Al Capo Divisione Risorse dell’Agenzia delle Entrate Dott. Antonio Dorrello
Alla Direttrice Centrale
Risorse Umane
dell’Agenzia delle Entrate Dott.ssa Laura Caggegi
dc.risorseumane@agenziaentrate.it
e p.c.
Direzione Centrale – Risorse Umane
Ufficio Relazioni Sindacali
Dott.ssa Ornella Oliveri
dc.ru.relazionisindacali@agenziaentrate.it
Oggetto: Richiesta ampliamento temporaneo delle giornate di lavoro agile per situazione straordinaria legata all’aumento dei costi e del reperimento dei carburanti
La FP CGIL segnala come, nelle ultime settimane, il significativo aumento dei costi dei carburanti, connesso alla crisi internazionale e alle tensioni nell’area mediorientale, stia determinando un rilevante aggravio economico per le lavoratrici e i lavoratori anche dell’Agenzia delle Entrate negli spostamenti quotidiani casa-lavoro.
Tale situazione si inserisce anche in un contesto aggravato di alcune zone territoriali correlato alle notizie di cronaca relative alle ripercussioni del blocco degli autotrasportatori sulla circolazione e sull’approvvigionamento dei carburanti e dei beni di prima necessità.
Inoltre si inserisce in un contesto più generale di aumento del costo della vita che continua a incidere sul potere d’acquisto dei dipendenti pubblici.
Si evidenzia che la regolamentazione interna dell’Agenzia delle Entrate sul lavoro agile prevede la possibilità di ricorrere a forme di flessibilità organizzativa e di ampliamento delle giornate di lavoro agile anche in deroga ai limiti ordinari in presenza di situazioni particolari o straordinarie, come già avvenuto in occasione di eventi emergenziali o criticità logistiche.
In particolare:
la disciplina organizzativa del lavoro agile dell’Agenzia prevede la possibilità di adottare soluzioni organizzative flessibili in presenza di situazioni eccezionali;
il CCNL Funzioni Centrali riconosce il lavoro agile quale strumento stabile di organizzazione del lavoro finalizzato anche alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro e alla modernizzazione delle amministrazioni pubbliche.
Alla luce di quanto sopra, la FP CGIL, nelle more del confronto già fissato per il 10 novembre p.v. sui “criteri di priorità per l’accesso al lavoro agile e ai casi in cui è possibile estendere il numero delle giornate di prestazione rese in modalità agile” (previsto dal CCNL 2025/2027), chiede all’Amministrazione di valutare urgentemente per le situazioni più contingenti, autorizzando immediatamente le proprie strutture Territoriali, l’adozione di misure temporanee di ampliamento volontario delle giornate di lavoro agile, al fine di mitigare gli effetti economici e di criticità della situazione attuale sugli spostamenti dei dipendenti.
Tale misura consentirebbe di:
ridurre l’impatto economico dei costi di trasporto sui lavoratori;
favorire una migliore conciliazione tra tempi di vita e di lavoro;
contribuire alla riduzione degli spostamenti e dell’impatto ambientale;
garantire al contempo la piena continuità e qualità dei servizi, come già dimostrato durante le precedenti esperienze di lavoro agile.
Restiamo in attesa di Vostro cortese e urgente riscontro e inviamo cordiali saluti.
Il Coordinatore Nazionale FP CGIL
Agenzia delle Entrate
Florindo Iervolino
Care compagne e cari compagni, care colleghe e cari colleghi,
Ieri pomeriggio si è svolto il terzo incontro con l’Amministrazione per la definizione dell’accordo sul CCNI 2026.
Leggendo i vari comunicati diffusi questa mattina, siamo rimasti un po’ sorpresi nel constatare come altre organizzazioni cerchino di rivendicare trionfalmente dei risultati, erigendosi a protagonista assoluta del tavolo e dipingendo ogni singola modifica come frutto della propria esclusiva iniziativa.
La realtà, purtroppo, è ben diversa.
