Roma, 19.10.2021

ESECUZIONE PENALE ESTERNA
INCONTRO CON LA MINISTRA CARTABIA: UNA OCCASIONE MANCATA

Nel pomeriggio odierno si è tenuto l’incontro con la Ministra Cartabia per le gravi e pressanti problematiche dell’Esecuzione Penale Esterna.
Purtroppo – come già accaduto in precedenza – la Ministra ha dovuto lasciare i lavori a causa della convocazione del Consiglio dei Ministri, lasciando il consesso dopo aver rappresentato la soddisfazione per l’entrata in vigore della delega alla riforma della giustizia penale e la speranza che già in questo CDM si discuta del necessario stanziamento di fondi per strumenti e personale necessario proprio per questa riforma.
Sul punto CGIL, CISL, UIL hanno espresso il loro fermo rammarico per l’ennesima occasione perduta per la ministra di ascoltare le preoccupazioni sempre più forti del personale proprio rispetto ad una riforma che si annunzia come ulteriormente gravosa – laddove possibile – dello già straordinario, incommensurabile carico di lavoro delle colleghe e dei colleghi dell’esecuzione penale esterna
Al Capo DGMC, dott.ssa Tuccillo, che ha raccolto la vibrata protesta di CGIL, CISL, UIL, e che pure ha auspicato un prossimo confronto con la Ministra, sono state puntualmente espresse le allarmate preoccupazioni del personale circa l’ulteriore carico di lavoro che dalla riforma risulterà per i colleghi, determinandosi un vero e proprio effetto “valanga” sul personale e sulle disastrate condizioni di lavoro in cui esso opera.
La Capo Dipartimento Tuccillo ha comunque espresso la ferma intenzione di proseguire il dialogo con i rappresentanti dei lavoratori, conscia sia dello straordinario momento per l’Amministrazione che delle preoccupazioni che proprio queste riforme stanno giustamente generando, tanto da condividere l’idea di realizzare tavoli territoriali di confronto permanente sul tema.
CGIL, CISL, UIL, che trasmetteranno propri documenti in merito sia alla ministra che al DGMC, pur dando credito allo sforzo dell’Amministrazione, tuttavia hanno fermamente manifestato la loro preoccupazione, dichiarando la prosecuzione dello stato di agitazione del personale dell’Esecuzione Penale Esterna

 

FP CGIL                         CISL FP                         UIL PA
Prestini                        Marra                         Amoroso

Si è tenuto nella giornata di ieri, presso la sede dell’Aris nazionale, un primo incontro con il Direttore Generale ed il Responsabile del Servizio Lavoro dell’Associazione per valutare le condizioni per l’apertura del tavolo per la definizione del contratto che coinvolge le lavoratrici ed i lavoratori delle Rsa.

La delegazione ci ha illustrato la situazione generale di difficoltà, partendo dalle delibere a copertura di parte dei costi di rinnovo del contratto della sanità privata, che risultano non ancora omogenee e presenti in tutte le Regioni, situazione che sta creando loro criticità. Pur in presenza di questi elementi ha riconfermato la volontà di voler tenere fede agli impegni presi alla firma della preintesa del Ccnl Sanità Privata, come avevano ribadito con la loro presenza all’incontro del 13 luglio 2020, disertato invece da Aiop, che doveva essere il giorno di apertura del contratto Aris/Aiop Rsa.

Sulla base di tale affermazione, abbiamo ribadito quanto per noi sia necessario che il tavolo veda presente entrambe le parti datoriali, invitando Aris, così come abbiamo fatto con Aiop a risolvere eventuali controversie nell’ interesse di tutto il personale che opera nelle RSA e che attende il contratto da anni e come il procedere con lavori separati non sia nell’interesse di nessuno.

L’incontro è terminato con un rinvio agli organi politici di Aris per le opportune valutazioni per poterci poi aggiornare e partire formalmente con il tavolo di trattativa.
Vi terremo informati del proseguo.

