Gli argomenti all’ordine del giorno della riunione che si è tenuta nella giornata odierna.

  • Verifica finale del Piano di Valorizzazione anno 2023

Sulla base della documentazione che ci era stata inviata abbiamo approvato, e quindi proceduto alla verifica finale, Il Piano di Valorizzazione Anno 2023 come previsto dall’art. 5 del Protocollo di Intesa. Nel constatare e apprezzare tutti gli sforzi fatti a qualsiasi livello – centrale e periferico – che hanno portato nel 2023 al 95% la capacità di spesa degli Istituti nell’ambito della valorizzazione e ad un aumento del 13% degli eventi svolti rispetto al 2022, abbiamo comunque voluto significare, con dati alla mano, come le aperture straordinarie del 25 dicembre e del 1 gennaio non abbiano avuto un riscontro positivo in termini di adesioni e, nei siti aperti, relativamente ai visitatori rispetto all’investimento preventivato.

  • Verifica finale apertura straordinaria 1 gennaio 2024 – Piano di Valorizzazione Anno 2024

Con le stesse osservazioni abbiamo anche approvato e firmato la verifica finale dell’apertura straordinaria del 1 gennaio 2024 rientrante nel Piano di Valorizzazione anno 2024.

  • Protocollo d’Intesa Piano di Valorizzazione Anno 2024

L’incontro è poi proseguito con la presentazione del Piano di Valorizzazione Anno 2024 da parte della Direzione Generale Musei rappresentata dal dott. Vannata.

Sul punto abbiamo reiterato la richiesta, già fatta unitariamente alle altre sigle sindacali al tavolo politico, di aumentare il budget della valorizzazione di ulteriori 2 milioni di euro considerata l’altissima percentuale di capacità di spesa e l’incremento degli eventi e delle manifestazioni nei vari Istituti. Sul punto abbiamo ricevuto una sostanziale disponibilità dalla parte politica dell’Amministrazione. Abbiamo anche richiesto che fin da subito vi sia un segnale preciso che testimoni l’impegno, già preso dal Capo di Gabinetto e dal Ministro, di prevedere la pubblicazione di nuovi bandi di concorso per il personale AFAV atteso che a breve sarà definitivamente esaurita la graduatoria del concorso dei 1052.

Abbiamo chiesto e ottenuto l’assenso del Direttore Generale Bilancio dell’inserimento di una clausola di salvaguardia per tutti quei dipendenti che, nelle more della prossima riorganizzazione del Ministero, parteciperanno ai progetti del Piano di Valorizzazione in un Istituto che poi non sarà più previsto nella nuova strutturazione del MIC, garantendo di fatto al personale il pagamento delle prestazioni.

Pur comprendendone le difficoltà dovute soprattutto alla trasmissione dei dati da parte degli uffici e Istituti periferici, abbiamo voluto significare tuttavia la necessità e l’importanza di riuscire a fare tutti gli sforzi possibili per arrivare ad una verifica intermedia nella quale quantificare le possibili economie e garantire così, attraverso la riassegnazione dei fondi, la piena spendibilità dei fondi stanziati.

Sulle aperture straordinarie del 1 gennaio e del 25 dicembre abbiamo sottolineato la necessità di mantenere il carattere della partecipazione volontaria da parte dei dipendenti e il rispetto dei criteri di partecipazione previsti dal Protocollo di Intesa senza alcuna forzatura da parte dei dirigenti.

La necessaria verifica su tempistiche e contenuti ci ha spinto a concordare un rinvio ad altra data per concludere la discussione sul Piano Valorizzazione 2024.

FP CGIL         UIL PA

V. Giunta        F. Trastulli

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione in merito la ricognizione per formatori di patente di guida terrestre VVF

La Fp Cgil VVF non sottoscrive un accordo che divide i lavoratori e non garantisce pari opportunità.

Pubblichiamo la nota a verbale nella quale sono contenute le motivazioni della nostra non firma a partire dalla sanatoria che avrebbe consentito a soli 12 lavoratori penalizzati dall’applicazione del DLgs 127/2018, di rientrare nelle proprie residenze

Le Organizzazioni Sindacali sono state convocate per domani, 17 aprile, alle ore 15, per riprendere la contrattazione sul FONDO RISORSE DECENTRATE RELATIVO AL 2022 e per sottoscrivere definitivamente gli accordi su SUSSIDI (biennio 2022-2023), POLIZZA SANITARIA INTEGRATIVA e CCNI 2022-2024 (che comprende sia le Famiglie Professionali che i criteri per le PROGRESSIONI ECONOMICHE ORIZZONTALI).

Rimaniamo in attesa che l’Amministrazione ci sottoponga anche le ipotesi di accordo sui Fondi 2023 e 2024 al fine di recuperare il tempo perduto e consentire al più presto la liquidazione degli importi dovuti al Personale.

