Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture Territoriali  Fp Cgil VVF, Fns Cisl Uil Pa, Confsal VVF e Conapo in merito le problematiche della mensa

Pubblichiamo la nota di convocazione in merito i criteri di mobilità volontaria a domanda per il personale dei ruoli Vp Cs CR Accordo integrativo nazionale sulle assegnazioni temporanee del personale per esigenze di servizio Art. 42

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per l’Emergenza il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo riguardo le esercitazione per l’anno 2023

Come già preannunciato, abbiamo avviato le procedure per la proclamazione dello sciopero e venerdì 31 marzo siamo stati convocati dal Ministero del Lavoro, insieme all’Amministrazione, per esperire il previsto tentativo di conciliazione obbligatorio. Durante l’incontro abbiamo ribadito ancora una volta le ragioni della protesta sindacale che, sinteticamente, possiamo così riassumere:

1) la carenza non più tollerabile di personale, in tutte le strutture dell’Istituto, in particolare sul territorio, che determina carichi di lavoro insopportabili ma, soprattutto, impedisce di rispondere alla nostra particolare Utenza con la dovuta e tempestività;

2) l’ormai cronico malfunzionamento delle procedure informatiche, causa di continue interruzioni del servizio e di crescente conflittualità con l’utenza, esasperata dalla dilatazione dei tempi d’attesa;

3) la situazione di elevato rischio, in particolare a livello di stress lavoro correlato, per la salute dei lavoratori e delle lavoratrici costretti ad utilizzare apparecchiature obsolete e procedure inadeguate, a subire pressioni legate a obiettivi, performance e reazione spesso scomposta dell’utenza nonché a sopportare eccessivi carichi di lavoro.

Nonostante il tentativo di conciliazione sia durato per più di due ore, abbiamo dovuto registrare da parte dell’Amministrazione, per l’ennesima volta, la mancanza di risposte adeguate e utili per affrontare e risolvere le problematiche oggetto della nostra protesta e, pertanto, nell’impossibilità di arrivare ad una conciliazione, il tentativo è stato chiuso negativamente. Messe in campo tutte le iniziative fin qui possibili per far comprendere all’Amministrazione la gravità della situazione e la necessità di intervenire velocemente a tutti i livelli abbiamo deciso di procedere con l’indizione dello sciopero per il prossimo 21 aprile, sciopero che sarà preceduto da una serie di iniziative di protesta sia a livello locale che a livello nazionale. Dobbiamo serrare i ranghi e dimostrare ancora una volta il valore dell’unità e della compattezza ma anche la determinazione a lottare per il rilancio della funzione sociale del nostro Ente e per il giusto servizio alla nostra utenza. Scioperiamo per difendere l’Istituto ormai alla frutta, scioperiamo per fornire servizi eccellenti ai nostri utenti, scioperiamo per migliorare le nostre condizioni di lavoro! Salviamo l’INAIL e la sua funzione!

FP CGIL   CISL FP  UILPA   CONFSAL USB PI     DIRSTAT   ANMI   FLP

Mercanti   Molinari  Paglia   Savarese   Mencarelli Romano   Norcia   D’Ippoliti

A Dott.ssa Anna Maiello Presidente CUG ADM

A Membri del CUG ADM

E p.c. A Direttore Generale ADM Cons. Roberto Alesse

Buongiorno,

La scrivente O.S. ha deciso di scrivere, dopo una attenta riflessione, guardando la lista dei nuovi incarichi dei Dirigenti di prima fascia.

Non entriamo nella scelta professionale dei Direttori. Siamo certi che l’attenzione è stata massima e che la professionalità di ogni singolo Direttore è indiscutibile.

La nostra attenzione è stata attirata da un particolare: su 16 nuovi incarichi di prima fascia è presente solo una donna, tra l’altro confermata nell’incarico.

A nostro modesto parere, la nostra Amministrazione ha perso l’occasione per dimostrare a tutti (politica, cittadini, sindacati ecc.), che siamo un passo avanti in confronto a tutte le altre Amministrazioni pubbliche.

Purtroppo, questo non è avvenuto.

La Cgil vanta di essere una O.S., che per storia tiene attenzione alla parità di genere.

La Scrivente è certa che il valore delle donne in Dogana è molto più alto di quello, che si percepisce da questa lista di incarichi.

Siamo altrettanto certi che ci siano Dirigenti donne altrettanto brave, professionali e preparate. E’ opportuno avviare una riflessione tra i membri del CUG sulla questione, per cercare di capire se questo accade anche a livello degli altri incarichi e nei vari uffici di ADM. Se così fosse, sarebbe opportuno cercare di capire il perché per trovare soluzioni, che permettano pari opportunità a tutte e a tutti.

Siamo certi che, con il contributo delle donne di ADM, la nostra Agenzia potrebbe crescere ancora.

