Rischiamo il collasso generale delle Pubbliche Amministrazioni

“Il Governo non ha previsto risorse per i rinnovi contrattuali per il triennio 22/24 e per un piano straordinario di assunzioni sufficienti a garantire i livelli di assistenza fondamentali ai cittadini: salute, infanzia, sociale, sicurezza urbana e del territorio. Per ora nel DEF le risorse necessarie a innovare e far sopravvivere il Sistema dei servizi pubblici non ci sono, ci sono invece tagli alla spesa, sempre nei ministeri, e altre voci aleatorie che dovrebbero costituire ipotetiche risorse per finanziare i contratti e con cui si giustifica il mancato stanziamento di risorse. Il manifesto del governo Meloni è chiaro: contro il lavoro, in particolare quello pubblico, e contro i cittadini che vedranno tagliati i servizi, a partire dalla sanità e dal sociale”. Questo il commento di Serena Sorrentino, segretaria generale Fp Cgil, dopo la pubblicazione del Documento di Economia e Finanza.
“Sulla sanità poi siamo all’assurdo – prosegue Sorrentino -. Mentre il ministro Schillaci rilascia continue dichiarazioni che sottolineano la necessità di investimenti nel settore, sul Def c’è scritto nero su bianco che il Fondo Nazionale nel 2024 subirà dei tagli. La spesa scenderà del -2,4% e nel 2026 si prevede il tasso più basso di finanziamento, in percentuale sul PIL, degli ultimi anni: il 6,2%. Lo spiega il Governo ai cittadini che non riceveranno le prestazioni per il frutto della loro scelta scellerata? E non si dica, visto il vergognoso allungamento delle liste d’attesa, che la carenza del personale nel settore pubblico sarà compensata dal contributo dei privati. Anche la sanità privata viene finanziata dal Fondo Sanitario Nazionale, quindi anche quelle strutture interromperanno le convenzioni, come sta già accadendo in molte regioni, determinando un aumento della spesa per le cure da parte dei cittadini. E se proprio la vogliamo dire tutta, quelle strutture private finanziate dalla fiscalità generale non rinnovano neanche i contratti ai loro dipendenti o addirittura applicano contratti pirata, serve una straordinaria mobilitazione popolare per salvare il diritto alla cura come diritto universale e cioè di tutti e per tutti e non solo di chi se lo potrà pagare”, continua Sorrentino.
“È una manovra che mette a rischio la tenuta sociale: salari che scendono, servizi che mancano e la crisi scaricata sulle spalle di lavoratori e cittadini. Non solo è giusto mobilitarsi il 6, il 13 e il 20 maggio (rispettivamente a Bologna, Milano e Napoli nelle manifestazioni unitarie) ma visto il quadro della situazione la mobilitazione deve proseguire. Come Fp Cgil non intendiamo rinunciare ad adeguare gli stipendi del settore pubblico né alle assunzioni né, visto che siamo anche noi cittadini, ad avere servizi pubblici garantiti e di qualità. Valuteremo cosa diranno i colleghi degli altri sindacati, intanto, come sindacati confederali nelle assemblee con le lavoratrici e i lavoratori diremo le cose come stanno: il Governo mette in ginocchio il settore pubblico e noi abbiamo la responsabilità di segnalare che questa scelta non ha il consenso né dei lavoratori né dei cittadini. Il miglioramento della capacità amministrativa era il perno del PNRR; con questa scelta di disinvestire sul lavoro pubblico, il Governo si assuma la responsabilità di mancare questo obiettivo strategico per il Paese”, conclude Serena Sorrentino, segretaria generale Fp Cgil.

Molte le carenze per il Comando di Alessandria, pubblichiamo le note unitarie inviate dalle Strutture Territoriali Fp Cgil VVF, Uil PA VVF, Confsal VVF e Conapo  alle istituzioni

È ripresa in ARAN la trattativa per il rinnovo del CCNL 2019-2021 del Comparto sanità – sezione del personale del ruolo della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria.

