La Funzione Pubblica CGIL Emilia-Romagna, unitariamente alle altre sigle sindacale, ha richiesto l’apertura dello stato di agitazione nel corpo dei vigili del fuoco regionale.
Le ragioni della protesta sono tante.
🚒 Chiediamo la presentazione del progetto del polo didattico DOS di Pavullo ed il budget di ore straordinarie x la funzionalità del reparto.
🚒Chiediamo la copia del POA 2023 sottoscritto con la Regione Emilia Romagna e l’avvio di un tavolo sindacale permanente per contrattare le modalità di equa distribuzione funzionale delle attività concordate con la Regione. La mancanza di coinvolgimento delle OO.SS. nella stesura del POA costituisce una violazione dell’art. 84 del DPR 28 febbraio 2012 n.64.
Chiedendo pertanto la sospensione dell’ organizzazione dei servizi resi in convenzione con la regione Emilia Romagna fino al raggiungimento di un accordo sindacale.
🚒Formazione regionale : mancata concertazione sui criteri di partecipazione alle attività formative.
🚒Reparto Volo: è stata richiesta una revisione della disposizione impartita al Reparto Volo DIREMI 9399 in linea con gli standard impartiti a livello centrale. Per garantire adeguati standard di sicurezza ed amministrativi.
🚒Nucleo Sommozzatori: mancate relazioni sindacali e mancata applicazione di concertazione non permettono di effettuare addestramenti in acque profonde con modalità organizzative congrue .
🚒La protesta riguarda anche le problematiche del settore SAF Emilia Romagna, in modo da garantire la sicurezza alle squadre vf .
Se le richieste non saranno accolte sarà mobilitazione, fino allo sciopero.
A seguito della convocazione del Dipartimento in merito la presentazione del D.P.C.M. sull’organizzazione degli Uffici Centrali pubblichiamo le bozze inviate
A seguito dello stato di agitazione proclamato unitariamente le Strutture Fp Cgil VVF Fns Cisl e Uil Pa VVF chiedono che la discussione si tenga in presenza
A qualche ora di distanza dall’inizio dello sciopero nazionale del personale INAIL proclamato dalle Organizzazioni Sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL PA, CONFSAL UNSA, USB PI, DIRSTAT FIALP, FLP e ANMI, per le ultime tre ore di ogni turno di lavoro, ed in attesa del dato definitivo che verrà reso noto il 26/04, registriamo dalle nostre strutture territoriali una altissima adesione da parte del personale. In tutte le regioni, dalla Sicilia al Friuli Venezia Giulia, dal Piemonte alla Puglia, moltissime sono le sedi che hanno chiuso i cancelli. Sotto lo slogan “chiudere tre ore per non chiudere per sempre” le lavoratrici e i lavoratori dell’INAIL hanno voluto ribadire, numerosissimi, il proprio sostegno alla vertenza sindacale a tutela dell’Istituto e della sua straordinaria ed importante funzione sociale.
FP CGIL CISL FP UILPA CONFSAL USB PI DIRSTAT ANMI FLP
Mercanti Molinari Paglia Savarese Mencarelli P.Romano Norcia D’Ippoliti
21 APRILE 2023 SCIOPERO NAZIONALE PERSONALE INAIL
#IOSCIOPERO!