FP CGIL
Barbara Francavilla
CISL FP
Marianna Ferruzzi
UIL FPL
Rossella Buccarello

Oggi si è svolta una riunione con il Capo di Gabinetto del MiC, Prof. Casini, ed il Segretario
Generale, Dott. Nastasi, a seguito della nostra richiesta di trattare temi fondamentali per il
funzionamento del MiC ovvero la gravissima carenza di personale oltre che temi di attualità come
la gestione del lavoro agile e del Green pass.

LAVORO AGILE
Abbiamo chiesto di definire in maniera chiara questa fase transitoria sul lavoro agile: sappiamo tutti
che lo smart working sarà regolamentato in maniera puntuale con il CCNL. In attesa della
contrattualizzazione è necessario definire un protocollo per mantenere gli effetti positivi del lavoro
agile sulla nostra organizzazione del lavoro. In questa fase transitoria si può e si deve ridefinire un
protocollo, una sorta di accordo “ponte”, sul lavoro agile che nel nostro Ministero ha introdotto il
lavoro agile con il progetto pilota. Questo permetterebbe di avere chiarezza applicativa e
garantirebbe i lavoratori e il buon funzionamento degli uffici. Il Segretario Generale ha manifestato
la disponibilità a lavorare in tal senso anche se preferirebbe attendere indicazioni operative, come
previste dallo stesso Decreto del 23 settembre, in merito alle modalità concrete per la definizione
dei contratti di lavoro agile.

CARENZA DI PERSONALE E DIRIGENTI
Abbiamo unitariamente segnalato la drammatica carenza di personale e di dirigenti, sollecitando il
Capo di Gabinetto. È necessario avere chiaro il numero delle assunzioni programmate per i
prossimi anni, ma ancora più indispensabile è avere una certezza su quando sarà possibile iniziare
a bandire tutti i concorsi previsti nel piano delle assunzioni.
Il prof. Casini ha espresso piena consapevolezza della drammaticità della carenza di personale.
Ha garantito il massimo impegno, non nascondendo le difficoltà operative per accelerare i processi
assunzionali, con un continuo confronto con la Funzione Pubblica. Non siamo per nulla soddisfatti
dalle “non” risposte avute sull’argomento. Forse non è chiaro alla parte politica che si va verso la
chiusura del Ministero.
Il Capo di Gabinetto ha annunciato che sarà firmato a breve dalla Presidente della SNA un Corso
concorso per 50 dirigenti, e prevederà una suddivisione in tre aree (Musei, Soprintendenze, Archivi
e Biblioteche) andando a modificare la tradizionale suddivisione dei concorsi per singole specialità
professionali, senza specificare ancora i titoli con cui accedere. Questo conferma che la tempistica
sarà lunga ed i ruoli dei Dirigenti continueranno a svuotarsi. Abbiamo chiesto chiarezza sui temi di
espletamento dell’interpello da dirigenti bandito il 23 settembre u.s. e che vengano pubblicati i
risultati con le relative assegnazioni. Serve arrivare quanto prima alla definizione degli incarichi per
non lasciare gli istituti senza dirigenti. Sono arrivate circa 700 domande ed i Direttori Generali
stanno procedendo al vaglio delle candidature.

DECRETO MUSEI
Abbiamo riproposto il tema delle numerose aree archeologiche che sono state aggiunte alla
competenza territoriale Direzioni regionali Musei e sottratte alle rispettive Soprintendenze. Rimane
il nostro disappunto in quanto si continuano a sottrarre competenze alle Soprintendenze,
continuando a concepire la tutela come attività inconciliabile con la valorizzazione. Questa scelta
risulta ancora più incomprensibile considerata la gravissima carenza di personale delle DRM, che
faticano ad aprire i luoghi della cultura che hanno assegnati, e la difficoltà di reperimento di fondi
che attanaglia le SABAP. Il prof. Casini ci ha comunicato che alcune segnalazioni sono state
accolte e pertanto alcune aree archeologiche non verranno assegnate alle DRM. Attendiamo il
testo definitivo.

