Firmato l’accordo preliminare per il rinnovo del contratto nazionale per il personale del comparto delle Funzioni Centrali per il triennio 2019-2021. “Un risultato importante, sul fronte dei diritti e del salario. Raggiunto l’obiettivo storico, prefissato col passato contratto, di un nuovo ordinamento professionale”. Così la Funzione Pubblica Cgil e la Cgil commentano la sigla della pre-intesa per il rinnovo del contratto degli Statali che coinvolge circa 250 mila lavoratrici e lavoratori.

“Dopo 8 mesi di trattativa e 25 incontri, abbiamo firmato la pre-intesa di un contratto innovativo e migliorativo che va di pari passo con l’evoluzione della società – spiegano Cgil e Fp Cgil -. Tra i traguardi più innovativi vi è indubbiamente la disciplina del ricorso al lavoro agile, laddove la pandemia ha evidenziato la capacità di adattamento del lavoro pubblico. Altro tratto distintivo è l’istituzione di un nuovo ordinamento professionale e un nuovo sistema di progressioni tra le aree. Dal punto di vista del trattamento economico – indica la Fp Cgil -, sono previsti incrementi retributivi, dal 1° gennaio 2021, a partire da 90 euro, con un incremento complessivo pari a circa il 5 %, di cui il 3,78 % sui tabellari. Anche i diritti e le tutele escono rafforzati dal nuovo contratto: è stata migliorata la disciplina sull’utilizzo dei congedi per le donne vittime di violenza, e per i genitori, ed è stato cancellato il limite di quattro mesi per le assenze senza riduzione dello stipendio dovute ad effetti collaterali da terapie salvavita”.

“Con questo contratto abbiamo dimostrato una capacità proattiva nell’identificare ciò che può migliorare la nostra Pubblica Amministrazione. È stato fatto un buon lavoro, di cui tutti portano e riconoscono il proprio tratto distintivo. Ora avanti alla costruzione partecipata del prossimo contratto”, conclude la Funzione Pubblica Cgil, insieme alla Cgil.

LA NOSTRA VISIONE FUTURA

Nel corso dell’assemblea del 20 dicembre, partecipata e con interventi di lavoratrici e lavoratori di tutta Italia, iscritti e non iscritti alla nostra sigla, abbiamo inteso condividere le nostre linee programmatiche sul futuro dell’INL, partendo dalle tante criticità ancora esistenti.

La principale questione irrisolta è l’assenza di risorse economiche stabili. Il DL 146/2021, nell’assegnare ulteriori compiti all’INL prevede che i proventi delle sanzioni comminate dal personale dell’INL confluiscano in un apposito capitolo del bilancio dell’Ispettorato, senza più transitare per il Ministero del Lavoro e senza più tetti. Questa è certamente una cosa importante, ma resta per noi una soluzione che continua a lasciare l’INL in balia di “fondi” e “fondini” vari: dopo il Fondo Poletti, dopo il Fondo di spese di lite vinte, ecco il Fondo DL 146. Queste soluzioni sono accettabili e praticabili solo se temporanee e destinate a diventare risorse certe e stabili: solo in questo modo si potrà finalmente creare un vero sistema di indennità, non soggetto a “oscillazioni”.

Su questo, proseguiremo nella nostra lotta di superamento del costo zero, impegnandoci a chiedere risposte concrete sia al vertice dell’Amministrazione sia al Ministro, dando comunque atto ad entrambi che importanti segnali di cambiamento positivo sono già arrivati, come lo sblocco delle assunzioni di personale. Rispetto a quest’ultimo punto, stiamo già chiedendo che vi siano ulteriori scorrimenti delle graduatorie, partendo dalla considerazione che nel frattempo il personale continua ad andare in pensione e quindi non sono sufficienti gli ingressi previsti. Aggiungiamo, inoltre, l’urgenza di assumere personale in seconda area, per svolgere importantissime funzioni di supporto che altrimenti dovranno essere svolte da altri.

