Molte le carenze per il Comando di Alessandria, pubblichiamo le note unitarie inviate dalle Strutture Territoriali Fp Cgil VVF, Uil PA VVF, Confsal VVF e Conapo alle istituzioni
È ripresa in ARAN la trattativa per il rinnovo del CCNL 2019-2021 del Comparto sanità – sezione del personale del ruolo della ricerca sanitaria e delle attività di supporto alla ricerca sanitaria.
Pubblichiamo gli accordi sottoscritti stamani dalla Fp Cgil per il personale non dirigente, quadri e dirigenti del contingente speciale ad esaurimento di cui all’art. 1, comma 920 legge 30 dicembre 2021 n. 234.
p.la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti
Si è svolto ieri il previsto incontro a Persociv sul regolamento dello Smart Working.
FP CGIL CISL FP e Uil Pa avevano fatto pervenire le proposte dei lavoratori volte a superare i limiti di un’amministrazione lenta nel raccogliere la sfida del nuovo CCNL delle Funzioni Centrali.
Le proposte del sindacato confederale sono in gran parte state recepite nel nuovo testo, in particolare:
– La partecipazione delle rappresentanze sindacali territoriali attraverso la puntuale informazione sulle attività smartabili;
– Il superamento del domicilio come unico luogo di lavoro in SW;
– Il periodo di contattabilità non superiore alle 4 ore invece delle 7 ore proposte l’amministrazione;
– Il superamento della discrezionalità da parte dei datori di lavoro che dovranno ora motivare con esigenze di servizio l’eventuale non accoglimento delle richieste di SW dei lavoratori, ma che richiederà una particolare vigilanza dei rappresentanti sindacali di ogni posto di lavoro;
– La messa a disposizione di strumenti tecnologici da parte dell’amministrazione per i lavoratori che ne sono privi.
Permane, peraltro, la non condivisione del numero di giornate minime in SW per le quali l’amministrazione aveva proposto 4 giorni al mese, mentre FP CGIL CISL FP e UIL PA un minimo di 8 giorni al mese.
La mediazione dell’amministrazione che ha indicato “1 giorno minimo a settimana, elevabile” non è stata ritenuta sufficiente dal sindacato confederale, che ha proposto la dicitura “indicativamente 8 giorni”.
Non è stato poi ancora definito il Lavoro da remoto, importante tassello che completa il nuovo scenario di una modalità lavorativa innovativa.
Se confidiamo di chiudere rapidamente la partita sul Lavoro Agile, permangono scure le nubi sul sistema delle relazioni sindacali e su tutte le problematiche che paralizzano il lavoro nel Ministero della Difesa, favorendo apparati più o meno visibili, che sottraggono diritti e risorse e che rendono indispensabile alzare il livello delle iniziative.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Pubblichiamo la nota del Coordinamento Territoriale Fp Cgil VVF in merito la richiesta di chiarimento per la beggiatura in sede per effettuare il servizio di vigilanza
Al Ministro della Difesa
Guido Crosetto
Al Sottosegretario di Stato alla Difesa On.le Matteo
Perego di Cremnago
Al Segretario Generale DNA Generale
Luciano Portolano
Al Capo di Stato Maggiore Difesa Ammiraglio
Giuseppe Cavo Dragone
Signor Ministro,
giunti ormai a quasi un mese dall’incontro avuto con Lei e le autorità politiche e militari di codesto dicastero, nell’ambito del quale – prima di entrare nel merito dei temi proposti alla discussione dal sindacato confederale – si è avuto modo di ascoltare gli impegni assunti e gli intenti manifestati in divenire nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori civili della difesa, spiace essere costretti a prendere atto che per quanto è dato di sapere ancora una volta nulla è realmente cambiato nell’approccio istituzionale alla soluzione delle gravi criticità rappresentate nella circostanza da FP CGIL CISL FP e UIL PA, tanto meno verso quelle denunce circostanziate e di stretta attualità sulle quali si era chiesto un pronto e risolutivo intervento. In particolare:
– Nessun provvedimento e/o indicazione di prospettiva politica che conduca all’elaborazione di un indispensabile piano straordinario di assunzioni, mentre la gran parte degli Enti della difesa sono prossimi al collasso;
– Nessuna percorso legislativo avviato per ottenere la restituzione dei 21 milioni di euro sottratti al Fondo Risorse Decentrate dei lavoratori civili, soldi che servono a pagare le prestazioni ordinarie rese dal personale;
