Agenzia del demanio
Direttore Generale
Cons. Antonio Agostini
dg.direzionegenerale@agenziademanio.it
Agenzia del demanio
Direzione risorse Umane e Organizzazione
Direttrice Centrale
Dott.ssa Maria Antonietta Brizzo
dg.risorse@agenziademanio.it
Agenzia del demanio
Direzione risorse Umane e Organizzazione
U.O. Normativa Relazioni Sindacali
Dott. Valter Gennaro
dg.normativarelazionisindacali@agenziademanio.it
Oggetto: Lavoro da remoto e riconoscimento del buono pasto. Un contributo.
A più riprese, nel corso dei percorsi relazionali avviati presso l’Agenzia, è stato fatto riferimento alla possibilità che al Personale in “remoto” a partire dal mese di marzo dello scorso anno
come modalità organizzativa per contenere il rischio contagio da COVID-19 venga riconosciuto il
buono pasto.
Sul punto, come FP CGIL, abbiamo sostenuto fin dal principio la tesi secondo la quale avendo adottato nelle giornate di lavoro da remoto (generalizzato a favore di tutto il personale) un orario di lavoro rigido e in sostanziale aderenza alla previsione contrattuale (a differenza dell’ampia fascia oraria 8.00 – 19.00 prevista nell’accordo del lavoro agile precedentemente in vigore, all’interno
della quale il lavoratore assicurava in autonomia la prestazione lavorativa di 7 ore e 12’), con ampie fasce di contattabilità del Personale per consentire le comunicazioni interne e con la previsione di dovere recuperare eventuali deficit orari mediante giustificativi, escludendo il recuperi in giornata fuori dalle fasce di flessibilità contrattualmente previste, il buono pasto andasse riconosciuto ed erogato.
Rilevammo, inoltre, che stante il contesto normativo generale che ha influenzato le decisioni organizzative adottate dall’Agenzia – remotizzazione dei processi sostanzialmente adottata come modalità ordinaria per esigere la prestazione di lavoro – e in un secondo momento, i risultati che andavano a consolidarsi, non rilevasse, ai fini della corresponsione del ticket sostitutivo del servizio mensa, il luogo presso il quale la prestazione di lavoro avvenisse.
Tale contributo, condiviso dalla FP CGIL nel corso delle relazioni sindacali in Agenzia, elaborato tenendo conto del contesto e delle scelte organizzative adottate a partire dal 2020, trova oggi conforto indiretto da parte dell’Avvocatura Generale dello Stato che fornendo un parere ad altra Amministrazione offre una lettura alternativa, ridimensionandolo, all’assunto secondo il quale ci sia aprioristicamente una incompatibilità logica e giuridica tra erogazione del buono pasto e lavoro agile.
Per queste ragioni, stante la peculiarità che la remotizzazione del lavoro ha assunto nel corrente periodo di emergenza sanitaria e, non secondariamente, le modalità organizzative e il grado di “libertà” e “autodeterminazione” riconosciuta al Personale in queste giornate, come FP CGIL chiediamo che l’argomento trovi un suo nuovo e ulteriore momento di approfondimento congiunto atteso che, nel quadro normativo attuale ciascuna amministrazione, nell’ambito dell’organizzazione
del lavoro, possa assumere le decisioni più opportune in relazione all’attivazione o meno dei buoni pasto sostitutivi, nonché alle modalità di erogazione degli stessi, previo coinvolgimento delle rappresentanze sindacali.
FP CGIL nazionale Il Segretario Nazionale
Daniele Gamberini Florindo Oliverio
Dopo anni di richieste e solleciti da parete della Fp Cgil VVF sulla riapertura della discussione su salute e sicurezza, pubblichiamo il resoconto dell’incontro con Osservatorio bilaterale per le politiche sulla sicurezza sul lavoro e sanitarie del 15 marzo 2021
CAMPAGNA VACCINALE. NON SOLO I MEDICI:
CI SONO ANCHE GLI INFERMIERI!