La FP Cgil ha proclamato assieme alle altre sigle sindacali lo sciopero nazionale del personale Inail in data odierna, nell’ambito di un lungo percorso di lotta unitaria, per tutelare l’Istituto e il suo personale. È ben noto a chi scrive il ruolo determinante ricoperto dall’Inail all’interno del nostro Paese, per fornire sostegno alle persone che si infortunano o si ammalano a causa del lavoro. La storia italiana è stata scritta anche dagli operai vittime di realtà industriali che non hanno saputo coniugare salute e lavoro, diritti costituzionalmente riconosciuti. Alle lavoratrici e ai lavoratori che hanno subito sulla pelle viva l’infortunio o la malattia professionale dobbiamo pensare oggi, perché la loro storia è anche la nostra storia. La carenza di personale, i carichi di lavoro insostenibili, il pessimo funzionamento delle procedure informatiche, lo stress lavoro correlato che discende dal non essere messi nella condizione di fornire un servizio all’altezza dell’utenza cui rivolgiamo la nostra azione sono temi che esigono risoluzione immediata. Lo sciopero di oggi è l’unica strada percorribile per riaffermare pervicacemente l’importanza della rappresentanza sindacale, presidio di giustizia e legalità. Ormai ci siamo!!! Dobbiamo dimostrare all’Amministrazione la nostra ferrea volontà di scioperare e in questo modo dare un fortissimo segnale di attaccamento al nostro storico Istituto. Scioperando in modo compatto legittimeremo anche il rilancio della funzione sociale del nostro Ente per fornire un servizio “giusto” alla nostra utenza.
Coordinamento Nazionale FP CGIL INAIL
Si è svolto ieri pomeriggio l’incontro tra l’Amministrazione e le Organizzazioni sindacali. All’ordine del giorno due temi: le progressioni verticali in deroga e le nuove modalità di attribuzione degli incarichi di posizione organizzativa.
Sul tema delle progressioni verticali in deroga, lo scambio delle scorse settimane ha prodotto importanti correttivi alla bozza originaria:
abbiamo ottenuto l’eliminazione dei test a carico di colleghe e colleghi interessati dalla procedura, un’opzione in netto contrasto con lo spirito della progressione;
abbiamo valorizzato l’anzianità di servizio riducendo ulteriormente il peso della valutazione individuale, per riconoscere le competenze consolidate e spesso bloccate nella stessa posizione da tempo;
abbiamo ridotto la forbice sui titoli di studio, considerando il carattere peculiare della procedura transitoria.
Posta la garanzia offerta dall’Amministrazione sulla volontà di garantire passaggi di area entro il 2024 ad ogni lavoratrice e ogni lavoratore potenzialmente interessati, abbiamo dato il nostro parere positivo.
I tempi tecnici per l’attivazione delle progressioni sono ora legati a un confronto che l’Amministrazione terrà con il Dipartimento della Funzione Pubblica a inizio maggio. Riteniamo prioritario arrivare pronti a quel momento, per consentire alle colleghe e ai colleghi di essere inquadrati rapidamente nella nuova collocazione. Ogni ulteriore attesa, basata su posizioni di principio, ci sembra più uno specchietto per le allodole, qualcosa che si lega al desiderio di visibilità di alcune sigle e non alla volontà di raggiungere rapidamente il risultato prefissato. Per la FP CGIL i tempi sono fin troppo maturi e non è utile rinviare ancora il testo a nuove valutazioni, tanto più se a presentare obiezioni sono le stesse sigle che volevano “firmare in bianco” un nuovo ordinamento professionale pur di chiudere questo atto.
Sui criteri per il conferimento delle PO, purtroppo, non riusciamo a esprimere un giudizio altrettanto positivo. Avevamo presentato un’istanza chiara. A nostro avviso occorreva:
Garantire apertura sul fronte del conferimento delle Posizioni Organizzative, in un’ottica di massimo coinvolgimento per ogni collega interessata/o, limitando al massimo il ruolo dell’interpello ed ampliando, invece, il ricorso al bando;
Usare coerenza nella valutazione dei titoli di studio, rivedendo il peso attribuito ai colloqui (e alla discrezionalità che essi portano in dote) in favore di una revisione verso l’alto dei titoli;
Modificare la disposizione relativa alla decadenza per valutazione negativa del dirigente. Agli atti un solo anno, con parere negativo, può bastare per determinare le sorti di un titolare di PO.
Su quest’ultimo punto se il passato ci ha insegnato qualcosa, è che qualunque evento imprevisto – dal trasloco alla riorganizzazione dell’Istituto – può incidere profondamente sulla performance dei singoli. Pur essendo contrari alle valutazioni come metro, tanto più se arbitrarie e non ancorate a parametri misurabili, avevamo chiesto almeno oculatezza: avevamo chiesto, cioè, di estendere il periodo considerato a 24 mesi prima di prendere decisioni avventate e fornire un’espressa motivazione in caso di giudizio negativo.