FONDI PNRR
Dopo quanto accaduto con l’ordine di servizio 1/2021 della DG ABAP con cui si assegnano materie
del PNNR al servizio V della DG ABAP è indispensabile chiarire bene le competenze della
Soprintendenza speciale, definirne compiti e ruoli così da evitare un ulteriore carico di lavoro sul
personale del Servizio. È necessario garantire agli uffici territoriali strumenti idonei e informazioni
tempestive e funzionali alla gestione dei progetti finanziati nell’ambito del PNRR. Nella precedente
riunione il Prof. Casini aveva aperto alla possibilità di stanziare risorse economiche aggiuntive per
il personale interessato, sia per gli uffici periferici che centrali, che possa compensare parzialmente
il disagio di un sovraccarico di lavoro. Sul punto condividiamo l’obbiettivo e vorremmo capire le
modalità con cui si intendono stanziare e distribuire le risorse.
Naturalmente la soluzione non può essere solo il reperimento di risorse economiche extra, ma
anche un rafforzamento, con un intervento straordinario, delle strutture deputate all’attuazione
degli obiettivi strategici che lo stesso Piano prevede e non solamente con disposizioni
emergenziali che sovraccaricano alcuni lavoratori di lavoro e responsabilità connesse.

GREEN PASS
Sul Green pass va chiarito in maniera precisa se il personale esterno, che a vario titolo, lavora nei
nostri istituti può controllare o meno il certificato verde ai dipendenti del MiC: serve uniformità di
comportamento nei territori.

FONDO 80 MILIONI PER INDENNITÀ DI AMMINISTRAZIONE
Nella Legge di Bilancio del 2020 che ha autorizzato l’incremento dell’indennità di amministrazione,
era previsto anche lo stanziamento di ulteriori 80 milioni per le stesse finalità da suddividere con
tutti i Ministeri: sul punto abbiamo rinnovato la richiesta al vertice politico di interessarsi della
questione.

Roma, 19 ottobre 2021.

FP CGIL                             CISL FP                               UIL PA
Claudio Meloni       Giuseppe Nolè                         Federico Trastulli
Valentina Di Stefano

Roma,19 ottobre 2021

Alla Ministra della Giustizia
Prof.ssa Marta CARTABIA

e p. c. :
Al Sottosegretario alla Giustizia
On.le Francesco Paolo SISTO

Al Capo del Dap
Pres. Bernardo PETRALIA

Al Capo del Dgmc
Pres. Gemma TUCCILLO

Oggetto: Incontro con l’on.le Ministra della Giustizia del 18 ottobre.