Il confronto si è aperto con una vera e propria gara al rialzo: proposte irrealistiche e percentuali sparate a caso, avanzate nella piena consapevolezza della loro inapplicabilità, ma utili solo a mettere a verbale una posizione da rivendersi poi nei comunicati per accreditarsi come paladini dei lavoratori.
Un comunicato in particolare ha attirato la nostra attenzione: è evidente che qualcuno abbia responsabilità da farsi perdonare e cerchi ora di sparare nel mucchio per recuperare qualche posizione.
La situazione complessa che affrontiamo quest’anno è infatti il risultato diretto di scelte scellerate che oggi ci costringono alle nozze con i fichi secchi.
Il nostro primo intervento è stato quindi un richiamo alla realtà. Abbiamo ribadito con forza quello che avrebbe dovuto essere l’obiettivo comune fin dall’inizio, che sembrava a tutti chiaro: dare priorità a chi era stato precedentemente escluso, tenendo conto del budget limitato e dell’ampia platea di aventi diritto.
Infatti, l’ultima proiezione che abbiamo richiesto andava in una direzione positiva: 30% Funzionari 50% Assistenti e Operatori. Quest’ultima consentirebbe di recuperare il 99% del personale escluso dall’ultima tornata allargando anche la possibilità a 1355 colleghi che avevano partecipato a una progressione verticale, priva di effetti economici.
In totale da questa simulazione si raggiungono 4570 colleghi divisi in:
4179 funzionari; 349 assistenti; 12 operatori (30 provincia autonoma Bolzano) per una spesa complessiva di quasi 10 milioni.
Questa scelta consente di lavorare sul resto dell’impianto in modo meno difficoltoso, lasciando altresì disponibili nel fondo risorse decentrate ulteriori 280 euro pro capite.
Inoltre, registriamo positivamente l’innalzamento del TEP di ulteriori 75 euro.
Allo stesso modo, abbiamo ribadito che l’aumento previsto per le attività di sportello fosse insufficiente, così come risultava inadeguato un iniziale +10% per le attività di front-end gestite da remoto.
Grazie anche alla nostra posizione, entrambe le voci verranno incrementate.
Infine, abbiamo chiesto all’Amministrazione una formulazione priva di qualsiasi margine di discrezionalità, che garantisca in modo esplicito e inequivocabile il riconoscimento della maggiorazione oraria al personale infermieristico.
Attendiamo ora l’invio del testo aggiornato, così da valutarne le effettive modifiche.
Un elemento che valutiamo positivamente è senz’altro l’impegno assunto dall’Amministrazione a garantire, anche nel prossimo CCNI 2027, una priorità nell’accesso ai differenziali per i colleghi fin qui non beneficiari, come previsto dal CCNL 25-27.
Un atto di giustizia dovuto verso chi, ad ogni passaggio, rischia altrimenti di rimanere sistematicamente indietro.
Tutto il contrario di chi rivendica percentuali illogiche, finendo per privilegiare principalmente chi del passaggio ha già beneficiato.
Luca Giovinazzo
Coordinatore Nazionale
Fp Cgil INPS
Al Direttore Generale del Personale Civile Difesa
Dott.ssa Maria De Paolis
OGGETTO: Richiesta urgente di estensione dello Smart Working e anche al personale del ruolo degli Assistenti Tecnici
La FP CGIL, facendo seguito alle numerose richieste già avanzate negli ultimi tempi, torna a sollecitare la massima attenzione e un intervento concreto da parte di tutti gli Stati Maggiori in merito all’estensione dello Smart Working anche al personale appartenente al ruolo degli Assistenti Tecnici.Alla luce della situazione che si sta delineando, caratterizzata dalle crescenti difficoltà di approvvigionamento dei carburanti e dal significativo aumento dei relativi costi, si ritiene non più rinviabile l’adozione di misure organizzative che possano ridurre gli spostamenti del personale e contenere le spese sostenute quotidianamente dai lavoratori per raggiungere le rispettive sedi di servizio.