Fondamentale sarà poi lo snodo della riorganizzazione di tutta la macchina amministrativa, a partire dai teams e dai processi, definendone in modo chiaro compiti e responsabilità ed evitando che questi svolgano compiti riversati su di loro in modo inopportuno e incongruo. L’ultima riorganizzazione ha toccato ben poco la struttura amministrativa preesistente, non facendo fare quel salto di qualità e di mentalità che ancora serve all’INL per essere una vera Agenzia, non solo nominalmente. Occorre superare la logica verticale tuttora esistente e sostituirla con strutture organizzative orizzontali e trasversali, che impegnino tutti i lavoratori dell’Ente nel raggiungimento di obiettivi comuni, ognuno per la sua parte di attività. Questo reale lavoro di squadra, con osmosi e dialogo costante tra i diversi Processi organizzativi e le diverse professionalità consentirà anche di superare le divisioni che ancora
imperano nel personale e che troppo spesso hanno consentito all’Amministrazione di
giovarsene, a danno di tutti, o ad alcuni di farne bandiere corporative.

In questo aspetto, essenziale deve essere il ruolo affidato all’informatica: ogni moderna
organizzazione del lavoro deve passare attraverso uno snellimento e una velocizzazione delle
attività, garantite da una robusta ossatura informatica. Su questo aspetto l’assemblea ha
confermato come ci siano ancora enormi problemi sul versante degli applicativi – non
dimenticando che vi sono ancora interi segmenti di attività non informatizzati, che lavorano
ancora con il “copia e incolla” – che si accompagnano a una forte svalutazione del personale
informatico, che invece noi riteniamo possa essere recuperato e valorizzato.

L’informatica deve essere uno dei veicoli del cambiamento culturale, per segnare
realmente il passaggio al modello agenziale, anche per agevolare il lavoro e semplificarlo.
Non è possibile continuare a subissare gli uffici di richieste di report e statistiche di ogni tipo
perché ancora non esistono strumenti informatici in grado di fare questo. Tutto ciò
contribuisce in modo importante – complice la forte emorragia di personale avvenuta – ad
aumentare in modo insostenibile i carichi di lavoro del personale, in particolare per gli uffici
piccoli o medi (che sono la maggioranza).

Il definitivo passaggio al modello di agenzia dovrà vedere, a nostro parere, anche un
accentramento di alcune funzioni presso certi uffici (potrebbero essere, ad esempio, gli IIL,
adeguatamente forniti di personale), come la gestione del personale ovvero le di gare di
appalto. Questo potrà avere diversi effetti benefici: diminuire i carichi di lavoro degli uffici
del territorio, sgravandoli di attività di gestione interna, concentrandosi così sulle attività
“esterne” (ispezioni, raccolta denunce e turno, conciliazioni, lavoratrici madri, etc.); avere
meno centri di gestione di certe attività, così da rendere più omogenea la loro attività
(pensiamo alla gestione del personale, in cui spesso si scopre che ogni ufficio è Repubblica a
sé) e da poter verificare in modo più rapido il rispetto delle direttive impartite.
Ancora: con l’informatica, già oggi è possibile far viaggiare le pratiche da un ufficio a un
altro e lavorarle da remoto. In questo modo, si può attivare un meccanismo di solidarietà
tra gli uffici per il raggiungimento degli obiettivi istituzionali, garantendo ovviamente
benefici all’ufficio che aiuta. Quello che per INL sembra utopia perché non si vuole farlo, in
altre Amministrazioni è realtà consolidata da tempo: basta volerlo.

Trasparenza, rotazione e pari opportunità per tutte e tutti: questo deve essere l’INL del
futuro, a nostro parere, non l’Amministrazione opaca in cui imperano logiche amicali,
parentali o clientelari ovvero ancora orticelli da difendere a ogni piè sospinto. Per questo, ad
esempio, torneremo a chiedere che vi siano regole ben precise nell’assegnazione degli
arbitrati, per garantire che questi importanti incarichi siano assegnati in modo equo e trasparente.
La rotazione non va vissuta come una “rottamazione”, ma come opportunità di rimettersi in gioco e arricchire la propria professionalità.

In tal senso, noi crediamo anche che si debba arrivare a fare un accordo sui cambi di profilo professionale, che accompagni i lavoratori che intendano mettere in gioco la propria professionalità in un nuovo settore, anche con adeguati processi formativi.
Dall’Assemblea è emersa la consapevolezza dei compiti che l’Ispettorato e i suoi lavoratori svolgono, e anche la speranza che finalmente sia giunto il momento di acquisire quella dignità del proprio ruolo troppo spesso vituperata, per responsabilità di una Amministrazione che ha calpestato i diritti dei propri lavoratori, trasformandoli in privilegi.

