Pubblichiamo la convocazione fatta pervenire dal Sottosegretario di Stato alla Difesa per la riunione fissata al prossimo 27 aprile.

p.la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti

 

A seguito di molti solleciti richiesti dalla Fp Cgil Vvf  a chiarimento della scelta sede per il personale delle specialità Smzt e Nautici partecipanti al corso per Ispettori pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane

Al Sottosegretario di Stato alla Difesa

On.le Matteo Perego di Cremnago

Al Capo di Gabinetto del Ministro della Difesa

Gen. Sq.A. Antonio Conserva

Al Direttore Generale di Agenzia Industrie Difesa

dr. Nicola Latorre

Oggetto: Affidamento in concessione del servizio di gestione dell’organismo di protezione sociale del Centro di Dematerializzazione e Conservazione Unico della difesa di Gaeta – Circolo ricreativo dipendenti civili difesa Stabilimento militare di Serapo (Gaeta), stagioni 2023/2025.

Egregio Sottosegretario,

le scriventi organizzazioni sindacali confederali sono state informate dalle proprie strutture territoriali e Rsu locali del pronunciamento favorevole ottenuto dall’Associazione Ricreativa Dipendenti Difesa sul ricorso iscritto al registro generale n. 138/2023 (che si allega), nella circostanza ricavato dall’ordinanza emessa dalla sezione staccata di Latina del TAR Lazio del 7.04.2023, che ha inteso accogliere la domanda di tutela cautelare presentata dall’associazione e fissare l’udienza al prossimo 8 novembre c.a., condannando l’A.D. alle spese derivanti dall’avvio della fase cautelare.

Sul tema vale forse la pena rammentare che la gestione degli OPS è tuttora regolata:

– dall’art. 1833 del d.lgs n. 66/2010, che all’uopo prevede Organismi di protezione sociale – Per l’esercizio delle attività connesse con gli interventi di protezione sociale, il Ministero della difesa provvede mediante affidamento in concessione alle organizzazioni costituite tra il personale dipendente, ai sensi dell’articolo 1475, oppure a enti e terzi, con procedure negoziali semplificate, secondo le modalità che sono stabilite nel regolamento;

dall’art. 465 del D.P.R. n. 90 del 15.03.2010 – Classificazione e modalità di gestione degli organismi di protezione sociale;

dalla direttiva SMD – G – 023, che al punto 2 “Forme di gestione” e lettera a) “affidamento in concessione”, sancisce che la gestione degli organismi di protezione sociale è “affidata in concessione prioritariamente alle organizzazioni costituite tra il personale dipendente e, in subordine, ad Enti e terzi”.

Lo scopo dell’organismo di protezione sociale è quello di assicurare ai dipendenti del Ministero della Difesa – in particolare quelli in servizio presso il CE.DE.CU di Gaeta, che hanno costituito l’associazione, e che nel passato hanno sempre ottenuto la gestione dell’OPS – l’utilizzo dei servizi loro dedicati, anche attraverso la gestione diretta di quelle strutture che oggi peraltro, nel caso di specie, versano nel più totale abbandono.

Dipendenti che peraltro, costituitisi in associazione, pur non essendo mai stati in alcun modo invitati/obbligati, hanno comunque avvertito la responsabilità di provvedere alla tutela del bene affidato, facendosi carico soprattutto negli ultimi 8/10 anni, causa il blocco imposto dalla Difesa all’erogazione degli stanziamenti economici all’uopo destinati, degli oneri di gestione, dei costi sostenuti per la ristrutturazione e la conservazione dei locali e della spiaggia, oltre alle spese per la pulizia quotidiana e l’acquisto delle sdraio e degli ombrelloni.

In ragione di quanto espresso, con riferimento all’osservanza delle norme vigenti testé enucleate e all’ormai prossima apertura della stagione balneare, confidando nel preminente interesse del Ministero della Difesa di mantenere la conservazione della struttura e assicurare il benessere dei propri dipendenti, nelle more della predetta udienza si invita codesta autorità a far tenere l’affidamento in concessione della gestione di quell’OPS all’Associazione Ricreativa Dipendenti Difesa per l’anno 2023, come già per il recente passato.

Si resta in attesa di cortese riscontro.

Cordialità

FP CGIL                   CISL FP          UIL PA

Francesco Quinti     Massimo Ferri Carmela Cilento

Roberto De Cesaris Franco Volpi

Pubblichiamo l’ipotesi di accordo concernente la definizione delle famiglie professionali e relative competenze nell’ambito dell’ordinamento professionale in attuazione del Titolo III del CCNL Funzioni Centrali Triennio 2019/2021.

p.la FP CGIL Nazionale

Claudio Meloni

A margine dell’incontro di ieri incentrato sul problema della “reperibilità” del personale ispettivo in favore della procura di Roma, abbiamo rappresentato all’amministrazione le criticità emerse nelle ultime settimane nell’ITL di Bologna.

