
07.09.2017 – Pubblichiamo la nota informativa della Direzione Centrale per le Risorse Finanziarie redatta a seguito del messaggio n.3249 del 4 agosto 2017 pervenuto dall’Inps che da indicazioni in merito al riconoscimento della pensione di inabilità da esposizione all’amianto.
Nell’atrio della Biblioteca Comunale alle 21, dibattito con Agueci, Campo, Cortese, Pif, Citarda e Sorrentino. Domani Camusso e in serata concerto di Roy Paci & Aretuska
Palermo, 7 settembre – Legalità e beni pubblici. Questi i temi al centro della prima di #EffePiù, le Giornate nazionali dei Servizi Pubblici – da oggi e fino a domenica in piazza Verdi a Palermo, davanti al Teatro Massimo – promosse dalla Funzione Pubblica Cgil, il sindacato dei lavoratori dei servizi pubblici della Cgil.
Si parte con un prologo centrato sul valore della legalità e il ruolo del pubblico. A partire dalle ore 21 nell’atrio della Biblioteca comunale di Casa Professa ci sarà la proiezione dell’ultimo intervento pubblico di Paolo Borsellino. Il giudice ucciso dalla mafia 25 anni fa, il 19 luglio del ’92, tenne proprio nello stesso posto il suo ultimo intervento, a pochi giorni invece dell’attentato a Giovanni Falcone.
Alle 21.30, al termine della proiezione, si confronteranno sul tema ‘Beni Confiscati, Beni Pubblici’ l’ex procuratore aggiunto della Procura di Palermo, Leonardo Agueci; il segretario generale della Cgil di Palermo, Enzo Campo; il questore di Palermo, Renato Cortese; il conduttore, regista e attore, Pif; il presidente della Coop Placido Rizzotto – Libera Terra, Francesco Paolo Citarda; e la segretaria generale della Fp Cgil Nazionale, Serena Sorrentino.
Con questo evento si aprono ufficialmente le Giornate nazionali dei Servizi Pubblici ‘#EffePiù, il Lavoro in Piazza’, promosse dalla Fp Cgil per sottolineare il valore dei servizi pubblici e di tutti coloro che lavorano per garantirli. Domani, tra le altre cose, il programma prevede la presenza nel pomeriggio in piazza Verdi della segretaria generale della Cgil, Susanna Camusso, per un dibattito sui temi della cultura. Sempre domani alle ore 21.30 concerto gratuito in piazza Verdi di Roy Paci & Aretuska.

PROGRESSIONI ECONOMICHE 2017: SI CHIUDE ENTRO L’ANNO.
TAVOLO TECNICO SULLA REVISIONE DELL’ART. 7 A BREVE L’INCONTRO. PAGAMENTO DELL’ART.7 2016 E FUA 2016 SLITTA A FEBBRAIO 2018.
