Il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori davanti alla Direzione generale dell’Ente è stato un grande successo. L’auditorium della Direzione Generale dell’INAIL, con difficoltà, è riuscito a contenere i manifestanti giunti da tutta Italia.

Da tutte le sedi territoriali dell’Inail, le lavoratrici e i lavoratori sono partiti per dare voce ad un disagio che, giorno dopo giorno, è diventato sempre più insostenibile.

Chi si affanna nel voler delegittimare la protesta o a negarne le ragioni, non ha potuto distogliere lo sguardo di fronte alla massa compatta di colleghi uniti come mai era accaduto prima.

Perché, al di là della retorica trionfalistica e della proposizione insistita di un’immagine di efficienza e modernità, la realtà dell’INAIL è fatta di sedi semivuote, di personale stanco, di organici insufficienti e forza dimezzata, di sistemi informatici lenti e malfunzionanti, di medici, infermieri e personale socio-sanitario delusi dopo il decisivo apporto dato alla lotta contro il Covid, di utenza arrabbiata per i ritardi nei servizi e che se la prende con chi, allo sportello, è lasciato da solo e senza strumenti. Gli interventi che si sono succeduti hanno trasmesso il disagio vissuto nelle sedi di tutta Italia, uniti da un solo coro di protesta: “BASTA, COSI’ NON SI PUO’ ANDARE AVANTI, SONO NECESSARIE NUOVE ASSUNZIONI!”.

Al termine dell’incontro avuto con una delegazione di lavoratrici e lavoratori, sono giunti in Auditorium il Presidente dell’INAIL, Franco Bettoni e Cesare Damiano consigliere d’Amministrazione dell’Ente con delega alle relazioni sindacali.

Il Presidente è intervenuto rassicurando la platea attraverso la promessa in tempi rapidi risposte concrete alle richieste dei lavoratori. Il Consigliere Damiano si è invece soffermato sul rilancio del ruolo e della vocazione sociale dell’INAIL, sulla quale concordiamo tutti ma che non può avvenire sulla pelle di chi è in prima linea ogni giorno per garantirla e per questo l’Ente necessita di massicce assunzioni.

Assente, invece, il Direttore Generale che, dopo l’incontro con la delegazione, non ha evidentemente ritenuto doveroso “salutare” l’assemblea.

La manifestazione si è conclusa riconfermando a gran voce il mandato sulle principali richieste del Personale dell’Istituto: assunzioni, procedure funzionanti, un modello organizzativo e sanitario funzionale agli obiettivi sociali, tutela dei lavoratori e delle lavoratrici dallo stress lavoro correlato.

Il confronto è poi proseguito il giorno dopo con l’esposizione alle OO.SS. delle proposte normative elaborate dall’Amministrazione. Un pacchetto di norme che prevede l’assegnazione di nuove importanti e impegnative funzioni all’Istituto, così come l’estensione ai medici degli istituti giuridici ed economici del SSN: provvedimento che si attende da anni e appare non più differibile, ma che – comunque difficile da raggiungere – non risolverebbe nell’immediato le gravi difficoltà delle Aree Sanitarie.

D’altra parte, in cambio vengono richieste implementazioni dell’organico del tutto insufficienti a fronte di un inevitabile ed imponente incremento dei carichi di lavoro per tutto il personale.

Un impianto normativo che, pur trovandoci favorevoli nel “principio”, ovvero nell’importanza dell’ampliamento della tutela assicurativa, non può e non deve essere sostitutivo rispetto alle legittime rivendicazioni alla base del percorso di mobilitazione, così come non si può furbescamente immaginare di far ricadere sulle spalle dei lavoratori e dei loro rappresentanti un’eventuale bocciatura dello stesso: a questo gioco non ci stiamo!

Per noi, la tutela, quella reale e concreta, deve essere accompagnata dal riconoscimento degli strumenti necessari per poterla realizzare, altrimenti rischia di diventare una pericolosa norma propagandistica.

Sul fronte procedure, inoltre, registriamo una totale mancanza di una soluzione, di una visione, di un piano chiaro, efficace e condiviso.

In considerazione di ciò, il fronte sindacale unitario, arricchito da nuove ulteriori adesioni, messe da parte le intrinseche differenze e tensioni, ha dichiarato insufficienti le risposte date.

Una corale unitaria e convinta insoddisfazione che conferma la necessità di proseguire nella mobilitazione in vista dello sciopero generale che proclameremo unitariamente entro il mese d’aprile.