In esito all’incontro di cui all’oggetto, come preannunciato, le Organizzazioni Sindacali scriventi hanno esaminato in maniera approfondita le risposte fornite e, all’unanimità, anche in ragione delle attuali gravi condizioni esistenti negli istituti e nei servizi dell’Amministrazione penitenziaria nonché dello stato di profondissimi disagio e preoccupazione che il personale del Corpo di Polizia penitenziaria, pur apprezzando alcuni impegni assunti dalla Ministra, non possono che ritenere l’incontro in parola ancora insoddisfacente.
In particolare rispetto alle richieste delle scriventi OO.SS. nella missiva del 23 settembre u.s., a nostro avviso, meritevoli della massima ed urgente considerazione, si ritiene di dover specificare che:
– per quanto attiene al “modello custodiale” non può ritenersi bastevole l’invio alle Sigle della bozza di una circolare sulla media sicurezza che, per dirla in sintesi carceri delle imperfezioni anche riguardo alle norme in vigore, laddove non si considerino invece il ruolo e le funzioni della Polizia penitenziaria rispetto alla mutate condizioni delle carceri e all’attuale variegata composizione della popolazione detenuta e la crescente presenza di detenuti con patologie psichiatriche responsabili di continue e violente intemperanze.
– Per quanto attiene all’organico di Polizia penitenziaria, pur apprezzando le iniziative per un definitivo ripianamento delle carenze esistenti entro il 2026, non possono ignorarsi due fattori riguardanti, il primo gli accresciuti ed insostenibili carichi di lavoro attuali che non consentono nemmeno la fruizione dei diritti minimi lavorativi (ad es. ferie e riposi settimanali) concomitanti, poi, ad una età media del personale in servizio che va avvicinandosi ai 50 anni. In tale ambito è da ritenersi presumibile una aliquota di pensionamenti annuali, per raggiunti limiti, dalle 2.000 alle 2.500 unità da compensare mediante turn-over che, unitamente al citato ripianamento, richiederebbe l’assunzione per ciascun anno di non meno di 3.500 nuovi agenti di Polizia penitenziaria, a fronte di una capienza delle attuali strutture scolastiche che, nella migliore delle ipotesi, non eccede i 1.500 posti annui (per corsi di 6 mesi) e senza considerare le ulteriori esigenze formative relative ai concorsi da Vice Ispettore e da Vice Sovrintendente. Da tali considerazioni, si ritiene possa desumersi che l’indicato ripianamento organico debba iniziare prima possibile, ovvero oggi e non domani o dopodomani, per una aliquota almeno pari a 2.000 unità aggiuntive, mediante l’individuazione di infrastrutture per la formazione esterne a quelle attuali dell’Amministrazione. Con l’occasione si ritiene, inoltre, di indicare l’esigenza di un incremento netto dell’Organico del Corpo le cui attuali dotazioni risultano del tutto insufficienti.
– Riguardo alla circolare sulle perquisizioni, stanti le valutazioni emerse nell’ambito dell’incontro, si ritiene di dover specificare che se da un lato non costituisce la cd. “perquisizione straordinaria” di per se il veicolo o l’occasione di eventuali violenze interne alle carceri, ciò che le OO.SS. eccepiscono non sono le necessità di trasparenza nelle operazioni di servizio (tant’è che più volte è stata richiesta la dotazione per il personale di bodycam, al pari delle altre Forze di Polizia) ma il pericolo di un loro rallentamento o la possibilità di una loro perdita di efficacia.
In ordine a quanto sopra le OO.SS. scriventi confermano lo Stato di Agitazione del Personale e la sospensione delle trattative, già dichiarati con l’assunzione sul territorio delle conseguenti iniziative a carattere rivendicativo, nell’auspicio che le argomentazioni di cui sopra consentano alla S.V. una revisione delle proposte formulate nell’incontro per l’avvio di un nuovo confronto maggiormente utile e risolutivo.
Con l’occasione inviano distinti saluti.-

S.A.P.PE.S.A.P.PE. O.S.A.P.P.O.S.A.P.P. UILPA PPUILPA PP S.I.N.A.P.PE.S.I.N.A.P.PE. U.S.P.P.U.S.P.P. FNS CISLFNS CISL CGIL FPCGIL FP
CAPECECAPECE BEBENEDUCINEDUCI DE FAZIODE FAZIO SANTINISANTINI MORETTI MORETTI VESPIAVESPIA PRESTINPRESTINII

