INPS – Il punto sul piano di lavoro a distanza per gli avvocati


Il 6 ottobre si è tenuto il primo incontro del tavolo tecnico richiesto dalle OO.SS.in riferimento all’adozione del Piano di lavoro a distanza per i legali dell’Istituto.

Abbiamo ribadito all’amministrazione la nostra piena adesione allo spirito ed alle finalità dell’iniziativa, volta a dare attuazione alla previsione dell’art. 9 D.L. 90/2014, che impone la definizione di “criteri di assegnazione degli affari consultivi e contenziosi, da operare ove possibile attraverso sistemi informatici, secondo principi di parità di trattamento e di specializzazione professionale”.

Sono state tuttavia evidenziate le criticità che hanno caratterizzato l’adozione di detto Piano, con riferimento in particolare alla grave parzialità dei dati del cruscotto utilizzati per la rilevazione dei dati relativi al contenzioso nazionale, alla conseguente individuazione “a peso” di un carico di lavoro medio individuale, all’assenza delle misure organizzative, sul piano delle risorse umane e strumentali degli uffici di avvocatura, che avrebbero dovuto necessariamente accompagnare l’adozione del Piano.

Abbiamo quindi ricordato all’Amministrazione l’assoluta urgenza di:

– aggiornare ed adeguare le procedure informatiche in uso agli Avvocati, inserendo nel sistema di rilevazione tutte quelle tipologie di attività che attualmente non sono censite, dal Tar alla Corte dei Conti, dalle mediazioni ai fallimenti, dai procedimenti in materia di patrimonio alle esecuzioni, e di rendere le procedure stesse più agili e performanti, al fine di poter di sfruttare le opportunità offerte dal processo telematico;
– di adottare un sistema di pesatura degli incarichi che consenta di dare una corretta rappresentazione del carico di lavoro di ciascun professionista, ciò sia ai fini della perequazione dei carichi di lavoro, anche attraverso la sussidiarietà, sia ai fini della costruzione di un sistema di valutazione dell’attività degli avvocati, come degli altri professionisti, incentrato su parametri propri dell’attività del professionista;
– di mettere in cantiere con immediatezza l’indizione del concorso per l’assunzione di nuovi avvocati;
– di garantire a tutti gli uffici di avvocatura personale e mezzi adeguati ai carichi di lavoro programmati;
– di garantire altresì la correttezza della incidenza di tali importanti modifiche dei processi lavorativi ai fini della produttività, tanto dei professionisti quanto del personale amministrativo.

Queste sono condizioni essenziali affinché l’adozione di questo Piano di lavoro a distanza sia l’occasione per restituire dignità professionale a tutti gli avvocati sul territorio, nel rispetto dei principi posti dalla norma, ed al tempo stesso per incrementare la qualità e l’efficacia della difesa in giudizio dell’Istituto.

Per questo motivo, fermi i lavori della Commissione costituita in materia dal Direttore Generale, che potrà dare tutti i suggerimenti di dettaglio per affinare il Piano in corso di esecuzione, al tavolo tecnico sindacale abbiamo chiesto e verificheremo che l’Amministrazione assuma impegni precisi su ciascuno dei temi evidenziati.

Roma, 9 ottobre 2017

IL COORDINATORE NAZIONALE
FP CGIL INPS
Matteo Ariano

Sottoscrizione definitiva Accordo per la distribuzione del Fondo Unico di Amministrazione anno 2017

