Al Capo di Stato Maggiore della Difesa

Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone

OGGETTO: servizio di missione del personale civile.

Il personale civile del Ministero della difesa, come il resto del personale delle funzioni centrali, ha subito un duro colpo dall’esorbitante aumento dell’inflazione e l’innalzamento dei prezzi ha limitato fortemente la capacità di spesa delle famiglie.

Per questo motivo FpCgil, Cisl Fp e Uilpa hanno chiesto al governo di stanziare, nella prossima legge di stabilità, le risorse necessarie a garantire un aumento contrattuale che tenga conto di queste criticità e consenta a questi lavoratori di fronteggiare la drammatica situazione che stanno vivendo.

In attesa di un rinnovo contrattuale adeguato, però, le amministrazioni pubbliche devono mettere in campo tutte le iniziative possibili per evitare di mettere in difficoltà i suddetti lavoratori e le loro famiglie.

In tal senso una delle questioni che deve essere affrontata nell’immediato è quella dei servizi di missione, dove il personale è costretto ad anticipare dei soldi che, nelle condizioni attuali, non può più sottrarre alla famiglia, per non parlare del fatto che, quanto previsto per il rimborso dei pasti, non basta più neanche per pagare un pranzo o una cena in pizzeria.

In attesa di affrontare la questione nel prossimo rinnovo contrattuale, si chiede a codesto Stato Maggiore di fornire indicazioni diverse da quelle impartite fino ad oggi al fine di equiparare l’anticipazione delle spese di viaggio e di pernottamento a quelle del personale militare con la quota del 100%, favorire l’elargizione di tale anticipazione e velocizzare il rimborso di quanto dovuto al personale per il servizio di missione, tenuto conto che ad oggi risultano gravissimi ritardi che arrivano addirittura ad un anno.

Distinti saluti

FP CGIL                     CISL FP            UIL PA

Marco Campochiaro   Massimo Ferri  Carmela Cilento

Roberto De Cesaris   Franco Volpi

Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF riguardo le procedure per interventi di imenotteri

Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil PA VVF con la quale evidenziano il perdurare delle non corrette relazioni da parte dell’Amministrazione

Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF riguardo la sede di Giuliano

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione sull’attività di ricerca e attività di sperimentazione per l’anno 2023 ricognizione progetti per il personale ruolo non Direttivo

Al Ministro del Lavoro e delle Politiche Sociali Dott.ssa Marina Elvira Calderone

Al Direttore Generale

dell’Ispettorato Nazionale del Lavoro

Dott. Paolo Pennesi

e p.c. Alla Direzione Centrale Amministrazione

finanziaria e logistica – INL Dott. Stefano Marconi

Oggetto: richiesta chiarimenti importo arretrati perequazione/diffida

In data 25 settembre durante l’incontro con tutte le Organizzazioni sindacali, presente anche il Capo di Gabinetto del Ministro Dott. Nori, ci è stato – en passant – comunicato che l’importo previsto per gli arretrati della perequazione 2020 – 2021 – 2022 del personale dell’Ispettorato del Lavoro, sarebbe di 26 milioni, mentre in precedenti occasioni, l’importo previsionale era di 37 milioni di euro.

Ci è parso di aver capito, ma proprio su questo chiediamo un rapido e formale chiarimento, che tale ‘deminutio’ sarebbe da imputare all’ “una tantum” già erogata al personale dell’INL.

Il chiarimento è urgente perché “l’una tantum” di cui all’art. 32-bis del DL. N. 50/2022 (cd. Decreto Aiuti), convertito in Legge n. 91/2022, è stata prevista letteralmente ”Al fine di dare riconoscimento all’impegno straordinario richiesto per il contrasto del lavoro sommerso, per la vigilanza sul rispetto della normativa in materia di tutela della salute e della sicurezza nei luoghi di lavoro e per l’attuazione delle misure previste nel PNRR, ai dipendenti dell’Ispettorato nazionale del lavoro è attribuita, per l’anno 2022, un’indennità una tantum nelle misure e secondo i criteri da stabilire con decreto del direttore del medesimo Ispettorato nazionale del lavoro, adottato sentite le organizzazioni sindacali comparativamente più rappresentative…(omissis)”.

Riportare il testo di quella norma serve a rammentare che si tratta di tutt’altro rispetto alla perequazione. Una norma di legge, quella contenuta nel Decreto Aiuti, che non pone alcun riferimento al diritto per il personale dell’INL alla perequazione dell’indennità di amministrazione e dei suoi arretrati.

A tal proposito, considerare l’indennità una tantum, a valere sull’FRD 2022, come “un anticipo o un acconto sul trattamento di perequazione dell’indennità di amministrazione” rappresenta ancora oggi un’operazione di mistificazione della realtà, se non un vero e proprio imbroglio.