Si chiede, quindi, di attivarsi con la massima urgenza, adottando indicazioni chiare e uniformi per favorire l’estensione anche oltre le 40 ore dello Smart Working attualmente riconosciute agli assistenti tecnici, valutando un potenziamento delle attività formative o di altre attività lavorative che siano eseguibili a distanza.
La situazione richiede risposte tempestive, concrete e non più rinviabili. La FP CGIL continuerà a sostenere con determinazione questa richiesta, nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori, affinché siano garantite condizioni di lavoro sostenibili e un’organizzazione del servizio adeguata alle attuali difficoltà.
Cordiali saluti
Il Coordinatore nazionale FP CGIL Ministero Difesa
Marco Campochiaro
Oggi giornata di mobilitazione in tutt’Italia. “Servono organici, sicurezza e investimenti, non nuove gerarchie”
Roma, 21 ott – “Il personale dei Vigili del Fuoco, riunito numeroso nelle assemblee promosse dalla Fp Cgil nei Comandi provinciali di tutta Italia, ha ribadito il no a un riordino che non affronta le carenze strutturali del Corpo e non risponde alle esigenze del soccorso pubblico. La Fp Cgil chiede al Governo di sospendere il provvedimento e riaprire il confronto intervenendo su organici, salute e sicurezza, previdenza dedicata e complementare, formazione e valorizzazione professionale ed economica”.
Lo sostiene Mauro Giulianella, coordinatore nazionale Fp Cgil VVF in occasione della giornata di mobilitazione dei Vigili del fuoco promossa dalla Funzione pubblica della Cgil in tutt’Italia.
“Il maltempo di queste ore conferma quanto siano urgenti investimenti, assunzioni, formazione e mezzi adeguati. Il Corpo deve affrontare eventi meteorologici estremi, alluvioni, dissesti idrogeologici, incendi boschivi e nuove sfide legate alla transizione energetica, come batterie, veicoli elettrici e sistemi di accumulo. Il riordino proposto, invece, rafforza le gerarchie, cela una riforma delle pensioni che bloccherà le progressioni future senza garantire più personale, sicurezza e competenze. La partecipazione alle assemblee – osserva – è un messaggio chiaro: non si può riformare il Corpo senza ascoltare chi ogni giorno garantisce il soccorso pubblico. Servono più assunzioni, più tutele e investimenti concreti per garantire la salute e sicurezza del Corpo e la capacità di rispondere alle emergenze e al soccorso. La sicurezza del Paese passa dal rafforzamento e dalla valorizzazione dei Vigili del Fuoco. Continueremo a batterci per il potenziamento degli organici e le tutele di chi opera ogni giorno nell’emergenza. Servono investimenti seri, non gerarchie! Per questo saremo a Bruxelles con i colleghi di tutta Europa il 3 novembre e per questo sciopereremo il 20 novembre”, conclude Giulianella.

AL MINISTERO DELL’INTERNO
Dipartimento delle Politiche del Personale Risorse Strumentali e Finanziarie
Ufficio Relazioni Sindacali
– S E D E –
Con riferimento a quanto in oggetto indicato, la scrivente O.S., chiede di essere convocata alle riunioni delle Cabine di Regia sugli incentivi tecnici, previste dal vigente Contratto Integrativo di Ministero anche al fine di poter designare i propri componenti.
Si fa presente altresì che la reiterazione dell’esclusione di questa O.S. dalle Cabine di Regia sul tutto il territorio nazionale rappresenterebbe un’inammissibile discriminazione a fronte della quale risulterebbe ineludibile il ricorso ad ogni forma di tutela delle proprie prerogative.
Si resta in attesa di risposta in merito e si coglie l’occasione per porgere
distinti saluti.
Il Coordinatore Nazionale FP Cgil
(Stefano MIRTI)
Martedì 20 Ottobre 2026 si è svolto a Roma un nuovo incontro tra le Organizzazioni Sindacali FP CGIL, CISL FP e UIL FP e l’Associazione datoriale ARIS, nell’ambito del percorso negoziale per il rinnovo del CCNL ARIS RSA.
