire la condizione preferenziale stabilita dalla legge;
che vi sia la necessità di acquisire informazione preventiva sui criteri di distribuzione dei 600 posti sul territorio nazionale;
che si preveda un numero di idonei pari al numero dei posti messi a concorso e che venga prevista una ndurata almeno annuale della graduatoria, con possibili ulteriori scorrimenti a valere sulla programmazione assunzioni post 15 novembre 2019;
Su quanto sopra esposto, e tenuto conto dei tempi ristretti per l’attuazione del processo, si chiede di avere un incontro al fine di acquisire gli opportuni approfondimenti sugli orientamenti che codesta Amministrazione intende adottare.
Nel rimanere in attesa di sollecito riscontro si porgono distinti saluti.

Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale

Oggetto: Delibera N. 82/2019 del Consiglio di Presidenza (Nuovo Regolamento autonomo di amministrazione e contabilità) – Richiesta di incontro.

Le scriventi, a seguito della pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale n. 93 del 19 aprile 2019 della delibera del Consiglio di Presidenza n. 82/2019 recante modifiche al Regolamento autonomo di amministrazione e contabilità, ritengono necessario avviare al più presto possibile un confronto costruttivo con le SS.LL., e pertanto richiedono un urgente incontro, in vista della definizione della fase attuativa delle procedure, con particolare riferimento all’art. 2 bis (Valorizzazione delle risorse professionali), commi nn. 2 e 4 della citata delibera (decreto attuativo).

Queste OO.SS., che dialogano quotidianamente con i lavoratori e, per questo motivo sono a conoscenza delle preoccupazioni che il personale manifesta, ritengono tale passaggio fondamentale per risolvere eventuali problematiche e per rendere concrete le aspettative dei lavoratori, consentendo il soddisfacimento delle prerogative professionali ed economiche del personale amministrativo, con l’obiettivo di evitare che in fase applicativa possano accentuarsi tensioni derivanti dall’affermarsi di disparità di trattamento, con relative penalizzazioni.

Queste sigle sindacali colgono l’occasione per ribadire che attribuiscono la massima attenzione a tutte le iniziative in corso, anche di carattere parlamentare, rivolte ad elevare l’Istituto al ruolo che gli compete.

S. Di Folco   F. Amidani   U. Cafiero   A. Benedetti   F. Stefanangeli


 

Oggetto: Ripresa dell’attività negoziale – Richiesta di incontro.

Le scriventi OO.SS. chiedono con urgenza, al fine di tutelare le legittime aspettative del personale dell’Istituto, il riavvio della contrattazione sui seguenti argomenti:

– Accordo stralcio PEO (Progressioni economiche orizzontali);
– Fondo Risorse Decentrate 2018 (FRD 2018);
– Fondo Risorse Decentrate 2019 (FRD 2019).

In attesa di un sollecito riscontro alla presente richiesta, si saluta cordialmente.

S. Di Folco   F. Amidani   U. Cafiero   A. Benedetti   F. Stefanangeli

LA NOTA FANTASMA

Nelle scorse settimane è stata pubblicata su intranet una comunicazione del Direttore dell’INL riguardante la futura istituzione dei “laboratori per l’innovazione”.

La comunicazione iniziava così: “E’ stata diramata agli uffici del territorio la nota della neoistituita Direzione Centrale pianificazione strategica, organizzazione, tecnologie e innovazione avente ad oggetto “istituzione dei laboratori per l’innovazione”.

Ci spiace smentire il Direttore ma, dopo diverse verifiche, abbiamo potuto appurare che praticamente nessuno dei lavoratori dell’INL – o forse solo qualche “fortunello”? – ha ricevuto notizia di questa nota, risalente addirittura al 16 aprile scorso.

Siamo – come spesso capita in questa cosiddetta Agenzia – al paradosso: si istituiscono dei laboratori per l’innovazione per coinvolgere i lavoratori degli uffici territoriali, ma questi non ne sanno nulla.

Coinvolti a loro insaputa … Sarà forse questa, l’innovazione?

Noi crediamo che l’innovazione passi attraverso la trasparenza – ossia pubblicazione di simili note in intranet o, meglio ancora, invio tramite mail a tutti i lavoratori – e le pari opportunità – dare a tutte le lavoratrici e i lavoratori la possibilità di presentare la propria candidatura.

Per questa ragione, vi alleghiamo la nota fantasma, così che ognuno di voi possa presentare la candidatura al proprio dirigente, se lo ritiene opportuno.

All’Amministrazione chiediamo di posticipare il termine del 6 maggio, quale termine ultimo per la presentazione della propria candidatura, così da dare realmente possibilità di partecipare a chi lo desideri.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL

                   Matteo Ariano

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