Nella giornata di ieri si è tenuto un nuovo incontro con l’Amministrazione per proseguire la discussione sull’accordo che dovrà portare all’individuazione delle famiglie professionali del Ministero del Lavoro.

La proposta dell’Amministrazione è di un ordinamento che preveda quattro ambiti di riferimento: ambito giuridico, ambito sociostatistico-economico, ambito informatico e ambito tecnico. Questi quattro ambiti sono riprodotti nelle relative aree di riferimento (assistenti, funzionari ed elevate professionalità) con l’eccezione dell’area degli operatori in cui è individuato solo l’ambito dei servizi generali.

Accanto a questo, si accompagna un corposo documento che individua i profili di ruolo o, meglio ancora, analizza tutte le attività che sono svolte all’interno dell’Amministrazione.

La nostra posizione è che sia le famiglie che i profili non devono rappresentare “camicie di forza”, ma possono invece rappresentare una leva per lo sviluppo e la crescita professionale di ognuno. In tale prospettiva, avere delle famiglie e dei profili troppo stretti rischia di imbrigliare le professionalità e le capacità. Se il documento sulle famiglie professionali ci è sembrato flessibile al punto giusto, maggiori perplessità abbiamo sollevato sul secondo documento relativo ai profili, chiedendo di adeguarlo al primo.

Gli ulteriori punti di caduta e di sviluppo della discussione in corso, quindi, sono per noi: l’apertura del confronto sui criteri delle progressioni verticali in deroga, per garantire una “mobilità verticale”; l’apertura di un confronto sulla mobilità tra famiglie e profili, ma anche tra le Direzioni Generali, proprio nell’ottica di una “mobilità orizzontale” e di una maggiore crescita professionale del personale. Dovremo poi aprire il confronto sui criteri di accesso all’area delle Elevate Professionalità, per capire bene chi potrà accedervi e per far cosa.

Su tutto questo abbiamo chiesto degli impegni concreti all’Amministrazione, dandoci delle date di avvio e delle scadenze e, se necessario, siglando un accordo interno tra le parti.

Riteniamo certamente essenziali i tasselli che stiamo ponendo, oggi, per una Amministrazione più moderna e riteniamo utile esplorare la possibilità che il Ministero possa gestire concorsi in autonomia. Questo, però, è solo un lato della medaglia: l’altro aspetto riguarda l’appetibilità di questa Amministrazione. Se non ci si impegna seriamente per aumentare il salario dei dipendenti, nonostante tutti questi utili e importanti accorgimenti, i lavoratori continueranno a scappare. In tal senso, evidenziamo che mentre in altre Amministrazioni si è riusciti ad aumentare con successo e in deroga alla legislazione vigente il Fondo Risorse Decentrate, grazie all’impegno in prima persona del vertice politico, il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali continua a restare un grande assente.

Con amarezza abbiamo notato che, mentre si è stati rapidi a introdurre normativamente una riorganizzazione che continua a rimanere segreta e conosciuta solo a pochi fortunati ed eletti, del resto del personale poco importa.

Così non si va da nessuna parte. O meglio, si va verso la strada dell’irrilevanza, e ciò, questa Amministrazione e il suo personale non lo meritano.

 

FP CGIL

M.ARIANO

F. DE RUGERIIS

 

Pubblichiamo il comunicato stampa del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF in merito la sede di Grado

Roma, 20 lug – “Il Parlamento deve considerare Ansfisa, l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle Ferrovie e delle Infrastrutture stradali ed autostradali, strategica per la sicurezza nel nostro Paese e, per questo, la legge di Bilancio dovrà allocare le risorse necessarie”.
E’ quanto si legge in una nota di Funzione pubblica Cgil.
“Siamo arrivati al dunque, non c’è più tempo: bisogna decidere una volta per tutte quali e quanti investimenti, quali professionalità e quali valorizzazioni realizzare. Come indirizzare le risorse. Quali sedi individuare e come assegnare alle stesse personale e competenze. Come, in sintesi, far sì che Ansfisa, una volta per tutte, esca dalla logica per cui si insegue l’emergenza per entrare, finalmente, in una logica di sistema. L’alternativa è il non governo e l’immobilismo che, fino ad oggi, hanno regnato sovrani”, conclude Fp Cgil.

Le temperature di questi giorni costituiscono un fattore di rischio per lavoratrici e lavoratori che lavorano in esterno, ma a fronte di impianti di climatizzazione obsoleti, strutture inappropriate, scorretta gestione degli spazi, organizzazione del lavoro (es. reiterazione di turni nelle ore più calde, dotazione di vestiario inappropriato, mancanza di pause e spazi relax) possono costituire un pericolo anche per chi opera all’interno di uffici.

Spesso vengono affrontati solo i rischi evidenti, ma chi opera in condizioni di disagio, qualsiasi esse siano, sa che il disconfort porta in sé sia pericoli per la salute sia un aumento delle possibilità di errore nell’attività professionale. 

Per questo c’è bisogno che le nostre delegate e delegati, RLS, RSU pongano in essere tutti gli interventi correttivi che consentano di lavorare in sicurezza e che siano resi strutturali dal momento che, come acclarato da evidenze scientifiche, non si tratta più di eventi straordinari. 

Dal punto di vista operativo l’esposizione prolungata alle alte temperature, agli sbalzi termici, la necessità di dotazione di DPI (filtri UV per chi opera in esterno) la necessità di revisione ed efficientamento degli impianti di condizionamento e ricambio aria, di ottimizzazione degli spazi (uffici, spogliatoi, sale mensa, ecc) si rende quantomai urgente. 

È necessario sollecitare tutte le strutture pubbliche ad aggiornare il Documento Valutazione dei Rischi (o comunque verificare che sia stato fatto) e mettere in atto tutti gli interventi correttivi in esso previsti. 

Invitiamo pertanto lavoratrici e lavoratori a mettersi in contatto con i nostri riferimenti territoriali (delegati, Fp Cgil, RSU, RSA) qualora dovessero operare in condizioni di esposizione a temperature elevate o in ambienti che possono indurre discomfort,  ed all’INCA Cgil per avviare le pratiche di infortunio.

Pubblichiamo la convocazione ipotesi accordo distribuzione economica delle specialità Diretti e non Direttivi e criteri mobilità Ispettori Ruolo Tecnico Professionale e ipotesi accordo integrativo quota variabile della retribuzione di rischio posizione Dirigenti anno 2023

Pubblichiamo il comunicato di cordoglio delle Strutture Regionale e Territoriali Fp Cgil  in merito il tragico incidente di Castellamonte

Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento Regionale Fp Cgil VVF in merito il problema salute e sicurezza che interessa le lavoratrici e i lavoratori da sempre e che sono da sempre sottovalutati dall’amministrazione

Ancora una volta la Fp Cgil VVF unitariamente alle Strutture Territoriali Fns Cisl e Uil Pa VVF ribadisce la necessità di DPI, di igienizzazione delle attrezzature e dei dispositivi così come l’approvvigionamento degli alimenti ad integrazione dei sali persi durante le attività

A seguito delle non idonee condizioni igienico sanitarie della sede della sede di Cava Sari pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF

Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture territoriali  Fp Cgil VVF Fns Cisl e Uil PA VVF con la quale ribadiscono la necessità dell’applicazione della POS riguardo i dissesti

Anche seguito delle indicazioni del Ministero della Salute, la Fp Cgil VVF  ancora una volta nel rispetto delle lavoratrici e lavoratori del Corpo chiede chiarezza sui comportamenti da adottare per  tutti coloro che sono esposti alle calde temperature durante la formazione in ingresso

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