“L’aumento medio lordo per il personale della Polizia Penitenziaria – prosegue il sindacato – è di 129.27 euro e la parte pubblica propone di ripartire le risorse, mettendo l’80% per cento sulla parte fissa e continuativa del salario, dividendolo circa a metà tra parte parametrale e indennità pensionabile, e il 20% sul salario accessorio. Considerato però che con questo rinnovo contrattuale dobbiamo completare il percorso avviato con il precedente, non possiamo esimerci dal quantificare i costi della parte normativa, prima di decidere quante risorse utilizziamo per modificare il sistema indennitario e quante ne destiniamo al fondo di efficienza per i servizi istituzionali. Continuiamo a registrare un ritardo dell’amministrazione su queste procedure, che non consente di agevolare il confronto”
Infine, aggiunge, “registriamo qualche timido passo avanti rispetto alle proposte che abbiamo avanzato sulla nostra piattaforma, ma ancora c’è molto da fare su temi come le ferie solidali, il congedo per le donne vittime di violenza e il trattamento economico di trasferimento”, conclude la Fp Cgil.
Pubblichiamo lo schema del regolamento e le relative modifiche, apportate dalla Direzione Centrale per gli Affari Generali per il concorso Vice Direttore Tecnico Scientifico.
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione con la quale definisce il programma didattico del corso Capo Squadra decorrenza 2020
Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito gli aggiornamenti pervenuti riguardo i corsi in ingresso per la qualifica di Vigile del Fuoco
Nella giornata del 5 ottobre 2021, dopo l’ultimo incontro tenutosi nel mese di luglio u.s., presso la sede Nazionale di Anaste a Roma si è tenuto un nuovo confronto con la delegazione trattante coordinata dall’attuale Presidente dell’ “Associazione nazionale strutture territoriali e per la terza età”, dott. Sebastiano Capurso, per proseguire la discussione in merito alla possibilità di giungere alla sottoscrizione di un nuovo CCNL con le Organizzazioni sindacali confederali.
Il Presidente di Anaste, nell’introdurre i lavori, ha rappresentato le difficoltà che interessano molte delle strutture associate, con particolare riferimento a quelle di piccole e medie dimensioni, per via degli effetti dei mancati adeguamenti delle tariffe da parte delle Regioni.
FP Cgil, Cisl FP, UIL FPL, Fisascat CISL e UILTucs, pur riconoscendo le difficolta che la pandemia ha procurato soprattutto alle RSA, hanno ribadito la necessità di giungere alla sottoscrizione di un nuovo CCNL Anaste, che stia dentro il perimetro dei contenuti già sottoscritti in altri contratti del terzo settore, riconoscendo alle lavoratrici e ai lavoratori i giusti riconoscimenti in relazione a professionalità e qualità dei servizi erogati.
La delegazione trattante di Anaste si è mostrata disponibile ad accogliere la proposta avanzata dalle OO.SS, riconfermando la volontà di voler sottoscrivere un nuovo CCNL con le Organizzazioni sindacali confederali, in discontinuità con quanto avvenuto nel recente passato. Pertanto le parti hanno stabilito di fissare un calendario di incontri utili per entrare nel merito dei contenuti del CCNL con la finalità di giungere ad un’ipotesi condivisa del nuovo contratto.
Il prossimo incontro si terrà in data 19 ottobre p.v.
FP CGIL
Michele Vannini
CISL FP
Franco Berardi
FISASCAT CISL
Fabrizio Ferrari
UIL FPL
Bartolomeo Perna
UILTuCS
Paolo Proietti
Al Direttore Generale ENAC
Dott. Alessio Quaranta
SEDE
Egregio Direttore Generale,
è emerso che, su indicazioni dei vertici dell’Ente, più Direttori di Linea stiano richiamando il
personale dipendente affinché, per essere considerato rispettoso in modo esatto e uniforme delle
disposizioni contenute nella nota adottata da Lei il 13 ottobre 2020, prot. n. 98981, in materia di
lavoro agile, torni a lavorare in presenza per almeno tre giorni a settimana.
