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PERMESSI IN LAVORO AGILE: … E GLI SVENTURATI RISPOSERO
Nei giorni scorsi avevamo chiesto all’Amministrazione se fosse vero che i permessi di cui all’art. 33, co. 3, L. 104/1992 non sono più riconosciuti su base oraria per una presunta incompatibilità con il lavoro agile.
L’Amministrazione, nella risposta che vi alleghiamo, conferma quest’orientamento, rinviando alla sua precedente nota n. 10315 del 3 luglio 2020, alla normativa e alle espresse interpretazioni fornite dal Dipartimento della Funzione Pubblica (DFP) e dall’Aran. Ora, che le cose non stiano esattamente così lo sa ( … vogliamo sperare!) la stessa Amministrazione che, difatti, nella nota n. 10315, non cita mai una norma precisa che definisca l’incompatibilità tra permessi e lavoro agile, ma si limita a citare in modo contraddittorio e confuso alcuni passaggi di interpretazioni forniti dal DFP e dall’Aran.
Si cita, ad es., un passaggio della Circolare DFP n. 2/2020, in cui si evidenzia che “brevi permessi o altri istituti che comportino la riduzione dell’orario giornaliero di lavoro appaiono difficilmente compatibili con la strutturazione del lavoro agile”. Non si parla, quindi, di incompatibilità, ma di una difficoltà nel conciliare questi aspetti.
Ancora più interessante è la citazione del passaggio della nota ARAN prot. 3027 del 30 aprile 2020, laddove si precisa che “l’orario di lavoro rappresenta il parametro di riferimento e di quantificazione”. Come sarebbe a dire? Se l’orario di lavoro rappresenta il parametro di riferimento e di quantificazione, perché l’ARAN dovrebbe scrivere che i permessi orari sono incompatibili con il lavoro agile?
E difatti l’ARAN non lo scrive, anzi! Visto che siamo in vena di citazioni, prendiamo noi un pezzo dalla nota ARAN 3027, che tanto è piaciuta all’Amministrazione: “Pertanto, anche nella modalità lavorativa agile potrebbe risultare possibile la fruizione dei permessi su base oraria previsti dalla contrattazione collettiva nazionale di lavoro vigente”.
Non c’è, dunque, alcuna incompatibilità tra permessi orari e lavoro agile, come si vorrebbe far credere!
Lo ribadisce, da ultimo, il Ministero della Pubblica Amministrazione nell’atto di indirizzo all’ARAN che dovrà dare avvio alle trattative per il prossimo CCNL, nella parte relativa al lavoro agile, precisando che la contrattazione collettiva dovrà disciplinare anche il regime dei permessi e delle assenze nel lavoro agile. E’ evidente che se ci fosse incompatibilità non ci sarebbe da disciplinare alcunché.
E’ altrettanto evidente che:
si è persa l’ennesima occasione per dimostrare attenzione e interesse verso il personale;
si è colta l’ennesima occasione per interpretare norme di legge a danno del personale, comprimendo diritti che devono essere invece riconosciuti.
Che tutto questo accada metodicamente nell’Amministrazione teoricamente preposta alla tutela dei diritti dei lavoratori rende i contorni della vicenda ancora più gravi e preoccupanti.
Roma, 24 aprile 2021
Il Coordinatore nazionale FP CGIL INL
Matteo Ariano
23 aprile 2021
Al Capo Gabinetto della Guardasigilli
Dott. Raffaele PICCIRILLO
ROMA
E, p.c.
Al Vice Capo DAP
Dott. Roberto TARTAGLIA
ROMA
Al DGPR – DAP
Dott. Massimo PARISI
ROMA
Oggetto: Fondo Efficienza Servizi Istituzionali, relativo al personale di Polizia Penitenziaria.