Nuovo confronto con l’Aran, il nostro resoconto insieme al comunicato unitario

Come annunciato al termine dell’incontro della scorsa settimana, il presidente dell’Aran ha presentato stamattina alle organizzazioni sindacali un testo di “avanzamento” del negoziato sul nuovo sistema di classificazione e sul lavoro agile.
In buona sostanza, per entrambi i temi, significativi sono i passi avanti verso la costruzione di un’ipotesi condivisa che dovrà entrare a far parte del più complessivo testo del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro per il Comparto delle Funzioni Centrali 2019/2021.
Sul sistema di classificazione prende corpo un meccanismo per le progressioni economiche all’interno delle aree che tenga conto della necessità, da noi più volte affermata, di garantire da un lato procedure trasparenti nell’assegnazione dei “differenziali stipendiali” (così si chiameranno le nuove progressioni economiche) e, dall’altro, che non si ripeta più la situazione per cui all’interno di un’amministrazione ci sia chi ha beneficiato più volte delle progressioni e chi, al contrario, rimane al palo del primo inquadramento.
Per questo abbiamo giudicato positivamente l’individuazione nel CCNL dei due criteri principalivalutazione individuale e esperienza professionale maturata, chiedendo che la prima abbia un peso non inferiore al 30 per cento anziché il 50 per cento chiesto da Aran – prevedendo che la contrattazione integrativa possa indicare ulteriori criteri, bilanciando però con un correttivo percentuale legato al numero di anni di mancata acquisizione del differenziale per favorire una sorta di rotazione tra il personale non escluso dalle procedure (il meccanismo dei differenziali, infatti, escluderebbe dalle procedure chi nel triennio precedente è stato oggetto di sanzioni disciplinari).
Rimane da definire il valore economico dei differenziali stipendiali e la quantità di differenziali massima che un dipendente può acquisire nel corso della sua vita lavorativa. Entrambe questioni non irrilevanti che necessitano però della conoscenza delle risorse complessivamente disponibili, sia con il CCNL grazie alle previsioni della prossima legge di bilancio sia con quelle effettivamente utilizzabili dai Fondi Risorse decentrate delle singole amministrazioni.
In ogni caso, abbiamo avanzato la richiesta di prevedere un valore economico del differenziale non inferiore a quello oggi definito come incremento tra le diverse fasce economiche e per un numero di differenziali acquisibili durante l’intero corso della vita lavorativa di ciascuno.
Infine, sul tema classificazione, abbiamo apprezzato l’accoglimento da parte di Aran della nostra richiesta di prevedere incarichi e relative indennità per specifiche responsabilità o professionali anche nella nuova seconda area (Assistenti) oltre che nella nuova terza (Funzionari).
Altrettanto significativi i passi avanti sul tema del lavoro agile. Intanto perché finalmente si è compresa la necessità di non limitarsi alla sola applicazione della legge n.81/2017 introducendo una nuova tipologia di lavoro a distanza tra il lavoro agile senza vincolo di tempo e di luogo, legato agli obiettivi di servizio, e il telelavoro regolamentato contrattualmente già dal 2000.
Infatti, il nuovo lavoro da remoto, attivabile come quello agile previo confronto con le organizzazioni sindacali e per effetto della disponibilità volontaria del lavoratore, presuppone il controllo del tempo lavorato e, proprio per questo, conferma tutti gli istituti contrattuali e i trattamenti economici collegati, dalle indennità ai compensi per lavoro straordinario fino al riconoscimento del buono pasto nel rispetto delle norme contrattuali già note.
Restano ancora da migliorare alcune parti del testo già presentato negli incontri precedenti, in particolare sulle fasce di operatività, contattabilità e inoperabilità, ma siamo fiduciosi che già nel prossimo incontro fissato per martedì 26 ottobre vi saranno le condizioni per rendere il testo più prossimo alla sua stesura definitiva. Per questo, auspichiamo che i punti di avanzamento comunque registrati nel confronto con Aran possano essere presi a riferimento nella definizione delle linee guida sul lavoro agile, in applicazione del DPCM del 23 settembre scorso sull’uscita dalla fase emergenziale e da parte delle singole amministrazioni alle prese con il DM 8 ottobre 2021.

Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio

SOTTOSCRITTO ACCORDO
FONDO RISORSE DECENTRATE ANNO 2019

In data odierna abbiamo sottoscritto l’accordo sui criteri di pagamento del Fondo Risorse Decentrate relativo all’anno 2019.
A causa dei rilievi degli organi di controllo i quali, pervenuti al ministero all’inizio di gennaio 2021, sono vincolanti, abbiamo recepito anche per l’organizzazione giudiziaria e per gli archivi notarili, sì modificando quanto già convenuto in sede di sottoscrizione della ipotesi di accordo il 29 luglio 2020, il sistema di valutazione previsto dal DM 10.5.2018. In conseguenza di ciò una parte limitata delle somme del FRD (cinque milioni di euro per il DOG e 35.000 euro per gli Archivi Notarili) sarà pagata sulla base dei criteri propri di tale sistema. Inoltre per tutti i dipartimenti è stata disposta l’applicazione della maggiorazione, non inferiore al 30%, prevista dall’art. 78 del CCNL 2016/2018 in favore di una quota di personale.

Al termine della riunione la delegazione di parte pubblica, presieduta dal sottosegretario con delega al personale, Macina, aderendo alla richiesta di CGIL CISL e UIL, ha consegnato alle organizzazioni sindacali copia dei documenti contenenti i rilievi formulati dagli organi di controllo ed ha preannunciato, aderendo alla richiesta di FP CGIL CISL FP e UILPA, per il prossimo 15 novembre l’apertura della trattativa sui criteri di pagamento del Fondo Risorse Decentrate, anni 2020 e 2021, e sulla terza procedura di progressioni economiche.