Non è nostra abitudine intervenire su questioni territoriali, nel rispetto delle prerogative della RSU e delle OO.SS. territoriali ma, visto che proprio da loro la questione ci è stata sottoposta, per l’incapacità di dialogo creatasi da parte dell’Amministrazione, riteniamo di intervenire.

La situazione sta assumendo profili preoccupanti, che denotano come la necessità di percorrere la strada del dialogo e del buon senso sembri venuta meno.

Le modalità organizzative adottate dal Dirigente nella gestione dell’attività straordinaria programmata per il giorno 15 aprile u.s. non ci sembrano affatto in linea né con il rispetto delle disposizioni del CCNL, né con la necessità di mantenere un clima di massima fiducia e collaborazione all’interno dell’ufficio. Non è certamente la prima volta che si programmano attività ispettive al di fuori dell’orario di lavoro e non è certamente una novità che in questi casi tali attività siano organizzate per tempo, riscontrando finora la massima disponibilità del personale ispettivo.

Allo stesso modo ci sembra incomprensibile e assolutamente non in linea con il sistema di misurazione e valutazione della performance adottato dall’INL, la disposizione che attribuisce a ciascun ispettore obiettivi numerici di performance individuale legati ad attività da svolgere in orari disagiati. Una disposizione da rigettare al mittente.


Per questi motivi abbiamo chiesto all’amministrazione di intervenire urgentemente per far modificare le disposizioni in parola e per prevenire ulteriori conflitti che avrebbero ripercussioni sul funzionamento dell’Ufficio e sulla collettività.


L’Amministrazione, nella sua replica, ha riconosciuto che esistono altri strumenti, più consoni al dialogo sociale e più rispettosi delle situazioni personali di ciascun lavoratore, per raggiungere l’obiettivo. Proprio per questo, ha detto che si attiverà per ricomporre la frattura creatasi.


Da parte nostra, in mancanza di risposte adeguate in tempi rapidi ci riserviamo di attivare tutte le iniziative utili per tutelare i lavoratori.

   FP CGIL 

CISL FP 

UILPA 

M.ARIANO 

M. CAVO 

I. CASALI 

 

Nella giornata di ieri abbiamo avuto un nuovo incontro con l’amministrazione sulla spinosa questione della reperibilità dell’Itl di Roma.

L’amministrazione ha esordito precisando di aver avuto nei giorni scorsi un incontro con la Procura, nel quale ha chiarito che – ferma restando la disponibilità a dare supporto nel contrasto agli infortuni sul lavoro – occorre tenere conto delle esigue risorse umane disponibili e che occorre quindi rimodulare gli accordi precedentemente intercorsi.

Pertanto, ci è stata fatta una prima proposta, al momento soltanto a voce, che prevede quanto segue:

-volontaria adesione da parte del personale ispettivo;

– disponibilità del personale ispettivo nella fascia dalle 8 alle 20, con due turni di reperibilità giornalieri con esclusione della fascia notturna. La disponibilità dovrebbe riguardare un periodo di 15 giorni al mese, escludendo i festivi e includendo le domeniche.

– nel solo caso di incidente ferroviario, è prevista flessibilità di orario al di là delle fasce orarie stabilite. In questo caso, ci è stato rappresentato che si tratta di una richiesta esplicita della Procura, vista la competenza ed esperienza del personale ispettivo tecnico sul tema.

Questo consentirebbe di rispettare il CCNL, ad esempio per quanto riguarda il numero massimo di chiamate mensili per lavoratore e per il rispetto dei riposi giornalieri e settimanali.

Per ogni turno di reperibilità la proposta dell’amministrazione è di prevedere il pagamento di una somma pari a 60 € lorde, a giornata, a fronte dei 10 € previsti dal CCNL. Nel caso in cui il lavoratore verrà chiamato a svolgere la sua attività, oltre ai 60 € riceverà anche il pagamento delle ore di straordinario effettuate.

Per il 2022 tali somme dovrebbero gravare sul FRD mentre per il 2023 l’amministrazione ha comunicato che ha presentato tramite il Ministero del Lavoro una proposta di modifica normativa dell’art. 13 del DL 146/2021, che dovrebbe rendere disponibili per il personale ispettivo le somme derivanti dagli incassi delle sanzioni in materia di salute e sicurezza, anche con l’obiettivo di poter introdurre forme indennitarie per tutti gli ispettori. Nel frattempo, si è impegnata a reperire ulteriori risorse.

