CONFRONTO DEL 30 APRILE 2020

A seguito di espressa richiesta da parte di queste OO.SS. in data 30 aprile si è svolto un incontro del tavolo sindacale per affrontare il tema delle iniziative da porre in essere per il proseguimento dell’attività a partire dal il 4 maggio.
In primo luogo, dopo aver ribadito il nostro apprezzamento per la tempestività e la correttezza con cui è stata affrontata questa prima fase dell’emergenza e considerando l’impegno del personale e le positive risultanze sullo svolgimento del lavoro agile, abbiamo rappresentato all’amministrazione la necessità di proseguire con questa modalità anche per il prossimo futuro
Dovendo far fronte alla oramai nota “fase 2”, infatti, FP CGIL, CISL FP e UIL PA hanno richiesto un ulteriore e doveroso sforzo programmatico al fine di assicurare la tutela dei lavoratori sia sotto l’aspetto della sicurezza che della tutela socio-economica, garantire il corretto svolgimento delle attività lavorative e scongiurare potenziali rischi per i dipendenti.
Abbiamo quindi proposto di avviare un confronto per arrivare alla definizione di un protocollo d’intesa con le OO.SS. per un futuro graduale rientro del personale con regole comuni a tutti i CDR, del quale ad oggi non ci è stata comunicata nessuna data e comunque sembra non essere a breve. Sempre in previsione di un futuro rientro graduale è stato chiesto di rivedere il modello organizzativo e l’accordo sull’orario di lavoro con riguardo ad una maggiore flessibilità.
L’amministrazione dopo aver confermato di voler proseguire con la modalità “agile” anche nelle prossime settimane ha concordato sulla opportunità di definire con le OO.SS. un apposito protocollo d’intesa.
Inoltre, queste Organizzazioni Sindacali, tenuto conto della eccezionalità della situazione e delle previsioni contenute nella circolare n.2/2020 del Dipartimento della Funzione Pubblica, hanno richiesto di corrispondere i buoni pasto al personale impegnato in attività “smart” sin dall’avvio dello stato emergenziale, considerando che sia il Ministro della Funzione Pubblica che il Segretario Generale del Ministero del Lavoro, l’hanno definita “modalità
ordinaria di lavoro”. Per ovviare alla rilevazione oraria della presenza, queste OO.SS. hanno proposto che ogni lavoratore possa autocertificare le ore di lavoro svolto nella giornata.
Considerando la possibilità che il lavoro agile possa continuare ad essere anche per il prossimo futuro la modalità ordinaria di effettuazione della prestazione lavorativa, abbiamo richiesto di implementare le forniture di pc portatili e di dispositivi di connessione per consentire a tutto il personale di lavorare da casa e migliorare le prestazioni delle piattaforme informatiche.
Abbiamo, inoltre, sollecitato l’Amministrazione ad attivarsi per consentire di definire rapidamente il bando e le procedure necessarie per le “progressioni economiche 2020” frutto di accordo sindacale attualmente in corso di certificazione da parte degli enti preposti così come il FRD (ex FUA) 2019, certificazione che dovrebbe arrivare entro il corrente mese.
Nel corso dell’incontro ci è stato inoltre comunicato che sono in via di definizione i lavori sull’impianto di condizionamento di via Flavia, che dovrebbero concludersi entro il mese di giugno, approfittando anche dell’assenza della maggior parte dei lavoratori.
In attesa del protocollo sulla sicurezza, abbiamo chiesto particolare attenzione per il personale che è chiamato a svolgere la propria attività in presenza attraverso l’attuazione delle disposizioni impartite dall’INAIL ed il coinvolgimento degli RLS e del medico competente. Da ultimo, è stata chiesta l’applicazione dell’art. 63 del DL 18/2020, che al primo comma, riconosce a ciascuno lavoratore, entro un limite di reddito complessivo da lavoro dipendente di 40.000 euro, un premio di cento euro, non concorrente alla formazione del reddito, da rapportare ai giorni di presenza in ufficio nel mese di marzo.
Per quanto sopra abbiamo definito la prossima data di confronto per il giorno 12 maggio c.a.

FP CGIL

Giuseppe Palumbo – Francesca Valentini

CISL FP

Michele Cavo – Marco Sozzi

UIL PA

Bruno Di Cuia – Orlando Grimaldi

Confronto sul Fondo 2019: gli esiti della prima riunione

Abbiamo avuto oggi il primo confronto, alla presenza del Sottosegretario Ferraresi, del Capo di Gabinetto e dei Capi Dipartimento, sulla ripartizione del Fondo 2019, per il quale è stata fornita una ipotesi di accordo generale, preceduta da confronti solo per due dei tre Dipartimenti, DAP e DGMC.
Relativamente alla proposta presentata noi abbiamo espresso le seguenti obiezioni sull’impianto generale:
Abbiamo rilevato preliminarmente l’abbassamento degli importi destinati al Fondo, che perdono circa 4,5 milioni di euro rispetto agli anni precedenti. Pur essendo un taglio giustificato dalle risorse spese per le progressioni economiche appare di tutta evidenza che il loro detrimento è riferibile alla presenza del tetto limite, disposto dalla norma, alla disponibilità del fondo, che non consente il recupero delle risorse variabili, ed al mancato incremento dello stesso per effetto di mancati interventi legislativi finalizzati a tale scopo.
Progressioni economiche: la bozza contiene un generico richiamo all’accordo programmatico sottoscritto in occasione della sigla dell’accordo 2018. Per quanto ci riguarda deve essere rinnovato l’accordo programmatico ed incrementato in modo consistente l’importo attualmente previsto per gli sviluppi economici, pari a 5 milioni di euro (per il solo DOG). In modo da consentire, nell’anno in corso, l’avvio di una nuova fase di progressioni per l’anno 2020, da avviare nell’immediato, consentendo la partecipazione di un adeguato numero di lavoratori, in numero almeno pari al numero delle progressioni effettuate negli anni precedenti. Al riguardo abbiamo richiesto un impegno preciso all’Amministrazione come condizione per sottoscrivere l’accordo.
Valutazione della performance individuale: abbiamo rilevato l’estrema criticità nell’applicazione del sistema adottato con il DM del marzo 2018, tale da inficiare la regolarità del processo così come declinato nelle linee guida approvate dal Ministero. Sul punto ci è stato comunicato che il processo di valutazione nel DOG è stato sospeso a seguito di valutazione dell’OIV dei risultati ancora molto parziali rispetto al monitoraggio avviato sul territorio nazionale. Questo naturalmente comporta una riflessione sulla quota del 20% destinata a tale istituto e per quanto ci riguarda la possibile soluzione può essere la confluenza di questa risorse nei fondi destinati alla performance collettiva.
Per tali motivi la riunione ha avuto un esito interlocutorio, e nelle more della prossima riunione, sarà nostra cura concordare una proposta unitaria, che ponga anche le premesse per gli sviluppi successivi legati agli sviluppi economici ed al confronto sul Fondo 2020, nell’esclusivo interesse dei lavoratori della Giustizia, a maggior ragione in una fase delicata come quella che si sta vivendo.
A margine ci sono pervenuti alcuni chiarimenti da noi richiesti nel corso della riunione. Per quanto riguarda la vigenza temporale delle graduatorie ex 21 quater ci è stato comunicato che la stessa è riferibile al 31 dicembre 2022, che è il termine di vigenza contabile delle risorse previste per il finanziamento della norma. Una notizia che rassicura sul prosieguo del confronto su questa delicata materia e su tutto quello che riguarda l’applicazione dell’accordo del 26 aprile 2017.
Il Sottosegretario Ferraresi nel suo intervento ha rinnovato l’impegno a suo tempo assunto circa l’integrazione delle risorse da assegnare al Fondo del salario accessorio, ma al momento ha solo esplicitato due possibili soluzioni, una di tipo amministrativo ed una con un intervento legislativo ad hoc. Entrambe però al momento non hanno un risvolto concreto se non, appunto, nel rinnovato impegno della parte politica. Noi consideriamo certamente lodevole tale impegno ma al momento lo stesso non ha prodotto risultati per cui ci attendiamo risposte effettive anche a fronte degli impegni che l’Amministrazione vuole assumere sul piano della riorganizzazione del lavoro.
Infine il Capo Dipartimento DOG ha ribadito la disponibilità al confronto sul Protocollo Sicurezza. Peccato che, come abbiamo rilevato, ci troviamo di fronte al fatto compiuto: l’emanazione di una Circolare che ricalca esattamente la proposta presentata al tavolo di negoziazione e quindi di un atto unilaterale che mortifica la possibilità del confronto. Per quanto ci riguarda è e deve rimanere un impegno cogente per l’Amministrazione l’applicazione del Protocollo di Intesa del 3 aprile u.s. sottoscritto con il Ministro della Pubblica Amministrazione. Tale atto negoziale infatti impegna il Governo e le Pubbliche Amministrazioni Centrali tutte al confronto con le parti sociali. Da questo punto di vista valuteremo a tutti i livelli di contrattazione le misure adottate, esercitando tutte le prerogative in tema di rispetto dei diritti contrattuali dei lavoratori, di applicazione rigorosa di tutte le misure di sicurezza previste dalla normativa vigente e di puntuale denuncia di ogni violazione eventualmente riscontrata.
I lavori sono stati rinviati ad una prossima riunione che si terrà fra due settimane circa. In tale incontro si discuterà dei criteri di pagamento del FUA 2019 e di numeri e criteri della terza procedura di progressione economica con riferimento a tutti i dipartimenti ed agli archivi notarili.
Vi terremo puntualmente informati sugli sviluppi.

FP CGIL                                       CISL FP                                      UIL PA
Meloni Prestini                                  Marra                                          Amoroso

Pubblichiamo la ministeriale n.0145909.U del 4.5.2020 di cui all’oggetto.

A seguito della nota inviata dalla Direzione Centrale per la Formazione in merito alle indicazioni impartite per l’inizio del corso Capo Squadra decorrenza 2019 chiediamo chiarimenti

Pubblichiamo la nota nella quale si chiediamo chiarimenti sull’organizzazione intrapresa con l’emergenza epidemiologica in atto,  per il personale del compendio delle SCA e gli allievi dell’87° AA.VV.F. che transiteranno nella struttura nelle prossime settimane. Inoltre sollecitiamo  chiarimenti  sul percorso formativo 87° AA.VV.F. tutt’ora in svolgimento.

Pubblichiamo la circolare della Direzione Centrale per le Risorse Umane , in merito alla valutazione annuale per la progressione in carriera, svolta nell’anno 2019 per il personale non Direttivo

Oggi  4 maggio si celebra la giornata Internazionale dei Vigili del Fuoco. Con i colori rosso e blu, che rappresentano il fuoco e l’acqua, vogliamo ricordare in tutto il mondo, coloro che quotidianamente e con professionalità garantiscono la sicurezza dei cittadini spesso a discapito della propria vita

#NoBodyShaming Giovanna Botteri

In riferimento allo spiacevole episodio che vede come protagonista Giovanna Botteri,  giornalista Rai che circa una settimana fa è stata oggetto di scherno per il suo modo di vestire e per la sua acconciatura, esprimiamo il nostro massimo sostegno.

Giovanna Botteri, inviata di guerra che con la sua professionalità ci ha tenuti collegati con le zone più pericolose del mondo, esperta di questione internazionali, grande corrispondente estera, nonché analista della politica italiana, è una donna che non ha bisogno di essere difesa perché la sua professionalità fa da schermo a qualunque tipo di attacco. Nonostante questo è necessario costruire insieme una rete di solidarietà e di condanna di attacchi di questo tipo, per far sì che il bodyshaming di cui è vittima non colpisca più né lei né altre donne.

Anche di fronte a tanta professionalità, quest’ultima sembra poter essere facilmente sacrificata in nome di modelli estetici arbitrari e poco rilevanti. Troppo spesso ci viene suggerito dalla società – e dalla comunicazione pubblica che ne è il riflesso – che il modello estetico, la conformità al pensiero dominante, l’omologazione, surclassano libertà e autodeterminazione, a partire dalle donne. Si fa ancora fatica a guardare le competenze, a riconoscere il valore della donna che, anche nel mondo del lavoro, occupa ancora uno spazio marginale nei ruoli dirigenziali e di guida del Paese.

Quanto ancora accade mette in evidenza ciò che pensiamo da tempo: che sia necessario mettere al centro dell’agenda politica del nostro paese una campagna culturale e di sensibilizzazione che parta dal rispetto delle persone. Vorremmo non dover ancora ribadire che è determinante, per una società, avere donne nei ruoli di direzione del Paese per superare definitivamente l’accentramento maschile nei ruoli di comando, e non avere politiche che rinuncino ad una visione di genere. Occorre un cambiamento della cultura organizzativa del lavoro e della società, che elimini ogni forma di discriminazione a svantaggio delle donne. Dobbiamo combattere le discriminazioni, a partire dai luoghi di lavoro.

Stiamo vivendo uno dei periodi più bui della storia degli ultimi cento anni. E lo stiamo vivendo insieme, nessuno escluso. Per questo ogni giorno ascoltiamo voci che parlano di come ne usciremo migliori, assistiamo a grandi gesti di solidarietà, di comunità, che fanno ben sperare che dopo tutto questo ci aspetti una società migliore. Eppure, nonostante le tante belle parole e gli intenti genuini, ci sono mostri ancestrali che non si riescono a scardinare. Tra questi alcune becere forme di discriminazione nei confronti della donna. In fondo ha ragione Giovanna Botteri: conta quello che le Donne hanno da dire, non come appaiono né come lo esprimono. Facciamoci Sentire. Grazie Giovanna.

“Avevamo chiesto un rapido cambio di rotta alla guida del Dap e cogliamo con favore la rapida soluzione della crisi, che si era creata con le dimissioni di Basentini, con la nomina in tempi brevi di due magistrati di grande spessore che hanno contribuito nella loro carriera professionale alla lotta alla criminalità organizzata: Petralia nuovo Capo del Dap e Tartaglia suo vice”. Questo il commento della Fp Cgil sulla nomina dei nuovi vertici del Dipartimento per l’Amministrazione Penitenziaria.

“Auguriamo buon lavoro ai due magistrati e confidiamo in un proficuo confronto con le organizzazioni sindacali finalizzato a superare lo stato di abbandono in cui si trova il sistema dell’esecuzione penale del nostro paese. Così come serve aprire una nuova pagina nella gestione del sistema, a partire dall’edilizia penitenziaria, dalle assunzioni, dalla sicurezza nei luoghi di lavoro e dalla formazione del personale”, conclude la Fp Cgil.

“Adesso serve un vero e proprio cambio di rotta nelle politiche gestionali, da tempo ormai precarie e perlopiù vulnerabili”. Così il coordinatore nazionale della la Fp Cgil Polizia Penitenziaria, Stefano Branchi, commenta la notizia delle possibili prossime dimissioni del capo del Dap, Francesco Basentini, ricordando che: “Qualche mese fa, come organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative, interrompemmo le relazioni sindacali con l’Amministrazione Centrale, viste le continue inascoltate rivendicazioni fatte per il personale di Polizia Penitenziaria”.

Quanto alla nomina di Tartaglia quale Vice Capo del Dipartimento per l’amministrazione penitenziaria, il dirigente sindacale osserva: “Da lui ci attendiamo un autorevole e serio contributo per un’inversione di rotta nelle politiche di salvaguardia per il personale”. Infine, “in un momento storico così delicato e sensibile, per l’intero panorama nazionale dell’intero sistema penitenziario, si aggiungono anche una serie di incertezze rispetto alla stabilità dei vertici di Largo Daga, ma noi siamo fiduciosi in ‘un nuovo orizzonte’, così per poter ripartire in propositive interlocuzioni istituzionali e collaborazione tra le Parti“, conclude Branchi.

Primo maggio, con il lavoro che non c’è.

Primo Maggio 2020, non lo dimenticheremo per molto tempo. Tante le lavoratrici e i lavoratori a casa perché in cassa integrazione, o perché le attività sono chiuse o magari, si pensa i più fortunati, in smart working.

La drammatica situazione economica causata dell’emergenza sanitaria dovuta al Covid-19 sta facendo sì che le persone vivano una altrettanto drammatica crisi occupazionale, con molti, uomini e donne (più donne che uomini), a rischio di perdere il proprio impiego e molte altre che dovranno venire a capo di un’inedita situazione con il lavoro da svolgere e l’assenza del sostegno della scuola nella cura dei bambini. Un problema, quest’ultimo, che rischia di far arretrare la condizione di molte donne, che spesso sono le prime a essere chiamate in causa nella gestione dei figli.

Pensiamo che questa crisi possa essere l’occasione per arrivare a superare anche nel nostro paese, preparando luoghi e spazi che consentano di uscire dal refrain che si ripete all’infinito, come in un’eco senza fine, che vede le donne le uniche a doversi fare carico della cura della casa e dei familiari.

In questo periodo c’è un uso esagerato di riferimenti al Rinascimento. E allora quanto sta avvenendo potrebbe essere colto come una buona occasione per riportare un po’ di Rinascimento anche nel vissuto delle donne, lavorando per costruire un nuovo modello di famiglia, che vada oltre il concetto a parole ampliamente superato, che vede nella donna l’unica figura che deve occuparsi della gestione familiare.

Chi, uomo o donna che sia, in qualche modo riuscirà a conciliare lo smart working, peraltro svolto obbligatoriamente da casa, con la presenza dei familiari da accudire e gli ambienti maggiormente vissuti da gestire, dovrà affrontare i prossimi mesi con un impegno non certo “smart”. Un impegno che non mette al centro la persona e diventa di fatto sovraccarico, stress, piuttosto che una forma di conciliazione vita-lavoro di qualità e benessere, quale il “lavoro agile” dovrebbe essere ed è in tempi “normali”.

In questo periodo sono cambiati gli spazi e i tempi del lavoro, ma per certi aspetti i nodi da sciogliere sono rimasti gli stessi. E il primo di questi nodi è il ruolo della donna nella società, che non può più essere quello dell’ “angelo del focolare” e deve avere pari dignità e opportunità, anche in casa.

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