Egregio Presidente,
in riferimento al riconoscimento del Fondo in parola, quale compenso economico che tende a valorizzare i vari impieghi istituzionali delle/dei poliziotte/i penitenziarie/i, per giusto adempimento giuridico ed amministrativo in seno all’impianto normativo vigente in mate-ria, appare necessario rappresentarLe alcune comprensibili doglianze che ci pervengono dai vari territori, storicamente rivendicati dalla FP CGIL durante i vari incontri negoziali a tal proposito.
Ad opportuna corroborazione dell’architettura relativa alla stigmatizzazione in discussione, questa Organizzazione Sindacale evidenzia quanto accaduto, in data odierna, presso un Istituto del Paese, durante una contrattazione sindacale per la parte decentrata del FESI.
Nella fattispecie, non per una questione specifica di merito collocabile al caso di specie, essendo un argomento oggettivo e di ampia articolazione nazionale, la parte trattante FP CGIL
ha proposto di riconoscere anche la presenza per le lavoratrici assenti in quanto beneficiarie dell’istituto previdenziale c.d. “congedo di maternità”.
Ciò non è avvenuto, non avendo una ratio legis ben strutturata e che include tale istituto, bensì considerata un’aberrante e discutibile esclusione dal beneficio economico.
Pertanto, alla luce di quanto sopra narrato, questa Parte intende avviare una prossima vertenza in parallelo a quest’aspetto discriminate, auspicando rivisitazioni baricentriche volte ad una soluzione della quaestio.
Nessuna retorica e non volendo enfatizzare alcun topos, crediamo, però, che i diritti democratici dei lavoratori e delle lavoratrici non debbano essere oggetto di continui e velati attac-chi. Noi ci saremo, per questa nuova ed altre sfide.
In attesa di un Suo cortese interessamento, invio deferenti saluti ed auguro buon lavoro.
Si resta in attesa di riscontro e si inviano distinti saluti.
Il Coordinatore nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI
Roma, 23 aprile 2021
Incontro con il Ministro Giorgetti
Nella giornata del 19 aprile abbiamo incontrato il ministro Giorgetti, che ha dato seguito alle diverse richieste di incontro che gli avevamo inviato sulle principali e urgenti problematiche del Ministero.
In avvio abbiamo evidenziato la necessità di dare continuità al confronto sui diversi aspetti segnalati, che necessitano, per la loro risoluzione, del pieno coinvolgimento e dell’azione dei vertici politici del Ministero.
Abbiamo, quindi, proceduto a riassumere i punti salienti che bisogna quanto prima affrontare tramite il confronto continuo tra le parti, in conformità con quanto previsto dal “Patto per l’Innovazione del Lavoro Pubblico e la Coesione sociale” che il governo ha sottoscritto con CGIL, CISL e UIL.
Il primo e prioritario aspetto da affrontare è un forte rilancio della nostra Amministrazione con un rafforzamento del suo ruolo alla luce della fondamentale mission che dovrebbe contraddistinguerla: lo sviluppo economico e produttivo del Paese.
Bisogna che le politiche industriali, da troppo tempo abbandonate dal decisore pubblico, tornino centrali nell’azione del governo, in un’ottica di crescita, non solo nel breve, ma anche nel medio e lungo periodo.
Al riguardo è necessario che il ministro chiarisca, confrontandosi con i sindacati, quale sia il modello e la struttura organizzativa del ministero.
Chiarimento fondamentale oggi, almeno per due motivi:
– perché è in corso un ennesimo processo di ridimensionamento funzionale del MISE con il noto passaggio delle funzioni dell’energia al MITE – Min. della Transizione
Ecologica, nella visione strategica di questo Governo di unificare energia e sostenibilità.
– più generale, perché l’impiego delle ingenti risorse europee del Recovery Fund sono condizionate dalla effettiva innovazione (progettata, condivisa, eseguita e monitorata) della Pubblica Amministrazione, “motore” della ripresa economica.
Il Mise deve comunque essere più forte, moderno, innovato, ancora più qualificato nell’organico, nelle competenze e nella organizzazione. Con innesti validi di nuove risorse; con investimenti consistenti sulle competenze e conoscenze già presenti all’interno.
Ha senso chiedersi, ad esempio, come e dove sarà inquadrata l’annunciata costituzione di una task force sulle crisi di impresa e la struttura che concentrerà le professionalità per risolvere le questioni ad esse inerenti? Si valorizzeranno le competenze già presenti nel MISE?
Il modello ministeriale continuerà ad essere quello a coordinamento segretariale o si opterà per una struttura ad articolazione dipartimentale? Rispetto a tale scelta abbiamo ricordato che la presenza di un Segretariato Generale amalgama e raccorda meglio le diverse anime del ministero.
Ed ancora, nella considerazione dell’utilizzo delle forme di Lavoro Agile passate e future, nonché nell’ottica della gestione delle progettualità e delle correlate risorse legate al PNRR, è prevista una forte azione per il potenziamento della funzione legate alla protezione dei dati e della privacy e della funzione dell’Anticorruzione?
Inoltre, abbiamo nuovamente precisato che, qualunque sia il modello prescelto, sarà necessario operare scelte che valorizzino le elevate professionalità interne e rafforzino i presidi del Ministero nei diversi territori.
Condizione necessaria per rilanciare il Ministero è quindi dare subito corso ai diversi concorsi previsti e provvedere all’immissione rapida di numerosi nuovi lavoratori. Diversamente il Ministero, non solo non riuscirà a fronteggiare le nuove sfide, ma avrà serie difficoltà a garantire l’erogazione dei propri servizi, visto che diverse Direzioni sono drammaticamente sottodimensionate, in particolare nelle strutture territoriali.
E’ necessario garantire la trasmissione delle competenze dai colleghi pensionandi ai nuovi ingressi.
Alla carenza del personale, è stato affiancato il tema della mancanza di una cultura innovativa all’interno del Ministero, data la costituzione risalente ormai al febbraio 2019 dell’Organismo Paritetico per l’Innovazione, che ad oggi però non è mai stato riunito in una prima convocazione. Luogo dove tutte le iniziative progettuali di innovazione organizzativa, di conciliazione vita/lavoro, di benessere organizzativo potrebbero essere proposte, discusse, e avviate alla sperimentazione, in un tavolo ove l’Amministrazione e le parti sindacali potrebbero procedere nella direzione del miglioramento dell’Organizzazione e dell’Ambiente lavorativo del Ministero tutto.
E’ stata inoltre confermata l’importanza della formazione più generalista (amministrativa, di project management, sulle Soft Skills) per tutto il personale, a partire dagli inserimenti più recenti nei ruoli ministeriali, a quella più specialistica tipica delle singole Direzioni o Divisioni, finalizzata al raggiungimento degli obiettivi specifici.
E’ stata quindi fortemente caldeggiata la richiesta di relazioni sindacali stabili, e continue nel tempo, anche di interlocuzione con la parte politica, onde sciogliere tutti quei nodi che restano aperti con l’Amministrazione, e che sempre più numerosi caratterizzeranno la gestione non solo ordinaria ma straordinaria di questo Ministero, dovuta all’importanza strategica che esso ha per la ripartenza del Paese.
Da ultimo abbiamo segnalato due vicende che richiedono una urgente risposta:
– da ormai 10 mesi attendono di essere firmate le nomine dei revisori delle camere di commercio e delle aziende speciali che sono stati sorteggiati a giugno e luglio dello scorso anno, in piena conformità con le procedure approvate da un decreto ministeriale per garantire trasparenza e competenza. Un ritardo che, oltre a creare un danno di immagine al Ministero, può determinare difficoltà anche agli enti camerali e alle aziende speciali coinvolte, che non può prorogarsi ulteriormente, visto l’approssimarsi della data del 30 aprile, entro la quale vanno approvati i bilanci consuntivi.
– abbiamo ricordato il dramma di sei colleghi che, pur avendo operato per anni con profitto e diligenza al Ministero, hanno avuto una improvvisa ed imprevista risoluzione del contratto, a seguito di interpretazioni giudiziarie, che si sono spesso contraddette l’una con l’altra. La richiesta, già effettuata tramite una lettera descrittiva della situazione al Capo di Gabinetto, è di trovare le necessarie soluzioni per tali colleghi, che consentano, in conformità con l’ordinamento vigente, di recuperare stabilmente la loro professionalità, peraltro a pieno vantaggio degli Uffici che si sono improvvisamente trovati sprovvisti di preziosi contributi. Alle ore 15.30 il Ministro, dopo avere assicurato di avere preso nota con attenzione delle problematiche segnalate, ha dovuto abbandonare la riunione a causa di un imprevisto e urgente impegno presso il Consiglio dei Ministri. Pur esprimendo un forte rammarico per non avere avuto la possibilità di un primo riscontro ai temi segnalati e pur comprendendo gli importanti impegni istituzionali, abbiamo ribadito l’esigenza di incontrarsi nuovamente, quanto prima, per un Confronto serrato su tutte le problematiche esposte anche in virtù del citato Patto per l’Innovazione del Lavoro Pubblico e la Coesione Sociale che, occorre ribadire, conferisce un ruolo chiave alle relazioni sindacali.
Ci auguriamo che non sia proprio il nostro Ministro a non tenerne conto. Vi terremo aggiornati sugli sviluppi.
FP CGIL MISE CISL FP MISE UILPA
Roberto Copioli Carlo Filacchioni Stefano Fricano
Manuela Benevento Marcello De Vivo Federico Trastulli
Pubblichiamo la nota delle strutture regionali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Uil Pa VVF con la quale rappresentano le problematiche dell’organizzazione della formazione nell’ intera regione
Pubblichiamo il resoconto unitario Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF dell’incontro tenutosi con il Dipartimento per definire l’accordo sull’art 42 e quello sulla discussione della mobilità dei qualificati del ruolo delle specialità.
Pubblichiamo il resoconto dell’incontro tenutosi con L’osservatorio Bilaterale per le Politiche sulla Sicurezza sul Lavoro e Sanitarie e salute e Sicurezza.
Ancora una volta la Fp Cgil VVF ha sollecitato il rispetto e le dovute responsabilità per le donne e gli uomini del Corpo
ASSEMBLEA NAZIONALE DEL 26 APRILE
Il prossimo 27 aprile siamo stati convocati dall’Amministrazione per avere ulteriori ragguagli rispetto alla situazione delle progressioni orizzontali e verticali.
Per questo, abbiamo indetto una assemblea nazionale in videoconferenza, per il 26 aprile, dalle 10 alle 12, per discutere assieme della situazione finora emersa e decidere quali ulteriori azioni intraprendere se il 27 non avremo ulteriori precise novità su entrambe le questioni, ricordando che non ci accontenteremo di promesse generiche.
Il link per partecipare lo trovate nel documento inviatoci dall’Amministrazione, che pure vi alleghiamo.
Nel frattempo, ribadiamo all’Amministrazione che quel giorno non saremo disponibili ad affrontare questioni che non riteniamo prioritarie per il personale, ma che chiediamo sin d’ora di affrontare altre questioni, che non possono essere derubricate a “varie ed eventuali”, come invece è stato fatto.
In particolare, vogliamo novità concrete sul fronte delle assunzioni e vogliamo risolvere in modo definitivo e positivo il riconoscimento dei buoni pasto al personale.
Roma, 22 aprile 2021
FP CGIL
Matteo Ariano
CISL FP
Michele Cavo
UIL PA
Bruno Di Cuia
A seguito della nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito la indennità di volo ai fini pensionistici per il personale aeronavigante
Pubblichiamo la nota unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito l’organizzazione sul settore SAPR
Pubblichiamo la nota unitaria delle strutture territoriali Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito l’organizzazione dell’estensione dell’autogru
Pubblichiamo la nota di risposta dell’Amministrazione a seguito della richiesta unitaria Fp Cgil VVF, Fns Cisl e Confsal VVF in merito i corsi Ispettori