Gli sforzi operati con competenza e determinazione negli scorsi mesi dalla FPCGIL per dare alle lavoratrici ed ai lavoratori del Ministero della Salute la possibilità di progredire dopo otto anni di blocco completo dei contratti, stanno per arrivare a compimento . Infatti, già dalla settimana prossima verrà effettuato il corso di formazione per chi non ha potuto effettuarlo per gravi motivi o per malattia, così come programmato da tempo .Va riconosciuto alla D.ssa Rossi e a tutte le lavoratrici dell’Ufficio II della DGPOB il merito di aver gestito brillantemente la partita dei corsi di formazione per 1.300 persone nei tempi previsti .Per i primi giorni del mese di ottobre verrà emanato il bando per la partecipazione alla procedura delle progressioni economiche . La FP CGILfornirà tutta l’assistenza necessaria per una corretta compilazione delle domande che avverrà utilizzando la piattaforma NSIS . Per quanto riguarda il tavolo tecnico per lo studio della revisione dell’art.7, si avrà un incontro a breve per nel corso del quale l’Amministrazione fornirà i dati che consentiranno di lavorare proficuamente per avere un giusto riequilibrio tra le varie fasce, così come la FPCGIL si è impegnata con i lavoratori a fare nel corso dell’Assemblea del personale del 1 febbraio 2017 .Sui pagamenti dell’art.7 e del FUA 2016, è stato ribadito preliminarmente che non c’è mai stato nessun accordo, né tacito né esplicito, con le OO. SS. sullo slittamento dei pagamenti all’anno 2018, come cialtronescamente affermato dai soliti pseudo sindacalisti che si spacciano per primi della classe .Il Dr. Celotto ha anticipato alle OO.SS. che hanno partecipato alla riunione che i pagamenti dell’Art.7 2016 e del FUA 2016 per i lavoratori delle aree funzionali slitteranno a febbraio 2018 .Questo a causa di problematiche sorte in sede di completamento del già complesso iter amministrativo dei provvedimenti . La FP CGIL ha preso atto delle motivazioni rappresentate dell’Amministrazione ma non condivide assolutamente la decisione presa ; è stata rinnovata la richiesta di pagare ad ottobre le spettanze dovute ai lavoratori con le modalità degli scorsi anni .Anzi, per il futuro la FPCGIL ha chiesto la detassazione completa di tutto il salario accessorio. A latere della riunione il Dr. Celotto ha dato anche le seguenti comunicazioni :
– A seguito dell’emanazione dello specifica D.P.C.M., a breve verrà attivata la procedura di mobilità iniziando a coprire i posti disponibili con il personale comandato;
– Per il momento l’incarico di Segretario Generale rimarrebbe vacante; al termine della ricognizione che si concluderà il 14 settembre p.v., e dell’interpello del 1.09.2017 (DGPRE), si rimoduleranno anche gli incarichi dei Direttori generali .
– Per le problematiche collegate all’istituzione e alla gestione dell’Ufficio X della DGPRE è stato fissato un incontro per il prossimo 6 ottobre ;
– Il Ministro Lorenzin potrebbe spostare i propri Uffici presso la sede dell’EUR e si potrebbe creare l’occasione per fissare un nuovo incontro già nel mese di ottobre per dare corso alla applicazione del decreto Madia per i lavoratori licenziati a dicembre 2015 e per affrontare il caso irrisolto delle tutele sociali del personale SASN .
Roma, 7 Settembre 2017
Alla Ministra della Difesa
Sen. Roberta Pinotti
Al Sottosegretario di Stato alla Difesa
On. Domenico Rossi
Al Capo di Stato Maggiore Marina
Amm.Sq. Valter Girardelli
Egregia/i,
continuano a pervenire dalle nostre strutture sindacali territoriali gli echi delle ripetute grida di allarme lanciate invano dalle lavoratrici e dai lavoratori civili degli arsenali e delle basi navali site sul territorio nazionale, che non intendono affatto rassegnarsi al declino delle proprie importanti strutture lavorative a cui sembra siano state più o meno consapevolmente condannate dall’attuale conduzione/azione politica del Ministero della difesa e della Marina Militare. Lo stato di sostanziale immobilismo e manifesto disinvestimento imposto da anni alla gestione di quelle importanti realtà industriali, anche sul versante della riorganizzazione e valorizzazione delle risorse umane e strumentali di cui queste dispongono, come pure il mancato rilancio delle loro importanti attività manutentive/produttive, il reiterato ricorso alla costante rielaborazione al ribasso delle tabelle organiche del personale civile in favore di quello militare, o di quello non più idoneo ai compiti di quest’ultimo che continua a transitare senza freni nei