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“Si sta tenendo in queste ore in tutta Italia la seconda giornata delle prove che, di fatto, lasceranno a casa 1.500 precari Pnrr a partire dal 1 luglio 2026. Come Fp Cgil siamo stati davanti alle sedi dove si stanno tenendo le procedure: a Roma, Segrate, Foggia, Catania, Palermo e Cagliari per fare un grande in bocca al lupo alle lavoratrici e ai lavoratori chiamati a svolgere di nuovo una selezione già fatta e per ribadire che l’azione della Fp Cgil non si ferma qui”.
Lo si legge in una nota diffusa dalla Funzione pubblica della Cgil.
“Chiediamo che il Governo stanzi le risorse aggiuntive per stabilizzarli tutti, o che almeno disponga la proroga dei loro contratti al 31 dicembre 2026 finalizzata all’assunzione a tempo indeterminato a partire dal 1° gennaio 2027. Sarebbe un errore gravissimo disperdere questo patrimonio di conoscenze e competenze acquisito in anni di precariato al servizio del Ministero della giustizia, con l’impiego di risorse straordinarie dell’Unione europea con il PNRR”.
“Risorse europee – aggiunge il sindacato – che sono state stanziate con la specifica finalità di strutturare a regime il modello organizzativo dell’ufficio per il processo, oggi a rischio a causa della parziale assunzione a tempo indeterminato di tutti i precari e dell’assenza degli specifici profili di ruolo per le loro figure nell’ambito dell’ordinamento professionale del Ministero della giustizia. Non faremo un passo indietro su questo perché è a rischio non solo l’attuazione degli obiettivi del PNRR, ma anche la capacità di dare una prima risposta in termini di potenziamento degli organici in grave sofferenza, con una carenza media di oltre il 30% del personale e punte che hanno ormai superato il 50%”.
In questi giorni i Colleghi e le Colleghe, contribuenti della Fondazione ONAOSI, stanno ricevendo – o hanno già ricevuto – il materiale necessario per partecipare alle elezioni degli Organi di Governo dell’Ente.
Il voto dovrà pervenire entro le ore 20.00 del 30 giugno 2026, tramite posta, corriere o consegna diretta.
Come noto, la Fondazione ONAOSI è un Ente di grande valore sociale, la cui contribuzione – con finalità solidaristiche – è prevista per legge per medici, veterinari e farmacisti dipendenti pubblici attraverso una trattenuta in busta paga fiscalmente deducibile.
ONAOSI rappresenta un patrimonio importante per tutti i contribuenti perché promuove concretamente il diritto allo studio e sostiene i percorsi di crescita e formazione dei giovani. Lo fa sia attraverso il sistema dei Collegi universitari presenti in molte città italiane, sia mediante interventi economici a favore dei figli dei contribuenti che affrontano situazioni di particolare difficoltà personale o familiare.
Tutte le numerose attività e prestazioni erogate dalla Fondazione sono consultabili sul sito istituzionale https://www.onaosi.it/. Negli anni, la FP CGIL Medici e Dirigenti SSN contribuisce attraverso la presenza di propri rappresentanti negli Organi di Governo dell’Ente, con l’obiettivo di garantire ai contribuenti una rappresentanza competente, autorevole e attenta alle scelte strategiche necessarie a rafforzare e sviluppare i servizi offerti.
Oggi abbiamo nuovamente l’opportunità di confermare questa presenza e questa rappresentanza.
Con il rinnovo del Comitato di Indirizzo per il quadriennio 2026–2030, il voto alla lista “ONAOSI FUTURA 2.0” consentirà di proseguire il lavoro svolto finora e rafforzare il ruolo dei professionisti all’interno della Fondazione.
Anche per questa tornata elettorale, l’Intersindacale della Dirigenza Medica – composta da ANAAO ASSOMED, CIMO-FESMED, AAROI-EMAC, FASSID, FP CGIL Medici e Dirigenti SSN, FVM – Federazione Veterinari e Medici, UIL FPL Coordinamento Nazionale Aree Contrattuali Medica, Veterinaria e Sanitaria, CISL Medici – ha presentato una lista unitaria: “ONAOSI FUTURA 2.0”.
