Pubblichiamo il comunicato stampa unitario delle strutture regionali Fp Cgil VVf, Fns Cisl, Uil Pa VVF e Confsal VVF in merito l’andamento della campagna boschiva appena conclusasi
Si è tenuto ieri pomeriggio, presso la sede dell’AIOP nazionale un primo incontro con la commissione istituita destinata ai lavori delle RSA. Abbiamo registrato e preso atto della situazione da loro descritta rispetto alle difficoltà affrontate in questo periodo a livello nazionale, che coinvolgono il personale e gli aspetti organizzativi ed economici del settore.
Abbiamo con forza ribadito e rivendicato gli impegni presi alla firma della pre-intesa il 10 giugno 2020 a seguito della firma del contratto ARIS-AIOP dove le parti avevano un incontro programmato per il 13 luglio a cui AIOP non si è presentata: gli impegni prevedevano un negoziato le cui parti dovevano e devono necessariamente essere ARIS, AIOP, CGIL, CISL e UIL e sottolineato come per noi non sia possibile considerare lavori separati.
Impegno che le stesse parti datoriali avevano condiviso è per noi necessario perché si tracci un percorso di rinnovo contrattuale, invitando a superare qualsiasi situazione nell’interesse delle tante lavoratrici e lavoratori che da anni, troppi attendono la riapertura di questo negoziato. Ribadendo che per noi il contratto RSA è uno e nuovo ed esclude eventuali altri “contratti” in uso dalla parte datoriale.
Attenderemo pertanto si facciano le opportune valutazioni per riaggiornarci.
La segretaria nazionale Sanità privata
Barbara Francavilla
È proseguito nella giornata di oggi il confronto per il rinnovo del CCNL sanità pubblica, giunto al quarto incontro.
Aran nella giornata di ieri ha inviato alle OO.SS. due files contenenti la riproposizione aggiornata di due blocchi di articoli che erano già stati presentati in due incontri precedenti (il primo su parti delle relazioni sindacali e parti del rapporto di lavoro, il secondo su mobilità, tipologie flessibili del rapporto di lavoro e lavoro agile) e che sono stati, seppur con modalità diverse e separate, oggetto di invio di osservazioni e proposte ad Aran da parte di tutte le organizzazioni sindacali titolate a partecipare alla trattativa.
Parliamo di modalità diverse perché, ad esempio, come Cgil-Cisl-Uil abbiamo scelto di interagire solo con il primo documento, quello più corposo per dimensioni e titoli trattati, così da spingere le parti datoriali a fornire risposte alle nostre sollecitazioni; altri hanno lavorato su entrambi i blocchi di parziali modifiche proposte, altri ancora – che oggi curiosamente si spingono a rivendicare risultati significativi – hanno pensato non fosse possibile formulare proposte al di fuori dei (pochi) temi ritenuti da Aran meritevoli di modifica.
Per le considerazioni generali vi rimandiamo alla nota unitaria; da lì si evince con chiarezza quanto siano al momento insoddisfacenti le risposte che Aran ha fornito, certo per i contenuti, ma ancor prima per l’approccio che può sembrare si stia tentando di dare al negoziato.
Più nel dettaglio delle nostre valutazioni, vale la pena di sottolineare come, nel nostro intervento, abbiamo teso a chiarire come – per molti motivi che sono davanti agli occhi di tutti, e che non sono ascrivibili solamente agli esiti della pandemia – la trattativa per il rinnovo di questo contratto non si possa considerare una trattativa standard. E come non sia accettabile per noi l’ipotesi – che i testi di risposta di Aran sembrano adombrare – di fare passare un messaggio per cui al tavolo una parte abbia potere decisionale maggiore dell’altra.
Nel merito, abbiamo richiamato le controparti al rispetto degli impegni assunti dal Governo col Patto per l’innovazione e la coesione sociale del marzo scorso, a partire dai continui richiami che nel testo ci sono ad un rinnovato valore e ruolo delle relazioni sindacali, valutando del tutto incongruo l’approccio sul tema tenuto fino ad ora dalle controparti. Stesso dicasi per l’approccio del tutto ristrettivo adottato anche sugli altri temi, dall’orario di lavoro e istituti collegati, ai permessi e diritti individuali.
