“Il contratto nazionale della sanità privata non può restare ostaggio dei rapporti tra imprese e Regioni. Di fronte al grave rifiuto di AIOP e ARIS di aprire il confronto per il rinnovo del CCNL, abbiamo proclamato lo stato di agitazione nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata e richiesto al Ministero del Lavoro l’attivazione delle procedure di raffreddamento e conciliazione previste dalla normativa vigente. Una decisione necessaria per contrastare una situazione di stallo che non è più tollerabile e che continua a penalizzare decine di migliaia di professionisti che ogni giorno garantiscono cure, assistenza e servizi essenziali ai cittadini”.

Lo dichiarano congiuntamente Federico Bozzanca, Segretario Generale FP CGIL, Roberto Chierchia, Segretario Generale CISL FP, e Rita Longobardi, Segretaria Generale UIL FP, commentando la decisione delle associazioni datoriali AIOP e ARIS di subordinare l’apertura della trattativa alla preventiva copertura integrale dei costi contrattuali da parte delle Regioni.

“È una posizione incomprensibile e profondamente irresponsabile – proseguono – perché scarica sulle lavoratrici e sui lavoratori il peso di questioni che riguardano esclusivamente i rapporti tra soggetti datoriali e istituzioni regionali. Chi ogni giorno contribuisce al funzionamento del Servizio sanitario nazionale non può essere utilizzato come leva negoziale. Il rinnovo del contratto è un diritto che non può essere subordinato alle rivendicazioni economiche delle imprese nei confronti delle Regioni, mentre salari e condizioni di lavoro continuano a risentire pesantemente dell’aumento del costo della vita”.

“Ma la responsabilità di questa situazione – sottolineano Bozzanca, Chierchia e Longobardi – non può essere attribuita soltanto ad AIOP e ARIS. Anche il Ministero della Salute e la Conferenza delle Regioni hanno precise responsabilità nel perdurare di questa fase di stallo e devono assumere un ruolo attivo per favorirne il superamento. Non è accettabile che le questioni relative al finanziamento delle strutture sanitarie private accreditate si trascinino senza una soluzione, finendo per bloccare la contrattazione e negare il giusto riconoscimento economico e professionale a chi garantisce prestazioni sanitarie essenziali. Servono risposte concrete e un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire dalle istituzioni competenti”.

“Chiediamo quindi l’immediata apertura del tavolo per il rinnovo del CCNL AIOP-ARIS e un intervento concreto del Ministero della Salute e della Conferenza delle Regioni per rimuovere gli ostacoli che impediscono la ripresa del negoziato. Non accetteremo ulteriori rinvii né che il diritto al contratto venga sacrificato sull’altare dei rapporti economici tra imprese e istituzioni. Le lavoratrici e i lavoratori della sanità privata meritano rispetto, salari adeguati e il pieno riconoscimento della loro professionalità. Per questo abbiamo proclamato lo stato di agitazione nazionale e, in assenza di segnali concreti e immediati, siamo pronti a intensificare la mobilitazione con tutte le iniziative necessarie per arrivare al rinnovo di un contratto che non può più attendere, a partire dai presidi e dalle manifestazioni che si terranno nelle prossime settimane in tutti i territori”, concludono i Segretari generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fp.

2026_10_28_Tentativo obbligatorio di conciliazione e dichiarazione stato di agitazione per le lavoratrici e i lavoratori-CCNL.PDF

 

“E’ un contratto che fa compiere dei passi avanti. Ma per noi non è un punto di arrivo, bensì di ripartenza. Rivendichiamo di aver fortemente voluto, e ottenuto, una nuova indennità di comparto attraverso un apposito stanziamento di risorse provenienti dallo Stato, per contribuire a ridurre il gap salariale con gli altri comparti pubblici. Altro elemento importante è stato l’aver inserito una clausola di salvaguardia a tutela dei salari in presenza di aumenti non programmati dell’inflazione: è stato fin d’ora previsto per luglio 2027 un momento di incontro nel quale le parti valuteranno se lo scostamento dell’inflazione avrà penalizzato nuovamente i salari e, in caso, adottare provvedimenti conseguenti. Una misura pensata per difendere il potere d’acquisto di lavoratrici e lavoratori, anche questa introdotta per la prima volta”.
Lo ha dichiarato Federico Bozzanca, Segretario generale della Funzione pubblica Cgil, a margine della sottoscrizione definitiva del Contratto Collettivo nazionale di lavoro 2025-27 del comparto funzioni locali.
“Consideriamo altresì positivo – ha osservato – l’impegno che le parti hanno preso per il superamento di tutti i profili professionali ad esaurimento, a partire da quelli educativi e scolastici. Ad oggi però questo impegno non ha ancora trovato la sua soluzione legislativa e quindi continueremo ad insistere finché non si arriverà al risultato. Riteniamo inoltre fondamentale aumentare il fondo di perequazione e lavorare per un Piano di assunzioni straordinario. Priorità per le quali è necessario stanziare risorse economiche adeguate nella prossima legge di bilancio, per venire incontro alle esigenze del comparto e garantire i diritti di tutti i cittadini. Per questi motivi aderiremo convintamente allo sciopero generale del 20 novembre, promosso dalla Cgil, a tutela della dignità del lavoro pubblico”.