Tra i candidati della lista sono presenti due rappresentanti che hanno dato la propria disponibilità a proseguire il lavoro di rappresentanza della FP CGIL Medici e Dirigenti SSN all’interno di ONAOSI:
• Dr. Paolo Giovenali – Medico – Perugia
• Dott.ssa Crescenza Abbinante – Medica – Bari.
Mantenere una rappresentanza forte ed efficace all’interno della Fondazione sarà possibile soltanto attraverso una partecipazione ampia al voto. Per questo invitiamo tutte le iscritte e gli iscritti al nostro Sindacato– insieme agli iscritti delle altre Organizzazioni aderenti alla lista unitaria – a sostenere con convinzione ONAOSI FUTURA 2.0 entro il prossimo 30 giugno.
La forza della FP CGIL Medici e Dirigenti SSN nasce dalla capacità di essere uniti e partecipi nelle sfide che riguardano la professione e il nostro sistema di rappresentanza.
Grazie per il sostegno che vorrete accordare alla nostra lista.
FP CGIL Medici e Dirigenti SSN
Durante l’assemblea nazionale delle delegate e dei delegati della CGIL, Una e indivisibile, l’Italia riparte dal Mezzogiorno, sono intervenute due lavoratrici dei servizi pubblici: Alessia Cofano, AUPP del Tribunale di Bari, e Loredana Maresca, dirigente sanitario di Napoli.
Alessia e Loredana hanno ricordato la necessità di investire risorse per rafforzare i servizi pubblici che garantiscono alla popolazione i diritti fondamentali come quelli alla salute e alla giustizia.
Serve stabilizzare tutti i precari Pnrr e serve assumere personale!
Chiediamo un piano straordinario per l’occupazione nella PA e la valorizzazione delle lavoratrici e dei lavoratori di tutti i servizi pubblici!

Video dell’Assemblea:
Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs: «Un importante risultato contrattuale che rafforza il sistema di welfare del settore e amplia le tutele previdenziali per le lavoratrici e i lavoratori»
Roma, 20 maggio 2026 – Nasce Previfonder, il Fondo Nazionale di Previdenza Complementare dedicato alle oltre 60mila lavoratrici e ai lavoratori degli Istituti scolastici e socio-sanitari, assistenziali ed educativi, delle università pontificie e facoltà ecclesiastiche, dipendenti dall’Autorità ecclesiastica. A comunicarlo le organizzazioni sindacali di categoria Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs che, insieme alle categorie della scuola e della conoscenza e alle rispettive confederazioni, hanno sottoscritto con Agidae, al termine di un lungo percorso negoziale, l’atto notarile e lo statuto del fondo, dando così attuazione ad una delle misure più significative introdotte con il rinnovo dei Ccnl di settore.
Con la nascita di Previfonder viene colmata una storica lacuna del settore, che fino ad oggi era privo di uno strumento di previdenza complementare di categoria, fondamentale per garantire una tutela previdenziale integrativa in un contesto caratterizzato dall’evoluzione demografica e dalle trasformazioni del sistema pensionistico pubblico.
Potranno aderire al Fondo tutti i lavoratori dipendenti ai quali si applica il Contratto nazionale di settore. L’adesione consente di beneficiare: del contributo obbligatorio del datore di lavoro, definito dalla contrattazione collettiva di riferimento al 2%; del versamento della propria quota di TFR maturando; di un contributo volontario individuale nella misura liberamente scelta dall’iscritto.
Le risorse accumulate saranno gestite secondo criteri di prudenza e trasparenza e destinate all’erogazione di prestazioni previdenziali integrative rispetto alla pensione pubblica, oltre alle ulteriori prestazioni previste dalla normativa vigente, tra cui anticipazioni, riscatti e Rendita Integrativa Temporanea Anticipata (RITA).