Anche se avremmo gradito un coinvolgimento di tutte le organizzazioni sindacali, abbiamo comunque accolto con favore l’iniziativa dell’INPS di offrire la disponibilità del personale medico dell’Istituto per contribuire alla campagna vaccinale per la prevenzione delle infezioni da SARS-COV-2 che, tra mille difficoltà di natura organizzativa e di approvvigionamento, il Governo e le Regioni hanno da tempo messo in campo, con effetti non uniformi, su tutto il territorio nazionale.
La disponibilità, come riportato nell’odierno comunicato stampa, rivolta sia all’esterno dell’Istituto, mettendo ancora una volta l’INPS al servizio del Paese, sia all’interno,come datore di lavoro per somministrare il vaccino al proprio personale con
adesione su base volontaria, dovrebbe essere estesa anche ai colleghi infermieri la cui competenza tecnica e professionale li rende, al pari del personale medico, protagonisti delle campagne di vaccinazione come già avviene nei nostri ospedali. Naturalmente, l’intera campagna vaccinale dovrà avvenire nel rispetto delle norme che regolano l’ambito della responsabilità medica ed infermieristica.
La stessa disponibilità dei nostri medici ed infermieri, unita alla possibilità di impiego di altre categorie riconducibili alle professioni sanitarie, superando il vincolo di esclusività che costringe nella pubblica amministrazione questo personale ad operare solo nelle strutture da cui dipendono, offrirebbe un’ulteriore spinta verso quell’auspicata immunità di gregge realizzabile solo attraverso l’unione di tutte le forze, medici ed infermieri Inps compresi.
Considerando la possibile disponibilità di fondi presso il Commissario straordinario di Governo per l’emergenza Covid-19, chiediamo sin d’ora che l’Amministrazione si adoperi per verificare in che termini il personale coinvolto potrà essere remunerato per lo straordinario impegno profuso, attingendo a quei fondi.
Infine, vista l’importanza del personale infermieristico del nostro Istituto, a quando la mobilità di infermieri verso l’INPS, annunciataci la scorsa estate e poi inabissatasi?
Roma, 17 marzo 2021
FP CGIL
Matteo Ariano
Antonella Trevisani
CISL FP
Paolo Scilinguo
UIL PA
Sergio Cervo
CONFSAL/UNSA
Francesco Viola
Pubblichiamo la nota di richiesta delle Segreterie Fp Cgil e Uil Pa VVF in merito la richiesta di rimodulazione dell’orario di servizio in 24/72, vista l’emergenza sanitaria in atto
Pubblichiamo la nota sull’esito dell’incontro in merito alle Posizioni Organizzative
Pubblichiamo la nota unitaria inviata all’Amministrazione al fine di far concedere le 24/72 ai Direttori Regionali che ne facciano formale richiesta. Tale iniziativa è perfettamente in linea con quanto già autorizzato dal Capo del Corpo nel recente passato.
A seguito del divieto di utilizzo del vaccino AstraZeneca Covid-19 su tutto il territorio nazionale deciso dall’AIFA, la Fp Cgil VVF, la FNS Cisl e la Confsal Vigili del Fuoco hanno chiesto all’Amministrazione di attivare un sistema di monitoraggio con controlli sanitari sui colleghi sottoposti a vaccinazione AstraZeneca.
Pubblichiamo la nota.
Pubblichiamo la nota inviata all’Amministrazione a seguito delle assolute incertezze legate alla stipula dei nuovi contratti per il servizio ristorazione nelle Sedi VF.
Ancora una volta vengono messi in discussione posti di lavoro e diritti dei lavoratori. Monetizzare il sevizio mensa rimane a nostro avviso l’errore più grande di una Amministrazione che si occupa di soccorso.
Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per la Formazione, in merito alla programmazione dei corsi per Formatori ADR
La Direzione Centrale per la Formazione per conoscenza alle OO.SS. ha inviato il decreto Albo Formatori e la relativa la nota e con la quale detta le linee guida per la verifica dei titoli per l’iscrizione all’Albo dei Formatori.
