Pubblichiamo il decreto emanato dalla Direzione Centrale per la Formazione riguardo il corso Capo Squadra decorrenza 2020

CONTRATTAZIONE (PEO 2021 – FONDO 2020 – SUSSIDI – POLIZZA INTEGRATIVA) E NOVITA’ SUL RIENTRO IN PRESENZA E SUL PERSONALE “FRAGILE”

Il 6 ottobre u.s. si è tenuto, in videoconferenza, l’incontro con l’Amministrazione sul seguente ordine del giorno:
– Ipotesi di accordo PEO 2021:
– Ipotesi Fondo Risorse Decentrate 2020;
– Sussidi 2020;
– Integrazione polizza sanitaria a carico del capitolo dei sussidi.
Di seguito una breve sintesi relativa ad ogni tema affrontato.
PROGRESSIONI ECONOMICHE 2021
La discussione si è aperta con le PEO 2021. L’amministrazione ha presentato un’ipotesi di accordo in linea con quelle del 2019 e 2020. Abbiamo rappresentato al tavolo negoziale alcune proposte di modifica dirette a correggere le criticità manifestatesi in occasione delle esperienze passate, con l’obiettivo di permettere a tutti coloro che nel precedente biennio non sono riusciti a riqualificarsi (circa 430 unità), di ottenere al termine dell’anno in corso lo sviluppo economico nella fascia superiore. Tra le proposte formulate:
a) Valutare l’opportunità di sostituire, o di attribuire minor rilievo, alla prova selettiva a quiz, dando parallelamente un maggiore peso alla valutazione;
b) Valorizzare anche l’anzianità di servizio prestato nella P.A. a tempo determinato;
c) Aumentare il punteggio del diploma superiore per l’Area III, riducendo l’attuale differenziale di 6 punti rispetto alla laurea;
d) Considerare 2 anni, anziché 3, di appartenenza ai ruoli e di permanenza nell’attuale fascia retributiva per prendere parte alla procedura;
e) Garantire a chi è portatore di gravi disabilità di prendere parte alla selezione avendo le medesime possibilità di successo di tutti gli altri partecipanti, ricorrendo se possibile a differenti criteri.
Queste OO.SS. si sono impegnate nella preparazione di una proposta organica da sottoporre, all’inizio della prossima settimana, all’Amministrazione che si è riservata di valutarla operando, in tempi altrettanto brevi, i dovuti approfondimenti.
FONDO RISORSE DECENTRATE 2020
Ricordando che le scriventi OO.SS. non hanno sottoscritto l’accordo sul FRD 2019, che l’ipotesi di accordo per l’anno 2020 ricalca quello precedente e che non sono presenti novità in merito al pagamento dell’indennità di preposizione, totalmente o parzialmente, con i fondi di bilancio dell’Istituto, queste sigle si sono espresse negativamente, riservandosi di proporre modifiche in grado di trovare soluzioni alle attuali problematiche, nel rispetto delle regole del sistema delle relazioni sindacali, fortemente compromesso dalle decisioni dell’Amministrazione che, in occasione della contrattazione sul Fondo 2019, hanno portato quest’ultima ad emanare, dapprima, un atto unilaterale e poi, a sottoscrivere l’accordo con una sola sigla sindacale.
SUSSIDI 2020
Per quanto riguarda i Sussidi abbiamo appreso che per il biennio 2018/2019 sono stati realizzati risparmi per 400.000 euro rispetto a 1.200.000 euro stanziati. Queste OO.SS. hanno chiesto che, così come già accaduto per i Sussidi 2018 e 2019, i risparmi vadano ad incrementare il budget previsto.