Al Ministro della GiustiziaOn. Andrea Orlando

Signor Ministro,
Entro il prossimo 31 dicembre le disposizioni normative previste nei decreti attuativi per la riforma dell’ordinamento penitenziario andranno ad incidere sull’intero sistema penitenziario; verrà così attuata una sostanziale modifica finalizzata all’ampliamento delle misure alternative anche attraverso la semplificazione delle procedure di accesso. E’ evidente che quanto previsto, insieme ad altri interventi normativi come la messa alla prova, comporterà un ulteriore aggravio di carico di lavoro per tutti gli operatori, ed in in particolar modo per i lavoratori della esecuzione penale esterna.Come già segnalato in precedenti note si tratta di un settore fortemente compromesso dalla notevole carenza di organico, soprattutto in relazione alle professionalità di servizio sociale, la cui sofferenza è stata da noi più volte denunciata .Alle molteplici difficoltà operative causate dalla riorganizzazione che è partita senza adeguati investimenti economici ed organizzativi, si aggiunge l’assegnazione, negli uffici territoriali, di alcune unità di personale di servizio sociale agli sportelli istituiti presso i tribunali, in base a protocolli di intesa con gli uffici giudiziari.Ciò contribuisce a peggiorare la condizione dei lavoratori che riescono a stento, e solo grazie al loro spirito di abnegazione, a espletare il proprio mandato.Riteniamo che sia necessario dare seguito alla richiesta delle OO.SS di incrementare con urgenza l’organico del tutto insufficiente a far fronte ai cambiamenti normativi e organizzativi che tutta la riforma del sistema dell’esecuzione penale comporta.La riforma della esecuzione penale è un obiettivo politico ambizioso e di civiltà sul quale fare investimenti adeguati e il cui peso non può essere scaricato solo sulle spalle dei lavoratori.Pertanto le chiediamo un incontro urgente per discutere della questione, oramai non più rinviabile.

Roma, 9 ottobre 2017

FP CGIL                           CISL FP                       UIL PA
Salvatore Chiaramonte       Maurizio Petriccioli      Sandro Colombi

 

In allegato l’acclusa lettera di risposta alla  nota unitaria del 27 settembre u.s. fatta pervenire da AID sullo specifico argomento.

FP CGIL NAZIONALE
Francesco Quinti

 (300.35 KB)Lettera AID in risposta a nota unitaria (300.35 KB)

Gestione del personale e corrette relazioni sindacali.


Le scriventi OO.SS. ritengono non più procrastinabile la ripresa del tavolo negoziale per la ripartizione del Fondo unico di Amministrazione 2017 e per l’avvio di una nuova fase di Riqualificazione in favore del personale della Corte dei conti (Sviluppi economici e  Progressioni tra le aree).
Contestualmente, facEndo seguito alla nota unitaria dell’11 maggio 2017, di cui si allega copia, si chiede l’apertura di un confronto sulle seguenti materie:
– risparmi di spesa, con particolare riferimento al piano triennale di razionalizzazione e riqualificazione della spesa per gli esercizi 2016-18;
– orario di lavoro, a seguito della conclusione del periodo di sperimentazione;
– relazioni sindacali e mobilità del personale;
– dotazioni organiche e profili professionali;
– sistema di valutazione, anche alla luce del nuovo piano della performance della corte dei conti – amministrazione 2017-2019;
– servizi sociali e benessere psicofisico del personale.

Vista l’importanza degli argomenti su esposti si chiede un urgente riscontro alla presente istanza, al fine di dare risposte concrete alle legittime aspettative delle lavoratrici e dei lavortori della corte dei conti.

Roma, 6 ottobre 2017

FP CGIL                            CISL FP                         UIL PA
Di Folco                            Guarente                       Amidani