– Nessuna notizia circa la nomina del Direttore generale titolare della direzione generale del personale civile, ruolo scoperto da quasi 1 anno;
– Nessun miglioramento tangibile nelle relazioni sindacali tra le parti, piuttosto la conferma di un’azione amministrativa esercitata in maniera unilaterale e in violazione delle vigenti regole contrattuali;
– Nessuna iniziativa adottata, neanche in autotutela, volta a ripristinare la corretta osservanza delle prerogative sindacali lese dall’Amministrazione della Difesa in spregio alla Carta Costituzionale sui procedimenti disciplinari avviati nei confronti dei rappresentanti sindacali territoriali e le Rsu dell’Arsenale di Taranto nell’esercizio del proprio mandato;
– Nessuna indicazione trasmessa alla rappresentanze sindacali del personale, pur ampiamente prevista dalle norme vigenti e addirittura garantita dal Gabinetto del Ministro fin dallo scorso mese di Luglio 2022, sul nuovo Decreto di Struttura dell’area Tecnico-Amministrativa. Ciò malgrado le sollecitazioni avanzate direttamente anche al Segretario Generale della DNA nel corso di una recente riunione, che aveva rassicurato le scriventi e garantito la corretta informazione. Un difetto di comunicazione spiegabile – a giudizio delle scriventi – con l’ormai consueto ostracismo palesato nei confronti del Sindacato da una dirigenza di vertice allergica al confronto, che tende costantemente a svilire il ruolo e la funzione della rappresentanza sindacale del personale, oltre a non rispettare le regole fissate dal vigente Contratto collettivo nazionale del lavoro, sull’attività e responsabilità della quale sono in corso valutazioni di ordine legale;
– Nessuna ripresa della discussione sull’attuazione del nuovo ordinamento professionale e sulle progressioni in deroga fissate dall’art. 18 del vigente CCNL, come pure sulla rielaborazione del nuovo CCNI 2023/2025; – Nessuna risposta sui tanti temi di primario interesse dei lavoratori civili della difesa più volte sollevati, come pure sulla gestione delle pratiche del personale, sia di natura amministrativa che contabile, da parte di una dirigenza di Persociv incapace di rispettarne e garantirne i diritti; Di contro, invece, privatizzazioni e continue esternalizzazioni dei servizi finora garantiti dal personale civile della Difesa, fra le quali si segnalano, solo per rimanere alle più recenti;
– Le procedure avviate per la cessione del Museo di La Spezia, pianificate senza il preventivo confronto con le rappresentanze sindacali territoriali, o l’esternalizzazione dei servizi di vigilanza del “Comprensorio Lagora” e dell’Ammiragliato di La Spezia. Segnali che preludono, nell’arco di un biennio, alla chiusura di una base di grande rilevanza strategica, mentre continuano ad essere ignorati gli appelli lanciati dal sindacato confederale per assicurare adeguati investimenti infrastrutturali e occupazionali;
– Le procedure avviate per la esternalizzazione delle reti e dei servizi elettrici all’Arsenale di Augusta; – Le procedure avviate – senza alcuna informazione alle OO.SS. a nessun livello, per l’esternalizzazione della gestione del Museo Storico dell’Aeronautica di Vigna di Valle;
– Le denunce dei lavoratori dell’Accademia di Livorno sulla impossibilità di continuare a garantire le attività istituzionali affidate per l’assenza di un numero sufficiente di dipendenti civili;
– Le criticità manifestate dai Reparti e dai Poli dell’Esercito, l’impossibilità di assicurare lo svolgimento di tutti i servizi e le attività da parte dell’Aeronautica e della Marina, perché privi di manodopera civile qualificata da impiegare; – I concorsi fantasma, solo e sempre annunciati, ma le cui procedure di fatto non sono ancora partite;
– Le attività poste in essere dalla competente dirigenza all’interno del Decreto di struttura dell’Area Tecnico Amministrativa per tentare di depotenziare – a giudizio delle scriventi – l’attività formativa interna del personale civile a vantaggio della gestione privata; Di fronte ad un simile compromesso scenario, che riguarda il futuro dell’occupazione degli Enti della Difesa, AID compresa, FP CGIL – CISL FP – UIL PA ritengono del tutto esaurito il tempo dell’attesa costruttiva. E’ ora di dire basta alle ingiustificabili dilazioni temporali, agli impegni disattesi e alle parole di sola circostanza pronunciate al cospetto delle rappresentanze sindacali confederali del personale civile della difesa.