Al fine di riuscire ad impiegare tutte le risorse disponibili, ci siamo impegnati a proporre nuove tipologie di contributi relativi ad altre fattispecie meritevoli di essere inserite ex novo, in considerazione che l’anno 2020 è stato caratterizzato dalla pandemia che, come è noto, ha recato crescenti difficoltà ed importante nocumento economico a molte famiglie.
Come sottolineato, anche su questo tema ci siamo impegnati a formulare una proposta dettagliata all’Amministrazione nel più breve tempo possibile.
INTEGRAZIONE POLIZZA SANITARIA
Queste OO.SS., firmatarie dell’accordo precedente, non essendo intervenuta alcuna novità, si sono rese disponibili alla sottoscrizione dell’accordo che prevede un sussidio per chi abbia aderito all’integrazione della polizza sanitaria, sostenendone il relativo costo.
L’Amministrazione ha preferito non addivenire immediatamente all’accordo, riservandosi di compiere approfondimenti su una problematica sollevata da una delle altre sigle sindacali presenti al tavolo negoziale concernente le categorie di personale assicurato.
L’incontro è stato occasione per chiedere notizie su altre questioni di interesse per il personale, quali ad esempio il RIENTRO IN PRESENZA A PARTIRE DAL 15 OTTOBRE P.V..
Nelle more della pubblicazione delle circolari ministeriali, avendo raccolto alcune segnalazioni provenienti dal personale in servizio presso le sedi centrali e territoriali dell’Istituto, abbiamo chiesto se fossero già state impartite dai vertici istituzionali direttive nei confronti dei dirigenti/preposti. Abbiamo chiesto se fosse in corso di predisposizione una circolare ad hoc per il rientro graduale in presenza, insistendo sul fatto che nessuno avrebbe dovuto prendere iniziative autonome fino alla pubblicazione della stessa, nel rispetto delle regole a tutela della sicurezza e della salute dei lavoratori.
L’Amministrazione ha risposto che sta predisponendo la circolare e ha garantito che non ci sarà nessuna iniziativa da parte di alcun vertice fino alla pubblicazione della stessa.
Infine, per il PERSONALE “FRAGILE”, grazie all’introduzione dell’art. 2-ter nella Legge di conversione n. 133 del 24 settembre del decreto n. 111 del 6 agosto, i lavoratori fragili possono ricorrere allo Smart Working fino al 31 dicembre 2021, mentre l’assenza dal lavoro viene equiparata al ricovero ospedaliero.
Viene così prorogata la disposizione che prevede, per i dipendenti pubblici e privati in possesso del riconoscimento di disabilità di cui art. 3, comma 3 della L. 104/92, nonché per i lavoratori in possesso di certificazione rilasciata dal medico competente, la condizione di rischio ed il periodo di assenza dal servizio che è equiparato al ricovero ospedaliero, di cui all’art. 87, comma 1 dello stesso decreto.
Come sempre, vi terremo aggiornati sugli sviluppi della trattativa nonché su tutte le altre novità riguardanti le principali tematiche di interesse dei lavoratori.