IL MIBACT IN PANNE: CASERTA, BARI, ROMA E DINTORNI

Caserta 
La polemica pretestuosa scatenatasi a Caserta a seguito della denuncia dei nostri delegati, e di quelli di altre sigle, rispetto agli evidenti rischi per la sicurezza da quel sito, causati principalmente dal voluto mancato rispetto dei numeri di affluenza massima previsti dalle norme di sicurezza, ha assunto aspetti paradossali. Al di là degli attacchi mediatici strumentali, del flash mob in difesa del Direttore Felicori, annunciato dai pallidi eredi di gloriose battaglie ambientaliste, i Verdi regionali, ci hanno colpito le dichiarazioni del Direttore stesso, il quale, oltre ad attaccare strumentalmente la CGIL, ha candidamente ammesso che in occasione di quella apertura sono state volutamente derogate le prescrizioni di sicurezza previste per quel sito. Un disinvoltura che ha costretto persino il Ministro ad intervenire pubblicamente per richiamare gli obblighi primari di tutela delle condizioni di sicurezza e conservazione del sito. Insomma un clamoroso autogoal di un Direttore che, sentendosi forte dell’appoggio dell’opinione pubblica, ha tentato un altro blitz mediatico tentando di rovesciare addosso alla CGIL l’imputazione di “mancata valorizzazione”. Il problema invece è semplicemente uno: le procedure di sicurezza e di tutela di un sito non sono derogabili e non basta costruirsi una brillante immagine mediatica per bypassarli. Questo senso di impunità pare coinvolgere molti di questi Direttori cosiddetti manager, noi auspichiamo sempre che qualcuno li riporti sulla terra. Non sono amministratori delegati, ma dirigenti pubblici pagati con i soldi dei contribuenti, devono rispettare le regole, in particolare i protocolli di sicurezza, anche quando organizzano, cosa ormai quotidiana, pranzi con ricchi premi e cotillon all’interno dei luoghi della cultura.
Bari 
a Bari invece nei giorni scorsi c’è stata la visita del Ministro per inaugurare la riapertura del primo piano del castello Svevo di Bari, annunciata in pompa magna dallo stesso Sindaco, un evento che noi giudicheremmo positivo se non fosse per la non trascurabile obiezione, sollevata preliminarmente ed opportunamente dalla nostra federazione locale, che l’inaugurazione sarebbe rimasta un evento occasionale in quanto non vi è personale sufficiente a garantire l’apertura quotidiana del nuovo percorso restaurato. Al di là della rincorsa affannosa a trovare pezze a colori, della pessima figura fatta fare al ministro, del tirarci per la giacchetta per trovare soluzioni che siano concordate, rimane l’immagine di una amministrazione allo sbando, pronta agli ossequi al politico di turno quanto incapace di inquadrare un problema organizzativo di discreta portata.
Interrogazione parlamentare del Senatore Tocci sullo stato del MIBACT 
Riteniamo opportuno trasmettervi in allegato il testo di una interrogazione parlamentare presentata dal Senatore Walter Tocci, molto significativa nei contenuti e per la provenienza, trattandosi di un parlamentare appartenente allo stesso partito del ministro. Un personaggio politico noto per la sua competenza ed onestà intellettuale che, in questa interrogazione, mette dolorosamente a nudo le contraddizioni di un processo di riforma in modo semplice ed efficace. Ve la proponiamo e vedrete che, anche non appartenendo alle realtà indicate nel testo, si riconosceranno fattori comuni alla stragrande maggioranza dei luoghi di lavoro.
Roma 
Infine vogliamo esprimere piena solidarietà e sostegno alla Direttrice del Parco dell’Appia Antica, sia per le gravissime difficoltà organizzative in cui è costretta ad operare che per gli attacchi strumentali che arrivano da una sigla sindacale autonoma che imputa alla stessa il fatto di non avere una sede. È la prima volta che ci capita di assistere alla singolare pretesa per cui un Dirigente debba trovarsi la sede di lavoro: in questo caso il nostro collega della FLP si fa garante del fatto che la sede di Villa dei Quintili insieme a quella di Capo di Bove siano idonee a diventare la sede degli Uffici del Parco. Come ci ha comunicato sul tavolo nazionale dopo avere fatto lui stesso un sopralluogo, immaginiamo dotato di moderni strumenti di misurazione e di uno staff di tecnici specializzati. Per cui, invece di chiamare alle proprie responsabilità l’Amministrazione, che ha creato un nuovo Ufficio senza prevedere alcuna dotazione logistico-strumentale ed in assenza di personale, si preferisce sparare sulla croce rossa con intenti evidentemente strumentali considerato che appare acclarato che i siti in questione non possono avere alcuna condizione di idoneità a gestire un Ufficio di queste dimensioni. Nulla di questo ha a che vedere con la normale dialettica sindacale ed in ogni caso appalesa un comportamento che a noi semplicemente conferma la completa inattendibilità di questa sigla sindacale all’interno del Ministero. Mentre per noi, anche richiamando il contenuto della interrogazione del senatore Tocci, si riapre la questione che naturalmente riguarda l’intera operazione fatta su Roma e Napoli. Lo scriviamo senza voler infierire ulteriormente sul Ministro e la sua sbagliata riforma, ma si abbia il coraggio di aprire un confronto che coinvolga le istituzioni locali, i cittadini, le forze sociali e quelle politiche sul destino delle importantissime aree archeologiche che rischiano di rimanere senza alcuna tutela. In ogni caso il Parco dell’Appia Antica, nelle more di un auspicabile ripensamento della scelta di spezzettare il territorio archeologico di Roma, deve avere le condizioni strumentali ed organizzative per il suo funzionamento, non è più possibile che non vi siano allo stato soluzioni nemmeno ipotizzate per la collocazione degli Uffici e auspichiamo che presto si proceda all’assegnazione di un congruo numero di professionalità indispensabili all’ordinaria amministrazione. E’ giunto quindi il tempo di tornare al tavolo che deve monitorare l’attuazione della riforma e di confrontarci sulle possibili soluzioni con coloro che realmente devono provvedere, l’unico livello ove si può richiamare l’Amministrazione alle sue proprie responsabilità.

