Si è tenuto nella giornata del 21 febbraio, il sessantesimo incontro del Comitato direttivo Governo locale e regionale di EPSU (European Public Service Union).

Pubblichiamo in allegato il report integrale di Enrico Lobina member FP CGIL del LRG Committee.

Si è tenuto nel pomeriggio di ieri in presenza l’incontro tra il Ministro dott. Valditara e le Organizzazioni Sindacali del comparto e della Dirigenza.

Erano presenti all’incontro anche il Capo di Gabinetto dott. Recinto, il Capo Dipartimento Dott. Greco e la dirigente generale del personale Dott.ssa Tozza.

Il Ministro ha esordito precisando che l’incontro non vuole essere un caso isolato ma il primo di una auspicata futura serie di confronti. Con l’occasione ha assicurato già da ora il proprio impegno per convincere il Governo ad inserire nel primo veicolo normativo utile le risorse necessarie ad un adeguato incremento del Fondo Risorse Decentrate del Ministero, nonché nel proseguimento delle procedure di reclutamento del personale nelle diverse aree da destinare sia all’Amministrazione Centrale che periferica.

Ha poi lasciato la parola alle OO.SS. dichiarandosi interessato ad approfondire tutte le problematiche che sarebbero state esposte.

Nel Nostro intervento abbiamo posto l’accento sui seguenti punti:

  • Necessità di un incremento del FRD adeguato a valorizzare il personale con il salario accessorio ed a proseguire nelle procedure di progressione orizzontale

  • Adeguamento degli stanziamenti per il lavoro straordinario

  • Assunzioni

  • Formazione per tutto il personale

  • Celere definizione del sistema di classificazione del personale per procedere alla valorizzazione del personale tramite le progressioni verticali utilizzando nella misura massima le risorse appositamente previste dal contratto eventualmente integrate da ulteriori risorse tratte dalle facoltà assunzionali

  • Necessità di trovare una soluzione definitiva e che non crei discriminazioni, anche attraverso uno strumento normativo, per il personale proveniente dal contratto scuola a vario titolo utilizzato presso gli uffici scolastici territoriali o l’Amministrazione Centrale.

  • Urgente riorganizzazione e ottimizzazione delle procedure per l’immissione in ruolo del personale, redisposizione delle GPS e mobilità dei docenti presso gli uffici territoriali per evitare il reiterarsi di insostenibili picchi di attività nei mesi precedenti l’avvio dell’anno scolastico, con rischio di ritardi ed errori a danno degli utenti e dei docenti.

  • Necessità di rendere omogenea su tutto il territorio nazionale l’applicazione dell’accordo sul lavoro agile integrandolo anche con la parte relativa a co-working e telelavoro. Su questo punto abbiamo sottolineato come questo strumento, unito ad un protocollo sulla mobilità, potrebbe essere utile a ridurre l’alto numero di rinunce alla presa in servizio da parte di vincitori di concorsi.

Il Ministro durante gli interventi di altre OO.SS. si è dovuto allontanare per impegni improrogabili. La replica è stata quindi affidata al Capo di Gabinetto ed al Capo Dipartimento del Personale.

Nella sostanza il Capo di Gabinetto, Dott. Recinto ha concordato sulla necessità di intervenire sui vari punti e chiesto di darsi una scaletta di priorità a partire da un tavolo tecnico per quantificare la richiesta di incremento del Fondo Risorse Decentrate e la definizione delle famiglie professionali in modo da avere gli strumenti economici e contrattuali per avviare i processi di valorizzazione del personale. Ha poi riferito come in finanziaria sia già stata inserita una misura per incrementare il compenso dei revisori dei conti del Ministero (per l’applicazione della quale è in via di approvazione apposito decreto).

Ha comunicato come il piano di fabbisogno del personale per il periodo 2023-2025 preveda di diminuire la scopertura di organico dal 53% attuale al 18% nell’area funzionari e dal 63% al 25% nell’area assistenti.

Ha poi concordato con la necessità di un ampio piano di formazione e comunicato che è in corso di avviamento la formazione per i funzionari neo-assunti.

Ha infine assicurato che i lavoratori che hanno partecipato al bando di stabilizzazione dei comandati della fine di dicembre saranno inquadrati nei ruoli del Ministero nel corso del mese di marzo.

L’approccio del Ministro e dei vertici dell’Amministrazione ci è parso collaborativo. Valuteremo come sempre nei prossimi mesi la coerenza dei fatti con le dichiarazioni di principio.

Vi terremo come sempre informati.

