Nella giornata del 19 ottobre, presso la sede di Anaste a Roma, si è tenuto un nuovo incontro tra le organizzazioni sindacali FP CGIL, CISL FP, UIL FPL, Fisascat CISL e UILTucs e la delegazione trattante dell’Associazione nazionale strutture territoriali e per la terza età (Anaste), per proseguire il negoziato per provare a giungere alla sottoscrizione di un nuovo CCNL nel perimetro di valorizzazione degli altri contratti di settore sottoscritti.
Nella fase iniziale del confronto, Anaste ha nuovamente posto il tema dell’assenza di risorse e le difficoltà economiche affrontate dalle strutture loro associate, richiedendo azioni congiunte a livello istituzionale. Le organizzazioni sindacali hanno evidenziato che qualsiasi azione politica di sensibilizzazione da porre in essere nei confronti delle Istituzioni, quale a titolo esemplificativo l’aggiornamento delle tariffe per le prestazioni rese, passi attraverso la preventiva sottoscrizione del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro.
Le parti pertanto hanno avviato il confronto entrando nel merito dei contenuti dei primi articoli contrattuali quali il campo di applicazione, le relazioni sindacali e la struttura della contrattazione. Il confronto proseguirà con il prossimo incontro che si terrà il 10 novembre p.v. nel quale le organizzazionin sindacali si sono riservate di avanzare una proposta in materia di mercato del lavoro.
FP CGIL
Michele Vannini
CISL FP
Franco Berardi
FISASCAT CISL
Fabrizio Ferrari
UIL FPL
Bartolomeo Perna
UILTuCS
Paolo Proietti
Pubblichiamo la nota della struttura territoriale Fp Cgil VVF con la quale viene evidenziata ancora una volta l’interpretazioni della DCF nelle note e circolari del Dipartimento in merito l’emergenza sanitaria in atto
📝 ECM – come mettersi in regola
Se sei una/un professionista sanitaria/o che lavora nel pubblico o nel privato, dai un’occhiata qui in basso:
📌 OCCHIO ALLA SCADENZA = entro il 31 dicembre 2021 tutti i lavoratori appartenenti alle professioni sanitarie con vincolo ECM dovranno verificare di aver assolto al proprio obbligo formativo per i trienni 2014-2016 e 2017-2019 in quanto dal 2022 inizieranno i controlli e le eventuali relative sanzioni da parte dei rispettivi Ordini.
🚦 OBBLIGO FORMATIVO PREGRESSO = erano previsti 150 crediti ECM ogni triennio.
⭕ OBBLIGO 2020-2022 = i crediti da acquisire sono 150, con una riduzione di 50 crediti per tutti coloro che hanno continuato a svolgere la professione durante tutta l’emergenza pandemica. È previsto un ulteriore abbattimento di 30 crediti nel caso in cui il professionista abbia conseguito nel triennio 2017/19 tutti i crediti previsti, arrivando così a 70 Ecm da garantire.
⌛ SANARE PREGRESSO = è possibile fino al 31.12.2021 spostare i crediti formativi ECM per colmare il fabbisogno del triennio precedente attraverso una procedura on line nel sito Cogeaps dove si trova un tutorial.
🌀 ESONERO FORMAZIONE = in caso di situazioni particolari sarà obbligo del lavoratore auto dichiarare le motivazioni per le quali si chiede un eventuale esonero o esenzione, selezionando tra le diverse fattispecie disponibili (es. congedi di maternità o paternità, percorsi universitari ecc.) e specificando il periodo di sospensione. È possibile indicare il periodo di esenzione dal 2014.
💻 🎧 TIPI DI ECM = non ci sono più limiti ai tipi di ECM, formazione in presenza, a distanza, formazione sul campo, ed è possibile acquisire crediti ECM anche attraverso la formazione individuale basata su pubblicazioni scientifiche o l’autoformazione fino al 60% del debito triennale.
🔎 CONTROLLO DEI CREDITI FORMATIVI = alla banca dati COGEAPS (Consorzio Gestione Anagrafica Professioni Sanitarie) si può controllare la propria posizione nei confronti della formazione sito COGEAPS (Qui il link).
🔅 ALTRE INFORMAZIONI le trovate in questo manuale.
🔴 Ricordiamo che, come FP CGIL, garantiamo ai nostri iscritti 60 crediti Ecm all’anno per il 2021 e 2022, tutte le info qui in basso:
🟥 #CiSiamo
Nella mattinata di oggi si è svolto il quinto incontro di trattativa per il rinnovo del contratto. Potete leggere nella nota unitaria il resoconto complessivo sull’andamento della sessione.