Forti di questa consapevolezza continueremo a condurre le nostre lotte, con chiarezza di obiettivi e senza doppi giochi, ma sempre dalla parte delle lavoratrici e dei lavoratori, per far estinguere il burosauro INL e far nascere dalle sue ceneri una moderna Amministrazione.

Roma, 20 dicembre 2021

Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano

Vigili del Fuoco: Cgil, Cisl e Confsal, basta “mezze misure”servono risposte per il personale del Corpo nazionale dei Vigili del Fuoco
La legge di bilancio 2022, ancora tutta in discussione e piena di incognite, lascia troppi vuoti per poter permettere alla Fp Cgil, alla FNS CISL e alla CONFSAL di dire che il Corpo più amato dagli italiani, con l’87% di gradimento, verrà ripagato per la professionalità, la dedizione e la capacità dimostrata quotidianamente, nel corso delle attività di soccorso tecnico urgente e nelle grandi calamità, dalle donne e gli uomini che lo compongono.
Queste le parole del coordinatore nazionale Fp CGIL Mauro Giulianella, dei segretari generali FNS Cisl Massimo Vespia e Franco Giancarlo CONFSAL VVF;  “mai come oggi è necessario che il governo sappia, che siamo pronti a scendere in piazza se non dovessero arrivare le risorse promesse per il rinnovo del contratto, aumentare i salari, migliorare le condizioni previdenziali del personale con l’accesso alla previdenza complementare e con i 6 scatti stipendiali, aggiornare le indennità notturne, festive e super festive, rivedere le tariffe dello straordinario e quelle della vigilanza, riconoscere una assicurazione INAIL contro gli infortuni e le malattie professionali e, non ultimo, creare opportunità occupazionali ai giovani potenziando il Corpo”.
Non ultimo perché, proprio su questo argomento, il PD ha presentato l’emendamento a prima firma Malpezzi anziché creare opportunità occupazionali ai giovani e consentire lo sviluppo di carriera al personale del Corpo dei Vigili del fuoco, propone il richiamo in servizio dei pensionati. Una proposta inaccettabile che va assolutamente scongiurata e sulla quale l’ampia maggioranza sindacale, da noi rappresentata, ha espresso fortemente la sua contrarietà.
I Vigili del fuoco hanno un’età media molto alta, tra i 45 e 47 anni, e hanno bisogno di un potenziamento nell’organico per raggiungere 40 mila unità operative e 5 mila nel ruolo tecnico professionale.
Rimaniamo quindi in attesa di avere urgenti rassicurazioni dal governo in legge di bilancio 2022 riguardo le risorse economiche promesse, al contrario saremo pronti a mettere in campo ogni utile iniziativa di lotta già a partire dai primi giorni di gennaio, conflitto che, inevitabilmente, qualora non dovessero arrivare risposte, si acuirà nel proseguo della trattativa per il rinnovo del contratto ormai scaduto 2019 2021.

A seguito delle scelte prese unilateralmente dall’Amministrazione in merito l’organizzazione dei Nuclei Sommozzatori di Reggio Calabria e Catania pubblichiamo la nota unitaria  delle Strutture Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF

Corona virus

Pubblichiamo la nota del Dipartimento con la quale da indicazioni sul trattamento vaccinale obbligatorio per il personale in assenza per malattia e infortunio

Pubblichiamo la nota delle strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF e Conapo in merito l’organizzazione del lavoro agile

Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture territoriali Fp Cgil VVF, Uil Pa VVF, Conapo, Usb VVF e Cisal con la quale evidenziano ancora una volta la mancanza di corrette relazioni sindacali nel rispetto delle lavoratrici e lavoratori

Pubblichiamo la bozza inviata dalla Direzione Centrale per la Formazione in merito la circolare formativo TAS

Pubblichiamo l’informativa del Dipartimento in merito la versione aggiornata degli scrutini per il personale del ruolo Dirigente  Tecnico Professionale

Si è tenuto oggi, 17 dicembre 2021, un incontro con l’amministrazione del Ministero dell’Istruzione.