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“Liste d’attesa lunghe con oltre 4 milioni di prenotazioni che risultano ancora fuori tempo massimo, oltre 5,6 milioni di persone che rinunciano ad almeno una visita medica pur avendone necessità, personale sempre più in burn out, forti disuguaglianze territoriali e cittadini costretti troppo spesso a curarsi fuori regione: i dati Gimbe su Agenas e il rapporto Bes di Istat confermano, ancora una volta, che investire nella sanità pubblica è una priorità assoluta, come peraltro ha ricordato il Presidente Mattarella appena poche ore fa. Per questo come Funzione pubblica Cgil continueremo a sollecitare più risorse per il Servizio Sanitario Nazionale nella legge di bilancio, una seria politica di valorizzazione per il personale e un Piano straordinario di assunzioni, a partire dagli infermieri”.

Lo si legge in una nota di Fp Cgil.

“Come Funzione pubblica Cgil continueremo a mobilitarci per sostenere la proposta di legge di iniziativa popolare di Cgil e associazioni per raggiungere un finanziamento pari al 7,5% del Pil per la sanità: nel 2025 la spesa sanitaria pubblica in Italia si attesta al 6,2% del PIL, in calo rispetto al 6,3% del 2024, inferiore sia alla media OCSE sia a quella dei Paesi europei. In gioco c’è l’universalità del sistema sanitario pubblico e un diritto fondamentale dei cittadini: per continuare a denunciare questo grave sottofinanziamento e chiedere più personale, più investimenti e una seria politica di contrasto alle disuguaglianze territoriali, aderiremo allo sciopero generale del 20 novembre promosso dalla Cgil”, conclude la nota.

cgil cisl uil coronavirus

“Riparte in tutto il Paese la mobilitazione per il rinnovo del CCNL della Sanità Privata AIOP e ARIS. Dopo anni di attesa, rinvii, promesse disattese e tavoli inconcludenti, non consentiremo che migliaia di lavoratrici, lavoratori e professionisti continuino a essere ignorati. Chi ogni giorno garantisce cure, assistenza e continuità dei servizi sanitari ha diritto a un contratto rinnovato, a salari adeguati e al pieno riconoscimento della propria professionalità”.

Lo dichiarano le Segreterie nazionali di FP CGIL, CISL FP e UIL FP, annunciando un nuovo programma di iniziative diffuse su tutto il territorio nazionale.

“È una situazione che non può più essere tollerata – proseguono -. Prima il cosiddetto ‘emendamento della vergogna’ a danno del personale socio-sanitario che si è visto negare l’indennità di vacanza contrattuale, poi l’aggiornamento congelato dei DRG e i tavoli ancora bloccati. Una successione di rinvii che ha prodotto un unico risultato: il mancato rinnovo del contratto. Una situazione gravissima, la cui responsabilità ricade interamente su AIOP e ARIS, ma rispetto alla quale Governo e Regioni non possono continuare a sottrarsi alle proprie responsabilità istituzionali”.

“Le strutture della sanità privata accreditata operano all’interno del sistema sanitario, erogano servizi essenziali e beneficiano di risorse pubbliche. Non è accettabile che continuino a rinviare il rinnovo contrattuale, scaricandone interamente il costo sulle lavoratrici e sui lavoratori. Non può esistere una sanità di qualità costruita sulla compressione dei salari, sulla mortificazione delle professionalità e sulla negazione dei diritti. Per queste ragioni nelle prossime settimane rafforzeremo la pressione sindacale con presidi, assemblee, volantinaggi, iniziative pubbliche, attività di sensibilizzazione e manifestazioni davanti alle strutture interessate dalla vertenza”, aggiungono.

Una tappa centrale della mobilitazione, spiegano i sindacati, riguarderà le Regioni: “Promuoveremo iniziative davanti alle sedi regionali e chiederemo incontri ai Presidenti. Governo e Regioni non possono considerarsi estranei a questa vicenda né limitarsi ad assistere al blocco contrattuale che AIOP e ARIS continuano a portare avanti. Chi accredita le strutture, programma i servizi e finanzia l’assistenza con risorse pubbliche deve pretendere il rispetto della contrattazione collettiva e della dignità del lavoro. Chiediamo quindi un’assunzione di responsabilità concreta da parte delle istituzioni, che devono intervenire per sbloccare la trattativa e farsi garanti di un accordo che assicuri finalmente il rinnovo del contratto”.