A noi risulta che le cose stiano diversamente, tanto è vero che nel disposto da Lei adottato si legge
quanto segue:
“La modalità di svolgimento del lavoro agile, in questo periodo di emergenza epidemiologica, limita
la presenza in ufficio del personale ad almeno un giorno alla settimana, salvo diverse e
comprovate esigenze lavorative ovvero a disposizioni delle competenti autorità che dispongano
limitazioni più stringenti.”
Relativamente ai tre giorni da lavorare in presenza richiesti al personale ordinario non dirigente,
non ci risulta che ciò sia disciplinato in nessuna parte della Sua nota.
Se però nella novella interpretazione della suddetta nota (visto che per un anno la si è interpretata
diversamente) ci si riferisce a quanto segue:
“I Direttori Centrali, sulla base delle esigenze lavorative, possono concordare con i rispettivi
direttori di linea modalità di lavoro agile su base settimanale con una frequenza in presenza di
almeno tre giornata alla settimana, tali da garantire comunque lo svolgimento dei processi
assegnati alla singola direzione. Resta inteso che qualora esigenze particolari richiedano la
presenza del dirigente presso la rispettiva sede di lavoro questi è tenuto a garantirla.”, riteniamo
che qui si parli inequivocabilmente del rapporto che esiste tra Direttori Centrali e Direttori di Linea,
e delle indicazioni sulla presenza in loco dei dirigenti che il Direttore Centrale concorda con gli
stessi.
Ora, se per assurdo entrambi i passaggi della nota qui riportati mirano a disciplinare le modalità
di lavoro agile della stessa tipologia di personale, visto che nel caso sarebbero palesemente in
contraddizione tra loro, ci chiediamo: Il personale deve garantire almeno un giorno in presenza
salve fatte diverse e comprovate esigenze lavorative o deve concordare coi Direttori Centrali la
modalità di lavoro in presenza nella misura di almeno tre giorni a settimana, salvo l’esigenza di
presenziare ulteriormente?
Vogliamo sottolineare il fatto che, qualora fosse vera l’ultima parte, ne deriverebbe un conflitto con
quanto disposto dal Dlgs 165/2001 sul potere decisionale e l’autonomia di giudizio dei dirigenti di
linea.
Per quanto esposto finora, Egregio Direttore Generale, siamo qui a chiederLe un’interpretazione
autentica, perché in questi ultimi giorni la nuova interpretazione della Sua nota, come viene data
da alcuni dirigenti, stravolge completamente quella che è stata a tutti gli effetti efficace nell’ultimo
anno .
Confidando in un chiarimento che aiuti a far luce, riteniamo che i lavoratori dell’Ente che hanno
osservato la precedente interpretazione siano stati completamente adempienti e rispettosi in modo
esatto e uniforme rispetto a quanto disposto da Lei il 13 ottobre 2020.
Cordiali saluti.
F.to F.to F.to F.to F.to
FP-CGIL FIT-CISL/CISL-FP UIL-PA FLP/CIDA USB-PI
E. Billi S. Ingrassia C. Conti R. Concilio C. Del Villano
Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF riguardo la richiesta di immediata attuazione delle procedure per merito comparativo
previste dal D.lgs n.217/2005 per la copertura dei 7 posti da primo dirigente
logistico gestionale, informatico e per la comunicazione in emergenza
“Tra pandemia e futuro: il servizio sociosanitario nazionale al bivio del Pnrr”. È l’iniziativa promossa dalla Fp Cgil in programma lunedì 11 ottobre dalle ore 15 alle ore 17.30 in diretta streaming sulla pagina Facebook @fpcgil. Alla tavola rotonda, coordinata dal giornalista del Quotidiano Sanità, Luciano Fassari, interverranno: Paola Boldrini, vicepresidente della commissione Sanità del Senato; Elena Carnevali, Commissione Affari Sociali della Camera; Rossana Dettori, segretaria confederale Cgil; Raffaele Donini, coordinatore commissione Salute conferenza delle Regioni; Vasco Errani, vicepresidente della commissione Bilancio del Senato; Stefano Lorusso, capo segreteria Tecnica del Ministro della Salute; e Serena Sorrentino, segretaria generale Fp Cgil.
