“Finalmente si apre una vera stagione contrattuale necessaria a tutelare l’enorme patrimonio professionale del SSN”. Lo dichiara Andrea Filippi Segretario Nazionale Fp Cgil Medici e Dirigenti SSN, al termine del primo incontro avuto in ARAN per l’avvio delle trattative di rinnovo contrattuale 2025-2027 per l’Area Sanità.
“Troppi sono ancora i punti irrisolti sulla promozione dell’inclusione scolastica degli studenti con disabilità”. È quanto denunciano Cgil nazionale, Fp Cgil e Flc Cgil, intervenute oggi in audizione sulle proposte di legge che istituiscono il profilo professionale dell’assistente per l’autonomia e la comunicazione degli alunni con disabilità.
Secondo la Confederazione, insieme a Fp e Flc, “il disegno di legge rappresenta un arretramento rispetto all’impostazione originaria del ddl n. 236, depositato al Senato, da cui ha originato il testo oggi in discussione alla Camera, che, pur con le sue criticità circa la mancata individuazione delle risorse necessarie, indicava la strada dell’internalizzazione del personale nella pubblica amministrazione”.
“L’Assistente all’autonomia e alla comunicazione rappresenta – affermano Cgil, Fp e Flc – una figura professionale strategica nell’ambito delle politiche per l’inclusione scolastica e sociale, che opera a supporto degli studenti e delle studentesse con bisogni educativi connessi alla comunicazione, all’autonomia e all’inclusione personale, contribuendo in modo qualificato alla rimozione delle barriere che ostacolano la piena partecipazione alla vita scolastica. Questo profilo non si configura in alcun modo come sostitutivo del docente di sostegno o di altri operatori scolastici, ma si inserisce in un’ottica di integrazione funzionale all’interno dell’équipe educativa e multidisciplinare, concorrendo alla definizione e all’attuazione del progetto educativo individualizzato. Inoltre, è una figura fondamentale nella realizzazione del Progetto di vita individuale, personalizzato e partecipato per le alunne e gl alunni con disabilità”.
Per Cgil e categorie, “prevederne la valorizzazione è assolutamente necessario, ma l’ipotesi del doppio binario formativo prevista dal testo passato in senato è contraddittoria sul versante di una reale valorizzazione del profilo e del corretto inquadramento. È importante prevedere le dovute garanzie di tutela e continuità occupazionale del personale attualmente inserito nei percorsi di formazione o che già svolge l’attività di assistente all’autonomia e alla comunicazione.
“È meritoria la previsione di indicare, per la prima volta in una legge dello Stato, un contratto pubblico come quello delle Funzioni Locali come contratto di riferimento per i servizi affidati in appalto o subappalto, ma resta il nodo dell’investimento necessario ad attuare quanto previsto nelle finalità del disegno di legge: senza risorse eterofinanziate, certe e stabili, per gli enti locali sarà infatti molto difficile, se non impossibile, attuare le disposizioni per l’internalizzazione del personale”, concludono Cgil nazionale, Fp Cgil, Flc Cgil.
Come FP CGIL siamo stati auditi dalla 1a Commissione Affari Costituzionali del Senato della Repubblica nel corso dell’esame del disegno di legge già approvato alla Camera dei Deputati in prima lettura lo scorso 28 gennaio, recante “Disposizioni in materia di sviluppo della carriera dirigenziale e della valutazione della performance del personale dirigenziale e non dirigenziale delle pubbliche amministrazioni”.
Il testo in discussione non ha subito particolari modificazioni nell’esame da parte della Camera dei Deputati, nonostante le numerose criticità che pure sono state già rappresentate in sede di audizione alla Camera
Ascolta l’intervento della Fp Cgil al minuto 42.55
“In occasione della Giornata mondiale per la salute e sicurezza sul lavoro sono stati resi noti i risultati delle elezioni dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza (RLS) nel Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, avvenute dal 23 al 29 marzo scorso. Un’elezione, svolta per la prima volta, fortemente sostenuta dalla Fp Cgil, con la convinzione che l’RLS sia un presidio indispensabile di tutela e controllo democratico nei luoghi di lavoro, e che attraverso la rappresentanza eletta si rafforzi la capacità delle lavoratrici e dei lavoratori di essere protagonisti delle scelte che riguardano la loro sicurezza, la loro salute e la qualità del loro lavoro. Un protagonismo che si è manifestato in queste elezioni che hanno fatto registrare un primo straordinario risultato nell’alta partecipazione democratica avuta: su una platea di elettori di circa 35 mila unità, sono state oltre 40.000 le preferenze espresse per 730 candidature presentate complessivamente in tutte le sedi”.
Lo si legge in una nota diffusa dalla Funzione pubblica della Cgil.