Previsti anche importanti vantaggi fiscali: i contributi versati al Fondo saranno deducibili dal reddito imponibile fino a 5.300 euro annui, mentre i rendimenti maturati beneficeranno di una tassazione agevolata pari al 20%, inferiore rispetto a quella ordinaria prevista per i redditi finanziari. Anche le prestazioni finali godranno di una fiscalità agevolata, con aliquote decrescenti in base agli anni di partecipazione.
«Con la costituzione di Previfonder rafforziamo il sistema di welfare contrattuale del settore e mettiamo finalmente a disposizione delle lavoratrici e dei lavoratori uno strumento di previdenza complementare atteso da tempo» dichiarano Fp Cgil, Fisascat Cisl e Uiltucs. «Invitiamo tutte le lavoratrici e i lavoratori a valutare con attenzione l’opportunità di aderire al Fondo anche mediante una quota aggiuntiva a loro carico, al fine di integrare la pensione pubblica e costruire maggiori garanzie per il futuro. Nei prossimi mesi promuoveremo momenti informativi e assemblee nei luoghi di lavoro per illustrare il funzionamento del Fondo e accompagnare lavoratrici e lavoratori in un processo di conoscenza consapevole».
Dal 1° luglio 2026 saranno adeguati gli importi attualmente riconosciuti in busta paga delle indennità di vacanza contrattuale (IVC).
L’IVC, che anticipa gli effetti del contratto 2025-2027, viene corrisposta in misura pari all’1% degli stipendi tabellari dal 1° luglio 2025, secondo quanto definito dal decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, dalla legge di bilancio 2025.
Se hai dubbi sulla tua busta paga o vuoi chiarimenti puoi rivolgerti al tuo delegato o alla sede FP CGIL più vicina.
“Proclami, tanti. Interventi, zero. Ancora una volta la maggioranza preferisce la propaganda alla concretezza. Niente assunzioni, nessun investimento, nessuna nuova tutela, nessuna vera riforma per la Polizia locale. Abbiamo sostenuto numerosi emendamenti, ma c’è stata solo chiusura. Come Fp Cgil continueremo in ogni sede a difendere la dignità di lavoratrici e lavoratori della Polizia locale, sollecitando l’approvazione di una riforma vera, in linea con le esigenze di una Polizia locale moderna”.
Così la Segretaria nazionale Fp Cgil Tatiana Cazzaniga commenta l’approvazione alla Camera, in prima lettura, della delega al governo per il riordino delle funzioni e dell’ordinamento della Polizia locale. “L’occasione di un riordino è troppo importante per mortificarla con una scatola vuota. Servono subito risorse, investimenti, tecnologie, innovazione. Senza tutto ciò è impossibile fare un passo avanti degno di questo nome. I nodi di certo non si affrontano con le chiacchiere e i rinvii. Aumentare le responsabilità senza aggiungere risorse dimostra che l’intenzione della maggioranza è solo quella di recitare uno slogan, piantare una bandierina. Le esigenze di lavoratrici e lavoratori non sono evidentemente la priorità ed anzi, nulla si fa per evitare il depauperamento di un comparto strategico per le nostre comunità”, ha concluso.
I dati sulle scoperture evidenziati dal sindacato in un’iniziativa pubblica a Firenze: in Toscana in Corte di Appello manca il 78% dei Cancellieri esperti, alla Procura della Repubblica su 157 dipendenti previsti ce ne sono solo 105.
Il Tribunale di Venezia è privo del 50% del personale, al Tribunale di Milano mancano 207 dipendenti sui 593 previsti dall’organico. A Napoli, distretto di Corte d’Appello negli uffici requirenti, -33,7% di cancellieri esperti e -21,1% di assistenti giudiziari.
