Come anticipato nel corso della riunione con le organizzazioni sindacali, la commissaria Micaela Gelera ha deciso di affrontare entro luglio le questioni relative ai concorsi pendenti, ivi compreso il concorso per consulenti di protezione sociale, di cui si attende lo scorrimento finale della graduatoria.
Con riferimento a quest’ultimo, la volontà di accelerare i passaggi formali corrisponde alla necessità di garantire una celere immissione in ruolo, possibilmente già nel mese di settembre.
La coincidenza temporale con la stagione autunnale, e con l’inizio dell’attività scolastica, non può passare sottotraccia in un ente che dovrebbe sempre puntare alla tutela della genitorialità.
Sarebbe opportuno, allora, procedere con una tempestiva definizione delle assegnazioni, per consentire a ogni mamma o papà che si appresta a entrare in Istituto la possibilità di programmare il proprio trasferimento in serenità, valutando le alternative formative per i propri figli.
Riteniamo sia, questa, una strada facilmente percorribile, anche sulla scorta dell’esperienza maturata con le prime due immissioni del 2023, una strada che risponderebbe alla volontà, manifestata dall’ente durante tutto il concorso, di venire incontro a esigenze e istanze dei lavoratori in un clima che garantisca il benessere organizzativo.
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FP CGIL – INPS |
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Antonella Trevisani |
A seguito della richiesta di chiarimenti della Fp Cgil VVF in merito l’ ipotesi di accordo negoziale delle specialità pubblichiamo la risposta
Pubblichiamo la nota di chiarimenti riguardo le assenze consentite e la data d’esame finale per il corso di formazione per il passaggio alla qualifica di Capo Squadra decorrenza 1.1.2022
A tutte le strutture
Ai lavoratori del MIT
Si è tenuto venerdì scorso l’incontro per l’informativa sulla bozza di riorganizzazione del Ministero.
Il Capo di Gabinetto ha illustrato le modifiche che interverranno sull’attuale assetto del Ministero, già oggetto di riorganizzazione con D.P.C.M. 23 dicembre 2020, n. 190 e D.P.C.M. 25 giugno 2021.
Dallo schema presentato è emersa l’intenzione dell’Amministrazione di passare da tre a quattro dipartimenti con l’istituzione, quindi, di un dipartimento specifico che si occupi di personale, affari generali e digitalizzazione. Come FP Cgil abbiamo accolto positivamente l’istituzione di tale dipartimento posto che la volta scorsa avevamo sollevato tale questione.
Da una prima ricognizione nulla cambia rispetto alle individuazioni e alle attribuzioni degli uffici periferici territoriali (provveditorati a motorizzazioni).
Abbiamo rilevato come nella proposta manchino:
-le strutture periferiche delle Capitanerie di porto;
-la dotazione organica prevista, sia per la dirigenza che per il comparto.
Restiamo in attesa che l’informativa ci venga inviata ufficialmente in modo da poter assumere valutazioni più compiute alla luce di un testo definito
la Coordinatrice nazionale MIT p. la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella Paolo Camardella
Al Sig. Capo di Gabinetto
Cons. Francesco Gilioli
Osservazioni sullo schema di decreto ministeriale concernente la riorganizzazione del sistema museale
Il provvedimento interviene ancora una volta, in modo parziale, sull’apparato organizzativo ministeriale ridisegnando il sistema museale, tramite una doppia operazione: l’aumento dei Musei elevati a livello dirigenziale generale (3) e l’ulteriore proliferazione di musei autonomi di seconda fascia (17), con il risultato di aumentare il numero dei musei dotati di autonomia, portandoli da 44 a 60. Inoltre si interviene sulla distribuzione delle posizioni dirigenziali di seconda fascia nelle Direzioni generali, diminuendo di 2 posizioni la Direzione generale creatività contemporanea ed aumentando di una posizione la DG Musei e la DG Cinema.