FP CGIL Nazionale

Anna Andreoli

Ha avuto toni appassionati, talvolta accesi, la prevista riunione a Persociv sull’Orario di lavoro del personale turnista e il primo confronto sul Lavoro Agile. In particolare:

ORARIO DI LAVORO DEL PERSONALE TURNISTA

La bozza di circolare dell’amministrazione sull’orario di lavoro del personale turnista contiene retaggi del passato e riferimenti ad una realtà che non esiste nei luoghi di lavoro della Difesa. In tema di festività infrasettimanali -ad es. -l’A.D. era arrivata alla conclusione che non si dovessero recuperare e che il personale turnista dovesse lavorare di più, facendo riferimento ad un ordinanza della Cassazione del 2017 per la Polizia Locale. FP CGIL CISL FP e UIL Pa hanno, invece evidenziato, non solo che la più recente sentenza della Cassazione del 2021 del comparto Sanità, in tema di turnazioni, sostiene esattamente il contrario, ma che la problematica è stata superata con i rinnovi contrattuali per tutti i comparti che avevano ambiguità interpretative, mentre l’AD le introdurrebbe ora per le Funzioni Centrali che ambiguità non ne hanno mai avute. Anche in tema di superamento di un terzo dei turni festivi annui, che tutti i dipendenti da sempre superano (e non può essere altrimenti) l’amministrazione nella sua proposta riterrebbe sufficiente spostare i lavoratori dal turno festivo al turno feriale, confermando quanto sia lontana dalla realtà visto che le attività in turnazioni stanno collassando per mancanza di personale. Per FP CGIL CISL FP e UIL PA non si scherza con i posti di lavoro delle attività in turno i quali, invece, verrebbero pregiudicati se passasse la proposta dell’amministrazione. Dopo momenti concitati e toni “vivaci e appassionati” l’incontro è stato aggiornato.

LAVORO AGILE

In tema di lavoro agile FP CGIL CISL FP e UIL PA hanno consegnato un documento con il quale rivendicano, fra l’altro, il carattere imperativo del lavoro agile per le attività smartabili che devono, per questo, essere sottratte alla discrezionalità dei dirigenti. Accanto alla immediata entrata in vigore dell’accordo nazionale in tema di SW, il sindacato confederale ha evidenziato la necessità di un celere confronto anche sul lavoro da remoto con la previsione del buono pasto. Rinviando alla allegata nota in tema di lavoro agile, che definisce in dettaglio le richieste del sindacato confederale, è evidente che i tempi si fanno stringenti per incontrare il Ministro. È al vertice politico, infatti, che dovranno essere riportate tutte le problematiche, apparentemente slegate come quella odierne, ma che costituiscono le modalità organizzative per la tutela dei dipendenti civili e delle loro attività, in attesa di un ricambio generazionale da troppo tempo atteso.

FP CGIL                    CISL FP           UIL PA

Francesco Quinti      Massimo Ferri  Carmela Cilento

Roberto De Cesaris Franco Volpi

All’Agenzia delle Entrate

Divisione Risorse

Dott. Antonio Dorrello

div.risorse@agenziaentrate.it

All’Agenzia delle Entrate

Direzione Centrale Risorse Umane

Dott.ssa Laura Caggegi

dc.risorseumane@agenziaentrate.it

e, p.c.

  1. Agenzia delle Entrate

Direzione Centrale del Personale

Ufficio Relazioni Sindacali

dc.ru.relazionisindacali@agenziaentrate.it

Oggetto: Avvio confronto modalità di lavoro a distanza. Costituzione Organismo Paritetico per l’Innovazione. Sollecito.

Negli ultimi mesi più volte come FP CGIL abbiamo sollecitato l’apertura del confronto per introdurreanche a favore delle lavoratrici e dei lavoratori dell’Agenzia delle entrate le modalità di lavoro a distanza previste dal CCNL 2019/2021 delle Funzioni Centrali sottoscritto in via definitiva a maggio del 2022.

A poche settimane dalla scadenza delle attuali linee guida unilaterali, l’Amministrazione non ha inteso socializzare con le Organizzazioni sindacali il proprio orientamento in merito allo sviluppo e alla regolamentazione di tutte le modalità di effettuazione della prestazione lavorativa in luoghi diversi dalla propria abituale sede di lavoro: lavoro agile e lavoro da remoto.

Dobbiamo riscontrare, quindi, come ancora una volta l’Amministrazione intenda arrivare sul filo della scadenza di propri atti unilaterali determinando uno schiacciamento dei tempi di confronto necessari ad una consapevole e ragionata discussione favorendo, fatto de risulterebbe ancora più grave, l’emanazione/proroga di atti unilaterali su materie oggetto di relazioni sindacali.