“Non ci sono più alibi né giustificazioni che tengano. Serve l’apertura di un confronto vero e serve la volontà concreta di arrivare rapidamente al rinnovo del contratto, recuperando anni di ritardi e restituendo dignità economica e professionale alle lavoratrici e ai lavoratori. AIOP e ARIS devono assumersi le proprie responsabilità e Governo e Regioni devono fare la propria parte per arrivare a una soluzione. Se non arriveranno segnali concreti, la mobilitazione proseguirà e sarà ulteriormente rafforzata. Non ci fermeremo fino al rinnovo del contratto”, concludono FP CGIL, CISL FP e UIL FP.

Decreto carceri: Fp Cgil, una legge per pochi “eletti”

Ministro dimentica princìpi cardine giustizia minorile
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“Siamo sconcertati dalle dichiarazioni rilasciate dal Ministro Nordio sulla necessità di ‘spedire dietro le sbarre’ minori, auspicandone la detenzione anche in istituti per adulti. Il Ministro evidentemente dimentica sia la funzione costituzionale delle pene e dei princìpi cardine della giustizia minorile che la condizione in cui versano oggi le carceri che, come Fp Cgil, denunciamo da tempo”.

Lo afferma in una nota la segretaria nazionale della Funzione pubblica della Cgil, Giordana Pallone.

“Carenze strutturali con mancanza di spazi e strumenti idonei a svolgere ogni attività, criticità igieniche, problemi di sicurezza e organizzativi, insufficienza di personale, sia educativo che amministrativo che di Polizia Penitenziaria. Condizioni lavorative – osserva – nelle quali si opera quotidianamente che fanno sì che in molti istituti, come quello di Casal del Marmo a Roma dove oggi svolgeremo un’assemblea con le lavoratrici e i lavoratori proprio per denunciare il perdurare delle condizioni drammatiche in cui versa l’istituto, sia impossibile svolgere le attività trattamentali per i minori. Agli Istituti Penali per i Minorenni e alla giustizia minorile tutta, invece, deve essere restituita la vocazione originaria, quella di un contesto costruito a misura di minore incentrato sulla residualità della detenzione, sulla sua rieducazione e responsabilizzazione, su percorsi individualizzati e sull’analisi dei bisogni di ciascuno. Ciò può avvenire solo superando logiche emergenziali orientate esclusivamente a politiche securitarie e coercitive”.

Secondo Pallone, “il Ministro Nordio non dovrebbe invocare le ‘sbarre’: piuttosto si dovrebbe preoccupare di assicurare che il sistema possa offrire ai giovani ristretti (557 al 30 settembre 2026) e a tutti quelli in area penale esterna (18235) standard trattamentali e percorsi rieducativi in linea con l’ordinamento penale minorile e tali da porsi quale veicolo di concrete opportunità di risocializzazione, oggi fortemente messa in discussione per le politiche miopi di questo Governo che si preoccupa di aumentare le fattispecie di reato e non di prevenire il reiterarsi di quei reati attraverso l’aumento e la valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori impegnati nel sistema penale”.

Al Presidente AdEPP

Dott.. Alberto OLIVETI

Ai Presidenti delle Casse, degli Enti

e delle Fondazioni

D.Lvi 509/94 e 103/96

Oggetto: Misure per ridurre impatto costi carburante

Il contesto internazionale sta provocando, ormai da mesi, gravi effetti sul mercato energetico con prevedibili impatti sui costi dei beni energetici su cui abbiamo, già agli albori di questa crisi, posto l’attenzione delle Amministrazioni per gli effetti che ne sarebbero derivati per le lavoratrici e i lavoratori. Alla luce dei recenti incrementi, siamo a porre nuovamente alla attenzione dell’Amministrazione la necessità di adottare tutte le misure possibili al fine di ridurre gli effetti derivanti dall’incremento del costo del carburante e della vita sulla tenuta del potere di acquisto delle retribuzioni.

Il momento straordinario deve esigere, a nostro avviso, risposte straordinarie che tengano conto di fattori che, per quanto esterni al contesto lavorativo, incidono in modo significativo sulla vita quotidiana di migliaia di lavoratrici e lavoratori chiamate a spostarsi quotidianamente dalla propria dimora abituale al luogo di lavoro.

Si riafferma, pertanto, la necessità e l’urgenza di attivare, anzitutto, tutti gli strumenti previsti dal vigente CCNL che possano andare incontro alle esigenze di lavoratrici e lavoratori, nell’ottica di una maggiore flessibilità organizzativa.

In questa prospettiva, si chiede di prevedere un incremento delle giornate di lavoro agile e da remoto, anche superando la prevalenza della presenza in servizio.

Il perdurare della crisi internazionale e gli evidenti limiti del sistema di approvvigionamento di fonti energetiche oggi esistente nel nostro Paese, richiede altresì scelte innovative e in alcuni casi forse inedite per dare risposte sostenibili nel lungo periodo al personale. La FP CGIL ritiene che, anche codeste amministrazioni, debbano contribuire attivamente ad imprimere una nuova direzione alla mobilità e allo sviluppo sostenibile.