ruoli civili della difesa occupando posti di rilevante funzione senza alcuna delle specifiche professionalità richieste, autorizzano a presumere che quanto sta accadendo altro non sia che il preludio alla fase finale di realizzazione di quell’idea di privatizzazione dell’area industriale che invero già emergeva dai contenuti della legge n. 244 del 2012 e dai successivi decreti legislativi attuativi, e che a nostro giudizio trova piena conferma anche nei punti trattati dal Libro Bianco, oltre che nelle avvedute ma inquietanti dichiarazioni, precise e oltremodo puntuali, rilasciate di recente anche dal direttore dell’arsenale di La Spezia, con tanto di dovizia di particolari riferiti a quegli intenti di cui sembra sia stato messo a parte. A sostegno di tale fondato convincimento, riteniamo di poter legittimamente affermare che le conseguenze determinate da quelle insane politiche su quei siti industriali e sui loro dipendenti, si stanno ripercuotendo in maniera inequivocabile ogni giorno di più negli ambienti di lavoro, come testimoniano le numerose denunce pervenute alle scriventi. Che fanno quasi tutte riferimento alla perenne condizione di emergenza in cui sono costretti ad operare i lavoratori per garantire la gestione dell’esistente, considerata l’acclarata assenza di programmi di rilancio delle attività degli arsenali, che viene comunque assicurata seppure in mancanza di idonei programmi di formazione e/o aggiornamento professionale, in postazioni di lavoro indecorose e strutture pericolanti, con servizi mensa che in taluni casi rasentano il limite imposto dalla normativa igienico/sanitaria prevista e, per giunta, subendo anche il tentativo di deregolamentazione delle norme contrattuali vigenti. In siffatto sconfortante quadro, trova inoltre spazio la pessima gestione delle relazioni sindacali, tenuta per lo più dalle competenti direzioni degli arsenali e delle basi navali (anche questa figlia di quell’idea?), sovente più inclini all’imposizione delle proprie ragioni piuttosto che all’offerta di disponibilità alla discussione sui temi che riguardano la propria forza lavoro civile. Come del resto dimostra quanto sta accadendo in questi giorni sui territori con l’avvio delle riunioni convocate dalle amministrazioni per discutere dell’ennesima rivisitazione delle tabelle organiche del personale civile della difesa avviata da codesto SMM. Alle quali queste stanno accedendo in tutta fretta fornendo alle rappresentanze sindacali del personale solo informazioni parziali e approssimative – quando invece sarebbe stato utile e rispettoso ripartire dalle proposte già avanzate da queste ultime -, in particolare sull’impossibilità di conoscere le ragioni (peraltro non comunicate neanche alle scriventi) che hanno indotto codesto stato maggiore a imporre la revisione anche di parti rilevanti dell’organizzazione, come quella ordinamentale e di struttura, o i compiti e la parte organica limitatamente alle posizioni riservate al personale civile, ma anche quelle afferenti le variazioni proposte nei compiti indicati nella nuova job description dei costituendi nuclei, prevedendo in taluni casi addirittura la soppressione di taluni importanti posizioni esistenti per la temporanea indisponibilità delle professionalità civili occorrenti, in palese contrasto con il protocollo d’intesa e la direttiva sulle funzioni recentemente divulgata dallo SMD. Un modus operandi inaccettabile, irriguardoso e improduttivo che dimostra ancora una volta di non tenere in alcuna considerazione le ragioni delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa rappresentate dalle proprie organizzazioni sindacali e, più in generale, di non avere alcun rispetto per le prerogative di cui queste ultime sono depositarie per legge, il cui solo effetto sortito sta peraltro producendo la sospensione delle relazioni sindacali a livello territoriale con le competenti direzioni, come peraltro già accaduto nell’arsenale di Taranto. A chi e che cosa giova tutto ciò non è dato di sapere ma…di certo sappiamo cosa fare noi nel caso non venga tempestivamente e definitivamente sciolto da parte Sua, illustre Ministra, quel nodo “privatizzazione si, o privatizzazione no” degli arsenali che invero aleggia da tempo, troppo tempo e che allo stato impedisce di intravedere orizzonti e prospettive ben delineate per il futuro dell’area industriale della difesa e, soprattutto, per i livelli occupazionali impiegati e rappresentati. Restiamo in attesa di Sua cortese risposta.
