Nella giornata di venerdì 21 abbiamo ricevuto una convocazione.
Non, come auspicabile, una convocazione dal Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali per affrontare e risolvere i problemi che hanno portato alla riattivazione dello stato di agitazione e al tentativo di conciliazione, appena fallito.
E’ arrivata, invece, una nuova convocazione dall’INL per discutere dell’ennesima riorganizzazione dell’Ente. Il 26 luglio, come se in questi giorni non fosse accaduto niente…
Allora lo scriviamo in modo chiaro e comprensibile: fino a che il vertice politico non si degnerà di incontrarci per dare, finalmente, quelle risposte che da tempo chiediamo, non riteniamo assolutamente opportuno incontrarsi con l’Amministrazione su tematiche come la riorganizzazione, che non portano alcun vantaggio immediato e diretto a lavoratrici e lavoratori. Per dirla in altri termini: non siamo interessati a nessun poltronificio, ma al funzionamento vero dell’INL e alla dignità di lavoratrici e lavoratori.
Diffidiamo, nel frattempo, l’Amministrazione dall’avvio del confronto.
Vediamo se altri avranno la forza e il coraggio di non cedere al richiamo delle sirene o, più prosaicamente, di qualche strapuntino offerto in cambio della loro partecipazione alla riunione.
Senza entrare – per ora – nel merito di questa riorganizzazione, su cui ci sarà modo e tempo di intervenire, ricordiamo a qualche smemorato o folgorato sulla via del damascato, che nel corso della passata mobilitazione – culminata con lo sciopero del 12 dicembre 2022 – abbiamo passato mesi senza sederci al tavolo sindacale; tale strategia era stata concordata, pur sapendo di sacrificare questioni che avrebbero potuto impattare negativamente su lavoratrici e lavoratori, con la forte convinzione che fosse necessario un segnale chiaro e forte, al fine di ricevere risposte concrete.
Forse lo scenario è cambiato, ma ci sfugge in cosa.
Noi siamo sempre uguali ed è proprio per questo che vorremmo avere delle risposte concrete a queste domande:
Perché il vertice politico del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali non pretende un emendamento che riconosca gli arretrati della perequazione al personale dell’INL?
Perché il vertice politico non chiarisce che il personale dell’INL è destinatario, senza “se” e senza “ma”, della nuova armonizzazione dell’indennità di Amministrazione prevista dal DL 44/2023?
Perché il vertice politico non interviene a livello normativo per affrontare e risolvere le tante criticità che questa “Agenzia-non-Agenzia” affronta, a cominciare dall’assenza di autonomia e di risorse economiche, che rendono l’INL un Ente meno appetibile rispetto ad altri?
Perché il vertice dell’Amministrazione pensa a una riorganizzazione, invece di scendere concretamente in campo, in solidarietà delle rivendicazioni legittime dei propri lavoratori?
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Coordinatore nazionale FP CGIL – INL |
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Matteo Ariano |
Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento Territoriale Fp Cgil VVF riguardo la carenza di personale e di sedi a garanzia del soccorso alla cittadinanza
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF con la quale ancora una volta evidenziaquale ancora una volta evidenzia le problematiche nel garantire il soccorso a Lipari
Pubblichiamo la nota unitaria del Coordinamento Regionale Fp Cgil VVF Fns Cisl e Uil Pa VVF riguardo l’emergenza caldo
Al Capo del D.A.P.
Dott. Giovanni Russo
SEDE
capodipartimento.dap@giustizia.it
Al Direttore della
Direzione Generale del Personale
Dott. Massimo Parisi
SEDE
prot.dgp.dap@giustiziacert.it
La scrivente O.S. rappresentativa di tutti i comparti professionali che compongono il DAP – Polizia Penitenziaria, Funzioni Centrali e Dirigenti Penitenziari – da sempre sostenitrice della mission istituzionale “trattamento in sicurezza”, esprime preoccupazione per come appare evolversi la gestione delle assegnazioni a posti di funzione per il personale dei tre comparti, sia nella sede DAP che nei PRAP e in tutti gli Istituti penitenziari nazionali.
Fermo restando il giusto riconoscimento della professionalità e le possibilità di avanzamento in carriera, ottenuti con la riforma del Corpo, da parte di tutto il personale di Polizia Penitenziaria, rimaniamo perplessi quando, molto spesso per caso, veniamo a conoscenza di assegnazioni dei lavoratori del comparto sicurezza, effettuate senza un criterio logico e in molti casi senza interpello ma per “chiamata diretta”.
Il caso poi dei Dirigenti di Polizia Penitenziaria, a cui vengono assegnati posti come responsabili di sezione all’interno di un Ufficio di una Direzione Generale o degli stessi Uffici del CD, sottraendo tale opportunità ai Funzionari delle Funzioni Centrali, potrebbe avere come conseguenza quella di inasprire le relazioni professionali tra gli operatori dei comparti di cui non pensiamo le SS.VV vogliano prendersi la responsabilità e che FPCGIL, proprio perché rappresentante di tutte le componenti dell’Amministrazione Penitenziaria, non può tollerare.
