Le scriventi OO.SS. ritengono non più procrastinabile la ripresa del tavolo negoziale per la ripartizione del Fondo unico di Amministrazione 2017 e per l’avvio di una nuova fase di Riqualificazione in favore del personale della Corte dei conti (Sviluppi economici e Progressioni tra le aree).
Contestualmente, facEndo seguito alla nota unitaria dell’11 maggio 2017, di cui si allega copia, si chiede l’apertura di un confronto sulle seguenti materie:
– risparmi di spesa, con particolare riferimento al piano triennale di razionalizzazione e riqualificazione della spesa per gli esercizi 2016-18;
– orario di lavoro, a seguito della conclusione del periodo di sperimentazione;
– relazioni sindacali e mobilità del personale;
– dotazioni organiche e profili professionali;
– sistema di valutazione, anche alla luce del nuovo piano della performance della corte dei conti – amministrazione 2017-2019;
– servizi sociali e benessere psicofisico del personale.
Vista l’importanza degli argomenti su esposti si chiede un urgente riscontro alla presente istanza, al fine di dare risposte concrete alle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavortori della corte dei conti.
Roma, 6 ottobre 2017
FP CGIL CISL FP UIL PA
Di Folco Guarente Amidani
IL MIBACT IN PANNE: CASERTA, BARI, ROMA E DINTORNI
Caserta
La polemica pretestuosa scatenatasi a Caserta a seguito della denuncia dei nostri delegati, e di quelli di altre sigle, rispetto agli evidenti rischi per la sicurezza da quel sito, causati principalmente dal voluto mancato rispetto dei numeri di affluenza massima previsti dalle norme di sicurezza, ha assunto aspetti paradossali. Al di là degli attacchi mediatici strumentali, del flash mob in difesa del Direttore Felicori, annunciato dai pallidi eredi di gloriose battaglie ambientaliste, i Verdi regionali, ci hanno colpito le dichiarazioni del Direttore stesso, il quale, oltre ad attaccare strumentalmente la CGIL, ha candidamente ammesso che in occasione di quella apertura sono state volutamente derogate le prescrizioni di sicurezza previste per quel sito. Un disinvoltura che ha costretto persino il Ministro ad intervenire pubblicamente per richiamare gli obblighi primari di tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del sito. Insomma un clamoroso autogoal di un Direttore che, sentendosi forte dell’appoggio dell’opinione pubblica, ha tentato un altro blitz mediatico tentando di rovesciare addosso alla CGIL l’imputazione di “mancata valorizzazione”. Il problema invece è semplicemente uno: le procedure di sicurezza e di tutela di un sito non sono derogabili e non basta costruirsi una brillante immagine mediatica per bypassarli. Questo senso di impunità pare coinvolgere molti di questi Direttori cosiddetti manager, noi auspichiamo sempre che qualcuno li riporti sulla terra. Non sono amministratori delegati, ma dirigenti pubblici pagati con i soldi dei contribuenti, devono rispettare le regole, in particolare i protocolli di sicurezza, anche quando organizzano, cosa ormai quotidiana, pranzi con ricchi premi e cotillon all’interno dei luoghi della cultura.
Bari
a Bari invece nei giorni scorsi c’è stata la visita del Ministro per inaugurare la riapertura del primo piano del castello Svevo di Bari, annunciata in pompa magna dallo stesso Sindaco, un evento che noi giudicheremmo positivo se non fosse per la non trascurabile obiezione, sollevata preliminarmente ed opportunamente dalla nostra federazione locale, che l’inaugurazione sarebbe rimasta un evento occasionale in quanto non vi è personale sufficiente a garantire l’apertura quotidiana del nuovo percorso restaurato. Al di là della rincorsa affannosa a trovare pezze a colori, della pessima figura fatta fare al ministro, del tirarci per la giacchetta per trovare soluzioni che siano concordate, rimane l’immagine di una amministrazione allo sbando, pronta agli ossequi al politico di turno quanto incapace di inquadrare un problema organizzativo di discreta portata.
Interrogazione parlamentare del Senatore Tocci sullo stato del MIBACT
Riteniamo opportuno trasmettervi in allegato il testo di una interrogazione parlamentare presentata dal Senatore Walter Tocci, molto significativa nei contenuti e per la provenienza, trattandosi di un parlamentare appartenente allo stesso partito del ministro. Un personaggio politico noto per la sua competenza ed onestà intellettuale che, in questa interrogazione, mette dolorosamente a nudo le contraddizioni di un processo di riforma in modo semplice ed efficace. Ve la proponiamo e vedrete che, anche non appartenendo alle realtà indicate nel testo, si riconosceranno fattori comuni alla stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro.