Siamo stati disponibili, al solo fine di garantire un’equa ripartizione tra il personale, a prendere in prestito il criterio per fasce economiche fissato dalla tabella 2 allegata al DPCM del 23/12/2021; ma deve essere altrettanto chiaro che nessun tipo di effetto giuridico può discendere da quel tipo di decisione, peraltro condivisa con tutte le OO.SS. in sede di confronto con il Direttore Pennesi.

Quello che preme sottolineare in questa sede è l’indispensabile e ormai non più differibile (anche in vista dell’approssimarsi della nuova tornata di rinnovo del CCNL) completa equiparazione stipendiale del personale di INL rispetto a quello del Ministero del Lavoro, a far data dal 01/01/2020. Un eventuale liquidazione con importi diversi (perchè decurtati dell’una tantum) porterebbe ad un riconoscimento minore rispetto a quello ottenuto dai colleghi del Ministero e non giustificabile alla luce della diversa natura e differente imputazione specificata nel testo di legge.

Chiediamo cortese ma estremamente sollecito riscontro alla presente, che vale anche come diffida, poiché la necessità di capire con chiarezza quali siano i reali intendimenti dell’Amministrazione è cruciale nell’interesse delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INL, in questa fase di organizzazione delle contromisure sindacali e delle conseguenti azioni di lotta.

FP CGIL

CISL FP

UILPA

FLP

CONFINTESA FP

CONFSAL- UNSA

USB P.I.

M.ARIANO

M. CAVO

I.CASALI

A. PICCOLI

N. MORGIA

V. DI BIASI

G. DELL’ERBA

V. SANTURELLI

Ridare immediatamente dignità a lavoratrici e lavoratori attraverso un vero contratto

Roma, 27 set – “La pazienza è finita!”. È il monito lanciato dalle lavoratrici, dai lavoratori e dai professionisti sanitari che operano nelle Rsa e a cui viene applicato il contratto Aiop Rsa, oggi in sciopero nelle principali città italiane, per la mancata apertura del tavolo per il nuovo contratto Rsa, mettendo fine al dumping e ai contratti pirata. A riferirlo, in una nota stampa, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che sottolineano la grande partecipazione allo sciopero, con migliaia di lavoratrici e lavoratori a manifestare per i loro diritti.

“Aiop Rsa è un contratto sottoscritto nel 2012 con organizzazioni sindacali non rappresentative che a distanza di 11 anni non garantisce salari dignitosi, diritti e tutele alle donne e agli uomini che operano nelle RSA di tutta Italia. Come abbiamo ribadito negli incontri ottenuti oggi con i rappresentanti istituzionali, ora è necessario che Ministero e Regioni intervengano, riaffermando insieme a noi un principio sacrosanto: il rinnovo degli accordi, la rivalutazione delle tariffe a chi lavora in accreditamento con il pubblico (che è legittima solo quando vengono rispettate le corrette relazioni sindacali), aprendo tavoli di trattativa e firmando periodicamente i rinnovi contrattuali con le organizzazioni rappresentative, così come avviene nei settori pubblici”.

“Chiediamo, pertanto, un tavolo sul tema in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome. Continueremo a farci sentire! La nostra mobilitazione proseguirà perché il sistema di assistenza sanitaria, socio-sanitaria e socio-assistenziale privato è un pilastro del servizio sanitario nazionale e le donne e gli uomini che operano nelle RSA, da 11 anni senza un contratto adeguato, vanno rispettati nella loro professionalità”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

Nella mattinata di ieri è stato firmato il protocollo di intesa sulle competenze professionali – posizioni di lavoro. È un risultato importante, dopo la stipula dell’accordo sulle famiglie professionali, perché declina le posizioni di lavoro all’interno delle stesse. Scompaiono, quindi i profili professionali previsti dall’accordo del 2010, ed entrano in vigore le nuove posizioni di lavoro. Nel verbale d’intesa allegato potrete notare nuove posizioni quali, ad esempio, il Funzionario Giuridico Legale, l’Ingegnere della Sicurezza e lo Psicologo, posizioni sulle quali noi, come Fp Cgil, ci siamo spesi sin dall’avvio dei lavori. Abbiamo voluto il Funzionario giuridico legale per dare un’identità precisa a chi si occupa di contenzioso e aspetti legali, l’ingegnere della sicurezza che, oltre a svolgere il compito di RSPP, potrà occuparsi, in particolare nei Provveditorati, del coordinamento della sicurezza sui cantieri e lo psicologo per tutti gli aspetti riguardanti gli ambienti di lavoro e lo stress da lavoro correlato, figure importanti e necessarie per un’amministrazione che sta cambiando. A questo punto è possibile, dopo la definizione dei criteri, avviare le progressioni verticali in deroga che, lo ricordiamo, per noi vuol dire dare risposte a chi, nel corso di questi anni che sono stati caratterizzati dal blocco del turnover, si è speso nei nostri uffici svolgendo attività relative all’area superiore, senza aver avuto alcun ritorno, sia in termini economici che professionali, e che dovranno consentire agli idonei della precedente procedura di essere inquadrati nell’area superiore. Lo reputiamo un risultato importante, frutto dell’impegno della nostra organizzazione, che ci consentirà, finalmente, di dare attuazione agli istituti del nuovo CCNL per valorizzare i lavoratori del MIT.

La coordinatrice nazionale FP Cgil MIT per la Segreteria Nazionale

Carmen Sabbatella                                Paolo Camardella

Si è svolto nella tarda mattinata di oggi, nelle adiacenze del Ministero della Giustizia (piazzetta Cairoli), il previsto sit in di protesta dei lavoratori assegnati alla verbalizzazione delle udienze penali i quali, a seguito della cd. Riforma Cartabia, sono stati incaricati anche di realizzare la videoregistrazione delle udienze. Nel corso del sit in, cui hanno partecipato decine di cancellieri, assistenti giudiziari e funzionari giudiziari, sono intervenuti il Capo Dipartimento, Campo, ed il Direttore Generale del personale, Gandini, i quali si sono intrattenuti per lungo tempo con i lavoratori. Questi ultimi, con riferimento alla videoregistrazione dell’udienza, hanno invocato il dato normativo (in particolare CPP e CCNL) che non attribuisce al cancelliere le attività di videoregistrazione ed hanno elencato le innumerevoli difficoltà, di carattere anche tecnico, nella realizzazione delle riprese contestualmente alla redazione dei verbali. Soprattutto i lavoratori hanno lamentato la impossibilità di curare in contemporanea la verbalizzazione e la videoregistrazione nelle udienza monocratiche, tenuto conto dell’elevato numero di processi. Il Capo Dipartimento ed il Direttore Generale hanno riconosciuto le difficoltà denunciate dai lavoratori ed hanno dichiarato la disponibilità ad intervenire in tempi brevi per risolvere soprattutto le difficoltà organizzative, le quali sono state riscontrate in una recente visita da loro effettuata presso le aule di udienza del Tribunale di Roma. Al termine dell’incontro CGIL CISL e UIL hanno ringraziato il Capo Dipartimento ed il Direttore Generale per l’attenzione dimostrata nei confronti del lavoratori. Vi terremo informati sugli sviluppi.

FP CGIL CISL FP  UIL PA

Russo     Marra     Amoroso

Pubblichiamo la lettera di solidarietà di Jan Willem Goudriaan, Segretario generale dell’EPSU,  a sostegno della nostra azione di sciopero coordinata di domani (27 settembre) contro l’organizzazione datoriale degli ospedali privati AIOP.

Stop al dumping e allo sfruttamento di Aiop. Ministero e Regioni intervengano su tariffe e risorse

Roma, 26 set – “La pazienza è finita!”. È il monito lanciato dalle lavoratrici, dai lavoratori e dai professionisti sanitari che operano nelle strutture AIOP di tutta Italia e che sciopereranno nella giornata di domani, 27 settembre,  per la mancata apertura di un tavolo di trattativa per il rinnovo del Contratto collettivo, mettendo fine al dumping e ai contratti pirata.

A riferirlo, in una nota stampa, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl, che proseguono: “Aiop Rsa è un contratto sottoscritto nel 2012 con organizzazioni sindacali non rappresentative che a distanza di 11 anni non garantisce salari dignitosi e diritti alle donne e agli uomini che operano nelle RSA di tutta Italia”.

“Ora è necessario che Ministero e Regioni intervengano, riaffermando insieme a noi un principio sacrosanto: il rinnovo degli accordi, la rivalutazione delle tariffe a chi lavora in accreditamento con il pubblico è legittimo solo quando vengono rispettate le corrette relazioni sindacali, aprendo tavoli di trattativa e firmando periodicamente i rinnovi contrattuali con le organizzazioni rappresentative, così come avviene nei settori pubblici. Chiediamo pertanto un tavolo sul tema in sede di Conferenza delle Regioni e delle Province Autonome”, specificano.

“Domani – concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – ci faremo sentire davanti le sedi Regionali e le Prefetture di tutta Italia. La nostra mobilitazione proseguirà perché il sistema di assistenza sanitaria, socio-sanitaria e socio-assistenziale privato è un pilastro del servizio sanitario nazionale e le donne e gli uomini che operano nelle RSA, da 11 anni senza un Contratto adeguato, vanno rispettati nella loro professionalità”.

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