I lavoratori e le lavoratrici dell’Agenzia delle entrate attendono risposte su questo e su altri temi da troppi mesi, costretti a condizioni lavorative differenti dai colleghi di altre Pubbliche Amministrazioni, senza adeguate misure di Work Life Balance concordate in un complessivo contesto di restringimentoo di perenne rinvio ad approfondimenti datoriali che mai arrivano a conclusionedegli spazi di interlocuzione sindacale.

Nondimeno, ad avviso della Scrivente, è da biasimare il colpevole ritardo con il quale l’Amministrazione temporeggia nella costituzione dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione previsto dal CCNL di comparto 2016/2018 e confermato nel CCNL Funzioni Centrali 2019/2021.

In tale Organismo il Contratto Collettivo Nazionale per le Funzioni Centrali conferma la sede in cui si attivano stabilmente relazioni aperte e collaborative su progetti di organizzazione e innovazione, miglioramento dei servizi, promozione della legalità, della qualità del lavoro e del benessere organizzativo anche con riferimento alle politiche formative, al lavoro agile ed alla conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, al fine di formulare proposte all’amministrazione o alle parti negoziali della contrattazione integrativa.

In questo senso, per la FP CGIL, la mancata costituzione dell’OPI da parte dell’Agenzia, conferma e rafforza la lettura politica di disinteresse datoriale a costruire relazioni sindacali stabili e di “contenuto” con le Organizzazioni sindacali.

Riteniamo doveroso, pertanto, che l’Amministrazione avvii la costituzione di detto Organismo Paritetico per l’Innovazione nonché la trattazione delle modalità di lavoro a distanza (lavoro agile, telelavoro, co-working, lavoro da centri satellite) finalizzandone la discussione alla normazione di queste modalità di lavoro rendendole inserite e fluide nel più ampio contesto organizzativo dell’Agenzia delle entrate.

Stante quanto sopra, nel caso venisse confermata dall’Agenzia la consueta strategia relazionale tesa a svuotare di significato il principio di corrette relazioni sindacali, la Scrivente, a difesa delle prerogative sindacali e per rivendicare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori all’attuazione e alla fruibilità degli istituti previsti nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro, già da ora attiverà tutti gli strumenti utili per favorire il coinvolgimento e partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori.

Restando in attesa id riscontro si porgono distinti saluti.

Fp CGIL Nazionale

Daniele Gamberini

A seguito della richiesta di chiarimento in merito la procedura/ confinamento e gestione DPI contaminati  inviata della struttura Fp Cgil VVF territoriale pubblichiamo la nota di risposta del Dipartimento

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

Capo Dipartimento DAG

D.ssa Ilaria ANTONINI

capodipartimento.dag@pec.mef.gov.it

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

DAG – Direzione del personale

Dott. Alessandro BACCI

dcp.dag@pec.mef.gov.it

E, p.c.

Al Ministero dell’Economia e delle Finanze

DAG – Ufficio Relazioni Sindacali

Dott. Ernesto PERNA

relazionisindacali.dag@mef.gov.it

Oggetto: Modalità di lavoro a distanza – Sollecito avvio confronto

Nell’ambito del recente incontro interlocutorio e di presentazione reciproca tra Organizzazioni sindacali e la nuova Capo Dipartimento abbiamo avuto modo di asserire come, nell’ambito delle relazioni sindacali, molto sia stato fatto per consolidare i Fondi afferenti il salario accessorio ma, al tempo stesso, poco sia stato costruito in termini di progettualità condivisa tanto da svilireper quella che abbiamo definito una chiara scelta di matrice politicala contrattazione nazionale di Amministrazione.

A distanza di quasi un mese dal citato incontro di presentazione, non solo non abbiamo ricevuto la convocazione di avvio del confronto sulle modalità di lavoro a distanza ma, fatto che consideriamo grave, non è stata trasmessa da parte dell’Amministrazione alle Organizzazioni sindacali la bozza di Policy che, stando alle dichiarazioni della delegazione trattante datoriale è pronta dallo scorso mese di dicembre.

A giustificazione della mancata convocazione, nel corso di numerosi incontri l’Amministrazione ha dichiarato di attendere una direttiva di orientamento proveniente dal Dipartimento della Funzione Pubblica in merito alle modalità di lavoro a distanza.