Nel confermare, dunque, lo Stato di agitazione in atto del personale civile, sarà cura delle scriventi OO.SS. rendere pubblicamente note le prossime iniziative di protesta che verranno organizzate con il coinvolgimento dei lavoratori di tutti gli enti del territorio nazionale per sensibilizzare l’opinione pubblica e le istituzioni democratiche del paese su quanto sta accadendo al Ministero della difesa, senza escludere a priori anche il possibile ricorso allo sciopero del personale.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Pubblichiamo l’accordo C.C.N.I. Fondo risorse decentrate (FRD) 2021 con sottoscrizione definitiva 6 marzo 2023 e relativa circolare.
Si è svolto questa mattina l’incontro in videoconferenza con l’Amministrazione del MIM per l’accordo sulla definizione delle famiglie professionali del personale del comparto.
Come FP CGIL e CISL FP abbiamo dato la disponibilità alla sottoscrizione della nuova bozza di accordo, che recepisce alcune richieste di parte sindacale come la previsione di prospettiva di crescita professionale per tutto il personale e già individua le famiglie e le competenze dell’area delle Elevate professionalità.
Riteniamo l’accordo raggiunto un buon punto di partenza per le attività che dovranno essere svolte parallelamente all’avvio del nuovo ordinamento professionale.
A questo proposito la discussione si è concentrata sulla opportunità di prevedere una regolamentazione rispetto alle eventuali richieste di cambio di famiglia da parte dei lavoratori rispetto a quella di automatica confluenza e sulla necessità di iniziare da subito il confronto sui criteri per dare avvio alle procedure per le progressioni verticali nei numeri già comunicati e inseriti nel PIAO appena emanato (n. 87 progressioni da prima a seconda area e 142 da seconda a terza area).
Abbiamo inoltre rimarcato la necessità di avviare immediatamente il confronto sul Fondo Risorse Decentrate 2022 e 2023 necessario a definire la destinazione delle risorse. Su questo punto l’amministrazione si è detta disponibile ad avviare in tempi strettissimi il confronto sul FRD 2022 ma ha anche comunicato che la richiesta di aumento del FRD avanzata al Governo dai vertici politici del Ministero è attualmente in stallo. Ovviamente promuoveremo attraverso tutti i canali politici ed istituzionali la richiesta di sblocco di questa situazione che peraltro ha conseguenze dirette sulla possibilità o meno di prevedere nuove progressioni orizzontali. Su questo tema ci aspettiamo ovviamente che prosegua anche l’attenzione del vertice politico del Ministero.
Abbiamo chiesto inoltre all’Amministrazione di avviare rapidamente un tavolo per definire un protocollo sulla mobilità interna del personale. Su questo punto l’Amministrazione, pur rendendosi disponibile al confronto, ritiene che la mobilità possa effettivamente essere attuata solo successivamente alla conclusione delle procedure per le progressioni verticali.
Abbiamo poi ribadito la necessità di prevedere un fitto calendario di incontri in modo da definire tutti i punti rimasti ancora in sospeso e completare il CCNI con tutti gli istituti che il CCNL Funzioni Centrali demanda a questo livello.
L’Amministrazione si è dichiarata disponibile pur rimarcando la necessità di stabilire una scala di priorità che parta da FRD 2022 e criteri per le progressioni verticali.
Ha inoltre informato che dall’ultimo scorrimento della graduatoria del concorso per funzionari sono stati assunti 92 lavoratori pari a circa il 50% dei posti disponibili, per cui si procederà ad un nuovo scorrimento una volta stabilizzata la situazione delle attuali immissioni.
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FP CGIL |
FP CISL |
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Anna Andreoli/ Davide Perrelli |
Michele Cavo |
Siglati gli accordi sulla ripartizione del Fondo risorse decentrate 2023 e sulle famiglie professionali
Nella giornata odierna abbiamo siglato i due importanti accordi citati nel titolo, che adesso intraprendono il solito faticoso iter di certificazione da parte degli organi di controllo, ma che segnano un passaggio certamente essenziale ai fini del prosieguo della contrattazione nazionale.