Non abbiamo ricevuto, invece, ancora risposta alla nostra proposta sui passaggi tra le aree in deroga (Progressioni Economiche Verticali) inviata all’Amministrazione. Ci auguriamo, anche su questa tematica, una imminente convocazione.

Vi terremo, come sempre, informati sull’evolversi delle trattative.

S. Di Folco   F. Amidani   U. Cafiero   C. Visca   M. Centorbi

“Continueremo mobilitazione contro tentativo smantellamento consultori pubblici”

“Oggi anche noi siamo scesi in piazza con la Rete dei consultori e delle consultorie come Fp Cgil da sempre impegnata per sostenere la necessità di potenziare e rafforzare la rete territoriale dei consultori pubblici da anni sotto attacco. Il servizio pubblico è unica garanzia di universalità e i consultori devono restare luogo dei diritti e delle tutele. Questo è l’ennesimo attacco del governo Meloni alla salute, alla libertà delle donne e al sistema dei servizi pubblici”.
Lo scrive in una nota Fp Cgil.
“Le risorse economiche devono essere investite per assumere personale, anche non obiettore, dove assente, che garantisca le donne nella loro libera scelta, come già acclarato dalla decisione di merito del Comitato Europeo dei Diritti Sociali del Consiglio d’Europa che ha riconosciuto che l’Italia viola i diritti delle donne già diverse volte, compreso dopo il reclamo collettivo promosso dalla Cgil sulla mancata tutela delle donne e del personale sanitario rispetto alla corretta applicazione della legge 194/1978. La genitorialità – scrive ancora Fp Cgil – si promuove aumentando i servizi pubblici, garantendo un lavoro non precario, un salario dignitoso, servizi per l’infanzia e tutela della salute di genere, non con consigli non richiesti. Continueremo per questo la mobilitazione in tutti i territori contro ogni tentativo di smantellare il sistema dei consultori pubblici”.

A seguito dell’incontro con l’Amministrazione e le Istituzioni pubblichiamo il comunicato della Fp Cgil VVF

Si è svolta oggi pomeriggio la riunione del tavolo tecnico tra organizzazioni sindacali e Amministrazione sulle indennità riconosciute dall’Istituto.

Come FP CGIL abbiamo rilevato, ancora una volta, la necessità di procedere con una strategia complessiva. Se è vero che l’integrativo del 2023 imponeva una riflessione sul quadro indennitario, per giungere al necessario aggiornamento dello stesso, è anche vero che l’Istituto deve ancora definire i profili professionali dell’Ente, senza contare il fatto che si profila all’orizzonte una nuova riorganizzazione.

Una qualunque modifica sostanziale rischia, oggi, di generare confusione. Ciò è vero in generale, per quanto riguarda le posizioni organizzative e il possibile spostamento di attribuzioni già nel medio periodo; e ciò è ancor più vero per le indennità per particolari funzioni: quali sono i driver del cambiamento che l’Amministrazione intende riconoscere per il futuro?

Da qui la nostra richiesta di procedere per step. Se alla dichiarazione congiunta si vuol dare sostanza, vanno definiti preliminarmente:

  1. il numero di posti che l’Amministrazione può aprire nella quarta area e i canoni per il popolamento della stessa;

  2. i profili attraverso cui si articolano le famiglie, per consentire di comprendere quali sono le attività strategiche che INPS individua.

Solo a valle di questa ricognizione si possono effettuare valutazioni. Non va inoltre dimenticato un dato: tra le dichiarazioni congiunte aveva precedenza l’impegno delle parti al riconoscimento delle professionalità esistenti tramite una politica di progressioni. È forse il caso, allora, di partire da qui, di definire preliminarmente i criteri per il riconoscimento dei prossimi differenziali stipendiali, che rappresentano il primo crocevia fondamentale per la crescita delle lavoratrici e dei lavoratori dell’INPS.