FP CGIL Nazionale Mibact
Claudio Meloni

FUA 2016, PROGRESSIONI ECONOMICHE E NUOVE ASSUNZIONI

Roma, 6 ottobre 2016

Abbiamo avuto oggi il primo concreto confronto con l’amministrazione dopo la pausa estiva e il tema all’ordine del giorno è stato il FUA 2016, la cui contrattazione inizia con ritardo dovuto all’emanazione di un DM che sospende l’entrata in vigore del nuovo sistema di performance. L’occasione è stata utile per conoscere anche la nuova Capo Dipartimento, la dr.ssa Carmela Palumbo, a cui rinnoviamo pubblicamente gli auguri di buon lavoro, e per scambiare con lei una prima valutazione sull’ormai tragico stato organizzativo dell’apparato ministeriale. In questo contesto abbiamo sollecitato l’indizione della riunione con la Ministra Fedeli, poiché riteniamo ineludibile una risposta politica ai temi che abbiamo unitariamente posto nella nota inviata. La Capo Dipartimento si è impegnata a riferire al Ministro le nostre preoccupazioni e l’urgenza del confronto. Vedremo, ma noi riteniamo che già nella prossima legge di stabilità si devono trovare risposte straordinarie ad una situazione la cui gravità è stata concordemente evidenziata.
FUA 2016
va preliminarmente chiarito che i ritardi nell’avvio della contrattazione avranno certamente riflessi sui tempi di erogazione delle risorse e con ogni probabilità, considerati i tempi biblici di certificazione da parte degli organi di controllo, si andrà al prossimo anno L’Amministrazione ha espresso l’intenzione di riproporre, sia in termini di ripartizione percentuale di risorse tra produttività individuale e collettiva che rispetto ai criteri, i contenuti dell’accordo 2015. Noi ci siamo riservati una valutazione richiedendo all’amministrazione una proposta scritta ed alla luce della ridotta disponibilità di risorse conseguente alle decurtazioni del FUA per effetto delle risorse impegnate sulle progressioni economiche. Valutazione che avvieremo insieme a CISL e UIL.
Progressioni 2017
ancora non è arrivata la certificazione dell’accordo da parte degli organi di controllo malgrado l’accordo sia stato siglato a luglio. Anche in questo caso abbiamo rilevato il paradossale comportamento di questi organi che da una parte impongono tempi indeterminati per registrare gli accordi, anche in assenza di rilievi, e dall’altra pretendono che le procedure si concludano entro il 31 dicembre p.v.. In ogni caso noi abbiamo preso atto delle indicazioni della controparte, che si è dichiarata in grado di portare a termine il processo entro quella data, ed anche qui non verremo meno agli obblighi di vigilanza sull’intero processo.
Integrazione FUA 2017
l’amministrazione ci ha confermato che in legge di assestamento di bilancio sono state inserite risorse pari a 1.600.000 euro per l’integrazione del FUA 2017. Lo ha fatto rappresentando le resistenze ancora presenti negli organi di controllo, in particolare il MEF, Noi riteniamo l’acquisizione di queste somme imprescindibile ai fini del mantenimento di un livello accettabile di relazioni sindacali, e pertanto monitoreremo con attenzione l’iter di questo procedimento.
Assunzioni idonei.
Per il 26 ottobre p.v. sono stati convocati per la presa servizio gli ultimi 33 idonei presenti nelle graduatorie del 2007/2010. Un risultato che da un lato ci riempie di soddisfazione per l’esito di una battaglia condotta lungamente anche in stretta relazione con i comitati che si erano formati tra questi nuovi colleghi, dall’altro, anche per i numeri risicati e le modalità di assunzione in prevalenza part time, riteniamo semplicemente che sia l’inizio di un percorso assunzionale programmato e con ben altre dimensioni numeriche, al fine di dare concrete risposte alle esigenze degli Uffici. Problematica che, insieme alla necessità di reperimento di nuove risorse economiche per i lavoratori, è tema centrale del confronto politico. Abbiamo chiesto di avere la ripartizione sul territorio delle nuove assunzioni, ve la trasmetteremo non appena ce la invieranno.