Tale operazione viene finanziata da un aumento della dotazione dirigenziale, pari a complessive 11 unità di cui 5 dirigenti generali e 6 dirigenti di seconda fascia, e da una riduzione di posizioni dirigenziali conseguenti all’accorpamento ed alla riduzione di musei autonomi diseconda fascia (4), dalla rimodulazione delle posizioni nelle Direzioni generali e dalla prevista soppressione ancora non precisata di alcune Direzioni Regionali Museali che verranno accorpate ai Musei autonomi.
Pertanto uno schema sostanzialmente in linea con la filosofia organizzativa che ha ispirato la riforma Franceschini, con una scelta che non mette in discussione la divisione operata tra i cicli di tutela e quelli volti alla valorizzazione e che produce un modello estremo di autonomie museali, con una conseguente frammentazione territoriale ed una residualizzazione delle direzioni regionali museali, che subiscono un oggettivo ridimensionamento. Si interviene quindi individuando nelle direzioni regionali il vulnus più evidente della riforma Franceschini e nella proliferazione delle autonomie la soluzione organizzativa ritenuta più efficace per il rilancio dei luoghi della cultura interessati da questa operazione.
Vi sono una serie di osservazioni critiche verso la qualità di questo ennesimo intervento nella carne viva dell’organizzazione ministeriale che proviamo ad elencare di seguito:
• Si concorda con la riduzione di 2 posizioni dirigenziali della DG Creatività contemporanea, che apparivano del tutto ridondanti rispetto all’organico ed alle competenze assegnate. Di converso l’aumento di una posizione dirigenziale alla DG Musei ed alla DG Cinema occorrerebbe sia accompagnata da un rafforzamento dell’organico, essendo l’attuale totalmente insufficiente rispetto ai carichi di lavoro assegnati;
• la riorganizzazione opera quasi esclusivamente sul versante museale utilizzando allo scopo quasi tutte le risorse disponibili derivanti dall’aumento della dotazione dirigenziale. Non riteniamo sufficienti al riguardo le rassicurazioni ricevute rispetto all’impegno di valutare interventi sui settori che si occupano della tutela del patrimonio culturale, a meno che questo non significhi, ad esempio, un ulteriore aumento della dotazione dirigenziale che reintegri posizioni dirigenziali sottratte ai settori della tutela dai successivi interventi riorganizzativi;
• si assiste ad una proliferazione di strutture organizzative complesse, con la previsione di organizzazioni strutturate con la stazione appaltante, senza che vi possa essere, stante l’attuale situazione sia dell’organico di fatto che di quello teorico, la possibilità di dotare le strutture di un fabbisogno adeguato. Solo a titolo di esempio alcuni musei autonomi previsti (Capri, Ville Monumentali della Tuscia, Preneste e Gabii, ecc.) sono del tutti privi di un minimo apparato tecnico-amministrativo e con pochi addetti alla vigilanza. Per poter pensare ad un fabbisogno utile all’efficacia di questa operazione occorrerebbe recuperare i tagli agli organici prodotti dalle manovre di spending review e valutare una profonda revisione del fabbisogno professionale e un piano straordinario di occupazione. Altrimenti si produrrà l’effetto scatole vuote che caratterizza ancora oggi gran parte delle autonomie definite negli anni precedenti. Inoltre non è chiaro che l’individuazione dei
nuovi Musei autonomi comporterà da parte di questi aggregazioni di altri siti, ad esempio i Musei archeologici di Venezia e della Laguna e le Residenze Sabaude.
• il ridimensionamento delle direzioni regionali museali ne certifica l’inutilità rispetto all’obiettivo posto originariamente dalla riforma, che era quello della valorizzazione del patrimonio diffuso con intrecci che dovevano essere funzionali alla ricomposizione complessiva del ciclo dell’offerta culturale legata agli specifici sistemi museali, coinvolgendo gli enti locali. Con questa operazione vengono sottratti alle direzioni regionali luoghi della cultura significativi ed in molti casi trainanti anche dal punto di vista degli introiti da bigliettazione. Ad esempio l’operazione che sottrae alle Direzioni Museali di Roma e del Lazio Castel S. Angelo, il Pantheon, Palestrina, Villa Lante e Palazzo Farnese, che produce forti criticità anche sul piano del riassetto logistico dei centri amministrativo gestionali che interessano questa rimodulazione, rendendo peraltro quasi inutile la distinzione operata tra le direzioni di Roma e del Lazio. Così come l’istituzione delle Residenze Sabaude rende del tutto irrilevante l’esistenza della direzione regionale museale. Se si rapporta questo contesto con l’aumento generalizzato dei biglietti di ingresso il risultato rimane la progressiva marginalizzazione del patrimonio diffuso da un sistema integrato di offerta dei servizi culturali, con la conseguente permanenza di una condizione di non riconoscibilità dei luoghi della cultura cosiddetti minori;
• non si ha ancora contezza della collocazione delle restanti due nuove posizioni dirigenziali generali derivanti dall’incremento previsto dal DL 44/2023;
• da ultimo, non certo in ordine di importanza, appare sempre più improcrastinabile una profonda modifica dei criteri di selezione dei direttori, sottraendoli a procedure che non rassicurano certo rispetto a fattori discrezionali che sono insiti nella norma da cui traggono origine. Da questo punto di vista sarebbe del tutto opportuno ripristinare i meccanismi di reclutamento ordinari tramite un pubblico concorso. Da quanto riusciamo a percepire non ci pare che si intenda procedere in tale direzione.
Le criticità rilevate non possono prescindere dalle valutazioni di ordine sistemico che abbiamo da sempre posto rispetto alle scelte di riorganizzazione operate a partire dal 2014 e che riguardano l’artificialità di una visione organizzativa che ha prodotto soluzioni che hanno impoverito oltremisura il tessuto produttivo legato ai settori della tutela e che hanno promosso una visione ideologica basata sull’idea che il patrimonio culturale produca sviluppo unicamente in correlazione con il turismo. Visione che viene riproposta in termini ancora più accentuati dall’attuale Direzione politica, ne fanno fede le varie dichiarazioni del Ministro sulla necessità di monetizzarne la fruizione e le conseguenti decisioni di un aumento generale dei biglietti di ingresso dei Musei e della discutibile decisione di far pagare l’ingresso del Pantheon di Roma.
Invece altre sono le questioni e le priorità che, a nostro avviso, dovrebbero caratterizzare gli indirizzi programmatici, a partire da interventi straordinari sui livelli occupazionali e da una generale regolazione di un mercato del lavoro che registra i più elevati tassi di sfruttamento del lavoro esternalizzato fino ad arrivare ad una necessaria rivisitazione di scelte organizzative che hanno impoverito l’organico professionale senza produrre grandi effetti sul piano di una effettiva valorizzazione del patrimonio culturale diffuso. Si tratterebbe, sempre a nostro avviso, di avere una visione strategica che rilanci la funzione strutturale della tutela del patrimonio operando una ricomposizione dei cicli lavorativi ed un conseguente investimento basato sulla crescita professionale ed occupazionale e sull’idea di coesione sociale che la conoscenza diffusa e la fruizione consapevole del patrimonio stesso può produrre.
Spiace constatare che, indipendentemente dall’appartenenza politica, questa visione non sembra attecchire nella politica ed anche in questo caso dobbiamo purtroppo registrare una ulteriore occasione persa per contrastare il declino del Ministero.
FP CGIL MIC UIL PA MIC
C. Meloni F. Trastulli
Pubblichiamo il comunicato del Coordinamento Regionale Fp Cgil VVF il quale ancora una volta evidenzia la necessità di mantenere il distaccamento di di Menaggio (CO) come sede disagiata
Pubblichiamo le indicazioni impartite dalla Direzione Centrale per l’Emergenza riguardo la recente emergenza mal tempo che ha colpito l’Emilia Romagna. Confermata l’attivazione dell’ICS Sala Crisi Nazionale in assetto S1. Periodo dall’11 al 17 luglio 2023.
Al Segretario generale Pres. Franco Massi
Al Vice Segretario generale Cons. Francesco Targia
Alla Dirigente generale Gestione Risorse Umane Dott.ssa Daniela Greco
Alla Dirigente per il Servizio Disciplina del Rapporto di lavoro Dott.ssa Pinuccia Montalto
e p.c.
All’Ufficio Relazioni Sindacali Al Personale della Corte dei conti
Oggetto: Richiesta di aumento del numero di giornate di lavoro agile fruibili a causa dell’eccezionale rialzo delle temperature.
Con la circolare del Segretario Generale n. 21 del 17 maggio u.s., si ravvisava la possibilità, laddove la temperatura esterna percepita avesse superato i 40 gradi, e fosse conseguentemente emanato un bollettino di allarme dal Dipartimento Protezione Civile, di aumentare il numero dei giorni di smart working fruibili dai lavoratori al di là dei 92 attualmente previsti. Si apprende dai media che nei prossimi giorni molte città della penisola saranno interessate da un eccezionale rialzo delle temperature che supereranno per numerosi giorni consecutivi, i 40 gradi, a causa dell’anticiclone “Caronte”. Pertanto, alla luce di quanto rappresentato, le scriventi Organizzazioni Sindacali chiedono, al fine di tutelare la salute del Personale dell’Istituto, di applicare quanto contenuto e diffuso dalla citata circolare, che ad ogni buon fine si allega, nel corso dei prossimi giorni e, in generale, dei mesi estivi allorché si manifestino nuovamente situazioni eccezionali, e di favorire una più elevata fruizione delle giornate di smart working per il personale che ha sottoscritto il relativo accordo individuale. Una particolare attenzione dovrebbe essere dedicata, inoltre, ad avviso delle scriventi, alle Lavoratrici ed ai Lavoratori che, pur non rientrando nella categoria dei cd. “fragili” , soffrono di patologie che potrebbero anche aggravarsi per effetto del rialzo delle temperature fino ai livelli che sono stati preannunciati in queste ore. Queste OO.SS., con l’occasione, chiedono, inoltre, di fissare, al più presto possibile, un incontro sul Lavoro Agile, al fine di rivedere, in casi di calamità naturali, di avversità climatiche o di altre situazioni particolari, il limite individuale annuale di giorni di lavoro agile attualmente corrispondente a n. 92. In attesa di un urgente riscontro alla presente richiesta, si saluta cordialmente.
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero C. Visca M. Centorbi
Si è svolto oggi il programmato incontro per il contratto Integrativo – famiglie professionali presso il Ministero. Per la parte Pubblica erano presenti il Viceministro On. Paolo Sisto ed i capi Dipartimenti e Dirigenti di tutte le articolazioni del Ministero.
Dopo i saluti del Viceministro, è intervenuto il Capo Dipartimento del Dog che ha confermato l’intenzione di organizzare insieme agli altri suoi colleghi, a breve, dei tavoli tecnici per iniziare la discussione sulle famiglie professionali.
Come già riportato nella nota unitaria, abbiamo dato la nostra disponibilità e massima collaborazione per la definizione del contratto nel più breve tempo possibile.
Evidenziando, però, che per noi la discussione non si può fermare alle famiglie professionali, il contratto va realizzato in tutte le sue parti.
Perché il confronto possa partire bisogna che l’amministrazione fornisca i dati che da tempo chiediamo a partire dalla puntuale quantificazione dello 0,55% del monte salari 2018 che con il CCNL 2019/2021 sono disponibili per i passaggi tra le aree, in deroga al possesso del titolo di studio richiesto per l’accesso dall’esterno e con procedura semplificata.
Ma, confermando il nostro obiettivo di far passare più personale possibile dall’ Area Assistenti a Funzionari e lo svuotamento dell’area Operatori, abbiamo chiesto di sapere quante risorse sono ancora disponibili per i passaggi previsti dall’accordo del 26 aprile 2017 e ancora non effettuati.
L’art. 18 del nuovo CCNL, infatti, permette di sommare le risorse nuove a quelle di precedenti piani assunzionali autorizzati e di utilizzare le procedure semplificate per la totalità dei passaggi effettuabili fino al 31.12.2024.
Un’occasione particolarmente utile per recuperare il tempo perso dal Ministero della Giustizia in tutti questi anni, rispetto agli altri ministeri, e che non possiamo assolutamente permetterci di sprecare.
Non accetteremo, infatti, che un solo centesimo destinato alla riqualificazione del personale venga destinato ad altro. Per questo chiediamo trasparenza sulle risorse assegnate al ministero fin dal 2017 per la riqualificazione del personale di tutte le qualifiche e ancora non realizzata.
Infine, chiediamo che l’amministrazione e l’autorità politica del Ministero della Giustizia si confrontino con le OOSS per rideterminare ed ampliare il piano dei fabbisogni di personale alla luce dei passaggi di area possibili grazie alla definizione delle famiglie professionali ma anche prevedendo i posti nella nuova Area delle Elevate Professionalità che dovranno permettere un congruo numero di progressioni per il personale già inquadrato nella ex Area III.
La nuova organizzazione del Ministero, anche grazie all’innovazione introdotta con l’Ufficio per il Processo deve puntare ad avere, a regime, almeno i due terzi del personale collocato nelle aree apicali (Funzionari e Elevate Professionalità) per potersi confrontare alla pari con le amministrazioni strategiche del comparto delle Funzioni Centrali e con le amministrazioni della Giustizia in Europa.
Per questo prendiamo atto con disponibilità e favore dell’impegno assunto in conclusione dal Viceministro per un confronto serrato con l’obiettivo di chiudere il contratto integrativo in tempi rapidi ma anche con la soddisfazione di tutti per la effettiva possibilità di risolvere le criticità da tutti ormai condivise.
Sarà nostra cura tenere aggiornati i lavoratori e le lavoratrici degli ulteriori incontri.
p.la Fp Cgil Nazionale
Russo – Fuselli – Mascagni
A DIREZIONE GENERALE AGENZIA INDUSTRIE DIFESA
E,p.c. A GABINETTO DEL MINISTRO DELLA DIFESA
dr. Francesco RAMMAIRONE
Oggetto: Convocazione 18 luglio 2023 avente oggetto “Regolamento per il riparto dell’incentivo per funzioni tecniche ex art. 113 comma 3 del D.Lgs. 50/2016”.
Con riferimento alla convocazione in oggetto, le scriventi OO.SS. rappresentano in premessa la necessità che le riunioni con codesta A.I.D. proseguano con la modalità “a tavoli separati”.
In attesa quindi di ricevere una nuova convocazione con la modulazione degli orari, ritengono indispensabile che nel corso della riunione in oggetto:
Venga aperta la contrattazione sul C.C.N.I. parte economica e normativa;
Vengano fornite informazioni dettagliate sui piani industriali degli Enti dipendenti dal momento che, ad oggi, dette informazioni vengono acquisite attraverso gli organi di stampa senza alcun preventivo coinvolgimento delle scriventi;
Vengano fornite ulteriori informazioni sul tema del pagamento degli emolumenti al personale civile dipendente con particolare riferimento al F.R.D.
Appare poi indispensabile e non rinviabile affrontare – come primo punto, lo stato delle relazioni sindacali tenuto conto che in diversi Enti sono violati i diritti più elementari e risultano in corso azioni repressive contro i lavoratori.
Si resta in attesa di cortese urgente riscontro
Cordialmente
FP CGIL CISL FP UIL PA
Massimiliano Prestini Massimo Ferri Carmela Cilento
Franco Volpi Riccardo Colafrancesco
Pubblichiamo la nota di convocazione in merito la discussione dei seguenti argomenti: accordo integrativo graduatorie di mobilità VP CS CR e modifica accordo integrativo art 42 esigenze di servizio
Intervento https://fb.watch/lYEftp9CCe/
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per l’Emergenza il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo in merito gli accertamenti sanitari necessari al rilascio dell’idoneità per i cani partecipanti ai corsi aspiranti unità cinofile