Roma, 11 ottobre 2021

S. Di Folco      F. Amidani         U. Cafiero             A. Benedetti            M. Centorbi

Roma, 8. 10. 2021
Ai Delegati ed iscritti
Alle lavoratrici e ai lavoratori, alle/ai Dirigenti di
Sport e Salute – FSN – CONI

– IL ROVESCIO DELLA MEDAGLIA, E IL SUO LATO NASCOSTO –

Chi legittimamente si aspettava che il ricco medagliere conquistato dall’Italia ai giochi olimpici e paraolimpici di recente avrebbe portato con sé anche il nuovo e meritato contratto di lavoro per i dipendenti, e con esso l’impegno a riconoscere e valorizzare la professionalità delle lavoratrici e dei lavoratori, delle/dei dirigenti di Sport e Salute Spa e delle Federazioni Sportive Nazionali che hanno sostenuto e reso possibile il perfetto funzionamento dell’apparato organizzativo complessivo, necessario a garantire agli atleti italiani la partecipazione alle gare olimpiche, è rimasto purtroppo ancora una volta deluso. Difatti, non solo dopo la pausa estiva la ripresa dei negoziati per il rinnovo dei contratti del personale delle aree professionali e di quello con qualifica dirigenziale non hanno fatto registrare alcun passo in avanti, ma addirittura nel corso dei due ultimi infruttuosi incontri svolti oggi è apparsa finalmente evidente la volontà della delegazione di parte datoriale di voler continuare a prendere tempo, sottraendosi al confronto di merito e sfuggendo da qualsivoglia ragionamento che attiene alla quantificazione delle risorse economiche da destinare al rinnovo dei contratti scaduti rispettivamente, il 31/12/2017 quello del personale delle aree, e il 31/12/2009 e 31/12/2012 quelli di parte normativa ed economica della dirigenza. Per giunta, tentando anche di ascrivere alla corresponsabilità delle scriventi OO.SS. il mancato rinnovo dei contratti relativi ai trienni precedenti, come pure di non aver sinora indicato in modo chiaro gli interventi di manutenzione della parte normativa dei contratti per assicurare adeguata risposta alle legittime aspettative di tutela delle lavoratrici e dei lavoratori dello Sport. Proposte che in realtà sono state da noi puntualmente illustrate e discusse per il personale delle aree, anche in sede tecnica, come pure evidenziati in apertura del tavolo negoziale per la dirigenza.
Le scriventi organizzazioni sindacali comprendono che in una fase come quella attuale, caratterizzata da rilevanti mutamenti di natura organizzativa ed istituzionale vi sia, da parte della delegazione datoriale, l’esigenza di sciogliere internamente i nodi politici che allo stato si frappongono ad una rapida accelerazione dei due negoziati. Ma ciò non significa, e non abbiamo mancato di evidenziarlo stamani con tutta la determinazione del caso, che debbano essere le lavoratrici, i lavoratori, e le/i dirigenti di Sport e Salute Spa e delle Federazioni Sportive Nazionali a pagarne le conseguenze. Ora basta, dopo un così lungo periodo di blocco dei rinnovi, quei dirigenti e quei lavoratori hanno diritto di vedersi finalmente rinnovati i propri contratti di lavoro, perché lo straordinario impegno profuso da questi negli anni e, come spesso abbiamo fatto rilevare, anche durante la fase più difficile e critica della pandemia, merita rispetto, oltre che essere debitamente riconosciuto. Non possiamo accettare, come peraltro già accaduto in occasione degli ultimi tavoli negoziali, di continuare a vedere messa in discussione la disponibilità delle risorse economiche necessarie a rinnovarli – risorse che tutti i datori di lavoro avrebbero dovuto accantonare, malgrado la recente cancellazione, da sempre duramente criticata dalle scriventi, del vincolo di destinazione di parte dei contributi al finanziamento delle spese per il personale -. Perché c’è il rischio che in assenza di investimenti sulle persone e sulla loro professionalità, i processi riformatori che più di recente hanno interessato e tuttora coinvolgono il mondo dello Sport, restino su carta. Per questo, misureremo presto la reale volontà di Sport e Salute e delle FSN di realizzare per via contrattuale adeguati investimenti sulla concreta valorizzazione professionale di quanti operano alle loro dipendenze, e ricoprono anche ruoli manageriali. È giunto il momento di scrivere una parola di chiarezza definitiva sulla questione. Ma se così non fosse, come puntualmente fatto rilevare dalle scriventi alla delegazione dei datori di lavoro nel corso degli odierni incontri, allora verrebbero davvero a mancare le condizioni di base per conferire allo sviluppo dei negoziati aperti la necessaria continuità, e di conseguenza si aprirebbe inevitabilmente una stagione di conflitto. Siamo convinti che le lavoratrici, i lavoratori, le/i dirigenti dello Sport meritano ben altra considerazione! Vi terremo come sempre tempestivamente informati

FP CGIL                 CISL FP                   UILPA                      CISAL FIALP
Francesco Quinti    Alessandro Bruni        Paolo Liberati              Dino Carola

Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl Uila Pa VVF, Confsal VVF e Conapo con il quale esprimono la massima solidarietà per gli eventi vandalici che hanno colpito la sede Nazionale Cgil di Corso Italia

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione riguardo i poli didattici, la nuova graduatoria corsisti e i nuovi possibili convocabili  per il  Corso di formazione alla qualifica di Capo Squadra decorrenza 2020

Pubblichiamo la nota della Direzione centrale per la Formazione riguardo la nuova graduatoria per le convocazioni per il  Corso di formazione alla qualifica di Capo Squadra decorrenza 2020

Pubblichiamo il resoconto dell’incontro tenutosi presso il Dipartimento,  riguardo la certificazione verde che sarà obbligatoria dal 15 ottobre 2021.