Coordinatore nazionale FP CGIL INPS

Giuseppe Lombardo

Una giornata di mobilitazione con assemblee e iniziative, nelle piazze italiane, che ha coinvolto tantissime lavoratrici e lavoratori dei servizi educativi 0-6. Abbiamo ribadito la necessità di un Piano straordinario di assunzioni, di investire sulla valorizzazione del personale e di sensibilizzare le famiglie sulle difficoltà che educatrici ed educatori incontrano nello svolgimento del proprio lavoro, a partire dalla carenza di personale.
L’Italia e’ ancora molto lontana dai traguardi sanciti dagli accordi Europei: nel nostro Paese 73 bambini su 100 non trovano posto nei servizi educativi, penalizzando quindi sia i piccoli che le loro famiglie.
Nei prossimi anni verranno realizzati investimenti ingenti per mettere a disposizione nuovi posti nei servizi educativi per le bambine e i bambini, ma tali investimenti non stanno andando di pari passo con un piano straordinario di assunzioni per educatori, educatrici ed insegnanti.
Chiediamo, quindi, che le risorse disponibili siano spese tutte per assumere a tempo indeterminato educatrici ed educatori, che vengano rimossi i tetti di spesa per l’assunzione del personale educativo e insegnante, che s’investa sulla valorizzazione del personale e che si superi l’ostacolo legato ai titoli di studio che devono essere, se acquisiti entro il 2002 per gli insegnanti e il 2017 per il personale educativo, equiparati alla laurea, così come previsto dalle norme vigenti. Per tornare a rendere attrattivo il lavoro educativo è necessario investire in assunzioni stabili, in salario, sostenere e rilanciare il ruolo sociale di chi svolge un compito fondamentale per il futuro delle bambine e dei bambini, e del Paese.
Nelle foto, alcune delle manifestazioni di oggi: Pescara, Asti, Novara, Siena, Milano, Torino, Roma, Genova, Palermo, Bari, Rimini, Reggio Emilia, Pesaro-Urbino.

Pubblichiamo la nota del Coordinamento Provinciale Fp Cgil VVF con la quale a garanzia del soccorso, evidenzia la problematica derivante dal mal funzionamento del gruppo elettrogeno del Comando

A seguito della prima convocazione del Comitato Unico di Garanzia pubblichiamo il resoconto della Fp Cgil VVF

“Ieri sera una decina di detenuti si sono resi promotori di un tentativo di rivolta nel carcere di Prato, seguiti da altri che hanno preso il controllo di tre Sezioni detentive della “Dogaia”. A ristabilire la legalità, sono intervenuti in nottata i Poliziotti penitenziari in tenuta antisommossa coadiuvati all’esterno da Polizia di Stato e Carabinieri”.

Lo comunicano Donato Nolè e Giulio Riccio, rispettivamente Coordinatore e Vice Coordinatore Regionale Fp Cgil Polizia Penitenziaria regione Toscana: “Il bilancio dei feriti per fortuna è stato limitato: 3 feriti ( autolesionismo), 2 invii al pronto soccorso, 1 trasferimento immediato presso altro istituto, 1 poliziotto penitenziario ferito con 7 giorni di prognosi. Il tentativo di rivolta di ieri è un ulteriore livello raggiunto dall’abbandono in cui versa il penitenziario.

Dopo averlo fatto diventare il carcere ‘punitivo’ del distretto, dopo aver concentrato i soggetti di ogni circuito e posizione giuridica di difficile gestione allontanati per motivi di ordine e sicurezza da altre sedi, dopo aver depauperato quello che fino a pochi anni fa era ritenuto un modello dove tutti volevano lavorare e considerato sede ambita dai detenuti che volevano intraprendere un percorso di reinserimento sociale, soprattutto per l’eccellenza del polo universitario, il carcere di Prato è in stato di abbandono. Lo testimonia ancora di più l’o spostamento del Direttore e del Comandante, senza averli mai sostituirli. Quella di ieri è stata una rivolta annunciata, e per fortuna si è riusciti a contenerla.

Il carcere di Prato ospita circa 280 stranieri che sono quasi la metà della popolazione detenuta. Il numero dei ristretti presenti è poco sotto la soglia della capienza ufficiale, ma è il personale di Polizia Penitenziaria che è sotto del 25% rispetto a quello previsto, con meno della metà degli Ispettori in servizio e con un Commissario presente sui cinque della pianta organica. Un carcere quindi senza quei ruoli di indirizzo e coordinamento che fanno del carcere di Prato uno dei più critici della Toscana”.

Mirko Manna, Coordinatore nazionale della Fp Cgil Polizia Penitenziaria: “Anche i migliori propositi sanciti dalla nostra Costituzione, non servono a nulla senza un adeguato numero di personale di Polizia Penitenziaria con adeguata preparazione e con indirizzi di intervento chiari e certi. Con queste lacune, è impossibile sia garantire una condizione detentiva utile e dignitosa, ma soprattutto è diventato impossibile anche lavorare in sicurezza. Nessun altro dipendente pubblico, nemmeno gli appartenenti alle altre Forze di Polizia, subisce lo stress di questo continuo stato emotivo come quello di ogni donna e ogni uomo della Polizia Penitenziaria che si reca al lavoro ogni giorno. Serve un piano di assunzioni nella Polizia Penitenziaria reale e concreto, non come quello in atto che non è sufficiente nemmeno a sostituire il personale che va in pensione ogni anno”.

Prato, 13 aprile 2024

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