Nulla di tutto ciò è stato accolto e fatto proprio dall’Amministrazione.
Rimane sullo sfondo, poi, il grave tema della lesione dell’autonomia delle Direzioni Regionali allorché si avoca al Direttore Centrale di riferimento il compito di proporre i Responsabili del team audit nelle diverse DR.
Pur apprezzando un metodo teso a ricucire lo strappo del 2017 e un confronto lungo, ne vien fuori un testo che, a nostro avviso, non solo non migliora la procedura di selezione, ma non garantisce neppure, in prospettiva, maggiori certezze all’INPS sui propri meccanismi selettivi. Un passo indietro incomprensibile.
Capitolo neoassunti: rispetto al monitoraggio delle mancate accettazioni, l’Amministrazione intende verificare entro oggi tutte le rinunce. Sulla base delle ultime rilevazioni il tasso registrato, in media, è del 7.71%, con circa 330 rinunce. Un dato contenuto, quasi fisiologico, che ovviamente – se letto in forma disaggregata, regione per regione – impatta diversamente a seconda del territorio considerato.
L’Amministrazione ha chiarito che il contratto di lavoro decorrerà dal momento della effettiva sottoscrizione, salvo casi eccezionali (es. gravidanza a rischio): sono quindi stati riconosciuti piccoli differimenti, relativi a situazioni transitorie ed emergenziali. Una volta terminata tale verifica, l’Amministrazione si riserva di valutare, sulla base dei rinunciatari effettivi, lo scorrimento immediato della graduatoria relativamente ai posti residui. L’Istituto ha comunicato, quindi, che intende congelare i posti al momento liberati da eventuali rinunce, non riassegnandoli: le carenze registrate nel Nord Italia andranno prioritariamente tamponate e le rinunce registrate nel Centro Sud non hanno un impatto tale da richiedere pronti interventi sanatori. Stante la carenza d’organico strutturale, si valuta anche la possibilità di un concorso specifico per il Nord-Est e di uno per il Nord-Ovest.
Come FP CGIL sin dal primo momento abbiamo espresso perplessità sull’entità delle assegnazioni previste nelle varie regioni, ritenendo che alcune aree non erano state valutate con attenzione, con il rischio di creare un pregiudizio nella tutela dei servizi. Il famigerato algoritmo, in altre parole, ci sembrava settato male.
L’aver sovrastimato le esigenze di alcune realtà a scapito di altre ha creato un’evitabile strozzatura, coi rilievi posti dall’esterno – da parte dei futuri colleghi – sul perché i posti rinunciati abbiano un peso diverso a seconda della regione. Domanda legittima che richiederebbe una risposta chiara: perché in alcune aree il fabbisogno era ed è più forte. Dirlo prima, e agire di conseguenza sui numeri, avrebbe evitato un altro micro-conflitto in un ente dalla vita travagliata, fornendo elementi di chiarezza a tutti i lavoratori interessati: quelli che attendono l’ingresso di nuovi colleghi, sostenendo da tempo una produzione onerosa tra straordinari e sacrifici, e quelli che sperano di rimanere vicini alla città d’origine. A proposito di occasioni perse…
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FP CGIL – INPS |
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Antonella Trevisani |
Alla c.a.
Ministro della Cultura
Dott. Gennaro Sangiuliano
Capo di Gabinetto del MiC
Dott. Francesco Gilioli
gabinetto@cultura.gov.it
Segretario Generale del MiC
Dott. Mario Turetta
sg@cultura.gov.it
E, p.c.