Venendo alle dotazioni strumentali ci è stato rappresentato che nei prossimi giorni saranno messi a disposizione degli ispettori interessati dieci cellulari di servizio e tre auto a noleggio. Per quanto riguarda le auto, ci è stata prospettata la possibilità che, qualora la chiamata avvenga fuori dall’orario di lavoro, l’ispettore possa portare a casa il mezzo per rendere più agevole l’eventuale successiva attività.

Restiamo ancora in attesa di capire come si intenda gestire l’accesso alle ZTL e i parcheggi.

Su nostra precisa richiesta, l’Amministrazione ha chiarito che il personale ispettivo impiegato nelle giornate di reperibilità non possa essere impegnato in altre attività ispettive o comunque in servizio esterno, per evitare di creare inutili difficoltà.

Aspettiamo di vedere ora la bozza nero su bianco per proseguire l’interlocuzione. Da parte nostra, anche a seguito dell’assemblea unitaria con il personale avuta qualche settimana fa, ribadiamo che ci sono dei punti per noi essenziali: – Volontarietà del servizio; – Riconoscimento economico adeguato; – Rispetto delle disposizioni contrattuali in relazione ai riposi giornalieri e settimanali; – Convenzione con il Comune per i parcheggi ed accesso ZTL; – Telefono cellulare e auto di servizio; – Disponibilità a svolgere il servizio solo per le richieste di intervento relative agli infortuni mortali o gravi e non per altre attività come ad esempio per le notifiche di atti giudiziari; – Aggiornamento degli obiettivi per il personale interessato; – Aggiornamento del DVR in relazione allo stress da lavoro correlato.

 

FP CGIL 

CISL FP 

UILPA 

FLP  

CONFINTESA FP 

M.ARIANO 

M. CAVO 

I. CASALI 

  A. PICCOLI 

N. MORGIA 

Pubblichiamo la nota di convocazione del Dipartimento in merito la presentazione del D.P.C.M. in riferimento all’organizzazione degli Uffici Centrali

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Logistico Strumentali riguardo il piano di formazione 2023 dell’Ufficio ICT per il personale delle strutture centrali e territoriali del Corpo. Avvio Corsi C# (Base e Avanzato), Java (Base e Avanzato), Drupal (Base 1 e 2).

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per l’Amministrazione Generale, in merito il decreto della graduatoria finale del bando di concorso per 300 posti ruolo Vigile del Fuoco

Ieri mattina, durante l’evento tenutosi in Direzione Generale alla presenza del Ministro per la Pubblica Amministrazione, Paolo Zangrillo, le Scriventi Organizzazioni Sindacali, forti delle motivazioni poste alla base della mobilitazione e dei riscontri ottenuti nel corso delle manifestazioni/assemblee fin qui tenute, hanno ottenuto di avere un incontro riservato con il Ministro.

Nel corso dell’interlocuzione informale, abbiamo registrato da parte del Ministro un atteggiamento di apertura all’ascolto rispetto alle tematiche poste da parte delle Scriventi che, per far ben comprendere le motivazioni dello sciopero nazionale del prossimo 21 aprile, hanno colto l’occasione di dare lettura della nota che di seguito si riporta integralmente:

“Signor Ministro,

immaginiamo Lei sappia che da mesi ormai molte delle sigle rappresentative di questo Ente hanno proclamato lo stato di agitazione e indetto uno sciopero di tutto il personale dell’Istituto appartenente al Comparto Funzioni Centrali per il giorno 21 aprile.

I motivi della protesta riguardano la grave carenza di personale, il malfunzionamento delle procedure informatiche, lo stress lavoro correlato che vivono lavoratrici e lavoratori del nostro Istituto, quale diretta conseguenza dell’aumento dei carichi di lavoro e della quotidiana frustrazione dovuta alla consapevolezza di non riuscire a dare più risposte efficaci alla nostra utenza.

L’attuale carenza di personale, calcolata sul rapporto fabbisogno forza, pur significativa, è tuttavia fortemente sottostimata perché basata su una valutazione del fabbisogno frutto non di un’attenta analisi delle reali necessità dell’Ente, ma della politica di tagli sistematici imposta da decenni alle amministrazioni pubbliche. Le poche autorizzazioni ad assumere non bastano neanche a compensare le cessazioni dovute ai pensionamenti, a causa dell’elevata età media del personale e di un decennale blocco del turn over. Se a questo si aggiungono le inedite difficoltà riscontrate nel reclutamento di Personale dovute alla contingente crisi del lavoro pubblico, nonché la dissennata gestione e programmazione delle assunzioni, il quadro si fa veramente drammatico. Molte strutture dell’INAIL, oggi, non sono presidiate da organici sufficienti e non solo nelle aree sanitarie.