In aggiunta a quanto lì descritto possiamo dire che la riunione ha registrato un primo piccolo cambio di passo, ancora non sufficiente per poter valutare se siamo finalmente entrati in una fase diversa della trattativa, uscendo si spera definitivamente dalle schermaglie che – fino a questo momento – ne hanno caratterizzato lo svolgimento.
Aran, infatti, ha questa volta scelto di non produrre testi (che la volta precedente si erano distinti per un tasso di accoglimento delle proposte sindacali quasi provocatorio), dando seguito alle dichiarazioni del suo presidente che, in chiusura dello scorso incontro, a fronte delle nostre rimostranze aveva affermato la volontà di cambiare modalità di discussione entrando direttamente nei contenuti delle proposte avanzate aprendo una discussione di merito. Questo ci ha consentito di presentare nel dettaglio una parte delle nostre proposte sulla parte relativa alle relazioni sindacali, sulle quali si è poi incentrato il confronto.
In generale, pur essendo apprezzabile il fatto di essere finalmente entrati nel merito della discussione, sulle relazioni sindacali registriamo ancora una rigidità delle controparti rispetto alla possibilità di definire norme contrattuali che, pur nel rispetto della norma che consegna alle parti datoriali la titolarità dell’organizzazione del lavoro, consentano alle rappresentanze sindacali di entrare in sede decentrata maggiormente nel merito di scelte aziendali che incidono direttamente sulla qualità del lavoro e della vita delle lavoratrici e dei lavoratori.
Questo rappresenta oggettivamente una criticità sulla quale bisognerà lavorare, anche partendo dal fatto che il tavolo su questi argomenti non registra significative discrepanze fra le posizioni assunte dall’insieme delle organizzazioni sindacali presenti.
Vedremo fin dal prossimo incontro se la strada intrapresa nel confronto con le controparti sarà foriera della necessaria accelerazione nella discussione, elemento indispensabile per poter addivenire in tempi congrui ad affrontare i temi centrali per il rinnovo del contratto, senza dimenticare che una variabile importante risiede nell’impegno che il governo deve onorare in sede di predisposizione e approvazione della legge di Bilancio, appostando le risorse necessarie alla revisione del sistema di classificazione.
Il segretario nazionale
Michele Vannini
Pubblichiamo l’informativa in merito la circolare ricognitiva delle aspirazioni alla mobilità del personale assegnato ai presidi antincendio degli Organi Costituzionali.
Poche frettolose risposte dalla Direzione politica
Dal resoconto unitario della riunione di ieri risulta evidente la scarsità di risposte su alcuni temi assai importanti, in particolare sul piano assunzioni e di revisione dei fabbisogni, che diventa sempre più un argomento di vitale importanza per il Ministero. Mentre qualche risposta in più è venuta rispetto allo smart working.
Rispetto al piano assunzioni le nostre richieste erano incentrate su due questioni: la richiesta di informazione preventiva rispetto alla predisposizione del Piano dei fabbisogni 2020/22 e se e quali soluzioni straordinarie sono allo studio per affrontare la sfida del PNRR. Entrambe le questioni sono rimaste senza risposta, i nostri interlocutori avevano fretta in quanto era in procinto un Consiglio dei Ministri, ma dal Capo di Gabinetto ci saremmo attesi un utilizzo più proficuo dei pochi minuti impiegati per rispondere al tavolo sindacale. E allora le riproponiamo in questa sede, motivandole:
la necessità di avere una informazione preventiva sul nuovo Piano dei fabbisogni riguarda la nostra esigenza di conoscere la rimodulazione di numeri e opportunità, alla luce dei budget disponibili, ed a partire dalla stabilizzazione dei tempi determinati fino alle riserve per i contratti flessibili, a quelle per il personale interno ed all’ampliamento dei numeri sia per i concorsi in fase di espletamento che per quelli in via di programmazione . Non avere contezza di questi dati, o meglio averla solo a babbo morto, non aiuta a dare un segno concreto al confronto politico sindacale. Perché se il confronto con la Direzione politica deve avere il segno di una contrapposizione ideologica tra chi attacca e chi difende le scelte gestionali, allora diventa inutile perdita di tempo per tutti. A noi interessano invece risposte sul piano degli investimenti organizzativi e di risorse umane che ridiano fiato e gambe ad una situazione pericolosamente asfittica. Sempre per restare sul tema delle emergenze abbiamo ribadito che non è possibile pensare di affrontare la sfida del PNRR con la classica logica dello scaricabarile. Di conseguenza il problema non è più aver pensato di istituire la Soprintendenza unica nazionale, che ormai è reale, quanto il fatto di aver creato una scatola vuota che rischia di essere il duplicato, con tutti gli aggravi dei carichi lavorativi immaginabili, di una struttura già preesistente. Se questo è il modo con cui si pensa di raggiungere gli obiettivi del PNRR, stiamo freschi.