Pronti al rientro in massa?
Il PNRR, tra gli obiettivi dichiarati, ha l’ammodernamento della pubblica Amministrazione e se i dipendenti dell’Istituto hanno accolto la sfida impegnandosi nella modalità agile, non altrettanto sta avvenendo con il nuovo sistema organizzativo delle sedi.
Abbiamo rappresentato in più occasioni che, a nostro parere, la prossimità all’utenza non è la vicinanza fisica al cittadino: chi, tra gli utenti, pensa oggi che per aver soddisfatto un proprio diritto debba fare una fila nella quale forse gli verrà prenotata una nuova fila?
Tant’è e il 18 ottobre secondo il decreto Brunetta prevede il rientro graduale in presenza e l’obbligo del green pass per i lavoratori e ogni bravo manager sta facendo il suo lavoro, magari nel sottobosco. C’è chi richiama i dipendenti, chi limita il numero dei giorni di assenze, chi aspetta e chi prepara un messaggio da diffondere col favore delle tenebre per soffocare la protesta e la legittima preoccupazione rispetto ai rischi.
Le linee guida ministeriali (in corso di completamento) prevedono che il soggetto preposto al controllo del green pass è il datore di lavoro, che può delegare a personale interno, preferibilmente di ruolo DIRIGENZIALE, con atto scritto e che il preposto alla verifica deve essere delegato a vietare l’accesso a chi non fosse in regola con il green pass.
Le certificazioni individuali non dovranno essere raccolte né conservate.
Inoltre, i protocolli di sicurezza andranno rispettati scrupolosamente nel rispetto dei lavoratori e, soprattutto, dell’utenza.
E questo è ciò che pretenderemo, in ogni sede!
Chi è pronto alle fughe in avanti lo sappia.
Roma, 06 ottobre 2021
FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo Scilinguo
UIL PA
Sergio Cervo
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per l’Emergenza il Soccorso Tecnico e l’Antincendio Boschivo in merito lo stanziamento di ore per l’attività straordinaria dovuta all’emergenza sanitaria in atto
UN’AMMINISTRAZIONE SORDA!
Un’amministrazione muscolare, usiamo volutamente il carattere minuscolo vista la considerazione che l’INPS ha del proprio personale ed il disprezzo manifestato verso le sue lavoratrici ed i suoi lavoratori, ieri sera, è costume di questa gestione fare le comunicazioni dopo il tramonto al pari dei ladri che si muovono al buio, ha pubblicato il messaggio Hermes che, dietro la foglia di fico della riorganizzazione del front-end, dispone l’accesso indiscriminato del pubblico alle sedi. Come avevamo già anticipato in un precedente comunicato l’amministrazione ha deciso un ritorno al passato dimostrando la più assoluta e completa disattenzione nei confronti dei colleghi.
Rispetto a questa decisione, adottata in perfetta solitudine dalla tecnostruttura ed irrispettosa degli standard minimi di correttezza e di buona educazione nei rapporti tra datore di lavoro ed organizzazioni sindacali, esprimiamo, forti di in confronto reale con circa 2.500 colleghi su tutto il territorio nazionale con le assemblee di questi giorni, un confronto non mediato dalla presenza di rappresentanti dell’Istituto come è avvenuto recentemente nelle interlocuzioni che l’amministrazione ha organizzato con i territori in occasione dell’estensione del reassessment, il nostro disappunto (vorremmo utilizzare un’espressione più forte, ma non possiamo farlo perché noi, a differenza dell’amministrazione, conosciamo le regole di base della buona educazione!) preannunciando sin da adesso iniziative a tutela della salute e sicurezza non solo dei colleghi, ma anche di tutti coloro i quali a qualsiasi titolo possano interloquire con le nostre strutture territoriali.
I datori di lavoro presenti su tutte le sedi Inps sono avvertiti!
FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo
Scilinguo
UIL PA
Sergio Cervo