Nel frattempo continueremo con il percorso assembleare nelle sedi regionali: non si arretra di un centimetro!

MERCANTI MOLINARI PAGLIA SAVARESE MENCARELLI ROMANO NORCIA D’IPPOLITI

Pubblichiamo la circolare con oggetto: conferimenti incarichi dirigenziali di 2^ fascia ai sensi dell’art. 19 del decreto
legislativo 30 marzo 2001, n. 165 e successive modificazioni e dell’art. 45 del CCNL dell’Area Funzioni Centrali periodo 2016-2018 sottoscritto in data 9 marzo 2020, relativo al personale dirigenziale – procedura per la copertura di posizioni dirigenziali di livello non generale.

p.la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti

Pubblichiamo il resoconto dell’incontro del Tavolo Tecnico per la Formazione in merito la Circolare formativa aeroportuale e circolare formativa settore  SAPR, quella riferita all’attività formativa delle Specialità e le modifiche dei criteri di partecipazione per operatore CBFT

Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF l’organizzazione del soccorso e del fuori servizio delle unità navali

Pubblichiamo la nota informativa del Dipartimento in merito la  copertura assicurativa “Tutela legale” – Anticipazione e rimborso delle spese legali ai sensi dell’articolo 18 del decreto-legge n. 67 del 1997. Contratto rep. 8451 – Polizza n. M14794466 emessa dalla Società ITAS Mutua.

Pubblichiamo la nota del Coordinamento provinciale Fp Cgil VVF riguardo la mobilità interna

pubblichiamo la nota del Coordinamento Territoriale Fp Cgil VVF in merito la gestione e programmazione delle attività di formazione, di mantenimento  e le visite mediche del personale

Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture territoriale Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito la mobilità interna per il ruolo Ispettore Antincendi

A seguito delle problematiche esistenti nell’organizzazione e nella gestione del Comando, pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF

Pubblichiamo  la nota unitaria delle Strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil PA VVF, Confsal VVF, Usb VVF e Conapo in merito la richiesta di mobilità interna

Pubblichiamo la nota unitaria delle Strutture Regionale Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF riguardo i criteri per accedere ai corsi formativi

Ottenuto l’aumento degli importi POC, definite le tariffe minime per le turnazioni, irrompono i progetti di Segretariato Generale e Soprintendenza Nazionale PNRR con gli “aiutini”.

Attacco alle prerogative sindacali sugli incentivi tecnici.

La riunione di ieri la condensiamo nelle battute del titolo, solo per rappresentarvi gli sparigliamenti del tavolo su cui poi irrompono logiche di accaparramento del Fondo che ci auguravamo fossero divenute estranee alla contrattazione nazionale.

Anzitutto dobbiamo registrare con soddisfazione l’accoglimento delle proposte presentate insieme alla UIL circa l’aumento delle indennità delle posizioni organizzative a 3000 euro annui e l’individuazione di una tariffa minima per le turnazioni che elimini il gap esistente per i neo assunti. L’aumento delle POC riguarda anche una rimodulazione dell’indennità datoriale che viene attribuita ai direttori non dirigenti di Archivi e Biblioteche e comprende un ampliamento della platea dei percettori che riguarda sia il centro che la periferia.

Per quanto riguarda l’individuazione di una tariffa minima sulle turnazioni, l’obiettivo è stato raggiunto superando molte perplessità, anche della parte sindacale, perché abbiamo dimostrato che è perfettamente in linea con le previsioni contrattuali. E rappresenta un segnale concreto di attenzione verso i nuovi ingressi, con buona pace di chi fa proclami e mera propaganda.

Il corollario sul Fondo ha visto poi l’amministrazione presentare due proposte di progetti: la prima, relativa al Segretariato Generale, è stata sommariamente illustrata da una Dirigente, la seconda riguarda una lettera del Capo di Gabinetto che chiede di utilizzare risorse del Fondo per finanziare un progetto da attribuire alla Soprintendenza Nazionale per il PNRR.

In sostanza il Segretariato chiede di poter fare un progetto, a valere sui fondi stanziati e finalizzati a remunerare il maggior carico di lavoro, ma ha la pretesa di farlo diventare strutturale, ovvero non rinnovabile di anno in anno ma attribuibile nella modalità analoga ai progetti relativi a DG Organizzazione e Bilancio. Ipotesi subito accolta favorevolmente, in particolare dai colleghi che ci fanno le pulci, senza che su questa proposta si sia presentato uno straccio di documento che la illustrasse rispetto ai criteri specifici, al numero di personale coinvolto, alle ragioni per cui deve diventare strutturale. Noi invece abbiamo chiesto che il Segretariato fornisse una informativa formale sulla proposta e a questo aggiungiamo due considerazioni: la prima è che noi, pur disponibili a valutare il progetto, non riteniamo che lo stesso debba divenire strutturale ma mantenersi nell’ambito dei 600 mila euro e quindi valutare anno per anno la sua eventuale riproposizione. La seconda è che ci pare assai singolare che non ci siano stati presentati altri progetti che ci risulta siano stati inviati con la richiesta di attingere a questi fondi. Non esistono Uffici di serie A e di serie B, se ci sono altre richieste vanno valutate dal tavolo nazionale, ci pare il minimo sindacale.

Per quanto riguarda la richiesta avanzata dal Capo di Gabinetto non possiamo non rilevare che una richiesta analoga avanzata dalla precedente Direzione politica ricevette un diniego compatto dal tavolo sindacale, mentre ieri ci è parso di capire che la fascinazione del nuovo corso politico potrebbe mutare significativamente qualche orientamento. Noi abbiamo semplicemente chiesto che, per quel che riguarda la problematica PNRR, venissero individuate soluzioni nell’ambito del percorso di conversione parlamentare del Decreto Legge 13, sia in relazione alla esigenza occupazionale straordinaria che in riferimento al reperimento di risorse specifiche. Salvo poi essere criticati dalla CISL per la nostra astrattezza, la quale, per dimostrare invece la sua proverbiale concretezza, ha proposto una norma che trasformasse in fondi contrattuali i famosi 5 milioni stanziati per gli straordinari. Per poi essere regolarmente smentita dagli altrettanto proverbiali tecnicismi (non nostri) ma del Direttore del Bilancio che ne hanno dimostrato l’impercorribilità. Con l’idea, supportata immancabilmente dalla FLP, che possa essere sufficiente uno stanziamento di risorse economiche per risolvere il problema degli esponenziali carichi di lavoro capitati in capo ai lavoratori interessati. Bastava assistere all’assemblea nazionale l’altro giorno per comprendere che la questione ha ben altra rilevanza. Ma tant’è. Quindi non si intravedono soluzioni all’orizzonte, se non quelle legate alla (sinora assai scarsa) volontà politica ed il nostro timore è che questo progetto possa diventare moneta di scambio, magari su qualche generosa concessione a valere sempre sui fondi di bigliettazione. Vedremo.

Infine noi siamo pronti a siglare l’accordo sulla ripartizione del fondo, e riteniamo che il 12 aprile possa essere la data giusta, in modo da affrontare e concludere in tempi auspicabilmente brevi il confronto sulle progressioni economiche, la mobilità volontaria ed affrontare il tema delicato dei passaggi di area. Questo sempre con buona pace di chi ci vuole talmente bene da ricordarci sempre nei comunicati.

Sempre ieri abbiamo aderito all’accordo conseguente alla rendicontazione contabile del PON “Cultura e Sviluppo” in capo al Servizio I del Segretariato Generale.

Da ultimo, e non certo in ordine di importanza, dobbiamo rilevare l’ennesimo attacco portato alla contrattazione di posto di lavoro dagli organi di controllo su una materia delicata come quella che regola gli incentivi tecnici ex legge Merloni. Il rilievo in sostanza non riconosce titolarità alla contrattazione decentrata locale relativamente all’applicazione dei criteri definibili sulla base della realizzazione delle singole opere, demandando il tutto al tavolo nazionale. Di conseguenza perdono efficacia tutti gli accordi sottoscritti a livello territoriale, esautorando di fatto RSU e OO.SS. territoriali da ogni possibile intervento su questa delicatissima materia, oltre ad addossare al tavolo nazionale il compito di verificare migliaia di interventi sia in riferimento ai criteri di corresponsione del compenso che rispetto alla verifica sulla corretta applicazione del principio di rotazione degli incarichi. Insomma un pateracchio basato su una interpretazione burocratica del CCNL e della stessa norma contenuta nel Codice degli Appalti che rischia di produrre l’ennesimo blocco delle retribuzioni ai lavoratori oltre ad eliminare ogni minima garanzia di trasparenza sull’intero processo.

Claudio Meloni

FP CGIL Nazionale MIC

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