“In questo quadro di ampia partecipazione, la Fp Cgil ha confermato di avere un vasto consenso tra lavoratrici e lavoratori, affermandosi come seconda organizzazione per numero di lavoratori rappresentati e come terza per radicamento sul territorio. Un risultato – prosegue la nota – frutto del lavoro costante e capillare, certificato sia dal numero di candidature presentate, il più alto su scala nazionale, sia dal riconoscimento da parte di colleghe e colleghi dell’impegno profuso negli anni e della competenza messe al servizio della comunità del Corpo dalle tante e tanti delegate e delegati della Fp Cgil, pronti ad assumersi una responsabilità importante. Per il Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco, infatti, il tema della sicurezza non è un principio astratto ma una condizione quotidiana che riguarda direttamente la vita, l’integrità e la dignità professionale di lavoratrici e lavoratori”.
“Per la Fp Cgil essere la terza forza per numero complessivo di RLS eletti, con una estesa rappresentanza territoriale tra comandi e direzioni, è il riconoscimento del lavoro fatto, quotidianamente e con coerenza, per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori del Corpo ed è, soprattutto, il punto di partenza per le sfide che gli RLS e l’intero comparto hanno davanti per assicurare la salute e sicurezza delle lavoratrici e dei lavoratori dei Vigili del Fuoco, un obiettivo che la Fp Cgil mette al centro dell’agenda e della propria azione vertenziale non solo oggi, 28 aprile, ma tutti i giorni dell’anno”, conclude la nota.
“Preoccupati per tasso dimissioni volontarie”
“Siamo molto preoccupati per l’andamento delle dimissioni volontarie nel comparto delle funzioni locali, il cui numero è decisamente in crescita: è assolutamente necessario rendere più attrattivo il contratto del comparto. Nel corso dell’incontro abbiamo ribadito la centralità della questione salariale, sottolineando il divario esistente tra il comparto delle Funzioni Locali e gli altri comparti pubblici. Pur riconoscendo che l’incremento del 5,4% proposto risulta in linea con l’inflazione programmata, è necessario prevedere una clausola di salvaguardia nel caso in cui il contratto venga sottoscritto prima della registrazione dello scostamento tra inflazione programmata e reale”.
Lo ha detto la segretaria nazionale Fp Cgil Tatiana Cazzaniga nel corso dell’incontro convocato all’Aran nell’ambito del percorso di rinnovo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro 2025-2027 per il comparto delle Funzioni Locali.
“Occorre inoltre – ha proseguito – rafforzare le relazioni sindacali, con la richiesta di restituire centralità al ruolo e alla contrattazione delle RSU e delle Organizzazioni Sindacali. Sempre più centrale è il tema della salute e sicurezza sul lavoro, con riferimento all’aumento dei carichi e all’intensificazione delle condizioni lavorative, anche a causa delle carenze di organico. Abbiamo altresì evidenziato il rischio crescente per il benessere delle lavoratrici e dei lavoratori, anche in termini di stress lavoro-correlato e burnout. Bisogna inoltre investire nelle professionalità attraverso il superamento dell’area degli operatori e l’introduzione dell’area delle elevate qualificazioni, ed è necessaria la stabilizzazione dei criteri in deroga per le progressioni tra le aree. È stato inoltre affrontato il tema dell’inquadramento del personale scolastico ed educativo, per il quale si propone una riqualificazione complessiva accompagnata da un finanziamento dedicato”.
Sul fronte dell’organizzazione del lavoro, “abbiamo sottolineato l’importanza di una maggiore flessibilità dell’orario, anche tramite l’utilizzo del lavoro multiperiodale, oltre alla necessità di eliminare la riduzione di ferie e permessi per chi adotta la settimana corta e di equiparare il trattamento delle ferie tra personale esperto e neoassunto”.
“Come Fp Cgil abbiamo inoltre chiesto un ampliamento del sostegno al lavoro a distanza e al lavoro agile, considerati strumenti fondamentali anche per aumentare l’attrattività del comparto. In materia di formazione, chiediamo si utilizzino integralmente le risorse previste dal contratto, anche per accompagnare l’uso sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale nelle attività lavorative quotidiane, prevedendo al contempo modalità flessibili di utilizzo di eventuali risorse residue. Infine, abbiamo ribadito il valore del tema della disabilità, con la richiesta di riportare al centro della contrattazione l’inserimento lavorativo e l’inclusione”, ha concluso Tatiana Cazzaniga.
“Quadruplica il divario delle retribuzioni medie con amministrazioni dello Stato. Servono risorse per ridurre gap salariale e migliorare attrattività, tasso dimissioni è elevatissimo”
“Quanto sta avvenendo con l’ennesimo decreto sicurezza di questo Governo conferma che sulla gestione dei flussi migratori e del diritto di asilo il Governo compie scelte sbagliate e inadeguate, oltre che in contrasto con i principi costituzionali, come con i centri in Albania e non solo”.
E’ quanto afferma Giordana Pallone, segretaria nazionale Fp Cgil.
“I numeri inferiori alle previsioni e le attese estenuanti per la concessione e i rinnovi dei permessi di soggiorno – aggiunge Pallone – rappresentano l’ennesimo fallimento delle politiche del governo Meloni che invece di investire nel sistema per favorire l’espletamento delle pratiche e l’accoglienza, alimenta insicurezza lasciando nel limbo tante persone in cerca di lavoro o che già hanno un’occupazione e rischiano di perderla”.
“Sul tema della protezione internazionale, poi – prosegue – le condizioni in cui sono chiamati a svolgere un così delicato ruolo i funzionari delle Commissioni Territoriali e della Commissione Nazionale sono inaccettabili tra organici ridotto all’osso, pressioni continue intollerabili, scarsi riconoscimenti professionali e zero prospettive, in alcuni casi in luoghi di lavoro che non rispettano i requisiti minimi in tema di salute e sicurezza. Gli accumuli di arretrati e i tempi lunghi sono il risultato di una politica caratterizzata da approssimazione e spregio verso i diritti dei richiedenti asilo, e da disinteresse per il loro drammatico vissuto, cui si unisce la continua svalorizzazione della funzione essenziale svolta dalle lavoratrici e dai lavoratori delle Commissioni messa in atto dal Governo e il massiccio ricorso al precariato attraverso contratti di somministrazione”.
“Le crisi internazionali di questi anni hanno portato ad una crescita delle domande di asilo cui non è seguito un corrispondente investimento nel complessivo sistema di protezione internazionale che riconosca alle persone in fuga la protezione legale e i percorsi di accoglienza dovuti. Il Governo faccia l’unico provvedimento che serve: valorizzi il personale delle Commissioni con assunzioni stabili e rafforzi l’intero sistema pubblico di accoglienza dei migranti”, conclude Pallone.
“La straordinaria partecipazione di oggi, in Piazza Santi Apostoli, segna un punto di non ritorno nella vertenza per il rinnovo dei contratti della sanità privata e delle RSA. 300mila lavoratrici, lavoratori e professionisti hanno fatto sentire la propria voce, rappresentati dalle migliaia di persone accorse in piazza e dalle tantissime altre che, a causa degli obblighi di legge, sono dovute restare nei luoghi di lavoro per garantire i servizi essenziali, pur indossando i simboli della mobilitazione. Parliamo di una partecipazione allo sciopero che si attesta al 70%, al netto di chi era in servizio per gli obblighi di legge, e il comparto ora esige risposte immediate e non più rinviabili sia dalle controparti AIOP e ARIS, sia dal Ministero della Salute e dalla Conferenza delle Regioni”.
Lo dichiarano, in una nota unitaria, i Segretari Generali di Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, Federico Bozzanca, Roberto Chierchia e Rita Longobardi, a margine della manifestazione di Roma, in Piazza Santi Apostoli.
“Siamo di fronte a un paradosso insostenibile che oggi abbiamo denunciato con forza sul palco, davanti alle istituzioni – spiegano i segretari –. I dati dell’analisi aggregata dei bilanci dei maggiori operatori privati raccontano di un settore che nel 2023, anno della rilevazione di Mediobanca, ha toccato la cifra record di 12,02 miliardi di euro di fatturato netto, con una crescita strutturale del 15,5% rispetto al 2019. Parliamo di aziende che hanno visto raddoppiare l’utile netto in un solo anno, raggiungendo i 449 milioni di euro, e che dispongono di una liquidità immediata che sfiora gli 1,8 miliardi. È inaccettabile che questa ‘età dell’oro’ venga costruita sulla pelle di chi aspetta il rinnovo contrattuale da 8 anni nella sanità privata e da ben 14 anni nelle RSA”.
Nel merito della protesta, i sindacati sottolineano l’insostenibilità del dumping contrattuale applicato dai grandi gruppi: “Non è più tollerabile il differenziale salariale mensile che separa lavoratrici, lavoratori e professionisti del privato da un collega del pubblico, a parità di inquadramento e responsabilità. Mentre nel SSN sono stati rinnovati ben tre contratti collettivi, questo blocco decennale del privato ha permesso all’inflazione di divorare il potere d’acquisto dei salari, costringendo i lavoratori a pagare una vera e propria tassa occulta per finanziare la crescita di queste imprese irresponsabili. Se il privato accreditato vuole essere al fianco del Servizio Sanitario Nazionale, deve garantire lo stesso rispetto e la stessa dignità normativa e salariale garantita nel settore pubblico”.
“Chiediamo ora al Ministero della Salute e alla Conferenza delle Regioni un intervento normativo chiaro e tempestivo – concludono Bozzanca, Chierchia e Longobardi –. Le risorse pubbliche devono essere vincolate indissolubilmente al rispetto dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative: senza rinnovo non deve esserci accreditamento. La mobilitazione di oggi è solo l’inizio di una nuova fase di lotta e non ci fermeremo finché non sarà restituito il valore economico e professionale a chi, ogni giorno, assicura la salute dei cittadini con dedizione”.