“Nel nostro Paese i dati sull’organico del Dipartimento per l’Organizzazione Giudiziaria disegnano un quadro drammatico: la carenza media di personale è pari a oltre il 30% a livello nazionale, con sedi in cui arriva a riscontrare il – 50%, e con lacune per alcune figure professionali chiave di migliaia di dipendenti. Ad esempio, mancano 2.688 Cancellieri esperti, pari al 45%, e 3.485 Assistenti giudiziari, pari al 31%. Carenze che toccano punte di oltre l’80% per altre figure come i funzionari contabili (85%) e gli assistenti tecnici (98%)”.
Sono alcuni dei dati evidenziati dalla Funzione Pubblica Cgil in occasione di un’iniziativa pubblica dal titolo “Un’altra idea di giustizia” svoltasi a Firenze.
“C’è poi l’assoluta priorità del nuovo modello organizzativo dell’Ufficio per il Processo che ha portato all’assunzione, a termine, di migliaia di lavoratrici e lavoratori, funzionari addetti alla diretta collaborazione con i magistrati. Un modello – evidenzia Fp Cgil – che oggi il Governo vuole far scomparire invece di renderlo strutturale con l’introduzione dei profili professionali, lasciando senza lavoro, dal 30 giugno 2026, 1.500 di quelle migliaia di lavoratrici e lavoratori e disperdendo così tutte le professionalità che hanno contribuito in modo determinante a migliorare l’efficienza dei procedimenti e a consentire il taglio dei tempi dei processi”.
Relativamente alle scoperture di personale, Fp Cgil ha sottolineato i dati di alcuni distretti: “in Toscana in Corte di Appello manca il 78% dei Cancellieri esperti mentre al Tribunale per i Minorenni questa figura professionale non è proprio presente. Alla Procura della Repubblica su 157 dipendenti previsti ce ne sono solo 105. Una carenza complessiva di organico che varia dal -27% al -35%. In Emilia-Romagna la Procura Generale ha 25 dipendenti sui 42 previsti dall’organico, il Tribunale per i Minorenni ha una scopertura del 50%. In Liguria, al Tribunale di Genova ci sono scoperture pari al 44% e in Corte di Appello manca il 50,8% del personale. In Lombardia, al Tribunale di Milano mancano 207 dipendenti sui 593 previsti dall’organico, a Brescia il Tribunale per i Minorenni ha una scopertura del 50%. In Veneto, il Tribunale di Venezia è privo del 50% del personale e negli uffici del Giudice di Pace di Belluno manca l’80%. A Napoli, distretto di Corte d’Appello negli uffici requirenti, -33,7% di cancellieri esperti e -21,1% di assistenti giudiziari.
“Le difficoltà del Dipartimento per l’Organizzazione Giudiziaria sono analoghe a quelle degli Archivi Notarili (con carenze intorno oltre il 35% dell’organico, con punte di 80% in alcune realtà) e degli uffici del Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità (DGMC) e del Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria (DAP)”, evidenzia ancora il sindacato “che hanno bisogno di maggior personale per poter assolvere la loro missione costituzionale”.
Le richieste di Fp Cgil, che “da decenni denuncia la grave situazione in cui versa il Ministero della Giustizia a causa della carenza di personale e della pluriennale assenza di investimenti”, sono chiare: “stabilizzare tutti i precari Pnrr senza ulteriori prove concorsuali, strutturare a regime l’Ufficio del Processo e prevedere il profilo professionale di ruolo, assumere personale e aumentare le dotazioni organiche di tutti i dipartimenti, valorizzare il personale in servizio, investire nelle infrastrutture informatiche e nell’edilizia delle sedi giudiziarie. È questa la vera riforma della giustizia che serve”.
All’iniziativa hanno partecipato Mirella Dato, Segretaria Funzioni Centrali Fp Cgil Toscana, Barbara Fabbrini, Giudice del Tribunale di Firenze già Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, lavoratrici e lavoratori del Ministero della Giustizia, Giordana Pallone, Segretaria nazionale Fp Cgil.
Si terrà domani 14 maggio, dalle ore 12 alle 14, a Firenze, presso Palazzo di Giustizia un’iniziativa pubblica\flash mob dal titolo “Un’altra idea di giustizia”, promosso dalla Funzione pubblica Cgil.
Introduzione di Mirella Dato, Segretaria Funzioni Centrali Fp Cgil Toscana, intervento della dott.ssa Barbara Fabbrini, Giudice del Tribunale di Firenze già Capo Dipartimento dell’Organizzazione Giudiziaria, interventi di lavoratrici e lavoratori del Ministero della Giustizia.
Conclusioni di Giordana Pallone, Segretaria nazionale Fp Cgil.
Particolare attenzione sarà rivolta al tema della grave situazione in cui versa il Ministero della Giustizia a causa della carenza di personale e della pluriennale assenza degli investimenti necessari per rafforzare un sistema che garantisce un diritto essenziale alla popolazione, quello alla giustizia, fondamenta del principio di uguaglianza proprio di uno Stato che vuole dirsi democratico. Situazione che si aggraverà ulteriormente con la mancata stabilizzazione di tutti i precari PNRR e la mancata strutturazione dell’ufficio per il processo.
Si è svolta oggi, a Roma, presso “Spazio Pubblico”, l’assemblea nazionale delle lavoratrici e dei lavoratori delle Commissioni Territoriali per la protezione internazionale e della Commissione Nazionale per i richiedenti asilo organizzata dalla FP CGIL, NIdiL CGIL e con la partecipazione della CGIL.
Gestire in chiave emergenziale le politiche migratorie, di accoglienza e permanenza delle persone provenienti da Paesi extra UE è il segno preoccupante di una deriva xenofoba e razzista che coinvolge tutta l’Unione Europea e che, con il Nuovo Patto su migrazione ed asilo, cambierà – in peggio – il volto dell’accoglienza in Italia.
Se oggi tale sistema può ancora consentire il rispetto di diritti fondamentali – si legge in una nota di Fp Cgil e NIdiL Cgil – è grazie al lavoro di poche centinaia di persone che, nonostante l’indegno trattamento finora ricevuto, mettono a disposizione dello Stato le proprie capacità, competenze e professionalità.
Eppure, il Ministero dell’Interno si mostra attento ed interessato solo alla velocità con cui si devono sbrigare le pratiche, sottoponendo il personale a ritmi di lavoro insostenibili, ed alla sottrazione di autonomia decisionale dei singoli collegi, accentrando poteri nelle mani dei soli Presidenti delle Commissioni, con la conseguente compressione dei diritti umani fondamentali di chi arriva e con la continua violazione di norme di legge e contrattuali a tutela della condizione di lavoratrici e lavoratori, diretti e somministrati.
Lavoratrici e lavoratori vogliono il rispetto dei contratti, il riconoscimento delle professionalità e che vengano banditi i concorsi per il reclutamento del personale necessario a far funzionare le Commissioni, senza ricorrere a forme di lavoro precario, e che si valorizzi l’esperienza maturata attraverso la somministrazione lavoro.
Si metta fine alla propaganda sulla pelle dei migranti e dei lavoratori dell’asilo: sensazionalismi come i famigerati centri in Albania e continui cambi normativi caratterizzano la sclerosi di un settore i cui lavoratori e la cui utenza sono costantemente alla mercé della propaganda politica.
L’unica risposta seria sarebbe quella di ricreare un canale legale di ingresso in Italia anziché intasare il sistema asilo che al momento rappresenta l’unico canale di temporanea regolarizzazione delle persone immigrate.
Criminalizzare l’immigrazione riducendola unicamente ad una questione di sicurezza, parlare di “invasioni” e di persone come “pratiche da smaltire”, la retorica xenofoba, sono tutte narrazioni fuorvianti che servono solo a creare volutamente clandestini – e quindi forza lavoro senza diritti – livellando verso il basso le condizioni del lavoro di tutte e tutti, a squalificare e rendere precari i servizi dell’asilo e i servizi pubblici in generale, a tutto vantaggio dei profitti privati e saranno tutti i cittadini a pagarne il costo, in tutti i sensi.