Per non parlare delle necessità, che resta inalterata, di acquisire finalmente una proposta datoriale sul tema della revisione del sistema di classificazione, posto che – almeno per Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl – la proposta è nota ad Aran, alle Regioni e a migliaia di lavoratrici e lavoratori che l’hanno discussa a approvata nelle assemblee.
Abbiamo quindi sottolineato, unitamente a Cisl e Uil, la necessità di cambiare passo.
Questo nostro approccio ha trovato d’accordo tutte le altre organizzazioni sindacali, a parte una che si è dichiarata fondamentalmente soddisfatta delle risposte dell’Aran.
Questa larga maggioranza di opinioni sindacali consonanti, ha evidentemente convinto il presidente Naddeo sulla necessità di produrre almeno un cambio di metodo; da qui la proposta di ripristinare le trattative in presenza considerando evidentemente quella modalità come più utile ad entrare finalmente in una trattativa più produttiva; condividendo questa proposta abbiamo però sottolineato come questo – stanti le attuali regole volte alla limitazione del contagio – non possa risolversi in una riduzione della possibilità di partecipare per le varie delegazioni sindacali. Da qui l’impegno comune a verificare, in vista dei prossimi incontri, la modalità migliore in grado di contemperare entrambe le esigenze.
Ovviamente vi terremo informati sui prossimi sviluppi.
Ipotizzare un passaggio dei medici di medicina generale alla dipendenza, nell’ambito di una complessiva riforma della medicina generale, non vuol dire perseguire lo scontro, ma al contrario rappresenta la volontà di sanare una frattura già in essere. Serena Sorrentino, segretaria generale della Fp Cgil, replica così al ministro della Salute, Roberto Speranza. Un botta e risposta a distanza: da una parte la dirigente sindacale nel corso del suo intervento all’iniziativa, promossa dalla categoria insieme allo Spi Cgil, ‘L’assistenza si costruisce insieme. I protagonisti del SSSN dialogano’, dall’altra il titolare della Salute che, a margine 78esimo Congresso nazionale della Federazione italiana medici di famiglia, è intervenuto sull’ipotesi di un passaggio alla dipendenza per i medici di famiglia, sostenendo che ‘chi oggi pone il tema della dipendenza lo fa per alimentare lo scontro’.
“Non vogliamo lo scontro, al contrario: vogliamo sanare la frattura”, ha affermato Sorrentino dal palco dei Frentani a Roma, aggiungendo: “La divisione è quella che c’è oggi tra convenzionati e dipendenti, noi al contrario lavoriamo per l’integrazione. Andiamo in direzione completamente opposta, noi vogliamo sanare la frattura che si è determinata. Perché è solo una delle tante: convenzionati sono i medici di medicina generale ma lo sono anche gli specialisti ambulatoriali. Quindi se casa della comunità significa prossimità della salute nel territorio, multiprofessionalità e multidisciplinarietà, dobbiamo mettere al centro una discussione seria sui tanti regimi che compongono il sistema salute e che oggi, contrapponendo interessi professionali, rompono la catena del valore della cura tra convenzionati e strutturati. Ci sono tanti modi per poter integrare la medicina generale nelle case di comunità e noi siamo pronti a discutere”.
Sullo stesso tema anche l’assessore alla Sanità e integrazione socio-sanitaria della Regione Lazio, Alessio D’Amato, ospite dell’iniziativa Fp e Spi: “Noi dobbiamo ragionare di un modello nuovo – ha detto D’Amato -, abbiamo bisogno di vino nuovo in otri nuove. Puntare sulle giovani generazioni che devono avere un’opzione e consentire loro di essere dipendenti del servizio sanitario nazionale. Questo ci consente di dare delle risposte ai fabbisogni che abbiamo e che saranno sempre maggiori. Non possiamo uscire dalla pandemia come ci siamo entrati”.
Al dibattito anche Paola Boldrini, vicepresidente della commissione Igiene e Sanità del Senato, che ha affermato sul tema della dipendenza: “Per superare le difficoltà che abbiamo registrato nella pandemia prevediamo nel tempo di cambiare il sistema, migliorando la loro formazione e andando in una transizione verso la dipendenza. Questo non vuol dire che siamo contro i medici di medicina generale, al contrario: proprio per aiutarli devono essere in rete con il sistema sanitario nazionale”. Per il futuro quindi l’idea è che vadano “inseriti tout court nel sistema sanitario nazionale perché possano usufruire delle prerogative che questo gli può dare”.
Infine l’opinione di Andrea Filippi, segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn: “Stiamo cercando di superare una frammentazione che già esiste, questa divisione fra convenzione e dipendenza, anche per mettere in valore le condizioni di lavoro, con le tutele e i diritti, che servono per lavorare bene, per il bene della cittadinanza. E questo non è secondario, è il cuore del problema”.
“Non vogliamo lo scontro. Al contrario: vogliamo sanare la frattura”. Così la segretaria generale della Fp Cgil, Serena Sorrentino, nel corso del suo intervento all’iniziativa, promossa dalla categoria insieme allo Spi Cgil, ‘L’assistenza si costruisce insieme. I protagonisti del SSSN dialogano’, replica alle parole del ministro della Salute, Roberto Speranza, che oggi, al 78esimo Congresso nazionale della Federazione italiana medici di famiglia, è intervenuto sull’ipotesi di un passaggio alla dipendenza per i medici di famiglia, sostenendo che ‘chi oggi pone il tema della dipendenza lo fa per alimentare lo scontro’.
“La divisione – ha aggiunto – è quella che c’è oggi tra convenzionati e dipendenti, noi al contrario lavoriamo per l’integrazione. Andiamo in direzione completamente opposta, noi vogliamo sanare la frattura che si è determinata. Perché è solo una delle tante: convenzionati sono i medici di medicina generale ma lo sono anche gli specialisti ambulatoriali. Quindi se casa della comunità significa prossimità della salute nel territorio, multiprofessionalità e multidisciplinarietà, dobbiamo mettere al centro una discussione seria sui tanti regimi che compongono il sistema salute e che oggi, contrapponendo interessi professionali, rompono la catena del valore della cura tra convenzionati e strutturati. Ci sono tanti modi per poter integrare la medicina generale nelle case di comunità e noi siamo pronti a discutere”, ha concluso Sorrentino.
Rivedi in basso l’intervento integrale di Serena Sorrentino
“È necessario un cambiamento radicale dell’organizzazione del lavoro del Servizio socio sanitario nazionale e servono soprattutto finanziamenti per il personale che, al contrario, non si intravedono né nel Pnrr né nella Nadef, la quale invece registra un forte taglio del fondo sanitario, pari a 6 miliardi nei prossimi due anni”. Ad affermarlo è il segretario nazionale della Fp Cgil Medici e Dirigenti Ssn, Andrea Filippi, nel corso del suo intervento all’iniziativa, promossa dalla categoria insieme allo Spi Cgil, ‘L’assistenza si costruisce insieme. I protagonisti del SSSN dialogano’.
Per il dirigente sindacale, “abbiamo innanzitutto un problema di risorse che, nonostante la pandemia, non registrano un avanzamento ma anzi una netta diminuzione, ma soprattutto abbiamo un problema di organizzazione dei servizi e del lavoro. Organizzazione che oggi ha bisogno di essere più flessibile per essere costruita intorno al cittadino. Serve un modello flessibile che preveda una maggiore trasversalità fra le diverse competenze e una maggiore contaminazione di queste ultime, superando i modelli rigidi basati sul singolo riferimento professionale e quelli basati sul rapporto duale, peraltro asimmetrico. Vanno individuati invece dei servizi multiprofessionali – aggiunge – che possono offrire ai cittadini la flessibilità necessaria per adeguarsi alle loro esigenze di vita e salute. Per fare questo serve un cambiamento profondo, a partire da quello che rappresenta non solo l’avamposto primario della presa in carico dei cittadini, e cioè la medicina generale, ma che è soprattutto il vero punto debole della assistenza territoriale. Il sistema oggi congegnato del medico single practice di medicina generale è vecchio e inadeguato, e impedisce qualsiasi possibilità di cambiamento”.
“Non abbiamo ricette facili – prosegue Filippi -, le soluzioni vanno trovate nel dialogo coi cittadini, ai quali le istituzioni dovrebbero dare ascolto. La prospettiva organizzativa che dobbiamo intercettare è che nella riorganizzazione del lavoro tutti i professionisti abbiano un solo datore di lavoro e possibilmente lo stesso tipo di rapporto contrattuale. Altrimenti il sistema è ingovernabile. Un rapporto contrattuale che deve garantire tutele e diritti, come nel contratto della dirigenza sanitaria, superando quello libero professionale. Ai circa 48 mila medici di medicina generale, ai quali ne andrebbero aggiunti almeno altri 20 mila, serve una diversa organizzazione che li integri nel sistema”, conclude.
A seguito della richiesta unitaria Fp Cgil VF, Fns Cisl e Confsal VVF pubblichiamo la convocazione audizione parlamentare su atto Governo n. 310
“L’aumento medio lordo per il personale della Polizia Penitenziaria – prosegue il sindacato – è di 129.27 euro e la parte pubblica propone di ripartire le risorse, mettendo l’80% per cento sulla parte fissa e continuativa del salario, dividendolo circa a metà tra parte parametrale e indennità pensionabile, e il 20% sul salario accessorio. Considerato però che con questo rinnovo contrattuale dobbiamo completare il percorso avviato con il precedente, non possiamo esimerci dal quantificare i costi della parte normativa, prima di decidere quante risorse utilizziamo per modificare il sistema indennitario e quante ne destiniamo al fondo di efficienza per i servizi istituzionali. Continuiamo a registrare un ritardo dell’amministrazione su queste procedure, che non consente di agevolare il confronto”
Infine, aggiunge, “registriamo qualche timido passo avanti rispetto alle proposte che abbiamo avanzato sulla nostra piattaforma, ma ancora c’è molto da fare su temi come le ferie solidali, il congedo per le donne vittime di violenza e il trattamento economico di trasferimento”, conclude la Fp Cgil.
Pubblichiamo lo schema del regolamento e le relative modifiche, apportate dalla Direzione Centrale per gli Affari Generali per il concorso Vice Direttore Tecnico Scientifico.
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione con la quale definisce il programma didattico del corso Capo Squadra decorrenza 2020
Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito gli aggiornamenti pervenuti riguardo i corsi in ingresso per la qualifica di Vigile del Fuoco
Nella giornata del 5 ottobre 2021, dopo l’ultimo incontro tenutosi nel mese di luglio u.s., presso la sede Nazionale di Anaste a Roma si è tenuto un nuovo confronto con la delegazione trattante coordinata dall’attuale Presidente dell’ “Associazione nazionale strutture territoriali e per la terza età”, dott. Sebastiano Capurso, per proseguire la discussione in merito alla possibilità di giungere alla sottoscrizione di un nuovo CCNL con le Organizzazioni sindacali confederali.
Il Presidente di Anaste, nell’introdurre i lavori, ha rappresentato le difficoltà che interessano molte delle strutture associate, con particolare riferimento a quelle di piccole e medie dimensioni, per via degli effetti dei mancati adeguamenti delle tariffe da parte delle Regioni.
FP Cgil, Cisl FP, UIL FPL, Fisascat CISL e UILTucs, pur riconoscendo le difficolta che la pandemia ha procurato soprattutto alle RSA, hanno ribadito la necessità di giungere alla sottoscrizione di un nuovo CCNL Anaste, che stia dentro il perimetro dei contenuti già sottoscritti in altri contratti del terzo settore, riconoscendo alle lavoratrici e ai lavoratori i giusti riconoscimenti in relazione a professionalità e qualità dei servizi erogati.
La delegazione trattante di Anaste si è mostrata disponibile ad accogliere la proposta avanzata dalle OO.SS, riconfermando la volontà di voler sottoscrivere un nuovo CCNL con le Organizzazioni sindacali confederali, in discontinuità con quanto avvenuto nel recente passato. Pertanto le parti hanno stabilito di fissare un calendario di incontri utili per entrare nel merito dei contenuti del CCNL con la finalità di giungere ad un’ipotesi condivisa del nuovo contratto.
Il prossimo incontro si terrà in data 19 ottobre p.v.
FP CGIL
Michele Vannini
CISL FP
Franco Berardi
FISASCAT CISL
Fabrizio Ferrari
UIL FPL
Bartolomeo Perna
UILTuCS
Paolo Proietti