Nel corso dell’incontro, al fine di dare continuità e maggiore concretezza ai lavori di rinnovo contrattuale e per evitare che la trattativa si fermasse sull’analisi e approfondimento del campo di applicazione, si è convenuto di articolare il confronto, prevedendo dei distinti momenti di approfondimento tecnico e politico.
In particolare:
• 4 novembre 2026: si svolgerà un tavolo tecnico dedicato all’approfondimento del campo di applicazione del CCNL.
• 11 novembre 2026: si terrà il tavolo politico, nel corso del quale proseguirà il confronto sui diversi articolati contrattuali oggetto della trattativa.
Le Organizzazioni Sindacali confermano la volontà di proseguire con determinazione il percorso negoziale, con l’obiettivo di accelerare i lavori e giungere al rinnovo di un contratto atteso da anni dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore, garantendo il necessario aggiornamento normativo e il giusto riconoscimento economico e professionale.
Sarà nostra cura tenervi costantemente aggiornati sugli sviluppi della trattativa.
Fp Cgil
Barbara Francavilla
Cisl Fp
Antonio Cuozzo
Uil Fp
Ciro Chietti
Nella giornata di oggi abbiamo proseguito il confronto sul riassetto dei processi di vigilanza. La scorsa volta l’incontro si era chiuso con l’impegno da parte di INL di farci avere delle proiezioni sui possibili numeri dei team di vigilanza tecnica e ordinaria e del relativo impatto sul FRD.
Nella riunione odierna abbiamo preliminarmente posto una questione di metodo sulle proiezioni ricevute: i numeri del personale ispettivo su cui sono stati effettuati i calcoli ci sono parsi sovradimensionati rispetto alla consistenza del personale effettivamente impiegato in vigilanza. L’Amministrazione ha confermato quanto da noi evidenziato e pertanto abbiamo evidenziato la necessità che i numeri rispecchino, in qualche modo, la realtà, ossia i tanti ispettori ordinari assegnati in percentuali variabili ad altri Processi Operativi.
Ci sarà, pertanto, un nuovo incontro con nuove proiezioni, che considerino anche coloro che sono assegnati, solo in percentuale, all’attività ispettiva; ad esempio, un ispettore adibito al 50% all’attività di vigilanza sarà considerato – ai fini della costituzione del team – come “mezza” unità di personale e non come unità per intero, perché questo falserebbe i calcoli.
Ci saranno inviati, pertanto, nuovi prospetti sulla base di questi “riconteggi”, così da poter comprendere meglio la situazione.
Confermiamo la nostra contrarietà a numeri eccessivamente ridotti di personale dei team, perché questo, oltre ad avere un peso di rilievo sul FRD per le indennità da remunerare, andrebbe anche a parcellizzare eccessivamente l’organizzazione del lavoro: esattamente il contrario di ciò che dovrebbe accadere in una logica di lavoro in team.
Riaffermiamo la necessità di tornare, a distanza di anni dalla costituzione dei Processi Operativi e dei team, sulle “regole d’ingaggio”: cosa significa lavorare in un Processo Operativo, in un team e che ruolo debbano avere i relativi responsabili, stabilendo regole valide per tutti i Processi Operativi e i team, non solo per la Vigilanza.
Abbiamo ribadito che le regole per la costituzione di un team di vigilanza devono essere uguali, sia per la vigilanza tecnica che per quella ordinaria, e la necessità che le due anime della vigilanza viaggino assieme, superando definitivamente quella separazione che abbiamo contestato sin dall’inizio. La discussione su come questo possa avvenire è stata appena abbozzata: si è ipotizzata, ad es., la possibilità di avere team a composizione mista (con ispettori tecnici e ordinari) ovvero l’obbligatorietà di una programmazione congiunta, con incontri periodici di confronto. Al di là degli aspetti organizzativi su cui saranno necessari ulteriori approfondimenti, abbiamo rimarcato che – anche alla luce dell’arrivo di numerosi ispettori tecnici – la logica sinergica deve far sì che gli ispettori del lavoro tornino a occuparsi solo di vigilanza giuslavoristica e gli ispettori tecnici facciano solo salute e sicurezza sul lavoro. Si registra, sul punto, finalmente la disponibilità dell’INL a tornare sui propri passi e rivedere le indicazioni date a suo tempo.