Fermo restando che le norme contrattuali, una volta definite, vanno applicate senza dover attendere ulteriori atti, tanto più se unilaterali, da parte di soggetti diversi da quelli stipulanti, l’attesa di una nuova ipotetica circolare indirizzata alle Pubbliche Amministrazioni – secondo la delegazione di Parte pubblica, da parte del Dipartimento di Funzione Pubblica – non può giustificare ulteriori e colpevoli ritardi nel dare corso al sistema di relazioni sindacali sancito dal vigente CCNL.

Per la FP CGIL, il CCNL Funzioni Centrali 19/21 è lo strumento sufficiente per avviare il confronto sulle modalità di lavoro a distanza, nel MEF, come già avviato e concluso in numerose altre amministrazioni.

I lavoratori e la lavoratrici del MEF attendono risposte, da troppi mesi, e sono messi in condizioni lavorative differenti dai colleghi di altre Pubbliche Amministrazioni, senza adeguate misure di Work Life Balance concordate e possibilità di programmare spostamenti per i pendolari.

Stante quanto sopra, ribadiamo la necessità di avviare con ogni urgenza il confronto su queste modalità di lavoro. Se ciò non avvenisse entro i prossimi quindici giorni la Scrivente si vedrà costretta a proclamare lo stato di agitazione del personale a difesa delle prerogative sindacali e per rivendicare il diritto delle lavoratrici e dei lavoratori all’attuazione e alla fruibilità degli istituti previsti nel Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e per il complessivo miglioramento delle condizioni di lavoro in tutte le articolazioni del MEF, sia Centrali sia nelle Ragionerie Territoriali che nelle Corti di Giustizia Tributaria.

In attesa di riscontro si porgono distinti saluti.

FP CGIL Nazionale

Daniele Gamberini

Pubblichiamo la nota della Direzione centrale per la Formazione sulla trasmissione del disciplinare della prova selettiva per aspiranti formatori NBCR

Pubblichiamo il decreto riguardo il regolamento relativo ai requisiti di idoneità psicofisica per gli atleti paralimpici, alle modalità del loro accesso al ruolo degli atleti del gruppo sportivo dei vigli del fuoco Fiamme Rosse del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco, nonché al reimpiego del personale non più idoneo all’attività sportiva paralimpica

RESOCONTO DELL’INCONTRO CON IL SIG. MINISTRO

Ieri si è svolto il primo incontro con il Ministro, il suo staff e la delegazione di parte pubblica. Come di consueto, per una migliore gestione degli interventi delle sigle, il tempo degli interventi è stato contingentato; pertanto, ogni Organizzazione si è riservata di produrre note scritte rispetto ai temi che non è stato possibile affrontare in quella sede. Di seguito gli argomenti su cui siamo intervenuti:

IMPLEMENTAZIONE DELL’ORGANICO NAZIONALE

Questa è la prima e più importante delle richieste, che abbiamo formulato ad ogni Ministro che si è succeduto negli ultimi anni. Riteniamo necessario riportare l’organico nazionale almeno a 23.000 unità per garantire l’assolvimento delle mansioni e delle funzioni ordinarie. Si tratta di un atto politico per eccellenza e ci rendiamo benissimo conto della difficoltà insita nel raggiungimento di un simile obiettivo, eppure vale la pena provarci. Non pretendiamo immediatamente di ritornare alle 25.000 unità degli anni Novanta, anche se la distribuzione capillare dei nostri uffici sul territorio lo richiederebbe. E va considerato anche che all’epoca il patrimonio da tutelare era quantitativamente inferiore a quello attuale, cui si aggiungono i carichi di lavoro scaturiti dalla gestione dei progetti sul PNRR. Sul piano delle scelte organizzative degli uffici abbiamo ribadito la preoccupazione inerente al depauperamento ed al forte indebolimento dei cicli della tutela, cui abbiamo assistito nel passato recente per effetto delle riforme Franceschini, che hanno indubbiamente privilegiato la valorizzazione, e abbiamo chiesto al Ministro un maggiore coinvolgimento delle OO. SS., nelle forme consentite dalla norma, in merito alle scelte strategiche del Ministero.

