A seguito di richiesta unitaria, nella giornata di ieri si è tenuto l’incontro in merito all’informativa relativa alla bozza di messaggio Hermes relativa alla procedura AULA (Autorizzazione Lavoro Agile).
In apertura, è stato contestata all’Amministrazione la mancata conclusione del confronto sul lavoro a distanza, condizione imprescindibile per poter rilasciare la relativa procedura per gli accordi individuali. L’Amministrazione si è, pertanto, impegnata a convocare il tavolo del confronto in merito a stretto giro e quindi l’incontro si è limitato all’illustrazione – da parte dei colleghi dell’informatica – della procedura in merito al contratto individuale, procedura che sul piano tecnico risulta agevole. Nel merito di alcuni aspetti strettamente correlati al contenuto delle linee guida ci siamo riservati la valutazione al tavolo del confronto.
Al termine dell’incontro abbiamo chiesto chiarimenti in merito alle segnalazioni pervenute dai colleghi interessati dalle progressioni verticali per la mancata attivazione da parte dell’Amministrazione delle simulazioni sui quiz.
L’amministrazione ci ha lasciato di stucco, dichiarando che non rilascerà la procedura per la simulazione, come sempre fatto nelle precedenti selezioni, e che i colleghi possono comunque utilizzare le simulazioni presenti su un sito privato, dal nome mininterno.
Siamo stati gli unici a contestare che questa modalità determina una discriminazione per i colleghi interessati attualmente alle selezioni, non essendo il sito in oggetto fonte ufficiale dell’Istituto, con il rischio di eventuali ricorsi a cui l’Istituto si sta esponendo. Volere è potere: l’INPS è ancora in tempo per porre rimedio a questa stortura.
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Coordinatrice nazionale FP CGIL – INPS |
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Antonella Trevisani |
A conclusione di una lunga ed impegnativa trattativa avviata nei mesi scorsi, nella serata del 6 settembre abbiamo finalmente raggiunto l’intesa per la ripartizione del Fondo Risorse Decentrate dell’anno 2020.
Un anno di attività che definire anomalo sarebbe oltremodo riduttivo, pesantemente segnato e contraddistinto dagli effetti della pandemia che, a partire dalla fine di febbraio, ha letteralmente stravolto le nostre vite con le inevitabili ricadute anche in ambito lavorativo.
L’adozione del lavoro agile quale forma ordinaria di svolgimento dell’attività lavorativa e quale principale strumento di tutela e salvaguardia della salute dei lavoratori, conseguente alle disposizioni restrittive e limitative derivanti dallo stato di emergenza imposto dal virus, ha difatti comportato l’applicazione di misure organizzative, gestionali ed operative del tutto eccezionali delle quali abbiamo necessariamente tenuto conto nel definire la struttura del fondo, l’assegnazione delle risorse disponibili alle varie voci che lo compongono e le modalità di attribuzione al personale.
L’ammontare complessivo delle risorse disponibili ammontano a 178.268.514,00 euro, evidenziando una maggiore disponibilità per più di 36 milioni di euro rispetto al FRD 2019 e questa rappresenta di per sé una prima notizia sicuramente degna di nota; l’importo complessivo è stato ripartito in produttività individuale (40,38%), produttività collettiva (42,44%) e fondo di sede (17,18%) nel rispetto di quanto previsto dal CCNL FC mediante le medesime percentuali applicate per l’anno 2019, incrementando proporzionalmente tutte le suddette voci.
Il fondo produttività individuale è ripartito tra le regioni suddividendolo in due quote, di seguito “A” e “B”, pari, rispettivamente, al 75% e al 25% del fondo stesso.
Per quanto riguarda il Fondo produttività individuale (composto da una quota A e una quota B pari, rispettivamente, al 75% e al 25% del fondo stesso), vengono integrati gli indicatori tra area Entrate e area Territorio.
La Quota A (75%) del fondo di produttività individuale è ripartita tra le regioni sulla base di tre elementi, l’indice di conseguimento dell’obiettivo “Versamenti diretti da istituti definitori dell’attività di controllo sostanziale e formale” di seguito “OVD” (60%), la valorizzazione dei rimborsi (20%) e l’indice di conseguimento del Barometro della qualità (20%).