L’accordo appena sottoscritto consente il pagamento da subito delle posizioni di lavoro per tutti i dipartimenti. Tale pagamento avverrà verosimilmente nella busta paga di novembre. Viceversa il pagamento del fondo di sede avverrà all’esito delle trattative che si terranno in ciascuna sede RSU.
A margine della riunione il Capo Dipartimento dell’organizzazione giudiziaria ha preannunciato che il prossimo 8 novembre si terrà una riunione per illustrare alle organizzazioni sindacali le modalità di impiego dei lavoratori che saranno assunti all’inizio del 2022 in attuazione del PNRR. Inoltre lo stesso ha affermato che: nulla osta allo scorrimento anche integrale della graduatoria del corso-concorso per funzionari giudiziari ex art. 21 quater L. 132/2015 mentre per lo scorrimento integrale della analoga graduatoria per funzionari NEP lo stesso ha affermato che nella previsione del fabbisogno di personale per il prossimo triennio è stata prevista l’assunzione dei funzionari NEP proprio allo scopo di consentire il predetto scorrimento; a breve sarà pubblicato l’interpello d assestamento per cancellieri e funzionari; a breve ci sarà anche lo scorrimento delle graduatorie del concorso per cancelliere esperto e direttore per coprire i posti lasciati liberi dai rinunciatari.

LA MOBILITAZIONE DEI LAVORATORI DELLA GIUSTIZIA PROSEGUIRÀ FINO A QUANDO NON SARÀ ASSICURATO IL PIENO RISPETTO DELLE NORME E DEGLI ACCORDI SOTTOSCRITTI.
Il testo dell’accordo sottoscritto sarà divulgato appena disponibile.

Roma, 18 ottobre 2021

FP CGIL                          CISL FP                        UIL PA
Russo / Prestini                         Marra                            Amoroso

COMUNICATO UNITARIO AL PERSONALE

Nell’imminenza di un prossimo incontro di contrattazione sulle PEO 2021, queste OO.SS. ritengono fondamentale non perdere l’occasione di procedere alle Progressioni Economiche anche per l’anno in corso a garanzia delle aspettative del personale, soprattutto di quello che non è riuscito a riqualificarsi nelle due scorse tornate.
A tal fine le scriventi hanno già sottoposto ai vertici di Istituto una proposta unitaria migliorativa, con nuovi punteggi e diverse tipologie selettive per raggiungere un accordo soddisfacente. Resta fermo, tuttavia, l’obiettivo principale che è quello di non perdere quest’ultima opportunità, in considerazione del fatto che, in base a quanto stiamo apprendendo in merito al negoziato in corso presso l’ARAN, il prossimo CCNL non prevederà più le Progressioni Economiche Orizzontali con le procedure e le modalità con cui sono state realizzate in questi anni, ma scatti automatici di carriera sulla base di precisi requisiti e criteri.
Come sempre, sarà nostra cura aggiornarvi sui futuri sviluppi della trattativa.

Roma, 19 ottobre 2021

S. Di Folco F. Amidani U. Cafiero A. Benedetti M. Centorbi

Report sull’incontro del 15 ottobre 2021, di PSI, su “Remunicipalizzazione – servici pubblici 2.0”.

Nel pomeriggio del 15 ottobre, dalle ore 13:00 alle ore 16:00, ha avuto luogo la seconda sessione tematica delle consultazioni internazionali di PSI (Public Service International).

La prima sessione, dal titolo “Remunicipalisation: reclaiming local public services for all”, si è contraddistinta per una serie di comunicazioni formulate da Andrew Cumbers (Università di Glasgow), Daniel Pappa (USU, sindacato australiano), Anand Jammu (NMCE, sindacato indiano), Kevin Donghue (FORSA, sindacato irlandese) e della responsabile politiche internazionali della FP CGIL, Nicoletta Grieco.