IMPLEMENTAZIONE DELLE ASSUNZIONI E MIGLIORAMENTO DELLE PROCEDURE

Conseguentemente, vanno implementate le assunzioni. Gli studi sul settore dimostrano che di qui al 2030 sarà necessario assumere in tutti i servizi pubblici 1.200.000 lavoratori e il nostro Ministero rientra, per effetto delle carenze strutturali in organico, pienamente in questo scenario. Con l’occasione abbiamo fatto presente che le ultime procedure concorsuali hanno evidenziato almeno tre difficoltà per noi assolutamente sanabili: 1) la gestione procedurale di RIPAM/Formez non ci consente il controllo integrale dei processi; a ciò si aggiunga che dopo mesi di attesa ci ritroviamo puntualmente di fronte a un 20% di rinunce, che si traducono in una perdita di efficacia ed economicità dei concorsi. Pertanto abbiamo chiesto la completa reinternalizzazione dei concorsi (il concorso per dirigenti tecnici dimostra che si può fare), da realizzarsi mediante un potenziamento dell’organico della DG Organizzazione; 2) il tempo di espletamento eccessivamente lungo, accompagnato al fatto che spesso i numeri messi a bando sui profili non garantiscono nemmeno la sostituzione delle cessazioni, perché dal momento dell’attivazione della procedura all’immissione in ruolo i pensionamenti ulteriori peggiorano il livello di sottorganico; 3) concorsi su base regionale per contrastare gli effetti negativi dati dai costi degli spostamenti sul territorio nazionale. PNRR Come già accennato, siamo molto preoccupati degli esiti che potrebbe avere la gestione del PNRR sul personale che vi si trova coinvolto. La situazione è nota. La Soprintendenza Speciale è una scatola vuota, pertanto le procedure amministrative di tutela sono state scaricate sull’organico della DG ABAP e sulle SABAP territoriali, con un consistente aggravio di carichi di lavoro. Come sapete, non abbiamo mai ritenuto che l’indennizzo economico potesse essere la soluzione (semmai una forma di compensazione del disagio, ma non l’eliminazione del disagio); la soluzione è fare assunzioni e potenziare i servizi coinvolti. Oltretutto le ultime decisioni governative sul tema PNRR sembrano orientate verso una semplificazione amministrativa delle procedure e dei tempi di risposta che costringerà ad evitare il più possibile il sottorganico e la trappola del silenzio-assenso (quasi sempre originato dal fatto che non abbiamo sufficiente personale che possa dedicarsi alle pratiche). CONCORSO 1052 AFAV Su questo argomento eravamo intervenuti con una nota al Ministro, invitandolo a riflettere che l’emendamento nel Milleproroghe che consente lo scorrimento di 750 unità non avrebbe, però, consentito l’assorbimento integrale della graduatoria (un altro emendamento sullo scorrimento totale degli idonei è stato bocciato; lo avevamo abbondantemente previsto, dopo qualche anno di esperienza sulle dinamiche politiche). Pertanto gli chiedevamo di provvedere ad ulteriori atti amministrativi ordinari per lo scorrimento di ulteriori 772 unità, sempre facendo riferimento al contingente di posti da assumere in seconda area autorizzato nel Fabbisogno occupazionale triennale. Ieri abbiamo, quindi, ribadito la nostra posizione sottolineando come l’assorbimento della graduatoria sia molto meno complicata da realizzare di quanto possa pensarsi, utilizzando lo strumento della programmazione ordinaria prevista dal DM 360/2022.

ESPERTI A CONTRATTO

Pur avendo salutato positivamente l’emendamento che ha consentito la riattivazione dei contratti di collaborazione degli esperti che hanno lavorato fino al 31 dicembre nei nostri uffici abbiamo chiesto al Ministro di impegnarsi per la stabilizzazione del contingente, anche di coloro che sono ancora in servizio per via di contratti ancora attivi. Si tratta di colleghi e colleghe già formati, che hanno consentito la prosecuzione dell’azione amministrativa e di tutela in condizioni di grave sottorganico delle strutture. Per questi lavoratori abbiamo chiesto un aggiornamento normativo delle clausole propedeutiche alla stabilizzazione contenute nella legge Madia.

CONTRATTI FLESSIBILI

Per i lavoratori che invece hanno maturato i requisiti previsti dalla stessa legge Madia abbiamo chiesto il concretizzarsi delle disposizioni già previste nel Piano dei fabbisogni 2022/24 e quindi avviare le relative procedure nel corso di quest’anno.

PERSONALE ALES

Abbiamo chiesto al Ministro di avviare con le parti sociali anche un ragionamento sulla società in house e sul suo personale, che dai dati in nostro possesso ha raggiunto la ragguardevole cifra di 2000 unità. In taluni luoghi i contingenti di ALES superano quelli dei dipendenti di ruolo. Riteniamo imprescindibile avviare quel confronto che ci era stato promesso dalla precedente compagine politica, che però non è stato mai avviato, e che riguarda sia l’applicazione di un contratto collettivo di filiera (Federculture) che il riconoscimento di punteggi spendibili nei concorsi pubblici per l’accesso ai ruoli del ministero.