L’accordo sulla ripartizione del fondo contiene al suo interno alcune novità significative: lo stanziamento per le progressioni economiche, l’aumento dell’importo delle posizioni organizzative e dell’indennità per i funzionari che dirigono Archivi e Biblioteche, la rinnovata previsione delle indennità di specifica responsabilità di seconda area, la cui definizione è rinviata ad un successivo protocollo di intesa e la cui applicazione sarà decorrente dalla data di sottoscrizione definitiva dell’accordo sulle famiglie professionali, la definizione di un importo minimo di tariffe per le turnazioni che ha eliminato il gap che penalizzava i neo assunti, per finire alla cifra molto consistente di risorse destinate alla contrattazione locale, che quest’anno toccherà un importo pari a più di 4.000 euro pro-capite. Un accordo assai soddisfacente anche in relazione alla sua tempistica: siglarlo oggi significa avere spazio ulteriore per la programmazione e realizzazione degli ulteriori obiettivi che ci siamo prefissati, a partire dalle progressioni economiche, anch’esse in via di definizione nelle prossime settimane.
La sigla dell’accordo sulle nuove famiglie professionali giunge al termine di un confronto in sede tecnica durato sei mesi, nel quale si è prodotto un lavoro che ha coinvolto in maniera costruttiva tutte le sigle sindacali, anche di quelle che alla fine non hanno ritenuto di aderire, come la USB, ma che hanno fornito un contributo qualificato alla discussione. Che rende giustizia più del loro comunicato.
Un lavoro che fornisce la cornice generale entro cui andranno calati gli specifici percorsi professionali, recependo nuove professionalità e tentando di consolidare e salvaguardare i principi di competenza tecnico-professionale di quelle esistenti, individuando infine percorsi di sviluppo professionale che riguardano tutti i lavoratori indipendentemente dalla loro attuale collocazione professionale. Resta da realizzare l’altra gamba, altrettanto importante, che riguarda la scrittura dei mansionari che identificheranno gli specifici percorsi professionali. Da questo punto di vista la Commissione tecnica riprenderà i lavori non appena possibile con l’obiettivo di giungere in tempi adeguati alla conclusione di un percorso negoziale la cui importanza è del tutto evidente poiché definirà gli inquadramenti giuridici e le aspettative di carriera dei lavoratori per i prossimi anni. Ma oggi era importante chiudere la parte di accordo che il CCNL ha consegnato alla contrattazione integrativa, proprio per garantire gli effetti propedeutici che questo accordo dovrà avere sui processi negoziali come le riqualificazioni economiche e giuridiche dei lavoratori, la stipula di un nuovo contratto integrativo e la rideterminazione della dotazione organica con la previsione dell’Area delle elevate professionalità e delle nuove figure professionali, con la prospettiva di transito verso le stesse dei lavoratori in possesso dei titoli e/o di coerente collocazione lavorativa.
Come sopra scritto il tavolo nazionale proseguirà i suoi lavori in sede tecnica per definire l’accordo sulle progressioni economiche e, come più volte sollecitato dalla parte sindacale, per concludere il confronto sulla mobilità volontaria, tema sul quale oggi si è giunti ad un definitivo chiarimento con chi rappresenta la direzione politica circa l’opportunità o meno di giungere ad una sua sollecita soluzione e applicazione. Chiarimento che ha consentito di diradare i dubbi e le perplessità sorti rispetto alla prospettiva di una nuova, ennesima, riorganizzazione.
Al rappresentante della parte politica anche oggi abbiamo sollecitato una risposta alle numerose questioni che abbiamo più volte posto: riterremmo un autentico segnale di disinteresse non corrispondere a legittime aspettative espresse dai lavoratori, ad esempio riducendo i passaggi di area alla sola applicazione dell’istituto contrattuale, e ragionando in termini concreti e non propagandistici relativamente ai problemi inerenti le drammatiche carenze di personale esistenti.
Nelle more, noi rimaniamo in una condizione di mobilitazione e continueremo nei prossimi giorni con quanto abbiamo annunciato nel comunicato unitario in esito all’assemblea nazionale svolta il mese scorso.
Pubblichiamo il testo dell’accordo sulla ripartizione del Fondo risorse decentrate 2023. Non appena avremo a disposizione il testo definitivo dell’accordo siglato sull’ordinamento professionale ve lo trasmetteremo, restando disponibili ad ogni confronto e/o richiesta di chiarimento.
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale
A seguito della richiesta unitaria delle Strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF pubblichiamo la documentazione inviata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane