Pubblichiamo la nota della Direzione centrale per la Formazione riguardo la nuova graduatoria per le convocazioni per il  Corso di formazione alla qualifica di Capo Squadra decorrenza 2020

Pubblichiamo il resoconto dell’incontro tenutosi presso il Dipartimento,  riguardo la certificazione verde che sarà obbligatoria dal 15 ottobre 2021.

Richieste direttive che non lascino ad interpretazioni e che non discriminino il personale

COMUNICATO

Nella giornata di ieri si è tenuta la riunione per l’accordo su turni/reperibilità e sul Fondo Risorse Decentrate anno 2020. Nel primo caso abbiamo chiesto e ottenuto di inserire nella reperibilità gli RSPP che, per le peculiarità dell’anno trascorso, sono stati sempre coinvolti nelle attività relative alla gestione della sicurezza per la pandemia.

Per quanto attiene al FRD 2020 la discussione si è focalizzata sulla distribuzione del premio di differenziazione previsto dall’articolo 78 del CCNL. Nel 2020 circa il 50% del personale ha raggiunto le valutazioni più elevate: pertanto l’Amministrazione ha portato al tavolo una proposta di individuazione di criteri per definire il 5% a cui attribuire il premio. Come FP CGIL abbiamo riaffermato la nostra posizione secondo cui, a fronte di colleghi che hanno conseguito la valutazione massima, non è assolutamente possibile procedere ad ulteriori differenziazioni. Si è avviata una lunga discussione e al termine della quale si è addivenuti alla decisione di individuare i seguenti criteri: valutazioni del triennio, complessità del lavoro svolto e flessibilità d’impiego. Come Fp Cgil abbiamo manifestato il nostro disaccordo sui criteri individuati; abbiamo però deciso di firmare solo ed esclusivamente per consentire l’erogazione del fondo.

Durante l’incontro abbiamo inoltre chiesto di valutare la possibilità di effettuare nuove progressioni orizzontali da esplicarsi preferibilmente entro l’anno in corso mantenendo così fede agli impegni assunti del 2019.
Successivamente sono stati affrontati diversi problemi tra i quali: la
revisione del sistema di valutazione dei dirigenti, l’emanazione del regolamento per l’incentivo e le elezioni CPA. In merito a queste ultime l’Amministrazione ci ha comunicato di aver accolto la nostra richiesta di rinvio e di aver fissato le elezioni per il 14, 15 e 16 dicembre.

Alla nostra istanza di conoscere le modalità di effettuazione delle prove per il passaggio di area l’Amministrazione ci ha detto che, nella prossima settimana, valuterà se è il caso di diffondere preventivamente una banca dati. A tal proposito abbiamo chiesto un incontro preventivo per affrontare la questione e per discutere anche della graduatoria dei passaggi dalla prima alla seconda area.

Sul tema assunzioni del personale, l’Amministrazione ci ha comunicato che sta assumendo in II area attraverso graduatorie di idonei. Per quanto attiene alla terza area, invece, sono in corso due concorsi: quello per funzionario ingegnere e quello per funzionario amministrativo contabile. A breve, inoltre, sarà pubblicato un bando per dirigenti tecnici.

Abbiamo rappresentato che molti uffici, pur in presenza delle disposizioni che congelano fino al 15 ottobre la situazione prevista nel protocollo di giugno, stanno emanando disposizioni che riguardano il rientro dei lavoratori in presenza. Il Direttore del Personale ha preso atto di quanto comunicato, interverrà nei casi segnalati e ci ha rappresentato che, successivamente alla pubblicazione delle linee guida della Funzione Pubblica, prima di procedere all’emanazione di qualsiasi atto convocherà le OO.SS.

La Coordinatrice nazionale MIMS                                                     per la Fp Cgil Nazionale

Carmen Sabbatella                                                                                    Paolo Camardella

‘Lo sfascio della Giustizia: non saranno i lavoratori a pagare!’. Queste le parole d’ordine della due giorni di mobilitazione, in programma il 13 e il 14 ottobre, delle lavoratrici e dei lavoratori del sistema Giustizia, promosse da Fp Cgil, Cisl Fp e Uilpa.
Nel volantino le rivendicazioni, insieme alla lettera aperta alle lavoratrici e ai lavoratori.

COMUNICATO UNITARIO FP CGIL FIT CISL UILTRASPORTI FIADEL – (VOLANTINO)

Nella giornata di martedì 28 settembre si sono interrotte le trattative per il rinnovo dei CCNL del comparto dell’igiene ambientale.

Tale decisione è scaturita dalla profonda insoddisfazione per l’andamento del negoziato, sia nel merito che per i tempi che lo stesso sta avendo.

Negli ultimi mesi abbiamo tenacemente provato a sviluppare – anche nel dettaglio – i temi della piattaforma sindacale e i bisogni dei lavoratori affinché si potesse sottoscrivere un rinnovo contrattuale di prospettiva, più coerente con l’indispensabile sviluppo industriale delle aziende, ma soprattutto come necessario strumento rinnovato nelle regole e nelle tutele per lavoratrici e lavoratori.

Le Associazioni datoriali sia pubbliche che private, nonostante il senso di responsabilità mostrato dai lavoratori del comparto durante tutta la fase pandemica, in questi mesi hanno solo mantenuto degli atteggiamenti spesso ondivaghi e con pregiudiziali varie, che hanno poco a che vedere con il rinnovo del CCNL, se non nella logica di abbattimento del costo del lavoro.

Evidentemente, si ha anche la necessità di perdere tempo e di condurre delle battaglie ideologiche senza considerare i reali bisogni delle imprese e dei lavoratori.
Ovviamente, la breve riunione di martedì 28 settembre – nei termini della procedura di legge – si è chiusa con un nulla di fatto e ha sancito la rottura del tavolo delle trattative con il conseguente recapito, alle Associazione datoriali e alla Commissione di Garanzia, della dichiarazione di sciopero per tutte le imprese pubbliche e private, da svolgersi per tutta la giornata di lunedì 8 novembre 2021.

Lo sciopero nazionale sarà per l’intera giornata e riguarderà tutti i turni di lavoro con inizio nella medesima giornata.

La rottura delle trattative, oltre al grave ritardo di 27 mesi di mancato rinnovo, si è consumata – come più volte ricordato – sulle mancate risposte alle istanze presentate dal Sindacato e su delle proposte datoriali che noi riteniamo inaccettabili:

  • Flessibilità estrema sull’organizzazione del lavoro attraverso il sistema degli orari;
  • Ridimensionamento del sistema delle relazioni industriali per privare i lavoratori della rappresentanza e della partecipazione all’interno dell’azienda;
  • Precarizzare i rapporti di lavoro soprattutto per lavoratori part/time;
  • Eliminare totalmente il limite massimo dei lavoratori part/time presenti in azienda;
  • Parte economica esclusivamente legata agli indici inflattivi e alle dinamiche del corrispettivo economico del committente all’azienda;
  • Mancato riconoscimento delle professionalità dei lavoratori addetti agli impianti.

La conclusione del rinnovo contrattuale non può prescindere da obiettivi come:

  • CCNL unico e di filiera attraverso l’allargamento del campo di applicazione verso gli impianti di riciclo;
  • Rafforzamento delle relazioni industriali attraverso un sistema maggiormente partecipativo dei lavoratori;
  • Evoluzione delle condizioni di lavoro per tutelare la salute degli operatori;
  • Sviluppo delle norme sul mercato di lavoro;
  • Sviluppo dei processi di formazione continua;
  • Miglioramento in maniera armonica della classificazione del personale;
  • Perfezionamento degli articoli contrattuali relativi ai lavoratori degli impianti;
  • Esigibilità contrattuale della clausola sociale;
  • Accordo economico che non tenga conto solo delle percentuali inflattive e che sviluppi maggiormente il welfare contrattuale e le varie indennità.

Il Sindacato non torna più indietro, perchè la sfida alla modernizzazione del settore, anche attraverso le risorse dal PNRR, è solo una: ciclo integrato dei rifiuti e crescita dimensionale delle aziende, qualità ambientale a tariffe contenute per i cittadini, economia industriale e nuove tutele contrattuali per lavoratrici e lavoratori in un rinnovato contratto unico del lavoro.

Non vogliamo e non possiamo davvero pensare che il contratto nazionale possa essere immaginato come strumento di precarizzazione e flessibilità senza regole, capace di concorrere solo con delle brutte pratiche che accadono sempre più spesso in alcune aree del Paese.

Non possiamo permettere che si mettano in discussione le tutele per lavoratrici e lavoratori, il sistema di relazioni industriali e la rappresentanza sindacale, che non si condividano strumenti contrattuali per migliorare le condizioni e i carichi di lavoro, ma che si voglia la precarizzazione e lo sfruttamento di lavoratrici e lavoratori come unico modello per competere.

La mobilitazione sarà lunga e dura certi che il rinnovo contrattuale, come sempre, sarà frutto delle idee e della determinazione di tutte le lavoratrici e di tutti i lavoratori.

Il settore dei servizi ambientali sciopera l’8 novembre 2021.

Al MIC

Sig. Capo di Gabinetto

prof. Lorenzo Casini

Sig. Segretario Generale

dr. Salvo Nastasi

sig. D.G. Organizzazione

dr.ssa Marina Giuseppone

Sig. Dirigente Servizio II

DG Organizzazione

dr.ssa Sara Conversano

LORO SEDI

Oggetto: Osservazioni sui DM di graduazione delle fasce dirigenziali con riferimento alle strutture di nuova istituzione e di modifica al DM Musei

Sig. Capo di Gabinetto

in relazione all’oggetto e tenuto conto di quanto emerso nel corso della riunione con la S.V. , nonché delle considerazioni che lei ha svolto in replica alle osservazioni prodotte dalle OO.SS., riteniamo di dover svolgere le seguenti considerazioni:

per quanto concerne i Decreti di graduazione delle fasce dirigenziali dobbiamo ribadire che la materia comunque necessita di un confronto preventivo ai sensi di quanto previsto dall’art. 43 del CCNL Dirigenti Funzioni Centrali 2016/2018. A tal riguardo, preso atto delle sue precisazioni, sarebbe quanto mai opportuno un confronto finalizzato alla verifica dei criteri di attribuzione delle suddette fasce alla luce delle profonde modifiche che via via sono intervenute nella struttura ministeriale, determinando una proliferazione di strutture complesse sul territorio tale da mettere in discussione il criterio principale, riferito al mero ambito territoriale di competenza degli Uffici. Questo riguarda l’insieme dei settori organizzativi del ministero, poiché la riorganizzazione ha comportato definizioni diverse dei livelli di responsabilità attribuibili a diversi soggetti; dai Soprintendenti, a cui vengono poste in capo responsabilità dirette su materie diverse e non attinenti alla specifica specializzazione, ai direttori delle DM regionali che tendono ad acquisire, unitamente ai Musei autonomi, tutto il circuito indirizzato alla fruizione. In tale contesto non possiamo non rilevare l’anomalia che si sta determinando in questo Ministero rispetto all’ampliamento esponenziale del ricorso agli incarichi fiduciari ex art. 19, comma 6, del D. Lgs. n.165/01, determinato da una serie di misure in deroga adottate solo per il ministero a cui si aggiunge l’ulteriore deroga proveniente dai criteri di attuazione del PNRR.

Occorre in sostanza, a nostro parere, affrontare in maniera sistemica tutte le questioni irrisolte che riguardano la gestione della dirigenza ministeriale: dalla revisione dei criteri di graduazione delle fasce alla riscrittura dei criteri di valutazione, dalla definizione del contratto integrativo al confronto sul piano assunzionale specifico. Problematiche che riteniamo centrali ai fini del buon funzionamento dei servizi ma che scontano sinora ritardi e sottovalutazioni rispetto ad una corretta gestione delle relazioni sindacali, la cui qualità è palesemente differente da quanto avviene nella contrattazione che riguarda il restante personale.

Ci auguriamo pertanto che la Direzione politica colga il senso delle nostre preoccupazioni e si operi per riportare a livelli adeguato il sistema dedicato di relazioni sindacali.

Per quanto riguarda invece le modifiche al DM Musei non possiamo che ribadire la nostra forte contrarietà ad una divisione tout court tra i sistemi di tutela e quelli di valorizzazione del patrimonio culturale. Una posizione nota che noi abbiamo assunto sin dall’inizio di questo complesso percorso riorganizzativo ma che ci sembra opportuno riaffermare anche alla luce delle spiegazioni che lei ci ha dato in relazione alla scelta di assegnare ai circuiti dell’offerta dei servizi culturali praticamente tutto il patrimonio che può essere fruibile coerentemente con i principi che hanno accompagnato le riforme. Dalle segnalazioni che ci sono pervenute appare in molti casi concretamente difficile operare questa divisione. Possiamo citare il caso della Basilica sotterranea di Porta Maggiore a Roma, che ci pare emblematico proprio perché ci risulta che non è in condizione attualmente di fruibilità da parte dei cittadini e che sono in corso attività di manutenzione e messa in sicurezza da parte della Soprintendenza romana finalizzate esattamente a garantirne una migliore fruibilità. Sottrarre questi siti alla competenze dirette della Soprintendenze rischia di interrompere percorsi di tutela senza che vi siano le condizioni per una loro fruibilità. Anche in considerazione delle ridottissime consistenze organiche che notoriamente affliggono tutti gli Uffici interessati. Si rischia di operare conseguentemente una divisione del tutto artificiale senza concrete conseguenze sul piano della valorizzazione. Pertanto apparirebbe opportuna una ulteriore riflessione sulle criticità sopra esposte verificando caso per caso, sulla base delle relazioni tecniche predisposte dagli uffici competenti, l’opportunità di tali operazioni.

Da ultimo ci permettiamo alcune considerazioni fuori tema ma che ci pare opportuno richiamare:

le attività connesse alla realizzazione del PNRR stanno comportando moltiplicazioni dei carichi di lavoro in capo ai pochi dipendenti del Ministero, come sta avvenendo per il personale della DG ABAP chiamato a duplicare i compiti ed i carichi di lavoro per disposizione del Direttore generale che è pure il Soprintendente ad interim della Soprintendenza nazionale per l’attuazione del PNRR. Anche in questo caso vogliamo richiamare la necessità che si affronti questa sfida con strumenti straordinari e non ricalcando prassi consolidate le cui conseguenze ricadono tutte sulle spalle dei lavoratori. Questo comporta un rafforzamento delle strutture ed investimenti organizzativi conseguenti, oltre naturalmente l’esigenza di reperire risorse aggiuntive per garantire quantomeno adeguati riconoscimenti agli sforzi produttivi che i lavoratori sono chiamati a compiere.

Per tale motivo e per le condizioni generali degli organici appare necessario rivedere ed implementare le previsioni occupazionali e i fabbisogni necessari al funzionamento di strutture complesse volute dalla stesso processo riorganizzativo, nonché velocizzare le procedure di reclutamento che ancora purtroppo non vedono conclusi concorsi in atto e non vedono avviati concorsi già da tempo autorizzati. Su questo tema sollecitiamo il confronto prendendo atto della disponibilità che lei ha espresso e che noi apprezziamo.

Infine ci pare del tutto urgente una convocazione, da parte del Segretario Generale, di una riunione avente all’ordine del giorno la revisione dei protocolli sicurezza alla luce delle modifiche normative in materia di accesso ai luoghi di lavoro e relative alla regolamentazione dello smart working introdotte di recente.

Distinti saluti

Claudio Meloni

FP CGIL Nazionale

pubblichiamo la nota informativa emanata dalla Direzione Centrale per la Formazione riguardo il decreto del 41° corso per Formatori Professionali

Pubblichiamo  l’informativa in merito i corsi di formazione anno accademico 2021 -22 presso l’Istituto Superiore Antincendi

Pubblichiamo la nota dell’ ONA in merito l’avviso di selezione interna riservata al Personale in servizio appartenente al CNVVF per la formazione di un elenco di idonei a ricoprire l’incarico di aspirante vice direttrice dei centri di soggiorno dell’ONA

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione in merito la nuova graduatoria per la convocazione al corso Capo Squadra decorrenza 2020

LO SFASCIO DELLA GIUSTIZIA
NON SARANNO I LAVORATORI A PAGARE !!!!!

Lettera aperta alle lavoratrici ed ai lavoratori della Giustizia

La condizione della Giustizia, di tutta la Giustizia, è drammatica. Tale situazione ha origine antiche perché, salvo rare eccezioni, deriva da scelte sbagliate fatte dal potere politico nel corso degli ultimi trent’anni. La carenza di personale, a cui si aggiunge il sottodimensionamento degli organici in tutti i dipartimenti, ha raggiunto livelli allarmanti in alcuni uffici giudiziari, specie del nord, nella Esecuzione Penale Interna ed Esterna e negli Archivi Notarili.

La penuria di risorse materiali ed una informatizzazione, che rimane incompiuta nonostante gli ingenti investimenti, sono una ulteriore piaga che non accenna a guarire. Anche le prossime assunzioni (solo a tempo determinato) previste dal PNRR, NB per la sola amministrazione giudiziaria (addetti all’ufficio per il processo), paradossalmente, da notizie apprese anche dai mezzi di informazione e dai capi degli uffici, poiché mancano comunicazioni ufficiali, rischiano di peggiorare la situazione in quanto non sottrarranno ma scaricheranno ulteriore lavoro sulle cancellerie a partire dalle udienze e dalle esecuzioni civili e penali che si moltiplicheranno. Tra le scelte politiche sbagliate emblematica da ultimo è quella che concerne il possesso del Green Pass negli uffici giudiziari e nelle strutture penitenziarie, inspiegabilmente imposto a magistrati, anche onorari e lavoratori, ma non all’utenza (avvocati, periti, testimoni ecc.) che affolla uffici ed istituti nonostante la pandemia ancora in atto.

La situazione sopra descritta è stata però aggravata dalla sciatta gestione del personale posta in essere dai vertici dell’organizzazione giudiziaria (tutti magistrati sprovvisti di competenze gestionali ed organizzative) i quali hanno sistematicamente violato le relazioni sindacali disapplicando gli accordi che essi stessi avevano sottoscritto (ad es accordo 26.4.2017, recepito del DM 9.11.2017, accordo mobilità 15.7.2020, Contratto Collettivo Nazionale Integrativo con particolare riferimento alla contrattazione sul salario accessorio prevista obbligatoriamente ogni anno e che viceversa si tiene con anni di ritardo) e norme di legge approvate dal Parlamento (ad es. artt. 21 quater L. 132/2015, 492 bis CPC, 57 D.L.vo 165/2001). Questi comportamenti hanno pregiudicato l’efficienza degli uffici, che continua a peggiorare, e soprattutto hanno danneggiato i lavoratori perché, mentre venivano operate legittimamente migliaia di assunzioni, non venivano attivate le procedure per le progressioni giuridiche, dentro e tra le aree (cd riqualificazione), per le progressioni economiche (le due progressioni effettuate hanno riguardato pochi fortunati), per la mobilità, per il pagamento di un salario accessorio degno di questo nome, che per tale motivo è pagato con anni di ritardo. Tali comportamenti inoltre hanno immotivatamente esclusi i lavoratori dalla digitalizzazione delle procedure e dalla ricerca telematica dei beni da pignorare (ufficiali giudiziari).

La Fp Cgil la Cisl Fp e la Uilpa hanno con più note richiamato l’amministrazione al rispetto degli impegni presi e ad attuare nel più breve tempo possibile gli accordi sottoscritti ma, purtroppo,
anche la Ministra ed il sottosegretario con delega al personale non hanno risposto alle nostre richieste, dimostrando così il totale disinteresse e il poco rispetto che nutrono nei confronti dei dipendenti.

Per queste ragioni abbiamo dichiarato la mobilitazione dei lavoratori della Giustizia che, pertanto, trova piena giustificazione e proseguirà con quattro assemblee che si terranno il 13 ottobre a Milano, Napoli e presso gli Archivi Notarili (assemblea nazionale in call conference) ed il 14 ottobre a Roma.

Queste iniziative rappresentano solo l’inizio di un percorso che vedrà il sindacato confederale impegnato con ulteriori azioni, anche giudiziarie, ad assicurare il rispetto di quanto concordato e di quanto previsto dal legislatore: non è più tollerabile che nel Ministero della Giustizia si continuino a disapplicare impunemente le norme di legge e di contratto in danno dei cittadini e, in particolare, in danno delle lavoratrici e dei lavoratori.

Fp Cgil Fp Cisl e Uilpa sono state e saranno comunque pronte a sedersi al tavolo delle trattative per sottoscrivere accordi e trovare le possibili soluzioni ai problemi, specie in un momento così difficile e complicato, a condizione che la nostra voglia di cambiare, di innovare e di risolvere le questioni sul tappeto sia condivisa da una Amministrazione al momento dimostratasi inerte e refrattaria al cambiamento.

ORA BASTA !!!!!

Roma, 7 ottobre 2021

   FP CGIL                    CISL FP                 UIL PA
Russo / Prestini          Marra                 Amoroso

A seguito dell’Incontro con il Sottosegretario On. Carlo Sibilia in merito la ricostruzione della sede del Comando pubblichiamo il resoconto

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