Lettera Coordinamenti Nazionali Difesa Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa: “disattesi impegni, finito il tempo dell’attesa costruttiva”

“È ora di dire basta alle ingiustificabili dilazioni temporali, agli impegni disattesi e alle parole di sola circostanza pronunciate al cospetto delle rappresentanze sindacali confederali del personale civile della difesa. Nel confermare, dunque, lo stato di agitazione in atto del personale civile, sarà nostra cura rendere pubblicamente note le prossime iniziative di protesta che verranno organizzate con il coinvolgimento dei lavoratori di tutti gli enti del territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni democratiche del Paese su quanto sta accadendo al ministero della Difesa, senza escludere a priori anche il possibile ricorso allo sciopero del personale”. È quanto si legge in una lettera inviata al Ministro della Difesa Guido Crosetto da Fp Cgil, Francesco Quinti e Roberto De Cesaris, Cisl Fp, Massimo Ferri e Franco Volpi, Uil Pa, Carmela Cilento.
“Giunti ormai a quasi un mese dall’incontro avuto con i vertici politici e militari di codesto dicastero – è scritto nella nota – spiace essere costretti a prendere atto che per quanto è dato di sapere ancora una volta nulla è realmente cambiato nell’approccio istituzionale alla soluzione delle gravi criticità rappresentate nella circostanza da Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa Difesa”. Le organizzazioni sindacali evidenziano, in particolare: “nessun provvedimento e/o indicazione di prospettiva politica che conduca all’elaborazione di un indispensabile piano straordinario di assunzioni, mentre la gran parte degli Enti della difesa sono prossimi al collasso; nessun percorso legislativo avviato per ottenere la restituzione dei 21 milioni di euro sottratti al Fondo Risorse Decentrate dei lavoratori civili; privatizzazioni e continue esternalizzazioni dei servizi finora garantiti dal personale civile della Difesa”.
Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa sottolineano “l’ormai consueto ostracismo palesato nei confronti del Sindacato da una dirigenza di vertice ostile al confronto, che tende costantemente a svilire il ruolo e la funzione della rappresentanza sindacale del personale”. “Di fronte ad un simile compromesso scenario, che riguarda il futuro dell’occupazione degli Enti della Difesa, AID compresa, Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa ritengono del tutto esaurito il tempo dell’attesa costruttiva”, conclude la lettera.

Pubblichiamo gli accordi sottoscritti stamani dalla Fp Cgil per il personale non dirigente, quadri e dirigenti del contingente speciale ad esaurimento di cui all’art. 1, comma 920 legge 30 dicembre 2021 n. 234.

p.la FP CGIL Nazionale

Francesco Quinti

Si è svolto ieri il previsto incontro a Persociv sul regolamento dello Smart Working.

FP CGIL CISL FP e Uil Pa avevano fatto pervenire le proposte dei lavoratori volte a superare i limiti di un’amministrazione lenta nel raccogliere la sfida del nuovo CCNL delle Funzioni Centrali.

Le proposte del sindacato confederale sono in gran parte state recepite nel nuovo testo, in particolare:

– La partecipazione delle rappresentanze sindacali territoriali attraverso la puntuale informazione sulle attività smartabili;

– Il superamento del domicilio come unico luogo di lavoro in SW;

– Il periodo di contattabilità non superiore alle 4 ore invece delle 7 ore proposte l’amministrazione;

– Il superamento della discrezionalità da parte dei datori di lavoro che dovranno ora motivare con esigenze di servizio l’eventuale non accoglimento delle richieste di SW dei lavoratori, ma che richiederà una particolare vigilanza dei rappresentanti sindacali di ogni posto di lavoro;

– La messa a disposizione di strumenti tecnologici da parte dell’amministrazione per i lavoratori che ne sono privi.

Permane, peraltro, la non condivisione del numero di giornate minime in SW per le quali l’amministrazione aveva proposto 4 giorni al mese, mentre FP CGIL CISL FP e UIL PA un minimo di 8 giorni al mese.

La mediazione dell’amministrazione che ha indicato “1 giorno minimo a settimana, elevabile” non è stata ritenuta sufficiente dal sindacato confederale, che ha proposto la dicitura “indicativamente 8 giorni”.

Non è stato poi ancora definito il Lavoro da remoto, importante tassello che completa il nuovo scenario di una modalità lavorativa innovativa.

Se confidiamo di chiudere rapidamente la partita sul Lavoro Agile, permangono scure le nubi sul sistema delle relazioni sindacali e su tutte le problematiche che paralizzano il lavoro nel Ministero della Difesa, favorendo apparati più o meno visibili, che sottraggono diritti e risorse e che rendono indispensabile alzare il livello delle iniziative.

FP CGIL                   CISL FP           UIL PA

Francesco Quinti     Massimo Ferri  Carmela Cilento

Roberto De Cesaris Franco Volpi

Pubblichiamo la nota del Coordinamento Territoriale Fp Cgil VVF in merito la richiesta di chiarimento per la beggiatura in sede per effettuare il servizio di vigilanza

Al Ministro della Difesa

Guido Crosetto

 

Al Sottosegretario di Stato alla Difesa On.le Matteo

Perego di Cremnago

 

Al Segretario Generale DNA Generale

Luciano Portolano

 

Al Capo di Stato Maggiore Difesa Ammiraglio

Giuseppe Cavo Dragone

Signor Ministro,

giunti ormai a quasi un mese dall’incontro avuto con Lei e le autorità politiche e militari di codesto dicastero, nell’ambito del quale – prima di entrare nel merito dei temi proposti alla discussione dal sindacato confederale – si è avuto modo di ascoltare gli impegni assunti e gli intenti manifestati in divenire nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, spiace essere costretti a prendere atto che per quanto è dato di sapere ancora una volta nulla è realmente cambiato nell’approccio istituzionale alla soluzione delle gravi criticità rappresentate nella circostanza da FP CGIL CISL FP e UIL PA, tanto meno verso quelle denunce circostanziate e di stretta attualità sulle quali si era chiesto un pronto e risolutivo intervento. In particolare:

– Nessun provvedimento e/o indicazione di prospettiva politica che conduca all’elaborazione di un indispensabile piano straordinario di assunzioni, mentre la gran parte degli Enti della difesa sono prossimi al collasso;

– Nessuna percorso legislativo avviato per ottenere la restituzione dei 21 milioni di euro sottratti al Fondo Risorse Decentrate dei lavoratori civili, soldi che servono a pagare le prestazioni ordinarie rese dal personale;

– Nessuna notizia circa la nomina del Direttore generale titolare della direzione generale del personale civile, ruolo scoperto da quasi 1 anno;

– Nessun miglioramento tangibile nelle relazioni sindacali tra le parti, piuttosto la conferma di un’azione amministrativa esercitata in maniera unilaterale e in violazione delle vigenti regole contrattuali;

– Nessuna iniziativa adottata, neanche in autotutela, volta a ripristinare la corretta osservanza delle prerogative sindacali lese dall’Amministrazione della Difesa in spregio alla Carta Costituzionale sui procedimenti disciplinari avviati nei confronti dei rappresentanti sindacali territoriali e le Rsu dell’Arsenale di Taranto nell’esercizio del proprio mandato;

– Nessuna indicazione trasmessa alla rappresentanze sindacali del personale, pur ampiamente prevista dalle norme vigenti e addirittura garantita dal Gabinetto del Ministro fin dallo scorso mese di Luglio 2022, sul nuovo Decreto di Struttura dell’area Tecnico-Amministrativa. Ciò malgrado le sollecitazioni avanzate direttamente anche al Segretario Generale della DNA nel corso di una recente riunione, che aveva rassicurato le scriventi e garantito la corretta informazione. Un difetto di comunicazione spiegabile – a giudizio delle scriventi – con l’ormai consueto ostracismo palesato nei confronti del Sindacato da una dirigenza di vertice allergica al confronto, che tende costantemente a svilire il ruolo e la funzione della rappresentanza sindacale del personale, oltre a non rispettare le regole fissate dal vigente Contratto collettivo nazionale del lavoro, sull’attività e responsabilità della quale sono in corso valutazioni di ordine legale;

– Nessuna ripresa della discussione sull’attuazione del nuovo ordinamento professionale e sulle progressioni in deroga fissate dall’art. 18 del vigente CCNL, come pure sulla rielaborazione del nuovo CCNI 2023/2025; – Nessuna risposta sui tanti temi di primario interesse dei lavoratori civili della difesa più volte sollevati, come pure sulla gestione delle pratiche del personale, sia di natura amministrativa che contabile, da parte di una dirigenza di Persociv incapace di rispettarne e garantirne i diritti; Di contro, invece, privatizzazioni e continue esternalizzazioni dei servizi finora garantiti dal personale civile della Difesa, fra le quali si segnalano, solo per rimanere alle più recenti;

– Le procedure avviate per la cessione del Museo di La Spezia, pianificate senza il preventivo confronto con le rappresentanze sindacali territoriali, o l’esternalizzazione dei servizi di vigilanza del “Comprensorio Lagora” e dell’Ammiragliato di La Spezia. Segnali che preludono, nell’arco di un biennio, alla chiusura di una base di grande rilevanza strategica, mentre continuano ad essere ignorati gli appelli lanciati dal sindacato confederale per assicurare adeguati investimenti infrastrutturali e occupazionali;

– Le procedure avviate per la esternalizzazione delle reti e dei servizi elettrici all’Arsenale di Augusta; – Le procedure avviate – senza alcuna informazione alle OO.SS. a nessun livello, per l’esternalizzazione della gestione del Museo Storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle;

– Le denunce dei lavoratori dell’Accademia di Livorno sulla impossibilità di continuare a garantire le attività istituzionali affidate per l’assenza di un numero sufficiente di dipendenti civili;

– Le criticità manifestate dai Reparti e dai Poli dell’Esercito, l’impossibilità di assicurare lo svolgimento di tutti i servizi e le attività da parte dell’Aeronautica e della Marina, perché privi di manodopera civile qualificata da impiegare; – I concorsi fantasma, solo e sempre annunciati, ma le cui procedure di fatto non sono ancora partite;

– Le attività poste in essere dalla competente dirigenza all’interno del Decreto di struttura dell’Area Tecnico Amministrativa per tentare di depotenziare – a giudizio delle scriventi – l’attività formativa interna del personale civile a vantaggio della gestione privata; Di fronte ad un simile compromesso scenario, che riguarda il futuro dell’occupazione degli Enti della Difesa, AID compresa, FP CGIL – CISL FP – UIL PA ritengono del tutto esaurito il tempo dell’attesa costruttiva. E’ ora di dire basta alle ingiustificabili dilazioni temporali, agli impegni disattesi e alle parole di sola circostanza pronunciate al cospetto delle rappresentanze sindacali confederali del personale civile della difesa.

Nel confermare, dunque, lo Stato di agitazione in atto del personale civile, sarà cura delle scriventi OO.SS. rendere pubblicamente note le prossime iniziative di protesta che verranno organizzate con il coinvolgimento dei lavoratori di tutti gli enti del territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni democratiche del paese su quanto sta accadendo al Ministero della difesa, senza escludere a priori anche il possibile ricorso allo sciopero del personale.

FP CGIL                   CISL FP            UIL PA

Francesco Quinti      Massimo Ferri  Carmela Cilento

Roberto De Cesaris  Franco Volpi

Pubblichiamo l’accordo C.C.N.I. Fondo risorse decentrate (FRD) 2021 con sottoscrizione definitiva 6 marzo 2023 e relativa circolare.

Si è svolto questa mattina l’incontro in videoconferenza con l’Amministrazione del MIM per l’accordo sulla definizione delle famiglie professionali del personale del comparto.

Come FP CGIL e CISL FP abbiamo dato la disponibilità alla sottoscrizione della nuova bozza di accordo, che recepisce alcune richieste di parte sindacale come la previsione di prospettiva di crescita professionale per tutto il personale e già individua le famiglie e le competenze dell’area delle Elevate professionalità.

Riteniamo l’accordo raggiunto un buon punto di partenza per le attività che dovranno essere svolte parallelamente all’avvio del nuovo ordinamento professionale.

A questo proposito la discussione si è concentrata sulla opportunità di prevedere una regolamentazione rispetto alle eventuali richieste di cambio di famiglia da parte dei lavoratori rispetto a quella di automatica confluenza e sulla necessità di iniziare da subito il confronto sui criteri per dare avvio alle procedure per le progressioni verticali nei numeri già comunicati e inseriti nel PIAO appena emanato (n. 87 progressioni da prima a seconda area e 142 da seconda a terza area).

Abbiamo inoltre rimarcato la necessità di avviare immediatamente il confronto sul Fondo Risorse Decentrate 2022 e 2023 necessario a definire la destinazione delle risorse. Su questo punto l’amministrazione si è detta disponibile ad avviare in tempi strettissimi il confronto sul FRD 2022 ma ha anche comunicato che la richiesta di aumento del FRD avanzata al Governo dai vertici politici del Ministero è attualmente in stallo. Ovviamente promuoveremo attraverso tutti i canali politici ed istituzionali la richiesta di sblocco di questa situazione che peraltro ha conseguenze dirette sulla possibilità o meno di prevedere nuove progressioni orizzontali. Su questo tema ci aspettiamo ovviamente che prosegua anche l’attenzione del vertice politico del Ministero.

Abbiamo chiesto inoltre all’Amministrazione di avviare rapidamente un tavolo per definire un protocollo sulla mobilità interna del personale. Su questo punto l’Amministrazione, pur rendendosi disponibile al confronto, ritiene che la mobilità possa effettivamente essere attuata solo successivamente alla conclusione delle procedure per le progressioni verticali.

Abbiamo poi ribadito la necessità di prevedere un fitto calendario di incontri in modo da definire tutti i punti rimasti ancora in sospeso e completare il CCNI con tutti gli istituti che il CCNL Funzioni Centrali demanda a questo livello.

L’Amministrazione si è dichiarata disponibile pur rimarcando la necessità di stabilire una scala di priorità che parta da FRD 2022 e criteri per le progressioni verticali.

Ha inoltre informato che dall’ultimo scorrimento della graduatoria del concorso per funzionari sono stati assunti 92 lavoratori pari a circa il 50% dei posti disponibili, per cui si procederà ad un nuovo scorrimento una volta stabilizzata la situazione delle attuali immissioni.

FP CGIL

FP CISL

Anna Andreoli/ Davide Perrelli

Michele Cavo

Siglati gli accordi sulla ripartizione del Fondo risorse decentrate 2023 e sulle famiglie professionali

Nella giornata odierna abbiamo siglato i due importanti accordi citati nel titolo, che adesso intraprendono il solito faticoso iter di certificazione da parte degli organi di controllo, ma che segnano un passaggio certamente essenziale ai fini del prosieguo della contrattazione nazionale.

L’accordo sulla ripartizione del fondo contiene al suo interno alcune novità significative: lo stanziamento per le progressioni economiche, l’aumento dell’importo delle posizioni organizzative e dell’indennità per i funzionari che dirigono Archivi e Biblioteche, la rinnovata previsione delle indennità di specifica responsabilità di seconda area, la cui definizione è rinviata ad un successivo protocollo di intesa e la cui applicazione sarà decorrente dalla data di sottoscrizione definitiva dell’accordo sulle famiglie professionali, la definizione di un importo minimo di tariffe per le turnazioni che ha eliminato il gap che penalizzava i neo assunti, per finire alla cifra molto consistente di risorse destinate alla contrattazione locale, che quest’anno toccherà un importo pari a più di 4.000 euro pro-capite. Un accordo assai soddisfacente anche in relazione alla sua tempistica: siglarlo oggi significa avere spazio ulteriore per la programmazione e realizzazione degli ulteriori obiettivi che ci siamo prefissati, a partire dalle progressioni economiche, anch’esse in via di definizione nelle prossime settimane.

La sigla dell’accordo sulle nuove famiglie professionali giunge al termine di un confronto in sede tecnica durato sei mesi, nel quale si è prodotto un lavoro che ha coinvolto in maniera costruttiva tutte le sigle sindacali, anche di quelle che alla fine non hanno ritenuto di aderire, come la USB, ma che hanno fornito un contributo qualificato alla discussione. Che rende giustizia più del loro comunicato.

Un lavoro che fornisce la cornice generale entro cui andranno calati gli specifici percorsi professionali, recependo nuove professionalità e tentando di consolidare e salvaguardare i principi di competenza tecnico-professionale di quelle esistenti, individuando infine percorsi di sviluppo professionale che riguardano tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro attuale collocazione professionale. Resta da realizzare l’altra gamba, altrettanto importante, che riguarda la scrittura dei mansionari che identificheranno gli specifici percorsi professionali. Da questo punto di vista la Commissione tecnica riprenderà i lavori non appena possibile con l’obiettivo di giungere in tempi adeguati alla conclusione di un percorso negoziale la cui importanza è del tutto evidente poiché definirà gli inquadramenti giuridici e le aspettative di carriera dei lavoratori per i prossimi anni. Ma oggi era importante chiudere la parte di accordo che il CCNL ha consegnato alla contrattazione integrativa, proprio per garantire gli effetti propedeutici che questo accordo dovrà avere sui processi negoziali come le riqualificazioni economiche e giuridiche dei lavoratori, la stipula di un nuovo contratto integrativo e la rideterminazione della dotazione organica con la previsione dell’Area delle elevate professionalità e delle nuove figure professionali, con la prospettiva di transito verso le stesse dei lavoratori in possesso dei titoli e/o di coerente collocazione lavorativa.

Come sopra scritto il tavolo nazionale proseguirà i suoi lavori in sede tecnica per definire l’accordo sulle progressioni economiche e, come più volte sollecitato dalla parte sindacale, per concludere il confronto sulla mobilità volontaria, tema sul quale oggi si è giunti ad un definitivo chiarimento con chi rappresenta la direzione politica circa l’opportunità o meno di giungere ad una sua sollecita soluzione e applicazione. Chiarimento che ha consentito di diradare i dubbi e le perplessità sorti rispetto alla prospettiva di una nuova, ennesima, riorganizzazione.

Al rappresentante della parte politica anche oggi abbiamo sollecitato una risposta alle numerose questioni che abbiamo più volte posto: riterremmo un autentico segnale di disinteresse non corrispondere a legittime aspettative espresse dai lavoratori, ad esempio riducendo i passaggi di area alla sola applicazione dell’istituto contrattuale, e ragionando in termini concreti e non propagandistici relativamente ai problemi inerenti le drammatiche carenze di personale esistenti.

Nelle more, noi rimaniamo in una condizione di mobilitazione e continueremo nei prossimi giorni con quanto abbiamo annunciato nel comunicato unitario in esito all’assemblea nazionale svolta il mese scorso.

Pubblichiamo il testo dell’accordo sulla ripartizione del Fondo risorse decentrate 2023. Non appena avremo a disposizione il testo definitivo dell’accordo siglato sull’ordinamento professionale ve lo trasmetteremo, restando disponibili ad ogni confronto e/o richiesta di chiarimento.

Claudio Meloni

FP CGIL Nazionale

A seguito della richiesta unitaria delle Strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF pubblichiamo la documentazione inviata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane

Intervento Mobilità 

Intervento Mobilità 1

Intervento Art 42

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