Per questo, chiediamo a tutte le amministrazioni delle Casse/Enti/Fondazioni, di mettere in atto quanto necessario per incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici di trasporto attraverso tutti gli strumenti possibili, adottando modalità di rimborso degli abbonamenti con le compagnie del TPL o convenzioni per i collegamenti casa – lavoro e, laddove possibile, anche la mobilità in sharing o a impatto zero, come ad esempio le biciclette.

L’incremento dei costi del carburante così come dei tanti, troppi beni di consumo primario, devono trovare da parte delle amministrazioni una pronta risposta che possa ridurre l’impoverimento di lavoratrici e lavoratori.

Certi che codeste amministrazioni sapranno dare pronto riscontro a queste problematiche, salutiamo cordialmente.

FP CGIL

Matteo Ariano

Cristina Arpaia

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Al Vice Capo DAP

Dott. Massimo Parisi

segreteriavcd.dap@giustizia.it

Alla Direttrice Generale del Personale

Dott.ssa Rita Russo

prot.dgp.dap@giustiziacert.it

E p.c.

Ufficio III – Relazioni sindacali

Dott.ssa Ida Del Grosso

relazionisindacali.dgp.dap@giustizia.it

Oggetto: Misure per ridurre impatto costi carburante

Il contesto internazionale sta provocando, ormai da mesi, gravi effetti sul mercato energetico con prevedibili impatti sui costi dei beni energetici su cui abbiamo, già agli albori di questa crisi, posto l’attenzione delle Amministrazioni per gli effetti che ne sarebbero derivati per le lavoratrici e i lavoratori. Alla luce dei recenti incrementi, siamo a porre nuovamente alla attenzione dell’Amministrazione la necessità di adottare tutte le misure possibili al fine di ridurre gli effetti derivanti dall’incremento del costo del carburante e della vita sulla tenuta del potere di acquisto delle retribuzioni.

Il momento straordinario deve esigere, a nostro avviso, risposte straordinarie che tengano conto di fattori che, per quanto esterni al contesto lavorativo, incidono in modo significativo sulla vita quotidiana di migliaia di lavoratrici e lavoratori chiamate a spostarsi quotidianamente dalla propria dimora abituale al luogo di lavoro.

Si riafferma, pertanto, la necessità e l’urgenza di attivare, anzitutto, tutti gli strumenti previsti dal vigente CCNL che possano andare incontro alle esigenze di lavoratrici e lavoratori, nell’ottica di una maggiore flessibilità organizzativa.

In questa prospettiva, si chiede di prevedere un incremento delle giornate di lavoro agile e da remoto, anche superando la prevalenza della presenza in servizio, attivando la contrattazione prevista dall’art. 33, co. 3 del CCNL. Similmente, è probabilmente venuto il momento di rendere pienamente operativo l’istituto del coworking, ossia della creazione – anche in via sperimentale – di centri di aggregazione di lavoro pubblico presso cui dipendenti di varie Amministrazioni del comparto possano recarsi per svolgere le proprie attività, così da ridurre in modo significativo i tempi del pendolarismo. Tale previsione, inserita per la prima volta nel CCNL delle Funzioni Centrali 2019-21, ribadita e modificata nei successivi CCNL ma scarsamente attuata per presunte difficoltà di carattere organizzativo e logistico, può oggi venire incontro alla particolare situazione creatasi e costituire, al tempo stesso, utile strumento di innovazione organizzativa. Chiediamo, pertanto, che si possa avviare una discussione urgente sul punto.

Il perdurare della crisi internazionale e gli evidenti limiti del sistema di approvvigionamento di fonti energetiche oggi esistente nel nostro Paese, richiede altresì scelte innovative e in alcuni casi forse inedite per dare risposte sostenibili nel lungo periodo al personale. La FP CGIL ritiene che siano proprio le amministrazioni che svolgono una funzione pubblica a dover imprimere una nuova direzione alla mobilità e allo sviluppo sostenibile.

Per questo, chiediamo all’amministrazione di mettere in atto quanto necessario per incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici di trasporto attraverso tutti gli strumenti possibili, adottando modalità di rimborso degli abbonamenti con le compagnie del TPL o convenzioni per i collegamenti casa – lavoro, sollecitando le stesse aziende partecipate pubbliche a garantire pacchetti promozionali a costi contenuti (come sono stati fino ad oggi i carnet di Trenitalia, inspiegabilmente aboliti con un grave danno a tante e tanti pendolari), e per incentivare la mobilità in sharing o a impatto zero, come ad esempio le biciclette.

L’incremento dei costi del carburante così come dei tanti, troppi beni di consumo primario, devono trovare da parte delle amministrazioni una pronta risposta che possa ridurre l’impoverimento di lavoratrici e lavoratori.

Certi che l’amministrazione saprà dare pronto riscontro a queste problematiche, saluto cordialmente.

per FP CGIL Nazionale

Il coordinatore DAP FC

Roberto Mascagni

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Al Segretario generale
Pres. Franco Massi
Al Vice Segretario generale
Cons. Francesco Targia
Alla Dirigente generale Risorse Umane
Dott. Daniela Greco
e p.c. All’Ufficio Relazioni Sindacali
A tutto il Personale

Oggetto: Misure per ridurre impatto costi carburante

Il contesto internazionale sta provocando, ormai da mesi, gravi effetti sul mercato energetico con prevedibili impatti sui costi dei beni energetici su cui abbiamo, già agli albori di questa crisi, posto l’attenzione delle Amministrazioni per gli effetti che ne sarebbero derivati per le lavoratrici e i lavoratori. Alla luce dei recenti incrementi, siamo a porre nuovamente alla attenzione dell’Amministrazione la necessità di adottare tutte le misure possibili al fine di ridurre gli effetti derivanti dall’incremento del costo del carburante e della vita sulla tenuta del potere di acquisto delle retribuzioni.

Il momento straordinario deve esigere, a nostro avviso, risposte straordinarie che tengano conto di fattori che, per quanto esterni al contesto lavorativo, incidono in modo significativo sulla vita quotidiana di migliaia di lavoratrici e lavoratori chiamate a spostarsi quotidianamente dalla propria dimora abituale al luogo di lavoro.

Si riafferma, pertanto, la necessità e l’urgenza di attivare, anzitutto, tutti gli strumenti previsti dal vigente CCNL che possano andare incontro alle esigenze di lavoratrici e lavoratori, nell’ottica di una maggiore flessibilità organizzativa.

In questa prospettiva, si chiede di prevedere un incremento delle giornate di lavoro agile e da remoto,

anche superando la prevalenza della presenza in servizio, attivando la contrattazione prevista dall’art. 33, co. 3 del CCNL. Similmente, è probabilmente venuto il momento di rendere pienamente operativo l’istituto del coworking, ossia della creazione – anche in via sperimentale – di centri di aggregazione di lavoro pubblico presso cui dipendenti di varie Amministrazioni del comparto possano recarsi per svolgere le proprie attività, così da ridurre in modo significativo i tempi del pendolarismo. Tale previsione, inserita per la prima volta nel CCNL delle Funzioni Centrali 2019-21, ribadita e modificata nei successivi CCNL ma scarsamente attuata per presunte difficoltà di carattere organizzativo e logistico, può oggi venire incontro alla particolare situazione creatasi e costituire, al tempo stesso, utile strumento di innovazione organizzativa. Chiediamo, pertanto, che si possa avviare una discussione urgente sul punto.

Il perdurare della crisi internazionale e gli evidenti limiti del sistema di approvvigionamento di fonti energetiche oggi esistente nel nostro Paese, richiede altresì scelte innovative e in alcuni casi forse inedite per dare risposte sostenibili nel lungo periodo al personale. La FP CGIL ritiene che siano proprio le amministrazioni che svolgono una funzione pubblica a dover imprimere una nuova direzione alla mobilità e allo sviluppo sostenibile.

Per questo, chiediamo all’amministrazione di mettere in atto quanto necessario per incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici di trasporto attraverso tutti gli strumenti possibili, adottando modalità di rimborso degli abbonamenti con le compagnie del TPL o convenzioni per i collegamenti casa – lavoro, sollecitando le stesse aziende partecipate pubbliche a garantire pacchetti promozionali a costi contenuti (come sono stati fino ad oggi i carnet di Trenitalia, inspiegabilmente aboliti con un grave danno a tante e tanti pendolari), e per incentivare la mobilità in sharing o a impatto zero, come ad esempio le biciclette.

L’incremento dei costi del carburante così come dei tanti, troppi beni di consumo primario, devono trovare da parte delle amministrazioni una pronta risposta che possa ridurre l’impoverimento di lavoratrici e lavoratori.

Certi che l’amministrazione saprà dare pronto riscontro a queste problematiche, saluto cordialmente.

La Coordinatrice FP CGIL Corte dei conti
Susanna Di Folco

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Al Capo del Dipartimento dell’Amministrazione Generale, del Personale e dei Servizi

Ing. Fabrizio CURCIO

capodipartimento.dag@pec.mef.gov.it

e p.c. Al dirigente dell’Ufficio relazioni sindacali

dott. Ahmad Reza AGHAI WICHKI

relazionisindacali.dag@mef.gov.it

del Ministero dell’economia e delle finanze


Oggetto: Misure per ridurre impatto costi carburante

Gentile ing. Curcio,

Il contesto internazionale sta provocando, ormai da mesi, gravi effetti sul mercato energetico con prevedibili impatti sui costi dei beni energetici su cui abbiamo, già agli albori di questa crisi, posto l’attenzione delle Amministrazioni per gli effetti che ne sarebbero derivati per le lavoratrici e i lavoratori. Alla luce dei recenti incrementi, siamo a porre nuovamente alla attenzione dell’Amministrazione la necessità di adottare tutte le misure possibili al fine di ridurre gli effetti derivanti dall’incremento del costo del carburante e della vita sulla tenuta del potere di acquisto delle retribuzioni.

Il momento straordinario deve esigere, a nostro avviso, risposte straordinarie che tengano conto di fattori che, per quanto esterni al contesto lavorativo, incidono in modo significativo sulla vita quotidiana di migliaia di lavoratrici e lavoratori chiamate a spostarsi quotidianamente dalla propria dimora abituale al luogo di lavoro.

Si riafferma, pertanto, la necessità e l’urgenza di attivare, anzitutto, tutti gli strumenti previsti dal vigente CCNL che possano andare incontro alle esigenze di lavoratrici e lavoratori, nell’ottica di una maggiore flessibilità organizzativa.

In questa prospettiva, si chiede inoltre di prevedere un incremento straordinario delle giornate di lavoro agile e di coworking attualmente riconosciute. Similmente sarebbe inoltre opportuno valutare, anche tramite accordi con altre amministrazioni in via sperimentale, un potenziamento del coworking tramite l’individuazione e la messa a disposizione di locali idonei presso cui realizzare centri di aggregazione di lavoro pubblico dove dipendenti di varie Amministrazioni del comparto possano recarsi per svolgere le proprie attività, così da ridurre in modo significativo i tempi del pendolarismo. Tale previsione, inserita per la prima volta nel CCNL delle Funzioni Centrali 2019-21, ribadita e modificata nei successivi CCNL ma scarsamente attuata per presunte difficoltà di carattere organizzativo e logistico, può oggi venire incontro alla particolare situazione creatasi e costituire, al tempo stesso, utile strumento di innovazione organizzativa. Chiediamo, pertanto, che si possa avviare una discussione urgente sul punto.

Il perdurare della crisi internazionale e gli evidenti limiti del sistema di approvvigionamento di fonti energetiche oggi esistente nel nostro Paese, richiede altresì scelte innovative e in alcuni casi forse inedite per dare risposte sostenibili nel lungo periodo al personale. La FP CGIL ritiene che siano proprio le amministrazioni che svolgono una funzione pubblica a dover imprimere una nuova direzione alla mobilità e allo sviluppo sostenibile.

Per questo, chiediamo all’Amministrazione di mettere in atto quanto necessario per incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici di trasporto attraverso tutti gli strumenti possibili, incrementando le risorse messe a disposizione per il rimborso degli abbonamenti con le compagnie del TPL o potenziando le convenzioni per i collegamenti casa – lavoro, sollecitando proprio le stesse aziende partecipate pubbliche a garantire o ripristinare pacchetti promozionali a costi contenuti (come sono stati fino ad oggi i carnet di Trenitalia, inspiegabilmente aboliti con un grave danno a tante e tanti pendolari), e per incentivare la mobilità in sharing o a impatto zero, come ad esempio le biciclette.

L’incremento dei costi del carburante così come dei tanti, troppi beni di consumo primario, devono trovare da parte delle amministrazioni una pronta risposta che possa ridurre l’impoverimento di lavoratrici e lavoratori.

Certi che l’Amministrazione saprà dare pronto riscontro a queste problematiche,

si resta in attesa di cortese riscontro e si porgono cordiali saluti.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL

per il Ministero dell’economia e delle finanze

Andrea Russo

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Al Sottosegretario di Stato della Difesa

On.Matteo Perego di Cremnago

Al Direttore Generale del Personale Civile Difesa

Dott.ssa Maria De Paolis

Al Direttore di Agenzia Industrie Difesa

Dott. Fiammetta Salmone

Oggetto: Misure per ridurre impatto costi carburante

Il contesto internazionale sta provocando, ormai da mesi, gravi effetti sul mercato energetico con prevedibili impatti sui costi dei beni energetici su cui abbiamo, già agli albori di questa crisi, posto l’attenzione delle Amministrazioni per gli effetti che ne sarebbero derivati per le lavoratrici e i lavoratori. Alla luce dei recenti incrementi, siamo a porre nuovamente alla attenzione dell’Amministrazione la necessità di adottare tutte le misure possibili al fine di ridurre gli effetti derivanti dall’incremento del costo del carburante e della vita sulla tenuta del potere di acquisto delle retribuzioni.

Il momento straordinario deve esigere, a nostro avviso, risposte straordinarie che tengano conto di fattori che, per quanto esterni al contesto lavorativo, incidono in modo significativo sulla vita quotidiana di migliaia di lavoratrici e lavoratori chiamate a spostarsi quotidianamente dalla propria dimora abituale al luogo di lavoro.

Si riafferma, pertanto, la necessità e l’urgenza di attivare, anzitutto, tutti gli strumenti previsti dal vigente CCNL che possano andare incontro alle esigenze di lavoratrici e lavoratori, nell’ottica di una maggiore flessibilità organizzativa.

In questa prospettiva, si chiede di prevedere un incremento delle giornate di lavoro agile e da remoto, anche superando la prevalenza della presenza in servizio, attivando la contrattazione prevista dall’art. 33, co. 3 del CCNL. Similmente, è probabilmente venuto il momento di rendere pienamente operativo l’istituto del coworking, ossia della creazione – anche in via sperimentale – di centri di aggregazione di lavoro pubblico presso cui dipendenti di varie Amministrazioni del comparto possano recarsi per svolgere le proprie attività, così da ridurre in modo significativo i tempi del pendolarismo. Tale previsione, inserita per la prima volta nel CCNL delle Funzioni Centrali 2019-21, ribadita e modificata nei successivi CCNL ma scarsamente attuata per presunte difficoltà di carattere organizzativo e logistico, può oggi venire incontro alla particolare situazione creatasi e costituire, al tempo stesso, utile strumento di innovazione organizzativa. Chiediamo, pertanto, che si possa avviare una discussione urgente sul punto.

Il perdurare della crisi internazionale e gli evidenti limiti del sistema di approvvigionamento di fonti energetiche oggi esistente nel nostro Paese, richiede altresì scelte innovative e in alcuni casi forse inedite per dare risposte sostenibili nel lungo periodo al personale. La FP CGIL ritiene che siano proprio le amministrazioni che svolgono una funzione pubblica a dover imprimere una nuova direzione alla mobilità e allo sviluppo sostenibile.

Per questo, chiediamo all’amministrazione di mettere in atto quanto necessario per incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici di trasporto attraverso tutti gli strumenti possibili, adottando modalità di rimborso degli abbonamenti con le compagnie del TPL o convenzioni per i collegamenti casa – lavoro, sollecitando le stesse aziende partecipate pubbliche a garantire pacchetti promozionali a costi contenuti (come sono stati fino ad oggi i carnet di Trenitalia, inspiegabilmente aboliti con un grave danno a tante e tanti pendolari), e per incentivare la mobilità in sharing o a impatto zero, come ad esempio le biciclette.

L’incremento dei costi del carburante così come dei tanti, troppi beni di consumo primario, devono trovare da parte delle amministrazioni una pronta risposta che possa ridurre l’impoverimento di lavoratrici e lavoratori.

Certi che l’amministrazione saprà dare pronto riscontro a queste problematiche, saluto cordialmente.

Il Coordinatore nazionale FP CGIL Ministero Difesa
Marco Campochiaro

Download comunicato

Al Direttore dell’INL
Dott. Danilo Papa
Alla Direttrice Centrale Risorse Umane
Dott.ssa Francesca Mondelli

Oggetto: Misure per ridurre impatto costi carburante

Il contesto internazionale sta provocando, ormai da mesi, gravi effetti sul mercato energetico con prevedibili impatti sui costi dei beni energetici su cui abbiamo, già agli albori di questa crisi, posto l’attenzione delle Amministrazioni per gli effetti che ne sarebbero derivati per le lavoratrici e i lavoratori. Alla luce dei recenti incrementi, siamo a porre nuovamente all’attenzione dell’Amministrazione la necessità di adottare tutte le misure possibili al fine di ridurre gli effetti derivanti dall’incremento del costo del carburante e della vita sulla tenuta del potere di acquisto delle retribuzioni.

Il momento straordinario deve esigere, a nostro avviso, risposte straordinarie che tengano conto di fattori che, per quanto esterni al contesto lavorativo, incidono in modo significativo sulla vita quotidiana di migliaia di lavoratrici e lavoratori chiamate a spostarsi quotidianamente dalla propria dimora abituale al luogo di lavoro.

Si riafferma, pertanto, la necessità e l’urgenza di attivare, anzitutto, tutti gli strumenti previsti dal vigente CCNL che possano andare incontro alle esigenze di lavoratrici e lavoratori, nell’ottica di una maggiore flessibilità organizzativa.

In questa prospettiva, si chiede di prevedere un incremento delle giornate di lavoro agile e da remoto,anche superando la prevalenza della presenza in servizio, attivando la contrattazione prevista dall’art. 33, co. 3 del CCNL. Similmente, è probabilmente venuto il momento di rendere pienamente operativol’istituto del coworking, ossia della creazione – anche in via sperimentale – di centri di aggregazione di lavoro pubblico presso cui dipendenti di varie Amministrazioni del comparto possano recarsi per svolgere le proprie attività, così da ridurre in modo significativo i tempi del pendolarismo. Tale previsione, inserita per la prima volta nel CCNL delle Funzioni Centrali 2019-21, ribadita e modificata nei successivi CCNL ma scarsamente attuata per presunte difficoltà di carattere organizzativo e logistico, può oggi venire incontro alla particolare situazione creatasi e costituire, al tempo stesso, utilestrumento di innovazione organizzativa. Chiediamo, pertanto, che si possa avviare una discussione urgente sul punto.