La FP CGIL, nel suo intervento, ha descritto la campagna “Beni in comune ‘Stop alle esternalizzazioni dei servizi educativi!’”, lanciata da tutta la FP CGIL a partire dalle mobilitazioni contro l’esternalizzazione degli asili nido comunali di Siena, Venezia, Modena, Livorno, Sondrio, Pavia, Taranto, Scandicci, Cagliari e altra realtà.

In particolare, in relazione al PNRR (Piano Nazionale di Recupero e Resilienza) si è constatato come le risorse PNNR non possano essere utilizzate per assumere personale a tempo indeterminato nei nidi, mentre quella è oggi la prima priorità.

È particolarmente importante, incisivo e da popolarizzare il lavoro che PSI sta facendo sul tema della rimunicipalizzazione dei servizi pubblici. È un trend globale, iniziato da qualche anno, che ancora deve completamente affermarsi e diventare egemonico, in contrapposizione alla vulagata neoliberista per cui “privato è meglio”.

PSI ha sposato e promosso il lavoro del TNI (Transnational Institute, https://www.tni.org/en), il quale ha lanciato il “global database” sulla reinternalizzazione dei servizi pubblici, al quale si può, e si deve, contribuire. Il link è https://publicfutures.org/.

Le relazioni hanno presentato diverse campagne, alcune già vittoriose, volte a rimunicipalizzare servizi pubblici precedentemente esternalizzati.

Il COVID-19, nella sua tragicità, ha dimostrato quanto sia importante avere servizi pubblici accessibili a tutti, efficienti e nella piena disponibilità della collettività. Il vento, quindi, spira ancora a favore di processi di rimunicipalizzazione, che sono uno degli obiettivi chiave di PSI in tutto il mondo.

La seconda sessione, dal titolo “Public Services 2.0: Democratic governance and participation in local public services”, ha visto due interventi iniziali, di Edurne Bagué (Università di Girona) e Romaric Montbobier (CGT Eau de Paris, Francia), i quali hanno presentato due concreti casi di partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori e della cittadinanza ai processi di governance ed ai processi decisionali relativi ad un bene primario come l’acqua.

Durante la sessione si sono esaminati i concetti di informazione, consultazione, rappresentanza negli organismi societari, con o senza diritto di voto, nonché i concetti di co-determinazione e co-produzione di servizi. Si è sottolineata la peculiarità della situazione tedesca.

La FP CGIL ha svolto un breve intervento, in cui ha presentato il progetto della confederazione, a cui partecipano la FP e la FILCTEM, volto a dare attuazione all’art. 46 della Costituzione, che recita: “Ai fini della elevazione economica e sociale del lavoro e in armonia con le esigenze della produzione, la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende”.

Ad oggi questo articolo non ha una attuazione legislativa e, quindi, deve avere una piena realizzazione nei contratti collettivi.

Enrico Lobina

Pubblichiamo l’informativa in merito la legge 24 settembre 2021 n. 142 rendiconto generale dell’Amministrazione dello Stato per l’esercizio finanziario 2020, legge 24 settembre 2021 n.143

Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl, Uil Pa VVF e Conapo in merito al pagamento delle ore prestate in eccedenza dal personale nel 2019

Una raccolta della presenza della Fp Cgil in piazza a Roma sabato 16 ottobre per la manifestazione unitaria Cgil Cisl Uil ‘Mai più fascismi. Per il lavoro, la partecipazione, la democrazia’.

Una presenza ben visibile quella della Fp Cgil, Antifascista Militante, Funzione Partigiana:

Dalle ore 9 di sabato 16 ottobre in piazza dell’Esquilino una parte della Fp Cgil – l’altra presidia piazza San Giovanni – attende le compagne e i compagni provenienti da tutta Italia.

Ore 12.30, parte il corteo in direzione piazza San Giovanni, lo spezzone della Fp Cgil dietro lo striscione ‘Lavoriamo nei servizi pubblici. Siamo antifascisti’:

Dal corteo appena partito, in un video Serena Sorrentino elenca le ragioni della manifestazione e della presenza delle lavoratrici e dei lavoratori dei servizi pubblici dietro le parole ‘Funzione Partigiana’:

Lo spezzone della Fp Cgil in via Merulana:

Alle 13.45 parte la diretta della manifestazione ‘Mai più fascismi’:
 

Tra gli interventi dal palco, quello di Silvia, infermiera al Policlinico Umberto I di Roma con la toccante testimonianza dell’aggressione al Pronto Soccorso di sabato 9 ottobre:

Rivedi qui l’intervento integrale di Silvia:

E qui le conclusioni di Maurizio Landini:

Una piazza straordinaria, come mostrano alcune immagini della giornata:

Per chiudere una straordinaria giornata, la foto della Fp Cgil:


Per saperne di più www.collettiva.it

Leggi anche: Assalto alla Cgil, la solidarietà dei lavoratori dei servizi pubblici da tutta Europa

Assalto alla Cgil, la solidarietà dei lavoratori dei servizi pubblici da tutta Europa

 

La FP CGIL non firma!

Si è svolta nella giornata di giovedì 14 ottobre la prevista riunione per la sottoscrizione dei criteri per le progressioni economiche decorrenza 01.01.2021. La scrivente O.S., coerentemente a quanto precedentemente espresso nelle progressioni 2017 e 2018 e 2020, non ha firmato l’accordo.
Nel dettaglio la CGIL non ha sottoscritto l’ipotesi di accordo in quanto la stessa ripropone gli stessi principi e lo stesso identico impianto penalizzante per quanto attiene i titoli di studio, culturali e professionali degli anni precedenti.

1) Appare, infatti, inaccettabile inserire tra i criteri valutabili, a fior di punti, gli incarichi di posizione organizzativa, già retribuiti e paradossalmente non previsti assolutamente dalle norme contrattuali in materia.

2) La stessa definizione di incarichi, estremamente generica – in quanto non esistono soltanto gli incarichi di posizione organizzativa, i quali sono ben chiari e riconoscibili – non consente di appurare se davvero esistano o siano individuabili disposizioni normative o contrattuali alle quali ricondurre la fattispecie di incarico, così da fornire almeno una garanzia di certezza e trasparenza. Al tavolo del 14 u.s. invece, l’Amministrazione, ancora una volta, non avendo voluto oggettivare/descrivere la natura e l’attribuzione di tali incarichi, ha lasciato aperta la strada alla SUA unilaterale, più ampia, incontrollata e soprattutto incontrollabile, discrezionalità nell’attribuire punteggi anche ad attività lavorative del tutto improbabili, ma poi utili ai fini delle progressioni. È invece saltato l’esclusione delle nomine degli incarichi di carattere sindacale…(?) Francamente a nostro modesto avviso tutto ciò è incomprensibile nonché estremamente imbarazzante……

3) Infine, per quanto attiene ai titoli di studio, è stato introdotto un meccanismo di valutazione discriminante per gli appartenenti all’area seconda e terza. Questi lavoratori, seppur in possesso di titoli di studio e culturali superiori, saranno di fatto valutati con un solo e soltanto singolo punto al contrario di quelli dell’area prima; facciamo un esempio: un lavoratore della terza area in possesso di laurea a ciclo unico e/o magistrale con abilitazione professionale e semmai con master universitario sarà sempre e comunque valutato con un singolo punto. Anche qui il criterio appare incomprensibile….

Rimangono, solo piccole briciole di soddisfazione: siamo finalmente riusciti – ci sono voluti ben tre progressioni per farlo capire!!! – a far valere quasi interamente l’anzianità di servizio nel calcolo totale dell’esperienza professionale inserendo anche una valutazione, seppur parziale, del servizio pre-ruolo. Ma rimane sempre ben poca cosa rispetto alle grandi discriminazioni sopra descritte.
Per tutti questi motivi non potevamo che ribadire un forte NO!

Per la Delegazione trattante CGIL FP
Il coordinatore nazionale Vincenzo Malatesta

« Pagina precedentePagina successiva »
X
Questo sito usa i cookie per offrirti la migliore esperienza possibile. Procedendo con la navigazione sul sito o scrollando la pagina, accetti implicitamente l'utilizzo dei cookie sul tuo dispositivo. Informativa sull'utilizzo dei cookie Accetto