Claudio Meloni FP CGIL Nazionale

NOTA A VERBALE allegata al CCNI relativo alla distribuzione del FUA 2017

Roma, 6 ottobre 2017

Le scriventi OO.SS., preso atto delle modifiche apportate al testo dell’accordo definitivo rispetto ai contenuti dell’Ipotesi del 10.07.2017 e, segnatamente, del taglio di 2.060 posizioni a concorso per l’attribuzione della fascia retributiva immediatamente superiore deciso dal Direttore Generale di PERSOCIV a seguito dell’intervento del Dipartimento della Funzione Pubblica, senza alcun esame e confronto preliminare con le parti sindacali co-firmatarie, e considerato altresì il rifiuto dello stesso D.G. alla riunione di esame e di approfondimento richiesta con la nota unitaria del 3 u.s., decidono di sottoscrivere il CCNI per senso di responsabilità e solo per consentire il rapido avvio della procedura relativa agli sviluppi economici con decorrenza 1.1.2017, lungamente attesa da migliaia di lavoratrici e lavoratori, che dovrà necessariamente concludersi entro il 31 dicembre p.v. con la pubblicazione delle graduatorie provvisorie, pena la perdita della decorrenza economica dal 1° gennaio.Giudichiamo in ogni caso, inopportuno e incomprensibile il taglio delle predette 2.060 posizioni a concorso prodotto sulla base di una norma, l’art. 23 del D. Lgs. 29.10.2009 n. 150, in considerazione del fatto che tale norma è in vigore dal 15 novembre dello stesso anno 2009, e che questa non è mai stata applicata ad altre amministrazioni pubbliche, come dimostrano le percentuali ben più alte del 50% della platea dei potenziali beneficiari richiamato nella nota della F.P. prot. n. 54411 del 29.09.2017 che si sono registrate nell’anno 2016 nell’ambito della procedure selettive promosse da altre Amministrazioni.Consideriamo altresì inaccettabile e arbitrario l’operato del Direttore Generale di PERSOCIV che, venuto molto probabilmente a conoscenza dell’intendimento della F.P. almeno diverse settimane prima che poi giungesse ufficialmente nei giorni scorsi, come del resto quasi tutti i dirigenti della P.A., non ha ritenuto necessario né informare per tempo le rappresentanze sindacali del personale civile, né di parteciparle e convocarle ad un incontro – come in effetti avrebbe dovuto fare, in quanto parti co-firmatarie dell’Ipotesi di accordo -, preferendo solo invitarle alla semplice sottoscrizione di un accordo comunque alterato nei contenuti nei giorni 5 e 6 del mese corrente, di fatto contravvenendo ancora una volta – a nostro giudizio – all’osservanza delle prerogative sindacali che sul tema prescrivono il diritto delle OO.SS. di verificare e magari discutere al tavolo delle modifiche prodotte sull’accordo FUA. Una maniera di concepire il rispetto delle relazioni sindacali, quello evidenziata anche in tale circostanza dal Direttore Generale del personale, che fa il paio con quanto abbiamo già purtroppo visto, registrato e più volte invano denunciato nel passato, anche recente, e che ora però dovrà certamente imporre serie riflessioni e conseguenti iniziative all’attuale vertice politico del Dicastero.Da parte nostra, preannunciamo fin d’ora la presa in esame di forti e immediate iniziative di protesta e contrasto in tutte le sedi, anche alla luce della risposta che giudichiamo arrogante e irrispettosa del ruolo di rappresentanza delle parti sociali, fatta pervenire ieri sera dal predetto Direttore Generale.Per quanto attiene ad altri contenuti del CCNI, si confermano e ribadiscono le posizioni già espresse con la nota a verbale allegata all’Ipotesi di accordo del 10.07.2017, e qui nuovamente allegata.