Richieste direttive che non lascino ad interpretazioni e che non discriminino il personale

COMUNICATO

Nella giornata di ieri si è tenuta la riunione per l’accordo su turni/reperibilità e sul Fondo Risorse Decentrate anno 2020. Nel primo caso abbiamo chiesto e ottenuto di inserire nella reperibilità gli RSPP che, per le peculiarità dell’anno trascorso, sono stati sempre coinvolti nelle attività relative alla gestione della sicurezza per la pandemia.

Per quanto attiene al FRD 2020 la discussione si è focalizzata sulla distribuzione del premio di differenziazione previsto dall’articolo 78 del CCNL. Nel 2020 circa il 50% del personale ha raggiunto le valutazioni più elevate: pertanto l’Amministrazione ha portato al tavolo una proposta di individuazione di criteri per definire il 5% a cui attribuire il premio. Come FP CGIL abbiamo riaffermato la nostra posizione secondo cui, a fronte di colleghi che hanno conseguito la valutazione massima, non è assolutamente possibile procedere ad ulteriori differenziazioni. Si è avviata una lunga discussione e al termine della quale si è addivenuti alla decisione di individuare i seguenti criteri: valutazioni del triennio, complessità del lavoro svolto e flessibilità d’impiego. Come Fp Cgil abbiamo manifestato il nostro disaccordo sui criteri individuati; abbiamo però deciso di firmare solo ed esclusivamente per consentire l’erogazione del fondo.

Durante l’incontro abbiamo inoltre chiesto di valutare la possibilità di effettuare nuove progressioni orizzontali da esplicarsi preferibilmente entro l’anno in corso mantenendo così fede agli impegni assunti del 2019.
Successivamente sono stati affrontati diversi problemi tra i quali: la
revisione del sistema di valutazione dei dirigenti, l’emanazione del regolamento per l’incentivo e le elezioni CPA. In merito a queste ultime l’Amministrazione ci ha comunicato di aver accolto la nostra richiesta di rinvio e di aver fissato le elezioni per il 14, 15 e 16 dicembre.

Alla nostra istanza di conoscere le modalità di effettuazione delle prove per il passaggio di area l’Amministrazione ci ha detto che, nella prossima settimana, valuterà se è il caso di diffondere preventivamente una banca dati. A tal proposito abbiamo chiesto un incontro preventivo per affrontare la questione e per discutere anche della graduatoria dei passaggi dalla prima alla seconda area.

Sul tema assunzioni del personale, l’Amministrazione ci ha comunicato che sta assumendo in II area attraverso graduatorie di idonei. Per quanto attiene alla terza area, invece, sono in corso due concorsi: quello per funzionario ingegnere e quello per funzionario amministrativo contabile. A breve, inoltre, sarà pubblicato un bando per dirigenti tecnici.

Abbiamo rappresentato che molti uffici, pur in presenza delle disposizioni che congelano fino al 15 ottobre la situazione prevista nel protocollo di giugno, stanno emanando disposizioni che riguardano il rientro dei lavoratori in presenza. Il Direttore del Personale ha preso atto di quanto comunicato, interverrà nei casi segnalati e ci ha rappresentato che, successivamente alla pubblicazione delle linee guida della Funzione Pubblica, prima di procedere all’emanazione di qualsiasi atto convocherà le OO.SS.