Senza volere poi considerare come l’impiego di 1° dirigenti Pol.Pen. responsabili di sezione invece che dei reparti di Pol.Pen. o di altri incarichi apicali negli Uffici tecnici, rappresenti una sperequazione anche economica per l’Amministrazione (danno in termini di efficienza ed efficacia delle scelte operate) e per i funzionari delle funzioni centrali ai quali di fatto viene impedito di realizzare la legittima aspettativa di ottenere posti di funzione definiti dal CCNL.
Riconosciamo le prerogative che il Capo del Dipartimento possiede in merito alla scelta di selezionare personale di sua fiducia per quelle attività afferenti l’area della segreteria particolare, vogliamo tuttavia ricordare che l’utilizzo di una preventiva raccolta di disponibilità secondo le
procedure d’interpello potrebbe comunque consentire la scelta discrezionale e quindi l’assegnazione di un incarico a persona che risponda ai requisiti di fiducia , riservatezza ed affidabilità richiesti.
Non crediamo sia impossibile definire una pianta organica del personale in servizio presso questo Dipartimento. Non crediamo parimenti troppo complicato chiedere un confronto in tema di posti di funzione versus funzioni- competenze necessarie. Questo consentirebbe di mettere ordine nel confuso mondo delle assegnazioni consentendo di fare emergere il reale fabbisogno anche in considerazione dei numerosi e progressivi pensionamenti.
Ci risulta inoltre che, presso la DGDT, il numero dei funzionari giuridico pedagogici è in rapida diminuzione. Perdere, senza sostituzione, professionalità che hanno assicurato negli anni contributi qualificati allo sviluppo e monitoraggio dei progetti trattamentali per la popolazione detenuta appare essere altro segnale di disattenzione alla mission penitenziaria che non si esaudisce nel garantire la sicurezza dei luoghi detentivi.
L’Amministrazione penitenziaria non ha ancora condiviso con questa e con le altre rappresentanze sindacali, le scelte organizzative che intende introdurre ai sensi del d.legtivo 146/2000.
Scelte organizzative che, come questa OS ha dichiarato nell’ultima riunione risalente (purtroppo)ad un anno fa sul tema, NON devono pregiudicare i diritti di molti a vantaggio di pochi.
È nota a tutti la grave situazione in cui versano i contingenti di polizia penitenziaria di tutti gli istituti del territorio nazionale. Lasciare molti, troppi istituti senza i responsabili dell’area sicurezza (spesso assegnata ad ispettori o a sovrintendenti) è un danno reale, concreto le cui conseguenze sono già note a tutti noi.
Ribadiamo in questa circostanza quanto già detto in occasione della riunione del luglio 2022:
ampliamento del numero degli istituti ad incarico superiore (almeno 20 in più oltre quelli già riconosciuti tali) e garantire la presenza in ciascuno di quegli istituti di un primo dirigente di polizia penitenziaria ed almeno di un dirigente ovvero di un dirigente aggiunto in funzione di vice comandante.
Ricordiamo che i posti di funzione dei dirigenti penitenziari non generali sono stati definiti con il DM 2 marzo 2016 . Gli Uffici dipartimentali sono in primo luogo incarichi per i quali deve essere assicurata la procedura d’interpello rivolta ai SOLI dirigenti penitenziari. Solo successivamente ed in caso di interpello andato “deserto” potrebbe essere possibile allargare l’interpello ad altri profili dirigenziali (per esempio i magistrati). Nel caso di specie ci riferiamo all’interpello di imminente pubblicazione per la copertura dell’incarico di direttore dell’Ufficio V della Direzione generale detenuti e trattamento. Quel posto di funzione è destinato ad un dirigente della carriera penitenziaria e siamo sicuri che ci saranno valide candidature per quell’ incarico.
Gli scriventi coordinatori nazionali chiedono alle SS.VV in indirizzo, un urgente incontro per un confronto su quanto qui brevemente rappresentato.