Più articolata è la dinamica del confronto sullo smart working. Intanto perché la Circolare emanata fissa alcuni principi a cui i dirigenti sul territorio dovrebbero attenersi. Ovvero il mantenimento della percentuale del 30% di personale in lavoro agile e la rimodulazione degli accordi vigenti in conseguenza della emanazione delle linee guida e della regolamentazione in contrattazione collettiva. Noi abbiamo chiesto di ripartire dall’accordo sperimentale integrato con ulteriori clausole derivanti dall’accordo sullo smart emergenziale, tramite un accordo ponte che possa traghettare il lavoro agile oltre l’auspicabile fine della fase emergenziale e fino alla stipula del nuovo CCNL che certamente regolerà il lavoro da remoto integrandolo nella disciplina contrattuale del rapporto di lavoro. Ed abbiamo chiesto una riflessione programmatica su un piano di investimenti destinato alla digitalizzazione delle prassi amministrative interne tramite la creazione delle infrastrutturazioni digitali e le forniture tecnologiche necessarie ed oggi quasi inesistenti (ricordiamo che solo l’1% del personale lavora con strumenti digitali forniti dall’amministrazione). Abbiamo quanto meno ottenuto l’impegno del Segretario Generale a riaprire il confronto dopo l’emanazione delle linee guida governative. Per quanto riguarda infine quanto sta avvenendo in modo puntiforme sul territorio, ovvero disposizioni di singoli dirigenti che impongono un rientro generalizzato in presenza, lo abbiamo segnalato e sottolineato che tali disposizioni non sono affatto conformi alle indicazioni provenienti dal Segretario Generale. Questo va ricordato ai Dirigenti tramite opportune richieste di convocazione, anche in relazione alla verifica ed all’aggiornamento degli specifici protocolli di sicurezza e tenendo conto della necessità di mantenimento fino al 31 dicembre delle tutele, a partire dallo smart working emergenziale, in capo ai lavoratori fragili.
Una ulteriore specificazione riguarda il green pass: abbiamo sollevato il problema delle responsabilità connesse alle fasi di controllo negli accessi ai luoghi di lavoro evidenziando che la normativa introdotta in materia le identifica in modo preciso nei Dirigenti datori di lavoro, che possono esercitare un potere di delega, ma tenendo conto delle responsabilità connesse alla gestione di dati sensibili. Quindi non vanno bene le deleghe generiche al personale di vigilanza che ci sono state segnalate, ma l’esercizio di delega deve individuare in modo corretto la procedura prevista e le professionalità che intervengono sul sistema di controlli adottato, distinguendone le responsabilità connesse anche per gli aspetti sanzionatori previsti dalla legge.
Da ultimo attendiamo con ansia l’esito dell’iter di certificazione del Fondo 2021, che ci è stato segnalato essere in visione all’Ispettorato competente della Ragioneria Generale ma su cui incombe la scadenza dell’esercizio finanziario. Nei prossimi giorni avremo i riscontri anche del promesso intervento politico ma sia chiaro che noi non accetteremo alcun ulteriore rinvio.
Vi terremo informati degli sviluppi
Saluti
Claudio Meloni
FP CGIL Nazionale Ministero della Cultura
COMUNICATO AI LAVORATORI
L’incontro dello scorso 14 ottobre con l’Amministrazione si è svolto sostanzialmente con la
finalità di un confronto su come sarà gestito il rientro e su come sarà controllato il Green
Pass dal 15 ottobre 2021. La delegazione dell’Ente ha illustrato alle scriventi OO.SS.
come intende procedere in ossequio a quanto indicato dal legislatore.
Durante l’incontro le scriventi hanno chiesto:
● l’apertura di un tavolo per non perdere l’esperienza fatta sullo smart working e per
avviare un ragionamento su come integrare il lavoro agile nelle forme produttive
dell’ENAC;
● che l’Amministrazione riconsideri la propria idea di ‘gradualità’ per il rientro in
presenza, visto che secondo le scriventi, trascura alcuni aspetti che il legislatore
stesso invita a considerare. La soluzione dei quattro giorni in presenza e uno in
smart working, pensata per tutti i dipendenti indistintamente, è troppo sbrigativa e
aspecifica e non è coerente con le capacità di organizzazione dei vertici di questo
Ente. Infatti, con un’attenzione maggiormente calibrata e con una soluzione che
preveda almeno tre giorni in presenza su cinque per settimana (fatte salve,
ovviamente, le specifiche esigenze lavorative e senza penalizzare l’efficienza,
l’efficacia e la soddisfazione dell’utenza nell’azione amministrativa), si potrebbe,
diversamente, traguardare una soluzione che consenta ai dipendenti di:
○ essere maggiormente tutelati dall’esposizione al contagio che il solo
prendere i mezzi pubblici comporta;
○ contemperare meglio le proprie esigenze familiari con quelle lavorative
dell’Ente.