E’ stata comunicata l’approvazione da parte degli organi di controllo dell’accordo sul FRD 2019, per il quali si è proceduto quindi alla sottoscrizione definitiva. Come di consueto, i ritardi sia dell’amministrazione che degli stessi organi di controllo hanno determinato una situazione per la quale, a seguito delle procedure contabili di fine esercizio, la possibilità di procedere al pagamento di quanto dovuto ai lavoratori si vedrà presumibilmente nel periodo marzo/aprile 2022 (quindi con 2 anni di ritardo!!!!).

L’amministrazione ha poi proposto di riprendere la trattativa sul FRD 2020 che, come ricorderete, avevamo rifiutato di proseguire in mancanza di chiarimenti sulla riduzione delle risorse del fondo di oltre oltre 6 milioni di Euro.

Poichè nulla di nuovo ci è stato comunicato a questo proposito nonostante le reiterate richieste e la nota inviata al Ministro Bianchi a firma di tutte le OO.SS. rappresentative, che ancora non aveva ricevuto alcun riscontro abbiamo ribadito la nostra indisponibilità a discutere su questo punto senza i richiesti chiarimenti.

Proprio nel pieno della discussione è arrivata finalmente la convocazione del Ministro (sarà un caso?) che ha invitato le OO.SS. ad un incontro per il prossimo 22 dicembre!

Ovviamente questa convocazione non cambia le nostre valutazioni sulla situazione della nostra amministrazione e sulla scarsa considerazione nei confronti dei lavoratori, che come abbiamo già sostenuto a più riprese riteniamo non più tollerabile.

Vedremo a breve se l’incontro con il Ministro porterà con sé notizie positive. Noi sicuramente abbiamo molto da dirgli.

In chiusura di riunione abbiamo fissato un prossimo incontro per il 27 dicembre per la sottoscrizione di una intesa per lo stanziamento di risorse per progressioni economiche con decorrenza 1 gennaio 2022.

Con l’occasione abbiamo poi rammentato la necessità di procedere in tempi strettissimi alla sottoscrizione dell’accordo sulle mappature delle sedi RSU in vista delle elezioni fissate per il 5-6 e 7 aprile 2022.

Roma 17 dicembre 2021

       FP CGIL                                         FP CISL
Anna Andreoli/Davide Perrelli                   Michele Cavo

“Draghi proroga lo stato di emergenza, arriva il decreto. Anche il Super Green pass in zona bianca fino al 31 marzo”
“Il Consiglio dei ministri proroga lo stato di emergenza fino al 31 marzo 2022”
“Covid, la scelta di Draghi: lo stato di emergenza durerà fino al 31 marzo”

Sta avvenendo qualcosa di paradossale. Mentre da un lato il Governo proroga lo stato di emergenza al 31 marzo 2022, dall’altro si continua ad accettare una situazione che prevede che tre estranei possano condividere l’abitacolo di un’automobile per 25’ e di questi almeno uno non abbia l’obbligo “accertato” del green pass. Parliamo degli esami per il rilascio della patente di guida, dove al candidato non è prescritta l’esibizione del green pass che, invece, diviene obbligatoria per lo stesso candidato, laddove lo stesso si rechi al cinema o al bar.
Tutto ciò per noi è incomprensibile e inaccettabile; la tutela della salute (che il legislatore vuole garantire attraverso la proroga dello stato di emergenza al 31/3) deve essere resa effettiva anche per gli esaminatori che vengono esposti ad un rischio francamente intollerabile.
Il legislatore intervenga, qui e ora, per sanare questa evidente stortura al fine di mettere in sicurezza tutti coloro che si trovano ad esercitare le proprie funzioni.

La Coordinatrice Fp Cgil MIMS                                                 p. la Fp Cgil Nazionale
Carmen Sabbatella                                                                         Paolo Camardella

Pubblichiamo la nota del Coordinamento Regionale Fp Cgil VVF con la quale esprime il rammarico e le preoccupazioni a seguito dell’atteggiamento proposto dal Dirigente regionale, il quale ha dichiarato la padronalità delle azioni organizzative in qualsiasi posto funzione da lui rivestite, senza alcun confronto con i rappresentanti dei lavoratori anche laddove previsti … la domanda che viene posta è sul perchè di  questo atteggiamento nei confronti delle lavoratrici e dei lavoratori ???

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