La Quota B (25%) del fondo di produttività individuale viene ripartita tra le regioni in proporzione alle ore complessive di lavoro di ciascuna regione valorizzate con il rispettivo indice di efficacia ed efficienza INVAL che considera nella sua determinazione la valorizzazione di 95 prodotti e le ore consuntivate. Per i quattro UPT Metropolitani l’indice di efficacia ed efficienza è calcolato sulla specifica produzione svolta.
L’accordo prevede, solo in fase di prima applicazione del nuovo modello, di tener conto delle quote orarie derivanti dall’applicazione dell’ultimo accordo certificato, per la normalizzazione di eventuali scostamenti negativi.
Alcune modifiche sono state inoltre apportate ai coefficienti di valutazione dei diversi tipi di attività, con la previsione delle valutazioni immobiliari per gli uffici centrali, l’aumento del coefficiente per la trattazione istanze di interpello e consulenza giuridica delle direzioni regionali e per altri rimborsi nelle direzioni provinciali e la differente denominazione per rimborsi IVA e rimborsi imposte dirette nelle direzioni provinciali.
Abbiamo inoltre introdotto il riferimento al parametro medio nazionale (in luogo del previgente parametro medio della struttura di appartenenza) per le ore di congedo parentale di cui all’art. 32 del D. Lgs. n. 151/2001 e dei soggetti di cui all’art. 7, commi 3 e 4, del CCNL FC e di cui al CCNQ del 10 luglio 1996, oltre, proprio in virtù dell’eccezionalità dell’anno 2020, che per le ore relative agli accertamenti sanitari Covid-19 e per le assenze previste da specifiche norme di legge, periodi di esenzione e malattia riconducibili alla pandemia.
Per quanto riguarda il Fondo Produttività Collettiva, restano invariati i parametri attribuiti alle aree giuridiche di appartenenza del personale e viene previsto l’impegno per una loro revisione a decorrere dall’anno 2022.
Tante le novità introdotte nell’ambito del Fondo di Sede.
La riduzione delle risorse per la remunerazione del personale impegnato nelle attività esterne collegate all’azione di prevenzione e contrasto all’evasione è diretta conseguenza della sospensione imposta alla maggior parte di essa, per cui lo stanziamento è commisurato alla rilevazione delle attività effettivamente svolte.
Abbiamo inoltre introdotto nell’allegato C alcune tipologie di attività di verifica, quali MAP società, MAP PF e altro, adempimento collaborativo che sono state svolte nel corso dell’anno.
Tenuto conto della particolarità dell’anno 2020 e delle richiamate modifiche organizzative ed operative adottate dall’Agenzia in particolare nell’ambito dell’attività di assistenza e informazione all’utenza, abbiamo convenuto di aumentare le risorse finalizzate al riconoscimento dei relativi compensi e di includere tra le attività lavorative remunerabili l’erogazione dei servizi anche da remoto, compresa la richiesta tramite modalità semplificata, o attraverso le nuove modalità della pre-chiamata e della videochiamata.
Inoltre, abbiamo puntualmente definito la tipologia dei servizi da tenere in considerazione per il riconoscimento del compenso, al fine di rendere più semplici le trattative locali.
In applicazione di quanto definito con l’accordo sindacale del 16 luglio 2021 inerente la remunerazione delle giornate in presenza per le attività indifferibili, abbiamo anche previsto l’erogazione di un compenso per il personale che nel corso dell’anno ha svolto attività lavorativa in sede.
Infine, in riferimento alle indennità individuate nell’allegato D, abbiamo convenuto di apprezzare maggiormente per l’anno 2020 le attività dei gestori di rete (prevedendo l’impegno a definirne una revisione a regime per gli anni successivi) e dei RSPP, particolarmente sollecitati nell’espletamento delle relative attività dagli effetti della pandemia, di introdurre le attività degli analisti e sviluppatori software iscritti in apposito albo con esclusivo riferimento allo sviluppo delle applicazioni in house e del personale impegnato al livello centrale per l’assolvimento dei compiti e doveri previsti dal DPCM 5/2015, di definire l’importo giornaliero di riferimento per le attività lavorative connesse alla ri-chiamata.
Rimandando a eventuali ulteriori approfondimenti sulle singole tematiche, riteniamo di aver interpretato e colto nei limiti imposti dalla contrattazione e dalle risorse disponibili il carattere del tutto particolare ed eccezionale dell’anno 2020, delineando alcune delle modifiche strutturali che l’impianto del fondo necessitava per adeguare le regole della ripartizione della produttività alla nuova realtà lavorativa , nella consapevolezza che il cammino è ancora lungo e che tanti sono i punti critici da superare, a partire dai tagli e dai tetti al fondo che le norme di legge purtroppo ancora ci impongono.
FP CGIL Nazionale
Agenzia delle entrate
Daniele Gamberini
Pubblichiamo la nota delle strutture territoriali Fp Cgil VVF e Fns Cisl riguardo la richiesta per la sede di Bagno di Romagna del ripristino dell’orario differenziato a garanzia della sicurezza della cittadinanza e dei lavoratori
Nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF sulla mobilità e assegnazioni dei prossimi Ispettori Antincendi
Pubblichiamo l’informativa Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito l’adeguamento contrattuale
Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito l’organizzazione del corso di formazione del concorso interno ILG
Al Segretario generale
Pres. Franco MASSI
Al Vice Segretario generale
Pres. Ugo MONTELLA
Al Vice Segretario generale
Cons. Francesco Targia
Alla Dirigente generale degli AA.GG.
Dott.ssa Laura Cicchetti
Al Servizio Relazioni Sindacali
e p.c. A tutto il Personale
Oggetto: Reiterate problematiche esistenti presso i due bar interni delle sedi di Roma. Richiesta spazi adibiti a benessere e ristoro.
In riferimento alla nota inviata in data 27 maggio u.s., che si allega, e rispetto alle problematiche che in essa si sollevavano, le scriventi Organizzazioni Sindacali a seguito delle richieste di numerosi lavoratori, hanno potuto constatare, che a tutt’oggi, nonostante le reiterate richieste, presso i bar delle sedi romane, non vengono accettati i Buoni Pasto Repas.
Ciò in contrasto con quanto avviene presso tutti gli esercizi commerciali siti nella zona che ricevono senza problemi di sorta i buoni pasto quale forma di pagamento; inoltre, si sottolinea che nell’elenco degli esercizi commerciali convenzionati con la catena “Repas Lunch”, pubblicato sulla Intranet in data odierna, è presente il “Bar Caserma Montezemolo”.
Alla problematica della negata spendibilità del buono pasto nei bar delle sedi di Roma, si aggiunge il cartello esposto da molti giorni che avvisa l’utenza del malfunzionamento del “Pos” per “motivi tecnici”, solitamente risolvibili nell’arco delle 24/48 ore.
Proprio per i motivi esposti sarebbe auspicabile, per tutte le sedi dell’Istituto, uno spazio di benessere e ristoro, già presente ad esempio nella sede di Milano, dove il Personale possa consumare il pasto, al di fuori della propria stanza, in un momento di condivisione con altri colleghi, tenendo in considerazione che gli spazi attrezzati esterni ai bar, gestiti dagli stessi, sono ad uso esclusivo della clientela pagante.
Pertanto, le scriventi chiedono alle SS.VV, di attivarsi urgentemente per il ripristino della spendibilità dei buoni pasto e dell’agibilità del “Pos” presso i bar delle sedi di Roma.
In attesa di un rapido riscontro, si coglie l’occasione per inviare distinti saluti.
S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero C. Visca M. Centorbi
Lo scorso 1° settembre i primi ispettori del lavoro e ulteriori funzionari amministrativi hanno preso servizio in diverse sedi dell’INL. Inutile girarci attorno: dai dati che ci risultano, il numero di rinunce è stato molto alto. I motivi di questo sono molteplici, alcuni riguardano direttamente l’INL – la questione della mancata perequazione, che non riteniamo affatto chiusa, ha plausibilmente inciso parecchio – ma altri riguardano più probabilmente l’appetibilità del lavoro pubblico, considerando che anche molte altri Enti stanno riscontrando un inaspettato numero di rinunce.
Al di là dell’analisi sui motivi di un così alto numero di rinunce, riteniamo improcrastinabile ciò che da anni proponiamo, inascoltati: l’urgenza di intervenire sul territorio, introducendo degli accorgimenti organizzativi che potrebbero aiutare sia lavoratrici e lavoratori dell’INL sia coloro su cui le attività dell’INL impattano.
A tal proposito, torniamo a ripetere che è indispensabile rivedere il ruolo degli Ispettorati Interregionali, che potrebbero divenire dei centri in cui svolgere rilevanti attività di backoffice, così da sgravare le sedi territoriali. Ad esempio, agli IIL si potrebbe affidare il compito di amministrazione del personale (acquisto buoni pasto, gestione presenze e assenze sul cloud, pagamento missioni e straordinari, gestione pensionamenti, ecc.) così da agevolare l’omogeneità di trattamento dei lavoratori che spesso manca, anche perché si avrebbero solo quattro sedi cui fornire istruzioni in quest’ambito.
Similmente, gli IIL potrebbero occuparsi degli appalti che riguardano il proprio ambito territoriale, così sgravando le sedi anche da questo compito e magari creare un’economia di scala che possa produrre risparmio di spesa.
Naturalmente, per far questo potrebbe essere prima necessario un irrobustimento del personale in servizio presso le sedi interregionali, magari combinato ad un uso sapiente del lavoro a distanza e delle tecnologie informatiche (ossia potrebbe accadere che un lavoratore non sia fisicamente in servizio presso la sede interregionale, ma lavori per essa da altra sede, come già accade in altri Enti).
A proposito di tecnologie informatiche e di lavoro a distanza, torniamo a ripetere che già oggi il protocollo informatico consente di protocollare le pratiche di una sede da parte di colleghi di altra sede. Perché non farlo subito?
Ciò che, in sostanza, serve, è avvalersi della propria autonomia, dispiegando una pronta reazione organizzativa rispetto alla sempre più grave carenza di personale, che permetta di bloccare il circolo vizioso nel quale l’INL è entrato e che rischia di compromettere l’efficienza o addirittura l’erogazione stessa dei servizi.
Altre due questioni dovrebbero essere affrontate in modo urgente: la rotazione degli incarichi dirigenziali e l’allineamento temporale delle scadenze dei loro incarichi. Riteniamo più che opportuno che un dirigente non permanga in uno stesso ufficio per troppi anni, perché questo potrebbe ripercuotersi molto negativamente sul benessere organizzativo interno alla sede. D’altra parte, la sfasatura temporale che intercorre tra molti incarichi dirigenziali di seconda fascia, impedisce agli stessi dirigenti di poter scegliere davvero tra tutti i posti disponibili e non aiuta la rotazione.
Altro tema da affrontare è quello della distribuzione territoriale degli uffici, con possibilità di accorpare a sedi limitrofe quelle che storicamente sono di difficile copertura.
Pertanto, chiediamo che anche su questo vi sia un intervento in tempi rapidi, prevedendo sia una scadenza temporale uguale per tutti gli incarichi di seconda fascia, sia stabilendo che dopo un massimo di nove anni – a nostro parere più che sufficiente, visto che si tratterebbe di tre incarichi – un dirigente non possa più permanere nella medesima sede e debba necessariamente andare in altra sede.
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Coordinatore per l’area della dirigenza FP CGIL – INL |
Coordinatore nazionale FP CGIL – INL |
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Alberto Gardina |
Matteo Ariano |
Al Capo di gabinetto del Ministro della Difesa
gen. S.A. Antonio Conserva
Al Vice capo di Gabinetto personale civile
dr. Francesco Rammairone
Al Segretario Generale della Difesa e Direttore
Nazionale degli Armamenti
Gen. C.A. Luciano Portolano
Al Capo di Stato Maggiore Difesa
Ammiraglio Giuseppe Cavo Dragone
e,p.c.
Al Direttore pro tempore
della Direzione generale del personale civile
dr. Lorenzo Marchesi
OGGETTO: Preannuncio avvio iniziativa di protesta pubblica lavoratori civili Difesa.
Le scriventi rappresentanze sindacali ritenendo non più ulteriormente accettabile il grave ritardo accumulato dalla delegazione trattante del personale civile della Difesa nella concreta applicazione delle norme del nuovo CCNL FC e l’assenza di risposte alle istanze, anche di diversa natura, prodotte dal personale interessato e puntualmente sollecitate da FP CGIL CISL FP e UIL PA, preannunciano l’avvio di una serie di iniziative di protesta pubblica delle lavoratrici e dei lavoratori da tenersi nelle prossime settimane a Roma, sotto gli edifici che ospitano la Direzione generale del personale e tutti gli Stati maggiori delle FF.AA..