Il perdurare della crisi internazionale e gli evidenti limiti del sistema di approvvigionamento di fonti energetiche oggi esistente nel nostro Paese, richiede altresì scelte innovative e in alcuni casi forse inedite per dare risposte sostenibili nel lungo periodo al personale. La FP CGIL ritiene che siano propriole amministrazioni che svolgono una funzione pubblica a dover imprimere una nuova direzione alla mobilità e allo sviluppo sostenibile.

Per questo, chiediamo all’Amministrazione di mettere in atto quanto necessario per incentivare l’utilizzo di mezzi pubblici di trasporto attraverso tutti gli strumenti possibili, adottando modalità di rimborso degli abbonamenti con le compagnie del trasporto pubblico locale o convenzioni per i collegamenti casa – lavoro, sollecitando le stesse aziende partecipate pubbliche a garantire pacchetti promozionali a costi contenuti (come sono stati fino ad oggi i carnet di Trenitalia, inspiegabilmente aboliti con un grave danno a tante e tanti pendolari) e per incentiva re la mobilità in sharing o a impatto zero , come ad esempio le biciclette.

L’incremento dei costi del carburante così come dei tanti, troppi beni di consumo primario, devono trovare da parte delle amministrazioni una pronta risposta che possa ridurre l’impoverimento di lavoratrici e lavoratori.

Certo che l’amministrazione saprà dare pronto riscontro a queste problematiche, saluto cordialmente.

FP CGIL
Matteo Ariano

Download comunicato

Al Direttore del Personale

dell’Agenzia Dogane e Monopoli

Dott. S. R. Miccichè

e p.c.

All’Ufficio Relazioni Sindacali ADM

Oggetto: Richiesta ampliamento temporaneo delle giornate di lavoro agile per situazione straordinaria legata all’aumento dei costi e del reperimento dei carburanti

La FP CGIL segnala come, nelle ultime settimane, il significativo aumento dei costi dei carburanti, connesso alla crisi internazionale e alle tensioni nell’area mediorientale, stia determinando un rilevante aggravio economico per le lavoratrici e i lavoratori anche dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli negli spostamenti quotidiani casa-lavoro.

Tale situazione si inserisce anche in un contesto aggravato di alcune zone territoriali correlato alle notizie di cronaca relative alle ripercussioni del blocco degli autotrasportatori sulla circolazione e sull’approvvigionamento dei carburanti e dei beni di prima necessità.

Inoltre si inserisce in un contesto più generale di aumento del costo della vita che continua a incidere sul potere d’acquisto dei dipendenti pubblici.

Si evidenzia inoltre che la regolamentazione interna di ADM sul lavoro agile prevede la possibilità di ricorrere a forme di flessibilità organizzativa e di ampliamento delle giornate di lavoro agile anche in deroga ai limiti ordinari in presenza di situazioni particolari o straordinarie, come già avvenuto in occasione di eventi emergenziali o criticità logistiche.

In particolare:

  • la disciplina organizzativa del lavoro agile dell’Agenzia prevede la possibilità di adottare soluzioni organizzative flessibili in presenza di situazioni eccezionali;

  • il CCNL Funzioni Centrali riconosce il lavoro agile quale strumento stabile di organizzazione del lavoro finalizzato anche alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e alla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche.

Alla luce di quanto sopra, la FP CGIL chiede all’Amministrazione di valutare urgentemente per le situazioni più contingenti, autorizzando immediatamente le proprie strutture Territoriali, l’adozione di misure temporanee di ampliamento volontario delle giornate di lavoro agile, al fine di mitigare gli effetti economici della situazione attuale sugli spostamenti dei dipendenti.

Tale misura consentirebbe di:

  • ridurre l’impatto economico dei costi di trasporto sui lavoratori;

  • favorire una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro;

  • contribuire alla riduzione degli spostamenti e dell’impatto ambientale;

  • garantire al contempo la piena continuità e qualità dei servizi, come già dimostrato durante le precedenti esperienze di lavoro agile.

La FP CGIL chiede inoltre l’apertura di un confronto sul tema già nel prossimo incontro previsto per il 03 novembre 2026, come previsto dall’ultimo CCNL 2025/2027 appena sottoscritto.

Restiamo in attesa di Vostro cortese e urgente riscontro e inviamo cordiali saluti.

Il Coordinatore Nazionale FP CGIL

Agenzia Dogane e Monopoli
Iervolino Florindo

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