Visto che le proiezioni ricevute dall’Amministrazione non contemplavano anche la Sicilia, abbiamo sottolineato la necessità che anche in Sicilia siano istituiti dei team di vigilanza tecnica e ordinaria, così da proseguire l’opera di strutturazione della vigilanza anche in quella Regione. L’INL si è detto disponibile sul punto, evidenziando anche che vi saranno – nelle prossime settimane – degli incontri con INAIL Sicilia, per immaginare almeno una prima sede fisica dell’Ente. Accogliamo con favore questo, sebbene riteniamo che – vista la complessità di quella Regione, anche sotto il profilo dei collegamenti – avere due sedi (es., una per la Sicilia Occidentale e una per quella Orientale), possa essere fondamentale.
Al termine dell’incontro, abbiamo nuovamente chiesto risposte da INL sui seguenti temi: ampliamento polizza kasko, riconoscimento dell’indennità di missione nelle aree metropolitane e incremento del costo del carburante riconosciuto. Mentre sull’ultimo punto, l’Amministrazione continua a essere silente – ma state pur certi che non faremo altrettanto –, ci è stato comunicato che per fine mese dovrebbe finalmente uscire una circolare dell’INL che conterrà il riconoscimento dell’indennità di missione anche in città, come chiediamo da anni e che si sta lavorando sia a un ampliamento della polizza kasko.
Il prossimo incontro sugli assetti della vigilanza è previsto per la mattina del 18 novembre.
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Coordinatore nazionale FP CGIL – INL |
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Matteo Ariano |
“Inaccettabile la scelta di sottoscrivere con organizzazioni non comparativamente più rappresentative. Inaccettabili anche i 14 anni senza rinnovo delle RSA AIOP-ARIS. Il Governo corregga l’esclusione del sociosanitario dalle tutele contro le lunghe vacanze contrattuali”
“Il dumping contrattuale non si giustifica utilizzando contratti scaduti da anni come termine di paragone. Se ANASTE vuole dimostrare la qualità dell’accordo sottoscritto, lo confronti con i contratti che vengono rinnovati oggi e dica quale recupero reale del potere d’acquisto garantisce alle lavoratrici e ai lavoratori”.
Lo dichiarano i Segretari generali di FP CGIL, CISL FP e UIL FP Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, replicando alle dichiarazioni con cui ANASTE ha rivendicato la qualità del CCNL 2026-2028, richiamando nel confronto anche i contratti AIOP-ARIS della sanità privata e delle RSA.
“Resta inoltre per noi inaccettabile la scelta di ANASTE di sottoscrivere la pre-intesa con organizzazioni sindacali che non sono comparativamente le più rappresentative del settore, interrompendo un confronto già avviato con FP CGIL, CISL FP e UIL FP. La rappresentatività non può essere aggirata scegliendo gli interlocutori con cui è più semplice raggiungere un accordo: è un elemento essenziale per garantire contratti realmente esigibili, autorevoli e capaci di tutelare la generalità delle lavoratrici e dei lavoratori”.
“Allo stesso modo, confrontare un contratto sottoscritto nel 2026 con trattamenti economici definiti molti anni fa è fuorviante. Inflazione, perdita di potere d’acquisto e diversa vigenza temporale rendono quei dati non omogenei. La buona contrattazione non consiste nell’essere migliori di chi è rimasto fermo per anni, ma nel garantire oggi salari adeguati, diritti, tutele e valorizzazione professionale”.
Per i tre Segretari generali, tuttavia, “questo non significa in alcun modo assolvere AIOP e ARIS dalle loro gravi responsabilità. Quattordici anni senza rinnovare il CCNL delle RSA sono una vergogna e una situazione ormai intollerabile. Non è più accettabile chiedere tempo a lavoratrici e lavoratori che hanno continuato a garantire assistenza alle persone anziane, non autosufficienti e fragili mentre inflazione e costo della vita erodevano ed erodono le loro retribuzioni”.