FUNZIONARI OMBRA

Al Ministro abbiamo chiesto di sanare definitivamente questa procedura di riqualificazione, riattivando con un emendamento la graduatoria e assorbendo il contingente di idonei con un provvedimento senza riserve di percentuali (come avvenuto improduttivamente in passato), anche per i passaggi dalla prima alla seconda area.

NUOVI PASSAGGI FRA LE AREE

Il tema precedente ci ha dato occasione di evidenziare come l’individuazione di un percorso specifico per i funzionari ombra serva ad ampliare la platea dei nuovi passaggi verticali previsti dal rinnovato CCNL, coinvolgendo coloro che sinora sono rimasti esclusi da questa opportunità. Com’è noto il finanziamento delle procedure grava sullo 0,55% del monte salari 2018; la determinazione del budget a disposizione non consentirà in prima battuta di coprire l’integrale platea di aventi diritto (per un mero calcolo aritmetico, non per l’ostracismo di qualcuno). Nell’attuale seconda area insistono lavoratrici e lavoratori che non soltanto hanno maturato nel tempo una legittima aspettativa di carriera ma anche titoli e competenze, con una scolarizzazione elevata. Garantire il massimo esaudimento di questa platea verrebbe favorito dall’individuazione di percorsi distinti a cui aggiungere, come ulteriore opzione, l’inserimento delle riserve dei posti per i lavoratori interni nella programmazione assunzionale ordinaria. Il Ministro si è dichiarato consapevole delle cose da fare, pur rimarcando che è impossibile modificare un assetto ultradecennale in poco tempo. Nel breve tempo della replica: ha garantito di voler riportare l’organico nazionale a livelli accettabili (non si riuscirà ad arrivare alle 23.000 unità, presumibilmente), andando a migliorare l’attrattività di un impiego nel MIC soprattutto per i profili specialistici; di voler garantire una certa continuità amministrativa ma senza cadere in provincialismi; sul PNRR ha detto di aver evitato di metter mano ai progetti avviati nell’interesse del Paese, ma ha dichiarato di stare lavorando ad una soluzione per la Soprintendenza Speciale; ha detto di voler implementare le giornate di gratuità per i nostri siti; ha preannunciato a breve la nomina del Segretario Generale e la riconferma/nuova nomina di 6 Direttori Generali; ha confermato l’intenzione di aumentare gli introiti da bigliettazione. Sui dossier e le proposte della parte sindacale si è riservato un approfondimento ed una risposta entro tempi congrui. Complessivamente riteniamo positivo che si sia finalmente intrapreso un confronto con la nuova Direzione politica, ma al Ministro abbiamo chiesto relazioni sindacali costanti e di qualità. Si è dimostrato disponibile e la cosa ci ha, ovviamente, fatto piacere. Il tempo ci dirà come saranno andate le cose.

Roma, 18 febbraio 2023

FP CGIL MIC       UIL PA MIC

Claudio Meloni    Federico Trastulli

Alla Delegazione trattante del Personale Civile

Roma

Oggetto: Prime considerazioni sulla bozza di “Regolamento” del lavoro agile

1. PREMESSA

Il ritardo imbarazzante con cui si giunge a discutere della bozza di “Regolamento” del lavoro agile è stato fin qui più volte sottolineato dalle scriventi OO.SS., a ulteriore testimonianza del livello di considerazione riservato dall’A.D. alle lavoratrici e ai lavoratori civili. Peraltro, la sottoscrizione definitiva del CCNL FC 2019/21 ha fatto in ogni caso venir meno la necessità di un “Regolamento”, oggi sostituito da un accordo a seguito dell’avvio del Confronto previsto dall’art 5 comma 3 lettera G) del predetto contratto, per la definizione dei criteri generali sulle modalità attuative dello SW e del lavoro da remoto.

2. CONSIDERAZIONI DI CARATTERE GENERALE

La bozza dell’amministrazione risente di una impostazione restrittiva che è contraria allo spirito contrattuale e agli indirizzi della Funzione Pubblica, non solo perché inspiegabilmente ne differisce l’entrata in vigore al 01/01/2024 ma, anche, perché lascia spazio ad una discrezionalità datoriale che è slegata dalle esigenze di servizio. In particolare si evidenziano le seguenti osservazioni di carattere generale, non esaustive, che tendono a modificare la bozza proposta nei sensi stabiliti dalle regole contrattuali vigenti:

– I criteri definiti in sede di confronto dovranno entrare in vigore a partire dal 1° aprile 2023;

– In presenza di attività cd. smartabili, da individuare in sede decentrata in accordo con le rappresentanze sindacali territoriali e le RSU, non potrà essere consentito ai dirigenti degli enti di rifiutare le richieste di SW all’interno dei criteri generali, come attualmente sta accadendo sul territorio;

– I giorni di lavoro agile dovranno essere programmati di norma per minimo 8 giorni al mese;

– Il periodo di contattabilità dovrà essere indicato in un massimo di 3 ore concordato con il/la dipendente richiedente, mentre l’indicazione del periodo di 7 ore dovrà essere riservata al lavoro da remoto, non preso in considerazione dalla bozza datoriale e sul quale dovrà essere attivato subito il confronto con la previsione del buono pasto;

– Ai sensi dell’art 37 comma 2 del CCNL 2019/21, sono escluse solo le attività che richiedono l’utilizzo costante di strumentazioni non remotizzabili, contrariamente a quanto indicato dall’amministrazione, ed è dunque necessario includere le attività che non richiedono l’utilizzo costante delle richiamate strumentazioni;

FP CGIL                   CISL FP           UIL PA

Francesco Quinti     Massimo Ferri  Carmela Cilento

Roberto De Cesaris Franco Volpi

Alla Delegazione trattante del Personale Civile

Roma

Oggetto: Controdeduzioni sulle considerazioni della Delegazione trattante Odi lavoro turnisti

1. TURNO FESTIVO INFRASETTIMANALE

Non può essere accolta la considerazione datoriale su quanto già rappresentato sull’argomento dalla nota unitaria, non solo per il suo carattere illogico ma, anche, per quanto precisato dalla Corte di Cassazione Sezione Lavoro nell’Ordinanza, 25 gennaio 2021 n. 1505 che, intervenuta sul contratto della sanità precisa, tra l’altro, che:

la disciplina del trattamento economico spettante ai dipendenti, pubblici e privati, per il lavoro prestato nelle festività infrasettimanali è stata dettata dal legislatore con la L. n. 260 del 1949, poi modificata dalla L. n. 90 del 1954, con la quale si è previsto che ai lavoratori che prestino servizio nei menzionati giorni festivi è dovuta, oltre la normale retribuzione globale di fatto giornaliera, compreso ogni elemento accessorio, la retribuzione per le ore di lavoro effettivamente prestate, con la maggiorazione per il lavoro festivo” (articolo 5);

occorre ancora osservare che, quanto ai limiti massimi dell’orario settimanale, le parti collettive, già a partire dal CCNL 7.4.1999, hanno previsto la possibilità di una riduzione dello stesso, da concordare in sede di contrattazione integrativa, da 36 a 35 ore per il personale adibito a regimi di orario articolato in più turni, evidentemente sul presupposto della maggiore gravosità della prestazione resa dal turnista (N.B esattamente come nel CCNL FC 2016/18 art 18);

la circostanza che i turnisti, poiché assegnati a servizi da rendere in modo continuativo, siano di norma obbligati a svolgere l’attività anche nelle giornate festive, non fa venire meno il diritto a prestare il lavoro negli stessi limiti orari fissati per gli altri lavoratori e, quindi, a godere del riposo compensativo o a percepire, in alternativa, il compenso per il lavoro straordinario festivo;

“l’indennità prevista dall’articolo 44, commi 3 e 12, del CCNL 1.9.1995 per il personale del comparto sanità (analogamente a quella prevista dall’art 19 del CCNL FC 2016/18) è volta a compensare la maggiore gravosità del lavoro prestato secondo il sistema dei turni, gravosità che si accresce nei casi in cui il turno ricada in giorno festivo, ed è cumulabile con il diritto, riconosciuto al lavoratore dall’articolo 9 del CCNL 20.9.2001, di godere del riposo compensativo per il lavoro prestato nella festività infrasettimanale o, in alternativa, di ricevere il compenso per il lavoro straordinario con la maggiorazione prevista per il lavoro straordinario festivo”;

Né a diverse conclusioni-prosegue la Corte-può giungersi valorizzando il presunto diverso orientamento dell’Aran perché lo stesso non è il risultato di un accordo di interpretazione autentica tra Aran e OO.SS. e non è idoneo a chiarire la comune intenzione delle parti stipulanti.

Dunque la parte datoriale, nelle sue considerazioni per sostenere che i turnisti dovrebbero lavorare di più rispetto a tutti gli altri lavoratori, richiama una sentenza della Cassazione per le Funzioni Locali del 2017 ma definitamente superata, non solo da una più recente sentenza del 2021, ma da tutti i contratti degli altri comparti ed introduce per la prima volta nel comparto delle Funzioni Centrali un problema che che nelle F.C. non c’è mai stato, rischiando di far deflagrare il sistema.