L’Amministrazione durante l’incontro ha comunicato alle scriventi il nominativo del Mobility
Manager, condividendo con noi quelle che sono le oggettive difficoltà che su una città
complessa e articolata come Roma, il ruolo comporta. Le scriventi chiedono, in prima
battuta, che la nomina sia resa ufficiale attraverso le forme previste e, pur condividendo
con l’Amministrazione le considerazioni sulla complessità del lavoro che questo ruolo
porta con sé, auspicano che questa nomina non resti solamente un fatto meramente
formale, ma che nei limiti del possibile, il soggetto individuato si attivi per adempiere ai
compiti che il legislatore gli attribuisce.
In questa particolare situazione che ci vede avviarci verso la normalità dopo quasi un anno
e mezzo di crisi sanitaria ed economica, è necessario, a nostro avviso, che
l’Amministrazione garantisca alcuni presupposti che riteniamo irrinunciabili:
● la sicurezza sul posto di lavoro, con un rigoroso controllo e col comportamento
esemplare dei vertici. La recente attività di ricognizione delle RLS, di concerto con
l’Amministrazione e l’incaricato della società preposta, lascia ben sperare in tal
senso, anche in vista dell’esigenza di adottare alcuni ulteriori importanti
accorgimenti;
● che siano tutelati tutti i lavoratori fragili e che l’Amministrazione, in ossequio allo
stesso principio che ha adottato con tutto il personale costretto a casa durante le
fasi acute della pandemia, continui a erogare per questi dipendenti, fragili e in smart
working loro malgrado, il buono pasto;
● che l’Ente investa sull’esperienza acquisita con lo smart working durante la
pandemia.
Infine, le scriventi OO.SS. sottolineano il fatto che, per quanto tutti i dipendenti dell’Ente,
come del resto di qualsiasi altro posto di lavoro, siano tenuti al possesso del Green Pass,
per obbligo di legge, parimenti sono tenuti a esibirlo all’Amministrazione solamente per
avere consentito l’accesso sui luoghi di lavoro. Quindi, pertanto, alla stessa stregua,
l’Amministrazione non può esigerne l’esibizione se il lavoratore eroga la propria
prestazione lavorativa in lavoro agile senza recarsi sul luogo di lavoro.
Roma 20/10/2021
F.to F.to F.to F.to F.to
FP-CGIL FIT-CISL/CISL-FP UIL-PA/UIL -Trasporti FLP/CIDA USB-PI
E. Billi S. Ingrassia C. Conti / R. Giametta R. Concilio C. Del Villano
Grande risultato in Europa sulla problematica Amianto … Grazie anche al contributo della Fp Cgil VVF #i5 UniciNellaTutela
Pubblichiamo la nota territoriale unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF, Confsal VVF, Usb Conapo e FederDistat riguardo la gestione e l’ organizzazione del Comando
Pubblichiamo, le convocazioni e le bozze per il proseguo del rinnovo contrattuale
Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl Confsal VVF riguardo le criticità applicazione D.L. 127 del 2021 certificazione verde
“Bene l’incremento del Fondo sanitario nazionale, frutto delle rivendicazioni sindacali di questi mesi difficili di pandemia e anche prima. La salute è un investimento sul futuro ed è un bene archiviare la stagione dei tagli. Ora queste risorse siano vincolate ad un piano straordinario di assunzioni e al potenziamento degli organici in Sanità, insieme alla stabilizzazione di tutti i precari Covid. Si tratta infatti di risorse di parte corrente che quindi possono essere usate dalle aziende per implementare l’occupazione, visto che, parallelamente, gli stanziamenti previsti dal Pnrr saranno utilizzati per potenziare l’offerta e l’organizzazione sanitaria territoriale. Dobbiamo davvero dare risposte agli operatori sanitari in termini di salari, occupazione e valorizzazione professionale ma possiamo anche migliorare la qualità dell’assistenza ai cittadini. Ora accelerare su riforme, assunzioni e rinnovo contrattuale”. È quanto dichiarano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl commentando le parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, che ha annunciato un incremento in manovra del Fondo sanitario di 2 miliardi nel 2022, di 4 nel 2023 e di 6 nel 2024 quando si arriverà a 128 miliardi complessivi.