Grazie dell’attenzione, si resta in attesa di un riscontro.

Dott.ssa Paola Mariotti Bianchi

Membro effettivo del CUG ADM per la FP CGIL

Pubblichiamo il comunicato unitario, l’informativa del DG per il Consiglio di Amministrazione contenente le linee guida sulla nuova organizzazione e il documento inviato dalle OO.SS. all’Amministrazione il 02.03.2023 con le Osservazioni al progetto di Nuova Organizzazione dell’ENAC.
p.la FP CGIL Nazionale
 Ermanno Billi

Non è stato facile arrivare alla sottoscrizione dell’Ipotesi del CCNI del Ministero della Salute, così come previsto dal CCNL, artt. 7 e 8, ma al termine di una articolata, complicata e difficoltosa trattativa durata oltre quattro mesi ci siamo riusciti. Il CCNI definisce le famiglie professionali e le loro competenze ed introduce tutti i punti che gli artt. 7 e 8 del CCCL demandano alla contrattazione integrativa compresa la istituzione della banca delle ore (la cui disciplina viene rimandata ad uno specifico regolamento) e la ripartizione dei contingenti del personale per l’attribuzione dei permessi studio. Siamo comunque soddisfatti per il lavoro effettuato che alla fine è stato condiviso anche dalle altre OO.SS. L’approvazione del CCNI da parte degli organi di controllo consentirà di aprire le procedure per le progressioni verticali in deroga previste dall’art.18 del CCNL e per le quali lo stesso CCNL prevede risorse specifiche, in aggiunta alle ordinarie facoltà assunzionali, pari allo 0,55% del monte salari 2018. Sulla quantificazione di tali risorse, tema che ci ha impegnato a lungo durante la trattativa, persiste una divergenza di vedute tra noi e l’Amministrazione, poiché riteniamo non conforme al CCNL la scelta dell’amministrazione di prendere a riferimento il valore medio del comparto Ministeri anziché quello riferito alla nostra Amministrazione (che sarebbe più favorevole e consentirebbe un maggior numero di passaggi). Su questo non molleremo la presa e porteremo fino in fondo la vertenza per dissipare ogni dubbio e, auspicabilmente, ottenere tutte le risorse utili a finanziare il maggior numero di passaggi nell’area superiore per le lavoratrici e i lavoratori del Ministero della Salute. Alleghiamo l’ipotesi di CCNI che illustreremo alle lavoratrici e ai lavoratori delle aree funzionali del Ministero della Salute in una assemblea del personale che fisseremo a breve. Il nostro lavoro non è finito qui, perché rimangono aperte le numerose criticità che da tempo affliggono questo Ministero ma possiamo registrare un positivo passo in avanti nell’applicazione degli istituti contrattuali previsti dal nuovo CCNL 2019-2021.

Con l’accordo del 24 luglio 2019 sulle progressioni orizzontali, ci eravamo impegnati a trovare risorse per il rimpinguamento del Fondo Risorse Decentrate del MIT, per consentire ai lavoratori di percepire una retribuzione accessoria adeguata ed in linea con gli altri Ministeri. La nostra Organizzazione si è battuta, con le altre, per esigere quell’impegno assunto da entrambe le parti e previsto all’art.5 del citato accordo. Il D.L.121/21 del precedente Governo Draghi ha prodotto finalmente questo risultato che ci consente, oggi, di portare l’importo medio pro capite della produttività da euro 209,00 (2019) a euro 1.110 (2021), che è la quota media che percepiranno, presumibilmente il prossimo mese di giugno, i lavoratori del MIT per il FRD 2021.

la Coordinatrice nazionale MIT  p. la Fp Cgil Nazionale

Carmen Sabbatella                    Paolo Camardella

Qualche giorno fa, il vertice dell’INL e il presidente dell’ordine dei consulenti del lavoro hanno sottoscritto due protocolli: il primo ripropone l’ASSE.CO., il secondo è pomposamente definito “Protocollo di intesa per la legalità, la vigilanza ed il contrasto all’abusivismo professionale”.

Entrambi ripropongono logiche vecchie e pericolose: si rispolvera l’asseverazione di conformità – già proposta nel passato, quando INL non ancora esisteva, ma gli attori in campo erano quelli di oggi – con cui il datore di lavoro si fa certificare, a pagamento, dal consulente del lavoro di essere in regola col pagamento di contributi, di rispettare le norme contrattuali e di legge in materia di rapporti di lavoro. In cambio, sarà inserito in una lista di “aziende buone”, che saranno esonerate dalle ispezioni sul lavoro per un anno, a meno che non siano presentate denunce, inchieste giudiziarie o indagini a campione sulla veridicità delle autocertificazioni.