FP CGIL              UIL PA           FLP DIFESA      CONFSAL UNSA
Francesco Quinti  Sandro Colombi Giancarlo Pittelli Gianfranco Braconi

NOTA A VERBALE allegata all’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2017

Le scriventi OO.SS. sottoscrivono responsabilmente l’Ipotesi di accordo sulla distribuzione del FUA 2017 condividendone i contenuti, che peraltro recepiscono gran parte delle proposte avanzate lungo tutto il corso della trattativa.Esprimono tuttavia un forte e netto dissenso in merito alla scelta, proposta dall’Amministrazione e condivisa al tavolo di negoziazione da altre OO.SS., di modificare profondamente, ai fini delle progressioni economiche con decorrenza 1.1.2017 (allegato 12 dell’Ipotesi di accordo, con riferimento alle aree 2^ e 3^), il criterio relativo ai “titoli di studio culturali e professionali” che, rispetto agli sviluppi economici 2016, risulta essere stravolto sia nell’impianto che nei punteggi, con un differenziale che cresce a favore dei titoli più alti – in 2^ area nel 2016, era di 6 punti la forbice tra diploma di scuola secondaria di 1° grado e laurea specialistica; nel 2017, invece, la differenza tra il primo titolo, che ricomprende quest’anno anche la licenza elementare, come da noi richiesto, e l’ultimo, vola addirittura a 24 punti, quattro volte il differenziale del 2016 -.Sul punto, come noto la nostra proposta era invece quella di confermare lo stesso impianto di “titoli” utilizzato per le progressioni economiche 2016, anche per darne continuità e per evitare effetti penalizzanti e stravolgimenti poco comprensibili da parte dei lavoratori, riducendo così solo il differenziale di punteggio tra i titoli più bassi e quelli più alti.

      FP CGIL              UIL PA           FLP DIFESA      CONFSAL UNSA
Francesco Quinti  Sandro Colombi Giancarlo Pittelli Gianfranco Braconi

In allegato la nota unitaria CGIL CISL e UIL riguardante la criticità evidenziata nella selezione del numero dei discenti per il corso MMT.