Direzione Generale Musei
Prof. Massimo Osanna
dg-mu@cultura.gov.it
Direzione Generale Organizzazione
Dott.ssa Marina Giuseppone
dg-or@cultura.gov.it
Direzione Generale Organizzazione – Servizio II
Dott.ssa Sara Conversano
dg-or.servizio2@cultura.gov.it
Oggetto: Sicurezza nei luoghi della cultura e vertenza Palazzo Reale di Napoli
Egregio sig. Ministro,
i recenti accadimenti che hanno visto come bersaglio alcuni beni comuni e luoghi della cultura italiani pongono a tutti noi il problema della gestione della sicurezza del nostro patrimonio culturale, con la necessità di implementarne i livelli e garantire un presidio adeguato dei nostri istituti per la sicurezza dei lavoratori, dei visitatori e del patrimonio stesso.
È però evidente a tutti che, con la grave carenza di personale di vigilanza e accoglienza (mancano all’appello circa 2.500 unità), garantire la sicurezza dei nostri luoghi della cultura è diventato sempre più difficile e complesso; anzi, in molti casi essa non è per nulla garantita, al punto che alcuni Istituti non dovrebbero nemmeno essere ordinariamente aperti al pubblico. E la risposta a questa gravissima carenza di personale non può essere il ricorso sistematico alla vigilanza privata (anche armata), come sta avvenendo presso il Palazzo Reale di Napoli (e non solo), per cui è necessario che il Direttore Generale competente attivi uno specifico e più complessivo confronto sull’argomento con le
Scriventi in modo da poter avere una panoramica esaustiva sulle scelte operate a livello nazionale.
Alla luce di quanto espresso chiediamo che si apra con assoluta urgenza un confronto politico sull’importante carenza di personale del MiC (circa 8.000 unità) e sulle soluzioni che si metteranno in campo, anche in considerazione delle sfide che interessano il Ministero sul PNRR. Nello specifico, poi, è inaccettabile la tempistica con cui si sta procedendo all’assunzione degli AFAV, sia per i primi 576 idonei che per i successivi 750 autorizzati: è un tema dirimente, perciò, rimuovere le lentezze, interne ed esterne, affinché si proceda senza indugio alla contrattualizzazione di questo personale fino all’ultimo degli idonei.
Rendiamo noto che, laddove il Direttore Generale competente non dovesse avvertire la necessità del tavolo più volte invocato, tale decisione metterebbe a rischio l’intero Piano di valorizzazione 2023, con le inequivocabili conseguenze di cui sarà ampiamente avvisata la stampa nazionale, prima che venga “buttata la croce” addosso ai lavoratori e alle Organizzazioni che li rappresentano.
In attesa di riscontro in merito a quanto richiesto, porgiamo cordiali saluti.
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FP CGIL Meloni |
CISL FP Nolè Di Stefano |
UIL PA Trastulli |
FLP Satolli |
CONFSAL-UNSA Urbino |
CONFINTESA Zicarelli |
USB Blasi |
Pubblichiamo la pianta organica e personale in servizio e la relativa informazione di AID.
p.la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione in merito la programmazione dell’ attività mantenimento DOS
Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal in merito la richiesta di tutele per il personale dell’ area portuale.
Pubblichiamo la nota dell’ Ufficio per la regolazione aeronautica, la certificazione e la sorveglianza di aeroporti ed eliporti del 4 aprile 2023 riguardo i requisiti per l’assistenza antincendio, infrastrutture a servizio dell’attività HEMS (Helicopter Emergency Medical Service)
Sul Piano Valorizzazione 2023: non alla militarizzazione dei luoghi della cultura ed alle esternalizzazioni selvagge.
Confronto sulla mobilità: ancora non ci siamo.