“AIOP e ARIS devono assumersi la responsabilità di questo ritardo e chiudere il rinnovo che dia dignità a questo settore. Ma proprio per questo ANASTE non può utilizzare quella situazione per certificare la bontà del proprio accordo: un contratto fermo in modo irresponsabile da quattordici anni dimostra la gravità di un mancato rinnovo, non la qualità di un contratto sottoscritto nel 2026”.
FP CGIL, CISL FP e UIL FP chiamano in causa anche il Governo: “È altrettanto grave che, mentre si introduce per il lavoro privato una tutela economica contro le lunghe vacanze contrattuali dopo nove mesi dal mancato rinnovo, siano stati esclusi proprio i lavoratori delle strutture sanitarie e sociosanitarie che operano per conto del Servizio sanitario nazionale. Una scelta ancora più incomprensibile in un settore nel quale ci sono lavoratrici e lavoratori che attendono il rinnovo da anni”.
“Il Governo corregga questa ingiustizia e intervenga affinché risorse pubbliche, accreditamenti e adeguamenti tariffari siano strettamente collegati al rinnovo e al rispetto dei CCNL sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative. Non è accettabile finanziare con risorse pubbliche un sistema nel quale la sostenibilità economica venga ricercata comprimendo salari e diritti”.
Bozzanca, Chierchia e Longobardi concludono: “La nostra posizione è chiara: no ai contratti al ribasso, no all’aggiramento della rappresentatività e no anche a chi lascia per anni lavoratrici e lavoratori senza rinnovo. Non ci interessa una gara su quale contratto sia “meno peggio”. Vogliamo alzare salari, diritti e tutele in tutto il settore sociosanitario. Firmare un contratto non significa necessariamente fare buona contrattazione, così come lasciarlo scaduto per quattordici anni è inaccettabile. I ritardi degli altri non possono diventare l’alibi per giustificare le proprie scelte. Pertanto, come Cgil, Cisl e Uil, siamo pronti a riprendere la nostra mobilitazione, territorio per territorio, fin quando il diritto di lavoratrici e lavoratori ad un buon contratto non sarà pienamente rispettato”.
Nella giornata del 19 ottobre, è proseguita la trattativa per il rinnovo del CCNL AIOP RSA, durante la quale sono stati analizzati ulteriori istituti contrattuali di parte normativa, tra cui formazione, diritto allo studio, permessi a recupero e trasferimenti. Stiamo conducendo, ormai da mesi, un confronto serrato sulle tutele giuridiche del CCNL che, come saprete, risultano obsolete quando non direttamente lesive per lavoratrici e lavoratori, in quanto frutto di un CCNL non sottoscritto con CGIL CISL E UIL e scaduto da oltre 14 anni. Proprio per questo il negoziato sta procedendo con le dovute tempistiche, per cercare di portare le migliori condizioni possibili fermo restando che il rinnovo del CCNL si deciderà anche sulle risorse economiche che dovranno essere investite sui dipendenti, per valorizzare la professione, garantirne l’attrattività e accentuarne la qualità del servizio.
Tra le principali novità discusse quest’oggi, si segnalano:
Formazione e diritto allo studio: introdotto un articolo che prevede la costituzione di un Fondo unico per permessi retribuiti destinati a studio, formazione, crediti ECM, qualificazione e riqualificazione professionale. Le modalità di utilizzo saranno definite nella contrattazione di secondo livello, da avviare entro tre mesi dalla sottoscrizione del CCNL. La formazione obbligatoria richiesta dal datore di lavoro dovrà comunque essere retribuita o compensata qualora non finanziabile attraverso il Fondo. Su questo punto, a fronte delle obiezioni datoriali sui costi, abbiamo ribadito la centralità della formazione come diritto e investimento sulla qualità dell’assistenza.
