Il punto della categoria sul confronto per il rinnovo del contratto delle Funzioni Centrali, insieme al comunicato unitario

È proseguita l’8 luglio la trattativa per il rinnovo del CCNL 2019/2021 del Comparto delle Funzioni Centrali.
LAran ha inviato il 7 luglio un nuovo testo, aggiuntivo a quelli inviati precedentemente, con alcune nuove proposte specifiche sulla parte normativa. In particolare: sui congedi dei genitori, per specificare che i congedi parentali previsti dall’articolo 32, comma 1, del decreto legislativo n. 151/2001 si intendono “per ciascun figlio”; per inserire tra le materie del confronto “i criteri generali di priorità per l’accesso al lavoro agile”; per escludere i permessi previsti dalla legge n. 104/1992 e i permessi e congedi parentali dal divieto di cumulabilità con i permessi per l’espletamento di viste, terapie, prestazioni specialistiche od esami diagnostici.
Nel nuovo testo di Aran sono venute alcune prime risposte, ancora parziali, ad alcune richieste sindacali. In particolare: per cancellare il limite di quattro mesi l’anno per i giorni di assenza, senza riduzione del trattamento economico e del periodo di comporto, dovuti agli effetti collaterali delle terapie salvavita; per ridurre da 15 a 10 giorni lavorativi la soglia al di sotto della quale, in caso di assenza per malattia, interviene la riduzione del trattamento economico accessorio.
Come abbiamo già valutato più dettagliatamente nel comunicato unitario di CGIL CISL UIL, la discussione si è approfondita maggiormente sul tema del lavoro agile. Rispetto al quale unitariamente abbiamo presentato una proposta organica e complessiva con l’obiettivo di normare tutte le modalità di erogazione delle prestazioni lavorative in modalità diverse da quelle in presenza (telelavoro, smart working, co-working, con vincolo di spazio e di tempo, senza vincolo di spazio e/o di tempo, in forma mista tra lavoro in presenza e da remoto), sia per la parte giuridica sia economica come nella definizione di un sistema di relazioni sindacali e un sistema indennitario dedicato.
Il presidente di Aran ha chiarito che nei prossimi incontri renderà conto delle proprie valutazioni sulle proposte ricevute al fine di fare significativi passi avanti nella trattativa, che continuerà possibilmente a ritmo settimanale entrando anche nel merito dell’altro tema centrale di quesito rinnovo contrattuale, l’ordinamento professionale.

Il Segretario nazionale
Florindo Oliverio

Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture Fp Cgil VVF  e Confsal VVF sugli incontri con l’Amministrazione riguardo il settore della  formazione e quello sulle leggi speciali. In allegato il materiale inviato successivamente dalla Direzione Centrale per la Formazione

Pubblichiamo la circolare e i moduli di partecipazione emanati dall’Ufficio Attività Sportive in merito al 18° Campionato Italiano di calcio a 5 Memorial Fernando Montefusco che si terrà dal 04 al 09 ottobre 2021 a Gallipoli

Pubblichiamo la nuova convocazione del tavolo tecnico per la formazione a seguito dell’annullamento per l’incontro del 8 luglio per impegni della Direzione Centrale per la Formazione

Pubblichiamo la Circolare del Dipartimento Protezione Civile e la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito le Benemerenze eventi meteo Emilia Romagna maggio 2019

SOTTOSCRIZIONE ACCORDO CRITERI DI PAGAMENTO RETRIBUZIONE DI POSIZIONE E DI RISULTATO DIRIGENTI DELLA GIUSTIZIAMINORILE RELATIVA AGLI ANNI 2018/2019

IL SOTTOSEGRETARIO MACINA: A BREVE INCONTRO SU FUA 2019 E RELAZIONI SINDACALI PRESSO L’AMMINISTRAZIONE GIUDIZIARIA

Ieri, in un incontro alla presenza del Sottosegretario con delega al personale Macina, del Capo Dipartimento Tuccillo e del Direttore Generale Cacciapuoti, abbiamo sottoscritto l’accordo sui criteri di pagamento della retribuzione di posizione e di risultato dei dirigenti in servizio presso la Giustizia Minorile per gli agli anni 2018/2019.

A margine della riunione CGIL CISL e UIL hanno denunciato al Sottosegretario Macina la crisi delle relazioni sindacali presso l’organizzazione giudiziaria derivante dalla mancata applicazione degli accordi conclusi in materia di progressioni giuridiche tra le aree (transito degli ausiliari in area seconda, passaggio dei contabili, degli assistenti informatici e linguistici in area terza nonché lo scorrimento integrale delle graduatorie formate ex art. 21 quater L. 132/15 per funzionari giudiziari e per funzionari NEP) e nelle aree attraverso l’istituto della flessibilità (cambio di profilo: da conducente di automezzi ad operatore giudiziario; da operatore giudiziario ad assistente giudiziario; da assistente giudiziario a cancelliere esperto; da funzionario giudiziario a direttore) ed in materia di mobilità e di salario accessorio dei lavoratori (la ipotesi di accordo sul FUA 2019, sottoscritta alla fine di luglio 2020, è tuttora ferma al palo), dalla mancata applicazione di norme di legge quali l’art.21 quater L. 132/2015 che prevede il transito di contabili, assistenti informatici ed assistenti linguistici in area terza, l’art. 492 bis cpc che, consentendo all’ufficiale giudiziario di accedere alle banche dati gestite dalMEF al fine di ricercare i beni da pignorare, rende effettivo ed efficiente il recupero crediti, l’art. 57 D.L.vo 165/2001 che prevede la istituzione del Comitato Unico di Garanzia, dalla mancata definizione della vertenza UNEP (pieno inserimento dell’UNEP nel processo civile telematico; avvio della ricerca con modalità telematiche dei beni del debitore da pignorare in attuazione dell’art. 492 bis c.p.c.; piena attuazione dell’art. 149 bis CPC che prevede le notifiche telematiche; ricomposizione in area terza delle figure professionali dell’Ufficiale Giudiziario e del Funzionario UNEP ex art. 21 quater L. 132/2015; Sviluppo delle professionalità ed ampliamento dell’ambito di operatività dell’UNEP) e delle vertenze relative al personale informatico e tecnico.

Il sottosegretario Macina ha mostrato interesse per le delicate questioni sollevate dal sindacato confederale ed ha preannunciato in tempi brevi la convocazione del tavolo negoziale per la firma dell’accordo sui criteri di pagamento del FUA 2019 e sulla terza procedura di progressione economica nonché la calendarizzazione di incontri per affrontare le questioni poste al fine di rafforzare e valorizzare la contrattazione e il confronto con le organizzazioni sindacali. La stessa, infatti, ha affermato che è utile e necessaria la collaborazione con i rappresentanti dei lavoratori per l’integrale attuazione in particolare dell’accordo del 26 aprile 2017, la realizzazione della riforma della Giustizia e per l’attuazione del PNRR.

Roma, 8 luglio 2021

 

FP CGIL                    CISL FP                     UIL PA
Russo                       Marra                          Amoroso

Occasione per verificare gravi carenze personale e strutture spesso inadeguate

“In questi giorni i Nas stanno ispezionando i servizi di salute mentale di tutto il territorio nazionale, su mandato del Ministero della Salute. Un’iniziativa importante che dovrebbe servire a verificare prima di tutto le gravissime carenze di personale che oggi condizionano negativamente l’erogazione dei servizi offerti alla cittadinanza”. A farlo sapere è l’Osservatorio dei professionisti della salute mentale della Fp Cgil.

“Siamo fiduciosi – prosegue – sul fatto che le ispezioni dimostreranno la fondatezza delle richieste che gli operatori stanno facendo da anni in materia di scarsità di risorse, inadeguatezza e fatiscienza delle strutture, frequente assenza dei requisiti minimi di sicurezza, facendo giustizia dell’apporto professionale delle lavoratrici e dei lavoratori in un contesto che rischia di minare sempre più l’offerta di salute in un campo così delicato. Le buone pratiche in salute mentale dipendono prima di tutto dalle risorse messe a disposizione dei professionisti. Le disuguaglianze che insistono sul territorio nazionale dimostrano che non ci sono buoni o cattivi operatori, ma esclusivamente profonde disparità nelle dotazioni organiche su cui il Ministero deve intervenire garantendo più risorse a beneficio dei cittadini”, conclude.

ESITI RIUNIONE RINNOVO C.C.N.L. E SMART WORKING –

Si è svolta nell’odierno pomeriggio la riunione tra i rappresentanti di Sport e
Salute, i segretari delle Federazioni Sportive Nazionali e le scriventi organizzazioni
sindacali sull’avvio della negoziazione per il rinnovo dei Contratti collettivi nazionali di
lavoro del personale delle aree e dei dirigenti.
Nell’ambito della quale le scriventi O.S. hanno inteso introdurre – tra gli altri –
anche i temi degli apicali e del lavoro agile, quest’ultimo in considerazione della novità
contenute nella legge 17 giugno 2021 n. 87 “Conversione in legge, con modificazioni, del
decreto legge 22 aprile 2021 n. 52, recante misure urgenti per la graduale ripresa delle
attività economiche e sociali nel rispetto delle esigenze di contenimento della diffusione
dell’epidemia da COVID-19”.
Nella prima parte dell’incontro si è quindi proceduto a stabilire il calendario dei
prossimi incontri – poi fissati al 14, 21 e 28 luglio p.v. – e l’individuazione degli argomenti
da affrontare di volta in volta, con particolare riferimento a quelli già trattati nei tavoli
tecnici. Per quanto concerne il contratto collettivo nazionale dei dirigenti nei prossimi
giorni si terrà un incontro ad hoc con la società.
Si partirà, quindi, dal lavoro agile, che in questo momento rappresenta almeno per
noi una priorità, anche alla luce delle citate disposizioni legislative, che verrà affrontato,
assieme al sistema delle relazioni sindacali e alla contrattazione decentrata, nella
riunione fissata per il prossimo 14 luglio, vedremo in seguito se attraverso un accordo di
tipo strutturale, oppure se un’intesa limitata al rispetto e alla valenza delle predette
norme, nelle more delle decisioni che comunque il governo dovrà assumere sullo stato di
emergenza sanitaria nazionale. Nell’ambito dell’incontro abbiamo avuto modo di ribadire
la necessità che nell’ambito dei contributi pubblici erogati da Sport e Salute alle FSN
siano espressamente specificate le somme a copertura dei costi del personale, nonché,
sia introdotta l’indennità di vacanza contrattuale.
In definitiva, un incontro interlocutorio, nel quale però il dibattito franco e schietto
che è stato avviato tra le parti è almeno servito per chiarire alcune posizioni e registrare,
in questo primo approccio, una reciproca disponibilità a ragionare senza posizioni
precostituite e pregiudiziali.
Verificheremo in seguito se rispetto a questo primo utile appuntamento tale
disponibilità verrà confermata dalla delegazione trattante, in particolare quando si
tratterà di discutere del merito delle questioni poste ai rispettivi ordini del giorno.
Vi terremo come sempre tempestivamente informati.

Roma, 8.07.2021

FP CGIL             CISL FP            UILPA           CISAL FIALP        USB         UGL
F. Quinti           A.Bruni           P.Liberati         Dino Carola         M.Fofi    M.Palladino

All’ Ufficio IV Relazioni sindacali

Direzione generale del personale e delle risorse

Dipartimento dell’Amministrazione penitenziaria

Oggetto: Sistema di valutazione della carriera dirigenziale penitenziaria. Avvio fase sperimentale 2022. Osservazioni alla Bozza della Circolare trasmessa con nota del 23 giugno 2021 n 0239115.

La scrivente organizzazione sindacale, con riferimento alla nota n. 015457.ID del 22 giugno 2021 dell’ufficio Terzo – Personale dirigenziale, amministrativo e non di ruolo della Direzione Generale del personale e delle risorse del Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria, circa la determinazione di avviare una fase di sperimentazione dei meccanismi e delle procedure di valutazione del personale della carriera dirigenziale penitenziaria, e con riferimento precipuo al sistema di valutazione, rimette le proprie osservazioni.

In linea generale, non pare dubbia la necessità di dare avvio e porre a regime un sistema di valutazione del personale della carriera dirigenziale penitenziaria, dando così finalmente corretta esecuzione alle disposizioni vigenti (D. Lgs. 63/2005, Artt. 13 e 14) e restituendo dignità alla carriera del Dirigente penitenziario il quale, se pure destinatario di norme specifiche di settore, merita di essere riconsiderato all’interno del più ampio contesto della dirigenza pubblica, tutta operante per obiettivi, con valorizzazione della natura manageriale della categoria.

In tale direzione, si apprezza enormemente lo sforzo di introdurre, se pure a livello sperimentale, procedure e meccanismi di valutazione annuale.

Tuttavia, a fronte del tempo trascorso sia dalla normativa del 2006, sia dal decreto del Ministro della Giustizia del 28.01.2013 – che ha previsto una regolamentazione insufficiente e comunque transitoria, per la valutazione del dirigente, sino alla adozione del DPR di cui all’art. 20, comma 2, D. Lgs. 63/2006 – non pare avere oggi ancora senso né l’introduzione di una normativa di dettaglio di natura transitoria per la disciplina della valutazione in attesa del contratto ex art. 20 citato né l’avvio di una fase sperimentale.

In altre parole, a distanza di 8 anni dalla adozione del D.M. del 28.01.2013 ed a 15 dalla emanazione del D. Lgs. 63/2006, nell’ambito di una situazione di mora oramai pluriennale, in assenza di contratto di categoria, non si comprende l’utilità di sperimentare un sistema di valutazione inevitabilmente destinato ad essere riveduto con il contratto che, oltretutto, sebbene formalmente privo di alcun effetto nell’immediato e per l’avvenire nei confronti del singolo dirigente valutato, rischia comunque di esplicare effetti non preventivati e preventivabili in assenza di adeguate garanzie mentre, sotto altro profilo, implica dispendio d’energia dei soggetti coinvolti nell’attività valutativa.

Di tal che se, da un lato, si condivide e si apprezza l’avvertita esigenza di non procrastinare sine die la valutazione annuale dei dirigenti, non si condivide la strategia e la metodologia, ritenendosi che tale esigenza debba e possa trovare soluzione solo nell’avvio e celere conclusione delle procedure di contrattazione.

Vero è che proprio l’assenza del contratto non consente di superare lo stallo in cui è collocato da anni il personale della Dirigenza penitenziaria, anche con riferimento alla materia della valutazione.

Da qui, anche il pericolo che l’avvio di una fase sperimentale possa costituire ulteriore motivo di rallentamento delle procedure negoziali, sulle quali occorre finalmente concentrarci.

Con specifico riferimento alle disposizioni di dettaglio contenute nella circolare, si ritiene che i meccanismi di valutazione previsti rendano difficile il perseguimento dello scopo, rendendo ancor più vana la sperimentazione, mentre l’assenza di garanzie adeguate a tutela del dirigente non consentono di condividere il progetto.

In dettaglio.

  1. A pag. 7 della Circolare si fa riferimento agli obiettivi, il cui perseguimento da parte del Dirigente è oggetto di valutazione, e che sono indicati nei provvedimenti di conferimento dell’incarico dirigenziale al dirigente, il quale deve poi indicarli nella relazione che predispone ai fini valutativi. Nella Circolare si legge che tali obiettivi debbano essere riportati dal Dirigente in modo sintetico, senza necessità di indicarli in dettaglio, almeno nella fase sperimentale. E ciò pare creare un primo problema considerato che tali obiettivi che il Dirigente deve comunque indicare, se pure in sintesi, nei provvedimenti di conferimento dell’incarico dirigenziale spesso non sono individuati in modo specifico, ma in generale, con descrizione sommaria e generica. Quindi si pone un primo problema legato al fatto che è lasciata al Dirigente la sintesi degli obiettivi a lui affidati a fronte di un provvedimento di conferimento dell’incarico che li ha previsti solo in generale e genericamente. L’altro problema che si pone è quello della eccessiva discrezionalità attribuita al valutatore chiamato unilateralmente a decidere il peso da attribuire al singolo obiettivo, peraltro disponendo di un punteggio ampio, fino a 100 punti. A pagina 11 della Circolare viene, infatti, prevista l’attribuzione da parte del dirigente valutatore di uno specifico peso da attribuire al singolo obiettivo. La scelta di graduazione della rilevanza degli obiettivi, per come sintetizzati d’iniziativa dal dirigente, lasciata insindacabilmente al valutatore, non assicura una valutazione genuina: ad un obiettivo generalmente indicato nel provvedimento di conferimento dell’incarico si collega una descrizione sintetica del dirigente destinatario della valutazione ed a questa la valutazione frutto della scelta unilaterale e puramente discrezionale del valutatore che soppesa gli obiettivi in assenza di alcuna preventiva regola di graduazione degli obiettivi. Il rischio è quello di incorrere in disparità di trattamento, di aleatorietà e inconferenza della valutazione attribuita, frutto dell’eccessiva discrezionalità nell’individuazione del singolo peso da attribuire all’obiettivo. Il tutto in spregio della necessaria trasparenza e correttezza. In tale situazione, non si ravvedono adeguate garanzie a tutela del singolo dirigente destinatario della valutazione, necessarie anche in una fase sperimentale, non rendendosi sufficiente l’assicurazione della improduttività di effetti delle valutazioni conferite nella fase sperimentale a fronte della sussistenza di effettivi obiettivi da realizzare attribuiti unitamente al provvedimento di conferimento dell’incarico: la sperimentazione potrà anche non sortire effetti formalmente in quanto non implicante una effettiva valutazione del dirigente ed in quanto non produttiva di effetti per le prossime procedure di conferimento di incarichi, ma poiché gli obiettivi che invece il dirigente deve realizzare sono veri ed effettivi, il mancato perseguimento degli obiettivi ritenuto in fase valutativa, se pure di natura sperimentale, lascerà comunque traccia nella carriera del dirigente. Quindi, se da un lato non si dubita che i risultati valutativi attribuiti in fase sperimentale non avranno formalmente alcun effetto, non sono evitabili le conseguenze dell’eventuale valutazione positiva o negativa del dirigente di cui gli organi valutativi abbiano consapevolezza.

  1. Il sistema, pur sperimentale, e giacché sperimentale, non è utile a dare una corretta rappresentazione del quadro dirigenziale, in assenza della previsione di meccanismi di valutazione per quei dirigenti i quali siano privi di incarico per qualsivoglia motivo, non rientranti nella casistica di cui a pag. 4, ovvero per quei dirigenti destinatari di incarichi temporanei i quali, se pure conferiti in numero inferiore rispetto al passato, stante il più frequente ricorso a procedure di conferimento di tipo comparativo, continuano a costituire una modalità alla quale questa amministrazione ricorre, data la farraginosità della procedura di conferimento dell’incarico temporaneo da attribuire al dirigente sempre previo interpello.

  1. A pagina 19 della Circolare si fa riferimento alla comunicazione della scheda valutativa al dirigente valutato affinché questi possa presentare delle osservazioni. Ma a ben guardare sono poi previste poche righe per le <<osservazioni>>, le quali non costituiscono vere e proprie deduzioni, ma al più mera manifestazione di dissenso dal punteggio della valutazione finale.

  1. A pagina 19, punto 5, si legge che la Commissione ex art. 14 D. Lgs. 63/2006 trasmette al Consiglio di amministrazione la documentazione e che il Consiglio di amministrazione possa confermare o meno il punteggio della Commissione motivando se non concorda. Qui non è chiara la rilevanza della valutazione originariamente fornita dal valutatore. Deve essere preventivata la possibilità che il valutatore e la Commissione abbiano espresso due indirizzi valutativi diversi, e non è dato comprendere se il Consiglio di amministrazione che esprima una valutazione finale difforme da quella della Commissione ex art. 14 e dal valutatore debba motivare solo la divergenza con la valutazione della Commissione o con anche quella del valutatore. Inoltre, osservando la scheda, sembra che manchi una sezione, una colonna, atta a contenere la valutazione specificamente data dal Consiglio di Amministrazione e la relativa motivazione ove necessaria a giustificare una valutazione in difformità dalle precedenti.

Per tutto quanto sopra esposto, si rappresenta che questa Organizzazione sindacale, non condivide tale proposta e pertanto è contraria all’avvio di questa procedura di valutazione se pure in via sperimentale.

Le risorse umane e materiali da introdurre per questa sperimentazione dovrebbero invece essere utilmente impiegate per dare avvio senza alcun ritardo alle procedure negoziali per finalizzare entro la fine dell’anno in corso il primo contratto per la Dirigenza penitenziaria.

Si chiede pertanto a questa Direzione generale di avviare ogni utile iniziativa presso il Dipartimento della Funzione Pubblica per fissare la data dell’avvio del tavolo negoziale e di provvedere anche alla previsione di spesa nel capitolo di bilancio dedicato.

I quindici anni trascorsi invano NON sono più giustificati apparendo ormai come una scelta voluta per umiliare il ruolo e la funzione della dirigenza penitenziaria.

Il coordinatore Nazionale Fp Cgil

Carla Ciavarella

“Abbiamo ribadito alla Ministra che quanto accaduto nel carcere di Santa Maria Capua Vetere nell’aprile dello scorso anno è inaccettabile e incompatibile con la Costituzione, la dignità delle persone detenute e offendono ogni agente della Polizia Penitenziaria che svolge correttamente il proprio lavoro. Ora bisogna intervenire sull’organizzazione complessiva del sistema penitenziario: ci aspettiamo da chi ha la responsabilità politica del settore provvedimenti concreti, efficaci e duraturi nel tempo, non semplici dichiarazioni di circostanza”. Questo il commento delle Fp Cgil al termine dell’incontro con la ministra della Giustizia, Marta Cartabia, dopo i fatti di Santa Maria Capua Vetere.

“Da troppi anni – prosegue il sindacato – il sistema carcerario italiano soffre di condizioni tali che ne impediscono di svolgere la funzione costituzionalmente prevista, mortificando la dignità di chi vi è detenuto e di chi vi opera. Cgil e Funzione Pubblica Cgil da tempo hanno presentato proposte per riformare il sistema penitenziario, chiedendo l’apertura di un confronto. Proposte che abbiamo avanzato anche alla Ministra Cartabia e al sottosegretario Sisto, ma senza che ci fosse un seguito. Riteniamo, oggi più che mai, necessario che la Ministra si faccia promotrice di un doppio livello di confronto: con le parti sociali e la società civile, per affrontare il tema di una effettiva capacità di risposta al mandato costituzionale e per favorire maggiore integrazione tra il dentro e il fuori le mura, perché non può esserci riabilitazione e reinserimento del reo se il mondo di fuori continua a tenere lontano da sé quello di dentro”.

“Il sistema penitenziario è – continua la Fp Cgil – un mondo complesso. La sua funzione necessita di integrazione tra aree e discipline assai diverse tra loro ma complementari. Queste aree di intervento vanno organizzate nel rispetto della dignità di ciascuno. Per questo chiediamo di affermare il principio dell’organizzazione per filiere omogenee di attività, ciascuna con una propria distinta linea di comando: Polizia Penitenziaria, area Educativa Penitenziaria ed Esecuzione Penale Esterna. Per ciascuna area vanno individuate figure professionali di direzione e coordinamento tra loro paritarie, e ad esse sovraordinate, va individuata e finalmente qualificata l’Area della Dirigenza Penitenziaria come soggetto unitario e garante del mandato costituzionale. Se non si parte anche da qui, dal mettere finalmente in chiaro i diversi livelli di responsabilità, allora non saremo mai in grado di impedire davvero le degenerazioni dovute, da un lato, alle presunte superiorità corporative e, dall’altro, alla mancanza di formazione, di professionalità, di specializzazione di ciascuno dei servizi che convivono nel sistema penitenziario italiano”.

“Alla Ministra Cartabia abbiamo confermato la nostra disponibilità al confronto dando priorità all’urgenza di lavorare per umanizzare la dimensione carceraria guardando ai percorsi di riabilitazione e recupero dei detenuti, della sicurezza e qualità del lavoro per i dipendenti civili e del corpo di polizia, una revisione organizzativa dell’amministrazione nel complesso e la piena civilizzazione proseguendo sulla strada della legge 395 del 1990 di riforma del Corpo di Polizia Penitenziaria realizzando finalmente quel processo di democratizzazione capace di dare voce e rappresentanza a quanti vogliono uscire dalla condizione di arretratezza per approdare alla dimensione della dignità del lavoro, che condanna ogni sopruso e qualsiasi forma di abuso di potere. Abbiamo apprezzato quindi le parole della Ministra Cartabia circa la volontà di non lasciar cadere le proposte per una diversa organizzazione, anche allargando le riflessioni al diretto coinvolgimento del presidente del Consiglio Draghi”, conclude la Fp Cgil.

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Finanziarie con la quale attenziona la gestione delle banca ore e i relativi compensi ore straordinarie

Con una nota specifica avevamo chiesto di aprire la partecipazione al bando di concorso per Smzt anche per il personale proveniente dal  89° corso Avevamo ragione

La Direzione Centrale per la Formazione in accordo con la Direzione Centrale per l’Emergenza ha ritenuto necessario riaprire il bando di selezione per aspiranti Smzt anche al personale proveniente dal corso 89° per Allievi Vigili del Fuoco.

 

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