Con l’occasione si porgono distinti saluti
per la FP CGIL Nazionale
Roberto Mascagni – Mirko Manna – Carla Ciavarella
Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture Regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF riguardo il rilascio di carte di credito per il personale Aeronavigante
Pubblichiamo la nota della Struttura Territoriale Fp Cgil VVF riguardo la richiesta urgente per discutere l’istituto contrattuale delle ferie
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito la scelta sede del concorso Capo Squadra decorrenza 2022
Pubblichiamo la nota della Struttura territoriale Fp Cgil VVF in merito all’organizzazione del servizio di soccorso
A tutte le lavoratrici e a tutti i lavoratori CONI
del contingente speciale ad esaurimento
ANCORA PASSI IN AVANTI… GRAZIE ALLA CONTRATTAZIONE
Dopo quelle sull’utilizzo delle risorse destinate al finanziamento della contrattazione integrativa relativa all’anno 2023, sul rimborso delle spese per le utenze domestiche sostenute nell’anno 2022, sul welfare integrativo e sul lavoro agile sottoscritte negli ultimi mesi, nel primo pomeriggio di ieri, al termine di un complesso negoziato che ha visto impegnate la delegazione di parte datoriale e quelle di parte sindacale a partire dalla giornata di martedì 18/7 u.s., sono state raggiunte importanti intese rivolte a:
✓definire i criteri per la corresponsione dei trattamenti economici correlati all’elaborazione e alla realizzazione dei progetti speciali di cui all’art. 1, comma 11, della legge n. 138/1992 al personale delle aree e quadro rientrante nel contingente speciale ad esaurimento;
✓integrare, anche per il personale dirigente, allineandone il contenuto alle esigenze di carattere organizzativo e funzionale via via intervenute, alcune delle disposizioni contrattuali a suo tempo introdotte con il CCNL dirigenti e quadri relativo al triennio 2022-2024;
✓consentire al personale non dirigente/quadro di aderire al fondo pensione complementare dei lavoratori della P.A. Perseo-Sirio e prevedere per il personale dirigente l’adesione al fondo Mario Negri.
Più in dettaglio, attraverso i tre accordi sottoscritti -il cui testo, grazie alle proposte avanzate al tavolo dalle scriventi, è sensibilmente migliorato rispetto a quello inizialmente prospettato dall’amministrazione- è stato possibile ottenere:
– un incremento delle risorse a suo tempo destinate al finanziamento dei trattamenti economici accessori del personale delle aree e della retribuzione di risultato dei quadri che, in base ai criteri e alle procedure previsti dall’accordo, potranno vedersi remunerato, attraverso l’erogazione di specifici compensi, l’impegno profuso nella elaborazione e realizzazione dei progetti speciali;
– in linea con quanto già previsto per il personale delle aree, l’inclusione tra le voci della retribuzione spettanti in caso di malattia/infortunio sul lavoro e malattia dovuta a causa di servizio della retribuzione di risultato dei dirigenti e dei quadri;
– l’integrazione di alcune delle disposizioni previste dalla Sezione Dirigenti – Titolo V del CCNL dirigenti e quadri relativo al triennio 2022-2024 in tema di estinzione del rapporto di lavoro, nonchè di quelle, riferite alla medesima Sezione, inerenti all’aggiornamento e alla formazione professionale, alle politiche attive e all’outplacement, ai servizi di welfare e alla previdenza complementare (Fondo Mario Negri);
– un contributo a carico del datore di lavoro (deducibile ai fini fiscali) a favore del personale delle aree e quadro rientrante nel contingente speciale ad esaurimento che aderirà al Fondo Perseo-Sirio pari al 5%.
Nel rinviare al testo (allegato) degli accordi sottoscritti per una più compiuta analisi dei risultati conseguiti, vi auriamo una serena pausa estiva.
FP CGIL CISL FP UIL PA CISAL FIALP
F. Quinti M. Candore P. Liberati. D. Carola
Mentre l’Amministrazione presenta una informativa in merito alla futura applicazione del lavoro agile, tra qualche luce e diverse ombre, lo Smart working sperimentato dall’istituto resta, ancora oggi, incompiuto.
L’art. 39 c. 2 del CCNL chiarisce che, nelle fasce di contattabilità, il lavoratore può richiedere “la fruizione dei permessi orari previsti dai contratti collettivi o dalle norme di legge”. Una prescrizione non ancora recepita da INPS, dove sembra esistere un muro d’incompatibilità tra i permessi e lo Smart working. Un muro contro cui sbattono, ad esempio, le colleghe e i colleghi intenzionati a fruire – nelle giornate di lavoro agile – di permessi sanitari o permessi per gravi motivi (phmp). Nonostante tali criticità siano state manifestate, nulla si è mosso.
Ci saremmo aspettati, allora, un intervento nella direzione indicata, per perfezionare un meccanismo testato e funzionante. Scopriamo invece, con la citata informativa, che l’Amministrazione ipotizza una profonda revisione del lavoro agile, talmente incisiva da immaginare la chiusura fisica delle sedi in prossimità delle chiusure prefestive e festive: un’indicazione, questa, inattuabile, perché renderebbe lo Smart una scelta obbligata per ogni dipendente INPS, in antitesi a quanto disposto dall’art. 37 del CCNL che classifica l’adesione al lavoro agile come “consensuale e volontaria”.
Questa e altre criticità riteniamo debbano essere discusse e affrontate al tavolo, prima di partire con qualsivoglia sperimentazione: per questo abbiamo chiesto, già nella giornata di ieri, un confronto chiarificatore. L’innovazione deve portare a un miglioramento, altrimenti il rischio è di creare confusione e dispersione di energie. Un prezzo che non possiamo pagare.
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FP CGIL – INPS |
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Antonella Trevisani |