La Coordinatrice nazionale MIMS                                                     per la Fp Cgil Nazionale

Carmen Sabbatella                                                                                    Paolo Camardella

‘Lo sfascio della Giustizia: non saranno i lavoratori a pagare!’. Queste le parole d’ordine della due giorni di mobilitazione, in programma il 13 e il 14 ottobre, delle lavoratrici e dei lavoratori del sistema Giustizia, promosse da Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa.
Nel volantino le rivendicazioni, insieme alla lettera aperta alle lavoratrici e ai lavoratori.

COMUNICATO UNITARIO FP CGIL FIT CISL UILTRASPORTI FIADEL – (VOLANTINO)

Nella giornata di martedì 28 settembre si sono interrotte le trattative per il rinnovo dei CCNL del comparto dell’igiene ambientale.

Tale decisione è scaturita dalla profonda insoddisfazione per l’andamento del negoziato, sia nel merito che per i tempi che lo stesso sta avendo.

Negli ultimi mesi abbiamo tenacemente provato a sviluppare – anche nel dettaglio – i temi della piattaforma sindacale e i bisogni dei lavoratori affinché si potesse sottoscrivere un rinnovo contrattuale di prospettiva, più coerente con l’indispensabile sviluppo industriale delle aziende, ma soprattutto come necessario strumento rinnovato nelle regole e nelle tutele per lavoratrici e lavoratori.

Le Associazioni datoriali sia pubbliche che private, nonostante il senso di responsabilità mostrato dai lavoratori del comparto durante tutta la fase pandemica, in questi mesi hanno solo mantenuto degli atteggiamenti spesso ondivaghi e con pregiudiziali varie, che hanno poco a che vedere con il rinnovo del CCNL, se non nella logica di abbattimento del costo del lavoro.

Evidentemente, si ha anche la necessità di perdere tempo e di condurre delle battaglie ideologiche senza considerare i reali bisogni delle imprese e dei lavoratori.
Ovviamente, la breve riunione di martedì 28 settembre – nei termini della procedura di legge – si è chiusa con un nulla di fatto e ha sancito la rottura del tavolo delle trattative con il conseguente recapito, alle Associazione datoriali e alla Commissione di Garanzia, della dichiarazione di sciopero per tutte le imprese pubbliche e private, da svolgersi per tutta la giornata di lunedì 8 novembre 2021.

Lo sciopero nazionale sarà per l’intera giornata e riguarderà tutti i turni di lavoro con inizio nella medesima giornata.

La rottura delle trattative, oltre al grave ritardo di 27 mesi di mancato rinnovo, si è consumata – come più volte ricordato – sulle mancate risposte alle istanze presentate dal Sindacato e su delle proposte datoriali che noi riteniamo inaccettabili:

  • Flessibilità estrema sull’organizzazione del lavoro attraverso il sistema degli orari;
  • Ridimensionamento del sistema delle relazioni industriali per privare i lavoratori della rappresentanza e della partecipazione all’interno dell’azienda;
  • Precarizzare i rapporti di lavoro soprattutto per lavoratori part/time;
  • Eliminare totalmente il limite massimo dei lavoratori part/time presenti in azienda;
  • Parte economica esclusivamente legata agli indici inflattivi e alle dinamiche del corrispettivo economico del committente all’azienda;
  • Mancato riconoscimento delle professionalità dei lavoratori addetti agli impianti.

La conclusione del rinnovo contrattuale non può prescindere da obiettivi come:

  • CCNL unico e di filiera attraverso l’allargamento del campo di applicazione verso gli impianti di riciclo;
  • Rafforzamento delle relazioni industriali attraverso un sistema maggiormente partecipativo dei lavoratori;
  • Evoluzione delle condizioni di lavoro per tutelare la salute degli operatori;
  • Sviluppo delle norme sul mercato di lavoro;
  • Sviluppo dei processi di formazione continua;
  • Miglioramento in maniera armonica della classificazione del personale;
  • Perfezionamento degli articoli contrattuali relativi ai lavoratori degli impianti;
  • Esigibilità contrattuale della clausola sociale;
  • Accordo economico che non tenga conto solo delle percentuali inflattive e che sviluppi maggiormente il welfare contrattuale e le varie indennità.