Si ribadiscono, infine, come pienamente efficaci tutte le argomentazioni già riportate nella nota unitaria anche con riferimento all’orientamento dell’Aran che non ha mai sostenuto l’assunto che i turnisti devono lavorare di più.

ORARIO MULTIPERIODALE: Non è condivisibile la considerazione datoriale secondo cui “appare privo di fondamento il richiamo ad istituti contrattuali diversi quali l’orario multiperiodale,che consiste in una articolazione oraria ordinaria della prestazione lavorativa applicabile al solo personale giornaliero”, perché:

a) Non è vero che è applicabile al solo personale giornaliero, infatti l’orario multiperiodale è una delle tipologie (che possono anche coesistere) per realizzare l’orario di lavoro ordina-rio di cui all’art 17 comma 1 e ai sensi dell’art 4 comma e) l’orario multiperiodale : consiste nel ricorso alla programmazione di calendari di lavoro plurisettimanali con orari superiori o inferiori alle trentasei ore settimanali nel rispetto del monte ore previsto, secondo le previsioni di cui all’art. 22;

b) L’orario multi periodale è invece concretamente applicato in tutte le articolazioni orarie in turnazioni h 24 per tutti i giorni della settimana, tenuto conto che non è possibile (e non lo si fa da nessuna parte) comprimere le 36 ore in una sola settimana senza alterare la ciclicità dei turni e la regolarità del servizio prestato;

TURNI DA 8, 9,10 ORE

La parte datoriale sostiene che la bozza di circolare disciplina anche ii turni da 8,9,10 ore. In realtà non è vero. Nell’ipotesi di assenza nel turno di 8 ore si dovrebbero ad es. forse applicare 2 ore di resto? E di 9? È evidente che si richiama il calcolo delle ferie ad ore. La considerazione è illogica e non può trovare alcuna applicazione ragionevole e costituisce una fonte di discriminazione inaccettabile. Viene forse richiesto al personale giornaliero che si assenta durante la giornata di 9 ore di recuperarne 3 il giorno successivo?

LIMITE DI UN TERZO DEI FESTIVI

Nell’anno 2023 i festivi infrasettimanali sono 11, nel 2024 saranno 10, confermando il limite confermato il limite di 21 turni festivi.

Le considerazioni della parte datoriale non sono condivisibili perché slegate dalla realtà delle attività in turno che a stento possono essere garantite a causa della insufficienza organica e di una pausa che, pur obbligatoria ma che spesso non viene osservata

Non è vero che i turni di ferie festivi siano 10 e non vi è nessuna ridondanza, neppure se le ferie anziché essere richieste dal lavoratore, fossero imposte dall’amministrazione.

Appaiono gravi i tentativi della parte datoriale di sottovalutare il problema a meno che non si voglia smantellare tutte le preziose attività in turno (centrali elettriche, impianti tecnologici, vigilanza, personale imbarcato, rifornimento combustibili, ecc.) a favore di una generale loro esternalizzazione.

Si conferma che è prioritariamente necessario concordare nella contrattazione integrativa il superamento dei festivi.

CONSIDERAZIONI DI CARATTERE GENERALE

Non condivisibile appaiono tutte le altre considerazioni della parte datoriale sulle assenze indicate nella nota unitaria di FP CGIL CISL FPO e UIL PA, perché fondate su una errata ed unilaterale impostazione del turno “convenzionale” di 6 ore che non è supportata da nessuna norma e non trova riscontro in nessun altro comparto o organizzazione di lavoro.

L’orario plurisettimanale e la programmazione annuale dei turni, così come già proposto nello schema presentato nella precedente nota unitaria, da condividere unitamente all’accordo sul superamento di un terzo dei festivi, appare come l’unica strada da percorrere per mantenere le attività in turnazioni del personale civile.

E’ evidente che in assenza di un accordo sarà inevitabile considerare tutte le assenze, durante un turno di 12 ore ferie comprese, come 1 solo giorno, ma senza alcun recupero o riporto esattamente come già accade in tanti enti del Ministero della Difesa.

FP CGIL                   CISL FP            UIL PA

Francesco Quinti      Massimo Ferri  Carmela Cilento

Roberto De Cesaris Franco Volpi

A seguito della ricognizione di mobilità per il personale del ruolo Ispettore Antincendi pubblichiamo la circolare emanata dalla Direzione Centrale per le Risorse Umane

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