Pubblichiamo la nota di riferimento in merito l’estensione della patente VF per ADR, emanata dalla Direzione Centrale per la Formazione
Al Capo di Gabinetto
del Ministro della Giustizia
dott. R. Piccirillo
Al Capo Dipartimento DOG
dott.ssa B. Fabbrini
Al Direttore Generale Personale DOG
dott. A. Leopizzi
Al Capo Dipartimento DAP
dott. B. Petralia
Al Direttore Generale Personale DAP
Dott. M. Parisi
Al Capo Dipartimento DGMC
dott.ssa G. Tuccillo
Al Direttore Generale personale DGMC
Dott. G. Cacciapuoti
Oggetto: misure urgenti di contrasto del “Covid-19” – Decreto Legge 13 marzo 2021, n. 30
Come è noto alle SS.LL., per effetto del decreto-legge 13 marzo 2021, n. 30 e delle successive
ordinanze firmate dal Ministro della Salute, sono state introdotte ulteriori prescrizioni limitative della libertà
di circolazione, che si ripercuotono, tra l’altro, sulla presenza in servizio del personale.
Con il passaggio nella c.d. “zona rossa” di diverse Regioni, in particolare, preme rammentare le
previsioni di cui all’art. 48 del DPCM 2 marzo 2021, per effetto delle quali “I datori di lavoro pubblici
limitano la presenza del personale nei luoghi di lavoro per assicurare esclusivamente le attività che ritengono
indifferibili e che richiedono necessariamente tale presenza, anche in ragione della gestione dell’emergenza.
Il personale non in presenza presta la propria attività lavorativa in modalità agile”.
Purtroppo, com’è tipico del sistema Giustizia, gli uffici e istituti sparsi sul territorio nazionale stanno
applicando poco od affatto la novella sopra richiamata, con inevitabili e gravi ripercussioni sulla salute dei
lavoratori e sull’ulteriore aggravio di stress cui sono inopinatamente sottoposti.
Si invitano conseguentemente le SS.LL., ognuno per la propria competenza, a diramare stringenti ed
efficaci disposizioni ai responsabili di ciascuna articolazione territoriale dell’Amministrazione posta nelle
c.d. zone rosse, a porre massima attenzione alle richiamate prescrizioni, in modo da garantire la corretta
applicazione del regime di lavoro agile semplificato e consentire la presenza in servizio del personale, come
già avvenuto nel precedente periodo di “lock-down”, nei soli casi effettivamente necessari.
Si rammenta inoltre, ad ogni buon fine, che anche nelle cc.dd. zone gialle ed arancioni gli spostamenti
sono consentiti solo se motivati da “comprovate esigenze lavorative” (cfr. artt. 9 e 35 del citato D.P.C.M).
Anche per quest’ultima condizione, s’invitano le SS.LL. a diramare disposizioni affinché i responsabili
degli uffici/istituti posti nelle zone gialle ed arancioni disciplinino la presenza in servizio del personale
tenendo conto delle disposizioni sopra richiamate.
Invero, colpisce negativamente l’assenza di indicazioni provenienti dai vertici ministeriali: nella pima
fase, infatti, si è assistito ad uno sforzo che ha visto protagonista l’Amministrazione centrale nello spingere e spronare le articolazioni territoriali ad organizzarsi adeguatamente – anche con i nuovi strumenti – allo
scopo di tutelare la salute del personale ed impedire che il propagarsi incontrollato della pandemia nelle
strutture della Giustizia determinasse l’interruzione dei servizi.
Laddove il sin qui fragoroso silenzio dell’Amministrazione in tale senso dovesse continuare a perdurare,
le conseguenze dell’immobilismo – se non del disinteresse – con cui la fase 3 viene adesso gestita dai Servizi
della Giustizia verranno ritenute responsabilità anche di Codesti vertici ministeriali, unitamente ai Capi
Ufficio/Dirigenti territoriali inadempienti.
Distinti saluti
Roma, 16 marzo 2021
FP CGIL CISL FP UIL PA
Meloni / Prestini Marra Amoroso