Il secondo protocollo praticamente consegna le chiavi dell’attività dell’INL a un soggetto privato quale è l’ordine dei consulenti del lavoro, dal momento che prevede che dei rappresentanti dei consulenti entrino a far parte del Centro Studi dell’Attività Ispettiva (toh ma guarda un po’ chi si rivede!) e siano istituiti dei gruppi di lavoro tra INL e consulenti per analizzare le criticità emerse nell’ambito dell’attività di vigilanza. Tradotto cosa significa? Che un soggetto privato, che supporta l’azienda nelle attività di vigilanza, potrà intervenire nella scrittura di circolari e note operative agli ispettori?

Ancora: si prevede un osservatorio della legalità, tra INL e consulenti del lavoro, che raccolga segnalazioni sui fenomeni di illegalità nel mercato del lavoro. Che fine fanno gli altri organismi già previsti, come la commissione centrale di coordinamento della vigilanza? Chiudiamo pure quelli, insieme all’INL o ci inventiamo qualche parolina magica tipo “coordinamento” per far finta che tutto vada bene? Eppure, si tratta di una commissione che prevede la partecipazione di tutti i soggetti istituzionali, delle OO.SS. e delle parti datoriali. Forse proprio per quello è meglio non considerarla…

Gravissimo che in questo secondo protocollo sia previsto che le attività ispettive siano effettuate in presenza del consulente, laddove possibile: che significa? Che occorre avvisare il consulente e, se questi non può partecipare all’ispezione, gli diamo del tempo, con tutto quel che può comportare?

Ancora, si aggiunge che le ispezioni debbano avvenire con la minor turbativa possibile all’attività produttiva. Ora, posto che chi conosce l’attività ispettiva sa benissimo che la sua programmazione e il suo svolgimento non intendono turbare niente e nessuno, sembra che il messaggio sottinteso sia “non bisogna disturbare chi produce”. Cosa si deve fare per non turbare l’attività? Si avvisa l’azienda prima di procedere all’ispezione? Si chiede il permesso di poter entrare in azienda o di parlare coi lavoratori, sempre che non sia di troppo disturbo?

Forse qualcuno dimentica – o fa finta di dimenticare – che l’attività del personale ispettivo è di controllo sul rispetto delle norme in materia di lavoro, che sono a tutela dei lavoratori quale parte debole del rapporto di lavoro. Consentire un intervento esclusivo nella gestione delle ispezioni a soggetti privati che – legittimamente, s’intende – svolgono attività di assistenza e supporto alle aziende ispezionate, significa creare una pericolosa e indebita confusione di ruoli, ma anche prefigurare che per certe attività non ci sia bisogno della vigilanza di un soggetto pubblico, basta un’autocertificazione di regolarità rilasciata a pagamento da un privato.

E’ un precedente davvero molto pericoloso, se consideriamo il quadro di totale deregolamentazione degli appalti che la compagine governativa sta portando avanti e contro cui giustamente la categoria degli edili – cui va la nostra totale solidarietà – domani scenderà in piazza. Non a caso, all’interno del protocollo sull’ASSE.CO. si scrive che “in attesa di specifica normativa, è nella facoltà delle stazioni appaltanti e/o degli enti locali, attribuire ad ASSE.CO. validità unica e/o sostitutiva del, e/o pari al DURC”. E’ un vecchio pallino dell’attuale vertice politico del Ministero del Lavoro che, infatti, quando vestiva la giacca della Presidente dell’Ordine dei consulenti del lavoro, nel 2017, presentava una proposta per introdurre l’ASSE.CO. nell’ambito degli appalti tramite legge. Allora non ci riuscirono, noi speriamo neanche stavolta e proveremo ad impedirlo.

Definire questo secondo protocollo un protocollo per la legalità davvero supera il senso del ridicolo, con buona pace di chi blatera che gli ispettori del lavoro apprezzerebbero queste forme di collaborazione, rectius commistione.

Sono protocolli vergognosi, che non garantiscono né l’interesse pubblico, né un efficientamento dell’attività di vigilanza, ma rispondono a logiche private e privatistiche di smantellamento e disarticolazione delle ispezioni sul lavoro. In questo contesto, la chiusura dell’INL assume finalmente il suo vero volto e sgombra il campo dagli equivoci sugli obiettivi realmente perseguiti.

 

Coordinatore nazionale FP CGIL – INL

Matteo Ariano

 

Pubblichiamo la nota e i decreti della Direzione Centrale per la Formazione, riguardo le convocazioni, lo staff didattico e la programmazione del corso per ruolo Ispettore Specialità

Pubblichiamo l’avviso della Direzione Centrale per gli Affari Generali in merito la prova scritta del concorso, per titoli ed esami, a n. 62 posti per l’accesso alla qualifica di Ispettore Antincendi

pubblichiamo la nota del Dipartimento in merito  l’evento “Roma 2023” I Vigili del Fuoco Europei a Roma 15-24 aprile 2023

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