Roma
Infine vogliamo esprimere piena solidarietà e sostegno alla Direttrice del Parco dell’Appia Antica, sia per le gravissime difficoltà organizzative in cui è costretta ad operare che per gli attacchi strumentali che arrivano da una sigla sindacale autonoma che imputa alla stessa il fatto di non avere una sede. È la prima volta che ci capita di assistere alla singolare pretesa per cui un Dirigente debba trovarsi la sede di lavoro: in questo caso il nostro collega della FLP si fa garante del fatto che la sede di Villa dei Quintili insieme a quella di Capo di Bove siano idonee a diventare la sede degli Uffici del Parco. Come ci ha comunicato sul tavolo nazionale dopo avere fatto lui stesso un sopralluogo, immaginiamo dotato di moderni strumenti di misurazione e di uno staff di tecnici specializzati. Per cui, invece di chiamare alle proprie responsabilità l’Amministrazione, che ha creato un nuovo Ufficio senza prevedere alcuna dotazione logistico-strumentale ed in assenza di personale, si preferisce sparare sulla croce rossa con intenti evidentemente strumentali considerato che appare acclarato che i siti in questione non possono avere alcuna condizione di idoneità a gestire un Ufficio di queste dimensioni. Nulla di questo ha a che vedere con la normale dialettica sindacale ed in ogni caso appalesa un comportamento che a noi semplicemente conferma la completa inattendibilità di questa sigla sindacale all’interno del Ministero. Mentre per noi, anche richiamando il contenuto della interrogazione del senatore Tocci, si riapre la questione che naturalmente riguarda l’intera operazione fatta su Roma e Napoli. Lo scriviamo senza voler infierire ulteriormente sul Ministro e la sua sbagliata riforma, ma si abbia il coraggio di aprire un confronto che coinvolga le istituzioni locali, i cittadini, le forze sociali e quelle politiche sul destino delle importantissime aree archeologiche che rischiano di rimanere senza alcuna tutela. In ogni caso il Parco dell’Appia Antica, nelle more di un auspicabile ripensamento della scelta di spezzettare il territorio archeologico di Roma, deve avere le condizioni strumentali ed organizzative per il suo funzionamento, non è più possibile che non vi siano allo stato soluzioni nemmeno ipotizzate per la collocazione degli Uffici e auspichiamo che presto si proceda all’assegnazione di un congruo numero di professionalità indispensabili all’ordinaria amministrazione. E’ giunto quindi il tempo di tornare al tavolo che deve monitorare l’attuazione della riforma e di confrontarci sulle possibili soluzioni con coloro che realmente devono provvedere, l’unico livello ove si può richiamare l’Amministrazione alle sue proprie responsabilità.
FP CGIL Nazionale Mibact
Claudio Meloni
FUA 2016, PROGRESSIONI ECONOMICHE E NUOVE ASSUNZIONI
Roma, 6 ottobre 2016
Abbiamo avuto oggi il primo concreto confronto con l’amministrazione dopo la pausa estiva e il tema all’ordine del giorno è stato il FUA 2016, la cui contrattazione inizia con ritardo dovuto all’emanazione di un DM che sospende l’entrata in vigore del nuovo sistema di performance. L’occasione è stata utile per conoscere anche la nuova Capo Dipartimento, la dr.ssa Carmela Palumbo, a cui rinnoviamo pubblicamente gli auguri di buon lavoro, e per scambiare con lei una prima valutazione sull’ormai tragico stato organizzativo dell’apparato ministeriale. In questo contesto abbiamo sollecitato l’indizione della riunione con la Ministra Fedeli, poiché riteniamo ineludibile una risposta politica ai temi che abbiamo unitariamente posto nella nota inviata. La Capo Dipartimento si è impegnata a riferire al Ministro le nostre preoccupazioni e l’urgenza del confronto. Vedremo, ma noi riteniamo che già nella prossima legge di stabilità si devono trovare risposte straordinarie ad una situazione la cui gravità è stata concordemente evidenziata.