Con l’entrata in vigore del nuovo CCNL F.C. 2019/2021, caratterizzato da rilevanti mutamenti del rapporto di lavoro, a partire da un nuovo ordinamento professionale, le scriventi OO.SS. hanno invano atteso, nonostante il sollecito inviato lo scorso 26 giugno, l’apertura del tavolo per la definizione di un CCNI utile a regolare il lavoro agile (pronto da oltre 4 mesi ma ancora inspiegabilmente trattenuto dall’A.D.), gli sviluppi economici 2022, le progressioni verticali, la distribuzione del FRD, e altro ancora.
Ebbene, fatto salvo un brevissimo incontro con la delegazione trattante, presieduta da Persociv il 2 agosto u.s., nel quale sono stati individuati i temi prioritari da affrontare, ad oggi nessuna convocazione è ancora pervenuta alle scriventi, a distanza di ben 4 mesi dalla sottoscrizione definitiva del nuovo CCNL.
Le lavoratrici e i lavoratori civili della Difesa meritano ben altra considerazione da parte della propria amministrazione, e sono determinati a rivendicarla con tutte le iniziative di protesta ritenute necessarie.
FP CGIL CISL FP UIL PA
Francesco Quinti Massimo Ferri Carmela Cilento
Roberto De Cesaris Franco Volpi
Alla Direzione Generale per il Personale Civile
dott. Lorenzo Marchesi
e,p.c.
Al Vice capo di Gabinetto personale civile
dr. Francesco Rammairone
Oggetto: richiesta modifica e integrazione bando concorso pubblico, per titoli ed esami, per la copertura di 15 posti di personale dirigenziale di seconda fascia del ruolo dei dirigenti, pubblicato sulla G.U. n. 67 del 23.08.2022.
Di seguito ad una attenta lettura del bando di concorso in oggetto, e alle copiose e condivisibili rimostranze fatte pervenire dal personale civile coinvolto, la scrivente organizzazione sindacale reputa necessario chiederle di attivarsi presso gli organismi pubblici deputati al fine di ottenere la modifica dei requisiti di partecipazione attualmente richiesti.
Si reputa in particolare necessario:
per quanto riguarda il profilo A – del dirigente amministrativo –, includere tra le lauree richieste per la partecipazione al concorso quelle possedute in Scienze della Difesa e Sicurezza, magistrali e/o specialistiche, classe (DS), che al momento non risultano equiparate a nessun altro titolo di studio;
per quanto riguarda il profilo B – del dirigente tecnico – includere tra le lauree richieste per la partecipazione al predetto concorso anche quelle possedute in Fisica, Chimica, Biologia, oltre a quelle che più in generale hanno carattere scientifico, magistrali e/o specialistiche.
In entrambi i casi, il programma di studi previsto dai titoli accademici sopra suggeriti implicherebbe, a nostro avviso, la conoscenza, la preparazione e competenza professionale richiesta per lo svolgimento del ruolo posto a concorso, prevedendo nel primo caso, ad esempio, gli esami di diritto, economia, ingegneristici e manageriali, mentre nel secondo un ampliamento del campo tecnico/scientifico.
Limitarsi a richiedere le sole lauree possedute in materie giuridico/umanistiche (come lettere, filosofia, giornalismo, archivistica, ecc.) per il ruolo della dirigenza amministrativa, o consentendo solo agli ingegneri di concorrere per il ruolo della dirigenza tecnica, non è solo un errore che rischia di produrre danni ingiustificabili anche alla stessa amministrazione a nostro giudizio, ma più in generale rappresenta l’affermazione di un inaccettabile idea di disparità che verrebbe ad essere imposta tra i tanti bravi funzionari amministrativi e tecnici del Ministero della Difesa che si sono laureati anche in altre classi di laurea, precludendo a molti di questi la possibilità di migliorare la propria carriera e con essa la condizione economica e lavorativa. Ne consegue che anche le materie d’esame dovrebbero essere aggiornate in coerenza con il richiesto ampliamento dei requisiti relativi ai titoli di studio.
In tal senso, l’accoglimento delle ragioni espresse dalla scrivente O.S. nella circostanza consentirebbe invece di ampliare la platea dei partecipanti, in analogia a quanto già deciso da altre amministrazioni pubbliche nei bandi di concorso emessi anche di recente, evitando alla P.A. di sostenere l’onere anche economico dei prevedibili contenziosi aperti da quel personale.
In attesa di ricevere sollecito riscontro, si porgono cordiali saluti.
p. la FP CGIL Nazionale
Francesco Quinti
Roberto De Cesaris
Alla C.A.