FP CGIL UIL PA FLP DIFESA
F.to F. Quinti F.to S. Colombi F.to G. Pittelli
Come comunicato il 28 luglio scorso, l’Amministrazione ha informato tutte le OO.SS. circa la difficoltà a pagare il saldo dell’incentivo 2016 a causa della decadenza dell’Organismo Interno di Valutazione, il quale ha il compito di approvare la relazione sulla performance dell’Istituto, adempimento propedeutico al pagamento di dette spettanze.
Ancora oggi la situazione è invariata!
Siamo coscienti della vigenza del Decreto Legislativo 150 del 2009 – ch enon condividiamo – ma quella stessa norma, ulteriormente rafforzata dalla recente Riforma Madia, prevede espressamente la validazione della relazione sulla performance, quale condizione inderogabile per l’accesso agli strumenti per premiare il merito. E’ per questo che chiediamo a gran voce di procedere, senza più alcun indugio, alla ricostituzione dell’OIV, nel rispetto della normativa generale e della previsione di legge vigente per gli istituti previdenziali.
La FP CGIL non intende implorare ulteriori acconti o presaldi: il pagamento del saldo dell’incentivo 2016 è un diritto dei lavoratori, sancito dagli accordi sottoscritti, non una concessione.
Oltre al pagamento dell’incentivo per i lavoratori delle aree, chiediamo il pagamento del terzo acconto in favore di professionisti, dirigenti e medici i quali, nonostante la mancata nomina dell’OIV non abbia rilievo in questa fase, non hanno ancora percepito il citato compenso.
Roma, 6 settembre 2017
IL COORDINATORE NAZIONALE
FP CGIL INPS
Matteo Ariano
Nell’ambito delle iniziative di mobilitazione indette per il giorno 19 settembre 2017 che culminerà con la manifestazione a Roma in Via XX settembre presso il MEF, le Segreterie nazionali riunitesi in data odierna hanno deciso di prevedere nella settimana dall’11 al 15 settembre un ulteriore calendario di iniziative articolate sul territorio come di seguito definite :
Assemblee articolate in tutti i front office della durata di 1 ora , all’inizio dell’orario di apertura al pubblico, e nei CAM, con contestuale volantinaggio;
Sit-in preso le sedi delle Direzioni regionali e/o le DP dei capoluoghi di regione;
Sit- in presso la Direzione generale dell’Agenzia in Via Cristoforo Colombo;
Nelle prossime ore verrà resa disponibile e inviata a tutte le strutture una proposta di mozione da approvare in tutte le assemblee.
Le strutture territoriali, nell’ambito della loro autonomia potranno individuare ulteriori iniziative di lotta.
Roma, 5 settembre 2017
|
FP CGIL
Boldorini |
CISL FP
Silveri |
UIL PA
Cavallaro |
CONFSAL/SALFI
Callipo Sempreboni Sparacino |
FLP
Cefalo Patrinelli |
Al Segretario Generale del Ministero del Lavoro
e delle Politiche Sociali
Dott. Paolo Onelli
Al Direttore Generale della Direzione Generale
per le politiche del personale,
l’innovazione organizzativa, il bilancio – Ufficio
Procedimenti Disciplinari (U.P.D.)
del Ministero del lavoro e delle Politiche Sociali
Dott.ssa Stefania Cresti
e p.c.Alla dott.ssa Susanna Zeller –
Direttrice Div. III DG PIOB – UPD
OGGETTO: RICHIESTA DI RIAPERTURA DEL TAVOLO CONTRATTUALE SU PROTOCOLLO D’INTESA DEL 10 AGOSTO SCORSO
Con riferimento alla richiesta in oggetto specificata, le scriventi organizzazioni sindacali sollecitano l’Amministrazione al rispetto dei principi contenuti all’art. 11 co. 1 del CCNL 1998/2001 in tema di relazioni sindacali.Tali principi risultano essere stati ampiamente disattesi. Pertanto, in caso di mancato sollecito riscontro alla richiesta, ci vedremo costretti a dover ricorrere a tutti quegli strumenti normativi atti a ripristinare il rispetto delle norme contrattuali e, dunque, delle corrette relazioni sindacali.