Serve tavolo di confronto per evitare prossima annunciata emergenza

Roma, 4 ottobre – “Un monumento, per poter essere valorizzato, deve essere anzitutto conservato e tutelato. Per questa ragione è urgente investire nella manutenzione della Reggia di Caserta e nel personale, perché è di interesse generale far fruire a tutti il sito culturale senza comprometterne la tutela e la sicurezza”. Ad affermarlo è la Funzione Pubblica Cgil Nazionale nel chiedere l’apertura di un confronto tra sindacati, il ministero guidato da Dario Franceschini, la Regione Campania e il direttore del sito casertano, Mauro Felicori.

La categoria dei lavoratori dei servizi pubblici della Cgil precisa: “Non inseguiamo polemiche né tantomeno strumentalizzazioni, le nostre denunce si legano principalmente alla tutela del sito e delle lavoratrici e dei lavoratori interessati. A Caserta, ma non solo, l’organico è insufficiente, servono incrementi di personale di vigilanza, amministrativo e tecnico. Così come sul versante della sicurezza vogliamo conoscere a che punto è  l’attuazione del piano di salvaguardia del sito, la dotazione degli impianti di video sorveglianza, la gestione della sua tutela a fronte dell’aumento dei visitatori, con afflussi magari regolamentati”.

Questioni concrete, sottolinea la Funzione Pubblica Cgil, “lontane da strumentali polemiche, che vogliamo siano affrontate con urgenza, a partire dalla convocazione di un tavolo che veda riuniti i sindacati, il Mibact, la Regione e il direttore della Reggia Felicori, perché sia dia impulso alle questioni denunciate e si adottino subito le soluzioni migliori per evitare la prossima annunciata emergenza”, conclude la Fp Cgil.

Igiene Ambientale: Fp Cgil, a Teramo vile minaccia a nostro rappresentante, massimo sostegno

Roma, 5 ottobre 2017

“È il forte impegno sindacale a tutela dei diritti del lavoro, in un settore delicato come quello dell’igiene ambientale di Teramo, la ragione della vile scritta anonima apparsa stamattina su un bene privato in uso ad Antonio, lavoratore dell’azienda Teramo Ambiente”. Così in una nota la Fp Cgil Nazionale denuncia l’atto intimidatorio registrato nella notte a Teramo nei confronti di un rappresentante della Fp Cgil nel settore dell’igiene ambientale. “Antonio – prosegue la Fp Cgil – da anni è non solo un dirigente territoriale della struttura della Fp Cgil di Teramo, ma è soprattutto uno dei rappresentanti sindacali unitari fra i più votati da tutte le lavoratrici e i lavoratori dal 1995 ad oggi in quell’azienda. Grazie al suo impegno e alla sua inesauribile passione sindacale, Antonio è diventato un punto di riferimento per tutti i lavoratori dell’azienda teramana”.

La Funzione Pubblica Cgil Nazionale denuncia: “Una motivazione indegna, quindi, che assume connotazioni ancora più pericolose se messa in relazione al fatto che oggi, di fatto, si è aperta la campagna elettorale per il rinnovo delle rappresentanze sindacali unitarie in tutti i luoghi di lavoro dell’igiene ambientale, Te.Am compresa. Una minaccia che non va assolutamente sottovalutata ma che, al contrario, va affrontata con determinazione e rapidità: la magistratura, le forze di Polizia devono intervenire immediatamente, non solo per i profili penali che la scritta anonima in sé contiene, ma anche per garantire il corretto svolgimento della campagna elettorale: permettere alle lavoratrici e ai lavoratori di Te.Am di scegliere senza costrizioni e pressioni esterne i propri rappresentanti sindacali è una condizione essenziale per mantenere alto il presidio di democrazia in tutti i luoghi di lavoro. Ad Antonio la nostra piena e incondizionata solidarietà e vicinanza. Caro Antonio non sei solo: insieme a te c’è il sindacato tutto, le donne e gli uomini che lo fanno vivere, gli iscritti e le iscritte alla Cgil, i gruppi dirigenti e, siamo certi, anche tutte le lavoratrici e i lavoratori di Te.Am Teramo (meno un vigliacco)”, conclude la Fp Cgil.

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