Il Sindacato non torna più indietro, perchè la sfida alla modernizzazione del settore, anche attraverso le risorse dal PNRR, è solo una: ciclo integrato dei rifiuti e crescita dimensionale delle aziende, qualità ambientale a tariffe contenute per i cittadini, economia industriale e nuove tutele contrattuali per lavoratrici e lavoratori in un rinnovato contratto unico del lavoro.

Non vogliamo e non possiamo davvero pensare che il contratto nazionale possa essere immaginato come strumento di precarizzazione e flessibilità senza regole, capace di concorrere solo con delle brutte pratiche che accadono sempre più spesso in alcune aree del Paese.

Non possiamo permettere che si mettano in discussione le tutele per lavoratrici e lavoratori, il sistema di relazioni industriali e la rappresentanza sindacale, che non si condividano strumenti contrattuali per migliorare le condizioni e i carichi di lavoro, ma che si voglia la precarizzazione e lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori come unico modello per competere.

La mobilitazione sarà lunga e dura certi che il rinnovo contrattuale, come sempre, sarà frutto delle idee e della determinazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

Il settore dei servizi ambientali sciopera l’8 novembre 2021.

Al MIC

Sig. Capo di Gabinetto

prof. Lorenzo Casini

Sig. Segretario Generale

dr. Salvo Nastasi

sig. D.G. Organizzazione

dr.ssa Marina Giuseppone

Sig. Dirigente Servizio II

DG Organizzazione

dr.ssa Sara Conversano

LORO SEDI

Oggetto: Osservazioni sui DM di graduazione delle fasce dirigenziali con riferimento alle strutture di nuova istituzione e di modifica al DM Musei

Sig. Capo di Gabinetto

in relazione all’oggetto e tenuto conto di quanto emerso nel corso della riunione con la S.V. , nonché delle considerazioni che lei ha svolto in replica alle osservazioni prodotte dalle OO.SS., riteniamo di dover svolgere le seguenti considerazioni:

per quanto concerne i Decreti di graduazione delle fasce dirigenziali dobbiamo ribadire che la materia comunque necessita di un confronto preventivo ai sensi di quanto previsto dall’art. 43 del CCNL Dirigenti Funzioni Centrali 2016/2018. A tal riguardo, preso atto delle sue precisazioni, sarebbe quanto mai opportuno un confronto finalizzato alla verifica dei criteri di attribuzione delle suddette fasce alla luce delle profonde modifiche che via via sono intervenute nella struttura ministeriale, determinando una proliferazione di strutture complesse sul territorio tale da mettere in discussione il criterio principale, riferito al mero ambito territoriale di competenza degli Uffici. Questo riguarda l’insieme dei settori organizzativi del ministero, poiché la riorganizzazione ha comportato definizioni diverse dei livelli di responsabilità attribuibili a diversi soggetti; dai Soprintendenti, a cui vengono poste in capo responsabilità dirette su materie diverse e non attinenti alla specifica specializzazione, ai direttori delle DM regionali che tendono ad acquisire, unitamente ai Musei autonomi, tutto il circuito indirizzato alla fruizione. In tale contesto non possiamo non rilevare l’anomalia che si sta determinando in questo Ministero rispetto all’ampliamento esponenziale del ricorso agli incarichi fiduciari ex art. 19, comma 6, del D. Lgs. n.165/01, determinato da una serie di misure in deroga adottate solo per il ministero a cui si aggiunge l’ulteriore deroga proveniente dai criteri di attuazione del PNRR.

Occorre in sostanza, a nostro parere, affrontare in maniera sistemica tutte le questioni irrisolte che riguardano la gestione della dirigenza ministeriale: dalla revisione dei criteri di graduazione delle fasce alla riscrittura dei criteri di valutazione, dalla definizione del contratto integrativo al confronto sul piano assunzionale specifico. Problematiche che riteniamo centrali ai fini del buon funzionamento dei servizi ma che scontano sinora ritardi e sottovalutazioni rispetto ad una corretta gestione delle relazioni sindacali, la cui qualità è palesemente differente da quanto avviene nella contrattazione che riguarda il restante personale.

Ci auguriamo pertanto che la Direzione politica colga il senso delle nostre preoccupazioni e si operi per riportare a livelli adeguato il sistema dedicato di relazioni sindacali.

Per quanto riguarda invece le modifiche al DM Musei non possiamo che ribadire la nostra forte contrarietà ad una divisione tout court tra i sistemi di tutela e quelli di valorizzazione del patrimonio culturale. Una posizione nota che noi abbiamo assunto sin dall’inizio di questo complesso percorso riorganizzativo ma che ci sembra opportuno riaffermare anche alla luce delle spiegazioni che lei ci ha dato in relazione alla scelta di assegnare ai circuiti dell’offerta dei servizi culturali praticamente tutto il patrimonio che può essere fruibile coerentemente con i principi che hanno accompagnato le riforme. Dalle segnalazioni che ci sono pervenute appare in molti casi concretamente difficile operare questa divisione. Possiamo citare il caso della Basilica sotterranea di Porta Maggiore a Roma, che ci pare emblematico proprio perché ci risulta che non è in condizione attualmente di fruibilità da parte dei cittadini e che sono in corso attività di manutenzione e messa in sicurezza da parte della Soprintendenza romana finalizzate esattamente a garantirne una migliore fruibilità. Sottrarre questi siti alla competenze dirette della Soprintendenze rischia di interrompere percorsi di tutela senza che vi siano le condizioni per una loro fruibilità. Anche in considerazione delle ridottissime consistenze organiche che notoriamente affliggono tutti gli Uffici interessati. Si rischia di operare conseguentemente una divisione del tutto artificiale senza concrete conseguenze sul piano della valorizzazione. Pertanto apparirebbe opportuna una ulteriore riflessione sulle criticità sopra esposte verificando caso per caso, sulla base delle relazioni tecniche predisposte dagli uffici competenti, l’opportunità di tali operazioni.

Da ultimo ci permettiamo alcune considerazioni fuori tema ma che ci pare opportuno richiamare:

le attività connesse alla realizzazione del PNRR stanno comportando moltiplicazioni dei carichi di lavoro in capo ai pochi dipendenti del Ministero, come sta avvenendo per il personale della DG ABAP chiamato a duplicare i compiti ed i carichi di lavoro per disposizione del Direttore generale che è pure il Soprintendente ad interim della Soprintendenza nazionale per l’attuazione del PNRR. Anche in questo caso vogliamo richiamare la necessità che si affronti questa sfida con strumenti straordinari e non ricalcando prassi consolidate le cui conseguenze ricadono tutte sulle spalle dei lavoratori. Questo comporta un rafforzamento delle strutture ed investimenti organizzativi conseguenti, oltre naturalmente l’esigenza di reperire risorse aggiuntive per garantire quantomeno adeguati riconoscimenti agli sforzi produttivi che i lavoratori sono chiamati a compiere.

Per tale motivo e per le condizioni generali degli organici appare necessario rivedere ed implementare le previsioni occupazionali e i fabbisogni necessari al funzionamento di strutture complesse volute dalla stesso processo riorganizzativo, nonché velocizzare le procedure di reclutamento che ancora purtroppo non vedono conclusi concorsi in atto e non vedono avviati concorsi già da tempo autorizzati. Su questo tema sollecitiamo il confronto prendendo atto della disponibilità che lei ha espresso e che noi apprezziamo.

Infine ci pare del tutto urgente una convocazione, da parte del Segretario Generale, di una riunione avente all’ordine del giorno la revisione dei protocolli sicurezza alla luce delle modifiche normative in materia di accesso ai luoghi di lavoro e relative alla regolamentazione dello smart working introdotte di recente.

Distinti saluti

Claudio Meloni

FP CGIL Nazionale

pubblichiamo la nota informativa emanata dalla Direzione Centrale per la Formazione riguardo il decreto del 41° corso per Formatori Professionali

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