On.le Anna Macina
Sottosegretario alla Giustizia
Dott. Raffale Piccirillo
Capo di Gabinetto
e per conoscenza
Dott.ssa Barbara Fabbrini
Capo Dipartimento dell’organizzazione Giudiziaria
Dott. Alessandro Leopizzi
Direttore Generale del personale e della formazione
Dott. Lucio Bedetta
Direttore Generale del bilancio e della contabilità
Dott. Carlo Renoldi
Capo Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria
Dott. Massimo Parisi
Direttore Generale del personale e delle risorse
Dott.ssa Gemma Tuccillo
Capo Dipartimento per la Giustizia Minorile e di Comunità
Dott. Giuseppe Cacciapuoti
Direttore Generale del personale, delle risorse
e per l’attuazione dei provvedimenti del giudice minorile
Dott. Renato Romano
Direttore Generale degli Archivi Notarili
Lo scorso 18 luglio, le scriventi Organizzazioni Sindacali, avendo appreso in occasione della sottoscrizione della ipotesi di accordo sulle progressioni economiche (anno 2022), avvenuta l’11 luglio c.a., della mancata certificazione ipotesi di accordo concernenti i criteri di pagamento del FRD relativo agli anni 2020 e 2021 a causa di rilievi formulati dagli organi di controllo (Ragioneria Generale dello Stato e Funzione Pubblica, hanno chiesto la trasmissione dei documenti contenenti i predetti rilievi, essendo la conoscenza degli stessi “indispensabile per la definizione al tavolo negoziale delle modifiche necessarie a garantire la certificazione delle ipotesi di accordo e quindi il pagamento delle somme”, nonché la riconvocazione a breve termine del tavolo negoziale.
La richiesta del sindacato confederale, pur concernendo attività rientranti nella cd. ordinaria amministrazione, non ha avuto alcun riscontro: nessun documento è stato trasmesso alle organizzazioni sindacali; nessuna riunione sul FRD 2020/2021 è stata convocata. Questo comportamento dimostra, per l’ennesima volta, la pessima considerazione che codesta amministrazione ha dei propri dipendenti. Costoro, invero, a causa della ingiustificata ed inqualificabile inerzia dei vertici del Ministero percepiranno il salario accessorio, per prestazioni lavorative rese nel 2020/2021, verosimilmente non prima del 2024.
Alla fine del mese di luglio le amministrazioni della Giustizia, nell’ambito del PIAO, hanno predisposto il piano triennale dei fabbisogni di personale per gli anni 2022/2024. Da allora nulla si è più saputo in merito alla sua attuazione a partire dalla emanazione del DPCM che autorizza le assunzioni attraverso la pubblicazione dei bandi di concorso nonché attraverso lo scorrimento delle graduatorie aperte (in particolare quelle relative al concorso per cancelliere esperto e per direttore) e che consente, nell’organizzazione giudiziaria, lo scorrimento della graduatoria ex art. 21 quater L.132/2015 per funzionari UNEP (sì portando a compimento quanto disposto dalla legge 132/2015
citata, dall’accordo del 26.4.2017 e dal DM 9.11.2017) nonché la stabilizzazione degli operatori giudiziari a tempo determinato ex militari. Eppure è nota la gravissima situazione in cui versano tutte le strutture centrali e periferiche delle amministrazioni giudiziaria, penitenziaria, per la giustizia minorile e di comunità e degli Archivi Notarili a causa della cronica carenza di personale.
Tanto premesso, CGIL CISL e UIL reiterano la richiesta di ricevere copia dei rilievi formulati dagli organi di controllo in merito alle ipotesi di accordo sui criteri di pagamento del FRD 2020/2021; reiterano la richiesta di convocazione del tavolo negoziale per sbloccare l’iter di certificazione delle acennate ipotesi di accordo; chiedono di conoscere quali attività codesti superiori uffici hanno posto in essere per sbloccare le assunzioni di nuovo personale ed in particolare i tempi di emanazione del DPCM di attuazione del PIAO.
CGIL CISL e UIL si riservano di adottare più pregnanti iniziative in caso di ulteriore negativo riscontro.
Distinti saluti
Roma, 6 settembre 2022
FP CGIL CISL FP UIL PA
Russo / Prestini Marra Amoroso
Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture Provinciali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF e Conapo in merito alle continue mancate relazioni sindacali