Permessi a recupero: incremento dalle attuali 6 a 20 ore, con l’eliminazione dei vincoli che oggi ne limitano la fruizione.
Trasferimenti: dovranno essere giustificati da comprovate esigenze di servizio, con obbligo di confronto sindacale per quelli superiori a 15 giorni. Previsti criteri oggettivi e trasparenti, nonché specifiche garanzie contro trasferimenti discriminatori, punitivi o arbitrari, nel rispetto delle tutele previste dalla normativa di legge.
I prossimi incontri sono previsti per il 26 ottobre e il 3 novembre.
Non dobbiamo confondere i progressi sulla parte normativa con la reale possibilità di arrivare rapidamente alla sottoscrizione del contratto. Parliamo di un CCNL scaduto da oltre 14 anni, una situazione inaccettabile che continua a penalizzare migliaia di lavoratrici e lavoratori. La trattativa sta entrando nella fase decisiva, quella in cui si misurerà la reale volontà di AIOP di costruire un contratto vero, serio e dignitoso. Daremo la nostra disponibilità a sottoscrivere il CCNL soltanto quando sarà riconosciuto un giusto salario, nel rispetto dell’articolo 36 della Costituzione, e saranno garantite condizioni contrattuali dignitose, tenendo conto anche degli istituti normativi che incidono sulle retribuzioni, sulle condizioni di lavoro e sulla qualità della vita delle lavoratrici e dei lavoratori.
Vi terremo puntualmente informati.
FP CGIL
Barbara Francavilla
CISL FP
Antonio Cuozzo
UIL FP
Ciro Chietti
Il titolo che abbiamo scelto per questo nostro comunicato potrebbe suonare come umorismo macabro, ma rende l’idea di ciò che abbiamo letto in occasione della Giornata internazionale per l’eliminazione della povertà in un articolo in primo piano sulla nostra Intranet, che impone un’attenta riflessione sul ruolo della comunicazione di un grande Istituto pubblico come l’INPS.
Ciò che intendiamo non è certo contestare la veridicità dei singoli numeri estratti dal report ISTAT, ma rimarcare la rappresentazione parziale e decontestualizzata che ne viene fatta, selezionando solo gli indicatori rassicuranti per costruire una narrazione di comodo.
Sì, perché ad un’attenta osservazione definire il quadro sociale «incoraggiante» in virtù di un calo congiunturale del rischio di povertà o esclusione sociale dal 23,1% al 22,6% significa nascondere la drammatica sostanza della realtà: quel 22,6% si traduce nella presenza di oltre 13 milioni di persone in condizioni di vulnerabilità.
Una lettura orientata all’equilibrio non avrebbe potuto ignorare che, nel medesimo arco temporale, la grave deprivazione materiale e sociale è aumentata dal 4,6% al 5,2%, arrivando a colpire oltre 3 milioni di cittadini.
La debolezza di questa ricostruzione appare ancora più evidente se si considera che, proprio il giorno precedente alla nota dell’Istituto, ISTAT diffondeva rilevazioni complessive sulla povertà, certificando ben 5,4 milioni di persone in povertà assoluta e quasi 8,7 milioni in povertà relativa.
Dati che mostrano oltretutto spaccature di classe profonde e inaccettabili, con un’incidenza della povertà assoluta che colpisce principalmente le famiglie operaie.
Anche il dato relativo al reddito familiare richiede un’analisi più articolata: l’aumento reale del 4,1% registrato nell’ultimo anno non può essere considerato isolatamente, ma va inquadrato nel contesto, dal momento che lo stesso ISTAT precisa come il reddito familiare reale medio rimanga ancora inferiore del 4,9% rispetto ai livelli del 2007.
Il dato medio, poi, non evidenzia le profonde divergenze nell’andamento delle diverse tipologie di reddito, che hanno visto i redditi da lavoro dipendente penalizzati rispetto ad altre categorie. I recuperi contrattuali non sono stati sufficienti a compensare l’inflazione registrata negli ultimi anni. Di conseguenza, il potere d’acquisto medio delle retribuzioni, tra il 2021 e il 2026, ha subito, secondo i dati ISTAT, una perdita del 9,4%, che supera il 10% nel pubblico impiego.
Di fronte a oltre 5 milioni di persone in povertà assoluta, a stipendi reali di molto al di sotto di 4 anni fa e all’aumento della deprivazione materiale, un Ente di garanzia non può prestarsi a letture edulcorate o a selezioni di comodo.
Chiediamo all’INPS di garantire una comunicazione rigorosa, trasparente e capace di chiarire sempre i contesti in cui i dati vengono esposti, affinché l’informazione pubblica serva a comprendere la reale condizione sociale del Paese e non a rappresentarla in modo consolatorio.
Questa comunicazione Intranet è ancor più preoccupante, perché arriva dopo la deriva censoria che già segnalammo con il nostro Comunicato del 22 settembre. Infatti, la decisione dell’INPS di sopprimere i Rendiconti sociali provinciali per accorparli in un unico evento regionale, e di sottrarre tutti i Rendiconti ad una gestione plurale e trasparente (garantita dalla positiva collaborazione tra il CIV, i Comitati e le Direzioni, centrali e territoriali dell’Istituto), nasconde la volontà di silenziare i dati più scomodi, limitandone la trasparenza, sottraendoli dal confronto pubblico e mortificando il lavoro delle sedi territoriali. Non possiamo accettare che una rassicurante e compiacente narrazione prevalga sulla reale conoscenza dei problemi dei cittadini e del Paese.
Per denunciare il progressivo peggioramento delle condizioni di vita delle famiglie italiane, sabato scorso un corteo di 100.000 manifestanti, promosso dalla CGIL insieme ad altre cento associazioni laiche e cattoliche, ha attraversato Roma.
Di fronte a una manovra che, nelle sue premesse, non offre risposte concrete alle esigenze del mondo del lavoro e nel momento in cui il Governo decide invece di destinare 15 miliardi di euro agli armamenti, la CGIL ha proclamato uno sciopero generale per il prossimo 20 novembre per chiedere una svolta nelle politiche economiche e sociali del Paese.
Luca Giovinazzo
Coordinatore Nazionale Fp Cgil INPS
Abbiamo scritto a Giuli per chiedere un tavolo sulla sicurezza, ad oggi nessuna risposta
“Caro Alberto, la tua voce arriva a milioni di persone. Per questo ti chiediamo di aiutarci a diffondere un messaggio semplice: la vita vale più del profitto. La sicurezza di chi lavora deve venire prima di tutto”.
E’ quanto scrive in una lettera inviata al noto divulgatore scientifico e conduttore televisivo Alberto Angela il Segretario generale della Funzione Pubblica Cgil, Federico Bozzanca.
“Nei giorni scorsi – prosegue la lettera – un ragazzo di appena 22 anni, Andrea, ha perso la vita al Colosseo mentre lavorava alla nuova illuminazione del sito. Sappiamo quanto questa notizia ti abbia colpito. E abbiamo apprezzato la tua decisione di rinviare le riprese della tua trasmissione. Ma c’è una cosa che forse non sai: all’interno del Colosseo i lavori sono ripresi. Di sera, con poca illuminazione, senza impalcature e con attrezzature che si sono dimostrate insufficienti. Nessun luogo, neanche il Colosseo, vale la vita di un ragazzo di 22 anni. E siamo sicuri che tu sia d’accordo con noi”.
Bozzanca ha altresì ricordato come la Fp Cgil abbia scritto due lettere al ministro Giuli “per sollecitare la convocazione di un tavolo per la sicurezza sul lavoro al Colosseo, ma ad oggi non ci è giunta alcuna risposta. Per noi la sicurezza di chi lavora deve venire prima di tutto. Prima degli incassi, prima delle scadenze, prima di qualsiasi spettacolo. Continueremo a ripeterlo senza sosta, anche quando i riflettori si saranno spenti. Si tratta di una grande questione culturale per la quale è necessario un impegno comune”.