Ciò significa che migliaia di cittadini che hanno subito un danno alla salute a causa del proprio lavoro, non trovano accoglienza alle loro legittime e sacrosante necessità di tutela, assistenza, cura, ascolto, a garanzia di un diritto costituzionalmente tutelato. Questo significa lasciare sulla carta e non attuare concretamente progetti significativi sul piano sociale, come ad esempio quello relativo al reinserimento lavorativo delle vittime di infortunio o malattia professionale.

In questo contesto, la previsione di interventi normativi per estendere il campo delle tutele a nuovi soggetti, se da un lato non può che vederci ovviamente favorevoli, dall’altro ci preoccupa molto: stiamo parlando di numeri che non saremo mai nelle condizioni di poter gestire se non si modifica radicalmente il quadro sopra rappresentato. Stiamo parlando di milioni di lavoratori e lavoratrici tra personale della scuola, colf e badanti; stiamo parlando di milioni di studenti. Su questo Le chiediamo un impegno signor Ministro, un impegno concreto per consentire all’Istituto di continuare a svolgere la sua funzione fondamentale in un Paese dove gli infortuni, purtroppo anche mortali, assumono i numeri di una vera e propria guerra. Un impegno che si concretizzi nella possibilità di assunzioni in numero congruo a garantire la capacità dell’Ente di continuare a svolgere la sua mission. 156.400 sono le assunzioni previste per il 2023 nella Pubblica Amministrazione. Altrettante ne sono previste per gli anni 2024 e 2025. Numeri non sufficienti complessivamente in un Paese che per decenni non ha investito sul servizio pubblico, ma sicuramente importanti e che possono garantire, se c’è la volontà politica, una vera boccata di ossigeno ad un Ente che rischia il collasso.

Durante l’incontro avuto a Palazzo Vidoni con le OO.SS. confederali Lei ha sostenuto che la salute di un’organizzazione, la sua capacità di esprimere la sua missione, passa attraverso la cura delle sue persone, che devono essere orgogliose di appartenere alla pubblica amministrazione. Non possiamo che essere d’accordo con le sue parole signor Ministro. Il senso di orgoglio da Lei richiamato, il senso di appartenenza è sempre stato una caratteristica del personale di questo Istituto, nella consapevolezza del ruolo che l’INAIL ha nel sistema di welfare del nostro Paese e della peculiarità e della fragilità della nostra utenza.

Tuttavia questo senso di appartenenza, questo orgoglio non si autoalimentano, ma devono trovare terreno fertile in un ambiente lavorativo dove i carichi di lavoro non sono pressanti, dove le procedure informatiche sono realmente a supporto del lavoro che si deve svolgere e non un ostacolo come invece accade quotidianamente nel nostro Istituto. Nonostante i copiosi investimenti in informatica, il tracollo delle procedure che da mesi producono effetti disastrosi in termini di resa in efficacia e miglioramento delle condizioni di lavoro, oltre ad essere inaccettabile in un Ente che vanta un processo di digitalizzazione avanzata che ha pochi uguali all’interno della PA, determina, in concorso con la carenza di personale, l’ aumento esponenziale della pressione psicofisica sui lavoratori e le lavoratrici dell’Ente, che continuano con fatica a garantire le prestazioni all’utenza, pagando personalmente un prezzo in termini di sovraccarico quantitativo e qualitativo e fronteggiando quotidianamente le giuste rimostranze dell’utenza.

Queste, in sintesi, le ragioni della nostra protesta signor Ministro: ci auguriamo di essere stati capaci di spiegare che il nostro obiettivo è non solo la tutela dei lavoratori e delle lavoratrici dell’Istituto ma anche e, soprattutto, quella dei nostri assicurati e più in generale del futuro dell’Ente. E di essere stati capaci di chiarire la necessità di un impegno serio da parte del Governo, che oggi qui Lei rappresenta, nei confronti dell’INAIL”. Inutile ribadire l’importanza di essere arrivati a coinvolgere un Ministro della Repubblica, registrandone una disponibilità al dialogo per nulla scontata, così come quella di proseguire sempre più convintamente verso lo sciopero nazionale del prossimo 21 aprile.

#IL21MIRIGUARDA #IOSCIOPERO

FP CGIL   CISL FP   UILPA   CONFSAL  USB PI      DIRSTAT    ANMI     FLP

Mercanti   Molinari   Paglia   Savarese    Mencarelli  P.Romano Norcia    D’Ippoliti

Pubblichiamo la nota del Coordinamento Nazionale Fp Cgil VVF con la quale evidenzia la necessità di provvedere all’urgente assegnazione del personale presso l’isola di Pantelleria nel rispetto e tutela dei lavoratori e della cittadinanza

Pubblichiamo la nota del Coordinamento territoriale Fp Cgil VVF con la quale chiede l’apertura della mobilità interna ed evidenzia inoltre una poco attenta della condizione lavorativa delle donne del Corpo

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