Nella giornata odierna abbiamo un confronto su questi due importanti temi. Andando per ordine:
Piano Valorizzazione
Abbiamo licenziato la verifica sul Piano 2022 e sul 1 gennaio 2023. A questo punto si procederà alla liquidazione di quanto dovuto. Invece interlocutoria è stata la riunione sul nuovo Piano di Valorizzazione. Le motivazioni riguardano la necessità di una attenta verifica sulla programmazione 2023 per quanto riguarda la distribuzione delle risorse e la natura delle linee progettuali che, per un disguido, non ci sono state trasmesse. Ma riguardano anche la necessità di confronto con la Direzione Generale Musei in merito alla gestione della sicurezza dei luoghi della cultura, che sta sempre più scivolando pericolosamente verso un sistema incontrollato di esternalizzazioni che comporta la militarizzazione del ciclo della sorveglianza e custodia. Da questo punto di vista ci appare emblematica la situazione venutesi a creare al Museo di Palazzo Reale di Napoli, dove è stato introdotto un sistema di vigilanza armata non tenendo minimamente in conto la netta contrarietà in proposito espressa dalle Organizzazioni sindacali, dalla RSU e dai lavoratori stessi. I quali hanno deciso di non partecipare alle iniziative di valorizzazione promosse dalla Direzione del Museo. A cui la stessa Direzione ha risposto con un comunicato stampa che ripete il giochetto vecchio e stantio di tentare di buttare la responsabilità addosso ai lavoratori, verso cui esprimiamo tutta la nostra fattiva solidarietà, come se le prestazioni previste fossero dovute e non basate sulla volontarietà, così come scritto in tutti gli accordi nazionali sulla materia, considerato che si tratta di prestazioni straordinarie. Proprio non ci siamo: noi dobbiamo garantire la libera fruizione del patrimonio culturale e non una dimensione esasperata di misure di sicurezza adottate in conseguenza di pur discutibili iniziative di protesta che incidono sui nostri luoghi della cultura. Allo stesso tempo non è possibile continuare in questa prassi di esternalizzazioni incontrollate anche in presenza di processi assunzionali in corso, la cui lentezza è del tutto addebitabile a chi gestisce le procedure tramite un inglorioso accentramento burocratico in capo ad organi esterni al Ministero. Di conseguenza noi attendiamo risposte, nelle more della prossima riunione sul tema convocata per il 2 maggio prossimo, formalizziamo il tutto con una nota unitaria indirizzata al Ministro, e verificheremo la reale volontà dell’amministrazione di confrontarsi con noi su questi temi, precisando che riteniamo essenziale, in tale contesto, che si trovi una soluzione soddisfacente alla vertenza avviata a Napoli.
Mobilità
Anche su questo tema oggi non si è ancora raggiunta la quadra, e le questioni sono sempre quelle segnalate, in particolare:
La percentuale da garantire negli organici di profilo degli Uffici di provenienza. Abbiamo giudicato ancora insufficiente la proposta del 50% in relazione alla situazione attuale degli Uffici. Riteniamo che l’amministrazione debba compiere un ulteriore sforzo tenendo conto, come abbiamo più volte segnalato, che l’individuazione della percentuale mantiene per forza un carattere di variabilità in relazione all’andamento del piano occupazionale ed alla natura periodica che deve assumere la procedura di mobilità;
Profili unici. Non riteniamo condivisibile la limitazione ai soli uffici di destinazione in cui sia previsto analogo profilo unico rispetto all’Ufficio di provenienza;
Vanno inseriti anche i figli minori di tre anni tra i criteri di precedenza;
Va ampliata la possibilità di scelta delle destinazioni ad almeno due Uffici;
Va resa cogente ed esigibile la natura periodica del bando di mobilità, e non un evento solo valutabile al realizzarsi di determinate condizioni.
Su queste obiezioni l’Amministrazione si è riservata, anche sulla base di un confronto con la Direzione politica.
Scorrimento AFAV, assunzione Assistenti informatici e concorso 518 funzionari tecnici
Infine una per così dire buona notizia per gli idonei AFAV in attesa dello scorrimento annunciato per 578 posizioni: il portale inPA ha finalmente comunicato all’Amministrazione gli esiti della ricognizione conclusesi il 30 marzo scorso ed è attesa per oggi la pubblicazione del decreto che avvia le procedure ultime per la presa servizio, a questo punto prevista entro i 30 giorni preventivati. Per quanto riguarda gli assistenti informatici è in via di conclusione la procedura di scelta delle sedi e per i 518 funzionari siamo in attesa della formalizzazione della Commissione esaminatrice, atto propedeutico alla calendarizzazione delle prove di esame.
Al momento è tutto.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale