Pubblichiamo il documento del Comparto Vigili del Fuoco presentato all’Assemblea Generale della Fp Cgil Nazionale che oltre ad evidenziare le grandi criticità dimostrate dal Corpo nel corso dell’emergenza COVID-19 individua alcuni provvedimenti necessari per la tutela delle lavoratrici e dei lavoratori nella fase II e rilancia le politiche organizzative e salariali dei Vigili del Fuoco.

Serve un vero e proprio cambio di rotta, il Sistema Paese non si è fatto trovare pronto ad affrontare emergenze come quella del COVID-19, molte delle difficoltà riscontrate non sono attribuibili al Dipartimento dei Vigili del Fuoco, molte altre purtroppo si.

La pubblicizzazione del rapporto di lavoro inoltre ha reso il Corpo vincolato alle norme e leggi, burocratizzato e ingessato.

Per questo rimaniamo convinti che le politiche salariali debbano essere rilanciate immediatamente a partire dal rinnovo dei contratti del Pubblico Impiego. La delegificazione del rapporto di lavoro, il contratto unico, la previdenza complementare, i sei scatti su base pensionabile, l’INAIL e le elezioni delle RSU i nostri grandi obiettivi da raggiungere.

#UniciNellaTutela

Roma, 07 maggio 2020

Vice capo D.A.P.

Dott. Roberto Tartaglia

Roma

Al Direttore generale del personale e delle risorse A.P.

Dott. Massimo Parisi

Roma

E, p.c. All’Ufficio relazioni sindacali – D.A.P.

Dott.ssa Ida DEL GROSSO

Roma

Oggetto: vestiario polizia penitenziaria

Egregi,

purtroppo, ad oggi, i problemi riguardanti la mancata o incompleta distribuzione del vestiario sono rimasti inalterati, nonostante gli innumerevoli solleciti da parte delle organizzazioni sindacali.

In molti istituti penitenziari ci giungono doglianze riguardanti la mancanza di uniformi operative maschili e femminili e di stivaletti operativi, la cui ultima fornitura risale a molti anni indietro.

Queste situazioni, purtroppo, danneggiano l’immagine del Corpo e di conseguenza lo delegittimano del loro ruolo. Il personale, molto spesso al fine di dare senso e decoro alla propria uniforme, è costretto ad acquistare effetti di vestiario a proprie spese e non bisognerebbe stupirsi se fosse costretto a andare a lavoro con abiti civili.

Per quanto sopra esposto, si chiedono chiarimenti riguardo le modalità di distribuzione del vestiario che l’Amministrazione intende mettere in atto per soddisfare le carenze negli istituti penitenziari.

In attesa di un cortese cenno di riscontro, porgiamo cordiali saluti.

Il Coordinatore Nazionale
FP CGIL Polizia Penitenziaria
Stefano BRANCHI

Pubblichiamo un’ ulteriore nota inviata in merito all’avvio dell’imminente corso per la qualifica di Capo Squadra

Pubblichiamo la nota di richiesta di un incontro urgente e  della documentazione necessaria, al fine di garantire tutte le necessarie tutele al personale interessato, così come una più adeguata qualificazione, formazione e preparazione degli operatori DOS del CNVVF

PROTOCOLLO CONDIVISO DI REGOLAZIONE DELLE MISURE PER IL CONTRASTO E IL
CONTENIMENTO DELLA DIFFUSIONE DEL VIRUS COVID-19 NEGLI AMBIENTI DI LAVORO

Oggi abbiamo firmato il Protocollo di regolazione per la sicurezza negli ambienti di lavoro.
Siamo molto soddisfatti del risultato ottenuto considerato che molte delle nostre proposte sono
state accettate dalla Amministrazione in un clima di proficua collaborazione che ha messo al
centro la tutela della salute e sicurezza del lavoratori .
Il protocollo che alleghiamo contiene una disciplina della gestione del personale e delle misure di
sicurezza che realizzano la massima tutela per i lavoratori consentendo un graduale rientro negli
uffici in condizioni di massima garanzia.
Adesso si aprirà la fase della contrattazione territoriale che dovrà adeguare alle peculiarità del
singolo posto di lavoro le regole generale contenute nel Protocollo.
Il rientro fisico negli uffici sarà possibile dopo la firma dei Protocolli locali.
Nella prima settimana si tratterà di un apertura tecnica per completare le necessarie operazioni di
sanificazione e organizzazione logistica dei locali ; nelle settimane successive si procederà
gradualmente alla riapertura dei servizi previsti dal Protocollo.
Ricordiamo che in ogni caso la modalità di lavoro ordinaria rimane il lavoro agile ; il presidio delle
attività sarà garantito attraverso una rotazione del personale che avverrà secondo i criteri stabiliti
nel Protocollo salvaguardando i lavoratori “ fragili” o comunque i lavoratori in condizioni che
richiedono maggiore protezione.
In ogni caso nessun ufficio potrà aprire se non ci sono tutte le condizioni e la disponibilità dei
presidi di protezione.
Ci auguriamo che le disposizioni previste consentano a tutti di affrontare con la maggiore serenità
possibile questa fase critica di transizione.
In ogni caso se si dovessero verificare eventuali criticità proporremo le modifiche che si
rendessero necessarie per risolverle.
Durante l’incontro abbiamo richiesto alla Amministrazione una apposita riunione per discutere e
approfondire la questione relativa alla erogazione dei buoni pasto in lavoro agile. In quella
occasione potremo affrontare anche la discussione sulle proposte che vi abbiamo già comunicato
in materia di welfare aziendale.

FP CGIL ACI                   FP CISL ACI                        UILPA ACI ACP
Derna Figliuolo         Marco Semprini                     Paola Piccirilli

Pubblichiamo la nota della Direzione Centrale per le Risorse Umane in merito alla richiesta  candidature  per eventi identificati con i seguenti codici: 62-88-89-90-91

ACCORDO NAZIONALE

-aumento di € 68,00 rispetto alle retribuzioni tabellari vigenti al 31/12/2015 per l’annualità 2016 e aumento di € 90,00 rispetto alle retribuzioni tabellari vigenti al 31/12/2015 dal gennaio 2017 a tutti i livelli del personale dipendente delle istituzioni e delle società partecipate cui si applica il CCNL ANCI come da tabella (allegato A);

– l’istituzione di un’indennità di ente a partire dal gennaio 2017 di € 6,00 (per 12 mesi) per tutti i livelli del personale del CCNL ANCI. L’importo di tale indennità a partire dal gennaio 2018 sarà compresa tra un minimo di € 6,00 e un massimo di € 40,00 (per 12 mesi) da determinare a livello di contrattazione integrativa. Tale indennità rientra nella parte fissa della retribuzione (ex art. 59.1 CCNL in vigore) ed è esclusa dall’importo della tredicesima (art. 68 CCNL) e della quattordicesima (art. 69 CCNL);

– gli importi arretrati di cui sopra, maturati nel 2016 e nel 2017, verranno corrisposti nel primo mese utile.

ANCI
______________________
______________________
UIL FPL
______________________
______________________
CGIL
______________________
______________________
CISL
______________________
______________________
FIALP CISAL
______________________
______________________
USB PI
______________________
______________________

ALLEGATO A

Paga base al 31/12/2015      Paga base dal 01/01/2016             Paga base dal 01/01/2017

I livello               3.931,06                           3.999,06                                         4.021,06

II livello             2.208,34                          2.276,34                                          2.298,34

III livello           1.929,35                            1.997,35                                           2.019,35

IV livello            1.755,33                            1.823,33                                          1.845,33

V livello              1.592,08                           1.660,08                                         1.682,08

“Il Ministero della Difesa, tramite Difesa Servizi Spa, potrà cedere in affitto parte del suo patrimonio, fatto di impianti, bacini, strutture, officine, capannoni, costruzioni e magazzini, sia a soggetti pubblici, sia a partner qualificati dell’industria civile di settore, avviando un vero e proprio processo di dismissione del suo patrimonio industriale e professionale”. È quanto prevede, denunciano Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, il prossimo Dl Maggio.

I sindacati segnalano “lo sconcerto di aver appreso per caso l’esistenza di un simile imponente progetto che coinvolgerà tutte le strutture industriali e logistiche militari del paese senza che il Ministro della Difesa Guerini abbia ritenuto, esercitando quella responsabilità che dovrebbe caratterizzare il suo ruolo politico/istituzionale anche a garanzia del rispetto verso le norme contenute nel Contratto collettivo nazionale di lavoro, di doverne parteciparne i contenuti alla organizzazioni sindacali che rappresentano le lavoratrici e i lavoratori civili impegnati in quelle strutture”.

Si conferma, aggiungono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa, “la distanza e il marcato disinteresse che continua a manifestare il Ministro Guerini fin dal proprio insediamento nei confronti dei suoi circa 25.000 lavoratori civili lasciati di fatto, malgrado le ragguardevoli e mirabolanti promesse fatte, alla mercé dei più disparati e disomogenei processi decisionali assunti in questi mesi dagli Stati Maggiori delle Forze Amate dai quali funzionalmente dipendono. Il tutto mentre rimangono irrisolti i nodi che affliggono il Ministero della Difesa che avrebbe bisogno di stanziamenti economici per riconoscere il contributo delle lavoratrici e dei lavoratori, insieme ad un piano straordinario di assunzioni”.

“Se per un verso ai vertici il governo coltiva una interlocuzione con le confederazioni sindacali, registriamo l’atteggiamento respingente del Ministro Guerini. Per queste ragioni invochiamo un intervento del premier Conte volto a rimuovere gli ostacoli che allo stato si frappongono all’avvio di una interlocuzione diretta tra le parti, in costanza dell’assenza della quale, ci riterremo liberi di avviare la mobilitazione delle lavoratrici e dei lavoratori”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Pa.

In prima linea in contrasto emergenza Covid19, basta attese

Le lavoratrici e i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa hanno diritto al rinnovo del contratto nazionale. Per interrompere l’assordante silenzio che investe questa vicenda Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl proclamano lo stato di agitazione del personale, con iniziative di mobilitazione in tutti i territori”. I sindacati di categoria di Cgil, Cisl e Uil rilanciano così la mobilitazione della Sanità Privata e delle Rsa per il rinnovo del contratto nazionale, disegnando un percorso per arrivare, in assenza di un riscontro risolutivo, all’indizione dello sciopero generale nazionale.

Da oltre 13 anni, scrivono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl in una lettera indirizzata ai vertici di Aris e Aiop e, per conoscenza, al ministro della Salute Speranza e al presidente delle Regioni Bonaccini, “le lavoratrici e i lavoratori che operano presso le strutture della Sanità Privata stanno attendendo il rinnovo del contratto nazionale: professioniste e professionisti che, al pari dei loro colleghi che operano nelle strutture pubbliche, sono stati pienamente coinvolti nella gestione dell’emergenza Covid-19, subendone anche loro le conseguenze. A differenza però dei loro pari colleghi del settore pubblico non stanno vedendo riconosciuto in alcun modo il loro ‘lavoro quotidiano’, sia nell’ordinarietà che dovrebbe tradursi nel diritto al giusto rinnovo del contratto nazionale di lavoro, che nella straordinarietà dell’attuale momento che vedrà riconoscere al personale pubblico ulteriori elementi economici”.

Dopo oltre due anni e mezzo di trattativa per giungere al rinnovo del contratto della Sanità Privata, ripercorrono i sindacati, “di accordi raggiunti anche al Ministero della Salute e disattenti dalle controparti Aris e Aiop, pur nella consapevolezza della delicata situazione che il paese sta vivendo, non possiamo più accettare che tale problema continui ad essere rinviato. Siamo in attesa, ormai da diverse settimane, di una convocazione che possa porre fine a questa situazione e consenta la rapida conclusione della trattativa”. Insieme a questa vertenza, continuano, “si aggiunge la situazione nella quale versano i lavoratori delle Rsa che meritano una risposta altrettanto tempestiva, che garantisca anche a loro di vedere rinnovato il contratto collettivo nazionale”.

Per queste ragioni, “alla luce dell’assordante silenzio a cui stiamo assistendo, non siamo più disposti ad attendere ancora: i lavoratori della Sanità Privata e delle Rsa hanno diritto al rinnovo del loro contratto nazionale di lavoro. È pertanto proclamato lo stato di agitazione a livello nazionale, con conseguente sospensione di ogni forma di lavoro supplementare e/o straordinario di tutto il personale delle suddette strutture. In tutte le regioni saranno definite ulteriori iniziative da svolgersi a livello regionale/locale/aziendale. Contestualmente si procede con la formale comunicazione agli organismi preposti di richiesta del tentativo obbligatorio di conciliazione onde poter procedere, in assenza di qualsiasi riscontro che consenta la rapida conclusione della vertenza, all’indizione dello sciopero generale nazionale”, concludono Fp Cgil, Cisl Fp e Uil Fpl.

Affrontare anche tema redistribuzione risorse previste da legge di Bilancio

Immediata apertura del tavolo negoziale sulle risorse per il rinnovo del contratto nazionale 2019/2021 e su quelle già previste dalla legge di Bilancio per il Corpo dei Vigili del Fuoco“. A chiederlo è la Fp Cgil Nazionale in una lettera inviata al governo e ai vertici del Corpo.

“L’attuale momento fortemente vincolato alle drammatiche condizioni sociali ed economiche venutesi a creare a causa dell’emergenza Covid-19 – prosegue la Fp Cgil – sta dimostrando in maniera inconfutabile l’importante ruolo svolto dal personale della Pubblica Amministrazione nei confronti del Sistema Paese, a partire proprio dai servizi resi dal personale del Soccorso in generale tra cui rientrano anche le donne e gli uomini del Corpo Nazionale dei Vigili del Fuoco”.

Per tale ragione, “al fine di valorizzare economicamente il ruolo e il lavoro svolto dal personale del Corpo, chiediamo l’immediata apertura del tavolo negoziale sia delle risorse del CCNL 2019/2021 sia di quelle inerenti l’art.1, comma 133 e 138 della Legge di bilancio 2020”, conclude la Fp Cgil.

Non servono strane alchimie, non servono strane alleanze, serve rivendicare il diritto democratico della contrattazione, venuta meno a causa della pubblicizzazione del contratto.

Per questo abbiamo nuovamente chiesto al governo e all’Amministrazione l’apertura immediata il tavolo di negoziazione sia sulla partita contrattuale, scaduta già da un anno, sia sulla distribuzione delle risorse stanziate in legge di Bilancio 2020.

Il momento delle chiacchiere, del polverone, dei doppiogiochisti non rientra nelle logiche della Cgil.

La Cgil ha sempre mantenuto una sua posizione, lo ha fatto coerentemente e nel rispetto delle donne e degli uomini del Corpo, anche cercando un dialogo aperto, costruttivo e leale. Questo purtroppo non c’è mai stato e la responsabilità non è certo della Cgil.

Inutile alleanze promiscue quindi, la discussione al tavolo negoziale dovrà riguardare CONTRATTO, VALORIZZAZIONE ECONOMICA E PROFESSIONALE, PROGRESSIONE IN CARRIERA, PENSIONE INTEGRATIVA, 6 SCATTI SU BASE PENSIONABILE, INAIL, RSU, CONTRATTO UNICO, DELEGIFICAZIONE e SBUROCRATIZZAZIONE DEL MODELLO DIPARTIMENTALE VVF.

Il resto, sono solo chiacchiere

Corona virus

Pubblicchiamo l’informativa  del Capo del Corpo, in merito le procedure di sicurezza e prevenzione per il contrasto dell’emergenza epidemiologica COVID 19.

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