FUA 2016
va preliminarmente chiarito che i ritardi nell’avvio della contrattazione avranno certamente riflessi sui tempi di erogazione delle risorse e con ogni probabilità, considerati i tempi biblici di certificazione da parte degli organi di controllo, si andrà al prossimo anno L’Amministrazione ha espresso l’intenzione di riproporre, sia in termini di ripartizione percentuale di risorse tra produttività individuale e collettiva che rispetto ai criteri, i contenuti dell’accordo 2015. Noi ci siamo riservati una valutazione richiedendo all’amministrazione una proposta scritta ed alla luce della ridotta disponibilità di risorse conseguente alle decurtazioni del FUA per effetto delle risorse impegnate sulle progressioni economiche. Valutazione che avvieremo insieme a CISL e UIL.
Progressioni 2017
ancora non è arrivata la certificazione dell’accordo da parte degli organi di controllo malgrado l’accordo sia stato siglato a luglio. Anche in questo caso abbiamo rilevato il paradossale comportamento di questi organi che da una parte impongono tempi indeterminati per registrare gli accordi, anche in assenza di rilievi, e dall’altra pretendono che le procedure si concludano entro il 31 dicembre p.v.. In ogni caso noi abbiamo preso atto delle indicazioni della controparte, che si è dichiarata in grado di portare a termine il processo entro quella data, ed anche qui non verremo meno agli obblighi di vigilanza sull’intero processo.
Integrazione FUA 2017
l’amministrazione ci ha confermato che in legge di assestamento di bilancio sono state inserite risorse pari a 1.600.000 euro per l’integrazione del FUA 2017. Lo ha fatto rappresentando le resistenze ancora presenti negli organi di controllo, in particolare il MEF, Noi riteniamo l’acquisizione di queste somme imprescindibile ai fini del mantenimento di un livello accettabile di relazioni sindacali, e pertanto monitoreremo con attenzione l’iter di questo procedimento.
Assunzioni idonei.
Per il 26 ottobre p.v. sono stati convocati per la presa servizio gli ultimi 33 idonei presenti nelle graduatorie del 2007/2010. Un risultato che da un lato ci riempie di soddisfazione per l’esito di una battaglia condotta lungamente anche in stretta relazione con i comitati che si erano formati tra questi nuovi colleghi, dall’altro, anche per i numeri risicati e le modalità di assunzione in prevalenza part time, riteniamo semplicemente che sia l’inizio di un percorso assunzionale programmato e con ben altre dimensioni numeriche, al fine di dare concrete risposte alle esigenze degli Uffici. Problematica che, insieme alla necessità di reperimento di nuove risorse economiche per i lavoratori, è tema centrale del confronto politico. Abbiamo chiesto di avere la ripartizione sul territorio delle nuove assunzioni, ve la trasmetteremo non appena ce la invieranno.
Claudio Meloni FP CGIL Nazionale
NOTA A VERBALE allegata al CCNI relativo alla distribuzione del FUA 2017
Roma, 6 ottobre 2017
Le scriventi OO.SS., preso atto delle modifiche apportate al testo dell’accordo definitivo rispetto ai contenuti dell’Ipotesi del 10.07.2017 e, segnatamente, del taglio di 2.060 posizioni a concorso per l’attribuzione della fascia retributiva immediatamente superiore deciso dal Direttore Generale di PERSOCIV a seguito dell’intervento del Dipartimento della Funzione Pubblica, senza alcun esame e confronto preliminare con le parti sindacali co-firmatarie, e considerato altresì il rifiuto dello stesso D.G. alla riunione di esame e di approfondimento richiesta con la nota unitaria del 3 u.s., decidono di sottoscrivere il CCNI per senso di responsabilità e solo per consentire il rapido avvio della procedura relativa agli sviluppi economici con decorrenza 1.1.2017, lungamente attesa da migliaia di lavoratrici e lavoratori, che dovrà necessariamente concludersi entro il 31 dicembre p.v. con la pubblicazione delle graduatorie provvisorie, pena la perdita della decorrenza economica dal 1° gennaio.Giudichiamo in ogni caso, inopportuno e incomprensibile il taglio delle predette 2.060 posizioni a concorso prodotto sulla base di una norma, l’art. 23 del D. Lgs. 29.10.2009 n. 150, in considerazione del fatto che tale norma è in vigore dal 15 novembre dello stesso anno 2009, e che questa non è mai stata applicata ad altre amministrazioni pubbliche, come dimostrano le percentuali ben più alte del 50% della platea dei potenziali beneficiari richiamato nella nota della F.P. prot. n. 54411 del 29.09.2017 che si sono registrate nell’anno 2016 nell’ambito della procedure selettive promosse da altre Amministrazioni.Consideriamo altresì inaccettabile e arbitrario l’operato del Direttore Generale di PERSOCIV che, venuto molto probabilmente a conoscenza dell’intendimento della F.P. almeno diverse settimane prima che poi giungesse ufficialmente nei giorni scorsi, come del resto quasi tutti i dirigenti della P.A., non ha ritenuto necessario né informare per tempo le rappresentanze sindacali del personale civile, né di parteciparle e convocarle ad un incontro – come in effetti avrebbe dovuto fare, in quanto parti co-firmatarie dell’Ipotesi di accordo -, preferendo solo invitarle alla semplice sottoscrizione di un accordo comunque alterato nei contenuti nei giorni 5 e 6 del mese corrente, di fatto contravvenendo ancora una volta – a nostro giudizio – all’osservanza delle prerogative sindacali che sul tema prescrivono il diritto delle OO.SS. di verificare e magari discutere al tavolo delle modifiche prodotte sull’accordo FUA. Una maniera di concepire il rispetto delle relazioni sindacali, quello evidenziata anche in tale circostanza dal Direttore Generale del personale, che fa il paio con quanto abbiamo già purtroppo visto, registrato e più volte invano denunciato nel passato, anche recente, e che ora però dovrà certamente imporre serie riflessioni e conseguenti iniziative all’attuale vertice politico del Dicastero.Da parte nostra, preannunciamo fin d’ora la presa in esame di forti e immediate iniziative di protesta e contrasto in tutte le sedi, anche alla luce della risposta che giudichiamo arrogante e irrispettosa del ruolo di rappresentanza delle parti sociali, fatta pervenire ieri sera dal predetto Direttore Generale.Per quanto attiene ad altri contenuti del CCNI, si confermano e ribadiscono le posizioni già espresse con la nota a verbale allegata all’Ipotesi di accordo del 10.07.2017, e qui nuovamente allegata.
FP CGIL UIL PA FLP DIFESA CONFSAL UNSA
Francesco Quinti Sandro Colombi Giancarlo Pittelli Gianfranco Braconi
NOTA A VERBALE allegata all’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2017
Le scriventi OO.SS. sottoscrivono responsabilmente l’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2017 condividendone i contenuti, che peraltro recepiscono gran parte delle proposte avanzate lungo tutto il corso della trattativa.Esprimono tuttavia un forte e netto dissenso in merito alla scelta, proposta dall’Amministrazione e condivisa al tavolo di negoziazione da altre OO.SS., di modificare profondamente, ai fini delle progressioni economiche con decorrenza 1.1.2017 (allegato 12 dell’Ipotesi di accordo, con riferimento alle aree 2^ e 3^), il criterio relativo ai “titoli di studio culturali e professionali” che, rispetto agli sviluppi economici 2016, risulta essere stravolto sia nell’impianto che nei punteggi, con un differenziale che cresce a favore dei titoli più alti – in 2^ area nel 2016, era di 6 punti la forbice tra diploma di scuola secondaria di 1° grado e laurea specialistica; nel 2017, invece, la differenza tra il primo titolo, che ricomprende quest’anno anche la licenza elementare, come da noi richiesto, e l’ultimo, vola addirittura a 24 punti, quattro volte il differenziale del 2016 -.Sul punto, come noto la nostra proposta era invece quella di confermare lo stesso impianto di “titoli” utilizzato per le progressioni economiche 2016, anche per darne continuità e per evitare effetti penalizzanti e stravolgimenti poco comprensibili da parte dei lavoratori, riducendo così solo il differenziale di punteggio tra i titoli più bassi e quelli più alti.
FP CGIL UIL PA FLP DIFESA CONFSAL UNSA
Francesco Quinti Sandro Colombi Giancarlo Pittelli Gianfranco Braconi
In allegato la nota unitaria CGIL CISL e UIL riguardante la criticità evidenziata nella selezione del numero dei discenti per il corso MMT.
Serve tavolo di confronto per evitare prossima annunciata emergenza
Roma, 4 ottobre – “Un monumento, per poter essere valorizzato, deve essere anzitutto conservato e tutelato. Per questa ragione è urgente investire nella manutenzione della Reggia di Caserta e nel personale, perché è di interesse generale far fruire a tutti il sito culturale senza comprometterne la tutela e la sicurezza”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil Nazionale nel chiedere l’apertura di un confronto tra sindacati, il ministero guidato da Dario Franceschini, la Regione Campania e il direttore del sito casertano, Mauro Felicori.
La categoria dei lavoratori dei servizi pubblici della Cgil precisa: “Non inseguiamo polemiche né tantomeno strumentalizzazioni, le nostre denunce si legano principalmente alla tutela del sito e delle lavoratrici e dei lavoratori interessati. A Caserta, ma non solo, l’organico è insufficiente, servono incrementi di personale di vigilanza, amministrativo e tecnico. Così come sul versante della sicurezza vogliamo conoscere a che punto è l’attuazione del piano di salvaguardia del sito, la dotazione degli impianti di video sorveglianza, la gestione della sua tutela a fronte dell’aumento dei visitatori, con afflussi magari regolamentati”.
Questioni concrete, sottolinea la Funzione Pubblica Cgil, “lontane da strumentali polemiche, che vogliamo siano affrontate con urgenza, a partire dalla convocazione di un tavolo che veda riuniti i sindacati, il Mibact, la Regione e il direttore della Reggia Felicori, perché sia dia impulso alle questioni denunciate e si adottino subito le soluzioni migliori per evitare la prossima annunciata emergenza”, conclude la Fp Cgil.
Roma, 5 ottobre 2017
“È il forte impegno sindacale a tutela dei diritti del lavoro, in un settore delicato come quello dell’igiene ambientale di Teramo, la ragione della vile scritta anonima apparsa stamattina su un bene privato in uso ad Antonio, lavoratore dell’azienda Teramo Ambiente”. Così in una nota la Fp Cgil Nazionale denuncia l’atto intimidatorio registrato nella notte a Teramo nei confronti di un rappresentante della Fp Cgil nel settore dell’igiene ambientale. “Antonio – prosegue la Fp Cgil – da anni è non solo un dirigente territoriale della struttura della Fp Cgil di Teramo, ma è soprattutto uno dei rappresentanti sindacali unitari fra i più votati da tutte le lavoratrici e i lavoratori dal 1995 ad oggi in quell’azienda. Grazie al suo impegno e alla sua inesauribile passione sindacale, Antonio è diventato un punto di riferimento per tutti i lavoratori dell’azienda teramana”.
La Funzione Pubblica Cgil Nazionale denuncia: “Una motivazione indegna, quindi, che assume connotazioni ancora più pericolose se messa in relazione al fatto che oggi, di fatto, si è aperta la campagna elettorale per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie in tutti i luoghi di lavoro dell’igiene ambientale, Te.Am compresa. Una minaccia che non va assolutamente sottovalutata ma che, al contrario, va affrontata con determinazione e rapidità: la magistratura, le forze di Polizia devono intervenire immediatamente, non solo per i profili penali che la scritta anonima in sé contiene, ma anche per garantire il corretto svolgimento della campagna elettorale: permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di Te.Am di scegliere senza costrizioni e pressioni esterne i propri rappresentanti sindacali è una condizione essenziale per mantenere alto il presidio di democrazia in tutti i luoghi di lavoro. Ad Antonio la nostra piena e incondizionata solidarietà e vicinanza. Caro Antonio non sei solo: insieme a te c’è il sindacato tutto, le donne e gli uomini che lo fanno vivere, gli iscritti e le iscritte alla Cgil, i gruppi dirigenti e, siamo certi, anche tutte le lavoratrici e i lavoratori di Te.Am Teramo (meno un vigliacco)”, conclude la Fp Cgil.
AI LAVORATORI
SE SON ROSE ……..FIORIRANNO ( ??? )
Roma, 5 ottobre 2017
Nella mattinata di ieri si è svolto l’atteso incontro con il Capo di Gabinetto del MIT, dott. Bonaretti, alla presenza dei Capi Dipartimento Chiovelli e Grande e del Direttore del Personale Finocchi con le Organizzazioni Sindacali.
L’incontro, frutto delle pressanti e ripetute richieste nostre e delle altre OO.SS., ha permesso un confronto a tutto campo sulle tante problematiche presenti nel Ministero.
In premessa il dott. Bonaretti ha affermato come all’interno del Ministero si sia correttamente scelto di non sovrapporre la funzione politica con la quella gestionale e che la sua interlocuzione si sarebbe soffermata sui macro indirizzi strategici lasciando alla dirigenza tutta la parte riferita alla contrattazione e alle politiche del personale.
Ha evidenziato, cosa a noi drammaticamente nota, l’attuale carenza di personale che senza opportuni interventi e tenuto conto dell’elevata età media mettono in serio rischio la possibilità di svolgere al meglio i tanti e sempre più numerosi adempimenti di competenza. Inoltre, il perdurare di tale situazione determinerà la conseguenza di rischiare di affidare all’esterno alcune funzioni che, invece, per una precisa convinzione della parte politica, debbono rimanere nell’ambito della sfera di competenza pubblica.
Nel suo intervento ha anche comunicato come si stia lavorando proficuamente per inserire alcuni interventi normativi nella stesura della prossima legge di bilancio per cercare di dare alcune prioritarie risposte alle tante criticità presenti, a partire dalla richiesta per assumere 310 unità a tempo indeterminato e altre 90 a tempo determinato.
Sono seguiti gli interventi dei rappresentanti delle OO.SS. presenti; da parte nostra abbiamo sottolineato che pur condividendo le affermazioni iniziali del Capo di Gabinetto sulla distinzione del ruolo politico da quello gestionale e delle garanzia di salvaguardia delle funzioni pubbliche del MIT non potevamo non segnalare come la realtà fino ad oggi sia stata assolutamente diversa. Abbiamo ribadito che non siamo affezionati alla partecipazione ad incontri fini a se stessi, solo per affermare che manteniamo corrette relazioni sindacali, che rischiano, però, di assumere l’aspetto di rituali ripetitivi e poco produttivi, ma non è altresì accettabile che solo ieri, a due anni e mezzo dall’insediamento del Ministro Delrio e praticamente alla fine di questa Legislatura, abbiamo potuto avere una prima occasione di confrontarci con la parte politica.
Abbiamo segnalato che per esempio abbiamo perso un’occasione di confronto quando eravamo nella fase di definizione della riorganizzazione del Ministero, quando dovevamo avere un supporto “politico” per tamponare alcune criticità evidenti, la necessità di intervenire per implementare piante organiche e fondi per la contrattazione fino alla recente mancata interlocuzione nella vicenda legata al rilascio del libretto unico e delle problematiche collegate al rapporto con ACI/PRA. Siamo ancora convinti che il confronto sulle grandi scelte politiche sia anche un utile elemento per avere una contrattazione di qualità che coniughi l’esigenza di raggiungere al meglio gli obiettivi assegnati e di valorizzare le competenze dei lavoratori del Ministero che garantiscono quei risultati; senza questo collegamento il rischio di scelte incoerenti rispetto agli indirizzi strategici è molto elevato.
Abbiamo anche evidenziato che se non si interverrà prontamente con scelte organizzative adeguate, pur in presenza di limiti e vincoli di finanza pubblica, anche l’affermata convinzione di mantenere le funzioni nel perimetro pubblico corre il rischio di essere smentita dalle carenze di personale, mezzi e strumenti e iniziative che porterà per forza di inerzia ad esternalizzare molte delle funzioni oggi di competenza.
In conclusione di riunione abbiamo chiesto alla parte pubblica di convocare in tempi brevi una riunione, alla presenza dei Capi Dipartimento e del Direttore del Personale, per aprire dei tavoli di confronto che affrontino le diverse tematiche e all’interno di queste individuare le priorità da affrontare immediatamente che, per quanto ci riguarda, sono la situazione degli Uffici della Motorizzazione per il settore trasporti e la regolamentazione dell’incentivo per le funzioni tecniche così come definito nel nuovo Codice degli appalti per il settore Infrastrutture.
Su questa proposta abbiamo registrato una generale condivisione così come da parte del Capo di Gabinetto dott. Bonaretti la disponibilità a nuovi incontri per confrontarci sulle linee strategiche del Ministero.
Come FP CGIL diamo un giudizio sostanzialmente positivo all’incontro avuto, certamente ora si tratta di passare dalle enunciazioni ai fatti; misureremo a breve la reale intenzione dell’Amministrazione e la incalzeremo qualora questa disponibilità al confronto venisse meno.
Riteniamo la giornata di ieri una prima risposta anche allo stato di agitazione che unitariamente a CISL e UIL abbiamo proclamato nel mese di luglio ma sia chiaro che oltre le buone intenzioni di cui è sempre lastricata la strada molto cammino abbiamo ancora da fare.
La certezza è che Non possiamo perdere ulteriore tempo.
IL COORDINATORE NAZIONALE FP CGIL MIT
Roberto Morelli

04.10.2017 – Pubblichiamo la circolare di mobilità del personale appartenente al ruolo di capo reparto non specialista e specialista sommozzatore, nautico e radioriparatore