Roma, li 6 settembre ’17
FP CGIL CISL FP
Matteo ARIANO Antonella LA ROSA
Giuseppe PALUMBO
La scrivente O.S., considerato che nella riunione del 1 agosto aveva dato ampia disponibilità alla sottoscrizione dell’accordo riguardante la ripartizione del CUT 2013/2014, accordo non raggiunto per esclusiva responsabilità di codesta Amministrazione e di alcune OO.SS., chiede un’immediata convocazione per mettere fine ad una situazione sempre più inaccettabile sul piano logico e morale, che sta creando enorme disagio all’interno degli uffici. La scrivente, considera l’eventuale atto unilaterale dell’Amministrazione, lesivo delle prerogative sindacali, in quanto consegna al datore di lavoro il potere di ripartire con criteri soggettivi quote di salario. E’ auspicabile che codesta Amministrazione riveda la propria posizione, manifestando fattivamente la volontà di pervenire ad un accordo con quelle OO.SS. che non sono più disposte ad accettare ulteriori ritardi.
FP CGIL Nazionale FP CGIL Nazionale
Americo Fimiani Luciano Boldorini
CARCERI, LA SITUAZIONE RESTA ESPLOSIVA: IL 19 SETTEMBRE, GIORNO DELLA RICORRENZA DEL BICENTENARIO DEL CORPO, MANIFESTAZIONE CORTEO DI TUTTI I SINDACATI DELLA POLIZIA PENITENZIARIA

Carceri, la misura è colma. La tensione resta alta ed i Sindacati della Polizia Penitenziaria hanno indetto – unitariamente – una clamorosa manifestazione pubblica di protesta a Roma per martedì 19 settembre 2017, giorno in cui sarà celebrato alle Terme di Caracalla il Bicentenario del Corpo alla presenza del Presidente della Repubblica.
SAPPE, OSAPP, UILPA, SINAPPE, FNS CISL, USPP, CNPP e FP CGIL hanno deciso di organizzare proprio per il 19 settembre una manifestazione di protesta ed un corteo che raggiungerà il luogo dell’appuntamento istituzionale.”Non c’è proprio nulla da festeggiare”, dichiarano. “Ogni giorno nelle carceri italiane contiamo gravissimi eventi critici che vedono spesso soccombere i poliziotti penitenziari, sempre più soli e senza adeguati strumenti di difesa. Non solo aggressioni e colluttazioni: dall’inizio dell’anno sono stati quasi 40 i suicidi in cella e numerosi sono anche gli atti di autolesionismo ed i tentati suicidi, che se non fosse proprio per il tempestivo intervento degli eroi con la divisa della Polizia Penitenziaria vedrebbero “schizzare” alle stelle queste drammatiche statistiche. Basta! Siamo stufi di una politica assente, sorda ai nostri costanti richiami ed appelli, e di una AmministrazionePenitenziaria silente ed incapace di gestire e risolvere le continue criticità”.SAPPE, OSAPP, UILPA, SINAPPE, FNS CISL, USPP, CNPP e FP CGIL si concentreranno davanti al Ministero della Giustizia (via Arenula) alle 9 e proseguiranno poi in corteo verso Caracalla.”Saremo in piazza anche a rivendicare nuove assunzioni di Agenti, adeguate a fronteggiare le oltre 8.000 unità necessarie al Corpo, nuove dotazioni di risorse finanziare e tecnologiche, una rimodulazione del riordino delle carriere (che non ci soddisfa affatto), adeguati stanziamenti per il rinnovo del contratto scaduto ormai da dieci anni ed il ristabilirsi di corrette relazioni sindacali, che al DAP ed in tantissime sedi periferiche sono ritornate indietro di trent’anni.
Basta! Grideremo la nostra rabbia e la nostra sfiducia perché non ce la facciamo più ad essere aggrediti dai detenuti ed abbandonati dalle istituzioni”.
Roma, 5 settembre 2017
SAPPE OSAPP UILPA SINAPPE FNS CISL USPP CNPP FP CGIL
FPCGIL Nazionale

05.09.2017 – Il Dirigente del Comando di Bari usa atteggiamenti poco consoni e irrispettosi nei confronti di alcuni dirigenti sindacali. Per questo si è reso necessario intervenire con una nota richiamando le corrette relazioni sindacali. Auspichiamo da parte dell’Ing. CIANI un ravvedimento rispetto ai metodi relazionali utilizzati in passato e il ritorno ad un sereno e sano dialogo con tutte le organizzazioni sindacali locali
Il 29 agosto 2017 è entrata in vigore la legge annuale sul mercato e la concorrenza, dopo un dibattito parlamentare durato più di tre anni. La legge all’Articolo 1, commi 38 e 39, reca modifiche alla previdenza complementare. Le modifiche apportate non riguardano i dipendenti pubblici ma solo i soggetti privati su cui ricade il Dlvo 252/05 . Essa, interviene sui seguenti profili:
* la destinazione totale o parziale del TFR alle forme pensionistiche complementari;
* l’ anticipo della rendita complementare nel caso di cessazione dell’attività lavorativa;
* il riscatto della posizione individuale maturata e del relativo regime tributario.
Gli accordi collettivi potranno stabilire una percentuale minima del TFR maturando da destinare ai fondi, fermo restando il principio generale che l’adesione rimane su base volontaria e che, in assenza di indicazione da parte degli accordi, la percentuale del conferimento del Tfr è pari al 100 per cento. Nel caso di cessazione dell’attività lavorativa che comporti l’inoccupazione per un periodo di tempo superiore a 24 mesi si può chiedere la rendita pensionistica invece di aspettare i 48 mesi previsti prima. Inoltre, la nuova legge prevede che i Fondi pensione possono aumentare questo limite fino a 10 anni prima.
Si interviene inoltre in materia di riscatti della posizione individuale con riferimento alla richiesta di riscatto totale della posizione per invalidità permanente. Tale facoltà non può essere esercitata non solo nel quinquennio precedente la maturazione del diritto alla pensione complementare (come attualmente previsto), ma anche nel maggior periodo (fino ad un massimo di 10 anni) eventualmente fissato dal Fondo pensione. La norma stabilisce che il riscatto può essere fatto non solo per gli iscritti ai Fondi negoziali, ma anche dagli aderenti dei Fondi Aperti e ai PIP , fermo restando che l’aliquota (a titolo di imposta) è pari al 23%.
E’ prevista la convocazione di un tavolo di consultazione per avviare il processo di ripresa della previdenza complementare secondo le seguenti linee guida:
– revisione dei requisiti per l’esercizio dell’attività dei fondi pensione, con particolare riferimento all’onorabilità e professionalità dei componenti degli organi collegiali, del responsabile della forma pensionistica complementare e dei responsabili delle principali funzioni);
– determinazione di soglie minime patrimoniali;
– individuazione di procedure di fusione dei fondi intese ad aumentare il livello medio delle consistenze patrimoniali e numero di iscritti e a ridurre i costi
di gestione ed i rischi;
– individuazione di forme di informazione mirata all’accrescimento dell’educazione finanziaria e previdenziale dei cittadini e sulle forme di gestione del risparmio finalizzato alla corresponsione delle prestazioni previdenziali complementari.